Prosegue la VII edizione della rassegna letteraria e teatrale “Alla Corte dei Borgia” con un appuntamento dedicato alla memoria, ai diritti umani e alla riflessione civile. L’Associazione Culturale Castellense, con il patrocinio del Comune di Squillace, presenta il docufilm “Cutro, 94 And More.” del regista Angelo Resta. La proiezione si terrà domenica 2 agosto, alle ore 21, nella Castello di Squillace. Il contributo d’ingresso è di 3 euro. All’incontro saranno presenti il regista Angelo Resta, il giornalista Bruno Palermo e il presidente dell’Anpi di Catanzaro Mario Vallone, che accompagneranno il pubblico in un momento di approfondimento e confronto sui temi affrontati dal documentario. “Cutro, 94 And More.” restituisce voce, volto e memoria alla tragedia del naufragio avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, in cui persero la vita 94 persone. Il titolo richiama ciò che va oltre il numero delle vittime: le storie rimaste senza voce, le vite spezzate e le domande che ancora attendono una risposta. Attraverso un racconto intenso e coinvolgente, Angelo Resta intreccia le testimonianze dei sopravvissuti, il dolore dei familiari delle vittime, il coraggio dei soccorritori e il senso di responsabilità delle comunità che hanno scelto di accogliere. Ne emerge un’opera che invita a non distogliere lo sguardo da una delle più gravi tragedie del Mediterraneo, trasformando la memoria in un autentico atto di coscienza civile. L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale di “Alla Corte dei Borgia”, confermando la volontà della rassegna di affiancare agli eventi letterari e teatrali momenti di riflessione su temi di forte attualità e valore sociale. Un ringraziamento speciale è rivolto agli sponsor che hanno sostenuto l’evento: Crema e Pistacchio, Carello Panificio e Dress by Casa Scic di Squillace. Carmela Commodaro
Nell’ambito dei controlli intensificati durante la stagione estiva per la tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Catanzaro hanno sequestrato 521 chilogrammi di alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione all’interno di un supermercato di grandi dimensioni ubicato nel Soveratese. L’ispezione è stata eseguita con il supporto del personale del Servizio Veterinario Area B e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Alimenti alterati nel banco frigorifero Nel corso degli accertamenti, i militari hanno riscontrato che un banco frigorifero non funzionava correttamente. Al suo interno erano conservati circa 405 chilogrammi di alimenti confezionati di origine animale, tra cui carne, pesce, prodotti lattiero-caseari e derivati, che presentavano evidenti alterazioni delle caratteristiche igienico-sanitarie, con presenza di condensa e muffe riconducibili all’inadeguata conservazione. Tutti i prodotti sono stati immediatamente sottoposti a sequestro.
Gravi carenze nella macelleria Ulteriori irregolarità sono emerse nel reparto macelleria, dove gli operatori hanno rilevato gravi carenze igieniche all’interno della cella frigorifera. In particolare, erano presenti un contenitore di rifiuti indifferenziati pieno e un secondo contenitore destinato agli scarti di lavorazione, entrambi collocati a diretto contatto con carni sfuse. A tutela della salute pubblica sono stati sequestrati altri 116 chilogrammi circa di carne, portando il quantitativo complessivo dei prodotti sequestrati a 521 chilogrammi.
Denuncia e sospensione del reparto Al termine dell’attività ispettiva, il titolare del supermercato è stato deferito all’Autorità giudiziaria con l’accusa di aver detenuto alimenti destinati alla vendita in cattivo stato di conservazione. Alla luce delle gravi carenze igienico-strutturali riscontrate nel reparto macelleria, l’Autorità sanitaria competente ha inoltre disposto la sospensione dell’attività del reparto fino al ripristino delle condizioni previste dalla normativa vigente.
