L’associazione “Il Sotterraneo” di Gasperina ha avuto l’onore di rappresentare il “Presepe Vivente d’Italia” a Roma, davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore. L’evento ha fatto da preludio alla riproposizione della manifestazione a Gasperina, giunta alla sua XXII edizione, che si terrà nei giorni 27 e 28 dicembre e 1 gennaio. Un momento particolarmente toccante della rappresentazione romana è stata la scelta del piccolo Giosuè, originario di Gasperina, per interpretare Gesù Bambino. La sua storia ha colpito gli organizzatori. Giosuè, infatti, è stato benedetto da Papa Francesco quando era ancora nel grembo della sua mamma ed è nato nel giorno esatto in cui Papa Francesco è morto. Una coincidenza che non è sfuggita a mons. Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore della Basilica papale di Santa Maria Maggiore, e agli organizzatori dell’associazione nazionale Terre di Presepi, che coordinano il Presepe Vivente d’Italia. Gli organizzatori, colpiti da questa straordinaria coincidenza, hanno scelto il piccolo Giosuè per interpretare Gesù Bambino. Insieme ai genitori, nei panni di Giuseppe e Maria, il piccolo ha ricevuto la benedizione di papa Leone XIV, dopo aver reso omaggio alla tomba di Papa Francesco. Carmela Commodaro
L’Arma dei Carabinieri celebra il 103° compleanno dell’Appuntato Pasquale Caiola, nato a Marcellinara nel 1922, figura di straordinaria dedizione e coraggio. Il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Riccardo Sciuto, accompagnato dal Comandante Provinciale di Catanzaro Colonnello Giovanni Pellegrino e da una delegazione di colleghi, ha portato il caloroso e affettuoso abbraccio dell’Arma all’Appuntato Caiola. Circondato dall’affetto della moglie, dei figli e dei nipoti, il festeggiato ha condiviso con grande emozione questo importante traguardo. Chiamato alle armi nel 1941, l’Appuntato Caiola ha partecipato alla seconda guerra mondiale sul fronte jugoslavo, rimanendo mobilitato sino al termine del conflitto. Successivamente, ha prestato servizio presso la Legione territoriale di Torino, il Battaglione Mobile di Milano Porta Magenta, la Legione di Bari e la Stazione di Decollatura (CZ), fino al congedo avvenuto nel 1969. Nel corso dell’incontro con i colleghi, l’Appuntato Caiola, visibilmente emozionato e con grande lucidità, ha ripercorso vari episodi della sua lunga carriera nell’Arma, ricordando in particolare il servizio svolto a Milano nell’immediato dopoguerra. A cornice dell’evento, il Generale Sciuto ha consegnato all’Appuntato Caiola la lettera di auguri del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, insieme a una feluca di cristallo che simboleggia il copricapo che gli Ufficiali dell’Arma indossano con l’elegante ‘Grande Uniforme Speciale’, che richiama le origini, la tradizione e i valori dell’istituzione. Con questa celebrazione, l’Arma dei Carabinieri ha voluto rendere omaggio a un uomo che ha incarnato i valori di lealtà, coraggio e spirito di servizio, lasciando un esempio indelebile alle generazioni future.
