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Squillace-Stalettì, Giornate Ecologiche, 22 e 23 maggio, Eco-Schools: gli studenti protagonisti della tutela del territorio

L’Istituto Comprensivo di Squillace rinnova il proprio impegno per l’educazione ambientale aderendo alle Giornate Ecologiche del 22 e 23 maggio, iniziativa inserita nel progetto internazionale Eco-Schools, promosso in collaborazione con FEE Italia e con i Comuni di Squillace e Stalettì. Due mattinate dedicate alla cittadinanza attiva, alla cura degli spazi costieri e alla sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica, uno dei problemi più urgenti per la salute dei nostri mari. L’adesione dell’Istituto Comprensivo al programma Eco-Schools si traduce in un percorso formativo che unisce teoria e pratica. Le Giornate Ecologiche rappresentano infatti un momento di apprendimento sul campo: gli studenti sperimentano la cittadinanza attiva; comprendono l’impatto dei rifiuti plastici sugli ecosistemi marini; collaborano con istituzioni e associazioni del territorio; rafforzano il senso di appartenenza alla comunità. Venerdì 22 maggio, giornata ecologica dedicata alla Scuola Primaria di Squillace centro e lido e Stalettì: dopo l’arrivo sulla spiaggia di Copanello, ci saranno i saluti istituzionali e un briefing tecnico; seguirà la raccolta dei rifiuti, con particolare attenzione alla plastica. Sabato 23 maggio, giornata ecologica dedicata alla Scuola Secondaria di primo grado di Squillace lido e Stalettì: arrivo sulla spiaggia di Squillace, saluti istituzionali e briefing e poi l’attività di raccolta dei rifiuti. La raccolta dei rifiuti spiaggiati non è solo un’azione simbolica, ma contribuisce a ridurre l’impatto ambientale immediato; previene il ritorno in mare dei materiali trasportati dal vento; tutela la fauna marina, spesso vittima dell’ingestione di plastica; educa le nuove generazioni alla responsabilità verso il territorio. Le amministrazioni comunali di Squillace e Stalettì, insieme a FEE Italia, sottolineano come iniziative di questo tipo rappresentino un tassello fondamentale per costruire una comunità più consapevole e attenta alla sostenibilità. Le Giornate Ecologiche non sono un evento isolato, ma parte di un percorso più ampio che mira a rendere gli studenti protagonisti del cambiamento. L’obiettivo è consolidare una cultura della prevenzione, della cura degli spazi pubblici e della partecipazione attiva, valori che il progetto Eco-Schools promuove a livello internazionale.
Carmela Commodaro

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Ad Amaroni si rinnova ogni mattina il “Buongiorno Maria”: preghiera, canti e gioia nel giardino di Casa Maria

Si rinnova con entusiasmo la tradizione del “Buongiorno Maria” ad Amaroni, un appuntamento che ogni mattina accompagna i bambini nel loro cammino verso la scuola, trasformando l’inizio della giornata in un momento di serenità, fede e comunità. Nel giardino di Casa Maria tra canti, sorrisi e preghiere, i più piccoli vivono un’esperienza che, pur nella sua semplicità, custodisce un grande valore educativo e spirituale. A guidare questo momento è don Roberto Corapi, che con passione e dedizione anima ogni incontro, accompagnando i bambini con parole di incoraggiamento e gesti di vicinanza. Il “Buongiorno Maria” è ormai diventato un segno distintivo della vita parrocchiale di Amaroni, capace di coinvolgere non solo i bambini, ma anche famiglie e fedeli che scelgono di condividere questo momento di preghiera quotidiana. Un appuntamento che rafforza i legami, alimenta la fede e dona alla comunità un ritmo di vita più umano e più fraterno. Nei giorni scorsi, la comunità ha vissuto una gioia particolare accogliendo don Giovanni Manfrini, Vicario dell’Opus Dei per l’Italia che ha condiviso con don Roberto un intenso momento di comunione con i bambini e le famiglie impegnate nel cammino della Prima Confessione. L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità, partecipazione e affetto. L’accoglienza riservata a don Manfrini è stata calorosa e gioiosa, segno della vitalità della comunità e del forte legame che unisce le famiglie alla vita parrocchiale. Grande soddisfazione è stata espressa da don Roberto Corapi, che ha sottolineato quanto questi momenti quotidiani rappresentino occasioni preziose di crescita nella fede, nella condivisione e nella gioia cristiana. Il “Buongiorno Maria” non è solo una preghiera mattutina: è un percorso educativo, un seme di bene che ogni giorno viene piantato nel cuore dei bambini, aiutandoli a scoprire la bellezza della fede vissuta insieme. La comunità di Amaroni conferma così la sua capacità di custodire tradizioni che parlano al cuore, rinnovandole con entusiasmo e partecipazione. Il “Buongiorno Maria” continua a essere un piccolo grande gesto che illumina le giornate dei bambini e rafforza il senso di appartenenza alla comunità cristiana.
Carmela Commodaro

