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Squillace, Carnevale 2026: eventi collaterali al chiuso

Nonostante il maltempo abbia imposto un cambio di programma forzato, lo spirito del Carnevale Squillacese 2026 resta più vivo che mai. Se la sfilata dei carri allegorici è stata ufficialmente rinviata a sabato 21 febbraio a causa delle previsioni meteo avverse, il weekend in corso promette, comunque, grandi emozioni grazie a due attesi appuntamenti al chiuso che trasformeranno viale Cassiodoro in luogo di festa. Il pomeriggio di oggi, venerdì 13 febbraio, è all’insegna dell’eleganza. I locali dell’ex scuola media ed ex liceo artistico ospitano, infatti, alla ore 18.30, la seconda tappa selettiva del concorso nazionale di bellezza “Venere d’Italia – Calabria 2026”. L’evento, che vede come patron Pietro Cortese e come agente regionale per Calabria e Basilicata Mariarosaria Barranca, culminerà con l’elezione di Miss Carnevale Squillacese 2026. Un connubio perfetto tra la tradizione goliardica carnascialesca e il fascino delle passerelle, che potrà essere seguito in tutto il mondo grazie alla diretta streaming sul canale YouTube ufficiale di “Venere d’Italia”. Gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare per vivere un pomeriggio di spettacolo e grandi emozioni. La festa proseguirà domenica 15 febbraio, a partire dalle ore 17.30, spostandosi nella palestra del medesimo edificio scolastico in viale Cassiodoro. Questa volta i protagonisti assoluti saranno i bambini, per i quali è stato organizzato l’attesissimo ballo in maschera. Sarà un pomeriggio di pura allegria tra maschere, coriandoli e musica, arricchito dalla presenza di un ospite d’eccezione: lo showman Fortunato Bellavita, pronto a coinvolgere grandi e piccini con la sua energia e il suo talento nell’intrattenimento. Nonostante lo slittamento della sfilata dei carri, l’entusiasmo resta altissimo. Gli organizzatori hanno lanciato un appello caloroso a tutta la comunità: «Preparate i costumi più belli, portate il vostro sorriso e venite a vivere insieme la magia del Carnevale». L’appuntamento con la tradizione dei carri allegorici è solo rimandato di una settimana, ma questo weekend Squillace dimostra che la voglia di far festa non si ferma davanti alla pioggia.
Carmela Commodaro

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Borgia, bonus Tari a Borgia deciso dall’amministrazione comunale

L’amministrazione comunale di Borgia punta sulla trasparenza e sul supporto concreto a cittadini e imprese. Su proposta di Virginia Amato, assessore alle Politiche finanziarie e alla Cultura, è stato ufficialmente pubblicato l’avviso per l’assegnazione del bonus comunale Tari una tantum. L’iniziativa nasce per mitigare l’impatto dell’aumento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Tale incremento, come previsto dalle disposizioni Arera e dal piano economico finanziario approvato dal Comune, è stato determinato dal nuovo appalto, dall’adeguamento del contratto di settore e dal generale rialzo dei prezzi. Il bonus prevede una riduzione della Tari tra il 10% e il 30%, calcolata in base al numero di domande ammesse e nei limiti dei fondi stanziati. «L’aumento della Tari non è una scelta discrezionale dell’ente, ma un obbligo normativo di copertura integrale dei costi», chiarisce l’assessore Amato. «Abbiamo scelto di intervenire – aggiunge – solo dopo aver definito il quadro finanziario certo per il 2025. Prima si mettono in ordine i conti, poi si interviene: questa è la serietà che dobbiamo ai cittadini». Il bonus non è per tutti, in quanto l’accesso è riservato esclusivamente ai contribuenti (utenze domestiche con specifici requisiti e non domestiche) in regola con i tributi comunali fino al 2023 o con rateizzazioni attive e rispettate. «L’equità – prosegue l’assessore – è il nostro faro. Sosteniamo chi contribuisce con senso di responsabilità alla vita della comunità». La misura fiscale si affianca agli investimenti nel tessuto sociale, come dimostrato dal successo di iniziative quali “Arte in Movimento – Borgia Summer Vibes”. Per l’amministrazione, il bilancio è uno strumento politico per rendere Borgia un modello di best practice, capace di unire rigore contabile e sostegno alle imprese. Le istanze devono essere inviate entro il 12 marzo prossimo esclusivamente tramite il modulo online disponibile sull’albo pretorio del sito istituzionale del Comune di Borgia.
Carmela Commodaro