Non si ferma la stretta dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro contro i reati a danno dell’ambiente. Negli ultimi giorni, una serie di controlli mirati ha portato a denunce, sanzioni e sequestri in varie zone del Catanzarese. Dal taglio abusivo di alberi al deposito incontrollato di rifiuti. Controlli a tappeto con il prezioso contributo dei Nuclei Forestali in diversi comuni della provincia. A Davoli e Soverato, due aziende, una nel settore della depurazione delle acque e l’altra nelle costruzioni, sono finite nel mirino per l’irregolare registrazione dei formulari di rifiuti. Per entrambe è scattata una sanzione di oltre 4mila euro. A Sellia Marina è stato scoperto, invece, un deposito incontrollato di rifiuti speciali in un terreno privato di circa 60 mq, dove sono stati trovati tubi di plastica, scarti di legno, vetro e plexiglass abbandonati in maniera illecita, con gravi conseguenze per l’ambiente. Analoga situazione a Motta Santa Lucia, dove i Carabinieri della Stazione di Conflenti hanno denunciato due uomini del posto per attività di gestione non autorizzata di rifiuti speciali, con conseguente sequestro dell’intera area. Non meno grave quanto accertato a Decollatura, dove i Carabinieri Forestali di Serrastretta hanno documentato il taglio abusivo di 37 piante di alto fusto, che avrebbero dovuto garantire la continuità del bosco come matricine portaseme. Gli alberi, invece, erano stati abbattuti perché dovevano essere rivenduti abusivamente come legna. Infine, nella fascia costiera di Soverato, due camionisti sono stati sorpresi a trasportare rifiuti speciali non pericolosi senza alcuna autorizzazione. Per entrambi è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro. Un bilancio importante, che conferma la linea dura dei Carabinieri contro chi mette a rischio il territorio. I controlli continueranno senza sosta, perché la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio sono una priorità assoluta per il Comando Provinciale di Catanzaro.
Dopo l’accensione dell’albero di Natale e del castello di fuoco in piazza Duomo, hanno preso il via venerdì 12 dicembre le iniziative del Comune di Squillace per il periodo natalizio. Tutti i fine settimana, dal 12 al 28 dicembre, funzionano i mercatini della “Fhera ‘e Natala”. Venerdì la musica della Tilly Band in piazza Duomo. Oggi, Ro-Bito show e Johnny Rope (trampoliere, funambolismo e spettacolo del fuoco). Domani pomeriggio, Sax’n Xmas con Gianfranco Corrado. Il 17 dicembre, ore 18, Casa di Babbo Natale con la Combriccola dell’Allegria, in piazza Aldo Moro a Squillace Lido. Il 19 dicembre, ore 18, intrattenimento musicale con Giulio e Tiziana, in piazza Duomo. Il 20 dicembre, ore 18, spettacolo di illusionismo e magia con Elena Garuli. Il 21 dicembre, ore 17, la Casa di Babbo Natale (XIII Edizione, a cura dell’Associazione Culturale Castellense; esibizione Scuola di Ballo Asd New Dance Image), in piazza Duomo; e alle ore 20.30, Gen Rosso Spirituals The New Concert, nella chiesa di San Nicola, a Squillace Lido. Il 22 dicembre, ore 10, arriva Babbo Natale nelle scuole di Squillace centro e lido; alle ore 19, Coro Gospel New Vision Gospel Choir. Nella chiesa di San Nicola, a Squillace Lido. Il 23 dicembre, ore 18, Presepe Vivente, a cura delle Suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, con la collaborazione della Comunità Ecclesiale e il Comune, su corso Guglielmo Pepe; alle ore 18, a Squillace Lido, piazza A. Moro, sagra gastronomica e musica a cura della Pro loco. Il 27 dicembre, ore 18, concerto sax di Pietro Riga, in piazza Duomo. Il 28 dicembre, ore 18, DJ Set aspettando Capodanno (con Gennaro Santillo, Dino Scarfone e Giuseppe Mancuso), in piazza Duomo. Il 29 dicembre, ore 18, sagra gastronomica e musica, a cura della Pro loco, nel Parco Carabetta, a Squillace Lido. Il 5 gennaio, ore 18, riproposizione del presepe vivente su corso Guglielmo Pepe. Ci saranno altre attività permanenti, oltre alla fiera natalizia nei fine settimana, in piazza Duomo: la mostra artistica “Riviviamo la Storia della Natività”, tutti i giorni nella storica bottega dei vasai Conca, in collaborazione con il maestro Leonardo Iapello di Girifalco; e la mostra del presepi e mostra fotografica dei presepi storici, fino al 6 gennaio nella sede della Pro loco in piazza Duomo. Carmela Commodaro