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Interviste SottoTraccia. La 46.ma è con Antonio Frustàci: la libertà come direzione

Ci sono artisti che inseguono una forma, e altri che scelgono di lasciarsi attraversare dalle proprie canzoni. Antonio Frustàci appartiene senza esitazioni a questa seconda via, quella della ricerca personale, del movimento continuo, dell’istinto che guida più della teoria. La sua musica nasce come un territorio aperto, dove emozioni, groove e intuizioni si intrecciano senza chiedere permesso. Il 16 maggio scorso, subito dopo la conferenza stampa di presentazione di OndaRocK Festival 2026, Frustàci ha portato il suo set acustico al Centro di Aggregazione Sociale Radici di Squillace Lido. L’idea iniziale era quella di suonare sulla terrazza, in un’atmosfera inevitabilmente evocativa del celebre rooftop dei Beatles. Il vento ha cambiato i piani, ma non l’intensità. Il concerto, spostato all’interno, ha mantenuto intatta la sua forza, con un’esibizione essenziale, vibrante, capace di alimentare l’entusiasmo attorno alla giornata e all’attesa del Festival del 5 agosto. Nel dialogo con Davide Mercurio e con il Collettivo OndaRocK, Frustàci ha raccontato il suo modo di vivere la scrittura; tutto parte dalla musicalità, dal ritmo, da una scintilla sonora che precede ogni testo. «Se non c’è la giusta scintilla musicale, anche il testo più profondo rischia di non attecchire». È un approccio che rivela la sua natura di costruttore di atmosfere, quasi più arrangiatore che semplice interprete. Le parole arrivano dopo, come appunti sparsi che trovano forma solo quando la chitarra indica la strada. Frustàci rifugge i confini rigidi dei generi. Nelle sue canzoni convivono cantautorato introspettivo (eredità di Rino Gaetano, De Gregori, Concato, Cammariere, Graziani), ritmica funk contemporanea (con Daniele Silvestri come riferimento italiano) e groove internazionale (dal mondo Vulfpeck e dal revival funk americano). Un equilibrio naturale tra interiorità e movimento, tra pensiero e corpo. I brani Straniera e Stop, i suoi primi singoli ufficiali, rappresentano ancora oggi un punto di partenza importante. Canzoni nate anni prima della pubblicazione, che oggi l’artista rivedrebbe con occhi diversi, forse più complessi. Ma proprio questa distanza gli ha insegnato qualcosa, cioè che una canzone non deve rappresentare perfettamente chi la scrive, deve arrivare a chi ascolta. Il 2025 è stato un anno decisivo. Al Catanzaro Sound, dove era arrivato quasi per caso dopo una pausa creativa, Frustàci è entrato tra i finalisti e ha vinto il Premio Inediti, che gli ha permesso di registrare Ancora pieno in uno studio milanese. A Milano ha partecipato anche a Special Stage, progetto di Officine Buone che porta la musica negli ospedali, conquistando il Premio del Pubblico. Due esperienze vissute con curiosità, apertura e voglia di assorbire ogni dettaglio del percorso. Per Frustàci il live è soprattutto relazione. Quando sale sul palco cerca un contatto autentico, un filo invisibile che unisce chi suona e chi ascolta. La speranza è che le sue parole possano trovare spazio nella vita di qualcun altro, anche solo per pochi minuti. È qui che la sua musica diventa davvero ciò che vuole essere, cioè connessione. In un panorama musicale spesso ossessionato dalle definizioni, Antonio Frustàci sceglie la strada opposta, quella della contaminazione, dell’istinto, della libertà creativa. Un percorso senza maschere, dove il funk incontra il cantautorato e le inquietudini diventano ritmo. Forse è proprio questa libertà la sua verità più autentica.
Carmela Commodaro

