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Squillace chiama a raccolta la comunità  per la cura della strada della Madonna del Ponte

Ci sono strade che vanno oltre la loro semplice funzione di collegamento. La strada della Madonna del Ponte è una di queste. È un percorso dal forte valore simbolico e affettivo per il territorio squillacese, perché conduce a uno dei luoghi più amati dalla comunità, il Santuario della Madonna del Ponte. Un tratto viario percorso ogni giorno da residenti e visitatori, intimamente legato alla storia, alle tradizioni e all’identità  della città. Proprio per questo il Comune di Squillace ha deciso di promuovere una giornata dedicata alla sua cura e valorizzazione. Sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 8, cittadini, associazioni, volontari e imprese del territorio sono invitati a partecipare a un’iniziativa di pulizia delle cunette lungo il percorso, che necessitano di essere liberate da terra, aghi di pino, plastica e altri rifiuti accumulati nel tempo. L’obiettivo dell’amministrazione comunale non è soltanto quello di restituire decoro e sicurezza a una strada particolarmente significativa per la comunità. L’iniziativa vuole diventare soprattutto un momento di partecipazione collettiva e di condivisione, un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e di responsabilità  verso il patrimonio comune. Chi può offrire qualche ora del proprio tempo, una mano d’aiuto, mezzi o attrezzature, è chiamato a contribuire secondo le proprie possibilità. Prendersi cura di una strada, di un luogo simbolico o di un angolo della città  significa infatti riconoscerlo come parte della propria storia e della propria quotidianità. È un gesto concreto che diventa anche un messaggio di attenzione, rispetto e amore verso il territorio. Il ritrovo è fissato nel piazzale del Santuario della Madonna del Ponte. L’auspicio è quello di vedere una partecipazione numerosa, perché più persone saranno coinvolte, più forte sarà  il segnale lanciato alla comunità, perché Squillace è la casa di tutti e insieme ci si prende cura del suo futuro.
Carmela Commodaro

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Con “Le tue mani”, lirica dedicata al padre scomparso nel 1966

Vincenzo Ursini vincitore assoluto a Casoria

Solo qualche giorno fa aveva vinto la 51ª edizione del premio Casentino con il romanzo La Ritornanza, adesso Vincenzo Ursini si è aggiudicato un altro prestigioso riconoscimento per la poesia, confermandosi come uno dei più apprezzati e seguiti autori calabresi degli ultimi anni.

Con la lirica Le tue mani, il poeta di Petrizzi è, infatti, il vincitore assoluto della prima edizione del concorso letterario “La nostra casa” (Sezione A – Poesia per adulti, intitolata a Ludovico Nicola di Giura). Il premio è organizzato dalla Pro Loco “Insieme per la città di Casoria”, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, dell’UNPLI e la collaborazione dell’associazione culturale Clarae Musae e di “Cantiere giovani”. Il trionfo di Ursini assume un valore straordinario grazie a un vero e proprio record: entrambe le liriche presentate in gara hanno ottenuto il punteggio più alto in assoluto tra tutte le opere partecipanti. Oltre al testo vincitore, infatti, il poeta calabrese ha convinto la giuria anche con il componimento L’ora della resa, un’intensa opera dedicata alla madre. «Sono profondamente onorato e commosso da questo riconoscimento», ha dichiarato Vincenzo Ursini nell’apprendere la notizia del conferimento. «Ottenere contemporaneamente il primo posto assoluto con ben due componimenti è un traguardo straordinario e tutt’altro che comune, che mi riempie di orgoglio e gratitudine. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’intero consiglio direttivo della Pro Loco per l’impeccabile organizzazione del premio e alla preclara giuria – composta dalla professoressa Vittoria Caso, dall’ingegnere Raffaele Zocchi, dalla professoressa Giulia Campece e dalla dottoressa Loredana di Pietro – per aver voluto premiare la mia produzione poetica con una motivazione così prestigiosa». La cerimonia di premiazione si terrà domenica 11 ottobre a Casoria presso la biblioteca comunale “Mons. Mauro Piscopo”, a partire dalle ore 10.00, alla presenza di numerose personalità del mondo letterario. La poesia Le tue mani, dedicata al padre scomparso a soli 38 anni nel lontano 1966, risulta anche tra le tre opere finaliste del premio Letterario Il borgo sospeso promosso dal comune di Vitorchiano, la cui premiazione si terrà il prossimo 24 ottobre nella splendida località del viterbese. Nato a Petrizzi nel 1954 e iscritto alla SIAE come paroliere, Ursini è il presidente dell’Accademia dei Bronzi e del Centro culturale “La Ritornanza”. Da sempre figura di riferimento nel panorama culturale, da ottobre 2022 a novembre 2024 ha ricoperto il ruolo di Consigliere di amministrazione della Fondazione “Teatro Politeama”, in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, carica da cui si è dimesso spontaneamente per far fronte a successivi impegni culturali. Nel corso della sua carriera ha ricevuto centinaia di riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferitogli a soli 24 anni.

