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Soverato, convegno sui valori dello sport

“Esperienza prima del risultato – Fair play a bordo campo” è stato il tema di una bellissima iniziativa sul calcio giovanile, svoltasi a Soverato e organizzata dal Lions Club Soverato (Versante Ionico delle Serre), Comune di Soverato, Asd Skylletion, Asd Real Montepaone, Asd Davoli Academy e San Nicola Chiaravalle–Soverato. Un importante momento di confronto dedicato allo sport e alla crescita dei ragazzi. È stato un convegno ricco di contenuti, emozioni e testimonianze autentiche, in cui si è parlato di educazione, rispetto, fair play e formazione umana, mettendo sempre i giovani al centro. Tanti gli intervenuti, tra cui gli squillacesi Pino Vallone, delegato della Federazione Svizzera Calcio Giovanile, impegnato instancabilmente verso i ragazzi e lo sport educativo; lo psicologo Gregorio Mercurio, che ha fatto una profonda riflessione sul ruolo formativo dello sport; Gianluigi De Martino, direttore organizzativo e operativo del settore giovanile del Torino Calcio (Torino Academy), che ha dato un contributo qualificato, concreto e ricco di spunti operativi; il presidente dell’asd Skylletion Gregorio Lioi, costantemente impegnato nel portare avanti uno sport sano, inclusivo e vicino ai ragazzi. Gli altri interventi, moderati dal giornalista Giorgio De Filippis, sono stati svolti da Raffaella Ermocida, presidente del Lions Club Soverato (Versante Ionico delle Serre), Gregorio De Vinci, presidente Zona 25 Distretto 108, Franco Scarpino, presidente della Fondazione Lions, i sindaci di Soverato Daniele Vacca, di Chiaravalle C. Domenico Donato, di Squillace Enzo Zofrea; Salvatore Pittelli, assessore comunale all’associazionismo di Davoli; il vice sindaco di Montepaone Giuseppe Tuccio ; Francesco Esposito, presidente F.C.D. Davoli Academy 2013, Pietro Ferruccio, presidente A.S.D. Real Montepaone, Pasquale Fera e Raffaele Mancini, presidente San Nicola da Crissa-Soverato-Chiaravalle. Tutti concordi sul fatto che l’esperienza e la formazione debbano essere più importanti del risultato sportivo. Attenzione puntata anche sui temi della formazione degli allenatori, della promozione della salute e del benessere dei giovani atleti, con un occhio alla creazione di un ambiente positivo e inclusivo, in cui soprattutto i bambini possano esprimere la loro creatività. È Stato poi sottolineato che il calcio è uno strumento importante di aggregazione e promozione della salute. Insomma quello di Soverato è stato un momento di riflessione sullo sport che – è stato ribadito – se fatto bene, non è solo competizione, ma crescita, educazione e costruzione di legami autentici.
Carmela Commodaro

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MGFF : Tajani risponde alla Schlein.

Il Magna Graecia Film Festival esplora l’altra metà del cielo politico grazie alla presenza del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli esteri, Antonio Tajani. L’atteso collegamento video si svolge dinanzi ad un’ Arena semi gremita : è il popolo della destra a mostrarsi attento nell’ascolto di chi governa e regge le sorti nazionali.
Puntualissimo il ministro appare sugli schermi dal MGFF, mentre rigorosamente dal vivo è Tommaso Labate, faro del Magna Graecia Real Politik.
Dialettica Stati Uniti – Russia, il primo argomento affrontato. Secondo il ministro, Trump è deluso dal comportamento di Putin, ed è deciso ad avere un atteggiamento meno accondiscendente nei confronti della Russia,
Europa timida sui dazi ? Chiede l’intervistatore : Tajani si dimostra pragmatico. I dazi fanno male, ma quelli al 15%, salvo eccezioni, rappresentano la soluzione meno dannosa. Inoltre il peso dei dazi va letto anche in rapporto a quanto accade nelle altre nazioni. Ciò che va soprattutto attenzionato è il peso finanziario dell’euro.
Nonostante Labate incalzi, Taiani ribadisce che l’accordo raggiunto resta il migliore possibile.
Argomento Gaza e riconoscimento dell Stato palestinese : l’ Italia è a favore della nascita dello Stato palestinese : c’è però ancora molto lavoro da fare per costruirlo. Tajani non condivide ciò che fa Netanyahu. : ma non è arrestandolo che si risolverebbe il problema.
L’attenzione si sposta su tematiche nazionali : dimissioni del Governatore Occhiuto. Punto di vista di Forza Italia?
Non c’è fuoco amico , bensì va superata l’empasse creatasi per questioni legali, come a Milano, facendo ripartire la Calabria secondo tempi politici diversi da quelli giudiziari.
Si passa subito a sottolineare come il centro destra stia ragionando da coalizione coesa nella scelta dei candidati Governatori. Niente nubi nel cielo delle forze di governo : limpide stelle all’orizzonte.
Labate chiede, poi, se la compagine governativa avrà bisogno di un tagliando : la stabilità renderà migliore l’azione del Governo fino a fine legislatura, la risposta di Tajani.
Il No deciso alla guerra e la volontà di :” voler sempre vincere le elezioni” sono le due frasi che strappano timidi applausi alla platea convenuta.
Viene citata Elly Schlein e la sua visita al MGFF , relativamente alla riforma della sanità. Il ministro ribadisce che il Governo si sta muovendo e sta già impostando una corretta politica sanitaria.
La chiacchierata termina con la promessa di una visita a Soverato il prossimo anno.
Un’ intervista ampia ma priva di sobbalzi o annotazioni particolari : la Politica che fa, tranquillamente il proprio corso!

