Il Real Montepaone regola con un due a zero all’inglese il Laureana 2021 prendendosi il primo posto in classifica con convinzione ed autorevolezza Il Roccella, nonostante sia in possesso dell’attacco più prolifico del Girone “C”, insieme al Guardavalle, non va oltre lo 0 – 0 casalingo con il Bivongi Pazzano, sesta forza del torneo. Sabato vincente per il Città di Siderno che impone al Sant’Onofrio, sul proprio campo, un secco 1-3. Guardavalle – Stella Mileto termina con la meritata vittoria dei padroni di casa contro gli altalenanti vibonesi; la zona play – off resta, comunque, di competenza di entrambe. Pareggio con reti & spettacolo tra Caraffa e Prasar: ad entrambe serviranno ancora punti per risalire la china. La nuova Ada consolida la propria tranquillità ai danni di un Palermiti Girifalco in difficoltà, mentre la Polisportiva Spilinga risolve con merito la pratica Locri Next Gen vincendo con il punteggio di 3 – 1. Il Seles Gioiosa, già vincitore nell’incontro con il Real Montepaone, si prende un punto a Siderno, con il 1911. Il Roccella, ancora imbattuto andrà, nella nona giornata del Girone C della Prima Categoria calabrese, nella tana del Seles Gioiosa, mentre il Real Montepaone ospiterà la Polisportiva Spilinga con la convinzione che nessuna partita possa essere presa sottogamba. Il Città di Siderno chiederà alla Nuova Ada di non frapporre ostacoli alla propria corsa, mentre la trasferta contro il Prasar non sarà una passeggiata per il Guardavalle. Il derby Stella Mileto – Sant’Onofrio sicuramente si presenta come un’occasione di riscatto per tutte e due le formazioni; il Laureana 2021 potrebbe migliorare la propria classifica misurandosi con il Siderno 1911. Partita ricca di contenuti quella tra Bivongi Pazzano e Caraffa, la pancia della classifica può essere una confort zone ma può anche limitare le legittime aspirazioni dei due team. Palermiti Girifalco – Locri Next Gen è già un tram che non si può non prendere, pena rimanere invischiati in pessime situazioni di classifica. Lotta su tutti i fronti in prima categoria, e dire che sono trascorse, ad oggi, soltanto otto giornate, meno di un terzo dell’intero campionato.
La presidente Cavaliere: “Con la sua presenza, la sua esperienza e la sua sensibilità ha contribuito a elevare la professione infermieristica e a rafforzare il legame di fiducia con i cittadini” CATANZARO – 17 NOVEMBRE 2025 – L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro (Opi) ha manifestato profonda partecipazione per l’arrivo e la tumulazione nel cimitero cittadino delle spoglie di Lorenza Delfina Rozzi, figura storica dell’infermieristica catanzarese e punto di riferimento umano e professionale per intere generazioni di colleghi e cittadini. Alla cerimonia di accoglienza, organizzata in forma sobria e rispettosa, ha preso parte una delegazione ufficiale di Opi Catanzaro, che ha voluto rendere omaggio a una professionista che ha segnato la storia della cura nel territorio. Con tanto di gonfalone, “rafforzato” da un gruppo di infermiere della vecchia guardia con le loro testimanianze – ricordo infarcite di commovente pathos, Lorenza Rozzi è stata ricordata dall’Ordine «per l’instancabile dedizione al servizio, per il forte senso etico e per la capacità di unire competenza e umanità in ogni gesto assistenziale. Una pioniera della professione, che dal 1968 a Catanzaro ha inciso profondamente con il suo indiscusso contributo alla formazione e alla organizzazione». Dopo la gioventù in Emilia Romagna, di cui era originaria, Lorenza Delfina Rozzi si trasferì a Catanzaro divenendo parte integrante della città al punto da decidere di “mettere radici” sposando il medico radiologo Riccardo Spinoso. E accanto a lui decise di stare anche nell’altra vita, scegliendo la tumulazione nel cimitero del capoluogo calabrese. «La nostra comunità professionale si è raccolta attorno alla memoria di un’infermiera esemplare – ha evidenziato la presidente di Opi Catanzaro, Giovanna Cavaliere – . Lorenza Delfina Rozzi ha rappresentato un modello per tanti di noi: con la sua presenza, la sua esperienza e la sua sensibilità ha contribuito a elevare la professione infermieristica e a rafforzare il legame di fiducia con i cittadini. Essere presenti alla sua ultima dimora è un atto di gratitudine e di profondo rispetto». Durante la commemorazione, a cui ha preso parte anche Paolo, fratello di Lorenza i rappresentanti di Opi Catanzaro hanno ricordato come la testimonianza professionale e umana della Rozzi resti un patrimonio vivo per l’intera comunità infermieristica, un esempio da preservare e trasmettere ai professionisti di oggi e di domani. Opi Catanzaro «rinnova alla famiglia e ai cari di Lorenza Deflina Rozzi il più sincero cordoglio, assicurando che il suo contributo resterà inciso nella memoria collettiva e nella storia della professione».
