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Calabria, prosegue l’ondata di caldo: intensa l’attività dei Vigili del Fuoco per gli incendi di vegetazione

Prosegue l’ondata di caldo che sta interessando la Calabria, con condizioni meteorologiche che stanno favorendo l’insorgenza e la rapida propagazione di numerosi incendi di vegetazione sull’intero territorio regionale.
I Vigili del Fuoco sono impegnati con tutte le risorse disponibili per far fronte alle numerose richieste di soccorso, assicurando prioritariamente la salvaguardia della vita umana, dei beni e del patrimonio boschivo.
Nelle ultime 36 ore sono stati espletati oltre 200 interventi per incendi di vegetazione, mentre 26 interventi risultano attualmente in corso.
Le aree maggiormente interessate sono distribuite in tutte le province della regione. Tra gli interventi di maggiore rilevanza si segnalano quelli nel Parco Nazionale del Pollino, a Squillace Lido, Sant’Eufemia di Lamezia Terme, Cassano allo Ionio, Acri, dove le fiamme hanno minacciato abitazioni, attività produttive, strutture ricettive e aree boscate, richiedendo un importante dispiegamento di uomini e mezzi, con l’impiego, nei casi più complessi, anche della flotta aerea antincendio dello Stato.
L’attività di soccorso prosegue senza soluzione di continuità, con le sale operative dei Comandi provinciali costantemente impegnate nella gestione delle richieste di intervento e nella rimodulazione del dispositivo di soccorso in funzione dell’evolversi degli scenari operativi con richiami in straordinario di personale libero dal servizio.
Le elevate temperature e il vento, previsti anche nelle prossime ore, mantengono elevato il rischio di nuovi inneschi. Si raccomanda pertanto la massima prudenza, evitando comportamenti che possano favorire l’insorgenza di incendi e segnalando tempestivamente eventuali focolai ai numeri di emergenza.

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Dai Gesuiti all’Università Magna Graecia: il 25 luglio a Palermiti si presenta il libro sull’Ateneo di Catanzaro di Aristide Anfosso e Piero Canino

PALERMITI  – Sabato 25 luglio 2026, alle ore 18:00, il Teatro ARTEM di via Canistrà a Palermiti aprirà le porte a un incontro culturale di profondo valore identitario: la presentazione del volume “L’Università di Catanzaro. Storia della nascita dell’Ateneo del capoluogo dai Padri della Compagnia di Gesù al Consorzio per la Libera Università”.

All’incontro, patrocinato dal Comune di Palermiti, prenderà parte l’editore del volume Riccardo Colao (Titani Editori), che introdurrà l’opera insieme agli autori, il Dr. Aristide Anfosso e il Dr. Piero Canino.                                         Il dibattito sarà coordinato e moderato dalla Dott.ssa Marianna Lomanni.

Il saggio racconta un aspetto del tutto sconosciuto: la nascita dell’Università di Catanzaro non è stata una concessione calata dall’alto della politica ministeriale dei tempi recenti, ma una grande epopea di riscatto sociale voluta e conquistata dall’intera comunità nel corso dei secoli.

L’Università di Catanzaro non nasce nel 1972.

Quella data rappresenta certamente una tappa fondamentale della storia cittadina, ma le radici dell’attuale Università Magna Graecia affondano molto più lontano nel tempo e attraversano quasi cinque secoli di vicende culturali, civili e istituzionali.

Il primo capitolo di questa storia si apre nel 1563, anno conclusivo del Concilio di Trento, quando i Padri della Compagnia di Gesù fondarono a Catanzaro il Collegio Gesuitico. In piena Controriforma, il Collegio divenne uno dei più importanti centri di formazione della Calabria, contribuendo per oltre due secoli alla crescita culturale e intellettuale della città.

La soppressione della Compagnia di Gesù interruppe quell’esperienza, ma non cancellò la vocazione di Catanzaro all’alta formazione.

Un nuovo e decisivo capitolo si aprì nel 1812, quando Gioacchino Murat promosse nel Regno di Napoli una riorganizzazione degli studi superiori che portò all’attivazione a Catanzaro di veri e propri corsi universitari. Tali corsi continuarono a svolgere la loro funzione formativa per oltre un secolo, attraversando il periodo borbonico, l’Unità d’Italia e i primi decenni dello Stato unitario, fino al 1923, anno della Riforma Gentile che ne determinò la soppressione.

