CATANZARO – “Ho appena firmato il decreto con il quale si formalizza l’indizione delle elezioni del presidente della Giunta e del Consiglio regionale della Calabria nei giorni di domenica 5 e lunedì 6 ottobre 2025. Il centrodestra, con la guida del presidente Roberto Occhiuto, forte della positiva esperienza di governo di questi quasi quattro anni è pronto a rivincere. Saranno i calabresi a decidere il futuro della nostra Regione. Noi siamo determinati, con grande entusiasmo, raccontando tutto ciò che abbiamo fatto e ciò che vogliamo continuare a fare”. Così Filippo Pietropaolo, vice presidente della Regione Calabria.
Evidentemente, da quando ha collocato il busto di Mimmo Rotella al Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro – Parco Internazionale della Scultura, accanto alle opere degli artisti più famosi al mondo, Luigi Pancrazio Verrino ha avuto una formidabile visibilità, che ha suscitato il famelico appetito di soldi da parte dei ladri, sacrileghi. I malviventi sono entrati in azione a notte fonda, per rubare la grande statua di bronzo della Madonna di Porto Salvo, pregevolissima opera del maestro scultore Luigi Pancrazio Verrino che – come annunciato nei giorni scorsi durante la “processione a mare” dal sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita – verrà collocata su un’alta colonna, sul molo del porto, a protezione dei pescatori e dei marinai. Nell’attesa, il bronzo di grandi dimensioni e dal peso di sei quintali era rimasto esposto nel deposito della Calabroparati, in viale Magna Graecia, a Catanzaro. Un furto su commissione. I ladri – secondo una prima ricostruzione dei fatti – sono giunti sul posto a bordo di un camion coperto da telone, scesi dal mezzo hanno scavalcato la recinzione e manomesso la finestra del deposito dove è custodita la Madonna. Una volta dentro, hanno cercato di prelevare la statua nonostante il peso, ma per fortuna – improvvisamente – è scattato l’allarme e sono entrati nel panico, per il rischio immediato e concreto di essere sorpresi dalle forze dell’ordine in flagranza di reato e, quindi, arrestati. Così, si sono dati precipitosamente alla fuga, a mani vuote. Il resto è routine, con gli accertamenti di rito da parte degli investigatori. Immediatamente è stata presentata denuncia ai carabinieri di Santa Maria di Catanzaro che hanno subito avviato le indagini. I malviventi non sono stati minimamente interessati né ai soldi, la cassa infarti è stata trovata intatta, né ai materiali che peraltro si trovano depositati anche all’esterno. L’obiettivo era appunto la Madonna. In tantissimi, oltre ai clienti della Calabroparati, si erano recati a vedere la statua della Madonna, artisti, devoti, pescatori, marinai, politici, fra cui il vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma, il sindaco di Zagarise Domenico Gallelli in quanto paese natale di Verrino; e si era in attesa della visita di Sua Eccellenza Mons. Claudio Maniago Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace. Ad ammirare le preziose opere di Verrino è stato personalmente invitato anche il Prefetto di Catanzaro, Sua Eccellenza Castrese De Rosa. Ora la statua della Madonna, scampata al furto, è stata “portata in salvo”, trasferita in una località segreta e sottoposta a videosorveglianza 24 ore su 24. Ma la preoccupazione rimane, soprattutto per le tante opere scultoree di Luigi Pancrazio Verrino dislocate a Zagarise; altri suoi prestigiosi lavori di trovano a Sellia Marina dove fra le altre sue creazioni c’è la splendida statua di Giuditta Levato; Catanzaro, Cuba. Luigi Pancrazio Verrino è una personalità molto nota. Imprenditore di successo, ha fondato negli Anni Sessanta a Milano la Calabroparati leader nel settore poi trasferita in Calabria, dove si afferma azienda di eccellenza nel comparto edilizio. Costruttore lungimirante, ha realizzato le prime grandi strutture commerciali in via Lucrezia della Valle, a Catanzaro, sedi di importanti uffici e centri direzionali. Arredatore di importanti dimore a Milano e in altre città italiane; pittore, scultore, collezionista, organizzatore, curatore e direttore artistico da decenni di mostre di caratura internazionale. Da oltre trent’anni ha fondato e dirige la sua Galleria Arte Spazio Catanzaro, in via Lucrezia della Valle. Ha curato l’organizzazione, l’allestimento e la direzione artistica delle più importanti mostre al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, Museo delle Arti Marca Catanzaro, nella