Nella sedicesima puntata di Intervista SottoTraccia, il format curato da Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock-La Rete Squillace, e dedicato alle storie nascoste e più genuine dell’underground italiano, i protagonisti sono i Meat for Dogs, storica punk band nata a Catanzaro nei primi anni ’90 e ancora oggi punto di riferimento per la scena hardcore nazionale. Nel dialogo con Mercurio, il gruppo ripercorre trent’anni di attività, dagli esordi quasi casuali, nati dall’incontro tra Rocco Cina ed Eugenio, presto affiancati da Massimiliano e Gianky Capicotto, fino alla formazione attuale con il batterista Simone Mararese. Nonostante la distanza dai grandi poli musicali, i Meat for Dogs hanno costruito una carriera solida, nutrita da Live incendiari, amicizie nella scena italiana e una incrollabile passione per il punk. Il loro stile, pur restando fedele a un punk rock melodico cantato in italiano, ha attraversato diverse fasi, influenze ’60s, incursioni hardcore e perfino inserti ska grazie alla tromba di Eugenio. La Calabria, terra senza una vera scena punk strutturata, ha contribuito a rendere il loro suono unico e immediatamente riconoscibile, evitando omologazioni e stimolando la loro voglia di creare qualcosa di duraturo. Nell’intervista, la band descrive anche un processo creativo spontaneo e istintivo. I brani migliori nascono in pochi minuti, da un riff improvvisato o da un’idea gettata lì in sala prove. In studio, il percorso li ha portati dal “lo-fi” degli esordi a produzioni più curate, spesso realizzate al Sound Farm Studio con Gianluca Molè. Davide Mercurio li incalza anche sul cambiamento della scena punk italiana, dagli anni ’90 pieni di passione, alla saturazione dei 2000, fino al recente ritorno di band autentiche e lontane dal business. Una visione che riflette perfettamente la loro filosofia, niente compromessi, niente trend da seguire, solo identità e sincerità. Aperti a nuove collaborazioni, come quella recente con gli Across di Cosenza, i Meat for Dogs confermano, dopo tre decenni, che il punk non è solo velocità e rumore, ma soprattutto coerenza e cuore. Un’intervista intensa, quella di Davide Mercurio, che restituisce tutta l’urgenza e l’onestà di una band che non ha mai smesso di credere nella propria voce. Carmela Commodaro
Festa domenica 16 novembre nella comunità di Amaroni per i 23 anni di sacerdozio del parroco don Roberto Corapi. I bambini del catechismo hanno fatto da festosa cornice alla celebrazione eucaristica, a cui hanno partecipato tanti fedeli e amici di don Roberto. Nel corso della cerimonia, a nome della comunità parrocchiale, è intervenuto Rocco Devito, cavaliere e cooperatore del sacerdote, con il seguente sentito discorso: «scorre il tempo e quando esso è impiegato nell’operare il bene neanche ci si rende conto di quanto velocemente scorra, ma resta l’operato ad attestare che esso è stato ben speso. Così, di ricorrenza in ricorrenza, il vostro ministero sacerdotale festeggia oggi il suo ventitreesimo anniversario e noi fedeli di Amaroni con gioia e affettuosa riconoscenza testimoniamo ancora una volta la grandezza dell’amore di Dio che ha voluto darci un pastore il quale spende con saggezza la propria sapienza a favore del suo gregge. Un gregge che meritoriamente, oltre che per volontà del Signore, nel tempo si è fatto sempre più ampio attraverso incarichi prestigiosi che vanno ben oltre la cura delle anime della sola parrocchia di Amaroni. Di essi abbiamo gioito a suo tempo con voi, caro don Roberto. Ma ancora un altro è venuto ad aggiungersi a rendere felicemente memorabile la ricorrenza di