Per oltre cento anni, dunque, Catanzaro fu sede di attività formative di livello universitario, confermando una tradizione culturale che affondava le proprie radici nel Collegio dei Gesuiti.

Negli anni Sessanta del Novecento la questione universitaria tornò al centro del dibattito pubblico grazie all’impegno del Presidente della Provincia Aldo Ferrara. Per circa un decennio Ferrara condusse una intensa azione politico-istituzionale per ottenere una sede universitaria per Catanzaro. Nonostante incontri, trattative e rassicurazioni provenienti dai diversi livelli della politica nazionale, quei tentativi non riuscirono a tradursi in risultati concreti.

La svolta arrivò grazie all’iniziativa del giudice Salvatore Blasco, Presidente del Circolo Unione di Catanzaro e dei suoi amici Francesco Pucci, Francesco Bova, Elio Tiriolo e Vincenzo Speziali.

Convinto che la città non potesse più attendere, Blasco promosse la costituzione del Consorzio per la Libera Università, trasformando una storica aspirazione cittadina in una realtà concreta.

Attraverso il Consorzio per la Libera Università nacquero i corsi di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Pedagogia e Medicina. Per la prima volta Catanzaro disponeva di una struttura universitaria capace di offrire ai giovani del territorio una concreta opportunità di formazione superiore.

Quell’esperienza, tuttavia, rischiò di interrompersi drammaticamente nel gennaio del 1976, quando venne annunciata la chiusura dei corsi universitari per ragioni economiche e politiche.

A giugno dello stesso anno i corsi di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Pedagogia cessarono la propria attività. Il corso di Medicina fu l’unico a sopravvivere e ciò avvenne grazie alla straordinaria mobilitazione degli studenti del Collettivo di Medicina.

Si aprì così una delle pagine più significative della storia universitaria catanzarese.

Per tre anni gli studenti diedero vita ad assemblee, manifestazioni, scioperi, occupazioni e incontri istituzionali. Non si trattò di una protesta ideologica né di una rivendicazione corporativa.

Fu una battaglia civile per difendere il diritto allo studio e per impedire che la città perdesse una conquista costruita attraverso secoli di impegno, sacrifici e speranze.

Quei giovani compresero che la chiusura dei corsi avrebbe potuto cancellare una storia iniziata molto tempo prima.

Non erano studenti che protestavano contro qualcosa.

Erano studenti che si sentivano responsabili di qualcosa.

Responsabili del futuro della loro università.

Responsabili di una luce che rischiava di spegnersi.

Ed è proprio per questo che decisero di mantenerla accesa.

La loro azione contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica e a costruire un ampio fronte di sostegno che coinvolse istituzioni, amministratori e forze politiche.

Nel gennaio del 1979 il Consiglio Comunale e il Consiglio Provinciale di Catanzaro approvarono all’unanimità la costituzione del Consorzio Universitario tra Enti Pubblici, garantendo la continuità delle attività didattiche e la sopravvivenza dell’esperienza universitaria cittadina.

Nello stesso anno venne riattivato il corso di Giurisprudenza, mentre Scienze Politiche e Pedagogia non furono più riaperte.

Senza la visione di Aldo Ferrara, senza la determinazione di Salvatore Blasco e senza la straordinaria mobilitazione degli studenti del Collettivo di Medicina, oggi probabilmente non esisterebbe l’Università Magna Graecia.

La storia dell’ateneo catanzarese è la storia di una città che ha cercato, costruito, perduto e riconquistato più volte la propria università.

Una storia lunga quasi cinque secoli che appartiene all’intera comunità catanzarese e che merita di essere conosciuta, custodita e tramandata alle nuove generazioni.