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𝐒overato, la notte Bianca sabato 3 Ottobre dalle 19 in poi

Preparatevi a vivere un’esperienza indimenticabile, dove musica popolare, esibizioni di artisti di strada e deliziose proposta di street food si fonderanno in una festa aperta a tutti. La Notte Bianca sarà un’occasione unica per riunire famiglie, giovani e visitatori, in un’atmosfera magica e coinvolgente.

Le strade e le piazze di Soverato si riempiranno di suoni, risate e colori, offrendo spettacoli pensati per ogni età. Dalle performance di talentuose street band alla suggestiva energia di un coro gospel, ogni angolo della città sarà animato da momenti di pura gioia e creatività. Non mancheranno, inoltre, le esibizioni di artisti comici e appuntamenti dedicati al teatro e alla cultura.

Segnate la data sul calendario e preparatevi a vivere una notte che rimarrà nel cuore di ciascuno. Soverato vi aspetta per celebrare insieme la bellezza della comunità, della cultura e del divertimento!

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Vallefiorita celebra il suo “oro verde”: appuntamento il 4 ottobre con la Festa dell’Olio nella Villa Comunale

Il Comune di Vallefiorita, da tempo integrato nella prestigiosa Associazione Nazionale delle Città dell’Olio, si appresta a celebrare uno dei prodotti più rappresentativi del proprio patrimonio. Questo importante sodalizio raccoglie i territori che vantano una comprovata tradizione olivicola legata a profondi valori ambientali, storici e culturali, oltre al riconoscimento di una Denominazione di Origine. L’associazione si dedica con passione alla divulgazione della cultura dell’olivo e dell’olio di alta qualità, prodigandosi nella tutela e promozione del paesaggio e della storia dell’olivicoltura. Garantisce anche la massima tutela per il consumatore valorizzando le denominazioni e realizzando eventi e strategie di comunicazione e marketing volti a far conoscere il ricchissimo patrimonio olivicolo italiano. È proprio in questo spirito di valorizzazione e convivialità che il Comune di Vallefiorita, con la preziosa collaborazione della Pro Loco locale, invita tutti i cittadini e gli appassionati alla Festa dell’Olio, in programma domenica 4 ottobre alle ore 18.30 nella Villa Comunale. La serata si prefigge come un intenso viaggio tra i sapori, le tradizioni e le eccellenze del territorio, offrendo un’opportunità irripetibile per scoprire e degustare l’olio extravergine d’oliva locale. A guidare i presenti lungo questo percorso sensoriale sarà l’agronomo Thomas Vatrano, che illustrerà le caratteristiche organolettiche, i profumi e i piccoli segreti che rendono unico questo prezioso “oro verde”. L’esperienza del gusto continuerà ad arricchirsi grazie alle deliziose preparazioni gastronomiche curate dallo chef “T’Appatumi”, che saprà coniugare sapientemente tradizione e maestria culinaria. Infine, per completare il clima di festa e condivisione, la serata si accenderà con le travolgenti sonorità della “Taranta Sound”, pronta a far ballare e divertire tutti i partecipanti con la travolgente energia della musica popolare. Sarà un’occasione speciale all’insegna del buon cibo, della musica e del piacere di stare insieme celebrando la cultura e la storia della propria terra.
Carmela Commodaro

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Badolato, quarant’anni di solitudine e desertificazione: il grido inascoltato del borgo

