Alle ore 05:03 di stamane 23 Marzo 2025, una tremenda scossa di terremoto è stata avvertita in buona parte della provincia di Catanzaro.
La scossa durata pochi secondi, è stata registrata con magnitudo 3.3 con epicentro AMATO (CZ) ,come riportato dal sito INGV https://terremoti.ingv.it/event/41717681
Al momento non si segnalano danni a cose o persone, solo tanto panico tra la gente che in alcuni comuni è scappata fuori per l’accaduto.
Catanzaro – Cresce la preoccupazione tra i residenti di località Giovino per l’invasione della Processionaria, il pericoloso lepidottero che sta infestando gli alberi della pineta lungo il litorale. Gli abitanti segnalano che i bruchi, noti per la loro pericolosità sia per l’uomo che per gli animali, si stanno spostando dalle piante verso le abitazioni, creando una situazione di rischio in modo particolare per gli animali domestici, che vivono nei cortili delle case della zona. La presenza della Processionaria è un problema ben noto nelle aree verdi, ma la sua proliferazione incontrollata nella pineta di Giovino sta allarmando sempre di più i residenti. I peli urticanti di questi insetti possono causare reazioni allergiche gravi, irritazioni cutanee e problemi respiratori, sia alle persone che agli animali. Come a tutti noto, i cani e i gatti sono i più esposti al rischio di gravi infiammazioni e, nei casi peggiori, necrosi della lingua se entrano in contatto con i bruchi. Gli abitanti della zona chiedono un intervento urgente degli uffici comunali per avviare una disinfestazione mirata e proteggere la salute pubblica. “Abbiamo paura per i nostri bambini e per i nostri animali – denuncia un residente – La processionaria è ovunque e nessuno fa nulla per risolvere il problema.” Il fenomeno si sta aggravando con l’arrivo della primavera e delle temperature più miti, favorendo la diffusione delle larve. I cittadini si appellano alle autorità affinché vengano adottate misure di contenimento efficaci, come la rimozione dei nidi e trattamenti specifici sugli alberi della pineta. L’auspicio dei residenti è che il Comune intervenga al più presto per tutelare la sicurezza della comunità consentendo una fruizione sicura delle aree verdi del quartiere.
Si è conclusa oggi la quarta edizione del Magna Graecia Experience, la rassegna ideata da Alessandro e Gianvito Casadonte, con il sostegno di Ministero della Cultura, Calabria Film Commission e Comune di Soverato, che ha coinvolto il pubblico dei più giovani, al teatro Comunale di Soverato, in un ciclo di proiezioni ed incontri dedicati alle esperienze e alle professionalità che ruotano attorno al mondo del cinema. Un’occasione di confronto su temi vicini alle nuove generazioni e che, grazie alla testimonianza di chi lavora dietro il set, ha offerto loro importanti spunti di riflessione lontano dai banchi di scuola. Una storia di amicizia ed emancipazione ambientata sullo sfondo di una Calabria degli anni ’40, ancora legata ai modelli del passato: è stato questo il focus narrativo de “Il mio posto è qui”, film diretto da Daniela Porto e Cristiano Bortone che, con un taglio realistico, racconta le radici e il sogno di una vita diversa nella nostra comunità. A parlarne con i ragazzi, il protagonista Marco Leonardi che ha scelto di far parte di questo progetto, mettendo a disposizione la propria lunga esperienza di attore iniziata nei panni dell’indimenticabile “Totò” di Nuovo Cinema Paradiso e proseguita anche sul set di grandi registi internazionali come Robert Rodriguez e Abel Ferrara. “Stare con i ragazzi è per me sempre un’esperienza in grado di arricchirmi”, ha commentato l’ultimo ospite del MG Experience. “Mi hanno colpito le considerazioni arrivate dai giovani, molti di loro avevano letto il libro dal quale è tratto il film e sono felice di come abbiano inteso il forte messaggio alla base. Condividere questi temi può davvero aiutare i nostri ragazzi a comprendere in maniera profonda il senso dell’amicizia, l’importanza dell’aiuto per il prossimo e il coraggio nel contrastare ogni forma di pregiudizio”. Marco Leonardi è stato, infine, premiato con un riconoscimento targato G.B. Spadafora. Un particolare ringraziamento per l’esperienza positiva, vissuta in questi giorni, è arrivata da studenti e insegnanti degli istituti scolastici superiori di secondo grado di Soverato coinvolti: IIS “Guarasci-Calabretta”, Istituto Tecnico Tecnologico “Malafarina”, Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera, Istituto Paritario Maria Ausiliatrice e Scuola Don Bosco.
