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Curinga, ricerca persona scomparsa

Le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Catanzaro, dei distaccamenti di Lamezia Terme e Taverna (volontario), sono impegnate da ieri nelle operazioni di ricerca di una persona scomparsa in località Marina di Curinga.
La persona scomparsa è Rossi Ferdinando, classe 1951, residente nel comune di Sinopoli (RC).
A denunciare la scomparsa è stato il parroco della chiesa di Sinopoli, che incontrava abitualmente il signor Rossi in parrocchia.
Nel corso delle prime indagini, è stata rinvenuta nel pomeriggio di ieri l’autovettura dell’uomo, parcheggiata lungo una strada di Marina di Curinga. In seguito al ritrovamento, su disposizione della Prefettura di Catanzaro, è stata attivata la procedura ufficiale di ricerca persona scomparsa.
Sul posto, oltre alle squadre dei Vigili del Fuoco, è stato inviato anche l’automezzo AF/UCL (Unità di Comando Locale) con personale TAS (Topografia Applicata al Soccorso), incaricato del coordinamento delle operazioni.
Alle attività di ricerca partecipano inoltre i Carabinieri della locale Stazione, il gruppo comunale dei volontari di Protezione Civile attivati dal Sindaco di Curinga e i Volontari della Croce Rossa Italiana.
Le ricerche sono in corso.
Chiunque avesse informazioni o segnalazioni utili sull’avvistamento della persona scomparsa è invitato a contattare immediatamente, tramite il NUE 112, i Carabinieri della Stazione di Curinga o la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco di Catanzaro.

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Squillace, in arrivo la nuova pediatra di libera scelta

Squillace ha la nuova pediatra. Lo annuncia il Comune di Squillace, assessorato alla sanità. Sarà operativa sul territorio comunale per garantire un servizio di assistenza sanitaria dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie. A ricoprire l’incarico sarà la dottoressa Simona Sestito, pediatra di comprovata esperienza e alta qualificazione professionale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di dirigente medico ospedaliero, dedicandosi negli ultimi anni alla cura di bambini affetti da malattie genetiche pediatriche e patologie metaboliche ereditarie, oltre ad aver maturato una significativa esperienza nei settori dell’auxologia e dell’endocrinologia pediatrica. È stata ricercatrice in Pediatria presso l’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro e ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale come professore di seconda fascia in Pediatria. Secondo quanto reso dal Comune di Squillace, «da oggi, questa pediatra appassionata, come lei stessa ama definirsi, ha scelto di mettere la propria esperienza scientifica e clinica al servizio del territorio di Squillace». Per il cambio del pediatra basta accedere al portale Ecosanità della Regione Calabria con Spid o Cie, entrare nella sezione “Scelta e Revoca” per i minori e seguire le istruzioni. Oppure ci si può recare negli uffici dell’Asp competente:
al polo sanitario di Squillace si può presentare la richiesta di scelta o revoca del pediatra. È possibile inviare la richiesta anche via e-mail, allegando la documentazione necessaria, all’indirizzo “pst.squillace@asp.cz.it”.
Carmela Commodaro

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Squillace, ottenuto un finanziamento per la viabilità rurale

La Regione Calabria, Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale, settore 8, ha approvato la graduatoria definitiva relativa all’Avviso pubblico “Programma Strategico della PAC2023-2027-Complemento Strategico Regionale della Calabria,intervento relativo agli investimenti in infrastrutture per l’agricoltura e per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali. Il Comune di Squillace è stato ammesso ottenendo un finanziamento di 150 mila euro. «Ogni traguardo – si legge in una nota del sindaco di Squillace Enzo Zofrea – nasce da un percorso fatto di lavoro, dedizione e visione. Oggi Squillace raccoglie un nuovo risultato: il nostro Comune è beneficiario del finanziamento di 150 mila euro. Un contributo che ci permetterà di migliorare la viabilità rurale e potenziare le strade interpoderali rendendole più sicure, accessibili e funzionali per agricoltori, residenti e attività del territorio». Sempre secondo il sindaco, si tratta di un finanziamento che è «il riconoscimento di un impegno costante, di una determinazione silenziosa che, giorno dopo giorno, costruisce il futuro della nostra comunità. Con serietà, responsabilità e amore per la nostra terra, Squillace continua ad andare avanti, con la forza delle idee e la concretezza dei fatti».
Carmela Commodaro