questo ventitreesimo anniversario. Abbiamo appreso con grande piacere che in coincidenza e ad ampliare la letizia di questo giorno è stata ufficializzata una nuova nomina grazie alla quale la vostra presenza nell’ambito dell’istruzione delle future generazioni può considerarsi avere raggiunto la sua completezza. Già Cappellano nel Campus universitario di Catanzaro, siete ora presente anche laddove comincia la formazione dei più piccoli. È, infatti, di oggi la notizia che il dott. Alessandro Moschella, presidente delle Scuole per l’infanzia calabresi, vi ha nominato referente ecclesiastico regionale della Federazione italiana Scuole Materne per la CEI. Possiamo dire che, servendosi anche di un felice discernimento da parte delle Istituzioni scolastiche, il Signore Iddio abbia voluto che la vostra non comune preparazione umana e religiosa seguisse le future generazioni nella loro formazione culturale accompagnandole dagli inizi fino alla laurea. E certamente il vostro contributo non prescinderà da quell’etica religiosa su cui fonda la Cristianità. C’è tanto bisogno oggi di una “riconversione” del cristiano così spesso distratto dai mali di una vita che non sa più apprezzare gli slanci dello spirito e, per conseguenza, sempre più insoddisfacente. il biblico libro della Sapienza avrebbe bisogno più che d’una rispolverata di un’attenta lettura e meditazione così da rappresentare nella vita di ogni cristiano una valida guida morale negli studi, nella vita professionale e nei rapporti con il prossimo. Se tutti mettessero in pratica i suoi insegnamenti non ci sarebbero più tanti mali ad affliggere l’umanità. Ma, forse, è pura utopia sognare un mondo senza ingiustizie, senza più guerre, dacché Satana e le sue seduzioni sono pur presenti sulla terra. Spetta alla saggezza dell’uomo contrastare e opporsi alle sue seduzioni; e, poiché senza l’aiuto del Signore e del Santo Spirito le forze umane sarebbero ben poca cosa, il Signore ci invia santi sacerdoti da cui lasciarci guidare. Vogliateci scusare, don Roberto, se ci siamo presi la libertà d’avventurarci in quella che è la vostra “materia”, noi che siamo, viceversa, bisognevoli di sentirci da voi ricordare che senza l’aiuto del Signore non si va da nessuna parte e nulla di buono può coronare le nostre azioni. Ritornando alla vostra meritata nomina, se ci chiediamo dove si trovino le forze e il tempo occorrenti per disimpegnare degnamente le incombenze derivanti dai tanti incarichi, laddove altri farebbero riferimento alle doti personali, che certo a voi non mancano, noi non possiamo non riflettere che lo Spirito Santo che ha guidato gli Apostoli e i Santi è la vostra risorsa perché quelle doti sono i carismi che lo Spirito ha voluto donarvi. Ci fa piacere pensarlo anche perché saperci guidati da persona cui lo Spirito ha donato tanti carismi ci conforta e ci spinge ad agire anche noi secondo i carismi che ciascuno ha ricevuto dallo Spirito. Nel proclamarci sempre più lieti di aver trovato in voi la guida che il Signore ci ha inviato, nel dichiararci altrettanto felici che il Signore abbia inteso affidarvi tante incombenze anche lontano dalla nostra parrocchia ma pur sempre in sintonia con i carismi che in questa nostra parrocchia ha ampiamente esercitato per il bene della nostra comunità, lasciate che vi esprimiamo con i sensi della nostra gratitudine anche l’augurio di tantissima salute che vi dia le forze necessarie a portare ovunque avanti il vessillo della nostra fede nel nome del Cristo che ci ha redenti e con il Padre, lento all’ira e prodigo di pazienza dinnanzi alle miserie umane, ci vuole tutti salvi».