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Incendi e strade abbandonate in Calabria, Barbuto (M5S): “Regione senza visione. Piani AIB sulla carta, ma le Province non hanno risorse per lo sfalcio dell’erba. Subito interventi straordinari”

CATANZARO – «La Calabria brucia da nord a sud: autostrade bloccate dal fumo sul Pollino, fiamme a ridosso delle abitazioni nel Vibonese e nel Catanzarese, roghi in aree industriali e depositi nel Crotonese. Di fronte a questo scenario drammatico, la risposta della Regione rischia di rivelarsi un’illusione ottica se alle parole e alle strategie teoriche non seguono i fatti e le risorse sul territorio».
A denunciarlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al Presidente della Giunta e agli Assessori competenti per fare luce sul grave corto circuito tra la programmazione regionale antincendio (Piano AIB 2026) e la reale situazione in cui versano gli Enti locali e la rete viaria calabrese.
«Il Piano AIB della Regione – spiega Barbuto – indica nella prevenzione e nella pulizia delle fasce di interfaccia e dei margini stradali gli elementi chiave per evitare che gli incendi si propaghino. Ma la realtà che ci rappresentano le Province è sconfortante e delinea un vero e proprio abbandono dei territori».
A confermare il quadro è una risposta formale del Settore Viabilità della Provincia di Catanzaro al Codacons, che evidenzia numeri impietosi: «Per garantire la manutenzione di circa 1.800 km di rete stradale – sottolinea la consigliera M5S – la Provincia dispone di soli 15 operatori su strada. Considerato che le pertinenze da ripulire su entrambi i lati superano i 3.000 km, ci troviamo di fronte a un carico ingestibile. A causa dei continui tagli ai trasferimenti statali e regionali, l’Ente non è in grado di assicurare gli interventi minimi di sfalcio dell’erba e pulizia delle cunette, e la ridotta disponibilità dei bandi rischia persino di far andare deserte le gare per le ditte esterne».
«Siamo davanti a un corto circuito istituzionale inaccettabile», incalza l’esponente del Movimento 5 Stelle. «Da una parte la Regione approva piani antincendio dettagliati; dall’altra lascia Province e Comuni a secco di risorse ed energie umane, trasformando i cigli delle nostre strade in vere e proprie micce pronte a devastare boschi, centri abitati e attività commerciali. A questo si aggiungono i dubbi e le perplessità sollevate da operatori sul campo circa l’effettiva incisività dei sistemi di monitoraggio e sorveglianza tramite droni».
Con l’interrogazione presentata, Elisabetta Barbuto chiede alla Giunta regionale risposte immediate e impegni concreti su: fondi straordinari urgenti da destinare alle Province e ai Comuni calabresi per lo sfalcio della vegetazione secca e la bonifica dei margini stradali; un coordinamento reale tra Piano AIB e capacità operativa degli Enti locali per superare il divario tra teoria e realtà; un’attenta verifica sull’efficacia e sulla resa dei sistemi di monitoraggio droni e della Control Room regionale e un piano straordinario di bonifica delle cunette e dei rifiuti abbandonati lungo le carreggiate per tutelare l’incolumità degli automobilisti e la salute dei cittadini.
«La prevenzione non si fa a parole o con i proclami a mezzo stampa – conclude Barbuto – ma garantendo agli Enti di prossimità i mezzi e le risorse per mettere in sicurezza il territorio prima che scoppi l’emergenza. La Giunta intervenga subito prima che la situazione diventi irreversibile».

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Aggiornamento incendio Squillace

Nella tarda serata di ieri, intorno alle ore 22:50, le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro sono intervenute nel comune di Squillace (CZ), in località Impise, per un incendio di vegetazione sviluppatosi in un’area di macchia mediterranea.
Le fiamme, favorite dalle condizioni ambientali, hanno minacciato diverse abitazioni e alcuni capannoni presenti nella zona. Il tempestivo intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco ha consentito di circoscrivere ed estinguere il rogo, impedendo il coinvolgimento delle strutture e garantendo la salvaguardia dell’incolumità dei residenti.
Non si registrano danni a persone né a edifici.
Le operazioni di spegnimento e di bonifica si sono concluse alle ore 04:00 della mattinata odierna.

