San Floro riscopre il suo passato attraverso gli atti notarili del Settecento

“Uno spaccato di Settecento sanflorese attraverso le carte di alcuni dei suoi notai” è stato il tema di un interessante convegno storico che si è svolto a San Floro nella sala “Nicolino Pugliese” dell’antico palazzo Pugliese. L’evento, moderato da Mario Mauro, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Calabria, ha visto la partecipazione di studiosi ed esperti di rilievo come Ernesto Lamanna, storico e profondo conoscitore della storia locale, Monica Meccoli, dell’Archivio di Stato di Cosenza, Francesca Gallelli, notaio e dottore di ricerca all’Università di Bologna, e Anna Lidia Rao, attrice teatrale, voce narrante. Introduzione e saluti sono stati svolti dalla presidente della Pro loco Teresa Cosentino e dal sindaco di San Floro Bruno Meta. Il primo cittadino ha evidenziato che «eventi come questo sono fondamentali per rinsaldare il legame tra la nostra comunità e le sue radici storiche. Conoscere la storia di San Floro attraverso le voci dei suoi notai significa riscoprire l’identità collettiva che ci unisce». Il convegno si è rivelato, infatti, un appuntamento culturale di grande interesse, che ha offerto uno sguardo inedito sulla vita politica, sociale e religiosa della San Floro del XVIII secolo, grazie allo studio degli atti notarili di ben otto notai locali. Attraverso l’analisi dei documenti d’epoca, il convegno ha messo in luce dinamiche di una società divisa tra miseria e nobiltà, debiti e privilegi, censi e gabelle. Ed è stata evidenziata in particolare la nascita delle nuove classi emergenti, come artigiani e possidenti, e il ruolo sempre più influente di figure come avvocati, notai e religiosi. Tanti spunti e riflessioni sono emersi dalle relazioni degli esperti Monica Meccoli, Francesca Gallelli ed Ernesto Lamanna. Quest’ultimo, in particolare, attraverso lo studio delle carte conservate nell’Archivio di stato di Catanzaro ha evidenziato uno spaccato di storia sanflorese con riferimenti al Regno di Napoli e alla città di Squillace, sede di diocesi oltre che città dei Borgia e degli Strivieri, primi feudatari. È stata anche analizzata la storia politica feudale e religiosa della comunità con i suoi sindaci e gli eletti. Fra gli atti citati, un contratto matrimoniale con la descrizione dei differenti ceti e una compravendita di terreni. Quindi, la descrizione dell’Universitas cittadina nella lettura del notaio Caccavari riferita al voto di penitenza della prima domenica di maggio, che dal 1765 si ripete ogni anno. La dottoressa Gallelli ha spiegato l’importanza della figura notarile nella storia e la dottoressa Meccoli quella degli archivi storici.
Carmela Commodaro

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