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Stalettì, pubblicato l’avviso per l’assegnazione dei pacchi alimentari 2026

Il Comune di Stalettì rinnova anche per il 2026 il proprio impegno a sostegno delle famiglie in difficoltà, attivando il servizio di distribuzione mensile dei pacchi alimentari destinati ai nuclei che vivono una condizione di disagio socio‑economico. L’iniziativa, resa possibile grazie alla delibera di Giunta 138 e alla determina 97, è stata ufficialmente comunicata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Gentile. I cittadini in possesso dei requisiti previsti potranno presentare domanda utilizzando l’apposito modulo, disponibile sul sito istituzionale del Comune oppure ritirabile negli uffici del settore amministrativo. La richiesta, completa di tutta la documentazione necessaria, dovrà essere consegnata entro le ore 13 del 5 giugno. Il progetto mira a sostenere i nuclei familiari residenti a Stalettì che si trovano in condizioni di difficoltà economica, garantendo loro un pacco mensile contenente generi alimentari di prima necessità. L’avviso pubblico ha lo scopo di individuare i beneficiari che potranno accedere al servizio. Possono presentare domanda i nuclei familiari con Isee 2025 non superiore a 6.000 euro, oppure in accertata condizione di indigenza e già seguiti dai Servizi Sociali comunali; e i nuclei composti esclusivamente da anziani, con il componente più giovane di almeno 67 anni, oppure famiglie con almeno una persona con disabilità grave (legge 104/1992, art. 3 comma 3), con Isee valido fino al 31/12/2026 compreso tra 6.000 e 9.360 euro. I richiedenti devono, inoltre, dichiarare di essere residenti nel Comune di Stalettì da almeno 12 mesi alla data di scadenza dell’avviso; di essere cittadini italiani, oppure cittadini di uno Stato dell’Unione Europea, o cittadini di Paesi terzi in possesso di permesso di soggiorno CE di lunga durata o carta di soggiorno; di non beneficiare di analoghi sussidi erogati da enti religiosi o associazioni del territorio (Onlus, Ets, Parrocchie). L’amministrazione comunale conferma così la propria attenzione verso le fasce più fragili della popolazione, offrendo un aiuto tangibile e continuativo. Il servizio dei pacchi alimentari rappresenta un presidio importante di solidarietà e vicinanza, volto a garantire dignità e supporto alle famiglie che attraversano momenti di difficoltà.
Carmela Commodaro

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Squillace, con la presentazione del libro sui castelli della Calabria si conclude il progetto “Cassiodoro e la cultura della restanza”

