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Promozione a Generale di Brigata del Colonnello Giovanni Pellegrino, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro

Il Comandante Provinciale Carabinieri di Catanzaro, Colonnello Giovanni Pellegrino, è stato promosso al grado di Generale di Brigata.
L’ulteriore riconoscimento da parte del Comando Generale dell’Arma, con nomina a firma del Ministro della Difesa, giunge a coronamento di un’intensa carriera e di importanti incarichi ricoperti negli anni.
Per citare gli ultimi, dopo il ruolo di Vice Comandante del Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica, il Generale Pellegrino ha infatti retto il comando del Reparto Operativo di Bari e l’incarico di Comandante Provinciale di Agrigento. Oltre al conseguimento di due master, nel 2021 e nel 2025, rispettivamente nel contesto dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, l’Ufficiale ha da ultimo rivestito l’incarico di Capo Ufficio Concorsi e Contenzioso nell’ambito del sistema del reclutamento dell’Arma, per poi approdare in Calabria, dove, dal 15 settembre 2025, è Comandante Provinciale di Catanzaro, da cui dipendono il Gruppo di Lamezia Terme e le sei Compagnie ricomprese tra i versanti tirrenico e ionico.
Al Generale Pellegrino le più sentite felicitazioni per il traguardo conseguito e l’augurio di un ancor più proficuo lavoro in questa terra.

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Usura al 120% e tentata estorsione: i Carabinieri arrestano un 70enne

Quella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. Il 25 marzo, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto per il reato di usura emessa dal Tribunale di Lamezia Terme. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, attualmente diretta dal Procuratore facente funzioni, e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Girifalco, ha permesso anche mediante accertamenti tecnici di disvelare la condotta usuraria dell’uomo che dopo aver prestato del denaro nel 2019 ad un piccolo imprenditore agricolo ne aveva preteso la restituzione con un tasso del 120%. Alle crescenti difficoltà della vittima di onorare il debito e alla conseguente denuncia dello stesso presso la stazione carabinieri di Maida nel giugno 2025, sarebbero seguite le minacce e la tentata estorsione da parte di altri due soggetti del luogo indagati nel medesimo procedimento, i quali ripetutamente ingaggiavano la vittima allo scopo di fargli ritirare la denuncia.Contestualmente alla esecuzione della misura cautelare personale, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco hanno dato esecuzione anche al decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica, relativo al profitto illecito direttamente riconducibile alla vicenda usuraria oggetto di specifica contestazione cautelare. L’Ufficio di Procura ha proprio di recente intensificato il ricorso agli strumenti normativi che hanno la funzione di aggredire illecite accumulazioni di patrimoni. Inoltre, la parallela attività di perquisizione locale ha consentito di rinvenire, nella disponibilità del soggetto attinto da misura degli arresti domiciliari, la somma contante. Il relativo procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e vige pertanto la presunzione di non colpevolezza.

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Martedi 31 Marzo ore 21 teatro comunale Soverato


Le Ragazze son Tornate
con Daniela Poggi, Fiordaliso, Debora Caprioglio
e con Giorgia Guerra e Nicola Paduano
scritto e diretto da Diego Ruiz

Oggi non esiste più la terza età, quella è roba del secolo scorso! Non si invecchia più. Soprattutto le donne, non pongono più limiti alla loro libertà e alla loro voglia di avventura. E’ così! Ormai sono sempre di più le donne âgée che rifiutano di essere confinate al ruolo di “nonne” e rivendicano con forza il diritto di vivere appieno la loro indipendenza e il desiderio di mettersi in gioco. Forse perché se dovevano dimostrare qualcosa nella vita lo hanno già fatto, arrivano a un punto in cui si sentono libere di esprimersi, senza peli sulla lingua, perché non devono rendere conto a nessuno e se ne infischiano del giudizio altrui.
Nella sua nuova commedia, Diego Ruiz porta in scena la storia di tre donne, tre star del mondo dello spettacolo che hanno vissuto sicuramente tempi migliori, che si riuniscono per mettere insieme le forze e proporsi di nuovo al mondo dello showbiz più agguerrite che mai. Non sarà facile perchè i dissapori, la competizione e qualche sassolino nella scarpa ancora da tirar fuori metteranno a dura prova la pazienza di tutti.