Il prossimo 7 ottobre ricorre un anniversario dal valore fortemente simbolico. Sono trascorsi esattamente quarant’anni dal primissimo allarme lanciato al mondo da Badolato, in Calabria. Un grido di dolore rivolto all’Italia e all’Europa sul gravissimo fenomeno dello spopolamento dei borghi, delle zone rurali e di quelle periferiche, sacrificati sull’altare di un concentramento umano ed economico in poche zone metropolitane ed industriali, dove l’invivibilità ha finito per generare problemi persino più gravi ed opposti. Correva l’anno 1986 quando il giornalista Domenico Lanciano lanciò la celebre provocazione sulle colonne del quotidiano nazionale “Il Tempo”, suscitando un clamore senza precedenti con lo slogan “Badolato, paese in vendita”. Quella ribellione, quasi istituzionale perché avallata dall’allora amministrazione comunale, portò il piccolo centro calabrese sulle cronache internazionali. A distanza di quattro decenni, tuttavia, ci si trova a fare i conti con quarant’anni di palliativi statali ed europei che non hanno minimamente fermato l’emorragia sociale. Centinaia di migliaia di giovani, in larga parte laureati, continuano a scappare all’estero per poter sopravvivere o affermarsi, riproponendo quell’emigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta che si riteneva ormai superata. Oggi questo fenomeno impoverisce non solo i borghi e le periferie italiane ed estere, ma persino le grandi città, dove l’alto costo della vita permette la sopravvivenza solo a chi è già ricco. Per la prima volta nella storia dell’umanità assistiamo a un cambio profondo nel concetto stesso di città, rimasto pressoché immutato per millenni. La desertificazione territoriale, dunque, è un cane che si morde la coda e stravolge l’intera umanità; le metropoli scoppiano e i paesi muoiono, rendendo improcrastinabile un reale riequilibrio territoriale. Questa dinamica si intreccia con l’immane fenomeno dell’immigrazione di massa dai Paesi poveri o travagliati da perenni conflitti, determinata dalla costante predazione delle risorse da parte delle nazioni più ricche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non soltanto forti squilibri socio-economici ed inquietudini globali, ma anche nuove egemonie politiche che riportano diversi Paesi a tragiche e nefaste dittature. Lo spopolamento agisce come un’immensa osteoporosi che indebolisce l’ossatura dell’Italia insulare, appenninica e prealpina, così come di molte altre Nazioni. Tale vuoto genera fenomeni migratori di masse disperate, talvolta teleguidate per attacchi ibridi nell’ambito di uno scontro tra nuovi blocchi di Stati. Per ricordare i quarant’anni da quel 1986, alcune associazioni locali stanno organizzando a Badolato timide manifestazioni simboliche. “Timide” anche perché manca ormai la forza di protestare contro un andazzo ormai imposto e istituzionalizzato, a fronte di presunti risultati sventolati ma inesistenti. Un solo dato fotografa la dimensione della tragedia. Se nell’ottobre 1986 gli abitanti del borgo di Badolato erano circa 800 (già ridotti dai quasi cinquemila del 1951), oggi nel 2026 vi dormono appena 149 persone, compresi i rifugiati e chi ha acquistato casa in seguito alle vicende del “paese in vendita” e del “paese d’accoglienza ai profughi curdi” del 1997-2002. Non si tratta più di un dramma, ma di una vera e propria tragedia storica.
Carmela Commodaro

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No al Genocidio, Stop ai Coloni, Giù le Armi e Su i Salari: a Soverato un dibattito con il docente palestinese Shukri Farsakh