33 reti, nessun pareggio, sette vittorie casalinghe ed una sola squadra corsara: questo il bilancio a conclusione del fine settimana dedicato alla decima giornata del 33 reti, nessun pareggio, sette vittorie casalinghe ed una sola squadra corsara: questo il bilancio a conclusione del fine settimana dedicato alla decima giornata del girone B della Promozione calabrese. Primo inopinato stop per il Gioiosa Jonica, sconfitto per 3 a 1 dal Gallico, sorprendente ed incisivo. Una coppia in testa: la Deliese, che ha regolato un ostico Capo Vaticano, ed il San Nicola Chiaravalle Soverato che, con lo stesso punteggio, 2 -1 , ha avuto ragione del Taurianova. Goal e spettacolo tra Ardore e Pizzo : sei reti complessive che hanno permesso ai padroni di casa di assestarsi al quarto posto in graduatoria. Cade in quel di Polistena la Bovalinese 1911. Minimo scarto e tre punti d’oro per lo Sporting che consolida la propria posizione tranquilla. Il solo successo fuori dalle mura amiche è targato Pro Pellaro, vincitore con margine di tre lunghezze sull’Atletico Maida: adesso la soglia della zona play – off è a portata di mano. Grande battaglia tra Pino Donato Taverna e Bianco: il 4-2 finale premia entrambe le compagini per lo spettacolo ed il divertimento che hanno saputo offrire. Chiudono la zona play – out Africo e Melito: nello scontro al calor bianco, sono stati gli africesi ad aver ragione. Il risultato, che evoca l’epico incontro Italia – Germania, consente ai locali di mettere la freccia e lasciare l’ultima posizione proprio al Melito. Incontro di cartello della prossima giornata sarà Deliese – San Nicola Chiaravalle Soverato: un testa a testa per stabilire chi, al momento, è più forte. A seguire punti pesanti saranno in gioco tra Gioiosa Jonica ed Ardore, rispettivamente terza e quarta forza del torneo. Bovalinese e Gallico giocheranno per confermarsi nelle zone alte della graduatoria. Il Bianco, tra le mura amiche, vorrà ottenere dal Taurianova punti preziosi per tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Ugualmente emozionante potrebbe essere l’anticipo di sabato tra Pizzo e Atletico Maida. Discorso simile per quanto riguarda Pro Pellaro e Pino Donato Taverna, nessuna delle due può permettersi di perdere. Melito – Sporting Polistena e Capo Vaticano – Africo potranno dirci se e come le formazioni di centro classifica possano temere quelle di coda. Primo inopinato stop per il Gioiosa Jonica, sconfitto per 3 a 1 dal Gallico, sorprendente ed incisivo. Una coppia in testa: la Deliese, che ha regolato un ostico Capo Vaticano, ed il San Nicola Chiaravalle Soverato che, con lo stesso punteggio, 2 -1 , ha avuto ragione del Taurianova. Goal e spettacolo tra Ardore e Pizzo : sei reti complessive che hanno permesso ai padroni di casa di assestarsi al quarto posto in graduatoria. Cade in quel di Polistena la Bovalinese 1911. Minimo scarto e tre punti d’oro per lo Sporting che consolida la propria posizione tranquilla. Il solo successo fuori dalle mura amiche è targato Pro Pellaro, vincitore con margine di tre lunghezze sull’Atletico Maida: adesso la soglia della zona play – off è a portata di mano. Grande battaglia tra Pino Donato Taverna e Bianco: il 4-2 finale premia entrambe le compagini per lo spettacolo ed il divertimento che hanno saputo offrire. Chiudono la zona play – out Africo e Melito: nello scontro al calor bianco, sono stati gli africesi ad aver ragione. Il risultato, che evoca l’epico incontro Italia – Germania, consente ai locali di mettere la freccia e lasciare l’ultima posizione proprio al Melito. Incontro di cartello della prossima giornata sarà Deliese – San Nicola Chiaravalle Soverato: un testa a testa per stabilire chi, al momento, è più forte. A seguire punti pesanti saranno in gioco tra Gioiosa