Prosegue ininterrottamente dal tardo pomeriggio di ieri l’opera dei vigili del fuoco per l’incendio presso la ditta di raccolta e smaltimento di rifiuti plastici. Attualmente le squadre impegnate in operazioni di raffreddamento del materiale plastico con successivo smassamento ed estinzione di focolai ancora attivi. Squadre dei vigili del fuoco del Comando di Catanzaro sede centrale, distaccamento di Lamezia Terme e distaccamento volontario vigili del fuoco di Martirano Lombardo sono impegnate in loc. Mortilla nel comune di Gizzeria per un incendio divampato nel tardo pomeriggio di ieri nel piazzale esterno di una Ditta operante nel settore dello smaltimento di rifiuti solidi urbani (plastica). Oltre 20 unità Vigilfuoco con 7 automezzi all’opera per circoscrivere ed estinguere l’incendio evitando il propagarsi delle fiamme alle strutture. Non si registrano danni a persone. Accertamenti in corso circa l’origine del rogo al momento nessuna ipotesi viene esclusa.
Il movimento “Radici e Ali” chiede risposte al sindaco Donato: “Dov’è finito il nostro progetto?”
CHIRAVALLE CENTRALE – L’annuncio del sindaco di Soverato, Daniele Vacca, sull’avvio dei lavori per la Casa della Comunità nel suo comune ha scatenato polemiche a Chiaravalle Centrale. Il movimento civico Radici e Ali riaccende infatti i riflettori su una questione irrisolta da anni: il destino della Casa della Salute, il progetto che avrebbe dovuto colmare il vuoto lasciato dalla chiusura dell’ospedale di Chiaravalle, mai realizzato. “Leggiamo del nuovo cantiere di Soverato – afferma il movimento – e ci chiediamo: perché loro sì e noi no? Soverato ha già un ospedale funzionante, mentre Chiaravalle ha perso il proprio e con esso la possibilità di garantire servizi sanitari di prossimità ai cittadini. L’alternativa promessa era la Casa della Salute, ma quel progetto è rimasto sulla carta. Ora, a pochi chilometri da noi, si avvia un’opera che, a leggere le dichiarazioni ufficiali, sembra essere un doppione di ciò che sarebbe dovuto nascere a Chiaravalle”. L’interrogativo è chiaro e diretto: cosa può dirci il sindaco Domenico Donato sui cantieri della Casa della Salute di Chiaravalle? E, soprattutto, cosa comporta per il nostro territorio il nuovo progetto di Soverato? Se l’obiettivo della Casa della Comunità è migliorare l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, il rischio è che la struttura di Soverato finisca per assorbire risorse e competenze che avrebbero dovuto essere destinate a Chiaravalle. Il movimento civico punta il dito contro quella che definisce una “disattenzione colpevole” da parte dell’amministrazione Donato, accusata di non aver difeso con sufficiente determinazione il diritto della città a un presidio sanitario adeguato. “Mentre altrove si costruisce, qui si assiste in silenzio all’ennesima occasione persa. Chiaravalle non può restare a guardare mentre i servizi vengono spostati altrove”, affermano i rappresentanti di Radici e Ali. Una richiesta di chiarimenti che, inevitabilmente, si trasforma in una critica politica: “Perché il sindaco Donato non ha fatto sentire la sua voce? Perché nessuna pressione sugli enti preposti affinché il progetto della Casa della Salute diventasse finalmente realtà? Sono domande che i cittadini di Chiaravalle meritano di vedere affrontate con urgenza, prima che l’ennesima promessa venga definitivamente archiviata”.