Daniela Poggi, è una talentosa e stimata attrice di teatro che, per colpa del suo brutto carattere, ha perso tante occasioni nella sua carriera, ma adesso ha una gran voglia di riscatto.
Debora Caprioglio è una donna di successo che ha sempre vissuto in un mondo fatto di lustrini e scintillii, ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop.
Fiordaliso è una ex cantante con una grande hit alle spalle, ma la sua carriera oggi è legata ai cooking show televisivi che l’hanno resa ricca e famosa. Ma era questo quello che voleva?

Una commedia frizzante e irriverente che prende in giro il luccicante mondo dello spettacolo, ma capace anche di fare un ritratto di una generazione sempre più sorprendente. Quando si arriva a fare un resoconto della propria vita, per quanto bella e privilegiata, non sempre si è pienamente soddisfatti. Il ticchettio dell’orologio scorre inesorabile e con il passare del tempo non si acquisiscono solo rughe e nuovi acciacchi, ma anche un po’ di saggezza e sarà questa a cui bisogna appellarsi per far sì che le cose funzionino veramente. Ma riusciranno le nostre tre “ragazze”a mettere da parte i rancori e a comportarsi finalmente da donne mature?

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CORRUZIONE NEGLI APPALTI PUBBLICI. PERQUISIZIONI ANCHE NEGLI UFFICI DELLA PROVINCIA E DEL COMUNE DI CROTONE. 20 GLI INDAGATI

I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, n.16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato n. 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici. Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli. Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta dal Dott. Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione. Contrastare la corruzione, infatti, vuol dire rilanciare l’economia, valorizzare la leale concorrenza e ridurre lo spreco di denaro pubblico, favorendo così le imprese oneste e impedendo la penetrazione dell’illegalità. L’azione di servizio si colloca nell’ambito della fase delle indagini preliminari, sicché, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

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Corigliano-Rossano, recupero cane in località Schiavonea

Una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Cosenza, distaccamento di Rossano, è stata impegnata ieri in un intervento di soccorso nei pressi del porto di Schiavonea per il recupero di un cane.
L’animale, un randagio di media taglia, era solitamente accudito da un residente della zona che, non vedendolo da circa quattro giorni, ha lanciato l’allarme. A seguito delle ricerche, il cane è stato individuato incastrato tra i grossi massi dell’argine portuale.
Sul posto sono intervenuti anche la Capitaneria di Porto e la Polizia Locale, a supporto delle operazioni.
Il recupero si è rivelato particolarmente complesso a causa della conformazione dell’area. È stato necessario l’intervento congiunto dei Vigili del Fuoco e di una ditta privata, che mediante l’impiego di un mezzo meccanico ha provveduto alla movimentazione dei massi per consentire l’accesso in sicurezza all’animale.
Una volta raggiunto, il cane è stato recuperato vivo e affidato alle cure di un veterinario. Successivamente è stato preso in carico dall’ Associazione SOS 4 Zampe e Animal Protection, che ne cureranno la custodia.
L’intervento si è concluso con esito positivo, confermando ancora una volta l’impegno quotidiano del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco anche nelle attività di soccorso agli animali.

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ADDIO A ROSARIO CHIRIANO, DE NISI: «UN AUTENTICO PROTAGONISTA DELLA STORIA POLITICA CALABRESE»

Il cordoglio del segretario regionale di Azione Calabria: “Una vita al servizio delle istituzioni, alla sua Filadelfia e all’intera regione, lascia un segno indelebile”

CATANZARO – 31 MARZO 2026 – Il segretario regionale di Azione Calabria, Francesco De Nisi, esprime profondo cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Rosario Chiriano, già sindaco di Filadelfia, nel Vibonese, presidente del Consiglio regionale e deputato della Repubblica.
«Con la morte di Rosario Chiriano – dichiara De Nisi – la Calabria perde una figura autorevole e profondamente radicata nella tradizione della politica cattolica, che ha saputo interpretare con rigore, passione e senso delle istituzioni il proprio impegno pubblico. Chiriano si è distinto per competenza, equilibrio e capacità di rappresentare le istanze dei cittadini nei più alti livelli istituzionali. Il suo percorso umano e politico lascia un’impronta profonda per la storia della sua Filadeflia e dell’intera Calabria e rappresenta un esempio per le future generazioni di amministratori e dirigenti politici».
De Nisi, nel concludere, esprime «sentimenti di sincera vicinanza alla famiglia» e si dice certo che «il significativo e illuminato impegno civile e politico di Chiriano resteranno per sempre fari di esemplare “azione” per cittadini e territori».

