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Soverato: il Tar salva l’estate, respinto il ricorso della Ranieri Cantieri Nautici

Nessuno stop per la stagione estiva di Soverato. Questa la chiara indicazione arrivata oggi dai giudici amministrativi, che hanno respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Ranieri Cantieri Nautici. La decisione, attesa con interesse dalle istituzioni locali e dagli operatori turistici, garantisce la piena operatività dei servizi essenziali per l’estate, ma al contempo lancia un messaggio inequivocabile: la regolarità delle procedure di affidamento tramite bando pubblico è un obbligo inderogabile. “Non si può bloccare la stagione”, hanno sentenziato i giudici, riconoscendo la preminenza dell’interesse pubblico e la necessità di non compromettere l’andamento delle attività che animano il litorale soveratese. Un eventuale stop avrebbe avuto ripercussioni significative sull’economia locale e sull’offerta turistica già in pieno fermento. L’obiettivo primario, dunque, è stato quello di assicurare la continuità e la fruibilità dei servizi per residenti e visitatori. Tuttavia, la stessa pronuncia ha aggiunto un elemento di cruciale importanza: “fare i bandi è obbligatorio”. Questa precisazione non è un dettaglio, ma un monito severo e una direttiva chiara per le amministrazioni coinvolte. Sebbene l’urgenza abbia imposto di non fermare l’attuale gestione, il percorso da seguire per il futuro è segnato: le assegnazioni dei servizi dovranno avvenire attraverso procedure pubbliche e trasparenti, conformemente alla normativa vigente. Il Tar dispone che il ricorso venga trattato con il rito ordinario in udienza pubblica, fissata per il 26 novembre 2025. Nel frattempo, la Ranieri Cantieri Nautici dovrà rinnovare le notifiche non andate a buon fine entro il 31 luglio 2025, pena l’inammissibilità. La scelta del rito ordinario è motivata dal cumulo delle due azioni promosse: quella di ottemperanza (per far eseguire la sentenza n. 846/2025) e quella di annullamento della delibera 116. I giudici riconoscono la piena legittimità di questa strategia processuale, in quanto le domande coinvolgono le stesse parti, lo stesso atto, e il medesimo interesse sostanziale. Per l’amministrazione di Soverato e le aziende coinvolte, la pronuncia odierna offre un sospiro di sollievo per la stagione in corso, ma anche un chiaro mandato a procedere con la massima diligenza e trasparenza nell’espletamento dei futuri bandi.

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Catanzaro, incidente stradale con un ferito grave

una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale, è intervenuta alle ore 18:20 del 26 giugno in via dei Conti Falluc, nella zona sud della città, a seguito di un grave incidente stradale. Il sinistro ha coinvolto due veicoli: una Fiat Punto e una moto BMW di grossa cilindrata. Il conducente della moto è rimasto gravemente ferito ed è stato prontamente affidato al personale sanitario del Suem118 per le cure del caso e il successivo trasferimento presso struttura ospedaliera. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito la messa in sicurezza dell’area e dei mezzi coinvolti, evitando ulteriori pericoli dovuti alla fuoriuscita di carburante provocata dall’impatto. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale per gli accertamenti e gli adempimenti di competenza.

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GdiF CATANZARO: 251° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL CORPO – COMANDO REGIONALE CALABRIA DELLA GUARDIA DI FINANZA.

Presso l’Anfiteatro del Parco della Biodiversità Mediterranea “Michele Traversa” di Catanzaro, nella serata del 25 giugno 2025, si è svolta la solenne cerimonia celebrativa del 251° Anniversario di Fondazione della Guardia di Finanza.

Il Comandante Regionale Calabria, Generale di Divisione Gianluigi D’Alfonso, ha passato in rassegna lo schieramento composto da militari AT.P.I. – antiterrorismo pronto impiego, militari del servizio navale, piloti di elicottero, sommozzatori, militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ed un’unità cinofila con cane antidroga.