Parlare di Palestina oggi significa attraversare una soglia importante, trasformando la riflessione in un atto di responsabilità civile piuttosto che in un mero esercizio di geopolitica o in un rituale di solidarietà astratta. L’obiettivo è guardare senza filtri gli eventi che stanno sconvolgendo Gaza, la Cisgiordania e il Libano, riconoscendo come la sopravvivenza di interi popoli sia messa in discussione attraverso meccanismi sistematici di privazione materiale, sociale e culturale. Da questa urgenza nasce l’incontro in programma per mercoledì 30 settembre, alle ore 16.30, nella sala consiliare “Bruno Manti” di Soverato, organizzato da “Autodeterminazione Popoli e Territori” insieme ai Cobas del lavoro privato. L’evento vedrà la partecipazione del docente palestinese Shukri Farsakh e sarà arricchito da un collegamento diretto da Betlemme, che porterà la testimonianza quotidiana di una famiglia palestinese per mostrare le reali condizioni di vita in un territorio in cui la normalità è stata del tutto cancellata. La devastazione in atto, infatti, supera la distruzione di corpi e abitazioni, arrivando a colpire la scuola, l’alimentazione, la sanità e la possibilità stessa di immaginare un domani. Questo processo si configura come un vero e proprio riprodutticidio sociale, in grado di spezzare la continuità della vita e di impedire alle comunità di preservare i propri legami e la propria identità culturale. In questo scenario emerge la responsabilità degli Stati occidentali, tra cui l’Italia, accusati di sostenere direttamente o indirettamente le politiche del governo israeliano. Tale complicità istituzionale si manifesta attraverso il transito nei porti nazionali di navi cariche di materiali dual use destinati a Israele e nel ruolo centrale mantenuto da Leonardo S.p.A. nel supporto militare al governo Netanyahu e nel progetto espansivo della cosiddetta “grande Israele”. Si assiste anche alla crescente criminalizzazione dei movimenti e degli attivisti che si schierano a difesa del popolo palestinese, evidenziando una spaccatura tra le posizioni assunte dal Governo italiano e le mobilitazioni di piazza che negli ultimi mesi hanno espresso una volontà differente. La questione si intreccia strettamente con le condizioni materiali della popolazione locale, segnate da salari stagnanti, un costo della vita insostenibile e una crisi energetica aggravata dalle strategie dell’imperialismo americano, storico alleato di Israele. In tale contesto le politiche di riarmo finiscono per ignorare i bisogni primari delle persone, sottraendo risorse fondamentali ai salari, ai servizi pubblici e alla vita quotidiana. Sostenere la causa palestinese equivale, quindi, a schierarsi al fianco di tutti i popoli in lotta per l’autodeterminazione, riconoscendo la resistenza non solo come un diritto, ma come una forma stessa di esistenza necessaria a difendere la dignità e il futuro. A conclusione dell’iniziativa, alle ore 18.00, al Supercinema di Soverato, si terrà la proiezione del film “Naza”, un’opera cinematografica orientata a restituire voce, volto e memoria a chi vive quotidianamente sotto occupazione. La prospettiva di una Palestina libera, dal fiume fino al mare, si proietta così non come un semplice slogan, ma come un orizzonte politico, storico e umano fondato sull’esigenza fondamentale che un popolo possa vivere senza rischiare la propria cancellazione.
Carmela Commodaro

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Auto in panne sull’A2, il controllo della Polstrada porta alla scoperta di 2,1 chili di cocaina

Lamezia Terme – Un intervento di assistenza a un automobilista rimasto in panne si è concluso con il rinvenimento di oltre due chili di cocaina e l’arresto del conducente. L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al traffico di droga lungo la rete viaria calabrese. Una pattuglia della Polizia Stradale della Sottosezione di Lamezia Terme è intervenuta per prestare ausilio a un veicolo fermo in una piazzola di sosta a causa di un’avaria, mentre il conducente era in attesa dell’arrivo del soccorso stradale. Nel corso dei primi accertamenti, gli agenti hanno notato il comportamento particolarmente elusivo e lo stato di agitazione dell’uomo, di origine calabrese. Da qui la decisione di approfondire i controlli, procedendo alla perquisizione del conducente e dell’automobile. All’interno del vano bagagli sono stati trovati due panetti contenenti complessivamente oltre 2,1 chilogrammi di cocaina, che sono stati sequestrati. Nel corso della perquisizione sono stati inoltre rinvenuti oltre 2.100 euro in contanti e due telefoni cellulari. La natura della sostanza è stata successivamente verificata attraverso le analisi speditive eseguite dalla Polizia Scientifica del locale Commissariato di P.S., che ne hanno confermato la natura di cocaina. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il conducente è stato quindi trasferito presso la Casa Circondariale di Catanzaro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. All’udienza di convalida, per motivi di natura formale, è stata disposta la scarcerazione dell’uomo. Una libertà durata, però, appena due giorni. Nel proseguo dell’attività investigativa, infatti, la Procura di Lamezia Terme, diretta da Dr. Elio Romano, ha richiesto immediatamente una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti del soggetto, in considerazione della gravità del reato ipotizzato a carico del medesimo (art. 73-80 dpr 309/90); il Gip di Lamezia Terme ha accolto la richiesta, emettendo in tempi molto celeri il provvedimento restrittivo. L’uomo è stato così ricondotto in carcere dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si specifica che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti dell’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna.