Musica, memoria e nuove tecnologie: dal dialogo tra Massimiliano Capalbo e Francesco Pungitore alle testimonianze degli ospiti, fino alla canzone generata dal vivo con l’IA e al momento conviviale conclusivo
La creatività non nasce mai nel vuoto. Prima ancora di diventare parola, musica, immagine o racconto, è un movimento interiore: un modo attraverso il quale l’essere umano riorganizza ciò che ha vissuto, immaginato, perduto o desiderato. Gli strumenti possono cambiare, diventare più potenti e persino sorprendentemente autonomi nelle loro risposte, ma all’origine rimane sempre una domanda umana. È forse proprio questa la frontiera più interessante aperta dall’intelligenza artificiale: non stabilire se la macchina possa sostituire l’artista, ma comprendere in che modo le nuove tecnologie stiano modificando le possibilità dell’immaginazione. È stato questo il filo conduttore della serata “L’evoluzione della creatività umana. Tra radici, linguaggi e intelligenza artificiale”, svoltasi al Giardino Epicureo di Montauro. Un appuntamento costruito non come una conferenza tradizionale, ma come una conversazione nel verde, nella quale filosofia, musica, narrazione, memoria e sperimentazione tecnologica si sono incontrate in un autentico simposio contemporaneo. A guidare il confronto è stato Massimiliano Capalbo, che ha intervistato il professore Francesco Pungitore, accompagnando il pubblico dentro le trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale. Il dialogo ha permesso di affrontare il tema con un linguaggio accessibile, evitando tanto gli entusiasmi acritici quanto le paure apocalittiche che spesso condizionano il dibattito pubblico. Pungitore ha spiegato concretamente che cosa sia l’intelligenza artificiale generativa, come funzionino i modelli capaci di produrre testi, immagini, musica e altri contenuti e quale supporto possano offrire nei processi creativi. Il suo intervento si è concentrato sulle potenzialità di questi sistemi, ma anche sui loro limiti: l’IA non possiede un’esperienza del mondo, non vive emozioni e non attribuisce autonomamente un senso a ciò che produce. Può elaborare, combinare e trasformare una grande quantità di dati, ma la direzione, l’intenzione e la responsabilità restano umane. La tecnologia, dunque, non è stata presentata come una sorgente indipendente di creatività, bensì come un nuovo strumento di mediazione. Uno strumento capace di ampliare le possibilità espressive, purché dietro il suo utilizzo vi siano consapevolezza, competenza e una visione riconoscibile. Di particolare intensità è stato l’intervento della giornalista e scrittrice Vittoria Camobreco, che ha raccontato il lavoro di ricerca bibliografica e documentale condotto anche attraverso il supporto dell’intelligenza artificiale. Un percorso che le ha consentito di collegare fonti, ricostruire passaggi complessi e riportare alla luce una vicenda familiare destinata a diventare il cuore di un suo libro di prossima pubblicazione. La sua testimonianza ha mostrato come l’IA possa diventare uno strumento al servizio della memoria, senza sostituire la sensibilità di chi indaga e racconta.
Camobreco ha emozionato il pubblico rievocando figure appartenenti a un mondo ormai lontano, storie di emigrazione, distacchi e sacrifici, ma soprattutto le vicende delle donne della sua famiglia, capaci di lottare contro le condizioni imposte dal proprio tempo per riscattare se stesse e costruire nuove possibilità per le generazioni successive. La tecnologia, in questo caso, non ha cancellato il passato: ha contribuito a renderne nuovamente leggibili le tracce. Il rapporto tra radici e innovazione è proseguito attraverso la musica. Il musicista Giovanni Donato e la cantante Francesca Donato hanno parlato della scintilla creativa dalla quale nasce un brano, di quel momento iniziale ancora fragile e indefinito in cui una melodia comincia a prendere forma. Alle parole si sono alternate le esecuzioni dal vivo, in un viaggio capace di richiamare melodie antiche e sonorità moderne, dimostrando come la tradizione non sia qualcosa di immobile, ma una materia viva che ogni generazione interpreta nuovamente. Il cantautore Antonio Traversa ha condotto il pubblico dentro il laboratorio