Appuntamento da non perdere quello fissato alle ore 17.30 di Domenica 14 Dicembre 2025, al Teatro Comunale di Catanzaro, con “Occhjiu non vidi, cori non doli”, lo spettacolo presentato da CO.RI.S.S. (Cooperative Riunite Socio Sanitarie) sotto lo slogan “L’arte come ponte per la salute mentale e il superamento dello stigma”. Una commedia brillante sullo scottante tema della sanità. L’evento è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nella Sala Concerti del Comune di Catanzaro, magistralmente coordinata dal giornalista professionista Manuel Soluri, che con le sue domande ai relatori ha consentito di approfondire tutti gli aspetti legati a questa iniziativa di altissima valenza sociale. Il lavoro è portato in scena dalla Compagnia teatrale “G. Francolino-S. Manco” della Residenza psichiatrica Villa Arcobaleno di Limbadi (Vibo Valentia). L’ iniziativa, che si collega idealmente con la Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre scorso, intende rimarcare l’impegno quotidiano e concreto che la Cooperativa CO.RI.S.S. e la Residenza Psichiatrica “Villa Arcobaleno”, svolgono a favore dei diritti alla salute delle persone in situazioni di disagio mentale. Il teatro, in questo contesto, si configura come un potente strumento terapeutico e di riabilitazione sociale. “La salute mentale è un diritto umano universale, non un lusso. Attraverso l’arte e l’espressione creativa, i nostri ospiti non solo ritrovano la fiducia in sé stessi, ma sfidano anche l’indifferenza e il pregiudizio che troppo spesso circondano il disagio psichico. ‘Occhjiu non vidi, cori non doli’ è un invito a guardare, a non girare lo sguardo,” ha detto chiaro e tondo in conferenza stampa l’apprezzato presidente della CO.RI.S.S. Salvatore Maesano, che ha sottolineato come il teatro contribuisca a cambiare la società. Il sindaco Nicola Fiorita complimentandosi con i promotori ha assicurato la sua presenza in platea; l’assessore alla cultura Donatella Monteverdi ha evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto fra privato e pubblico; l’assessore alle politiche sociali Nunzio Belcaro ha sottolineato che le cooperative vanno concretamente sostenute; il regista Saverio Zinnà ha evidenziato il massimo impegno dei ragazzi coinvolti, che in teatro fanno vedere uno spaccato della vita di tutti i giorni; il coordinatore della compagnia Enzo Gradia elencando le attività svolte ha rimarcato i motivi di grande soddisfazione per i “fratellini, attori professionisti dell’ anima” tutti protagonisti dell’ evento; il primo attore Rocco Ferraro ha parlato di dignità riconquistata; Rita Ciciarello presidente del Coordinamento delle Associazioni della Salute Mentale CASM ha esaltato l’attività della cooperativa CO.RI.S.S. e la funzione del teatro patologico per l’inclusione sociale. L’opera teatrale,.interamente interpretata dagli ospiti e dagli operatori della Residenza psichiatrica, è più di una semplice rappresentazione: è un veicolo di riscatto personale e di sensibilizzazione. L’obiettivo primario è smantellare i muri dell’isolamento e del pregiudizio, mostrando il potenziale e il talento che risiede in ogni individuo, a prescindere dalla sua condizione di salute. Parole di ringraziamento della CO.RI.S.S. verso tutti coloro cha a vario titolo hanno sostenuto l’iniziativa teatrale ed in particolare gli sponsor, il Comune di Catanzaro per il Patrocinio, i Lions di Catanzaro “Leo Club Rupe Ventosa” e “Mediterraneo” e tutte le altre Organizzazioni del Terzo Settore. Cittadinanza, istituzioni e operatori del settore vengono invitati a sostenere attivamente queste iniziative, riconoscendo il valore socio-terapeutico dell’arte. Su questa meritoria iniziativa, anche la presidenza del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, per voce di Luigi Stanizzi, si è complimentata con ciascuna persona coinvolta nell’evento che coniuga efficacemente cultura e solidarietà. Caterina Iuliano, coordinatrice della Consulta dipartimentale della Salute Mentale dell’ASP di Catanzaro, e Rita Ciccarello, presidente del CASM, plaudono all’evento programmato dalla Cooperativa Sociale CO.RI.S.S. Lo spettacolo teatrale – hanno dichiarato – coinvolge direttamente come attori gli ospiti della Comunità Villa Arcobaleno di Limbadi, persone che si trovano in percorsi di riabilitazione psichiatrica. Questi attori portano in scena un percorso di formazione condiviso, diretto specificamente a valorizzare le storie, le emozioni e le capacità di ciascuno. Si tratta di un appuntamento di sensibilizzazione e solidarietà. E allora, domenica tutti al Teatro Comunale, c’è ancora qualche posto libero.