Sala Esposizioni Ex Stac, nella Galleria Arte Spazio, nelle Gallerie del San Giovanni, Centro Arte Spazio Calabroparati, Museo Civico di Taverna, Museo Arte Contemporanea Verrino Zagarise, Circolo Culturale Villaggio Mancuso, Castello Santa Severina, e in esposizioni a Cosenza, Reggio Calabria e altre città italiane. Ha presentato opere di Mimmo Rotella, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Burri, Omar, Zappino, Ceccobelli, Enotrio, Levi, Rito, Lamanna, Marziano, dei più grandi pittori e scultori calabresi oltre che della transavanguardia, curando peraltro molti cataloghi. Amico personale di Rotella, Pistoletto, Omar, Sgarbi, Bonito Oliva, Sicoli, Coltellaro, e tanti altri artisti, critici e collezionisti di fama mondiale. Attualmente, dopo avere collocato alla presenza delle massime autorità culturali e istituzionali sue sculture bronzee in luoghi pubblici, fra cui il Parco Internazionale della Scultura Parco Biodiversità Marca Open di Catanzaro, sta realizzando una fontana artistica nel centro storico di Zagarise, suo paese natale, dove sta programmando l’allestimento di una nuova ala del Museo d’Arte Contemporanea, sempre sotto la sua Direzione Artistica, e l’implementazione di opere nella sua Casa-Museo. Sta organizzando inoltre una grande mostra nel capoluogo calabrese. Per la sua lunghissima prestigiosa attività ha ricevuto diversi riconoscimenti. Luigi Stanizzi
Grazie a un finanziamento della Soprintendenza, nel mese di febbraio sono stati avviati i lavori di rifacimento del tetto del Santuario della Madonna del Ponte. Da fine maggio si sono fermati inspiegabilmente. D’altra parte, a differenza di quanto prospettato dalla progettista dell’intervento, l’architetto Maria Teresa Alcaro, e cioè che l’utilizzo del Santuario nel fine settimana sarebbe sempre stato possibile per garantire il culto, dopo vari sopralluoghi da parte di dirigenti della Soprintendenza e dei responsabili della ditta alla quale sono stati affidati i lavori, si è concluso che il Santuario doveva essere chiuso al culto per un periodo di tre mesi. Il rettore del Santuario padre Piero Puglisi era stato rassicurato sul fatto che al massimo il 31 maggio i lavori sarebbero stati consegnati e il Santuario poteva essere restituito alla devozione dei fedeli. Sembra, però, che a causa di lentezze burocratiche, ritardi nei pagamenti, una variante che si è resa necessaria, i lavori sono andati molto a rilento fino a fermarsi completamente intorno al 20 maggio. E a nulla sono valsi i continui solleciti, le richieste di incontro, il pressing della ditta al fine di sbloccare la situazione e riprendere i lavori: vi sarebbe stato sempre qualche intoppo amministrativo e burocratico che ha condotto la situazione in stallo. Secondo quanto reso noto, si è reso, pertanto, necessario annullare tutti i matrimoni e i battesimi previsti nel periodo estivo con grave danno per le coppie e le famiglie che avevano prenotato con molto anticipo; e sono state annullate la consueta festa del primo maggio e quella della seconda domenica di agosto. I fedeli, inoltre, che soprattutto in primavera e in estate amano frequentare il Santuario per trovare ristoro, coltivare la speranza e rafforzare la fede, rimangono ancora disorientati e senza quel punto di riferimento che era un punto fermo nella loro vita. Fra tali problematiche, occorre considerare anche che il poderoso ponteggio utilizzato dall’impresa edile per i lavori è stato preso in fitto da una ditta esterna e ciò significa che si continua a pagare profumatamente il fitto del ponteggio impegnando inutilmente risorse economiche inevitabilmente sottratte alle lavorazioni necessarie. Allora ci si chiede da più parti: quanto tempo ancora bisognerà attendere per ultimare un lavoro che prevedeva solo tre mesi per il completamento dell’intervento programmato? Sembra che a questo punto non si tenga conto della sensibilità dei fedeli, della comunità ecclesiale di Squillace e che sia leso il rispetto dell’intera comunità diocesana. Carmela Commodaro
Il consigliere regionale esprime solidarietà alla famiglia e condanna fermamente l’accaduto. Chiede un’indagine approfondita per assicurare i responsabili alla giustizia
