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Squillace, festa in onore del patrono Sant’Agazio con l’arcivescovo Claudio Maniago

È stata celebrata a Squillace, oggi 7 maggio, la solenne festa in onore di sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. La solenne concelebrazione nella basilica concattedrale, dove vi è la monumentale cappella in cui si venerano le sacre reliquie del santo, è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita mons. Claudio Maniago, con la partecipazione di diversi sacerdoti diocesani, di religiosi e religiose e delle autorità locali. Molti gli amministratori comunali del comprensorio presenti all’evento. Ha avuto luogo anche la tradizionale offerta del cero votivo da parte del sindaco Enzo Zofrea, presente con i membri della Giunta municipale. Nell’omelia, mons. Maniago ha fatto una profonda riflessione sulla necessità di essere imitatori di Sant’Agazio. «A lui – ha rimarcato – chiediamo di essere di esempio per noi. Quest’anno vogliamo chiedere che ci aiuti a capire che la Pasqua è stata per l’uomo una rigenerazione. Chiediamo che ci aiuti a vivere la fede nella verità, abbracciando la novità che è Gesù». Mons. Maniago ha poi detto che Sant’Agazio «è stato un soldato forte e fedele che con il cambiamento della sua vita ha proseguito il combattimento per far prevalere il bene. Noi chiediamo di essere suoi imitatori e che la Chiesa locale sia nuova e possa rinnovarsi». «Come chiederlo? – ha affermato l’arcivescovo – Attraverso tre proposte, tre linee. Innanzitutto la vicinanza, perché la Chiesa sia vicina alla gente; sia una comunità in cui si sta vicini e sia vicina alle persone, anche a quelle che vivono nel dubbio o che non credono. Poi, la memoria, perché la Chiesa non perda la memoria e si ricordi dei pilastri su cui è fondata. Infine, una Chiesa ricca di speranza, secondo le intenzioni di Papa Francesco per il Giubileo: dobbiamo credere fidarci della parola di Dio, essere operatori di pace, coltivare la speranza fidandoci della parola di Dio. Essere anche noi martiri, come Sant’Agazio, nell’impegno e nella sofferenza».
Carmela Commodaro

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Soverato, Andrea Notaro, il ritorno di un campionepronto a stupire ancora

Il giovane bodybuilder calabrese rientra sul palco della NBFI il 7 giugno a Firenze

Dopo due anni di silenzio agonistico, Andrea Notaro è pronto a riscrivere il proprio percorso sportivo. Il giovane atleta calabrese, già incoronato “Orgoglio di Soverato” e pluricampione mondiale nella categoria teen, tornerà ufficialmente in gara il 7 giugno 2025, nella competizione nazionale promossa dalla federazione di bodybuilding natural NBFI, che si terrà a Firenze. Sul palco dove nel 2023 conquistò il titolo di Best Poser italiano, Notaro riaffronterà le luci della ribalta. Un ritorno molto atteso dopo aver chiuso la precedente stagione con due titoli mondiali nel circuito UIBFF-CSEN e la conquista dello status di atleta professionista, entrando così nella storia del bodybuilding italiano under 20. Dietro il suo rilancio c’è una squadra affiatata e una preparazione meticolosa. A guidarlo c’è il coach Matteo Staglianó, compagno di viaggio e amico fidato, con cui Andrea condivide non solo l’amore per lo sport ma una visione comune fatta di disciplina, rispetto e crescita personale. Con loro, anche il supporto costante del team JS Nutrition, leader nel settore dell’integrazione alimentare, e l’appoggio caloroso di famiglia, amici, sponsor e della sua fidanzata. Oltre ai successi sportivi, Notaro si distingue per l’impegno nella promozione di uno stile di vita sano e consapevole: allenamento scientifico, nutrizione personalizzata e attenzione al benessere psicofisico sono i pilastri della sua filosofia. Per chi vorrà seguirlo, l’evento del 7 giugno sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube ufficiale della NBFI. Un’occasione imperdibile per tifare Andrea Notaro, esempio autentico di dedizione e passione.