Jonica ed Ardore, rispettivamente terza e quarta forza del torneo. Bovalinese e Gallico giocheranno per confermarsi nelle zone alte della graduatoria. Il Bianco, tra le mura amiche, vorrà ottenere dal Taurianova punti preziosi per tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Ugualmente emozionante potrebbe essere l’anticipo di sabato tra Pizzo e Atletico Maida. Discorso simile per quanto riguarda Pro Pellaro e Pino Donato Taverna, nessuna delle due può permettersi di perdere. Melito – Sporting Polistena e Capo Vaticano – Africo potranno dirci se e come le formazioni di centro classifica possano temere quelle di coda.
La sicurezza stradale è una priorità per l’Arma dei Carabinieri che quotidianamente è impegnata per prevenire incidenti. L’attenzione e la sensibilità sul tema restano molto alte. Le potenziali vittime della strada meritano ognuna il massimo sforzo da parte di tutti nel dare luogo ad ogni utile iniziativa di prevenzione. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro contrastano queste condotte con campagne di sensibilizzazione e allo stesso tempo pattugliano il territorio effettuando numerosi controlli alla circolazione stradale. Nel corso dei primi dieci mesi del 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno effettuato oltre 27.000 servizi dedicati al controllo della circolazione stradale, rilevando ben 672 incidenti, di cui 9 purtroppo mortali, con 259 con feriti. 10 sono state le persone decedute e 413 le persone ferite. Durante i servizi, 108 sono stati gli automobilisti sanzionati per guida in stato di ebbrezza, 56 per guida dopo aver assunto stupefacenti, 538 le patenti ritirate e 122 le sanzioni per uso del cellulare alla guida. Ed ancora, 957 persone sono state multate perché non indossavano le cinture di sicurezza, mentre 61 per il mancato utilizzo del casco. Sono stati sequestrati 500 veicoli, di cui 372 perché privi di copertura assicurativa. In totale 5946 le contravvenzioni elevate al Codice della Strada per un totale di 9475 punti decurtati sulle patenti di guida. Un bilancio che rivela dati importanti, poiché, nonostante le sanzioni, sono quotidianamente accertati comportamenti scorretti alla guida, sintomo di una generale sottovalutazione dei rischi e dei pericoli connessi alla strada. La Giornata Mondiale delle Vittime della Strada, riconosciuta dalle Nazioni Unite dal 2005, è dedicata al ricordo di coloro che hanno perso la vita a causa di incidenti stradali e al supporto delle loro famiglie. Tra le principali cause di incidentalità si annoverano la distrazione spesso dovuta all’uso del cellulare alla guida, l’eccesso di velocità, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, il mancato rispetto della segnaletica stradale e l’abuso di alcol e droghe. La visione è chiara ed è quella, attraverso azioni congiunte, di ridurre drasticamente il numero di incidenti, specialmente tra i giovani, la categoria più vulnerabile. L’auspicio è che i dati possano migliorare ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda vittime e feriti. Per questo motivo, oltre al controllo su strada, il Comando Provinciale è parallelamente impegnato a diffondere una cultura della responsabilità alla guida nelle giovani generazioni con cortometraggi diventati virali, incontri e seminari nelle scuole. Nel 2025 sono stati già effettuati 73 incontri con oltre 6000 studenti, di tutte le scuole della provincia, ulteriori sono in programma nei prossimi mesi. La Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime della Strada rappresenta un’occasione importante per riaffermare l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel garantire la sicurezza stradale e nel sensibilizzare la comunità sull’importanza del rispetto delle regole per proteggere la vita di tutti.