Sono davvero felice di poter annunciare che sono iniziati, ufficialmente, i lavori per la costruzione della “𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗶𝘁𝗮̀” di Soverato. Un progetto che rappresenta un passo significativo verso il miglioramento dei servizi sanitari e sociosanitari nella nostra città.
𝘾𝙤𝙨’𝙚̀ 𝙡𝙖 𝘾𝙖𝙨𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀? Sarà un punto di riferimento per tutti i cittadini, un luogo dove trovare assistenza medica e servizi sanitari essenziali, con: 10 medici di medicina generale e 8 infermieri dedicati alla cura e alla prevenzione Sale per visite specialistiche e diagnostica (ecografie, elettrocardiogrammi, radiografie, ecc.) Punto prelievi e servizi per anziani, famiglie, donne e bambini Un sistema innovativo di interconnessione dati per ottimizzare la presa in carico dei pazienti
Inoltre, l’implementazione di un sistema innovativo di interconnessione dei dati e la creazione della 𝘊𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘖𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘛𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 (COT) sono elementi chiave che miglioreranno l’efficienza e la continuità dell’assistenza. 𝗨𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗶! Soverato avrà una sanità più accessibile, moderna ed efficiente, con un’attenzione particolare ai bisogni della nostra comunità.
Federnuoto ha pubblicato gli iscritti per gara e il riepilogo iscritti per società dei Criteria Nazionali Giovanili in programma allo Stadio del nuoto di Riccione dal 28 marzo al 2 aprile prossimi. Nella sei giorni di Riccione saranno al via un totale di 1.953 nuotatori. Tra questi da segnalare l’ufficializzazione della qualifica della giovane nuotatrice Dalia Cosentino ai Criteria di Riccione nei 50 farfalla, 50 e 100 dorso, grazie alle strepitose prestazioni al Campionato regionale di nuoto “Categoria” e “Assoluti”, svoltosi a Lamezia Terme nei giorni scorsi. Entusiasmanti sono stati i risultati degli atleti del Gruppo Atletico Sportivo, di Catanzaro, allenati da coach Germana Critelli, chinesiologa, che portano a casa un quarto posto, ad un soffio dal terzo posto, nella classifica “Categoria” e nonostante sia una squadra molto giovane un quinto posto nella classifica “Assoluti”. Carmela Commodaro
“La musica corale in Calabria, ieri e oggi” è stato il tema del convegno che si è tenuto a Sant’Andrea Ionio Marina su iniziativa dell’associazione culturale Schola Cantorum Officium nell’ambito dei festeggiamenti per i 25 anni di fondazione. Dopo il saluto del presidente Andrea Codispoti, il maestro Gianfranco Cambareri, presidente della O.C.C. Organizzazione Cori Calabria e docente di esercitazioni corali al Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, ha presentato il mondo della coralità calabrese e illustrato i numerosi progetti avviati dalla Occ per qualificare il mondo corale in Calabria, sottolineando quanto sia importante che i cori siano guidati da direttori competenti e preparati. Questa dovrebbe essere una prerogativa di tutti, istituzioni ed enti che decidono di avviare una pratica corale seria, dalla scuola alle parrocchie. Ed è proprio in questa direzione che si è mossa l’azione della Occ in questi anni, avviando numerosi corsi di formazione per coristi e direttori in tutta la Calabria. Il maestro Christian Cosentino, direttore della Schola Cantorum Officium e docente di musica all’Istituto Comprensivo Patari-Rodari-Pascoli-Aldisio di Catanzaro, si è poi soffermato sulla tradizione del canto sacro a Sant’Andrea Ionio e nei paesi limitrofi. Il maestro Cosentino ha