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Marcellinara, incidente mortale sulla Statale dei Due Mari

Nella prima mattinata di oggi, 7 maggio, intorno alle ore 08:10, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – sede centrale – è intervenuta sulla SS280, in direzione Lamezia Terme, a seguito di un grave incidente stradale avvenuto all’interno della galleria che precede lo svincolo per Marcellinara.
Due i veicoli coinvolti nel sinistro: una Citroën Berlingò e un camion, quest’ultimo fermo sul margine della carreggiata a causa di un’avaria. Purtroppo, si registra il decesso del conducente e della passeggera a bordo della vettura.
Il personale dei Vigili del Fuoco è attualmente impegnato nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area e dei mezzi coinvolti. Sul posto sono intervenuti anche la Polizia Stradale per gli accertamenti di competenza, il personale sanitario del Suem 118 e Anas per il ripristino delle condizioni di sicurezza della sede stradale.
L’intervento è ancora in corso. Si attende l’autorizzazione da parte del magistrato di turno per la rimozione delle salme.
Attualmente il tratto della SS280 interessato dal sinistro è chiuso al transito sino al termine delle operazioni di soccorso, con uscita obbligatoria allo svincolo Settingiano per le autovetture in viaggio.

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Cropani Marina, Giornate di formazione alla “Casa Protetta Mons. Stanizzi”

Concluse con grande successo e ottimi risultati le Giornate di formazione organizzate presso la “Casa Protetta Mons. Stanizzi – Cropani Marina”, un evento accreditato ECM rivolto a medici, psicologi, infermieri, educatori professionali, fisioterapisti e operatori socio-sanitari. Le giornate nella Casa protetta, fortemente voluta dal sacerdote Don Alfonso Velonà, hanno rappresentato un’importante occasione di aggiornamento professionale e confronto multidisciplinare, sulla fragilità dell’anziano e sui disturbi psichiatrici. L’iniziativa ha proposto un programma scentifico articolato, valido per 50 crediti CM che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti e operatori del settore. Gli incontri, organizzati con il coordinamento del Comitato Scientifico interno, presieduto dal dott. Nicolino Crisafi, medico geriatra, e il dott. Gianni Russo, psicologo psicoterapeuta, si sono focalizzati su tematiche fondamentali quali la gestione delle fragilità, l’approccio multidisciplinare alla cura, la comunicazione efficace e il benessere degli operatori.
Il contributo del Comitato Scientifico ha garantito un’elevata qualità dei contenuti, assicurando un confronto costruttivo tra teoria e pratica quotidiana. “La formazione è uno strumento strategico – ha dichiarato la direzione – per consolidare una cultura dell’assistenza fondata su competenza, empatia e responsabilità. Sostenere gli operatori nel loro percorso professionale significa anche valorizzare il loro impegno umano”. Le giornate si inseriscono in un più ampio percorso di crescita e miglioramento continuo, promosso dalla direzione della “Casa Protetta Mons.
Stanizzi”, convinta che la qualità dell’assistenza passi prima di tutto attraverso la formazione e la motivazione di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili.

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Centro Antiviolenza “ATTIVAMENTE COINVOLTE” – APS