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Amaroni, Via Crucis vivente: un’intera comunità unita tra fede, emozione e partecipazione

La tradizione si è rinnovata ad Amaroni con una partecipazione straordinaria e un’intensa carica emotiva per la Via Crucis vivente, organizzata dalla Pro Loco, dall’associazione E.R.A. e dal Comitato Festa Santa Barbara. Le vie del paese si sono trasformate in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove la Passione di Cristo è stata raccontata attraverso scene curate, coinvolgenti e profondamente sentite. Le strade del centro abitato hanno accolto le diverse stazioni della Via Crucis, animate da figuranti che hanno interpretato con grande impegno i personaggi della Passione. Il ruolo di Gesù è stato affidato al giovane Maurizio De Filippo, mentre la Madonna è stata impersonata da Laura Conte, presidente della Pro Loco. Attorno a loro, un gruppo numeroso di volontari ha dato vita ai soldati, ai discepoli, alle pie donne e a tutte le figure simboliche del racconto evangelico. A guidare spiritualmente il cammino è stato don Roberto Corapi, che ha commentato ogni stazione collegando gli episodi della Passione alle sfide del presente. Le sue parole hanno offerto ai partecipanti spunti di riflessione concreti e attuali, capaci di rendere la rappresentazione non solo un momento di memoria religiosa, ma anche un invito a vivere con maggiore consapevolezza il proprio quotidiano. Don Corapi ha richiamato l’attenzione sulle “mamme addolorate” del nostro tempo, sulle cadute provocate dalle guerre e dalle ingiustizie, e sul valore irrinunciabile della pace come dono e responsabilità comune. Il suo appello finale, «Siate cristiani di speranza», ha risuonato come un incoraggiamento a mantenere viva la fede e la solidarietà. Tra le scene più toccanti, la crocifissione rappresentata davanti alla chiesa parrocchiale ha suscitato profonda commozione. L’intensità dell’interpretazione, unita al silenzio rispettoso dei presenti, ha trasformato quel momento in un’esperienza collettiva di grande impatto emotivo. La Via Crucis vivente conferma ancora una volta la capacità di Amaroni di unire tradizione, spiritualità e partecipazione popolare. L’impegno delle associazioni, dei volontari e dei tanti cittadini coinvolti testimonia un forte senso di comunità e un desiderio condiviso di mantenere vive le radici culturali e religiose del territorio. L’evento si è rivelato non solo un appuntamento di fede, ma anche un momento di identità collettiva, capace di coinvolgere generazioni diverse e di rafforzare il legame tra passato e presente.
Carmela Commodaro

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Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio: Deep Valley Blues, lo stoner che scava nell’anima tra polvere, trance e radici blues