La Presidente, Raffaella Ermocida, ha comunicato che oltre trecentocinquanta sono stati i controlli effettuati e la popolazione, in fila sin dalle otto della mattina, ha apprezzato moltissimo l’iniziativa. Importante per la riuscita dell’evento la collaborazione con l’ Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici Odv – Ets, sez. Calabria, che ha fornito materiale, professionalità e consulenza. Insieme si collabora e, alla fine, si vince. I Lions di Soverato, pragmatici ed operativi, come al solito continuano a porsi al servizio di chi ha bisogno. Il Leo Club Soverato Versante Jonico della Serre , in sinergia con l’omonimo Club Lions, ha svolto oggi lo screening sul diabete presso la Sala Consiliare Bruno Manti del Palazzo di Città di Soverato. Un successo importante, vista la partecipazione di centinaia di cittadini, come sottolineato dal Presidente Vincenzo Petrillo e dai numerosi Soci presenti.
Vino, cantine aperte, artigianato, musica, danze. E naturalmente tantissima gente che ha invaso il centro storico. È l’evento “Bacco al borgo” che si è svolto sabato 15 novembre lungo il percorso dell’arteria principale della città di Squillace. Un fiume di persone provenienti da ogni parte della provincia ha preso parte a quello che ormai è diventato un appuntamento fisso dell’autunno squillacese, grazie all’intuizione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Zofrea e all’iniziativa, in particolare, del vicesindaco e assessore allo spettacolo Tommaso Cristofaro. Importante la collaborazione con l’Arsac (azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese) e con la Consulta giovanile, che ha consentito di allestire a festa corso Guglielmo Pepe. Obiettivo centrato, dunque, per il grande successo della manifestazione che, partita intorno intorno alle 18, si è conclusa a tarda sera.Un percorso ricco di sapori e tradizioni calabresi che si è articolato con l’apertura delle varie cantine per assaporare vini e cibi locali direttamente dai produttori; con esposizioni di artigianato locale per scoprire l’arte e il talento degli artigiani, specie quelli della ceramica artistica e tradizionale; con l’intrattenimento musicale, per lasciarsi trascinare dal ritmo. E tante altre sorprese. Nel tardo pomeriggio, nell’antica bottega dei vasai Conca, è andato in scena “Tre piccole ombre”, un reading a cura della compagnia Mana Chuma Teatro e parte della rassegna Innesti Contemporanei. Il reading è tratto dal racconto “Tre ombre piccole davanti al mare” di Massimo Barilla. Un momento che ha dato un tocco culturale all’evento squillacese. E poi spazio alla gastronomia, con gli stand che dispensavano zeppole, murinedhi, panini, baccalà fritto e tanti tipi di vino. Presente anche il vino solidale “Ostrakon” dell’associazione Ama Calabria, con l’obiettivo di dare una risposta concreta a quanti vivono una situazione di disagio psichico e di emarginazione sociale. E ancora l’ospite Francesco Messina con il suo seguitissimo show cooking “T’appatumi”, le esibizioni itineranti della Cala Street Band, lo spettacolo musicale popolare del “Carmine Mazzotta Trio” e la performance della “Scuola di ballo bagnato”. Lungo il corso lo spettacolo itinerante dei maestosi Giganti di Taurianova. Insomma tutti gli ingredienti per una manifestazione di successo che l’amministrazione comunale promette di di riproporre anche negli anni a venire. Carmela Commodaro