All’evento hanno partecipato le massime Autorità civili e militari regionali, i Comandanti Provinciali e del Reparto Operativo Aeronavale, i Comandanti dei Reparti e gli Ufficiali in servizio nella provincia di Catanzaro, le Sezioni calabresi dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, le locali Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nonché una rappresentanza dei Dirigenti Regionali delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra militari del Corpo.

La cerimonia è stata allietata da alcuni brani eseguiti dall’Orchestra di Fiati “Arlia Wind Orchestra” del Conservatorio Statale di Studi Musicali “Pyotr Ilyich Tchaikovsky” di Catanzaro – Nocera Terinese.

I Gonfaloni della Regione Calabria, dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Catanzaro e l’Istituto del Nastro Azzurro, hanno sfilato ad inizio cerimonia, a testimonianza dello stretto legame del Corpo con gli Enti territoriali calabresi.

Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale del Corpo sono state eseguite le note del silenzio d’ordinanza per la resa degli onori ai Caduti.

A seguire, il Comandante Regionale Calabria, nella sua allocuzione, ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti, pronunciando sentite parole di ringraziamento alle Fiamme Gialle della Calabria per l’alto senso del dovere dimostrato in questi anni, durante i quali numerosi e prestigiosi sono stati i risultati conseguiti in tutti i comparti operativi. L’Ufficiale Generale ha esortato tutti i militari a proseguire con la consueta determinazione, l’impegno e la dedizione che da sempre ne contraddistinguono l’operato.

A testimonianza dell’impegno profuso e dei pregevoli risultati di servizio conseguiti dai dipendenti Reparti, le massime Autorità Giudiziarie presenti all’evento hanno consegnato le ricompense morali ai militari che si sono maggiormente distinti in rilevanti operazioni di servizio.

La cerimonia si è conclusa con la Preghiera della Guardia di Finanza eseguita dall’Orchestra del citato Conservatorio che ha accompagnato il Soprano Miriana Screnci.

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Squillace, al via il progetto integrato Musei-Archivi-Biblioteche dell’arcidiocesi

Nell’ambito del progetto diocesano integrato musei-archivi-biblioteche (Mab) promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione dell’anno giubilare 2025, l’arcidicesi di Catanzaro-Squillace propone il progetto “Antichi Culti nell’Itinerario Giubilare di Squillace”, un percorso di fede, storia e cultura. L’iniziativa verrà inaugurata sabato 28 giugno, alle ore 19.30, nella basilica concattedrale S. Maria Assunta di Squillace e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2025. Il progetto mira a valorizzare l’itinerario giubilare “Vivariense”, scelto dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago, che collega il santuario della Madonna del Ponte alla concattedrale, riscoprendo e promuovendo tre antiche testimonianze di culto legate alla tradizione bizantina: Sant’ Agazio, patrono militare di Costantinopoli; la Dormitio Virginis, antica forma orientale del culto mariano; e Maria Odighitria, con il racconto della traslazione dell’icona marmorea. Le rispettive cappelle nella navata sinistra della concattedrale di Squillace saranno arricchite da pannelli didattici contenenti approfondimenti storici, agiografici e liturgici, offrendo ai pellegrini e ai visitatori un’esperienza spirituale e culturale di grande valore. Oltre alla valorizzazione dei beni ecclesiastici, il progetto promuove la partecipazione attiva della comunità locale. Una particolare attenzione sarà dedicata alla sensibilizzazione sul valore del pellegrinaggio come espressione di fede, carità e identità ecclesiale. “Antichi Culti nell’Itinerario Giubilare di Squillace” si propone non solo come evento temporaneo, ma come motore di una duratura ricaduta culturale e spirituale per l’intero territorio, rafforzando il legame tra storia, fede e comunità.