Un pomeriggio che intreccia memoria, identità e futuro ha animato la Casa delle Culture di Squillace, dove si è svolta la presentazione del libro “I castelli raccontano”, tassello conclusivo del progetto “Cassiodoro e la cultura della restanza” promosso dall’assessorato al Turismo del Comune di Squillace. L’incontro ha riaffermato un principio cardine, e cioè che la storia non è un archivio fermo, ma una forza viva che orienta il domani. Il percorso, realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale – Linea 2 Progetti culturali” e finanziato dalla Regione Calabria attraverso il Programma Operativo Complementare, ha offerto alla cittadinanza un’esperienza culturale diffusa con giornate di studio, eventi ricreativi, iniziative turistiche, coinvolgimento delle attività commerciali e un borgo animato da visitatori provenienti da tutta la Calabria. Con la presentazione del volume dedicato ai castelli calabresi, tra cui quello di Squillace, e con l’inaugurazione della via della ceramica, dove resteranno esposti pannelli realizzati da tutte le botteghe del territorio, il progetto trova la sua naturale conclusione, lasciando, però, un’eredità concreta e visibile. Dopo i saluti dell’assessore al Turismo Natascia Mellace, il Generale Pasquale Martinello, presidente dell’associazione Calabria in Armi, ha sottolineato come il passato rappresenti un bene comune da difendere e valorizzare, un patrimonio che appartiene a tutti e che tutti sono chiamati a custodire. Il Colonnello Domenico Chianesi ha dedicato un approfondimento al Castello di Squillace, simbolo identitario e presidio di memoria che continua a parlare alle generazioni presenti, mentre il professore Paolo Cristofaro ha arricchito l’incontro con aggiornamenti sugli studi dedicati alla Calabria medievale, ampliando la prospettiva storica del territorio. A moderare l’incontro è stata la giornalista Carmela Commodaro, che ha guidato il dialogo con equilibrio e sensibilità. Il progetto ha ribadito un concetto essenziale: restanza non significa semplicemente restare, ma restare con consapevolezza, con radici profonde e uno sguardo rivolto avanti. Restare significa conoscere la propria storia, riconoscersi in essa, trasformarla in stimolo per investire sul territorio, accrescere il senso di appartenenza, costruire futuro senza perdere memoria. In questa visione, la storia diventa un motore, non nostalgia, ma orientamento; non peso, ma fondamento; non passato da contemplare, ma energia da trasformare. Ogni castello, ogni documento, ogni traccia del passato diventa un tassello di un progetto più grande: una comunità che conosce sé stessa e che, proprio per questo, sa dove vuole andare. Eventi come questo dimostrano che la cultura della restanza è un percorso condiviso, fatto di studio, cura, partecipazione e responsabilità.
Carmela Commodaro

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Petrizzi: Nuovo edificio scolastico antisismicoIl plauso di Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi

C’è un momento nella vita di una comunità che vale più di ogni altro e che certamente rimarrà indelebile nella memoria di tutti. Per la comunità di Petrizzi questo momento è rappresentato indubbiamente dall’inaugurazione del nuovo edificio scolastico che si terrà domani 19 maggio, nel quale saranno ospitate la Scuola Primaria e Secondaria di primo grado, aggregate all’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Chiaravalle. L’appuntamento è per le ore 10:00 presso la Casa delle Culture, ubicata nei pressi dell’edificio scolastico, dov’è previsto un concerto di apertura a cura dell’Orchestra di Petrizzi. Seguiranno l’inaugurazione della nuova scuola, la benedizione della statua di Don Bosco e l’apertura del parco giochi e dell’area fitness.
«Demolire un edificio scolastico esistente e ricostruirlo in toto, seguendo la normativa antisismica, non è semplicemente un’opera pubblica, ma un autentico gesto d’amore e di responsabilità che un’amministrazione comunale possa compiere verso la propria comunità; è un atto di grande lungimiranza che fa onore a tutti: sindaco, assessori, consiglieri comunali, tecnici e cittadini operosi».
«Da cittadino di questo paese – scrive Vincenzo Ursini, presidente della “Nuova Accademia dei Bronzi” e del punto d’incontro “La Ritornanza” – sento, pertanto, il bisogno di dire “grazie” a questa amministrazione, guidata dal sindaco Giulio Santopolo, per aver saputo sapientemente utilizzare le risorse ricevute, offrendo ai ragazzi che frequenteranno le scuole elementari e medie un luogo sicuro e meraviglioso, interamente ricostruito; un luogo in cui poter crescere, sognare e giocare in piena sicurezza.»
Il mio ringraziamento è esteso a tutti i consiglieri e agli assessori Antonella Paonessa (vicesindaco con delega all’associazionismo e volontariato) e Jessica Alj, titolare della delega al bilancio, programmazione e pubblica istruzione, che hanno condiviso ogni momento tecnico-gestionale legato alle varie fasi di demolizione e ricostruzione dell’opera.
Com’è noto la classificazione sismica del territorio nazionale ha introdotto normative tecniche specifiche per le costruzioni di edifici ed altre opere pubbliche in aree geografiche caratterizzate dal medesimo rischio. Il territorio di Petrizzi, nell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con la Delibera della Giunta Regionale della Calabria n. 47 del 10.02.2004, viene indicato come zona 1, cioè ad alta pericolosità sismica. La storia del paese, poi, – prosegue in presidente dell’Accademia dei Bronzi – è profondamente segnata dal dissesto idrogeologico. Sebbene la sua posizione collinare sia stata scelta nei secoli scorsi come rifugio dalle incursioni piratesche, il territorio è stato interessato ciclicamente da violente alluvioni e frane che ne hanno modificato la morfologia.
Qualcuno ricorda ancora le alluvioni del 1951 e del 1953, durante le quali l’intero comprensorio subì forti precipitazioni che innescarono grosse frane causando il crollo della maggior parte delle abitazioni del vecchio borgo, le cui ferite sono ancora evidenti».
«Ecco perché – conclude Vincenzo Ursini – ritengo che un’amministrazione che edifica una scuola sicura e antisismica costruisce molto più di un semplice edificio: edifica la certezza del futuro, mettendo al centro di tutto la vita e la serenità dei bambini, degli studenti, dei loro genitori, dei docenti e di tutto il personale scolastico ai quali auguro buon lavoro».