Nella tarda mattinata di martedi’ 29 aprile a Vibo Valentia presso i locali del ristorante MCDONALD’S si è svolta la cerimonia di premiazione nell’ambito del progetto nazionale “Una pacca sulla spalla” realizzato dalla Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald’s. In un clima accogliente, cordiale ed assolutamente informale, sotto gli occhi divertiti ed incuriositi dei clienti ed alla presenza della dott.ssa Franca Falduto, Referente regionale e provinciale per l’Ufficio Scolastico della Regione Calabria, del dott. Giuseppe Conocchiella, Portavoce del Forum del Terzo Settore di Vibo Valentia e di una folta rappresentanza di socie ed operatrici del centro antiviolenza, il dott. Sergio Scidà, in qualità di licenziatario del punto di ristorazione, ha consegnato l’assegno di € 3000,00 all’avv. Stefania Figliuzzi, Presidente del Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte APS”.
L’avv. Figliuzzi, nel dirsi grata ed onorata di essere una delle 10 associazioni in Italia beneficiarie del contributo della Fondazione, ha dichiarato che l’importo è destinato ad un progetto di sensibilizzazione e prevenzione negli istituti scolastici nonché all’allestimento di una zona dedicata ai minori all’interno della casa emergenziale gestita dall’Associazione “Attivamente Coinvolte”, affermando che tale premio è un ulteriore importante passo nel contrasto alla violenza di genere ed è un riconoscimento al costante e capillare lavoro di sostegno alle donne ed ai minori che il centro antiviolenza svolge sul territorio calabrese sin dal 2008.
Il dott. Scidà, nel ribadire che la Fondazione Ronald McDonald si occupa di progetti di inclusione e di sostegno sin dagli anni ’70 in America ed è presente in Italia con le Case Ronald e le Family Room sin dal 1999, ha concluso sottolineando l’importanza di avere premiato una realtà territoriale come il Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte” nel solco di quella che continua ad essere la “politica” della Fondazione: restituire al territorio e continuare a costruire rete con gli enti e le associazioni presenti.

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Chiaravalle, Casa della Salute: il movimento “Radici e Ali” accusa Donato

“Sindaco, basta parole: servono risposte vere sui ritardi e sul futuro dell’ex ospedale San Biagio”

“Siamo ormai al paradosso: il sindaco Donato attacca tutti tranne chi ha la responsabilità della Casa della Salute”. È una presa di posizione netta e articolata quella diffusa nelle ultime ore dal movimento civico “Radici e Ali”, che punta il dito contro l’atteggiamento del primo cittadino di Chiaravalle, Domenico Donato, accusato di alimentare una sterile polemica politica mentre i problemi veri restano irrisolti.
“Fa specie – afferma il movimento – che Donato se la prenda un giorno con la destra che governa la Regione e il giorno dopo con la sinistra che sta all’opposizione, ma non spenda una sola parola sull’Asp di Catanzaro. Non è, forse, l’Azienda sanitaria provinciale a doversi occupare della nuova struttura destinata a rimpiazzare ciò che resta dell’ex ospedale San Biagio?”.
Ancora più grave, secondo Radici e Ali, è il silenzio che il sindaco avrebbe mantenuto quando si ipotizzava il trasferimento di servizi sanitari fondamentali per il territorio. “Non si è mosso per tempo – accusa il movimento – e a dover intervenire è stato il consigliere regionale Ernesto Alecci, che invece di ricevere sostegno, si è ritrovato bersaglio delle invettive del sindaco, addirittura accusato di infangare l’operato delle amministrazioni locali”. Il comunicato si chiude con un affondo politico diretto: “Donato non può continuare a inveire su tutti per coprire l’inerzia della sua amministrazione. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete, non di teatrini polemici. È tempo che il sindaco si assuma le sue responsabilità”.

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Domenico Battaglia, il prete di strada nominato cardinale

L’arcivescovo di Napoli parla delle disuguaglianze e della dignità, promuovendo un’economia inclusiva

A sorpresa lo scorso 4 novembre Papa Francesco ha annunciato di aver incluso fra i nomi dei nuovi cardinali del Concistoro del 7 dicembre anche monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli dal dicembre 2020. Si è trattato di un’aggiunta alla lista già annunciata, modalità che ha comunque un precedente, quando nel 2001 Giovanni Paolo II allargò l’elenco già comunicato inserendovi altri 7 nomi, tra i quali il capo della chiesa ucraina Lubomyr Husar e il presidente dei vescovi tedeschi Karl Lehmann, due dimenticanze forse un po’ pesanti. In tutto quella volta, alla fine, furono 44 i nuovi cardinali tra i quali anche Jorge Mario Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires. Anche se in quei giorni (ormai sei mesi fa) è stato detto che la rinuncia di un presule indonesiano abbia suggerito a Francesco di conferire la porpora al suo posto a Battaglia, resta che questa decisione inattesa ha avuto un grande significato perché ha portato ora in Conclave una voce assolutamente originale (e spesso dissonante), quella di un prete di strada (il suo ministero è stato tutto a servizio delle comunità di recupero) ma anche di un poeta con una forte sensibilità verso chi soffre per povertà, malattia, ma anche per un disagio esistenziale, qualcosa che spesso agli uomini di Chiesa sembra futile: non così a Francesco e non così a don Mimmo.