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Vallefiorita, Postamat “a mezzo servizio”: la diffida del sindaco Megna a Poste Italiane

Un servizio essenziale che diventa un ostacolo anziché un’opportunità. Il sindaco di Vallefiorita Salvatore Megna ha inviato una nota di sollecito e diffida a Poste Italiane (Area Territoriale Sud e Filiale di Catanzaro) per denunciare i gravi disservizi che stanno colpendo la comunità locale. Al centro della protesta vi è la paradossale gestione dello sportello Postamat cittadino. Secondo quanto appreso dal primo cittadino, l’erogazione del servizio di prelievo sarebbe stata programmata per funzionare esclusivamente durante l’orario di apertura dell’ufficio, bloccando ogni operazione nel pomeriggio e nelle ore serali. Una decisione che Megna definisce inaccettabile. «Questa circostanza – scrive – causa notevoli disagi alla popolazione, soprattutto agli anziani impossibilitati a spostarsi e ai lavoratori impegnati durante la mattinata». Come se non bastasse, l’apertura stessa dell’ufficio subirebbe spesso ritardi proprio per consentire le operazioni tecniche di attivazione dello sportello, creando un effetto imbuto che esaspera gli utenti in attesa. La gravità della situazione risiede nella natura stessa del territorio. Vallefiorita è un piccolo comune montano privo di filiali bancarie o altri sportelli automatici. Per i cittadini, il Postamat rappresenta l’unico punto di accesso al contante e ai servizi finanziari di base. «I cittadini più fragili devono ricevere supporto per i bisogni essenziali e godere di servizi accessibili nel pieno rispetto delle loro difficoltà», incalza il sindaco, ricordando che la mancanza di personale sta portando anche a chiusure improvvise dell’ufficio, come avvenuto proprio oggi. Nella missiva, Megna invita e diffida formalmente Poste Italiane a ripristinare immediatamente l’operatività del Postamat oltre l’orario di sportello. L’obiettivo è garantire un servizio efficiente h24, ponendo fine a una limitazione che penalizza un’intera area interna già soggetta a rischio isolamento. Il sindaco ha, comunque, ribadito la propria disponibilità a un confronto costruttivo con l’azienda, auspicando una risoluzione rapida che restituisca dignità e servizi minimi ai cittadini di Vallefiorita.
Carmela Commodaro

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Carnevale di Squillace: la grande festa del 50° anniversario slitta a sabato 21 febbraio

Un piccolo cambio di programma per garantire a tutti il massimo del divertimento. A causa dell’incertezza meteo, la storica sfilata dei carri allegorici di Squillace è stata ufficialmente posticipata. Lo rende noto il presiddente dell’associazione folkloristica “Carnevale Squillacese” Alessandro Megna. L’attesa per il traguardo del mezzo secolo di tradizione cresce ancora di qualche giorno. La parata, inizialmente prevista per domenica 15, si terrà sabato 21 febbraio alle ore 14.30. Non cambia, invece, il percorso della gioia e dei colori. Il raduno e la partenza sono confermati da viale Cassiodoro, per poi snodarsi lungo le caratteristiche vie di Squillace Antica. Quest’anno la ricorrenza è di quelle speciali: il 50° anniversario del Carnevale squillacese. Gli organizzatori e i maestri carristi sono pronti a invadere il borgo con carri allegorici imponenti e creativi; musica e coreografie travolgenti; maschere e costumi curati nei minimi dettagli. La decisione di spostare l’evento è stata presa per assicurare che la sfilata possa svolgersi nelle migliori condizioni possibili. «Siamo pronti a regalarvi una giornata indimenticabile – spiegano gli organizzatori – e siamo certi che il sole farà finalmente da cornice alla nostra festa». L’associazione ringrazia per la comprensione e invita cittadini e turisti a non mancare a questo appuntamento storico. Il grande spettacolo del Carnevale di Squillace aspetta tutti per scrivere insieme una nuova, coloratissima pagina di storia.
Carmela Commodaro

