Squillace, il compianto Gregorio “Rino” Samà e il suo genio creativo

Si occupava principalmente di informatica, ma sin da piccolo era un appassionato dell’arte magica. Chi non ricorda le sue incantevoli esibizioni che venivano organizzate nei teatrini di Squillace? Parliamo di Gregorio Samà, conosciuto con il diminutivo Rino, un vero genio, figlio di Squillace, trasferitosi presto al Nord. Rino è scomparso all’età di 59 anni lo scorso anno, ma il suo ricordo vive, oltre che negli affetti familiari (la mamma, il papà, le sorelle e il fratello), anche nelle opere che ha lasciato e nel bene che ha fatto. Nel campo dell’illusionismo era conosciuto come ricercatore, studioso e ideatore di nuovi effetti magici. Lascia due monografie magiche (“Giochi magici con il musty-finger” e “Trilogia magica”) e diverse altre opere e articoli, come quelli pubblicati su Internet e sulla rivista ufficiale del Club Magico Italiano, “Magia moderna”, e altri periodici. Dicevamo che era un genio: già da piccolo, quando frequentava le scuole medie squillacesi, ricevette una borsa di studio come migliore studente. Dopo le scuole superiori, conseguì la laurea in Scienze Informatiche. Tra le sue performance creative, c’è la realizzazione di un programma di gestione d’impresa che suscitò l’interesse della Regione Calabria. Rino era davvero un genio: parlava diverse lingue, tra cui il coreano, scrisse poesie e canzoni, fu disegnatore, scrittore; insomma un personaggio poliedrico che non si dava mai delle arie, anzi dimostrava sempre il contrario. Era un altruista e pensava sempre al prossimo. Tornando alla sua innata passione, aveva realizzato svariati effetti magici, ciascuno accompagnato da un libretto di istruzioni, completo e dettagliato, in modo da offrire ai prestigiatori possibilità di utilizzo e di presentazione. Tra i suoi prodotti magici, alcuni dei quali distribuiti all’estero, ci sono “Magic billiards”, “Deland’s automatic playing cards”, “Psi color deck”, “Symbol test”, “Sheep counter”, “Summer cards”, “Psychic cards”, “Cubesum”, “Menù cards”, “Christmas cards”. Fu scrittore di libri di magia e ripubblicò l’opera completa del sacerdote gesuita Salvatore Cimò, che negli anni Sessanta aveva arricchito la letteratura magica italiana, producendo una vera e propria enciclopedia magica, divisa per materiale, in un gruppo di tredici volumi e un quattordicesimo volume come ristampa dell’Enciclopedia Cartomagica, oltre ad un volume sulla vita e sulle opere di padre Cimò. C’è da aggiungere un importante volume biografico (in due edizioni) su Padre Cimò. Pochi mesi prima della sua morte, Rino pubblicò altri due libri: uno studio sulla vita di Carlo Rossetti e una nuova ristampa dei suoi libri, considerati i pilastri della magia italiana, dal titolo “Magia delle carte” e “Il trucco c’è, ma non si vede”. Quello di Gregorio Samà, insomma, è uno dei nomi magici da ricordare in Italia. Grazie alla donazione dei suoi familiari, di recente il Museo della Magia di Cherasco (Cuneo) ha raccolto le sue pubblicazioni, i suoi libri e i suoi giochi e li ha esposti nelle sue sale come ricordo prezioso per le nuove generazioni di giovani maghi italiani.
Carmela Commodaro
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