fatto fare un salto nel passato ai presenti illustrando, attraverso testimonianze documentate da immagini e testi, una storia di pratica corale che si tramanda per via orale da secoli. È stato emozionante, per i presenti, il momento in cui il maestro ha fatto ascoltare dei file audio registrati nei primi anni ’80: canzoncine e inni della tradizione popolare cantati da anziane donne non più viventi. Grande attenzione è stata dedicata ad alcuni canti che ancora oggi vengono praticati sia a Sant’Andrea Ionio che nei comuni viciniori, e che sono stati oggetto di un lavoro di ricerca, studio, recupero, trascrizione e infine elaborazione per coro da parte del maestro Cosentino, finalizzato alla documentazione di un patrimonio storico e culturale che negli anni rischia di scomparire insieme ai custodi di queste tradizioni, gli anziani, che rappresentano la memoria storica di una comunità. Don Fabrizio Fittante, maestro delle celebrazioni liturgiche dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, ha voluto sottolineare l’importanza della pratica del canto corale per arricchire le funzioni liturgiche. Don Fabrizio ha evidenziato quanto sia fondamentale che l’animazione della liturgia venga svolta con dovizia e preparazione, senza lasciare che la scelta dei canti segua una tendenza, ma piuttosto affidandosi a quello che la Chiesa ci indica attraverso documenti ufficiali quali il “Motu proprio tra le sollecitudini per la musica sacra” di San Pio X e le tradizioni tramandateci dai nostri padri, anche attraverso i canti popolari. Le conclusioni sono state affidate al professor Giuseppe Giordano, etnomusicologo e docente di antropologia della musica all’Università di Roma Tor Vergata, il quale ha evidenziato l’importanza degli studi e delle ricerche sulle tradizioni popolari, sulle pratiche diffuse di canto corale e sulle usanze tramandate per via orale. Particolare attenzione è stata rivolta al canto dell’Ufficio, una tradizione ancora molto diffusa in diverse comunità calabresi, in particolare a Serra San Bruno e Sant’Andrea Ionio. Il professor Giordano ha documentato e presentato alcuni video e audio di frammenti di questa pratica corale, registrati nelle serre calabresi e da lui trascritti su partitura musicale. È emersa l’indubbia provenienza di questi canti dal gregoriano, certamente un po’ adattato e rimodulato per via della oralità attraverso cui è stato tramandato nel corso degli anni. Ricollegandosi con quanto esposto dagli altri relatori, il professor Giordano ha voluto evidenziare quanto i nostri padri, pur non essendo dei liturgisti e senza aver svolto mai studi sulla liturgia, sapessero comunque come e quando utilizzare alcuni canti in base al tempo liturgico. Il maestro Cosentino ha poi invitato il professor Giordano in Calabria per assistere di persona all’esecuzione del canto dell’Ufficio e di altri brani della tradizione popolare. Sarà l’inizio di una collaborazione che dovrà riuscire a documentare e materializzare il maggior numero di canti possibili. Il convegno organizzato dall’associazione culturale Schola Cantorum Officium è stato, quindi, l’occasione giusta per tracciare la strada verso un’opera più approfondita di studio e di recupero dei canti della tradizione orale di Sant’Andrea Ionio e dei paesi limitrofi, un omaggio alla memoria di tutti coloro che nel corso degli anni hanno saputo trasmettere questa passione e vocazione verso il canto devozionale, fino a farlo giungere sino a noi. Un lavoro volto a far emergere quell’elemento culturale che ha contraddistinto per secoli la nostra terra e che rischierebbe altrimenti di andare perso.