Carmela Commodaro

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Il culto e la venerazione alla Madonna del Carmine a Squillace

Il mese di luglio e precisamente il giorno 16 del mese è dedicato alla venerazione e alla festa della Madonna del Carmine, come stabilito nel 1726 da Papa Benedetto XII che introdusse in tutta la Chiesa la celebrazione della Beata Vergine del Carmelo. A Squillace, i documenti storici e la tradizione popolare ci riportano ad una grande festa e ad una grande devozione di popolo. A Squillace, la Madonna del Carmine è venerata nella parrocchia di San Pietro Apostolo, parrocchia con il più alto numero di fedeli. La devozione al Carmine esisteva già nei primi decenni del 1600: ce lo riporta un documento che attesta che nella cattedrale di Squillace, con il consenso del vescovo Fabrizio Sirleto, venne eretta una “cappella di Santa Maria di Monte Carmelo”, giuspatronato della famiglia Berlingieri. Nel 1646 la suddetta famiglia presenta come rettore beneficiario della cappella il chierico don Francesco Chillà. Da un documento del 1661 emerge l’esistenza di una “chiesa e confraternita di Santa Maria di Monte Carmelo e Monte dei Morti” della quale era procuratore il signor Antonio Chillà. Questa confraternita era composta da uomini e donne e venne approvata con relativi statuti in data 1 dicembre 1776 con regio assenso dal re di Napoli Ferdinando I. La confraternita era dotata di stendardo e degli abiti che i membri indossavano il giorno della processione. Le notizie storiche riportano il sostentamento della congrega a cura di appartenenti alla famiglia Chillà, i notai Giovanni Francesco (1500-1600), Domenico (1747-1831), Carmelo (1790-1854), Salvatore (1866-1933). Dal testamento di Giovanni Agazio Chillà, impiegato civile (1695-1767), risultava tra i beni ereditati la statua lignea della Madonna del Carmelo, quella che ancora oggi si venera nella parrocchia di San Pietro Apostolo. La statua fu custodita fino al 1917 dalla famiglia Chillà nell’abitazione di corso Guglielmo Pepe dove era stata allestita la “camera della Madonna” conservata in un armadio per essere poi portata nel mese di luglio in chiesa per la novena e i festeggiamenti religiosi e civili che si prolungavano fino alla prima domenica di agosto. La prima domenica di agosto veniva animata dalle famiglie dei pignatari che si occupavano di organizzare la festa civile: ogni famiglia ospitava a pranzo e a cena i componenti della banda musicale, allestiva le strade con bandierine e organizzava la serata musicale. Tutto questo avveniva perché il 16 luglio molti pignatari non si trovavano a Squillace, ma in giro nelle fiere del circondario a vendere i loro manufatti realizzati durante l’anno. Il quadro che ogni 16 luglio viene svelato alla fine della serata musicale risale alla tradizione legata alla fede dei pignatari per la Madonna del Carmine. Nel 1918 la statua della Madonna del Carmine venne collocata nella parrocchia di San Pietro Apostolo; l’accordo fu stipulato tra mons. Giovanni Elli ed il notaio Salvatore Chillà. La statua fu portata con addosso il vestito giornaliero, mentre il vestito della festa cucito in tessuto di faglia di seta pura con ricami in oro insieme al mantello che fu rifatto nel 1968 dalle suore carmelitane di Firenze con l’apporto dell’intera comunità di Squillace viene custodito dalla famiglia Chillà. Negli ultimi anni fino al 2013 è stato custodito dalla signora Geltrude Chillà, oggi da Maria Carmela Chillà. Quattrocento anni di fede e tradizione: tanto ci sarebbe da scrivere sulla festa, sulla storia, sulla memoria e la venerazione alla Madonna del Carmine; molti opuscoletti sono stati pubblicati dalla famiglia Chillà; anche una tesi è stata realizzata nel 2023 dall’antropologa Francesca Noemi Pia Carello, dal titolo “Tradizione e fede: la festa della Madonna del Carmine a Squillace”. Il rapporto forte che ha questa comunità con la devozione alla Madonna del Carmine è testimoniato anche dall’esistenza del monastero delle suore carmelitane “Messaggere dello Spirito Santo”, il cui insediamento e la cui inaugurazione sono avvenuti il 14 maggio del 2014. La Vergine del Carmelo ama molto questa comunità. Nel corso degli anni la festa e la venerazione è cresciuta sempre di più; la venerazione alla Madonna del Carmelo ebbe ed ha numerosi consacrati. A tutt’oggi è una festa molto partecipata e attesa. Nel corso degli anni molti giovani hanno contribuito all’organizzazione della festa partecipando fattivamente con convivialità e gioia. Giovani, anziani e bambini hanno fatto parte di comitati in modo spontaneo, organizzando serate musicali, mostre fotografiche, sagre, incontri culturali e convegni che coinvolgevano tutti. Con la speranza che tutto ritorni come prima, con la speranza che la statua della Madonna del Carmine oggi custodita in cattedrale torni a casa sua nella chiesa di San Pietro chiusa per restauro e consolidamento da 6 anni, Squillace e i tanti devoti si preparano al prossimo 16 luglio.
Carmela Commodaro