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Catanzaro, incidente stradale in Viale Emilia

Catanzaro, 20 ottobre 2025 –
Squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale, e del distaccamento di Sellia Marina sono intervenute questa mattina, intorno alle ore 7:00, in Viale Emilia – zona sud della città, nei pressi del Centro Commerciale – a seguito di un incidente stradale che ha coinvolto tre autovetture: una Fiat Panda, una Citroën C3 e una Fiat 500.
Quattro complessivamente le persone rimaste ferite.
I due occupanti della Fiat 500, rimasti incastrati nell’abitacolo, sono state estratti dai Vigili del Fuoco e affidate al personale sanitario del SUEM 118 per le cure del caso e il successivo trasferimento in ospedale. Anche i conducenti delle altre due vetture, che presentavano lievi malori, sono stati accompagnati presso l’ospedale di Catanzaro per ulteriori accertamenti.
L’intervento dei Vigili del Fuoco è valso inoltre alla messa in sicurezza dell’area e dei veicoli coinvolti.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale per gli adempimenti di competenza e la gestione della viabilità.
Durante le operazioni di soccorso si sono registrati disagi alla circolazione, con transito consentito su una sola corsia a senso unico alternato fino al termine delle operazioni.

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Amaroni, messa in ricordo di quattro benefattori della comunità

La riconoscenza è un sentimento assai raro. Non nel caso dell’animo sensibile del cavaliere Rocco Devito, ex sindaco di Amaroni, il quale ha voluto dedicare la celebrazione di una santa messa a quattro uomini che in passato sono stati veri benefattori per la piccola comunità amaronese. Si tratta del dottor Pietro De Filippo, di Girifalco, che è stato presidente della Comunità Montana e farmacista vicino alle esigenze e ai problemi dei cittadini di Amaroni in tempi difficili, fornendo spesso gratuitamente dei farmaci; l’on. Guido Mantella, parlamentare squillacese, che tanto aiuto ha fornito ai vecchi amministratori amaronesi, favorendo anche l’arrivo del metano in paese; Grazioso Manno, presidente del Consorzio di bonifica, che ha approvato e realizzato tanti progetti per la cittadina: acquari, strade rurali, pulizia di bonifica, manutenzione, sempre al fianco del Comune di Amaroni; l’on. Guido Rhodio, che, da vicepresidente della Provincia e da presidente della Regione, ha favorito la realizzazione di molte opere ad Amaroni, in riferimento al centro storico, acquedotto, case popolari, strade, finanziamenti vari, la prima automobile della polizia urbana e molto altro. Alla celebrazione, che è stata presieduta da don Paolo Calzona, sacerdote dell’Opus Dei, nella chiesa matrice di Santa Barbara, erano presenti alcuni parenti dei benefattori, come le figlie di Guido Rhodio, mentre altri, che si trovavano fuori regione, hanno fatto pervenire alcuni messaggi di ringraziamento. «Ho voluto organizzare la cerimonia di suffragio – ha affermato Devito – per dare un contributo alla storia, non dimenticando coloro che hanno voluto il bene della nostra comunità. Anche se ormai in cielo, per noi sono sempre vivi e li vediamo nelle opere e nel bene che hanno lasciato».
Carmela Commodaro

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“Tutti in un Atto”: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” celebra quarant’anni di arte e comunità