“La musica corale in Calabria, ieri e oggi” è stato il tema del convegno che si è tenuto a Sant’Andrea Ionio Marina su iniziativa dell’associazione culturale Schola Cantorum Officium nell’ambito dei festeggiamenti per i 25 anni di fondazione. Dopo il saluto del presidente Andrea Codispoti, il maestro Gianfranco Cambareri, presidente della O.C.C. Organizzazione Cori Calabria e docente di esercitazioni corali al Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, ha presentato il mondo della coralità calabrese e illustrato i numerosi progetti avviati dalla Occ per qualificare il mondo corale in Calabria, sottolineando quanto sia importante che i cori siano guidati da direttori competenti e preparati. Questa dovrebbe essere una prerogativa di tutti, istituzioni ed enti che decidono di avviare una pratica corale seria, dalla scuola alle parrocchie. Ed è proprio in questa direzione che si è mossa l’azione della Occ in questi anni, avviando numerosi corsi di formazione per coristi e direttori in tutta la Calabria. Il maestro Christian Cosentino, direttore della Schola Cantorum Officium e docente di musica all’Istituto Comprensivo Patari-Rodari-Pascoli-Aldisio di Catanzaro, si è poi soffermato sulla tradizione del canto sacro a Sant’Andrea Ionio e nei paesi limitrofi. Il maestro Cosentino ha fatto fare un salto nel passato ai presenti illustrando, attraverso testimonianze documentate da immagini e testi, una storia di pratica corale che si tramanda per via orale da secoli. È stato emozionante, per i presenti, il momento in cui il maestro ha fatto ascoltare dei file audio registrati nei primi anni ’80: canzoncine e inni della tradizione popolare cantati da anziane donne non più viventi. Grande attenzione è stata dedicata ad alcuni canti che ancora oggi vengono praticati sia a Sant’Andrea Ionio che nei comuni viciniori, e che sono stati oggetto di un lavoro di ricerca, studio, recupero, trascrizione e infine elaborazione per coro da parte del maestro Cosentino, finalizzato alla documentazione di un patrimonio storico e culturale che negli anni rischia di scomparire insieme ai custodi di queste tradizioni, gli anziani, che rappresentano la memoria storica di una comunità. Don Fabrizio Fittante, maestro delle celebrazioni liturgiche dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, ha voluto sottolineare l’importanza della pratica del canto corale per arricchire le funzioni liturgiche. Don Fabrizio ha evidenziato quanto sia fondamentale che l’animazione della liturgia venga svolta con dovizia e preparazione, senza lasciare che la scelta dei canti segua una tendenza, ma piuttosto affidandosi a quello che la Chiesa ci indica attraverso documenti ufficiali quali il “Motu proprio tra le sollecitudini per la musica sacra” di San Pio X e le tradizioni tramandateci dai nostri padri, anche attraverso i canti popolari. Le conclusioni sono state affidate al professor Giuseppe Giordano, etnomusicologo e docente di antropologia della musica all’Università di Roma Tor Vergata, il quale ha evidenziato l’importanza degli studi e delle ricerche sulle tradizioni popolari, sulle pratiche diffuse di canto corale e sulle usanze tramandate per via orale. Particolare attenzione è stata rivolta al canto dell’Ufficio, una tradizione ancora molto diffusa in diverse comunità calabresi, in particolare a Serra San Bruno e Sant’Andrea Ionio. Il professor Giordano ha documentato e presentato alcuni video e audio di frammenti di questa pratica corale, registrati nelle serre calabresi e da lui trascritti su partitura musicale. È emersa l’indubbia provenienza di questi canti dal gregoriano, certamente un po’ adattato e rimodulato per via della oralità attraverso cui è stato tramandato nel corso degli anni. Ricollegandosi con quanto esposto dagli altri relatori, il professor Giordano ha voluto evidenziare quanto i nostri padri, pur non essendo dei liturgisti e senza aver svolto mai studi sulla liturgia, sapessero comunque come e quando utilizzare alcuni canti in base al tempo liturgico. Il maestro Cosentino ha poi invitato il professor Giordano in Calabria per assistere di persona all’esecuzione del canto dell’Ufficio e di altri brani della tradizione popolare. Sarà l’inizio di una collaborazione che dovrà riuscire a documentare e materializzare il maggior numero di canti possibili. Il convegno organizzato dall’associazione culturale Schola Cantorum Officium è stato, quindi, l’occasione giusta per tracciare la strada verso un’opera più approfondita di studio e di recupero dei canti della tradizione orale di Sant’Andrea Ionio e dei paesi limitrofi, un omaggio alla memoria di tutti coloro che nel corso degli anni hanno saputo trasmettere questa passione e vocazione verso il canto devozionale, fino a farlo giungere sino a noi. Un lavoro volto a far emergere quell’elemento culturale che ha contraddistinto per secoli la nostra terra e che rischierebbe altrimenti di andare perso.