Una significativa nomina è stata annunciata durante una riunione tenutasi nell’ufficio del cappellano universitario del Campus Universitario di Catanzaro. Don Roberto Corapi è stato ufficialmente designato come referente ecclesiastico per la Regione Calabria della Fism (Federazione italiana scuole materne) per conto della Conferenza Episcopale Italiana (Cei). L’incontro che ha ufficializzato l’incarico si è tenuto alla presenza del dottor Alessandro Moschella, presidente regionale della Fism Calabria. La notizia è stata resa pubblica in una data simbolica per don Roberto Corapi, ossia nel giorno esatto in cui ricorre il 23° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Una coincidenza che ha aggiunto ulteriore significato e solennità all’annuncio. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Moschella. «In don Roberto Corapi ho subito riconosciuto la sua preparazione e il suo carisma», ha dichiarato Moschella, sottolineando la capacità del sacerdote di «avvicinare tutti grazie al suo sorriso contagioso». La scelta di don Roberto Corapi è avvenuta in virtù della sua profonda preparazione nell’ambito della cultura e dell’educazione, maturata in anni di impegno costante con i giovani universitari e non solo. Un prezioso lavoro e un contributo riconosciuto ora anche a livello di Conferenza Episcopale Italiana. L’obiettivo della collaborazione è delineare un progetto di accompagnamento e di maturità cristiana autentica, rivolto idealmente dai piccoli ai giovani universitari. Un plauso unanime è stato rivolto a don Roberto, che con questa nuova nomina si mette al servizio non soltanto della Chiesa calabrese, ma dell’intera Chiesa italiana. Don Roberto Corapi ha ringraziato il dottor Moschella per la fiducia dimostrata, tracciando la rotta per il futuro incarico: «Lavoreremo insieme con gioia e amore per contribuire sempre di più a costruire, fin da piccoli, la nuova civiltà dell’amore e per conoscere Gesù, il nostro tutto». Carmela Commodaro
Evento molto sentito e partecipato, svoltosi nella suggestiva cornice della basilica cattedrale di Squillace. L’iniziativa, promossa dalla Chiesa ortodossa rumena guidata dal vescovo Siluan Span, ha rappresentato un momento di profonda spiritualità e dialogo ecumenico. Si tratta dell’incontro con i giovani delle parrocchie ortodosse rumene del Sud Italia. Il vescovo Siluan ha definito l’accoglienza dei numerosi gruppi di giovani come “un’invasione irenica”, ovvero di pace, sottolineando il desiderio di dialogare e trascorrere una giornata carica di fede e condivisione. L’evento ha avuto inizio con la solenne celebrazione liturgica nel rito ortodosso, seguita da un momento conviviale di agape fraterna. Nella diocesi di Squillace oltre mille anni fa si celebrava la messa con il rito greco che fu quello in uso dal 726 fino al 1096, anno in cui tornò al rito latino per volontà dei Normanni conquistatori. Alla celebrazione erano presenti diverse eminenti figure religiose, tra cui padre Ivan Dobroțchi, della parrocchia di Catanzaro-Crotone, che ha coordinato l’evento; padre Iustin Avate, abate del monastero di San Giovanni Theristis di Bivongi, oltre a molti altri sacerdoti ortodossi giunti dalle parrocchie del Sud Italia. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Enzo Caristo, professionista squillacese nel settore delle belle arti, e del parroco di Squillace. Davanti all’urna con le reliquie di Sant’Agazio, patrono di Squillace e dell’arcidiocesi, è stato reso noto un interessante progetto del vescovo Siluan, cioè quello di portare una reliquia di Sant’Agazio in ogni parrocchia ortodossa romena in tutta Italia. Infine, l’incontro con la console generale di Romania a Bari, Ioana Gheorghias, e con il sindaco di Squillace, Enzo Zofrea. Il primo cittadino ha omaggiato la console e il vescovo rumeno con due manufatti in ceramica, con decorazioni realizzate da alcuni detenuti del carcere di Catanzaro. Zofrea ha sottolineato l’importanza di questi incontri, evidenziando come la numerosa presenza di giovani abbia conferito all’evento un valore ancora più grande. «Sono i giovani – ha affermato il sindaco – a portare avanti il futuro delle nostre comunità con le vostre idee e le vostre energie». La giornata si è conclusa nel segno tangibile di unità e condivisione di valori spirituali che trascendono i confini geografici e le specificità dei riti. Carmela Commodaro