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Invito all’unità del presidente regionale Copagri Francesco Macrì dopo l’approvazione dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria”: ora sarebbe saggio ritirare inutili ricorsi al Tar

“È stata dura ma ce l’abbiamo fatta, come avevamo previsto: solo una questione di tempo. Purtroppo di tempo perso”, esordisce così il presidente della Confederazione produttori agricoli (Copagri) della Calabria, Francesco Macrì, nel commento “a caldo” appena giunta la notizia dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che ha approvato definitivamente la richiesta di registrazione dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta) “Bergamotto di Reggio Calabria”. Il barone Macrì ricorda che “più volte si è parlato di guerra del bergamotto. Ma in realtà gli sconfitti a causa del tempo sprecato sono i bergamotticoltori, che non hanno potuto usufruire dei benefici che può apportare al valore del prodotto un marchio IGP. Molti che ci hanno osteggiato oggi – evidenzia Macrì – si sono defilati o provano a salire sul “carro dei vincitori”: non precludiamo alcuna possibilità di partecipazione a nessuno, poiché la filiera bergamotticola è di tutti e, soprattutto, di coloro che vogliono operare con trasparenza e lungimiranza. Ci piacerebbe – puntualizza con forza il presidente Copagri Calabria Francesco Macrì – che la controparte, anziché continuare a spendere soldi con inutili e ulteriori ricorsi al TAR li ritirasse in buon ordine, dimostrando non certo debolezza ma maturità e vera voglia di unità per un nuovo corso della bergamotticoltura di qualità”. Ora il tutto passa a Bruxelles per approvare definitivamente l’IGP, ma c’è la spada di Damocle dei ricorsi al Tar che, come auspica il barone Macrì, sarebbe saggio ritirare.

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Al Museo del Rock di Catanzaro Giovedì 12 Febbraio 2026 il concerto di Dylan LeBlanc spirito tormentato e resiliente dopo aver superato demoni personali, dipendenze e crisi esistenziali