CATANZARO – Ottantasei voci, un solo palco: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” inizia le celebrazioni dei quarant’anni di arte e comunità Catanzaro – Una serata che è diventata abbraccio. Sul palco del Teatro Comunale, ottantasei persone si sono alternate in un flusso unico di energia, emozione e memoria condivisa per dare vita a Tutti in un Atto, lo spettacolo che ha riunito tutte le sedi della Scuola di Teatro “Enzo Corea” in un evento corale e simbolico. Una vera e propria reunion che ha attraversato i mondi, le età e i linguaggi della scuola, portando sullo stesso palco bambini, ragazzi e giovani e meno giovani provenienti da Catanzaro, Fossato Serralta, Amaroni e Tiriolo. Da Catanzaro sono arrivati i tre corsi con i piccoli impegnati in un adattamento del Gigante Egoista, i ragazzi con brani tratti da Il Futuro in Libertà e Laudate Hominem, e i giovani con il finale de La Taverna dei Ribelli. Fossato Serralta ha portato in scena un estratto di Semi Sepolti sulla Sabbia, Amaroni la parte centrale dello spettacolo Di come Cristoforo Colombo non scoprì le Indie, ma Pasquale Gargiulo trovò un posto di lavoro, e il numeroso gruppo di Tiriolo ha proposto i più piccoli nella favola di Jack e il Fagiolo Magico e il corso misto ragazzi-giovani-adulti nel finale di Su ogni pallottola un nome. Una moltitudine, sì, ma con un cuore unico, come ha ricordato alla fine il direttore artistico Salvatore Emilio Corea: «Abbiamo mostrato ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nel trentanovesimo anno, e con questo spettacolo abbiamo aperto le celebrazioni del quarantesimo. Ottantasei persone sul palco, come il nostro anno di nascita: 1986. È il nostro modo di brindare insieme a questi primi quarant’anni di vita condivisa.» Lo spettacolo ha intrecciato temi e toni diversi, in un percorso che parte dalle favole e approda alla coscienza civile. Dalla caduta dei muri alla ricerca della libertà attraverso l’amore, dalla denuncia dei poteri ciechi all’esodo dei popoli, fino alla violenza dei tiranni e al coraggio di disarmarsi. Una drammaturgia che unisce poesia e realtà, e che si conclude con la struggente battuta del giovane protagonista: «Che cosa volete da me? Non posso più tornare indietro… Non è una partita al videogioco…» Un brivido attraversa il pubblico e lascia dietro di sé silenzio e consapevolezza. La serata si è aperta con un momento inaspettato: gli insegnanti in scena, impegnati in una grande lezione collettiva. Dai riscaldamenti di Salvo Corea con il gioco dei bastoni, alle lezioni di dizione di Gianpaolo Negro, alle incursioni teatrali di Pasquale Rogato, fino all’arrivo di Cecè Lazzaro con la maschera neutra, tutti gestiti dalla geniale Claudia Olivadese, che ha ricordato a tutti che bisogna provare per lo spettacolo del 12 ottobre, non fare lezione! Un gioco nel gioco, un piccolo atto teatrale dentro l’atto principale, fino a quando – come vuole la tradizione – gli insegnanti lasciano il palco agli allievi. Perché il ruolo del maestro, in fondo, è proprio quello: insegnare e poi lasciar andare. Tra applausi e commozione, Tutti in un Atto ha segnato non solo la chiusura di un anno, ma anche l’inizio del quarantesimo della cooperativa Edizione Straordinaria, fondata nel 1986 da quei giovani — oggi non più giovani — che ancora resistono con passione e tenacia: il geniale Franco Corapi, autore di molti dei testi portati in scena, e il già citato Salvatore Emilio Corea, che nel suo intervento finale ha voluto ricordare la figura del padre Enzo, a cui è intitolata la scuola, e della madre Annamaria Romiti, che ne ha sostenuto ogni passo fin dagli inizi. Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza per una scuola che continua a crescere, a credere nella cultura libera, nella formazione e nella comunità. «Fare cultura in Calabria non è facile,» ha ricordato Franco Corapi, «ma è necessario. Non vogliamo chiuderci né polemizzare: vogliamo ricordare che chi lavora qui, nelle nostre comunità, fa cultura non per vanità ma per costruire. Lo spettacolo di domenica lo ha dimostrato: l’arte può ancora unire.» E così, mentre le luci del palco si spengono e i costumi vengono riposti, il numero 40 risplende come promessa: quella di continuare a crescere insieme, tra memoria, speranza e futuro. «È stato un atto d’amore collettivo,» conclude Corea. «Ottantasei persone in scena non sono solo numeri, sono storie, incontri, cammini. È così che vogliamo aprire i nostri quarant’anni: tutti insieme, in un solo atto.» Accanto a lui, anche le voci degli insegnanti si uniscono in un coro riconoscente. «Rivedere i ragazzi sul palco, sentirli pronunciare parole costruite insieme, è la conferma che la voce teatrale non è solo tecnica: è appartenenza,» dice Gianpaolo Negro. «La cosa più bella è stata la varietà dei linguaggi,» aggiunge Pasquale Rogato, «ognuno ha portato un pezzo del proprio mondo e si è sentito parte di un coro.» Per Cecè Lazzaro, «la maschera neutra insegna a togliere, non ad aggiungere. Domenica abbiamo tolto tutto il superfluo e ci siamo ritrovati nudi, veri, felici.» E Claudia Olivadese chiude con un sorriso: «Il mio compito era farli tornare a provare… ma alla fine mi sono ritrovata a ridere e piangere con loro. È stato un abbraccio teatrale.» Tutti in un Atto è stato proprio questo: un abbraccio. L’abbraccio di una scuola, di una città e di un’idea di teatro che, da trentanove anni, continua a essere Edizione Straordinaria.