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Incendio di vaste proporzioni a Squillace Lido: notte di paura, ma nessun danno a persone o abitazioni

Squillace Lido ha vissuto ore di forte apprensione nella notte scorsa, quando un vasto incendio di vegetazione ha interessato le colline tra Porto Rhoca e le località Gebiola, Ceraso e Fiasco Baldaya. Un fronte di fuoco lungo centinaia di metri ha illuminato la costa catanzarese, rendendo visibile l’intenso bagliore da numerosi punti del litorale. Oltre 20 unità dei vigili del fuoco del Comando di Catanzaro sono state impegnate nelle operazioni di spegnimento e contenimento. Sul posto hanno operato squadre della sede centrale, del distaccamento di Soverato e del distaccamento di Chiaravalle Centrale, con il supporto di autobotti per garantire il rifornimento idrico continuo. La priorità è stata la salvaguardia del villaggio Porto Rhoca, minacciato dall’avanzare delle fiamme. L’intervento, complesso e prolungato, si è concluso soltanto nelle prime ore della giornata di oggi, quando il rogo è stato finalmente posto sotto controllo. L’estensione dell’incendio ha provocato momenti di forte preoccupazione tra i residenti. Il fronte di fuoco, alimentato dal vento, ha interessato un’area vasta e particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale. Nonostante la gravità della situazione, non si registrano danni a persone, abitazioni o attività produttive, grazie alla tempestività e alla professionalità delle squadre impegnate. Il sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, ha espresso un sentito ringraziamento ai vigili del fuoco, al comando locale dei carabinieri e ai volontari «che hanno operato senza sosta, con professionalità, coraggio e grande spirito di servizio». Un riconoscimento particolare è stato rivolto ai volontari squillacesi Silvio Chiarella, Claudio Gualtieri, Aldo Zofrea e Luigi Vallone, che hanno fornito un contributo prezioso nelle operazioni di supporto. Zofrea ha poi allargato lo sguardo alla situazione regionale. «In queste ore – ha aggiunto – tutta la Calabria sta vivendo momenti particolarmente difficili. Da nord a sud, numerosi incendi stanno mettendo a rischio boschi, campagne, abitazioni e un patrimonio naturale di inestimabile valore. L’auspicio è che questa emergenza possa terminare al più presto e che prevalgano il senso di responsabilità, il rispetto per il territorio e la collaborazione di tutti».
Carmela Commodaro

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Incendio in un’autodemolizione in località Campodenaro di Crotone

Dalla tarda mattinata di oggi, i Vigili del Fuoco del Comando di Crotone sono impegnati nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio sviluppatosi all’interno di un’autodemolizione in località Campodenaro.
L’intervento, tuttora in corso, prosegue da oltre quattro ore e ha richiesto l’impiego di un imponente dispositivo di soccorso. Sul posto stanno operando più di quattro squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Crotone e del Distaccamento di Petilia Policastro, con il supporto del personale di Calabria Verde.
Presenti inoltre diverse pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Stradale e personale ANAS, impegnati nella gestione della viabilità e nel garantire la sicurezza dell’area interessata.
Le squadre dei Vigili del Fuoco sono al lavoro per circoscrivere il rogo e impedirne la propagazione alle aree circostanti, operando in condizioni particolarmente impegnative.
Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento.

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Lamezia Terme, vasto incendio di vegetazione a Sant’Eufemia: fiamme minacciano abitazioni e rete ferroviaria