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L’ospite d’onore internazionale Giancarlo Esposito infiamma la platea del MGFF a Soverato

La promessa al direttore artistico Gianvito Casadonte: “Girerò un film in Calabria” 

SOVERATO,- E’ stato Giancarlo Esposito l’ospite d’onore della sesta serata del Magna Graecia Film Festival a Soverato. L’attore italo-afroamericano, celebre per il ruolo di Gus Fring in Breaking Bad e per una carriera costellata di successi al cinema, in TV e a teatro, è stato accolto calorosamente dal pubblico di Soverato, rimasto affascinato dalla sua espansività e umanità e dai suoi racconti accorati.
«Ogni volta che torno in Italia penso a mio padre», ha esordito Esposito, raccontando nella conversazione d’autore con Silvia Bizio la storia incredibile della sua famiglia: «Mia madre era una cantante d’opera afroamericana e mio padre, napoletano, lavorava dietro le quinte al Teatro San Carlo, dove si sono conosciuti. Non parlavano la stessa lingua, ma si capivano grazie alla musica e si sono innamorati».
Un legame, quello con l’Italia e con l’arte, che ha segnato la vita dell’attore, il cui esordio nel mondo dello spettacolo è partito dai teatri di Broadway: «mi sono esibito in 13 musical, cantavo anche ’O sole mio. Io e mia madre abbiamo sempre pensato che avrei fatto il cantante d’opera, ma alla fine ho scelto di fare cinema e televisione perché volevo poter mostrare il mio talento ad un pubblico più vasto» ha raccontato Esposito.
La svolta vera arriva in seguito a un incontro con il regista Spike Lee: «mi ha visto mentre recitavo in uno spettacolo drammatico a New York- racconta l’attore- mi ha cercato e mi ha offerto il mio primo ruolo al cinema. Da lì sono nati altri cinque film insieme. Spike mi ha insegnato ad essere coraggioso, il coraggio è la cosa più importante. Da me invece ha sicuramente imparato ad essere più sicuro. Mi sfidava sempre, mi chiedeva: “Giancarlo, sei italiano ma anche nero: in caso di guerra, da che parte stai?” E io rispondevo: “Dalla parte dell’umanità”. I primi film che ho girato- e che mio padre faceva fatica a comprendere- mi hanno fatto capire ancora di più che sono italiano e afroamericano: amo entrambi i lati della mia cultura e ciò che mi hanno fatto diventare».
In particolar modo in Italia, Esposito è conosciuto principalmente per aver interpretato il personaggio di Gus Fring nella serie tv Breaking Bad: «Inizialmente non volevo nemmeno andare a fare il provino perché era un periodo in cui ero al verde e non potevo nemmeno pagarmi l’aereo. Poi ci sono andato. Breaking Bad stava acquisendo una certa fama ed era un ruolo che ad Hollywood tutti volevano, l’hanno offerto a me pagandomi circa 3000 dollari. Ho girato un paio di episodi ma poi la produzione mi ha chiesto di tornar per la terza stagione, le cui riprese sarebbero iniziate cinque mesi dopo. Non ho accettato subito perché non potevo stare tutto quel tempo senza lavorare e ho chiesto direttamente di richiamarmi cinque mesi dopo. L’hanno fatto e il resto è storia. Che voi siate, giornalisti, attori o uomini d’affari: fatelo. Fate quell’esperienza che può cambiarvi la vita!».
L’attore ha anche raccontato del suo rapporto con Vince Gilligan, creatore della serie, e della volontà di non interpretare il classico e stereotipato “cattivo”: «Volevo costruire un personaggio con profondità, lasciandogli il suo spazio. I grandi registi lasciano spazio tra le parole per dare enfasi alle emozioni. Io in BB stavo fermo, anche dopo il ciak dove di solito si scatta in azione. Ero entrato nel processo mentale per essere quel personaggio. Puoi aspettare per comprendere dentro di te chi sei ma “Don’t wait to be great”».
Quanto ai progetti futuri, l’attore ha svelato: «Da gennaio non mi sono fermato un attimo. È incredibile essere così creativo in un momento difficile per il cinema e la TV. Ho girato otto film. Tra quelli che amo di più, e che presto usciranno, c’è The only leaving Pickpocket in New York con John Turturro, dove ho un piccolo ruolo accanto a Jamie Lee Curtis, e By Any Means, con Mark Wahlberg, ispirato alla storia vera di Gregory Scarpa, sicario della mafia ingaggiato dall’FBI per indagare sull’omicidio di tre attivisti per i diritti civili uccisi dal Ku Klux Klan. Il film è già in fase di montaggio».
Visibilmente emozionato, Giancarlo Esposito è stato premiato sul palco con la Colonna d’oro del maestro G.B Spadafora e ha ringraziato il direttore artistico Gianvito Casadonte rivolgendogli parole di stima e affetto sincero con i suoi calorosi ed esuberanti modi di fare. Casadonte gli ha poi fatto promettere di girare uno dei suoi prossimi film in Calabria, ricevendo dall’attore un’entusiasta risposta affermativa.
La scaletta della serata ha visto anche sul palco l’intervento di Andree Lucini e Desirée Manetta, regista e produttrice del corto “Piena di Grazia” in gara nella sezione documentari. La serata è poi proseguita con la proiezione del sesto film in gara “E se mio padre” della regista Sole Tonnini. Presente il cast composto da: Massino Ghini, Dino Abbrescia, Leonardo Ghini, e Luca Scapparone, che, con la loro simpatia, hanno regalato al pubblico un momento di risate e allegria.
Stasera venerdì 1 agosto sul palco del MGFF è attesa l’attrice Rocio Munoz Morales per la conversazione d’autore. Prevista una performance musicale dell’artista Kaze. Il film in concorso sarà “Nero”, del regista Giovanni Esposito, ospite della serata insieme a Susy Del Giudice. Al Supercinema, dalle 18.30, le proiezioni “Che verso fa il pesce spada”, di Giacomo Triglia nella sezione documentari e “Un messicano sulla luna” di Cecilia Guerriero e José Luis Yanes.
Il Magna Graecia Film Festival, ideato e diretto da Gianvito e Alessandro Casadonte, e presentato da Carolina di Domenico e Marco Maccarini, è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Poste Italiane, Banca Montepaone, Webgenesys, l’Amaro del Capo, Calabria Motori. Le Colonne d’Oro consegnate ai protagonisti della kermesse portano la firma del brand GB Spadafora.