VIBO VALENTIA – 9 AGOSTO 2025 – Il consigliere regionale Francesco De Nisi esprime la sua ferma condanna per la violenta aggressione subita dall’imprenditore vibonese Massimo Cacciatore, marito della consigliera comunale del Partito Democratico, Laura Pugliese. Cacciatore, 52 anni, è stato colpito ripetutamente con dei manganelli da ignoti, senza avere la possibilità di difendersi. Un atto di una violenza inaudita, che ha scosso l’intera comunità. «Esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza a Massimo Cacciatore, alla consigliera Laura Pugliese e a tutta la sua famiglia per questo atto vile e inaccettabile», ha dichiarato De Nisi. Che aggiunge: «Un’aggressione brutale come questa non può e non deve trovare spazio nella nostra società. Qualsiasi sia il movente, un simile gesto è da condannare senza esitazioni». De Nisi, inoltre, sottolinea l’importanza di fare piena luce sull’accaduto: «Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché i responsabili di questo grave atto siano identificati e assicurati al più presto alla giustizia. È fondamentale che la comunità si stringa attorno alla famiglia Cacciatore-Pugliese, dimostrando che la violenza non vincerà mai. Il nostro impegno sarà sempre a favore della legalità e della sicurezza, valori irrinunciabili per la crescita e il benessere del nostro territorio».
Decide di andare a ballare e lascia le due figlie in auto davanti a una nota discoteca di Soverato. L’episodio è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Secondo una prima ricostruzione, la giovane donna avrebbe lasciato le bambine, di 5 e 7 anni, nel parcheggio della discoteca, con un finestrino leggermente abbassato per far circolare l’aria nell’abitacolo. Dopo alcune ore, il pianto delle piccole ha attirato l’attenzione di alcuni passanti, che hanno subito avvisato i carabinieri. I militari, intervenuti intorno alle 3 del mattino, si sono messi alla ricerca della madre. Entrati nella discoteca, hanno utilizzato un microfono per chiedere informazioni e individuare la proprietaria dell’auto. Rintracciata, la donna è stata condotta in caserma per fornire la propria versione dei fatti. (catanzaroinforma.it)
Un dono prezioso per la parrocchia di Amaroni. È la statua di San Domenico Sacerdote da parte della famiglia Lanzellotti-Bova. Durante la cerimonia della consegna della statua si è svolto anche un momento con Poste Italiane per l’annullo filatelico. Davanti alla chiesa di Santa Barbara, nel giorno della festa di San Domenico, l’8 agosto, presenti i dipendenti di Poste Italiane per l’ annullo filatelico, è stata svelata la statua del Santo. Anche don Roberto Corapi, in mezzo alla gente, con la cartolina di San Domenico in mano e il francobollo col timbro di Poste Italiane. Il capofamiglia Mimmo Lanzellotti, da anni direttore dell’ufficio postale di Amaroni, ha voluto fare un grande dono alla parrocchia e alla sua comunità. Soddisfatto don Roberto Corapi per questo dono di amore che Mimmo Lanzellotti, insieme ai figli Gregorio e Tommaso, ha voluto fare. «Siete anche voi – ha detto don Roberto – un dono per me, perché attraverso questo dono della statua di San Domenico testimoniate l’amore che avete verso la parrocchia che è casa di tutti. Che San Domenico benedica la vostra famiglia». Dinanzi ai numerosi presenti, tra cui il sindaco Gino Ruggiero e la vice Teresa Lagrotteria, don Roberto ha impartito la benedizione della statua e con gioia ha affermato che «oggi Amaroni ha un santo in più da pregare: San Domenico Sacerdote, che ha fatto della sua predicazione un vero e proprio strumento di conversione». Al termine, don Roberto ha ringraziato i presenti. «Ben vengano persone come Mimmo Lanzellotti – ha affermato – a dirmi: vogliamo fare questo per la chiesa. Oggi devo dire che è un miracolo, ma ribadisco con forza che la chiesa è casa di tutti proprio di tutti perché il prete passa, ma la chiesa rimane». Una volta completati i lavori di restauro della chiesa matrice, iniziati a marzo di quest’anno e la cui consegna è prevista per marzo-aprile 2026 la statua di San Domenico sarà posizionata in chiesa per la pubblica venerazione e la preghiera da parte dei fedeli. Carmela Commodaro
I Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina hanno intensificato i controlli nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno della movida, mediante l’esecuzione di mirati servizi di prevenzione e contrasto alla somministrazione di bevande alcoliche ai minori e nelle fasce orarie non consentite. Negli ultimi giorni infatti, i militari dell’Arma, dopo aver effettuato un attento monitoraggio sui locali maggiormente frequentati dai giovani, hanno proceduto a controlli finalizzati alla verifica sul rispetto della normativa in materia di vendita di bevande alcoliche, che prevede il divieto assoluto di vendita ai minori di anni 18 ed il divieto, per i distributori automatici, di vendita di bevande alcoliche a chiunque, dalle ore 24:00 alle 07:00. Nel corso delle verifiche effettuate, è emerso che i distributori automatici installati all’esterno di un bar erogavano alcolici anche dopo la mezzanotte, pertanto i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro gli impianti e contestato al proprietario una sanzione amministrativa pari a 5.000 euro. Contestualmente sono stati intensificati i controlli alla circolazione stradale finalizzati al contrasto della guida in stato d’ebbrezza alcolica. In tale contesto sono stati sanzionati due giovani automobilisti, a cui è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore rispettivamente al doppio e al quadruplo della soglia consentita. Ulteriori e più intensi controlli dei Carabinieri, sia su strada che nei luoghi della movida, continueranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e permettere ai cittadini di vivere momenti di svago in piena serenità e nel rispetto delle regole.
“Uno spaccato di Settecento sanflorese attraverso le carte di alcuni dei suoi notai” è stato il tema di un interessante convegno storico che si è svolto a San Floro nella sala “Nicolino Pugliese” dell’antico palazzo Pugliese. L’evento, moderato da Mario Mauro, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Calabria, ha visto la partecipazione di studiosi ed esperti di rilievo come Ernesto Lamanna, storico e profondo conoscitore della storia locale, Monica Meccoli, dell’Archivio di Stato di Cosenza, Francesca Gallelli, notaio e dottore di ricerca all’Università di Bologna, e Anna Lidia Rao, attrice teatrale, voce narrante. Introduzione e saluti sono stati svolti dalla presidente della Pro loco Teresa Cosentino e dal sindaco di San Floro Bruno Meta. Il primo cittadino ha evidenziato che «eventi come questo sono fondamentali per rinsaldare il legame tra la nostra comunità e le sue radici storiche. Conoscere la storia di San Floro attraverso le voci dei suoi notai significa riscoprire l’identità collettiva che ci unisce». Il convegno si è rivelato, infatti, un appuntamento culturale di grande interesse, che ha offerto uno sguardo inedito sulla vita politica, sociale e religiosa della San Floro del XVIII secolo, grazie allo studio degli atti notarili di ben otto notai locali. Attraverso l’analisi dei documenti d’epoca, il convegno ha messo in luce dinamiche di una società divisa tra miseria e nobiltà, debiti e privilegi, censi e gabelle. Ed è stata evidenziata in particolare la nascita delle nuove classi emergenti, come artigiani e possidenti, e il ruolo sempre più influente di figure come avvocati, notai e religiosi. Tanti spunti e riflessioni sono emersi dalle relazioni degli esperti Monica Meccoli, Francesca Gallelli ed Ernesto Lamanna. Quest’ultimo, in particolare, attraverso lo studio delle carte conservate nell’Archivio di stato di Catanzaro ha evidenziato uno spaccato di storia sanflorese con riferimenti al Regno di Napoli e alla città di Squillace, sede di diocesi oltre che città dei Borgia e degli Strivieri, primi feudatari. È stata anche analizzata la storia politica feudale e religiosa della comunità con i suoi sindaci e gli eletti. Fra gli atti citati, un contratto matrimoniale con la descrizione dei differenti ceti e una compravendita di terreni. Quindi, la descrizione dell’Universitas cittadina nella lettura del notaio Caccavari riferita al voto di penitenza della prima domenica di maggio, che dal 1765 si ripete ogni anno. La dottoressa Gallelli ha spiegato l’importanza della figura notarile nella storia e la dottoressa Meccoli quella degli archivi storici. Carmela Commodaro
Nel pomeriggio di ieri personale della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Catanzaro, congiuntamente a militari della Compagnia Carabinieri di Soverato, ha notificato il provvedimento del Questore, adottato ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S., al titolare della licenza di un esercizio pubblico, ubicato sul lungomare di Soverato. Il provvedimento di sospensione, della durata di 10 giorni, è frutto di una intensa attività di verifiche, effettuata nelle ultime settimane da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con controlli ravvicinati – culminata con l’ultimo intervento effettuato il 3 agosto allorquando due minori di anni 18 venivano