Battaglia: un prete di strada

Battaglia è un prete che ha passato la sua vita soccorrendo i più piccoli e abbandonati, gli ex tossicodipendenti che soprattutto al Sud non è facile strappare al destino di relitti umani che troppo spesso li attende. Cordiale e attento alle ragioni di tutti, in passato ha guidato con grande equilibrio la diocesi difficile di Cerreto Sannita, Telese e Sant’Agata dei Goti, che ebbe come vescovo Sant’Alfonso Maria de Liguori, che veniva proprio da Napoli, mentre Battaglia ha percorso la traiettoria all’inverso, dalla periferia alla metropoli del Meridione.

Biografia di Domenico Battaglia

Nato a Satriano, provincia di Catanzaro e arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, il 20 gennaio 1963, Battaglia ha svolto gli studi filosofico-teologici nel Pontificio Seminario Regionale per essere poi ordinato sacerdote il 6 febbraio 1988 da monsignor Antonio Cantisani, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, a Satriano nella Chiesa di Santa Maria di Altavilla. Dal 1989 al 1992 è stato rettore del Seminario Liceale di Catanzaro e membro della Commissione diocesana “Giustizia e Pace” e poi direttore dell’Ufficio Diocesano per la “Cooperazione Missionaria tra le Chiese”, parroco a Satriano e collaboratore al Santuario “Santa Maria delle Grazie” in Torre di Ruggiero.

Impegno per i più deboli

Ma soprattutto si è interessato ai più deboli e agli emarginati tanto da essere chiamato “prete di strada”. Dal 1992 al 2016 ha guidato il “Centro Calabrese di Solidarietà” (Comunità dedita al trattamento e al recupero delle persone affette da tossicodipendenze), struttura legata alla figura carismatica di don Mario Picchi, un grande genio e un vero eroe nella lotta non solo alla droga ma più in generale all’emarginazione dei giovani, di cui Mimmo Battaglia può essere considerato l’erede morale oltre che il successore, dal 2006 al 2015, nell’incarico di presidente nazionale della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche. Dal 2000 al 2006 era stato vicepresidente della “Fondazione Betania” di Catanzaro (Opera diocesana di assistenza-carità).

Nomina a vescovo

Eletto alla sede vescovile di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti il 24 giugno 2016 da Papa Francesco, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 3 Settembre 2016, nella Cattedrale di Catanzaro, dall’arcivescovo monsignor Vincenzo Bertolone, co-consacranti l’arcivescovo emerito Antonio Cantisani e l’allora arcivescovo di Campobasso monsignor Giancarlo Maria Bregantini, in precedenza impegnato in Calabria nella pastorale sociale e nella lotta alla ‘ndrangheta.

Dichiarazione di Battaglia

Per capire don Battaglia è opportuno leggersi la sua dichiarazione al momento dell’inserimento, totalmente inatteso, nella lista dei cardinali dell’ultimo Concistoro di Bergoglio: “Da un lato sento il peso di questa responsabilità con cui il Papa mi invita ad allargare il cuore, per aiutarlo nel suo ministero e ospitarvi la sua premura per la Chiesa universale e per il mondo intero. Dall’altro avverto una sincera gratitudine verso Papa Francesco non tanto per l’attenzione che rivolge alla mia persona ma perché nel chiamarmi a questo servizio ha guardato a un figlio del Sud, vescovo di una Chiesa del Sud, di questo Sud che è al contempo terra di fatica e di speranza. Per questo sento come mio dovere anche in questo nuovo incarico portare con me le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono nel nostro Meridione e in tutti i sud del mondo, sud esistenziali e non solo geografici”.