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Squillace, il 29 ottobre importante incontro sulla comunità energetica rinnovabile

Nasce la Comunità Energetica Rinnovabile “CER Squillace”. Lo annuncia l’amministrazione comunale di Squillace. «Il Comune di Squillace – si legge in una nota – organizza un incontro pubblico di presentazione della Comunità Energetica Rinnovabile “CER Squillace”, un progetto che guarda al futuro e porta benefici reali per tutti, che si terrà mercoledì 29 ottobre, alle ore 17.30, nella sala consiliare del municipio». Come anticipato, con la CER Squillace la città farà un grande passo avanti: risparmio in bolletta, perché l’energia prodotta localmente verrà condivisa tra i cittadini, riducendo i costi; energia pulita, in quanto si utilizzerà l’energia del sole, rispettando l’ambiente; meno inquinamento, poiché si ridurranno le emissioni e si tutelerà il territorio; benefici per tutti (famiglie, imprese e Comune potranno collaborare e condividere i vantaggi); risorse reinvestite, dal momento che i risparmi del Comune saranno destinati a servizi, scuole e progetti per la comunità. «Un’iniziativa semplice, utile e sostenibile – spiegano dal Comune di Squillace – che unisce risparmio, ambiente e solidarietà. Più energia pulita, più comunità, più futuro per Squillace».
Carmela Commodaro

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Squillace, si prepara la festa del 15 novembre “Bacco al borgo”

Manca poco meno di un mese, ma a Squillace fervono già i preparativi per l’evento “Bacco al borgo 2025”. Lo rende noto il vicesindaco di Squillace Tommaso Cristofaro, il quale sottolinea che «dopo il grande successo della prima edizione, torna l’evento che celebra i sapori, i profumi e la tradizione del nostro territorio».

Si svolgerà sabato 15 novembre e sarà una serata all’insegna del vino novello, dei prodotti tipici locali, della musica popolare e dell’atmosfera unica del borgo antico di Squillace.
L’evento, che lo scorso anno ha fatto registrato centinaia di visitatori e turisti, si articolerà fra degustazioni, l’apertura delle cantine locali, la musica dal vivo e tradizione e convivialità. Il nuovo appuntamento speciale viene preparato dalla magia della vendemmia; tra i profumi dell’uva, i sorrisi della tradizione e l’atmosfera unica del borgo antico, per un brindisi indimenticabile con tante novità e divertimento. «Vieni a vivere con noi – afferma Cristofaro – un’esperienza autentica tra le vie del centro storico, dove il tempo sembra fermarsi e la festa di Bacco riporta in vita la magia dell’autunno calabrese».
Carmela Commodaro

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Tra memoria e hit generazionali, grande successo di Mauro Repetto al Festival d’Autunno

A volte basta una manciata di note per far riaffiorare interi capitoli di vita. E sin da subito, come le luci si accendono sul palco e parte uno dei brani più rappresentativi della discografia degli 883, “Come mai”, si percepisce che non sarà uno spettacolo qualunque. “Alla ricerca dell’Uomo Ragno” non è un concerto, ma un racconto in cui memoria e sogni diventano protagonisti. Con il sorriso ironico e un’energia rimasta intatta, Mauro Repetto ha accompagnato il pubblico del Teatro Politeama di Catanzaro, in un viaggio intimo e allo stesso tempo collettivo.