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Don Vincenzo Moniaci invita i ragazzi del catechismo di Catanzaro a rappresentare San Francesco da Paola e la Madonna del Rosario con un disegno, una poesia o una canzone

di Francesco Stanizzi

A Catanzaro, la parrocchia San Francesco da Paola, guidata dal parroco don Vincenzo Moniaci, apre l’anno catechistico, coinvolgendo i ragazzi con le rispettive famiglie. Si parte Domenica 4 Ottobre, giorno in cui quest’anno convergono più feste. Si celebrano infatti gli 800 anni della morte si San Francesco d’Assisi (1226-2026), figura aurea tra i santi della chiesa cattolica, e la festa della Madonna del Rosario, con la recita della supplica, che si celebra nella prima domenica di Ottobre: coincide appunto quest’anno il 4 Ottobre.
L’idea del sacerdote è di presentare alla comunità la domenica precedente gli eventi che si andranno a vivere, con l’invito alla riflessione e fornendo materiale per documentarsi su tutto.
Il parroco don Vincenzo Moniaci, a questo proposito, invita i ragazzi e le famiglie a preparare un disegno, una pittura, o una poesia, una canzone o altro componimento per rappresentare un particolare dell’evento o del santo, come per esempio qualche aspetto della vita di San Francesco d’Assisi o della festa della Madonna. “Così la celebrazione domenicale – spiega il parroco don Vincenzo Moniaci – non risulta una mera partecipazione passiva, ma diventa il momento in cui ci si sente coinvolti e motivati, a portare avanti quanto la fede ci insegna e ci chiama ad essere testimoni” . Disegni, pitture, poesie ed altre composizioni realizzate dai ragazzi e dalle ragazze che frequentano il catechismo, saranno esposti in chiesa dal sacerdote don Vincenzo Moniaci. Le canzoni verranno poi cantate davanti ai fedeli.

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Davoli, la XXI edizione del Premio Aquila d’Oro International

La XXI edizione del Premio Aquila d’Oro International, è stata accolta presso il Centro Culturale
Polifunzionale di Davoli, promossa dall’Associazione Corfinium Onlus, con la partnership dell’Associazione
Volontariato Vincenziano di Davoli, della FLAEI CISL, dell’AIDOSP e della ETEX S.p.A. L’evento è stato
patrocinato dalla Camera dei Deputati, dai Consigli Regionali dell’Abruzzo e della Calabria, dai Comuni di
Davoli e di Corfinio, dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal Parco Nazionale della Majella e ha
ricevuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente del Senato Ignazio La Russa. Si tratta di un
appuntamento dedicato alla valorizzazione della storia, della cultura e delle identità territoriali, che ha
richiamato l’attenzione sul patrimonio storico e culturale del territorio calabrese. Il tema scelto per questa
edizione, “Alle origini dell’Italia: il nome, la storia, la Magna Grecia”, ha posto al centro della riflessione le
radici più antiche della penisola e il ruolo della Magna Grecia nella formazione della storia e della cultura
italiana. Il Premio Aquila d’Oro International, si caratterizza per una dimensione itinerante e per l’obiettivo di
riconoscere particolari meriti a personalità che si sono distinte per il loro impegno a favore della cultura, del
territorio e della comunità. I riconoscimenti del Premio Aquila d’Oro 2026, sono stati conferiti: al Cavaliere
Filippo Callipo, all’Onorevole Wanda Ferro, a Don Giacomo Panizza, all’Azienda Nido di Seta, al Giornalista
Santo Strati e all’Associazione Volontariato Vincenziano di Davoli Marina. La manifestazione ha inoltre
offerto l’opportunità di valorizzare il patrimonio della comunità di Davoli e di rafforzare il legame tra memoria
storica, identità e territorio. L’appuntamento di Davoli conferma così la vocazione del Premio Aquila d’Oro
International a portare in diverse realtà italiane un messaggio di conoscenza e valorizzazione delle radici
culturali del Paese. La scelta di Davoli rappresenta, quindi, un’importante occasione per accendere i riflettori
sulle ricchezze storiche e culturali della Calabria, inserendole in un più ampio percorso di riscoperta delle
origini dell’identità italiana.
Nato nel 2006, iL Premio Aquila d’Oro International ha mantenuto nel tempo la sua missione originale, quella
di riportare all’attenzione una pagina ancora poco conosciuta della storia italiana, quella delle origini
dell’Italia antica e della prima lotta dei popoli italici per la libertà e per il riconoscimento dei propri Diritti. Un
tema che assume un significato ancora più profondo proprio in Calabria, terra nella quale affondano alcune
delle più antiche radici della storia e della civiltà che hanno contribuito alla formazione dell’identità
italiana.“Abbiamo scelto di dedicare la XXI edizione “Alle origini dell’Italia: il nome, la storia, la Magna
Grecia”, perché riteniamo che la Calabria rappresenti il luogo ideale per una riflessione sulle radici più
antiche della nostra storia e della nostra identità. – ha dichiarato Francesco Di Nisio, Direttore del Premio
Aquila d’Oro International – La Magna Grecia, la storia del nome Italia e il percorso dei popoli italici
costituiscono un patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato, soprattutto dalle nuove
generazioni”.
Rosanna Paravati