L’ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Supercinema, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21. Per tutta la settimana del festival, l’amministrazione comunale di Soverato ha implementato i servizi di trasporto per facilitare l’arrivo in arena. Si potrà parcheggiare la propria auto nello spiazzo del Palazzetto dello Sport e in quello dell’ex Camping Le Giare. Sarà attivo il servizio trenino a 1,50 euro e il servizio bus a 1 euro con corse previste dalle 19 alle 01.00.

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Squillace, presentato il libro di Santo Gioffrè sulla sanità reggina

“Tutto pagato! Il saccheggio della sanità calabrese raccontato da chi l’ha scoperto” (Castelvecchi editore) è il titolo del libro di Santo Gioffrè presentato a Squillace nell’ambito della rassegna letteraria e teatrale “Alla Corte dei Borgia”, sesta edizione, a cura dell’associazione culturale Castellense. Nella Casa delle culture hanno dialogato con l’autore l’avvocato Francesco Pitaro, il sindaco Enzo Zofrea e, collegato da remoto, il senatore Nicola Irto, che è anche segretario regionale del Pd. Gioffrè è medico e scrittore, nato a Seminara, in provincia di Reggio Calabria. Il suo primo romanzo storico, “Gli Spinelli e le nobili famiglie di Seminara” è stato pubblicato nel 1999; il successo e la notorietà sono arrivati con “Artemisia Sanchez” da cui è stata tratta la miniserie televisiva della Rai trasmessa nel 2008. Nel 2015 è stato nominato dalla Giunta regionale guidata da Mario Oliverio come commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria, alla guida della quale è stato per cinque mesi. È stato il primo a denunciare le anomalie dei pagamenti all’Asp di Reggio Calabria che porterà la stessa azienda sanitaria ad essere sciolta per infiltrazione mafiosa. Tutte le vicende legate alla gestione dell’Asp e al fenomeno dei pagamenti multipli delle fatture sono raccontate da Gioffrè nel suo libro, che offre, anche a distanza di dieci anni dai fatti, diversi punti di riflessione. Lo stesso autore le ha riassunte in maniera chiara nell’incontro di Squillace. Secondo il senatore Irto, il libro di Gioffrè «serve alla Calabria per far luce su ciò che è accaduto e che ancora accade». «C’è il dramma – ha affermato – di una sanità allo sbando e risorse pubbliche utilizzate contro la legge. Serve per questo un progetto di riforma della sanità da cui passa anche lo sviluppo calabrese». L’avvocato Pitaro, dal canto suo, ha sottolineato che il libro è «simbolo della malasanità calabrese e di un sistema affaristico» ed ha fatto riferimento alla «destrutturazione della sanità imputabile al presidente della Regione Occhiuto, che potenzia la sanità cosentina e demolisce quella catanzarese». È seguito un interessante dibattito, nel corso del quale sono emerse proposte e appelli affinché chi si candida alle prossime elezioni regionali abbia un programma credibile per la sanità.

Carmela Commodaro

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Si è dimesso il presidente Occhiuto “Non mi farò fermare, mi ricandiderò” (VIDEO)

CATANZARO (ITALPRESS) – “Ho deciso di dimettermi, ma ho deciso anche di ricandidarmi, ho deciso di dire ai calabresi: siate voi a scrivere il futuro della Calabria, siate voi a dire se la Calabria si deve fermare o se questo lavoro deve proseguire. Tra qualche settimana, quindi, si andrà a votare, e saranno i calabresi a decidere il futuro della Calabria, non altri”. Lo ha annunciato, tramite un video social, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Ma perché quando qualcuno cerca di fare qualcosa di buono in questa Regione, tanti altri – che godono solo per il fallimento della Calabria – vorrebbero fermarlo? È quello che sta succedendo oggi in Calabria – prosegue Occhiuto – Ho deciso di portarvi qui, di farvi vedere questo cantiere, il cantiere della metropolitana di Catanzaro – aggiunge -. Ma avrei potuto portarvi in tanti altri luoghi della Calabria – a Sibari, nell’ospedale della Sibaritide; a Vibo, nell’ospedale di Vibo; a Palmi; nei cantieri degli aeroporti; in quelli della SS106 – per farvi vedere quante opere si stanno realizzando e quante opere oggi si vorrebbero fermare. Chi vorrebbe fermarle, la magistratura? No, io non ce l’ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D’altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall’inchiesta giudiziaria. Sapete con chi ce l’ho? Ce l’ho con tutti questi politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l’ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così. Però devo considerare anche quello che sta succedendo nella mia amministrazione. Guardate, io penso che in un Paese civile nessuno debba dimettersi perché riceve un avviso di garanzia, nessuno. Però nella mia amministrazione oggi sta succedendo che è tutto bloccato: nessuno si assume la responsabilità di firmare niente, tutti pensano che questa esperienza sia come quelle precedenti”.