Anche per l’anno scolastico in corso, grazie alla nota disponibilità e sensibilità della dirigente Antonella Mongiardo, i Maestri del Lavoro del Consolato di Catanzaro incontreranno gli alunni dell’I.C. Gatti-Manzoni-Augruso. A seguito di un protocollo di intesa siglato tra la Federazione Nazionale MdL e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, i Maestri del Lavoro incontrano ogni anno in tutta Italia migliaia di ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado fornendo loro testimonianze formative su varie tematiche, preventivamente concordate con i dirigenti scolastici. Anche il Consolato della Calabria guidato dal Console Francesco Saverio Capria svolge tale missione in Calabria; in particolare, il Consolato di Catanzaro guidato dal Console MdL Giusto Laugelli continua tale percorso, già intrapreso gli anni scorsi. Il coordinatore provinciale per la Tfs (Testimonianza formativa nella scuole) MdL Vincenzo Niglio, unitamente ai Consoli Capria e Laugelli e al Mdl Agostino Palmieri, ha incontrato la dirigente scolastica Antonella Mongiardo per predisporre la serie di incontri che per quest’anno scolastico tratteranno, per come concordato con la stessa dirigente, oltre che la sempre attuale tematica sulla “Cultura della sicurezza” per la quale necessita tenere alta l’attenzione in qualsiasi ambiente sociale, anche un altro tema di sicuro interesse per il mondo giovanile, “Cultura Finanziaria e uso consapevole del denaro”. Nell’incontro i MdL hanno anche consegnato alla dirigente scolastica l’attestato di partecipazione dell’I.C. Gatti-Manzoni-Augruso ai programmi di Testimonianza formativa scolastica svolta dai MdL.
Si è tenuta giovedì 11 dicembre 2025, a Catanzaro, l’esercitazione del Corpo Nazione dei Vigili del Fuoco denominata “EXE Sisma Catanzaro 2025”. L’iniziativa, organizzata dalla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Calabria, ha visto la partecipazione attiva dei volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato di Catanzaro e di alcune associazioni della Protezione Civile del territorio. L’esercitazione è stata concepita con l’obiettivo di testare e valutare la capacità di risposta e intervento in uno scenario simulato di tipo sismico, che ha interessato il territorio dei comuni di Catanzaro e Tiriolo. L’attività ha preso il via alle prime luci dell’alba e si è protratta fino alle ore 20:00, sviluppandosi contemporaneamente su tre scenari simulativi cruciali per la gestione dell’emergenza:ex cementificio, via Massara: sede del Posto Medico Avanzato e Parco della Biodiversità. Il Comitato CRI di Catanzaro ha schierato circa cinquanta volontari che hanno svolto un ruolo centrale. Oltre a garantire l’assistenza sanitaria di supporto nelle operazioni esercitative con undici mezzi operativi e tre carrelli logistici, la CRI Catanzarese ha messo a disposizione anche un’ambulanza per il “no play” ovvero eventuali reali necessità di soccorso. Tutti i volontari sono stati impiegati nella parte “viva” dell’esercitazione, partecipando attivamente alla gestione, al coordinamento e alla pianificazione delle attività sanitarie sui diversi scenari oltre che attuare un evento simulativo per Posti di Comando CRI. La Presidente del Comitato CRI di Catanzaro, Alessandra Sorrento, ha espresso grande soddisfazione per l’esito della giornata: «Esercitazioni come “EXE Sisma Catanzaro 2025” sono fondamentali. Sono utili non solo a verificare il grado di preparazione, la professionalità dei nostri volontari e la nostra capacità di risposta operativa in uno scenario complesso, ma sono anche un’occasione insostituibile per rafforzare la conoscenza reciproca tra le diverse componenti del sistema di Protezione Civile e, di conseguenza, migliorare il lavoro di squadra in vista di una reale emergenza. Ringrazio i Vigili del Fuoco per l’organizzazione e tutti i volontari CRI e di Protezione Civile per l’impegno profuso».