ricoverati rispettivamente presso i nosocomi di Catanzaro e di Soverato in condizioni di “intossicazione acuta da alcool”, a seguito della somministrazione di bevande alcoliche da parte del locale de quo. All’esito di tali accertamenti, è emerso che il pubblico esercizio, in tre diverse circostanze, si è reso responsabile di aver agevolato, favorito, facilitato la somministrazione di bevande alcooliche fuori dagli orari consentiti in spregio alle normative vigenti, e la vendita e la somministrazione di bevande alcooliche ai minori di anni 18, ma maggiori di anni 16. Per tali fatti, il titolare del pubblico esercizio è stato deferito all’A.G. per aver somministrato bevande alcoliche a persone in stato di manifesta ubriachezza (art. 691 C.P.) e sanzionato amministrativamente per aver somministrato bevande alcoliche a minori di anni 18 ma maggiori di anni 16 e per aver somministrato bevande alcoliche oltre l’orario consentito dalla legge (ore 03.00). Tali accertamenti, effettuati in un breve lasso di tempo, hanno concorso a definire, pertanto, una situazione attuale e concreta di pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica. La finalità del provvedimento del Questore di Catanzaro non è quella di sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio ma quella precipua di impedire, attraverso la temporanea chiusura del locale, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale, ragion per cui si ha riguardo esclusivamente all’obiettiva esigenza di tutelare l’ordine e la sicurezza con l’art. 100 del T.U.L.P.S. Si tratta di un provvedimento a garanzia dell’ordine e della sicurezza dei cittadini e delle numerose famiglie di turisti presenti in questo periodo nella rinomata località balneare, che ha altresì la funzione di produrre un effetto dissuasivo su soggetti che hanno reiterato condotte dannose per la salute dei cittadini particolarmente vulnerabili quali sono i minori di anni 18. Il Questore, con l’art.100 TULPS, può sospendere la licenza di un esercizio pubblico, non solo nel caso in cui si siano verificati gravi disordini, ma anche qualora, come nella fattispecie, il locale si sia prestato a divenire luogo in cui i precetti normativi che fanno divieto assoluto di somministrazione e vendita di bevande alcooliche a minori, abbiano trovato facile elusione e consapevole aggiramento. A seguito delle operazioni il Prefetto Castrese De Rosa ha dichiarato: “abbiamo messo in campo strumenti pattizi importanti e risorse aggiuntive con i rinforzi estivi per un’estate sicura e per incentivare il sano divertimento, senza eccessi, rispettando le regole ed i divieti tra cui quello di somministrare alcolici ai minorenni. Chi le rispetta ha tutto da guadagnare con una sorta di “bollino blu”, chi le trasgredisce soggiace alle sanzioni e saremo inflessibili. Per questo ringrazio il Questore Linares e tutte le forze di Polizia per gli interventi di vigilanza e controllo predisposti sia lungo le arterie che e nei confronti degli esercizi pubblici.La vita umana va sempre tutelata specie dei minori e dobbiamo fare tutti fronte comune per contrastare le illegalità e le forme di concorrenza sleale”.
In data 6 agosto 2025, in San Floro (CZ), i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Catanzaro, nell’ambito di consueto servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza del reato di incendio boschivo un 35enne di origini straniere. L’uomo, bracciante agricolo, è stato sorpreso dai carabinieri mentre appiccava il fuoco in un’area rurale di quel comune, caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea e querce secolari, ed all’arrivo della pattuglia, avrebbe anche tentato invano di allontanarsi a bordo della propria bicicletta, disfacendosi dell’accendino in suo possesso, prontamente recuperato tra la vegetazione e sottoposto a sequestro. Il pronto intervento dei militari dell’Arma e le successive operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco hanno scongiurato più gravi conseguenze, anche in considerazione del forte vento, limitando l’estensione dell’incendio a circa un ettaro e mezzo di vegetazione. All’esito degli accertamenti, la persona è stata tratta in arresto in flagranza di reato per l’ipotesi di incendio boschivo e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. In sede di udienza di convalida tenutasi in data odierna, il Giudice ha applicato misura cautelare degli arresti domiciliari. Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.