Un vasto incendio di vegetazione si è sviluppato nella tarda mattinata nella frazione di Sant’Eufemia, a Lamezia Terme, interessando un’ampia area e minacciando numerose abitazioni.
Sul posto sono intervenute due squadre boschive dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, squadre del Distaccamento di Lamezia Terme e della Sede Centrale, supportate da due autobotti per il rifornimento idrico e dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS), che ha coordinato l’intero dispositivo di soccorso.
L’incendio si è sviluppato su due distinti fronti. Il primo ha interessato l’area lungo la SS18, in prossimità di un noto vivaio, dove le fiamme, alimentate dal vento, hanno lambito i tetti di alcune abitazioni senza arrecare danni alle strutture. Il secondo fronte si è sviluppato lungo la strada che dalla rotatoria in prossimità dell’aeroporto conduce alla stazione ferroviaria, coinvolgendo sterpaglie e un esteso canneto e propagandosi rapidamente verso le abitazioni.
La densa colonna di fumo ha interessato l’intera zona, riducendo sensibilmente la visibilità e compromettendo la qualità dell’aria. Numerosi residenti hanno lasciato volontariamente le proprie abitazioni, in via precauzionale, in considerazione dell’evolversi dell’incendio, mentre le squadre dei Vigili del Fuoco hanno operato senza soluzione di continuità per contenere il fronte di fiamma e garantire la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
Le fiamme hanno interessato anche l’area dell’ex zuccherificio, ormai dismesso.
A causa della vicinanza del rogo alle abitazioni e alla linea ferroviaria, la circolazione dei treni è stata temporaneamente sospesa per consentire le verifiche da parte dei tecnici di RFI. Ultimate le verifiche, il traffico ferroviario è stato ripristinato con limitazione della velocità, al fine di consentire ai Vigili del Fuoco di operare in condizioni di sicurezza.
In considerazione della stretta prossimità delle aree interessate dall’incendio alle abitazioni e all’infrastruttura ferroviaria, non è stato possibile impiegare mezzi aerei antincendio.
L’intervento ha richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, impegnato da giorni in un’intensa attività di contrasto agli incendi di vegetazione che stanno interessando il territorio regionale, favoriti dalle elevate temperature e dalle avverse condizioni meteorologiche.

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L’autoritratto scultoreo di Luigi Verrino da ammirare nel Chiostro del complesso monumentale San Domenico di Taverna sede del Museo che custodisce le opere del grande Mattia Preti

C’è un’occasione unica, e gratuita, per ammirare l’autoritratto scultoreo di Luigi Verrino. Ed è in questi giorni a Taverna, Città d’Arte, nel chiostro dell’ex Convento di San Domenico, nel complesso monumentale sede del prestigioso Museo Civico, che custodisce le opere del Cavaliere Calabrese Mattia Preti. Per la prima volta l’opera viene esposta al pubblico, nell’ambito di una collettiva di varia umanità. Il maestro Luigi Verrino ha deciso di metterla in mostra proprio a Taverna, città ricca di sculture che popolano il delizioso e ben curato centro storico. Dunque, Luigi Verrino che scolpisce Luigi Verrino. È qui la sfida! Il famoso scultore di Zagarise, Città Presilana non lontana da Taverna, si misura su se stesso. Dopo avere realizzato decine di opere apprezzare dalla critica e dal pubblico, come La Madre, La Vita, Giulietta, Giuditta Levato, la Madonna del Mare, le fontane del Meriggio, dell’ Uccellara, la Fontana del Verrino appena inaugurata a Zagarise, Torso di donna, i busti sempre in bronzo di Mimmo Rotella (Parco Internazionale della Scultura Catanzaro) Vittorio De Seta, Giordano Tizianel, Pancrazio Opipari, ha voluto immortalare se stesso nel bronzo, la materia più duratura – eterna – che sfida i millenni. Nel suo busto, nel suo volto, ha colto i suoi tratti somatici essenziali, come fa magicamente (incredibilmente) con qualunque soggetto attratto dalla sua attenzione e dalla sua arte. “Ma Luigi Verrino riesce a scolpire nel bronzo non solo l’immagine fedele del soggetto, egli sa cogliere l’intimo del carattere e fa materializzare finanche lo stato d’animo. Le sue sculture sono vive, gli occhi dei suoi soggetti sembrano lì a guardarti, a interrogarti e a confessarti qualcosa di più profondo”, commenta il promotore culturale Luigi Stanizzi attento biografo dell’artista. L’autoritratto avrebbe potuto esporlo a Catanzaro, nella sua prestigiosa Galleria Arte Spazio, ubicata in via Lucrezia della Valle, dove sta portando avanti una formidabile promozione delle arti, fortemente implementata grazie all’incessante e mirata campagna di comunicazione strategica diretta anche all’estero dal giornalista Francesco Stanizzi, mediatore interculturale. Ma Verrino ha preferito Taverna, patria di Mattia e Gregorio Preti. È vero, Taverna si identifica con Preti, così come Luigi Verrino si identifica con Zagarise, sua amata città natale, alla quale ha donato tante opere di grande valore imperituro.