Battaglia e la pace

E anche in questi pochi mesi da cardinale non le ha mandate a dire se c’era da prendere posizione a favore dei deboli e contro abusi, ingiustizie e ogni tipo di violenza. “Ogni euro speso in armi è sottratto a scuola, sanità, poveri”, ha denunciato infatti l’arcivescovo di Napoli, in un’intervista rilasciata ai media vaticani, affermando: “La pace non si costruisca armando i popoli, ma disarmando i cuori”.

Scelta di campo

“È una scelta di campo. La vera sicurezza non nasce dalla forza, ma dalla giustizia, dall’educazione, dal dialogo”. “Noi, come Chiesa, dobbiamo essere profeti di pace, anche quando è scomodo”. Per il cardinale di Napoli “in un tempo che sembra premiare chi alza di più la voce o rincorre il consenso facile, si può essere liberi nel Vangelo. Gesù è la libertà fatta carne: non ha inseguito il potere, non ha scelto la via del compromesso, ma ha vissuto nella verità, nell’amore, fino in fondo. Seguirlo significa restare fedeli al cuore, scegliere la mitezza come forza, il perdono come risposta, la coscienza come bussola. È una libertà che ha un prezzo, certo, soprattutto se si guarda la vita con gli occhi del successo a tutti i costi o della corsa al potere. Ma è l’unica libertà che davvero rende umani, perché nasce dall’amore e si misura nel dono”.

Libertà nel Vangelo

“In un tempo che sembra premiare chi alza di più la voce o rincorre il consenso facile, si può essere liberi nel Vangelo, una libertà che ha un prezzo ma è l’unica che rende umani”, ha sostenuto il porporato, che sulla strategia del riarmo in Europa non ha usato giri di parole: “Capisco le paure, le tensioni geopolitiche, ma non possiamo abituarci all’idea che la guerra sia inevitabile”. “La vera sicurezza – ha spiegato – non nasce dalla forza, ma dalla giustizia, dall’educazione, dal dialogo. Come dice il Vangelo, chi prende la spada perirà di spada. E noi, come Chiesa, dobbiamo essere profeti di pace, anche quando è scomodo. In genere, seguendo l’esempio di un grande profeta di pace che è Papa Francesco, ogni anno celebro la Messa del Giovedì Santo con la lavanda dei piedi con persone ferite dalla vita”.

Lavanda dei piedi

“Quest’anno – ha confidato l’arcivescovo di Napoli che ha voluto padre Alex Zanotelli tra i concelebranti del Giovedì Santo ai quali ha lavato i piedi imitando nella liturgia il gesto di Gesù – ho la percezione più che mai che l’ultima, la più povera e ferita dalla vita sia proprio la pace e per questo ho voluto lavare i piedi a uomini e donne della mia città impegnati attivamente nella difesa della pace. Perché la loro beatitudine non venga meno: beati infatti sono i messaggeri di pace, quelli che con gesti silenziosi e parole misurate seminano speranza nel quotidiano. Che costruiscono ponti, che resistono senza violenza, scegliendo la giustizia. E ho detto loro una cosa di cui sono convinto: quando saranno stanchi, sarà il Signore stesso a lavare loro i piedi! E in quell’acqua troveranno la pace che hanno seminato nel mondo”.

Battaglia e il suo affetto per Napoli

Battaglia ha parlato sempre con affetto della città nella quale è stato chiamato da Papa Francesco al ruolo di arcivescovo: “Napoli è una terra meravigliosa, piena di bellezza e di umanità, ma anche segnata da ferite antiche e nuove. C’è un grido che sale dalle periferie, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali. La fraternità non è mai un punto di partenza, è sempre una conquista. E se non impariamo a guardarci negli occhi, a riconoscerci come fratelli, l’amicizia sociale resta solo una bella parola. È a rischio, certo, ma proprio per questo dobbiamo custodirla come si custodisce un fuoco: con cura, ogni giorno, alimentandolo con piccoli gesti di vicinanza, di ascolto, di perdono”.