concreto della produzione musicale contemporanea. Attraverso l’ascolto di differenti esempi di musica realizzata con l’intelligenza artificiale, ha illustrato le varie fasi del processo creativo, soffermandosi sulla complessità del lavoro necessario per trasformare una prima generazione automatica in un brano professionale, editabile e pubblicabile. Traversa ha evidenziato come sia l’idea a determinare il valore di un progetto, non lo strumento utilizzato per realizzarlo. L’intelligenza artificiale può tuttavia offrire una particolare potenza immaginativa: permette di ascoltare una possibile forma di qualcosa che ancora non esiste, anticipando arrangiamenti, atmosfere e combinazioni sonore che potranno successivamente essere sviluppati in studio attraverso il contributo di musicisti, tecnici e professionisti. Non una sostituzione delle persone, quindi, ma una fase nuova della progettazione creativa. Su un versante complementare si è collocato l’intervento del musicista Francesco Denaro, che ha richiamato l’attenzione sui limiti della tecnologia. Attraverso un esempio fatto ascoltare al pubblico, Denaro ha mostrato come un sistema generativo, in assenza di indicazioni iniziali precise e di un progetto ben definito, possa allontanarsi rapidamente dall’intenzione originaria. Il risultato dipende dalla qualità della richiesta, ma anche dalla capacità dell’autore di riconoscere gli errori, selezionare, correggere e intervenire. Il cosiddetto prompt, in questa prospettiva, non è una formula magica, ma la traduzione di un pensiero. Se manca una visione iniziale, la potenza dello strumento rischia di diventare dispersione. Anche davanti alla macchina, dunque, creare significa innanzitutto sapere quale direzione si vuole percorrere. Particolarmente suggestiva è stata la riflessione proposta dal dottore Giovanni De Giorgio, che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di archetipo musicale. Esistono suoni, ritmi e successioni melodiche capaci di raggiungere l’ascoltatore prima ancora che intervenga una comprensione razionale. È una comunicazione immediata, profonda, che sembra precedere la mediazione del concetto e toccare strutture emotive condivise. È anche in questa capacità di attraversare il tempo e di parlare direttamente alla sensibilità delle persone che, secondo De Giorgio, può essere individuata la differenza tra un prodotto costruito unicamente secondo logiche commerciali e una musica capace di ottenere un successo autentico, entrando nella memoria collettiva. La serata è stata arricchita dagli interventi del numeroso pubblico presente, che ha partecipato con domande, osservazioni e testimonianze. Non una platea passiva, ma una comunità temporanea di ascolto e confronto, coerente con lo spirito di un luogo nel quale il pensiero è chiamato a diventare esperienza condivisa. A conclusione del confronto, Francesco Pungitore ha realizzato sul momento una canzone attraverso l’intelligenza artificiale, utilizzando proprio i temi, le parole e le suggestioni emerse durante la serata. Una dimostrazione concreta delle possibilità dello strumento, ma anche della necessità di un’intenzione umana capace di orientarlo e attribuire significato al risultato. L’incontro si è poi trasformato in un momento conviviale, tra amicizia, allegria e condivisione. Un finale che si potrebbe definire pienamente “epicureo”, non nel senso superficiale spesso attribuito al termine, ma in quello più autentico della filosofia del Giardino: il piacere semplice dello stare insieme, della conversazione e della presenza degli altri. La musica di Giovanni e Francesca Donato e di Francesco Denaro ha accompagnato l’ultima parte della serata, alla quale si sono aggiunte le esibizioni musicali e poetiche in vernacolo di Giovanni De Giorgio, accolte dagli applausi dei presenti. Nel Giardino Epicureo di Montauro, per una sera, la filosofia è così diventata amicizia, il pensiero si è fatto condivisione e la tecnologia ha rinunciato al ruolo di protagonista assoluta per tornare a essere ciò che dovrebbe essere: uno strumento nelle mani dell’essere umano. Perché le macchine possono generare infinite possibilità. Ma sono ancora le persone a scegliere quali meritino di diventare parte di una storia.
