Amaroni, “Suoni della Memoria”: quando il ricordo diventa atto di coscienza collettiva

In occasione della Giornata della Memoria, ad Amaroni, nella sala consiliare del municipio, si è svolto l’evento “Suoni della Memoria”, lezione-concerto a cura del soprano catanzarese Giorgia Teodoro, accompagnata dal maestro Giovanni Mazzuca al pianoforte, dal maestro Giuseppe Arnaboldi al violino, da Antonio Teodoro alle letture. L’iniziativa, a cura dell’assessorato comunale alla cultura, è stata voluta non solo per commemorare le vittime dell’Olocausto, ma per rinnovare anche l’impegno condiviso per la giustizia, la legalità e la dignità umana. Giorgia Teodoro ha guidato il pubblico in una ricostruzione attenta e documentata del periodo, con al centro la musica, strumento di propaganda e di controllo del regime, mezzo di sopravvivenza spirituale per i prigionieri, nel quale trovare conforto e custodire la speranza della salvezza. L’ouverture è stata una composizione gioiosa e brillante, metafora del crudele progetto attuato dai nazisti nei campi di concentramento, dove la musica e il canto scandivano l’orribile giornata dei prigionieri e non solo. La musica che segna il tempo del male, che accompagna l’inganno dei deportati all’arrivo sulle banchine ferroviarie; la musica che diventa opportunità per alleviare le sofferenze, le brutalità; la musica per la sopravvivenza, con la nascita delle orchestre nei lager, dove i prigionieri sono costretti a intrattenere i loro aguzzini, “raffinati” appassionati di musica classica, in un luogo fisico che non è un teatro mitteleuropeo ma un campo di sterminio. L’evento si è articolato in una lezione concerto in cui la ricostruzione storica si è alternata all’esecuzione di brani profondamente emotivi, che rendono universale la sofferenza umana dei popoli e delle etnie massacrate: Schindler’s List di John Williams, Canone Inverso di Ennio Morricone, Gam gam di Elie Botbol, Youkali di Kurt Weill, Erhebung di Arnold Schönberg, Ninna nanna di Gideon Klein. Straordinaria, intima ed evocativa la performance del soprano Giorgia Teodoro, di Giovanni Mazzuca al pianoforte e di Giuseppe Arnaboldi al violino; un’alchimia artistica che ha lasciato gli spettatori senza fiato, arricchita dai passi tratti da Se questo è un uomo, di Primo Levi, e Il diario di Anna Frank affidati ad Antonio Teodoro. Un viaggio musicale e letterario, che si è concluso con La Vita è bella, che porta avanti il Ricordo di quanti hanno messo a repentaglio la loro vita per salvarne tante altre, che inneggia all’amore per il prossimo e alla fiducia nel futuro. Un evento che ha richiamato ad un impegno condiviso e quotidiano, affinché ogni nostra azione sia guidata dal senso di giustizia, dal rispetto della dignità umana, dall’affermazione dei principi morali, per il trionfo del bene.
Carmela Commodaro
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