Lo spettacolo, inserito nel cartellone della XXII edizione del Festival d’Autunno, ha offerto agli spettatori una storia che è prima di tutto intrisa di coraggio: perché lasciare una situazione certa, di successo, per inseguire un sogno richiede una forza rara. Repetto lo dice con la semplicità di chi non ha bisogno di costruire eroi. «Alla mia età i sogni diventano ricordi», confessa, rivolgendosi agli spettatori, e subito invita la platea a raccontare i propri. Pochi si espongono. Tra questi, la voce di Floriano Noto, presidente dell’US Catanzaro: «Il Catanzaro in Serie A», dice. Un sorriso, un lampo negli occhi, e Repetto – che il calcio lo segue da sempre – coglie al volo l’assist, evocando nomi indimenticabili per i tifosi giallorossi come Massimo Palanca ed Edy Bivi. La distanza tra palco e platea si azzera in un attimo.

La scena essenziale e il dialogo con l’IO

La scena è scarna, tre teli per le proiezioni, ma non serve altro: è la forza del racconto a riempire lo spazio. Repetto intreccia ricordi, immagini e musica, ripercorrendo la parabola di due ragazzi di Pavia che, con talento e leggerezza, hanno scalato la musica italiana firmando hit destinate a restare. Uno geniale e compassato, Max, l’altro visionario, Mauro, che proprio in Calabria, in un villaggio di Isca Marina, cominciò a capire che il successo si poteva raggiungere.

Accanto a lui, l’Uomo Ragno — interpretato da Davide Taglietto — diventa coscienza, una voce che lo accompagna nel dialogo con sé stesso e con il tempo passato. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, sullo schermo compaiono le versioni adolescenti di Mauro e Max: scherzano, ironizzano, si pungolano, dando ritmo a un racconto che unisce leggerezza e profondità.

Gli Anni d’Oro: Dagli Esordi alle Hit Senza Tempo

La prima parte dello spettacolo è un tuffo negli esordi: il mito del “duca” Claudio Cecchetto e, quindi, l’incontro con il mondo discografico e le prime canzoni che avrebbero cambiato il linguaggio pop italiano. Dal primo pezzo presentato a Castrocaro nel 1991, “Non me la menare”, a “6/1/ sfigato”. E, ancora, “Con un deca” – che canta imbracciando la chitarra -, “Rotta per casa di Dio”, “Gli anni”: tutti brani che si alternano al racconto, scandendo la costruzione di un sogno diventato realtà. C’è il tempo per ricordare l’incontro con Linus, Gerry Scotti, Sabrina Salerno e anche con Fiorello per il quale composero “Finalmente tu”, brano con il quale lo showman siciliano partecipò a Sanremo nel 1995.

Riaffiorano i ricordi degli impegni televisivi in “123 Jovanotti” in onda su Italia 1 o a Radio DJ: c’è il timore di non essere più contattati dal “duca” Cecchetto, l’eccitazione della telefonata che invece arriva con l’incisione dell’album “Hanno ucciso l’uomo ragno”. Un successo che consacra gli 883 con 1 milione e 400mila copie vendute e 14 settimane in testa alla classifica. La prima parte di questo one man show si chiude con un omaggio corale a una hit, “Gli anni”, che il pubblico canta da solo, perché Repetto confessa: «Questa mi emoziona troppo».

La Scelta Radicale e l’Omaggio Finale

La seconda parte si apre con l’Uomo Ragno che, senza indugio, chiede perché ha abbandonato Max. La risposta sta nel “sogno americano”, in quella vita “che andava a 2000 allora e che io volevo seguire”. C’è la voglia di partire, l’istinto di non fermarsi mai. Repetto ricorda quel momento senza rimpianti, con l’onestà di chi ha scelto la strada più incerta ma più vera per sé. Accanto a lui, sul palco, Brandt — interpretata da Monica De Bonis — rappresenta quella stagione intensa e irrazionale, la spinta verso qualcosa che non si può spiegare ma solo vivere.