Grande successo per la 4 serata della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival a Soverato, che ha visto protagonista il celebre attore pugliese Lino Banfi e l’intitolazione di una via di Soverato alla memoria del regista Ettore Scola. Lino Banfi, ha incantato e fatto ridere la platea con le sue battute e, stimolato dal giornalista Antonio Capellupo, ha ripercorso oltre 65 anni di carriera e più di 130 film. Ha ricordato come già a 7 anni, durante i bombardamenti in Puglia, lo chiamavano per far ridere i bambini, spaventati per le sirene e le bombe. E, poi, alcuni tratti più iconici della sua carriera, da Oronzio Canà, de “L’allenatore nel pallone” fino a Nonno Libero in “Un medico in famiglia”. Infine, il grande Lino Banfi ha anticipato un suo progetto futuro e, stimolato dal Direttore Artistico del MGFF, Gianvito Casadonte, ha raccontato di aver voluto incontrare Kevin Spacey per proporgli una sceneggiatura. “Per ora sta tutta nella mia testa e la gireremo in Calabria”, ha detto nella sua maniera ironica. Per l’attore pugliese che, ha festeggiato di recente il traguardo dei 90 anni, è arrivata, poi, la sorpresa della torta sul palco e la consegna della prestigiosa Colonna d’Oro, consegnata dal Questore Giuseppe Linares, dalla famiglia Spadafora e dall’Assessore Gianluca Gallo. E’ seguita, quindi, la proiezione del documentario “Lino d’Italia – Storia di un italieno” introdotta dal regista Marco Spagnoli, un viaggio intimo tra il personaggio pubblico Lino Banfi e l’uomo Pasquale Zagaria. Successivamente, sul palco è stata annunciata l’intitolazione di una strada di Soverato al regista Ettore Scola, un tributo destinato a lasciare un segno permanente nella memoria della città e del cinema italiano. Ad annunciarlo il Patron del Festival Gianvito Casadonte, assieme al Sindaco di Soverato Daniele Vacca ed al Vicesindaco Emanuele Amoruso, i quali con emozione, hanno comunicato l’intitolazione di una strada di Soverato al maestro Ettore Scola, presidente onorario della manifestazione e figura centrale nella storia del festival. L’annuncio è stato dato alla presenza delle istituzioni cittadine e del pubblico che ha affollato l’Arena del Lungomare e rappresenta un segno concreto del legame tra Soverato ed Ettore Scola, un riconoscimento al contributo artistico e umano del grande regista, che ha accompagnato la crescita del Magna Graecia Film Festival fin dalle sue origini, contribuendo a consolidarne il prestigio nazionale e internazionale. Nell’ambito della serata, un momento emozionante è stato quello dedicato al ricordo di Scola, attraverso un omaggio teatrale e musicale realizzato dall’associazione culturale Antroposcene, con la partecipazione dei nipoti Giacomo e Tommaso Lazotti. Un tributo che ha ripercorso la straordinaria eredità culturale del regista nel decennale della sua scomparsa. Rosanna Paravati
Il Magna Graecia Film Festival ha celebrato la giovane attrice calabrese Mariana Lancellotti,originaria di Davoli, con un importante riconoscimento per il suo talento emergente nel cinema italiano. In tanti ad applaudirla, dalla mamma Mara, ai familiari , concittadini e ai tantissimi presenti. La premiazione, avvenuta nell’ambito della prestigiosa manifestazione dedicata alle opere prime e seconde del cinema nazionale e internazionale, rappresenta un traguardo significativo per l’attrice, protagonista di un percorso artistico in crescita, distinguendosi negli ultimi anni per professionalità, sensibilità interpretativa e versatilità. Come nel film “Seduci & Scappa, il film trasmesso Su RAI 1 lo scorso 2 gennaio, in cui Mariana attrice protagonista ha recitato accanto a Francesco Arca e Nino Frassica. Una commedia romantica girata interamente in Calabria, a Fiumefreddo Bruzio set