CATANZARO – – Il Teatro Comunale di Catanzaro ha fatto il pieno di divertimento con “Bongiornu e Aguri”, la commedia portata in scena mercoledì 19 marzo dal Teatro Incanto nell’ambito della rassegna “Nel segno di Gemelli”. Lo spettacolo ha confermato ancora una volta l’importanza del teatro dialettale come strumento di memoria, identità e appartenenza. Una platea partecipe e calorosa ha accolto con entusiasmo la rappresentazione, un omaggio sentito al grande Nino Gemelli, autore, attore e regista che ha lasciato un segno indelebile nel panorama teatrale calabrese. La serata, oltre a offrire momenti di irresistibile comicità, ha saputo restituire il valore profondo del dialetto catanzarese, con una storia che ha messo al centro il legame tra padre e figlia e il tema delle incomprensioni familiari, sviluppandosi in un crescendo di situazioni esilaranti e battute fulminanti.
A dare vita ai personaggi di questa spassosa commedia assieme a Francesco Passafaro sono stati Elisa Condello, Roberto Malta, Michele Grillone, Francesca Guerra, Teresa Valentino, Stefano Perricelli, Carmen Antoci Gastone Barberio e Alessia Brognieri, che hanno regalato al pubblico una performance travolgente, alternando ritmo, ironia e momenti di autentica tenerezza. Francesco Passafaro, direttore artistico della rassegna, ha voluto ringraziare il pubblico con parole sentite:“Tanti auguri a tutti i papà presenti stasera, perché questa commedia celebra proprio il valore della famiglia, dell’amore paterno e delle dinamiche, a volte paradossali, che nascono da questo rapporto. Spero solo che nessuno di voi abbia un cancelliere per amico, altrimenti potreste ritrovarvi in situazioni simili a quelle viste in scena”. Passafaro ha poi sottolineato l’importanza di sostenere il teatro e il centro storico, ringraziando con affetto gli abbonati che, con il loro supporto, rendono possibile il successo della stagione teatrale. Ha ricordato anche la campagna di valorizzazione delle attività locali, invitando tutti a scegliere e sostenere i commercianti del territorio, così come loro sostengono il teatro. La serata ha offerto anche spunti di riflessione sul valore del dialetto come patrimonio culturale da tutelare. “C’è bisogno di riscoprire i suoni della nostra lingua, di tornare ad amare il nostro dialetto” ha affermato Passafaro, ribadendo l’importanza di progetti come questo per la valorizzazione della cultura locale. Sul palco, la compagnia ha brillato con interpretazioni vivaci e coinvolgenti, conquistando il pubblico grazie alla verve e alla capacità di trasmettere, attraverso il linguaggio teatrale, quel senso di appartenenza che è alla base della rassegna. Tra i momenti più apprezzati, il ritmo serrato del secondo atto, che ha regalato una sequenza di situazioni comiche irresistibili. Con “Bongiornu e Aguri”, la rassegna “Nel segno di Gemelli” conferma il suo ruolo di custode della tradizione teatrale catanzarese, portando avanti il lascito di Nino Gemelli con passione e dedizione. Prossimi appuntamenti in arrivo per continuare a celebrare il teatro popolare e il suo valore intramontabile.