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Gray pubblica “L’AmmazzaSogni”: il rock sincero delle notti storte

«Ed ecco qui L’AmmazzaSogni. Un disco che ho rincorso per sei lunghi anni passando per il silenzio del Covid e le mie quotidiane follie e ancora attraverso ore interminabili in studio a registrare e ancora registrare cambiando pezzi di testo e arrangiamenti all’ultimo istante. Questo è esattamente ciò che volevo». Con queste parole Gray, artista calabrese e una delle voci più autentiche e interessanti del panorama rock italiano, presenta il suo nuovo lavoro discografico. Un album atteso, sofferto, costruito lentamente nel tempo e nato da un’urgenza artistica che non ha mai cercato scorciatoie. L’AmmazzaSogni arriva come un figlio vestito a festa nel suo giorno migliore: un progetto di cui Gray si dice profondamente orgoglioso, curato in ogni dettaglio, cresciuto tra silenzi, ostinazione e notti passate in studio a inseguire il suono giusto. Sei anni di lavoro attraversati dalla pandemia, da cambi improvvisi, riscritture continue e arrangiamenti modificati fino all’ultimo istante. Il disco è dedicato alla memoria del caro amico Antonio Fausto Locanto. «Tutto è iniziato con lui», racconta Gray, sottolineando come ogni persona coinvolta nella realizzazione del progetto abbia lasciato una parte di sé all’interno di queste tracce. “Pezzi di vita”, li definisce. Un ringraziamento speciale va anche alla Jetglow Recordings e a Francesco Merante, che lo hanno accompagnato durante questo percorso artistico. Ma L’AmmazzaSogni è anche una dichiarazione di intenti. Gray non nasconde le difficoltà incontrate lungo il cammino, né le critiche ricevute da chi ha tentato di frenare il suo percorso con la presunzione di sapere fare meglio. «Volevo solo fare Rock’n’Roll. Tutto qui», afferma con disarmante sincerità. Ed è proprio questa sincerità a rendere il disco qualcosa di più di una semplice raccolta di canzoni. L’AmmazzaSogni è il rumore autentico delle notti storte, di quelle ore in cui la città tace e restano solo i pensieri, la rabbia, le crepe e la necessità di trasformare tutto questo in musica. Non è un album costruito per piacere a tutti. Non cerca perfezione né approvazione. Gray mette in scena un attraversamento emotivo fatto di disillusione, ironia, fragilità e resistenza. Le sue canzoni non indossano maschere: sono sporche, imperfette, profondamente umane. Ed è proprio qui che trovano la loro forza. Chi ascolta L’AmmazzaSogni entra in una dimensione intima e ruvida, dove le parole arrivano dritte allo stomaco e ogni brano sembra parlare a chiunque abbia vissuto almeno una notte difficile. È un disco che non consola, ma accompagna. Che non promette sogni, ma racconta cosa accade quando qualcuno prova ad ammazzarli. Disponibile in sole 100 copie, il disco può essere richiesto direttamente a Gray tramite contatto privato. L’artista si è detto disponibile a consegnarlo personalmente, dove possibile, oppure a spedirlo direttamente agli ascoltatori che vorranno sostenere il progetto e custodirne una parte nella propria collezione. Perché L’AmmazzaSogni non è solo un disco. È una casa disordinata, vissuta, vera. Una casa in cui il rock torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: verità.
Carmela Commodaro