La traiettoria dei Deep Valley Blues non è un percorso tracciato, ma una fenditura sonora che taglia in due la storia del blues e le sue mutazioni contemporanee. Tra il richiamo arcaico del Delta e le visioni psichedeliche dello stoner moderno, la band sceglie di non scegliere: attraversa quella linea sottile che unisce mondi lontani e la trasforma in un viaggio fatto di istinto, sottrazione e immagini interiori. Nella 37ª puntata di Interviste SottoTraccia, la rubrica curata da Davide Mercurio per il collettivo OndaRocK, i Deep Valley Blues raccontano un’identità musicale che rifiuta confini rigidi. Non un genere, ma un ecosistema di influenze che convivono senza gerarchie. L’approccio è quasi scultoreo: togliere più che aggiungere, lasciare che il suono respiri, che l’emozione guidi la forma. Il blues resta il nucleo originario, inteso come impulso primordiale, come urgenza espressiva che non ha bisogno di definizioni. Le figure di Robert Johnson e Mississippi John Hurt non sono modelli da imitare, ma sorgenti da cui attingere un’energia che cambia volto a seconda dello stato d’animo: rabbia, introspezione, liberazione. Accanto alla produzione artistica, emerge un impegno costante nel dare voce a ciò che spesso resta ai margini. Mightallurgia Pesante, nato su UMG Web Radio, è un progetto che trasforma storie, aneddoti e incontri in uno spazio di visibilità per una scena sotterranea che raramente trova attenzione. L’esperienza nella critica musicale ha affinato un ascolto più profondo, capace di cogliere intenzioni, limiti e valore emotivo di ogni disco, andando oltre il semplice gusto personale. Dal 2016 la band ha pubblicato quattro lavori che segnano un’evoluzione coerente e viscerale. Dall’esordio ruvido e diretto fino a Sangue e Veleno, album cupo e personale che chiude un ciclo, i Deep Valley Blues hanno mantenuto intatta la matrice del loro sound: un impasto di terra, sudore e visioni, dove convivono dolore, ironia e una rabbia che non esplode ma brucia lenta. Sul palco i Deep Valley Blues diventano un corpo unico con il pubblico. Ogni concerto è un’esperienza fisica, un rito di contatto diretto, energia e caos controllato. La dimensione live è il luogo in cui il loro suono si espande, si sporca, si trasforma, restituendo quella verità che in studio rimane solo suggerita. Con il festival Desert Cruiser hanno cercato di creare spazi concreti per una scena che fatica a trovare luoghi e risorse. Un gesto politico e culturale insieme, che ribadisce l’importanza della collaborazione e dell’apertura in un panorama spesso frammentato. I Deep Valley Blues non inseguono scorciatoie né mode passeggere. Procedono lentamente, come chi sa che la profondità richiede tempo. Il loro suono si deposita come polvere, resta addosso, risuona a distanza. Trasforma il peso in visione, la musica in un viaggio che non chiede spiegazioni ma disponibilità all’ascolto.
Carmela Commodaro

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Stalettì, incontro tecnico per realizzare una rete coordinata di sentieri, cammini e ciclovie

Un confronto operativo per costruire una visione comune sulla mobilità lenta e sulla valorizzazione del territorio. È lo spirito dell’incontro che si è svolto nella sala consiliare del Comune di Stalettì, dedicato al tema “Fare rete e coordinare i lavori di realizzazione e sistemazione di sentieri, cammini e percorsi che attraversano il territorio di Stalettì”. Alla riunione hanno preso parte i referenti di Ente Parchi Marini Calabria, Cammino di Cassiodoro, Ciclovia Magna Graecia, Cammino di San Bruno, Ciclovia dei Parchi, GAL Serre Calabresi, Calabria Verde e CAI, oltre ai rappresentanti dell’Associazione Stalè e dell’Amministrazione comunale. La presenza congiunta di enti, associazioni e progettualità diverse ha permesso di mettere a fuoco un dato fondamentale: sono cinque i progetti in corso che interessano sentieri, cammini, ciclovie e ippovie, tutti accomunati dal passaggio lungo la costa di Stalettì e dal riferimento al tema cassiodoreo. I percorsi coinvolgono alcuni dei luoghi più significativi del territorio, tra cui le vasche di Cassiodoro a Copanello, la grotta Vulcano e la chiesetta di Panajia a Caminia, la costa da Copanello Lido a Pietragrande, la vecchia 106 fino al Rebus e il collegamento con la nuova 106, la Via Randa romana, la Fons Arethusa, il Castrum e Santa Maria Vetere, la tomba di Cassiodoro a San Martino, il borgo storico di Stalettì. Un mosaico di luoghi che intreccia natura, archeologia, storia e spiritualità, e che rappresenta un potenziale straordinario per un turismo sostenibile e destagionalizzato. Il confronto si è concentrato su due aspetti principali. Innanzitutto, sulla costruzione di sinergie operative: coordinare i lavori di arredo e manutenzione, uniformare la cartellonistica, condividere strategie di promozione, creare economie di scala tra i diversi progetti; e poi, su come affrontare le criticità: barriere al transito, passaggi su proprietà private, pulizia e messa in sicurezza dei siti, attraversamenti stradali. La necessità emersa è quella di una cabina di regia stabile, capace di armonizzare interventi e tempistiche, evitando sovrapposizioni e dispersioni di risorse. La rete dei percorsi rappresenta un’occasione concreta per valorizzare il patrimonio naturalistico e archeologico, qualificare l’offerta turistico-culturale integrandola con il balneare, promuovere un turismo a impatto zero e destagionalizzato e attivare la filiera produttiva locale. Le prospettive si ampliano ulteriormente grazie alla nascita del Parco Marino tra Copanello e Caminia, alla vicinanza con poli culturali come Scolacium, Squillace e Soverato, e al possibile collegamento con la Ciclovia dei Parchi, che unirebbe la costa all’entroterra e ai parchi regionali e nazionali. L’incontro è stato organizzato dal Comune di Stalettì in collaborazione con l’associazione Stalè, che ha curato la preparazione dei lavori e predisposto un programma dedicato. Tra i partecipanti presenti o collegati online figurano: Giovanni Aramini (Ciclovie dei Parchi Calabria), Pietro Pileci e Vitaliano Mario (Ente Parchi Marini Calabria), frate Franco Lio e Massimo Cappuccino (Cammino di San Bruno), Marziale Battaglia (GAL Serre Calabresi), Giuseppe Oliva (Calabria Verde), l’ing. Roberto Ruffolo e Massimo Cozza D’Onofrio (Ciclovia Magna Graecia), Domenico Benoci (Vivarium Project – Cammino di Cassiodoro), Gianni Bartolotti (Presidente Stalè), MariaVittoria Agosto e Pino Scicchitano (Consulta di Stalettì), oltre al Sindaco Mario Gentile, Valentina Lombardo e il responsabile tecnico ing. Antonio Ferrarelli per il Comune. L’auspicio emerso dal tavolo è che questo primo confronto possa diventare il punto di partenza per un coordinamento stabile, capace di trasformare la ricchezza dei progetti in un’unica grande rete di mobilità lenta, identitaria e sostenibile.
Carmela Commodaro