principale, a Plataci, Corigliano Rossano, Diamante e Amantea, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission. Visibilmente emozionata, Mariana Lancellotti ha ringraziato il festival per il riconoscimento ricevuto, dedicando il premio alla sua terra d’origine, la Calabria, e a quanti hanno creduto nel suo talento. “Ricevere questo premio nella mia regione è un’emozione speciale – ha dichiarato – è uno stimolo a continuare a lavorare con passione e determinazione”.Per Mariana Lancellotti, un orgoglio per la sua famiglia e per i suoi concittadini e per i calabresi tutti, questo riconoscimento rappresenta un ulteriore passo avanti nella sua carriera che lascia intravedere prospettive sempre più interessanti, con l’auspicio che il suo talento possa continuare a trovare spazio nelle produzioni cinematografiche e televisive dei prossimi anni. Il Magna Graecia Film Festival, conferma così la propria missione di sostenere le promesse del cinema italiano, valorizzando giovani artisti e offrendo loro una vetrina di prestigio e un’importante occasione di crescita professionale. Mariana Lancellotti, sin da bambina scopre la passione per la recitazione, frequenta laboratori e compagnie teatrali, si diploma al Liceo Scientifico di Soverato e dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Motorie, si trasferisce a Roma per studiare recitazione .La sua formazione professionale la vede partecipe in diversi film cinematografici, fiction e commedie teatrali, la sua carriera da attrice inizia nel 2009 in una commedia teatrale del calabrese Pino Michienzi, e da lì è sempre un’ascesa. Nel 2021 il regista calabrese Maurizio Paparazzo, la vuole nel suo cortometraggio “Rughe”, dove riceve il premio per la migliore attrice. Mariana ha lavorato anche con altri personaggi noti come Lino Banfi, Orietta Brti, Little Tony e Massimo Ranieri. Rosanna Paravati
Un appuntamento da non perdere nel cuore dell ‘estate calabrese.Il 14 Agosto 2026 alle ore 18.30 l’ Accademia delle Belle Arti “AGHIA SOROS” in Santa Caterina dello Ionio, aprirà le sue porte per un importante momento di riflessione e confronto collettivo. Ospite d’eccezione il dott.Nicola Gratteri,Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. A partire dal libro “Come Radici” si dialoghera’ sui temi della legalità, della libertà e sul valore delle proprie radici. Intervisterà Angelo Comito e l incontro sarà impreziosito dalle esecuzioni di fisarmonica classica del maestro Domenico Raso
La conferenza stampa ospitata nella sala consiliare del Comune di Amaroni ha segnato un passaggio decisivo per il progetto Sun Spirit, l’iniziativa nata a Fuscaldo con l’ambizione di promuovere amari, liquori, distillati e, più in generale, le eccellenze del territorio calabrese. Un format che ora si prepara a unire idealmente le due coste della regione, scegliendo Amaroni come punto di riferimento per una nuova stagione di promozione culturale, produttiva e turistica. Sun Spirit nasce con tre obiettivi chiave: fare rete tra produttori, promuovere l’export e raccontare il territorio attraverso le sue produzioni identitarie. L’idea è quella di trasformare la Calabria in un laboratorio di valorizzazione condivisa, capace di mettere in dialogo imprese, istituzioni e operatori del settore. La scelta di Amaroni come nuova tappa del percorso non è casuale: il borgo ionico si propone come luogo ideale per ospitare la futura kermesse degli amari calabresi, evento destinato a diventare un simbolo della promozione enogastronomica regionale. Al tavolo dei relatori sono intervenuti il sindaco di Amaroni Gino Ruggiero; il consigliere comunale di Fuscaldo e ideatore del progetto Sun Spirit Carmine Scrivano; il direttore marketing del progetto Andrea Napoli; Vincenzo Tomaino, di Carpe Wine; Antonio Scamarcia, consigliere comunale di Amaroni delegato a eventi e spettacoli; e il vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomele. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto di alto profilo, confermando la volontà condivisa di costruire una rete solida e duratura tra territori e produttori. Un’alleanza che punta a generare nuove opportunità di sviluppo, promozione e attrattività turistica, valorizzando i prodotti che raccontano la storia e la cultura della Calabria. Dalle parole dei relatori emerge una visione chiara, e cioè che Sun Spirit vuole essere un percorso condiviso, un movimento culturale ed economico che mette al centro la Calabria, le sue eccellenze e la capacità di fare squadra. Un format che punta a diventare un marchio riconoscibile, capace di raccontare un territorio straordinario attraverso le sue produzioni più autentiche. L’appuntamento con il pubblico è fissato per 3 e 4 agosto, quando Amaroni ospiterà l’evento inaugurale che segnerà l’avvio ufficiale delle attività Sun Spirit. Sarà l’occasione per presentare il progetto alla comunità, coinvolgere produttori e operatori del settore, e dare il via a una nuova fase di promozione territoriale che guarda al futuro con ambizione e visione. Carmela Commodaro
SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO – Si alza il sipario sul momento più atteso della stagione culturale andreolese. Venerdì 31 luglio, a partire dalle ore 21:00, la cornice suggestiva e ricca di storia del Chiostro delle Suore Riparatrici farà da sfondo alla cerimonia di premiazione della tredicesima edizione del Premio Letterario “Sant’Andrea”, promosso come di consueto dalla Pro Loco cittadina. Un appuntamento che si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione della memoria, del patrimonio linguistico locale e della passione per la scrittura. L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Calabria, dell’UNPLI Calabria, della Provincia di Catanzaro e del Comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. «Giungere alla tredicesima edizione del Premio Letterario “Sant’Andrea” è per tutta la nostra Pro Loco motivo di profondo orgoglio» – dichiara la Presidente della Pro Loco, Carmela Pisano –. «Questa manifestazione non rappresenta soltanto un concorso poetico, ma un presidio culturale fondamentale per la nostra comunità. Attraverso la valorizzazione della lingua italiana, la salvaguardia del nostro amato vernacolo andreolese e l’attenzione ai più piccoli, continuiamo a custodire le radici del territorio aprendoci all’incontro e alla bellezza. Invito calorosamente tutti i cittadini e i visitatori a partecipare a questa serata speciale, per condividere insieme un momento di grande festa e cultura.» La serata si preannuncia come un vero e proprio viaggio tra le emozioni della parola scritta: sul palco si alterneranno i momenti dedicati alla lettura e alla proclamazione delle opere vincitrici, spaziando dalla poesia in lingua italiana a quella in dialetto, fino ad arrivare al premio speciale riservato ai bambini dai 6 agli 11 anni sul tema dell’amicizia e della pace. Ad arricchire la dimensione artistica dell’evento sarà la partecipazione straordinaria del soprano Eleonora Pisano, che accompagnerà la premiazione con interventi musicali d’eccezione. A decretare i vincitori di quest’anno è stata la giuria tecnica presieduta da Manuela Alessia Pisano (storica dell’arte, docente e saggista) e composta dallo scrittore Marco Angilletti, dal docente Giorgio Garzaniti, dal filosofo e poeta Salvatore Mongiardo e dalla tecnologa del CNR e counselor Sonia Vivona. La Pro Loco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio vi aspetta venerdì 31 luglio alle ore 21:00 presso il Chiostro delle Suore Riparatrici.