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San Pietro Apostolo, incidente stradale con quattro giovani feriti

Nella notte tra il 25 e il 26 giugno, intorno alle 2, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale, è intervenuta per un incidente stradale nel comune di San Pietro Apostolo.
Il sinistro ha coinvolto una sola autovettura, una Ford Focus, che per cause in corso di accertamento è uscita fuori strada ribaltandosi. A bordo del veicolo si trovavano quattro giovani, di cui un maggiorenne e tre minorenni. Tutti i passeggeri hanno riportato ferite e sono stati affidati alle cure del personale sanitario del Servizio 118 intervenuto tempestivamente sul posto.
I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza del mezzo incidentato. Presenti anche i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Catanzaro per gli adempimenti di competenza.

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Soverato, il sindaco Daniele Vacca annuncia con parole commosse la scomparsa di Salvatore Alessio, volto noto e stimato della città

Con profonda tristezza, l’Amministrazione Comunale di Soverato si unisce al dolore per l’improvvisa e prematura scomparsa del nostro collaboratore 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼. Salvatore, con il suo impegno quotidiano e la sua grande disponibilità, era un esempio di serietà e dedizione al servizio della comunità. La sua perdita lascia un vuoto profondo all’interno del Comune e nella nostra città. A nome mio personale, della Giunta, di tutto il Consiglio Comunale e dei dipendenti esprimo le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza alla famiglia. In segno di rispetto e lutto, 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗺𝗮𝘁𝘁𝗶𝗻𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗶 al pubblico.

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FILADELFIA INCANTA CON L’INFIORATA DEL CORPUS DOMINI: UN CAPOLAVORO DI FEDE E COLORE

Oltre 60 metri di arte effimera celebrano i santi patroni in un manto sacro senza precedenti

FILADELFIA (VV) –  Anche quest’anno, a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, la solennità del Corpus Domini si è trasformata in una straordinaria espressione di arte e devozione. L’undicesima edizione dell’Infiorata, ha raggiunto vette di bellezza, impegno e significato spirituale che hanno lasciato un segno profondo nei cuori di fedeli e visitatori.
Un tributo ai santi patroni
Il tema centrale di questa edizione è stata la raffigurazione dei quattro santi protettori del paese: San Francesco di Paola, Santa Barbara, San Teodoro e la Madonna del Carmelo. Le loro immagini hanno preso vita su un tappeto artistico di oltre 60 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza, creando un colpo d’occhio mozzafiato che ha incantato chiunque vi si sia avvicinato. Ogni singolo disegno è stato pensato, progettato e realizzato con incredibile cura, trasformando le immagini sacre in vere e proprie icone a cielo aperto, simbolo della protezione divina che unisce e guida la comunità filadelfiese.
Nascita di un capolavoro collettivo
La realizzazione di questo imponente “manto sacro” ha avuto luogo nella notte della vigilia del Corpus Domini. Un gruppo ormai consolidato di volontari, che si autofinanziano, ha lavorato fianco a fianco, con dedizione instancabile, fino a oltre mezzogiorno della domenica. Il frutto del loro impegno ha creato un percorso suggestivo lungo la piazza centrale del paese e davanti ai sagrati delle quattro chiese, accogliendo il passaggio del Santissimo durante la processione e trasformando l’evento in una preghiera e una condivisione collettiva.
Oltre l’estetica: simbolo di identità
L’Infiorata del Corpus Domini a Filadelfia è molto più di un semplice evento estetico. È un profondo simbolo di vocazione religiosa, impegno collettivo e identità comunitaria. Il gruppo di volontari inizia i preparativi mesi prima del grande giorno, riunendosi per scegliere un tema sacro e progettare i disegni che verranno poi realizzati a mano libera su carta. Questa preparazione meticolosa e la dedizione dei partecipanti rendono l’Infiorata di Filadelfia uno spettacolo puro che merita di essere ammirato.
L’Infiorata 2025 ha saputo unire in modo sublime fede, arte e tradizione in una composizione monumentale che resterà impressa nel cuore di tutti i partecipanti.