Si è conclusa oggi, 12 dicembre, l’esercitazione “EXE Sisma Catanzaro 2025”, svoltasi dal 9 al 12 dicembre ed organizzata dalla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Calabria, con la partecipazione della Protezione Civile Regionale, del Comune di Tiriolo e con il coinvolgimento di numerosi enti e organizzazioni di volontariato. L’obiettivo dell’esercitazione è stato quello di testare e consolidare le procedure organizzative e operative previste per la mobilitazione regionale e nazionale di personale e mezzi dei Vigili del Fuoco, per fronteggiare le conseguenze di un grande evento sismico. Scenario di riferimento della simulazione è stata la replica di una delle scosse del sisma che colpì la Calabria meridionale tra il 5 febbraio e il 28 marzo 1783, interessando in modo particolare il territorio catanzarese e causando, all’epoca, gravi distruzioni in numerosi centri abitati. Le attività operative Nel corso delle quattro giornate sono stati mobilitati uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco, volontari di Protezione Civile del comune di Tiriolo, della Croce Rossa Italiana e dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Sezione di Catanzaro, impegnati in esercitazioni tecniche e simulazioni operative. Le attività sono state supportate anche dal sorvolo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco del reparto volo di Lamezia Terme, che ha operato una ricognizione aerea speditiva dell’entità dei danni dei centri interessati dall’evento ed ha monitorato dall’alto l’area interessata. Le principali attività svolte dai Vigili del Fuoco hanno riguardato: Ricerca e soccorso sotto macerie mediante l’impiego del modulo USAR (Urban Search And Rescue) e Cinofilo presso l’area dell’ex cementificio nel comune di Catanzaro; Spegnimento di un principio d’incendio, evacuazione e tecniche di recupero vittime con procedure Speleo Alpino Fluviali, presso l’Istituto Tecnico Statale Agrario “Vittorio Emanuele II” (Parco della Biodiversità) di Catanzaro; Recupero di beni storico-culturali presso il Museo Storico Militare Italiano (MUSMI) di Catanzaro; Intervento delle unità NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) per la ricerca e messa in sicurezza di una sorgente radioattiva di impiego industriale, con allestimento della relativa catena di decontaminazione, presso l’ex cementificio di Catanzaro; Utilizzo dei sistemi di telecomunicazioni regionali (TLC), con installazione di un ponte radio mobile, per garantire l’autonomia delle comunicazioni delle squadre dei Vigili del Fuoco, anche in caso di grandi calamità; Utilizzo di sistemi di comunicazione satellitare in aree prive di connettività terrestre, nell’ambito del corso regionale “Sistemi, strumenti e metodi innovativi per la comunicazione nei momenti di crisi e in emergenza”; Utilizzo dei sistemi di trasmissione dati e video tramite i sistemi satellitari in dotazione alla struttura operativa dei Vigili del Fuoco della Calabria e al Servizio Comunicazione in Emergenza (Co.Em.) del Corpo Nazionale, finalizzato a verificare l’efficienza dei flussi informativi in scenari critici; Approntamento dei Moduli di Supporto Logistico (MSL) per esigenze alloggiative e gestionali a supporto delle funzioni di Comando dell’Area Colpita Valutazioni finali L’esercitazione “EXE Sisma Catanzaro 2025” ha rappresentato un momento fondamentale di coordinamento interistituzionale, consentendo di verificare l’efficacia delle procedure operative e di rafforzare la cooperazione tra le diverse componenti e strutture del sistema di soccorso pubblico della Calabria con i seguenti obiettivi: Attivare e dislocare le risorse dei vigili del fuoco necessarie per l’emergenza, da altre zone d’Italia Allestire sistemi e strutture logistiche per garantire la totale autonomia operativa Aumentare l’efficacia in operazioni complesse di soccorso, con integrazione di molte componenti specialistiche terrestri ed aeree che i vigili del fuoco della Calabria sono in grado di assicurare sia nell’attività di soccorso tecnico quotidiano che