Anche senza la presenza fisica di Roberto Vecchioni, impossibilitato a partecipare per motivi personali, il MGFF e Gianvito Casadonte non smettono di correre inseguendo grandi sogni e raggiungendo ogni giorno nuovi record. Le presenze aumentano per ogni appuntamento in programma, anche per quelli pomeridiani o per le proiezioni a teatro. Il Professore Cognetti continua ad approfondire importanti temi medici e scientifici conquistandosi uno spazio centrale nell’interesse del pubblico. Allo stesso modo grande attenzione sta suscitando Maria Francesca Gagliardi con il suo appassionante Magna Graecia Book. E restano proprio gli spettatori, la nota distintiva e positiva di un MGFF giovane, innovativo e, come sempre, ad ingresso libero. Ordinati nelle file di accesso, attenti ad ogni singolo evento, affettuosi ed entusiasti dalle transenne : particolare il bagno di folla riservato a Marco D’Amore e commovente la piccola invasione per regalare un’ottima ‘Nduja a Lino Banfi. Nel talk show di Rai Radio 2 tantissime presenze : Rino Barillari, da Limbadi al jet set e l’assessore regionale all’istruzione Eulalia Micheli che, citando il Presidente Occhiuto, ha ribadito che ” essere calabresi non è più un marchio, ma un timbro di qualità!” ” Sogna, ragazzo sogna Non cambiare un verso della tua canzone Non lasciare un treno fermo alla stazione Non fermarti tu “, è stato un po’ il tema della serata, con un’ottimo Gianni Canova che presenta in anteprima mondiale una meravigliosa incursione nella vita di un Maestro quale Roberto Vecchioni. Il regista emergente Alberto Palmiero, con il suo “TIENIMI presente”, conferma tutto quanto di buono è stato detto sul suo film , permettendoci di evidenziare quello che è uno dei tanti meravigliosi segreti della XXIII edizione del MGFF : la strepitosa sintesi tra la calabresita’, le eccellenze giovani ed ambiziose e l’esperienza di chi ha fatto la storia di cinema e televisione. Se poi si aggiunge un pluri premio Oscar, il mare di Soverato e l’enogastronomia calabrese … forse, con un po’ di presunzione, si può, a ragione, affermare che il Paradiso, qualora esista, forse è proprio sul red carpet del MGFF… … to be continued …
A New York la statua della Libertà, a Messina la Stele della Madonna della Lettera, a Catanzaro la Madonna del Verrino. Quest’ultima diventerà, e in parte lo è già diventato, il simbolo del capoluogo calabrese per chi arriva via mare, in quanto svetterà su un’alta colonna nel porto di Catanzaro. La statua di bronzo, magistralmente realizzata dal maestro Luigi Verrino, collocata da qualche giorno in modo provvisorio sul molo, è già diventata meta di visite e di pellegrinaggi. Per la mediazione fra lo scultore Luigi Verrino e il Comune di Catanzaro, in particolare con il sindaco prof. Nicola Fiorita e l’assessore ai lavori pubblici ing. Pasquale Squillace, sulla collocazione temporanea e poi definitiva, non secondario è stato il contributo generosamente offerto dal giornalista Luigi Stanizzi. Nel giorno della collocazione il sindaco Fiorita ha tenuto a rimarcare: “Accogliamo con grande orgoglio questo prezioso contributo che arricchisce la nostra Marina nei giorni più importanti dell’anno per la sua tradizione religiosa e marittima. Si tratta di un’installazione temporanea resa possibile grazie alla generosità del maestro Verrino, che ringrazio di cuore a nome dell’intera città di Catanzaro per la sensibilità e la perizia artistica dimostrate. L’opera troverà la sua collocazione definitiva all’interno del progetto complessivo di completamento dei lavori del porto, integrandosi perfettamente nell’assetto finale dell’infrastruttura”. La scultura di bronzo realizzata dal famoso artista Luigi Verrino, alta 2 metri e 50, ha un peso di 7 quintali, e come precisato dal sindaco verrà posta su un’alta colonna, come da progetto. La benedizione ufficiale della statua è stata officiata su desiderio dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace Mons. Claudio Maniago. Ha celebrato il vicario generale S. E. Mons. Salvino Cognetti, assistito da uno stuolo di sacerdoti, alla presenza dell’autore della scultura Luigi Verrino accompagnato da Nina Zhghenti e dall’omonima adorata nipotina giunta dalla Georgia, del presidente dell’associazione