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Amaroni, con la domenica delle Palme, una giornata di comunità e speranza

La Domenica della “bella comunità” di Amaroni ha assunto i toni di un abbraccio collettivo, intenso e carico di significato. Il Palatenda comunale, gremito in ogni ordine di posto, ha accolto una partecipazione straordinaria di fedeli, trasformandosi in un luogo vivo, pulsante, capace di restituire l’immagine più autentica di una comunità unita e desiderosa di ritrovarsi attorno ai valori della fede.
Don Roberto Corapi ha aperto la sua riflessione con un sentito ringraziamento al sindaco Gino Ruggiero e al comitato festa, riconoscendo la loro disponibilità, la collaborazione e l’impegno che hanno reso possibile celebrare tutte le funzioni della Settimana Santa e della Pasqua all’interno del Palatenda. Uno spazio che, per l’occasione, è stato trasformato in un vero e proprio luogo di raccoglimento, preghiera e condivisione, capace di accogliere e unire. Nel suo intervento, don Roberto ha offerto una riflessione profonda e attuale, invitando tutti a «ritornare all’essenziale». Un richiamo che risuona con forza in un periodo segnato da incertezze globali, tensioni internazionali, difficoltà economiche e smarrimento sociale. Ritrovare ciò che conta davvero, la fede, la solidarietà, il senso di comunità, l’attenzione verso gli altri, diventa un gesto necessario, quasi urgente. Don Roberto ha sottolineato l’importanza della semplicità dei gesti quotidiani, della forza della preghiera e del valore dello stare insieme, superando divisioni, individualismi e superficialità. La comunità di Amaroni, nella visione del sacerdote, rappresenta un esempio concreto di come si possa vivere il Vangelo nella quotidianità. Una comunità che non si limita a ritrovarsi, ma che sceglie di camminare insieme, di sostenersi, di costruire relazioni autentiche. In questo senso, la “bella comunità” non è solo un’espressione affettuosa, ma un progetto di vita condiviso, un patrimonio da proteggere e far crescere. Tra i passaggi più toccanti della celebrazione, la preghiera per la pace ha unito i presenti in un’unica intenzione. In un mondo ferito da conflitti e violenze, don Roberto ha invitato a invocare il dialogo, la comprensione e il rispetto tra i popoli. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha trasformato la celebrazione in un momento di profonda consapevolezza collettiva. La Domenica della “bella comunità” non è stata soltanto un appuntamento religioso, ma un’occasione di riflessione sul presente e sul futuro. Ha rafforzato nei partecipanti il senso di appartenenza e la speranza di un domani migliore, fondato su valori condivisi e su una rinnovata fiducia nella forza della comunità.
Carmela Commodaro

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