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Riparte l’ASI in Calabria: un nuovo inizio per i sociologi della regione, un nuovo capitolo di passione e professionalità

L’associazione dei sociologi calabresi si rilancia grazie alla guida di nuovi dirigenti e al ricordo di chi ha contribuito a fondarla, soprattutto il compianto Antonio Latella

Dopo un periodo di commissariamento, l’Associazione Sociologi Italiani (ASI) torna a vivere in Calabria, pronta a rilanciare il suo ruolo di punto di riferimento per i professionisti del settore. L’ASI, unica associazione di sociologi riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si distingue per il rilascio di attestati di qualità e di qualificazione professionale ai propri soci, confermando così il suo ruolo di garanzia e eccellenza nel panorama nazionale.

La Deputazione Calabria ha recentemente riunito la sua assemblea per il rinnovo delle cariche per il triennio 2025-2028, segnando un momento di grande importanza e di rinnovamento. Alla guida di questa ripartenza c’è Antonella Bevacqua, eletta presidente della Deputazione, che ha espresso con entusiasmo la volontà di unire le forze e di lavorare insieme per rafforzare il nome dell’ASI in regione.

L’assemblea, coordinata dal Segretario Generale dell’ASI, Davide Franceschiello, ha visto la partecipazione del presidente nazionale Antonio Sposito e della vice presidente Maria Rita Mallamaci. Dopo le votazioni, il nuovo direttivo è stato ufficializzato: oltre alla presidente Bevacqua, fanno parte del team Giuseppe Bianco, Maria Vittoria Codispoti, Valentina Ambrosio, Maria Grazia De Giorgio, Maurizio Bonanno, Rosario Fittante, Angela Rita Latella, Antonio Magnone e Rossana Tassone. Su proposta di Maria Vittoria Codispoti, Angela Rita Latella è stata nominata vice presidente; quindi si è proceduto all’assegnazione delle deleghe: 

Angela Rita Latella, Vice Presidente, Rapporti Istituzionali;

Giuseppe Bianco, Vice Presidente;

Rossana Tassone, delega Politiche Sociali, Comunicazione Sociale;

Maria Vittoria Codispoti, Segreteria Generale e delega Istruzione, Cultura, legalità;

Maurizio Bonanno, delega Ufficio Stampa;

Antonio Magnone, delega Università e Ricerca;

Rosario Fittante, delega Inclusione Sociale;

Maria Grazia De Giorgio, delega Segreteria Organizzativa, Progettazione Sociale;

Valentina Ambrosio, delega Tesoriera, Segreteria Amministrativa.

Nel suo discorso di insediamento, la presidente Bevacqua ha ringraziato tutti per la fiducia e ha lanciato un appello all’unità e alla collaborazione: “Mettiamoci al lavoro per tutelare la nostra professione e mantenere alto il livello della nostra associazione. La Deputazione nasce da un grande sogno, quello di Antonio Latella, e abbiamo un onore e un onere in più nel portare avanti questa eredità”.

Momenti di grande emozione hanno caratterizzato l’assemblea, con interventi che hanno ricordato il fondatore Antonio Latella, figura centrale nella storia dell’ASI. 