 “Negli ultimi 30 anni in Calabria nell’ultimo anno o nell’ultimo anno e mezzo di legislatura – prosegue Occhiuto – i presidenti venivano coinvolti in un’inchiesta giudiziaria, poi magari venivano archiviati, finiva tutto quanto in niente, però venivano decapitati politicamente, e si fermava la legislatura. Anzi, per un anno si parlava soltanto di questo. La Calabria non se lo può consentire. La Calabria ha avviato un percorso che finalmente la sta facendo diventare una Regione che non è più in ginocchio rispetto alle altre Regioni d’Italia”, ha concluso.

IL VIDEO DELL’ANNUNCIO DI OCCHIUTO

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Montepaone, Giovanni Sgrò: “Sosteniamo la Calabria che produce”

Un’iniziativa a sostegno delle eccellenze agroalimentari del territorio: una settimana di offerte per promuovere qualità e lavoro

Una Calabria autentica, fatta di sapori intensi, tradizioni antiche e orgoglio contadino. È questa la visione che Giovanni Sgrò, promotore del progetto culturale Naturium, porta avanti con passione e concretezza, trasformandola oggi in una nuova iniziativa a sostegno del tessuto produttivo locale. In sinergia con gli Urban Market di Montepaone Lido e Satriano Marina, prende il via dal 4 agosto la “Settimana del Gusto Calabrese”, una campagna che unisce promozione, cultura del cibo e impegno per il territorio.

L’invito è semplice ma potente: scegliere prodotti calabresi di qualità, preferire le eccellenze agroalimentari che raccontano una storia di terra, lavoro e identità. Dai salumi ai formaggi, dal riso alle conserve, passando per frutta, vino, passate artigianali, pasta tradizionale, latte di mandorla, tonno, caffè e molto altro: ogni acquisto diventa un gesto di sostegno concreto all’economia locale. “Fare la spesa – sottolinea Giovanni Sgrò – può essere un atto di responsabilità verso la nostra terra. Sostenere i produttori calabresi significa non solo portare in tavola la qualità, ma anche creare occupazione, valorizzare il lavoro artigianale e custodire le nostre radici”. Durante la settimana promozionale, i clienti troveranno offerte esclusive su decine di prodotti, accuratamente selezionati per rappresentare il meglio del gusto calabrese. Non solo convenienza, dunque, ma anche un richiamo forte all’identità e all’orgoglio di appartenenza. Un piccolo gesto, come scegliere un prodotto locale, può avere un grande impatto. È questa la filosofia che guida l’iniziativa: un’economia più giusta, una spesa più consapevole, una Calabria che riparte dalla sua forza più autentica: il territorio.

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Buona la prima per Magna Graecia Salute: il panel dedicato alla medicina nell’ambito del MGFF di Soverato

Al centro due focus su Prevenzione primaria e secondaria: screening, diagnosi precoce e stili di vita