nelle grandi emergenze (moduli urban search and rescue, cinofili, piloti di droni, squadre per la realizzazione di opere provvisionali, saf, nbcr…) È stata inoltre evidenziata l’efficacia e la pronta risposta del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che per l’occasione ha mobilitato oltre 200 unità vigili del fuoco provenienti da tutti i Comandi della regione, garantendo tempestività, professionalità e capacità operativa in scenari complessi ed emergenziali. Il Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco Calabria Ing. Maurizio Lucia ringrazia l’amministrazione Provinciale e Comunale di Catanzaro, il comune di Tiriolo e tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento.
In esecuzione di apposita delega della Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro ha dato esecuzione a un decreto che ha disposto il sequestro conservativo, su beni immobili, mobili e crediti per complessivi € 9.179.086,29, nei confronti di 11 presunti responsabili, principalmente appartenenti all’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. Gli approfondimenti svolti dalle Fiamme gialle di Catanzaro relativi, tra l’altro, alla gestione illecita delle procedure delle liste d’attesa presso il reparto di Oculistica del citato nosocomio, hanno consentito di rilevare svariate condotte foriere di danno per l’Erario, attinenti a un complesso di comportamenti antigiuridici – consistenti, tra gli altri, nell’indebita percezione dell’indennità di esclusività e di emolumenti stipendiali non dovuti, nel mancato riversamento di proventi da lavoro autonomo illegittimamente esercitato, nella “privatizzazione” del servizio pubblico e nell’appropriazione di beni pubblici per fini privati – commessi dal personale medico e infermieristico nonché dalla segretaria di uno studio medico privato. Sulla base di questi elementi, il Presidente della Sezione giurisdizionale per la Calabria della Corte dei conti, su richiesta della Procura regionale, ha emesso un decreto che dispone il sequestro conservativo per un importo di € 9.179.086,29. Le prossime fasi del procedimento definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i presunti responsabili del danno.
Nella mattinata odierna, in Calabria e Sicilia, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini, nei confronti di 11 persone (2 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati di esecuzione di scavi illeciti, deturpamento di siti archeologici, furto e ricettazione di beni archeologici a seguito di scavi clandestini, eseguiti presso importanti giacimenti archeologici calabresi, nonchè ricettazione di beni culturali, associazione circostanziata dalla riconosciuta aggravante di cui all’art. 416 bis.1 Cp, in i suddetti delitti venivano commessi dai sodali anche allo scopo di agevolare la cosca di Ndrangheta denominata “Arena”, che in tal modo consolidava altresì il controllo del territorio in Isola di Capo Rizzuto (Kr) e nei territori limitrofi, oltre a beneficiare dei proventi delle attività delittuose. Contestualmente sono state eseguite 12 perquisizioni locali. L’operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Catania e Messina nonché con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia. Oltre 80 i carabinieri impiegati, che hanno operato nei territori delle regioni Calabria e Sicilia. La misura cautelare è stata emessa a conclusione dell’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Tpc di Cosenza, avviata nell’ottobre 2022 e conclusa nell’ottobre 2024, che ha preso il via da una serie di accertamenti di iniziativa da parte dei militari dello speciale reparto dell’Arma, a seguito dei quali veniva riscontrata la presenza di numerosi scavi clandestini condotti all’interno di vari siti archeologici. Le successive investigazioni hanno consentito di accertare condotte illecite collegate al traffico di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini operati all’interno dei parchi archeologici nazionali di Scolacium [Roccelletta di Borgia (Cz)], dell’antica Kaulon [Monasterace (Rc)] e