Vocazione dei cristiani

Secondo Battaglia, “i cristiani sono chiamati tutti a essere voci libere, autentiche, incarnando lo stile di Gesù Cristo. Non è facile, ma è possibile”, ha sottolineato. “Anche oggi, in un tempo che sembra premiare chi alza di più la voce o rincorre il consenso facile, si può essere liberi nel Vangelo. Gesù è la libertà fatta carne: non ha inseguito il potere, non ha scelto la via del compromesso, ma ha vissuto nella verità, nell’amore, fino in fondo. Seguirlo significa restare fedeli al cuore, scegliere la mitezza come forza, il perdono come risposta, la coscienza come bussola. È una libertà che ha un prezzo, certo, soprattutto se si guarda la vita con gli occhi del successo a tutti i costi o della corsa al potere. Ma è l’unica libertà che davvero rende umani, perché nasce dall’amore e si misura nel dono”.

Disuguaglianze e dignità

E davanti alle disuguaglianze che anche in Italia “si stanno acuendo in maniera sempre più preoccupante, la strada per cercare di colmarle”, prima di tutto richiede di “ascoltare chi non ha voce”. “Le disuguaglianze – ha assicurato il porporato – si colmano quando si restituisce dignità, non solo assistenza. Proprio per questo serve una politica che guardi ai volti, non ai numeri!”.

Economia e solidarietà

“Questo – ha poi promesso pochi giorni prima del Conclave – è un concetto che non smetterò mai di richiamare: dietro alle statistiche ci sono storie, occhi, cuori che reclamano dignità, custodia, cura! È urgente un’economia che non escluda, che generi uguaglianza e che tenga conto, in modo prioritario, del capitale inestimabile della solidarietà, della cooperazione, intese come qualità umane, anzi, come le qualità che ci fanno umani e ci aiutano restare tali. Ma la dimensione sociale è strettamente legata anche alla conversione personale: occorre smettere di pensare solo al proprio tornaconto, cominciare a condividere, a rinunciare a qualcosa per il bene comune. Il bene, anche quello che si traduce in scelte strutturali capaci di riformare la società, parte sempre da un cuore che si lascia toccare”. (agi)

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Squillace, il compianto Gregorio “Rino” Samà e il suo genio creativo

Si occupava principalmente di informatica, ma sin da piccolo era un appassionato dell’arte magica. Chi non ricorda le sue incantevoli esibizioni che venivano organizzate nei teatrini di Squillace? Parliamo di Gregorio Samà, conosciuto con il diminutivo Rino, un vero genio, figlio di Squillace, trasferitosi presto al Nord. Rino è scomparso all’età di 59 anni lo scorso anno, ma il suo ricordo vive, oltre che negli affetti familiari (la mamma, il papà, le sorelle e il fratello), anche nelle opere che ha lasciato e nel bene che ha fatto. Nel campo dell’illusionismo era conosciuto come ricercatore, studioso e ideatore di nuovi effetti magici. Lascia due monografie magiche (“Giochi magici con il musty-finger” e “Trilogia magica”) e diverse altre opere e articoli, come quelli pubblicati su Internet e sulla rivista ufficiale del Club Magico Italiano, “Magia moderna”, e altri periodici. Dicevamo che era un genio: già da piccolo, quando frequentava le scuole medie squillacesi, ricevette una borsa di studio come migliore studente. Dopo le scuole superiori, conseguì la laurea in Scienze Informatiche. Tra le sue performance creative, c’è la realizzazione di un programma di gestione d’impresa che suscitò l’interesse della Regione Calabria. Rino era davvero un genio: parlava diverse lingue, tra cui il coreano, scrisse poesie e canzoni, fu disegnatore, scrittore; insomma un personaggio poliedrico che non si dava mai delle arie, anzi dimostrava sempre il contrario. Era un altruista e pensava sempre al prossimo. Tornando alla sua innata passione, aveva realizzato svariati effetti magici, ciascuno accompagnato da un libretto di istruzioni, completo e dettagliato, in modo da offrire ai prestigiatori possibilità di utilizzo e di presentazione. Tra i suoi prodotti magici, alcuni dei quali distribuiti all’estero, ci sono “Magic billiards”, “Deland’s automatic playing cards”, “Psi color deck”, “Symbol test”, “Sheep counter”, “Summer cards”, “Psychic cards”, “Cubesum”, “Menù cards”, “Christmas cards”. Fu scrittore di libri di magia e ripubblicò l’opera completa del sacerdote gesuita Salvatore Cimò, che negli anni Sessanta aveva arricchito la letteratura magica italiana, producendo una vera e propria enciclopedia magica, divisa per materiale, in un gruppo di tredici volumi e un quattordicesimo volume come ristampa dell’Enciclopedia Cartomagica, oltre ad un volume sulla vita e sulle opere di padre Cimò. C’è da aggiungere un importante volume biografico (in due edizioni) su Padre Cimò. Pochi mesi prima della sua morte, Rino pubblicò altri due libri: uno studio sulla vita di Carlo Rossetti e una nuova ristampa dei suoi libri, considerati i pilastri della magia italiana, dal titolo “Magia delle carte” e “Il trucco c’è, ma non si vede”. Quello di Gregorio Samà, insomma, è uno dei nomi magici da ricordare in Italia. Grazie alla donazione dei suoi familiari, di recente il Museo della Magia di Cherasco (Cuneo) ha raccolto le sue pubblicazioni, i suoi libri e i suoi giochi e li ha esposti nelle sue sale come ricordo prezioso per le nuove generazioni di giovani maghi italiani.
Carmela Commodaro