Soverato, Buona la prima per il Magna Graecia Salute, il nuovo progetto tematico che ha debuttato nell’ambito del Magna Graecia Film Festival a Soverato e dedicato alla divulgazione scientifico sanitaria, a cura del medico oncologo Francesco Cognetti. Composto da due appuntamenti, il 28 e il 30 luglio, sul palco di Rai Radio 2 situato sul lungomare di Soverato, il panel ha ospitato illustri ospiti della comunità scientifica e medica affrontando i temi della prevenzione primaria e secondaria.
Nel primo appuntamento si è parlato di prevenzione secondaria, ovvero diagnosi precoce e screening oncologici e cardiovascolari. I dati preoccupano: nel 2022 solo il 4,8% del fondo sanitario era destinato alla prevenzione, percentuale scesa al 4,5% nel 2023, rendendo l’Italia il fanalino di coda tra i Paesi del G7.
«Gli screening oncologici – mammografia, Pap test, test HPV, colonscopia – presentano enormi disomogeneità territoriali», ha rilevato Francesco Cognetti, che ha ricordato il mancato varo di un emendamento per anticipare lo screening mammografico a 45 anni. «Il tumore al collo dell’utero potrebbe essere eliminato se ci fosse maggiore adesione ai programmi di vaccinazione e screening: l’Europa ci chiede il 90% entro la fine di quest’anno, noi siamo fermi ancora al 35-50%».
Ciro Indolfi, cardiologo, ha sottolineato che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: «Il 50% dei pazienti colpiti da infarto muore prima di arrivare in ospedale. Pressione, ECG e colesterolo dovrebbero essere test obbligatori. Serve un piano strategico nazionale per la prevenzione cardiovascolare, come già avviene per l’oncologia».
Francesco Abbonante, chirurgo e senologo responsabile della Breast Unit, ha invece illustrato i risultati ottenuti grazie alla nuova realtà: “Diagnosticare precocemente significa aumentare le possibilità di guarigione. Noi abbiamo creato una rete tra gli ospedali di Catanzaro, Lamezia Terme e Crotone, coprendo tutta l’area centrale della Calabria. I dati dicono che nessuna donna ha avuto ricadute nei 5 anni dalla malattia. Il nostro obiettivo è inoltre azzerare l’emigrazione sanitaria, che rappresenta un’onta per questa terra, oltre che un trauma per le pazienti. Ha affermato, rivolgendo un invito a tutte le donne calabresi di sottoporsi agli screening
Presente anche Pierfrancesco Tassone, ordinario di oncologia medica, che ha spiegato come la ricerca traslazionale consenta di avvicinare il laboratorio al letto del paziente: «Lo sviluppo di un farmaco richiede circa 20 anni. Solo il 12% arriva sul mercato. Serve integrare ricerca accademica e industria per accelerare l’innovazione».
Il presidente di AIFA, Robert Nisticò, ha infine affrontato il tema della sostenibilità del sistema: «L’Italia approva l’80% dei nuovi farmaci europei, ma i costi sono altissimi. Dobbiamo valutare i farmaci anche per la loro sicurezza e puntare sull’intelligenza artificiale per ridurre tempi e costi, sempre mettendo al centro il paziente».
Il secondo incontro ha messo al centro la prevenzione primaria, ovvero la promozione di stili di vita sani per evitare l’insorgenza di patologie croniche, oncologiche e cardiovascolari. «Il 40% dei tumori e un’altissima percentuale di infarti e ictus si potrebbero evitare semplicemente cambiando abitudini», ha spiegato Cognetti. «Fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta sono responsabili della maggior parte delle malattie croniche».
Ciro Indolfi ha ribadito: «La longevità non dipende solo dai geni – che pesano per il 25% – ma dai nostri comportamenti. I “magnifici 7” (attività fisica, dieta sana, controllo dei lipidi, pressione arteriosa, glicemia, peso e abolizione del fumo) possono allungare la vita fino a 9 anni».
Un focus psicologico è emerso dall’intervento di Francesca Cuzzocrea che ha evidenziato l’importanza dell’ascolto: «Prevenzione significa anche educare i giovani a riconoscere i segnali fisici e mentali. Noi adulti dobbiamo essere esempio», mentre per Valeria Verrastro «bullismo, dipendenze, violenza: prevenire significa costruire relazioni, ascolto, dialogo. I ragazzi devono sentirsi protagonisti, non soggetti passivi».
Sul fronte biologico, Roberto Iuliano ha parlato del microbiota come «un nuovo organo» fondamentale per la salute dalla nascita alla vecchiaia. «Gli ultracentenari hanno una flora batterica simile a quella dei neonati. Le madri possono condizionare positivamente lo sviluppo immunitario del figlio sin dall’inizio».
Tra gli ospiti dell’incontro, anche il Magnifico Rettore dell’UMG, Giovanni Cuda che ha evidenziato il ruolo delle università nella formazione di medici capaci di comunicare, promuovere il rispetto dell’ambiente e il concetto di salute circolare: «L’uomo è ciò che mangia, ma anche ciò che respira. Le interazioni tra salute umana, animale e ambientale sono centrali nei nuovi percorsi accademici One Health».
«La prevenzione non è un costo, è un investimento» – questo il messaggio emerso con forza da entrambi gli incontri. Ciascuno può e deve fare la propria parte: dai cittadini, ai medici, alle istituzioni, per un futuro di salute più equo, consapevole e sostenibile.
Il Magna Graecia Salute, esperimento alla sua prima edizione, fortemente voluto dal direttore artistico Gianvito Casadonte, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, riuscendo ad avvicinare la cittadinanza ai grandi temi della sanità pubblica e trasmettere messaggi fondamentali sul valore della prevenzione.

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La Polizia di Stato esegue 22 perquisizioni nei confronti di giovani evidenziatisi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista

La Polizia di Stato ha eseguito in tutta Italia 22 perquisizioni delegate dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista – coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

L’attività di prevenzione e le acquisizioni d’intelligence, condivise in sede di Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, riscontrate dagli sviluppi investigativi di indagini svolte nei confronti di minori perquisiti o tratti in arresto o evidenziatisi in contesti estremisti, hanno fatto emergere un progressivo innalzamento del coinvolgimento di minorenni in contesti di devianza e criminalità minorile in ambiti di eversione e terrorismo interno ed internazionale.

Al riguardo, riveste un ruolo determinante in molti percorsi di radicalizzazione dei più giovani il web, in ragione della facile accessibilità, della velocità e della riservatezza nello scambio di messaggi, che ne fanno un vettore essenziale per la divulgazione di contenuti ai fini dell’indottrinamento, del proselitismo in chiave radicale e dell’addestramento.

In tale quadro, a completamento dell’attività di prevenzione e contrasto già svolta, in numerose realtà del territorio nazionale, le DIGOS delle Questure interessate in stretta sinergia con gli omologhi Uffici distrettuali, con l’ausilio in taluni ambiti territoriali di personale delle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nella mattinata odierna, hanno eseguito 22 perquisizioni delegate dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematistaaccelerazionistaantagonista e jihadista.

Nell’ambito delle attività nei confronti di estremisti di destra, su delega della Procura dei Minori di Cagliari, sono stati perquisiti due minori di anni 15 residenti in provincia di Oristano, un minore di anni 13 residente in provincia di Cosenza, un 17enne residente nella provincia di Messina e un 15enne residente nel padovano. I predetti sono emersi dagli sviluppi di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari a carico di un 14enne già perquisito lo scorso 11 aprile ad Oristano dalla locale Squadra Mobile per aver pubblicato sul suo profilo Facebook fotografie con il volto travisato mentre impugna armi da taglio e da sparo. Nella circostanza, il minore aveva consegnato di sua spontanea volontà, oltre a una bandiera con la croce celtica, un fucile a pompa giocattolo, privo di tappo rosso, con impresse numerose scritte e simboli riconducibili alla galassia suprematista, nonché i nomi dei noti attentatori Anders BREIVIK, Stephans BALLIET, Alexandre BISSONNETTE e Patrik CRUSIUS.