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Amaroni, in arrivo l’edizione VIII del Memorial “Vittorio Caccamo”

Prenderà il via il prossimo 31 maggio e proseguirà nelle giornate dell’1 e 2 giugno, nell’impianto sportivo dell’anfiteatro Nicholas Green di Amaroni, l’ottava edizione del torneo di calcio a 5 “Memorial Vittorio Caccamo” (già XVIII edizione Torneo Minicalcio Cfa), evento nato per onorare la memoria di una persona indimenticabile e legatissima alla nostra comunità. L’iniziativa, organizzata dall’omonimo comitato Memorial Vittorio Caccamo con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Amaroni, della Pro Loco di Amaroni, dell’associazione di protezione civile Angeli Blu, dell’Asd Amaroni 08, del Comitato territoriale Uisp di Catanzaro e dell’associazione Acsa&Ste Ets, oltre che di tante realtà associative e commerciali, non è soltanto una competizione agonistica, ma un vero e proprio momento di aggregazione, amicizia e solidarietà, valori che il compianto Vittorio Caccamo ha sempre incarnato nella sua vita. Grazie al prezioso supporto del Comitato territoriale Uisp di Catanzaro, guidato dal presidente Francesco Cutruzzulà, l’evento risulta inserito nella manifestazione mondiale denominata Move Week che ogni anno mostra i benefici di essere attivi e di partecipare regolarmente ad attività motorie e sportive. La Move Week è coordinata a livello europeo da Isca e in Italia è organizzata da Uisp. L’evento ormai da qualche anno rappresenta un’occasione imperdibile per gli appassionati del calcio a 5 e per tutti coloro che amano vivere le emozioni della competizione dal vivo. Le scorse edizioni hanno già dimostrato l’alto livello tecnico e l’incredibile capacità di aggregazione di questa manifestazione che rappresenta un momento di festa all’insegna dei sani valori dello sport, della lealtà e del fair play. Il programma prevede il 31 maggio lo svolgimento del torneo riservato alla categoria Big; il 1° giugno, nelle ore pomeridiane, si svolgeranno tornei di calcio balilla, di briscola, di ping pong e altro; il 2 giugno, lo svolgimento del torneo riservato alle categorie Under 8, Under 11 e Under 14. Le iscrizioni per le squadre sono aperte fino al 25 maggio. Per informazioni sul regolamento e per ricevere il modulo di iscrizione è possibile scrivere a memorialvittoriocaccamo@gmail.com o contattare, esclusivamente via whatsapp: Enrico 3490525211, Giovanni 3333264065, Francesco 3898848049. Gli organizzatori hanno pensato a ogni dettaglio per rendere l’evento una festa per tutta la cittadinanza: a bordo campo sarà presente un’area ristoro e, al termine di ogni singola giornata, si terranno le premiazioni per le rispettive categorie, in particolare per il primo e secondo posto, ma anche per il miglior giocatore e per la squadra più corretta (Premio Fair Play), infine avverrà la consegna del Trofeo Vittorio Caccamo. Oltre al ricordo, ci sarà spazio per la riflessione e la preghiera; infatti, nella mattinata di domenica 31 maggio verrà celebrata una messa dal parroco don Roberto Corapi; parte del ricavato e le donazioni raccolte durante le partite saranno devolute in beneficenza. Un modo concreto per far sì che il ricordo di Vittorio Caccamo continui a generare speranza e aiuto per chi ne ha più bisogno. L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza: grandi e piccini sono attesi sugli spalti per sostenere i partecipanti e vivere insieme una giornata all’insegna dello sport.
Carmela Commodaro

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CARABINIERI CATANZARO. CONTRASTO AL LAVORO NERO. SANZIONE AD UN’AZIENDA AGRICOLA DI SERSALE