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Guasto sullo schema idrico Maiorizzini: calo della fornitura dell’acqua a Squillace e Stalettì

Disagi in vista per l’erogazione idrica nei comuni di Squillace e Stalettì. La società Sorical ha inviato una comunicazione urgente ai sindaci e agli uffici tecnici delle due cittadine per segnalare alcune criticità sulla portata dell’acqua addotta ai serbatoi di accumulo dello schema idrico “Maiorizzini”. Le squadre operative della Sorical sono già sul campo e attive per localizzare l’esatta origine del problema. Al momento si vagliano due ipotesi principali: una perdita occulta lungo la rete.: il malfunzionamento di un’elettropompa presso i pozzi Maiorizzini o i pozzi Drago. A causa del guasto, è attualmente in atto un decremento generale della fornitura su tutto lo schema idrico e, di conseguenza, nei serbatoi di accumulo dei due territori comunali. La situazione più critica si registra nella frazione di Stalettì; per il serbatoio di Santa Maria del Mare, infatti, si è resa necessaria una temporanea e totale interruzione della fornitura idrica. «Vi informeremo costantemente sui tempi e sulla problematica riscontrata», fa sapere la Sorical, assicurando il massimo sforzo per ridurre al minimo i tempi di disservizio. In attesa che il guasto venga riparato e che la portata torni alla normalità, Sorical ha invitato le amministrazioni comunali a ottimizzare i volumi d’acqua ancora disponibili nei serbatoi. Si chiede anche la collaborazione della cittadinanza. Infatti, la popolazione è invitata a fare un uso estremamente parsimonioso della risorsa idrica, utilizzandola esclusivamente per fini potabili e igienico-sanitari e raccomandando di evitare tassativamente qualsiasi spreco o uso improprio, come l’irrigazione di orti e giardini o il lavaggio di auto.
Carmela Commodaro

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Palermiti, Cùntami – Storie di bellezza: tre serate per ritrovare il valore dell’ascolto

Tre serate per restituire centralità alla parola, al piacere dell’ascolto e al potere trasformativo della bellezza. È questo lo spirito con cui nasce “Cùntami – Storie di bellezza”, la nuova rassegna itinerante che dal 3 al 24 agosto animerà Palermiti, trasformando vie, piazze e scorci del centro storico in luoghi di incontro, dialogo e condivisione. Ideata e condotta dal giornalista Domenico Marcella, la rassegna si ispira alle sere d’estate trascorse tra racconti e vicoli, proponendo tre conversazioni con protagonisti del panorama artistico e culturale calabrese. Un percorso che mette al centro la bellezza come occasione di riflessione, crescita e comunità. Si parte con Anthony Aiello, il 3 agosto, alle ore 21.30, in via Nazario Sauro. Artista e restauratore, impegnato in interventi di conservazione del patrimonio artistico, Aiello inaugura la rassegna con un dialogo dedicato alla materia, alla cura e alla responsabilità verso ciò che racconta la nostra storia. Poi Antonella Beatrice Bongarzone, il 13 agosto, ore 21.30, via De Luca. Docente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo di Casali del Manco, con Bongarzone la bellezza diventa conoscenza, memoria, educazione allo sguardo. Infine, Antonio Tropiano, il 24 agosto, alle ore 21.30, in via Tommaso Campanella. Filologo medievale e scultore, autore di una ricerca artistica che intreccia pensiero e materia, la conversazione con Tropiano chiuderà la rassegna con un viaggio nella profondità delle forme e delle idee. «L’idea di “Cùntami” – spiega Domenico Marcella – nasce dal desiderio di riportare al centro la forza delle storie e dell’ascolto, recuperando il senso più autentico dell’incontro tra le persone. In un tempo dominato dalla velocità, vogliamo ritagliare uno spazio in cui fermarsi, riflettere e lasciarsi interrogare dalla bellezza attraverso il dialogo con donne e uomini che la vivono ogni giorno nel proprio lavoro». Una dichiarazione d’intenti che restituisce la natura profonda della rassegna, che non è un semplice calendario di incontri, ma un invito a rallentare, a condividere, a ritrovare la dimensione comunitaria del racconto. Ogni appuntamento sarà gratuito e aperto al pubblico, in continuità con la volontà di rendere la cultura un bene accessibile, vivo e partecipato.
Carmela Commodaro

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