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San Pietro Apostolo, ritrovato anziano disperso

È stato ritrovato questa mattina, intorno alle ore 08:00, l’uomo che nel tardo pomeriggio del 3 maggio si era allontanato dalla struttura RSA del comune di San Pietro Apostolo, facendo perdere le proprie tracce.
Le operazioni di ricerca, condotte senza sosta h24 da parte di tutte le forze impegnate sul campo, hanno avuto esito positivo. Ad individuare il malcapitato il Nucleo Speciale Cacciatori di Calabria dei Carabinieri, che ha localizzato il disperso ancora in vita in una zona particolarmente impervia del territorio.
Attualmente i Vigili del Fuoco stanno valutando le modalità più idonee per procedere al recupero in sicurezza della persona. È stato inoltre allertato l’elicottero Drago VF62 del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Lamezia Terme, pronto a intervenire per eventuali operazioni di recupero aereo.

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San Pietro Apostolo, anziano scomparso: ricerche in corso

Alle ore 22,30 circa del 3 maggio, su richiesta del Sindaco del Comune di San Pietro Apostolo, sono state avviate le operazioni di ricerca di un anziano ospite di una RSA situata nella frazione Colla. L’uomo si era allontanato dalla struttura nel tardo pomeriggio della stessa giornata, facendo perdere le proprie tracce.
Immediatamente è stato attivato il Piano di Ricerca per Persona Dispersa, che coinvolge un ampio dispositivo interforze. Le operazioni vedono impegnati i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catanzaro, con squadre provenienti dalla sede centrale e dal distaccamento volontario di Taverna. Sul posto è presente anche l’Unità di Comando Locale (Sala Operativa Mobile) con personale specializzato in Topografia Applicata al Soccorso (TAS).
Il dispositivo di soccorso è stato ulteriormente potenziato con l’intervento delle unità cinofile dei Vigili del Fuoco dei Comandi di Vibo Valentia e Reggio Calabria, nonché di unità SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) provenienti dai Comandi di Salerno e Potenza e dal Nucleo Regionale VVF Calabria. In volo anche l’elicottero “Drago VF62” del Reparto Volo di Lamezia Terme.
Attualmente, sono oltre 20 le unità dei Vigili del Fuoco coinvolte nelle ricerche, affiancate da gruppi di Volontariato di Protezione Civile, da unità del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e dai Carabinieri.
Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta, con l’obiettivo prioritario di rintracciare al più presto la persona scomparsa e garantirne l’incolumità.
A coordinare tutte le forze in campo impegnate nella ricerca l’Ispettore Antincendio Esperto Massimo Conforti del Comando Vigili del Fuoco di Catanzaro.

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