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Cultura, rito e tecnologia: il successo di “Odissee Segrete” al Parco Archeologico di Scolacium

In occasione delle Giornate europee del patrimonio, la suggestiva cornice del Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium ha ospitato “Odissee Segrete”, evento esperienziale inserito nella programmazione del Venitinda Fest. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Makrós e Novelty srls, ha saputo flettere i muscoli del mito, trasformando il pubblico da spettatore passivo a vero e proprio equipaggio della narrazione epica. L’iniziativa ha fuso linguaggi apparentemente distanti come il teatro dal vivo, la videoarte, i percorsi visivi e sonori immersivi e i riti arcaici della terra, con l’obiettivo di restituire alla fruizione culturale una dimensione viscerale e partecipativa. Catalizzatrici dell’esperienza sono state le installazioni interattive “Echi” e “Sguardi” firmate da Novelty srls. Il pubblico è stato chiamato prima ad affondare le mani nel sale per adagiarvi un’oliva e risvegliare così le voci soffocate dei Diari segreti dei Mostri dell’Odissea, poi a stringere le mani di perfetti sconosciuti guidato dalla voce narrante. Attraverso questa imponente catena umana e la conduzione dell’energia da persona a persona fino a toccare il legno d’ulivo bagnato dall’acqua, la videoarte e la componente sonora hanno preso vita. Nel momento in cui la barriera tra palco e platea è crollata, chi osservava è diventato parte integrante dell’opera. Lo stupore si è prolungato anche a riflettori spenti, quando diversi visitatori, spinti dall’incredulità, sono tornati da soli davanti alle installazioni cercando invano un interruttore nascosto. La macchina rispondeva unicamente al contatto e all’unione tra più persone. Con questo appuntamento si conclude il Venitinda Fest, promosso dal Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium sotto la direzione della dottoressa Elisa Nisticò, a coronamento di una virtuosa rete tra eccellenze territoriali. Lo spettacolo è stato firmato da Makrós, che ne ha curato la regia con Miriam Santopolo, la drammaturgia sonora e la performance dal vivo, interpretata dal cast composto da Maria Giorla, Teresa Lamberti, Rita Marascio, Rosanna Pasquale, Adriana Piras e Ivan Santopolo. La complessa architettura tecnologica, la grafica e la videoarte portano invece la firma di Antonio Pasquale per Novelty srls. Il bilancio di Scolacium si chiude in modo ampiamente positivo, confermando la validità di un format capace di coniugare rigore storico-letterario, innovazione tecnologica e sfrontatezza linguistica. La produzione ha già annunciato che le navi sono pronte a salpare verso nuove tappe.
Carmela Commodaro

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