Inoltre, su delega della Procura dei Minori di Cagliari, è stato perquisito un 17enne residente nella provincia di Sassari, emerso dallo sviluppo investigativo inerente ad un’indagine, avviata nel 2023, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari a carico di un 19enne tratto in arresto il 6 settembre 2024 dalla DIGOS di Cagliari per arruolamento con finalità di terrorismo commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale e religioso propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

Su delega delle Procure dei Minorenni di Torino e Brescia, si sono svolte analoghe attività nei confronti di due minori di anni 17, residenti nelle province di Mantova e Cremona, e uno di anni 15 residente a Bergamo e presente per la stagione estiva in provincia di Matera, emersi da un’indagine a carico di un 14enne perquisito il 6 febbraio 2025 dalle DIGOS di Torino e di Alessandria, per propaganda e istigazione a delinquere per aver pubblicato on line contenuti di natura nazista e antisemita.

Su delega della Procura dei Minori di Taranto, è stato altresì perquisito un 15enne residente nella provincia tarantina, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa e per porto illegale di armi in luogo pubblico, il quale nel corso di una convesrazione in chat, con altro minorenne indagato dalla Procura dei Minori di Venezia, aveva affermato di essere stato in passato membro dell’associazione suprematista The Base” e di dedicarsi alla fabbricazione di ordigni artigianali.

Alle predette attività si aggiungono la perquisizione svolta in provincia di Milano, su delega della Procura minorile meneghina, nei confronti di un 16enne, autore di messaggi pubblicati su canali Telegram riconducibili alla destra suprematista e neonazista, l’attività nei confronti di due minori di anni 14 e 17, residenti in provincia di Arezzo e di un 15enne residente in provincia di Firenze, emersi all’attenzione delle DIGOS toscane a seguito di approfondimenti svolti su diversi episodi di imbrattamento compiuti lo scorso mese di marzo a San Giovani Valdarno (AR) che hanno permesso di evidenziare condotte dei tre soggetti, connotate dal tenore discriminatorio e antisemita, contro l’ideologia “antifascista” e verso tutti coloro che non si identificano nella razza bianca. 

Infine, sempre in ambito di contrasto all’estremismo di destra, su delega della locale Procura dei Minorenni, analoga attività si è svolta a carico di due minori di anni 16, residenti nel capoluogo ligure, emersi dal monitoraggio della locale Digos dei canali social, per aver effettuato attività di propaganda fascista in varie località della provincia allo scopo di raccogliere proseliti per le attività del movimento. 

Sul fronte del contrasto all’antagonismo di piazza, su delega della Procura dei Minori felsinea, sono stati perquisiti due 17enni, nel capoluogo emiliano, evidenziatisi in occasione di una manifestazione non preavvisata svoltasi a Bologna, lo scorso gennaio, per protestare nei confronti delle forze dell’ordine intervenute nel noto inseguimento conclusosi con il decesso del 19enne Rami Elgaml a Milano. I due giovani, durante l’iniziativa, avevano danneggiato con armi improprie telecamere, vetrine di esercizi commerciali e banche presenti sul percorso del corteo.

Nel contesto delle attività di contrasto alla minaccia jihadista, su delega della Procura dei Minori di Bologna, è stata eseguita una perquisizione di un 17enne, residente in provincia di Ravenna, emerso a seguito di accertamenti sviluppati su indirizzi IP, acquisiti in ambito di collaborazione internazionale, che hanno registrato connessioni con spazi web riconducibili alla propaganda jihadista tra cui l’“Al-Raud Media Archive”, spazio riconducibile all’Islamic State dove è consultabile materiale jihadista proveniente dai canali mediatici del Califfato quali la rivista Al Naba, la fondazione mediatica Al-Furqan e la radio Al-Bayan. Dagli approfondimenti svolti sono emerse centinaia di connessioni dall’utenza in uso al giovane, emerso altresì per aver condiviso in gruppi WhatsApp contenuti propagandisti di medesimo tenore.

Nel medesimo contesto, la Digos di Catanzaro ha svolto analoga attività nei confronti di un 17enne, residente nella provincia catanzarese, emerso quale partecipante ad un gruppo WhatsApp – di cui ha fatto parte un altro minore tratto in arresto lo scorso anno per addestramento con finalità di terrorismo – all’interno del quale sono stati condivisi contenuti correlati all’estremismo islamico e all’ideologia nazifascista.

Infine, su delega della Procura minorile di Firenze, sono stati perquisiti due minori di 14 e 16 anni residenti in provincia di Livorno, responsabili di aver realizzato e portato in luogo pubblico nonché di aver esploso un ordigno esplosivo all’esterno di una scuola superiore, durante l’orario delle lezioni, lo scorso fine maggio, identificati a seguito degli approfondimenti svolti dalla Digos di Livorno, attività finalizzata anche all’individuazione della matrice politica, eversiva o discriminatoria dell’atto.

All’esito delle attività sono stati rinvenuti e sequestrati i dispositivi telefonici e informatici in uso agli indagati che verranno successivamente analizzati. All’interno degli stessi, al momento, le preview hanno comunque permesso di rilevare la presenza di numerose chat d’area estremista (sia di matrice jihadista sia suprematista) con contenuti d’interesse quali immagini di guerriglieri armati e armi da fuoco. 

Inoltre sono stati raccolti riscontri alle ipotesi investigative come il rinvenimento presso il domicilio dell’indagato di Portoferraio (LI) di componenti per la realizzazione di molotov e di un bilancino per la pesa di polvere da sparo.