Pamuk Gabriele Ruggiu, dei rappresentanti dei pescatori e di altri fedeli. Sua Eccellenza Mons. Salvino Cognetti, con la sua consueta profondità spirituale, ha messo in rilievo la luce e la speranza che emana l’effige della Madonna del Mare di Luigi Verrino sia al pescatore, al navigante, sia al turista che viaggia sui mari e si affida a Lei. Ha poi sottolineato la duplice caratteristica dell’immensità del mare: come felice via di comunicazione, fonte di gioia e nutrimento per l’uomo; ma anche come timore per i suoi abissi inesplorati, misteriosi, dove vanno a finire i naufraghi di ieri e di oggi. A margine della cerimonia, che si è caratterizzata per la sua semplicità e, quindi, autenticità molto avvertita dai presenti, si è parlato del compianto parroco di Zagarise, Don Peppino Cognetti, famigliare dell’alto prelato, il cui ricordo è ancora vivo, affettuoso e colmo di gratitudine – come ha ricordato Luigi Verrino a Sua Eccellenza – in tutta la comunità, per le sue opere di bene messe in campo per tantissimi anni a favore dei più poveri, vedove, nullatenenti, orfani, diseredati. Luigi Verrino, quindi, ha promesso che realizzerà una statua di bronzo a ricordo perenne di don Peppino Cognetti, al quale Zagarise ha anche dedicato un libro, come riconoscimento d’amore per un sacerdote d’altri tempi, che ha saputo curare sapientemente e amorevolmente il suo gregge. Nei colloqui informali con Sua Eccellenza Mons. Salvino Cognetti, il giornalista Luigi Stanizzi ha riferito che il collezionista Luigi Verrino ha donato al Duomo di Zagarise, nel corso di una solenne cerimonia religiosa presieduta da S.E. Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, una preziosa pittura settecentesca (olio su tela) raffigurante il taumaturgo San Francesco di Paola, da affiggere nella chiesa, ma purtroppo l’opera non è stata ancora messa a disposizione della devozione dei fedeli. Il vicario dell’arcivescovo, ha spiegato che il parroco di Zagarise deve avviare la pratica con la formale richiesta di esposizione dell’antica opera pittorica che raffigura San Francesco di Paola. I cittadini sperano di poterla vedere esposta in chiesa, per pregare davanti a quell’immagine di San Francesco di Paola a cui era tanto devota Iolanda Pullano, l’amatissina madre di Luigi Verrino. Lo scultore Luigi Verrino in autunno sarà protagonista, peraltro, di un evento a carattere internazionale, a Cropani. Dal 6 al 10 Ottobre 2026, infatti, nella storica Tenuta di San Fili e nel Convento dei Padri Cappuccini “Arte in Movimento” farà parlare per la valenza dell’iniziativa. Un grande progetto finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del POC 2014/2020, Azione 6.8.3 “Sostegno e promozione turistica e culturale”, realizzato dalla Pro Loco di Cropani, con il supporto delle istituzioni locali e delle realtà imprenditoriali del territorio, che propone un’offerta artistica e culturale di elevato pregio. “Arte in Movimento” prevede: Mostra d’arte con opere selezionate e curate da un direttore artistico di caratura internazionale come Luigi Verrino. Esposizione di quadri di rilevanza internazionale fra cui opere dell’artista Mimmo Rotella, curata sempre dal prestioso maestro artista Luigi Verrino; Innovazioni tecnologiche e installazioni multisensoriali per un’esperienza immersiva; Valorizzazione del patrimonio enogastronomico di Cropani con focus sulle realtà locali e artigianali. Un evento gratuito, inclusivo e dedicato ai giovani con partecipazione attiva di studenti, famiglie e persone con disabilità. Si punta così alla valorizzazione del territorio e destagionalizzazione della proposta turistico-culturale. Momenti speciali dell’evento: Esposizione di opere di rilevanza internazionale dedicate a Mimmo Rotella; Degustazione di prodotti tipici locali offerti dalle aziende del territorio; Presenza di autorità istituzionali di tutti i settori; Intitolazione di una targa in ricordo della professoressa Concetta Basile, prima donna laureata di Cropani; Presentazione del libro dedicato a Don Raffaele Piccolo, il prete di Cuturella, a cura di Angelino Grano, e apposizione di una targa commemorativa presso la sua residenza. Il maestro Verrino sarà protagonista assoluto di questa speciale kermesse. Francesco Stanizzi