di Capo Colonna (Crotone) nonché in altre aree private del territorio della provincia di Crotone. Si è accertato, in particolare, che le suddette aree sono state oggetto, per tutta la durata dell’indagine, di sistematici saccheggiamenti posti in essere da una squadra di “tombaroli” che, con un’organizzata ed articolata spartizione di competenze, ha alimentato il mercato clandestino di materiale archeologico. Nel corso dell’attività è stata constatata l’esistenza Nella mattinata odierna, in Calabria e Sicilia, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini, nei confronti di 11 persone (2 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati di esecuzione di scavi illeciti, deturpamento di siti archeologici, furto e ricettazione di beni archeologici a seguito di scavi clandestini, eseguiti presso importanti giacimenti archeologici calabresi, nonchè ricettazione di beni culturali, associazione circostanziata dalla riconosciuta aggravante di cui all’art. 416 bis.1 Cp, in i suddetti delitti venivano commessi dai sodali anche allo scopo di agevolare la cosca di Ndrangheta denominata “Arena”, che in tal modo consolidava altresì il controllo del territorio in Isola di Capo Rizzuto (Kr) e nei territori limitrofi, oltre a beneficiare dei proventi delle attività delittuose. Contestualmente sono state eseguite 12 perquisizioni locali. L’operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Catania e Messina nonché con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia. Oltre 80 i carabinieri impiegati, che hanno operato nei territori delle regioni Calabria e Sicilia. La misura cautelare è stata emessa a conclusione dell’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Tpc di Cosenza, avviata nell’ottobre 2022 e conclusa nell’ottobre 2024, che ha preso il via da una serie di accertamenti di iniziativa da parte dei militari dello speciale reparto dell’Arma, a seguito dei quali veniva riscontrata la presenza di numerosi scavi clandestini condotti all’interno di vari siti archeologici. Le successive investigazioni hanno consentito di accertare condotte illecite collegate al traffico di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini operati all’interno dei parchi archeologici nazionali di Scolacium [Roccelletta di Borgia (Cz)], dell’antica Kaulon [Monasterace (Rc)] e di Capo Colonna (Crotone) nonché in altre aree private del territorio della provincia di Crotone. Si è accertato, in particolare, che le suddette aree sono state oggetto, per tutta la durata dell’indagine, di sistematici saccheggiamenti posti in essere da una squadra di “tombaroli” che, con un’organizzata ed articolata spartizione di competenze, ha alimentato il mercato clandestino di materiale archeologico. Nel corso dell’attività è stata constatata l’esistenza di una complessa organizzazione (tombaroli – intermediari – ricettatori) ben radicata in alcuni territori della provincia di Crotone. Le fasi delle attività illecite sono state acclarate e documentate dettagliatamente attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, riprese video e sequestri, in corso d’opera. L’agire del gruppo criminale si pertanto è palesato nella utilizzazione di modalità tipiche delle associazioni ben strutturate, composta com’è da soggetti spregiudicati ed avvezzi ad operare nel settore. I vertici dell’organizzazione hanno diretto e controllato l’attività dei sodali, pianificato le singole spedizioni ed individuato i luoghi di interesse, grazie alle specifiche competenze in materia “acquisite sul campo”. Inoltre, sono state predisposte modalità operative tali da scongiurare, o quanto meno contenere, il rischio di controlli da parte delle forze dell’ordine, anche attraverso l’utilizzo di canali di comunicazione di difficile intercettazione. Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro I sodali, inoltre, si sono mostrati tutti consapevoli di dover limitare al minimo le conversazioni telefoniche o ridurle in brevi dialoghi dove ogni riferimento a materiali archeologici veniva mascherato con termini convenzionali (come ad es. “finocchi”, “caccia”, “cornici”, “caffè”, “asparagi” o “motosega”, termine, quest’ultimo, con il quale veniva abitualmente indicato il detector cerca metalli). Al vertice del gruppo criminale si collocano, nella veste di promotori, due soggetti entrambi residenti in provincia di Crotone, cultori di archeologia e conoscitori dei luoghi in cui reperire materiale archeologico da introdurre illecitamente sul mercato clandestino. Costoro sono stati costantemente impegnati nell’attività di ricerca clandestina di reperti e, stabilmente tra loro, collegati nel circuito di commercializzazione degli stessi. Nello specifico, hanno organizzato e diretto il gruppo criminale, programmando la realizzazione dei singoli delitti e partecipandovi direttamente. Le complessive risultanze investigative hanno evidenziato come una parallela forma di criminalità (anche organizzata in forma basilare) possa esistere ed operare nel territorio ove la cosca esercita il proprio predominio, con il placet implicito della “locale” e laddove i relativi profitti illeciti siano inevitabilmente destinati ad alimentare, direttamente o indirettamente, anche la cosca ‘ndranghetistica di riferimento e la sua capacità di permeare il territorio in cui opera. Nel corso dell’indagine è emersa altresì l’ “originalità” dei reati fine (furto e ricettazione di reperti archeologici) rispetto al contesto mafioso tradizionale. Si tratta, in effetti, di un’attività particolarmente proficua e favorita, nel territorio di riferimento, dalla presenza di vari siti archeologici, a volte anche poco esplorati da scavi archeologici formalmente autorizzati dagli organi statali a ciò deputati; situazione che ovviamente ha favorito l’interesse della criminalità organizzata. Ricorre, in quest’ottica, la necessità dell’organizzazione ‘ndranghetistica di rivolgersi all’“esterno”, reclutando anche appassionati e conoscitori del settore, al fine di poter operare in un contesto specialistico che, sebbene fonte di lauti guadagni, le sarebbe diversamente precluso. Sono stati individuati, nel quadro probatorio raccolto, tutti gli elementi dell’aggravante mafiosa, in quanto le condotte contestate sono state immediatamente funzionali agli interessi dell’associazione, acuite dalla circostanza della infungibilità della prestazione fornita dai soggetti indagati. Grazie all’opera dei principali sodali l’organizzazione ‘ndranghetistica degli “Arena” è stata posta nelle condizioni di ottenere risorse, veicolate da competenze specifiche, e conseguenti utilità in un settore in cui, non possedendo le necessarie cognizioni specialistiche, non avrebbe saputo operare in maniera efficace. Come accennato in precedenza, con l’attività odierna, sono state eseguite – in provincia di Crotone – 9 ordinanze di custodia cautelare (di cui 2 in carcere, nei confronti di coloro che sono considerati al vertice dell’organizzazione, e 7 agli arresti domiciliari), oltre a 10 perquisizioni locali, e – nelle province di Catania e Messina – sono state eseguite 2 misure custodiali agli arresti domiciliari e 2 perquisizioni locali. Le attività di indagine sono state condotte anche con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone e con l’ausilio della Direzione Regionale Musei Calabria, che hanno fornito un fattivo contributo secondo le specifiche competenze. L’operazione portata a termine costituisce un importante segnale di risposta dello Stato al radicato fenomeno criminale del traffico illecito di reperti archeologici, appartenenti al patrimonio culturale nazionale, in Italia e all’estero, in un territorio come quello della Calabria, particolarmente ricco di vestigia del passato, che è oggetto di un incessante ed intenso fenomeno di razzia di tale tipologia di beni che va ad alimentare il relativo mercato clandestino. Il procedimento versa tuttora nella fase delle indagini preliminari, con la conseguenza che per tutti gli indagati vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza, sino a quando non siano attinti da sentenza di condanna irrevocabile.