All’interno delle abitazioni sono stati trovati manuali e documenti di matrice suprematista e nazionalsocialista, alcune riproduzioni di armi da sparo prive di tappo rosso, giacche militari da combattimento, passamontagna anche di tipo militare, materiale per l’addestramento soft air e una divisa delle SS.

Relativamente al fenomeno della devianza minorile, le predette attività hanno confermato il trend emerso dalle indagini già svolte, nei recenti anni, sul territorio nazionale, avviate anche grazie ai contributi d’intelligence hanno dimostrato infatti come in particolare i social network, dove i giovani homegrown consumano propaganda ed intessono rapporti con soggetti di analogo orientamento, si confermano il terreno d’elezione per la radicalizzazione on line.

Proprio per il ruolo rivestito dall’ambiente virtuale si riscontra, più che in passato, una forte inclinazione alla ricerca di contenuti di matrice antisemita e confessionale da parte di individui di giovane età, spesso associata a preoccupanti fascinazioni per ambienti estremisti e terroristici caratterizzati dal comune denominatore dell’esaltazione della violenza quale metodo di lotta e di autoaffermazione.

Interessante, in proposito, l’analisi del fenomeno dalla quale si evince che il processo di radicalizzazione – dalla prima esposizione a materiale terroristico, alla pianificazione ed esecuzione dell’attacco – avviene con tempi notevolmente ridotti. Il tempo medio di radicalizzazione è passato dai 16 mesi del 2002 ai 10 mesi circa del 2015 fino ad un arco temporale attualmente di sole alcune settimane, tanto che tutte le nuove indagini hanno imposto un repentino e mirato intervento di disruption in ragione della riscontrata capacità e volontà di attivazione degli indagati nell’attuazione di azioni controindicate.  

Anche il trend registrato a livello europeo indica i giovani – anche infra quattordicenni – come soggetti maggiormente esposti al rischio di radicalizzazione spesso violenta. In particolare, si sono registrate crescenti capacità di “anonimizzazione” degli utenti in rete, la costante presenza di soggetti minorenni e la riconducibilità di condotte delittuose a condizioni di solitudine, disagio socio-economico e disturbi mentali. A titolo esemplificativo, nel 2024 in Europa, circa due terzi degli arresti di soggetti legati all’ISIS hanno coinvolto adolescenti mentre in Gran Bretagna un sospettato per terrorismo su cinque è classificato come minorenne.

Sintomatici della concretezza della minaccia proveniente dall’attivismo dei giovani, gli attacchi compiuti lo scorso anno da minori in taluni Paesi europei, tra cui l’accoltellamento di un ebreo ortodosso a Zurigo (Svizzera), il 2 marzo 2024, da parte di un 15enne svizzero e i colpi d’arma da fuoco sparati, il 10 ottobre 2024, da un 13enne a Goteborg (Svezia) contro un’azienda israeliana del settore della Difesa, nonché le esplosioni mediante lancio di granate nei pressi dell’Ambasciata israeliana di Copenaghen (Danimarca), il 2 ottobre 2024, ad opera di cittadini svedesi tra i 15 e i 20 anni legati alla gang svedese Foxtrot. Nell’anno in corso si è registrato l’accoltellamento, il 19 maggio 2025 a Boras (Svezia), di una donna da parte di un 14enne legato all’organizzazione di estrema destra 764.

Con specifico riferimento al territorio nazionale, le investigazioni degli ultimi anni hanno registrato un incremento della presenza di soggetti minorenni, impegnati nella diffusione sul web di contenuti estremisti e violenti: da gennaio del 2023 ad oggi, sono 12 i minori sottoposti a misura cautelare/precautelare (2023: 1; 2024: 5prima metà del 2025: 6) ed altri 107 oggetto di approfondimenti investigativi, quali perquisizioni personali, domiciliari e informatiche (2023: 9; 2024: 46prima metà del 2025: 52).

Tra le caratteristiche rilevate si segnalano:

–  profili psicologici caratterizzati da difficoltà relazionali e vulnerabilità psicologica, non di rado determinata da esperienze personali negative a livello familiare, sociale e/o scolastico, che porta fisiologicamente a maturare sentimenti di rivalsa verso gli ambienti esterni vissuti;

–  vita sociale marginalizzata, rispetto alla quale l’ambiente virtuale costituisce un perfetto surrogato funzionale alla costruzione di un’identità fittizia e al sentirsi parte di una comunità alternativa;

–  un’età giovanissima unita ad una grande capacità di utilizzo di linguaggi digitali contemporanei (utilizzo di meme ad esempio); 

–  utilizzo primario della lingua inglese;

–  fascinazione per la violenza e propensione verso le armi da fuoco alcune delle quali fabbricate con stampanti 3D;

–  utilizzo dell’iconografia e del simbolismo e glorificazione delle reciproche figure di riferimento;

–  utilizzo di piattaforme di gioco online, dove si è evidenziata in alcuni casi la diffusione di narrative estremiste violente e dove persiste il rischio di replicare nella realtà quanto sperimentato online.

Le acquisizioni informative e i riscontri investigativi hanno evidenziato il particolare fascino che l’ecosistema digitale del c.d. “White Jihad” esercita sulla componente giovanile, intendendolo come un fenomeno di ibridazione ideologica che vede una convergenza tra l’ideologia radicale islamica e il suprematismo bianco o la più ampia sfera ideologica dell’estrema destra.

L’attività di “web monitoring ha consentito di individuare numerose chat nelle quali si rileva la presenza di giovanissimi, dove vengono condivisi contenuti neonazisti ed antisemiti, associati a filmati, messaggi e post di straordinaria violenza, inerenti ad uccisioni brutali in particolare di matrice jihadista.