In particolare l’intervento di Maurizio Bonanno, uno dei fondatori dell’ASI insieme al compianto Antonio Latella. Con voce commossa e orgogliosa, Bonanno ha ricordato il suo ruolo di pioniere e il legame speciale con Latella, sottolineando come l’associazione sia nata per valorizzare una professione spesso sottovalutata. “Chi, invece, immagina che associazioni come l’ASI possano essere occasioni di rivalsa o di personalismi, ha sbagliato strada”, ha affermato con passione, evidenziando l’importanza di mantenere fede ai valori fondanti.

Il presidente nazionale Antonio Sposito ha concluso i lavori con parole di speranza e di incoraggiamento: “La fase transitoria, segnata dalla scomparsa di Antonio Latella, si è conclusa nel modo più democratico e trasparente possibile. Ora si apre un nuovo corso, che auspichiamo porti a successi ancora maggiori rispetto a quelli della prima fase dell’ASI. Buon lavoro ai nuovi dirigenti!”

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Squillace, lavoro e inclusione sociale: due aziende hanno ricevuto un riconoscimento internazionale per l’assunzione di persone rifugiate

Ci sono anche due aziende di Squillace tra le 227 premiate con il logo “Welcome” nell’ambito della settima edizione del programma “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma attraverso il quale UNHCR Italia favorisce l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro, promuovendo il coinvolgimento del settore privato in collaborazione con le istituzioni e con le organizzazioni della società civile. In particolare, nel 2024 sono stati attivati oltre 16.200 percorsi professionali per persone rifugiate, con una crescita del 38% rispetto all’anno precedente, un risultato che porta a oltre 50.300 gli inserimenti ottenuti dalla nascita del programma nel 2017. E a Squillace hanno sede due delle aziende premiate: “Dedoni Srl” che svolge attività di caseificio, cresciuta costantemente nei decenni, fino a divenire una realtà nazionale, a conduzione familiare. Guidata dai fratelli Orlando e Stefano, profondi conoscitori delle tecniche di allevamento ovino e della produzione di pecorino calabrese, Dedoni è oggi una delle realtà più importanti in Calabria e nel Meridione, con un firmamento di gioielli caseari che la rendono una grande azienda per volumi, ma con una orgogliosa e immutata qualità artigianale dei suoi prodotti. E lo storico forno “Carello Snc”, panificio, alimentari e lavorazione del cioccolato, gestito da Gregorio “Rino” Maida. Le due aziende squillacesi si sono distinte per avere proposto soluzioni concrete per l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate. Ed è per questo che hanno ricevuto il riconoscimento internazionale. «La mia – racconta Rino Maida – è un’azienda nata a conduzione familiare ma che nel tempo, per necessità, ha saputo trasformarsi e crescere anche grazie alla collaborazione con giovani migranti accolti nel progetto Sai presente sul territorio. La mia esperienza con loro è cominciata nel 2013 ,quando Rajun, un ragazzo del Bangladesh, ospite del centro, si trovò nella necessità di lasciare la struttura e di conseguenza trovare lavoro e una casa; con determinazione e coraggio riuscì a convincermi a dargli una possibilità. Da quel momento è iniziata una storia di umanità, collaborazione e responsabilità condivisa con i ragazzi stranieri. Mi aiutano nel lavoro e molte volte mi rendono partecipe dei loro problemi e delle loro necessità, come trovare una casa che è sempre un problema a cui spesso si rimedia facendomi io stesso garante presso i locatori. Da allora l’impegno della mia azienda verso i rifugiati non si è mai fermato e, grazie alla collaborazione con Fondazione Città Solidale, abbiamo conosciuto tanti ragazzi che hanno partecipato a vari stage e abbiamo avuto anche la possibilità e il piacere nel tempo di assumerne cercando sempre di farli sentire accolti come in una famiglia. In questo ci riescono bene le nonne della famiglia che li trattano come nipoti, sgridandoli anche all’occorrenza, tanto che tutti quelli che ci sono stati e che ci sono adesso sentendo questo affetto le chiamano affettuosamente nonne. Molto importante, inoltre, per me è il fatto che molti miei clienti, conoscendoli perché fanno le consegne a domicilio, hanno imparato ad apprezzarli affezionandosi e partecipando alle loro vicissitudini».
Carmela Commodaro

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