Nella mattinata di mercoledì, 13 maggio, i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, affiancati dagli specialisti del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catanzaro, hanno effettuato un controllo mirato contro il caporalato in varie aziende della zona. In una delle tenute agricole ispezionate a Sersale i Carabinieri hanno scoperto due operai stranieri lavorare completamente “in nero”, pur essendo regolari sul territorio nazionale. I militari hanno anche ispezionato un grande capannone utilizzato non solo come deposito aziendale, ma anche come alloggio improvvisato per i due lavoratori irregolari. A pochi metri, un allevamento con circa 130 bovini, tra capi di media e piccola taglia, richiedeva cure costanti. Per il titolare dell’azienda, un 53enne del posto, è scattata una sanzione amministrativa di circa 8.000 euro, mentre il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale non è stato applicato per tutelare la salute e il benessere degli animali. Nei prossimi giorni saranno svolti ulteriori accertamenti e verifiche documentali sulla posizione dell’azienda, per ricostruire nel dettaglio la gestione del personale e la regolarità dei rapporti di lavoro. L’operazione rientra in una più ampia strategia nazionale condotta dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme ai Reparti territoriali dell’Arma, per contrastare il lavoro sommerso e le forme di sfruttamento nel settore agricolo. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro e il NIL continueranno a intensificare i controlli su tutto il territorio, con l’obiettivo di prevenire e reprimere violazioni analoghe, garantendo la tutela dei lavoratori e la legalità nelle filiere produttive.

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Squillace, conferenza stampa di presentazione dell’evento “Onda Rock 2026”

OndaRock 2026, sottotitolo “Squillace, dove l’Onda è Rock”, ha acceso ufficialmente i motori nei locali del Centro di aggregazione sociale Radici, dove l’associazione La Rete Odv ha presentato l’undicesima edizione di uno degli appuntamenti più longevi dell’estate squillacese. Il cartellone 2026 si estende per tutta la stagione estiva fino a novembre, un percorso culturale e musicale che conferma la crescita di un progetto nato dal basso e diventato, negli anni, un punto di riferimento per la scena rock calabrese. «Un impegno enorme, ben sei tappe – racconta la presidente Rita Lami – possibile solo grazie al lavoro dei soci, dei volontari e al sostegno dell’amministrazione comunale di Squillace, della sezione Avis Squillace, dell’Ugl Calabria e delle aziende partner, in particolare Rwe Renewables Energy Italia e Guglielmo Spa, ormai main sponsor storici». L’edizione si è aperta con la data “0”, Ondarock – Unplugged on the rooftop, che ha visto protagonista Frustaci, giovane cantautore calabrese già dotato di una cifra musicale personale e riconoscibile. Un assaggio perfetto dello spirito dell’intera rassegna: intimo, autentico, profondamente legato al territorio. Il 5 luglio ci sarà Ondarock in Green “Tartarock”, live acustico di Maida, in un format che unisce musica e sensibilità ambientale. Il 5 agosto, Ondarock “Squillace dove l’Onda è Rock”, concerto dei Crystal Tea e live degli Animaux Formidables, superospiti dell’edizione. Il 19 agosto, Ondarock Cult, presentazione del libro tratto dalle Interviste Sotto Traccia di Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock. Il 4 ottobre, Ondarock Clips, premiazione del Best Music Video Award. E il 22 novembre si chiude con Ondarock for Respect, live di Lamadura, dedicato ai temi del rispetto e della lotta alla violenza di genere. Anche quest’anno, sottolineano i volontari, la musica rock dei giovani talenti calabresi resta al centro del progetto, insieme ai temi che da sempre caratterizzano l’impegno de La Rete Odv: ambiente e sostenibilità, contrasto alla violenza di genere, partecipazione giovanile e cittadinanza attiva. Ondarock 2026 si conferma così un festival che non si limita a proporre musica, ma costruisce relazioni, consapevolezza e comunità, portando a Squillace artisti, storie e visioni che fanno vibrare l’estate e lasciano un segno che dura tutto l’anno.
Carmela Commodaro

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