Al riguardo, l’Italia, per il tramite della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è intervenuta nel dibattito in corso con la Commissione europea relativo all’aggiornamento dell’Agenda europea antiterrorismo, evidenziando la necessità di includere la radicalizzazione online, con riferimento specifico alle giovani generazioni, tra le future priorità di azione a livello unionale. L’Unione Europea, infatti, può rappresentare un idoneo vettore attraverso il quale varare iniziative comuni per individuare nuove soluzioni operative e rilanciare il dialogo con i providers di servizi internet per mitigare l’impatto della propaganda estremista violenta sui minori maggiormente vulnerabili a questo tipo di narrativa.

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Il Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte”: condannato dal Tribunale di Catanzaro per violenza sessuale sulla moglie. Anche nel matrimonio è Sempre Violenza

Catanzaro, – Attivamente Coinvolte APS, il centro antiviolenza regionale attivo in Calabria con tre sportelli, accoglie con profonda soddisfazione la sentenza pronunciata il 14 luglio 2025 dal Tribunale di Catanzaro, che condanna un marito per maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni della moglie. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale nella lotta contro la violenza di genere e smantella un tabù ancora troppo radicato nella nostra società: quello secondo cui la violenza sessuale, se consumata all’interno del vincolo matrimoniale, avrebbe un valore negativo inferiore. La vicenda ha visto protagonista la signora R.I., assistita dall’avvocata Anna Merante del Foro di Catanzaro e tra le avvocate di “Attivamente Coinvolte”; la donna si è rivolta al centro antiviolenza dopo anni di soprusi e violenze. L’imputato, il signor I. G. C., è stato condannato alla pena di anni 7 e mesi 8 di reclusione per aver costretto la moglie a subire ripetuti rapporti sessuali contro la sua volontà, spesso anche più volte al giorno ed alla presenza del figlio minore, oltre a sottoporla a continui maltrattamenti fisici e psicologici, nonché per minacce di morte e lesioni gravissime in caso di mancato consenso ai rapporti sessuali. La sentenza ha, inoltre, evidenziato come l’uomo avesse instaurato un vero e proprio regime di controllo e terrore, fatto di pedinamenti, controllo del telefono, imposizioni sull’abbigliamento e sul trucco. “Questa sentenza è un monito chiaro e forte: la violenza sessuale è tale sempre, a prescindere dal contesto in cui si manifesta,” dichiara avv. Stefania Figliuzzi, Presidente di Attivamente Coinvolte APS. “Non esiste un ‘diritto’ del marito a disporre del corpo della moglie. Il consenso è l’elemento imprescindibile di ogni rapporto sessuale. La coartazione, la minaccia, la sopraffazione annullano qualsiasi possibilità di consenso e configurano, senza ombra di dubbio, il reato di violenza sessuale”. “ La sentenza, continua la Presidente Figliuzzi, ribadisce che il matrimonio non è un’esenzione dall’applicazione della legge e che la violenza non ha attenuanti, nemmeno tra le mura domestiche”. Attivamente Coinvolte APS continua a essere al fianco delle donne vittime di violenza, offrendo supporto legale e psicologico e mettendo in campo azioni concrete per aiutarle a uscire da situazioni di abuso e a ricostruire le proprie vite. “Invitiamo tutte le donne che vivono situazioni simili a non avere paura e a cercare aiuto.” conclude il comunicato. “La giustizia, come dimostra questo caso, è dalla loro parte. Noi siamo qui per sostenerle in ogni passo del loro percorso verso la libertà e la dignità.”

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Squillace, l’ulivo secolare entra nell’elenco degli alberi monumentali

L’ulivo secolare presente nel giardino di una famiglia di Squillace è stato di recente inserito nell’elenco degli alberi monumentali. Lo ha deciso il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, che con un suo decreto ha provveduto ad aggiornare l’elenco degli alberi monumentali regionali. Adesso c’è anche l’Olea europea (questo il nome scientifico) adiacente all’abitazione della famiglia Gagliardi-Merenda, nel centro storico della città. Dopo la ricognizione degli alberi monumentali della Calabria, il Dipartimento regionale Ambiente ha svolto le attività previste dalla legge, sulla base dei criteri di monumentalità richiesti: l’età, le dimensioni, il valore ecologico, il valore storico-culturale-religioso e il valore paesaggistico. La commissione ha dato esito positivo valutando la pianta per l’età, le dimensioni, la forma e il portamento e il valore ecologico. Naturalmente dovrà essere ora il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali a disporre l’inserimento di questa pianta nell’elenco nazionale. Questo ulivo è alto 5 metri ed ha una circonferenza di 5 metri e probabilmente dieci secoli d’età. Se è così, sarebbe l’albero più antico della provincia di Catanzaro. Si trova nell’area in cui vi sono zone di interesse archeologico relativamente al convento dei Cappuccini e a quello dell’Osservanza. Ed è probabile che i monaci di quell’epoca abbiano apportato un innesto di albero maschio su uno esistente, visto che produce olive di due diverse qualità. L’albero è stato curato e studiato nei dettaglia dall’agronomo Thomas Patrizio Vatrano, specializzato nella difesa e nella coltivazione di specie del Mediterraneo con particolare riferimento all’ulivo. Secondo l’esperto botanico Carmine Lupia, inoltre, l’ulivo dei Gagliardi-Merenda è un vero e proprio ecosistema vivente che convive bene con le intemperie e le malattie.
Carmela Commodaro

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