“Alla ricerca dell’Uomo Ragno” non è, così, soltanto il racconto di una carriera, ma di una decisione radicale: quella di restare fedeli a sé stessi, anche quando significa andare controcorrente. Perché inseguire un sogno può sembrare folli finché non ci si accorge che è l’unico modo per sentirsi davvero vivi.

Il pubblico accompagna ogni passaggio con complicità. Le canzoni – che non rispettano una scaletta cronologica – diventano coro collettivo: “Tieni il tempo”, “Nord Sud Ovest Est” risuonano come inni generazionali. Nella parte finale, la consegna del Cavatore d’Argento realizzato da Michele Affidato da parte del direttore artistico Antonietta Santacroce e di Salvatore Scerbo di Main Solution anticipa l’ultimo abbraccio: pubblico in piedi, cori e sorrisi.

Il Festival d’Autunno prosegue oggi, sabato 19 ottobre, con ‘Cosmos’ uno spettacolo internazionale della Evolution Dance Theater, coreografie di Anthony Heinl. Lo spettacolo, che arriva a Catanzaro dopo il travolgente successo riscosso in tutta Europa andrà in scena al Teatro Politeama alle ore 21.

È possibile acquistare i biglietti di “Alla ricerca dell’Uomo Ragno” presso la segreteria, sita in Via Jannoni a Catanzaro (di fronte al Teatro Politeama), sono disponibili su Ticketone, nella pagina del Festival, o sul sito www.festivaldautunno.com. Venerdì saranno in vendita, dalle ore 15:30 in poi, nel Teatro Politeama. Per ulteriori informazioni contattare il numero 351.7976071 o scrivere a segreteria@festivaldautunno.com

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PREMIO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI PATOLOGIA CLINICA E MEDICINA DI LABORATORIO PER IL MIGLIOR LAVORO SCIENTIFICO ALLA DOTTORANDA DELL’UMG ROSA SCALISE

Importante riconoscimento per l’Università Magna Graecia di Catanzaro. La Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL) ha assegnato il primo Premio per il miglior lavoro scientifico, presentato nell’ambito del X Congresso nazionale, a Rosa Scalise, dottoranda del Corso in Scienze Biomediche Cliniche e Sperimentali dell’Umg. Durante il congresso, dal titolo “La Medicina di Laboratorio driver di una sanità futura efficace e sostenibile”, è stato evidenziato il ruolo strategico della medicina di laboratorio nel Servizio Sanitario Nazionale non solo per la diagnostica, ma anche come motore dell’assistenza territoriale e dell’integrazione dei percorsi di cura, in un’ottica di sanità basata sul valore (value-based healthcare).
La ricerca premiata, frutto della collaborazione tra l’Unità Operativa di Endocrinologia (diretta dal prof. Antonio Brunetti, coordinatore del Dottorato) e l’Unità Operativa di Patologia Clinica (diretta dalla prof.ssa Daniela Foti), indaga il valore della curva da carico orale di glucosio (OGTT) in gravidanza per la valutazione del rischio metabolico a lungo termine nella donna. I risultati dimostrano come l’esame possa fornire informazioni preziose non solo per la gestione della gravidanza, ma anche per la prevenzione di patologie metaboliche nelle fasi successive della vita. Il Dottorato di Ricerca in Scienze biomediche cliniche e sperimentali dell’Università Magna Graecia, di recente istituzione, promuove una visione integrata e sostenibile della salute, valorizzando la diagnostica di laboratorio come elemento chiave nella medicina personalizzata e multidisciplinare. Questo riconoscimento conferma l’eccellenza della ricerca dell’Umg e il ruolo strategico della medicina di laboratorio nella promozione di percorsi di cura moderni, equi ed efficaci e della sinergia tra competenze cliniche e metodologiche, e rafforza l’impegno del dottorato di ricerca in Scienze Biomediche Cliniche e Sperimentali per una sanità sempre più efficiente e sostenibile.

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