Un altro grande evento firmato Piergiorgio Caruso, Giovedì 12 Febbraio 2026, alle ore 18, al Museo del Rock di Catanzaro, con il concerto di Dylan LeBlanc, cantautore dalla Louisiana, voce e chitarra, tra Neil Young e J.J. Cale. Ecco quindi, dopo il grandissimo successo del concerto in ricordo di Pino Daniele con Franco Schipani, Lino Rufo e Marco Manusso, il momento di Dylan LeBlanc, che emerge come una delle voci più autentiche, intense e carismatiche del panorama Americano, southern rock e folk contemporaneo. Cantautore, musicista e, più recentemente, produttore, LeBlanc incarna lo spirito tormentato e resiliente del profondo Sud americano, forgiando una carriera basata su un talento narrativo crudo e una vocalità capace di scavare nell’animo. Ma ecco sull’evento le parole del direttore del Museo del Rock, Piergiorgio Caruso: «Ospitare Dylan LeBlanc significa accogliere un artista che ha vissuto una parte importante della storia della musica americana contemporanea. La sua sensibilità, la sua scrittura e la sua capacità di emozionare rappresentano esattamente ciò che il nostro Museo vuole celebrare da sempre». Nato a Shreveport, Louisiana, e cresciuto tra le sponde del Mississippi e gli storici FAME Studios di Muscle Shoals, Alabama, LeBlanc ha respirato musica fin dalla culla. Suo padre, James LeBlanc, era un autore di canzoni per la leggendaria FAME, offrendo al giovane Dylan un’immersione precoce nelle sonorità soul, country e rock che avrebbero plasmato il suo sound. L’abbandono degli studi liceali a 16 anni per inseguire la musica non fu una ribellione, ma una vocazione, alimentata dagli insegnamenti della nonna e dalla scoperta di maestri cantautori come John Prine e Leonard Cohen.
Lo stile di LeBlanc è una miscela affascinante e malinconica di generi. La sua musica è un amalgama di folk introspettivo, alternative country e rock psichedelico, spesso descritto con sfumature “Southern Gothic”. La sua voce, che ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni, è oggi uno strumento potente e raffinato, capace di trasmettere vulnerabilità e una saggezza che trascende l’età anagrafica.
Le sue influenze spaziano da J.J. Cale a Neil Young, con una predilezione per arrangiamenti d’archi che ricordano Randy Newman e una profondità lirica ispirata da autori come Flannery O’Connor. Discografia: Paupers Field (2010): L’esordio sulla storica Rough Trade, che ha subito messo in luce il suo talento con la partecipazione di Emmylou Harris; Cautionary Tale (2016): Il disco della maturità, caratterizzato da ballate struggenti e arrangiamenti sofisticati che hanno conquistato il plauso internazionale; Renegade (2019): Un album che ha spinto LeBlanc verso sonorità più rock ed energiche, consolidando la sua presenza sui palchi di tutto il mondo; Coyote (2023): Il suo lavoro più recente e personale, un concept album semi-autobiografico registrato nei leggendari FAME Studios, che rappresenta la sintesi della sua evoluzione artistica e personale. Finalmente arriva a Catanzaro, grazie al dott. Piergiorgio Caruso, fondatore e direttore del Museo del Rock di Catanzaro, per il quale il mediatore interculturale e giornalista Francesco Stanizzi sta mettendo in atto una poderosa campagna di comunicazione, che sta dando frutti ben visibili. Il concerto è gratuito. A distanza di un anno dal clamoroso successo della sua unica data italiana full band, Dylan LeBlanc torna in Italia per un tour chitarra e voce, il modo migliore per conoscere nel profondo le sue canzoni che sono confessioni a cuore aperto. Attraverso la sua musica, ha affrontato e superato demoni personali, dipendenze e crisi esistenziali. La paternità e la stabilità affettiva hanno rappresentato un punto di svolta, infondendo nei suoi lavori più recenti una ritrovata speranza e una motivazione meno egoistica. Oggi, Dylan LeBlanc non è solo un cantautore, ma un narratore che ha trovato la sua voce e la sua pace, trasformando il dolore in arte e offrendo al pubblico un’esperienza musicale autentica, capace di “raggiungere e toccare” chiunque si metta in ascolto. La sua è una storia di caduta e redenzione, raccontata con la chitarra in mano e il cuore in gola.

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Droga sintetica destinata alla movida: la Polizia di Stato arresta un uomo nel Catanzarese

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato, in località Stalettì (CZ), ha tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente un uomo, residente a Simeri Crichi (CZ), che a bordo di un’auto stava trasportando oltre 1,2 kg. di sostanza stupefacente di tipo fenetilammina, potente droga sintetica che sta trovando diffusione tra i giovani durante la movida notturna. Il mezzo è stato bloccato dagli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, impegnati nell’espletamento del capillare pattugliamento del territorio. I poliziotti, a seguito di un meticoloso ed accurato controllo, hanno rinvenuto due panetti di droga, avvolti in un unico involucro in plastica trasparente e celati nel portabagagli posteriore sotto la moquette dove era custodita la ruota di scorta. All’esito dell’udienza di convalida dell’arresto, il soggetto fermato è stato sottoposto al regime della custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale di Catanzaro. Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari.

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Chiaravalle Centrale verso il declassamento demografico: “Nel 2027 sarà piccolo comune

”Radici e Ali lancia l’allarme: dati ufficiali e proiezioni certificano il crollo sotto i 5.000 abitanti e denunciano l’assenza di visione dell’amministrazione Donato

“Una traiettoria demografica chiara, documentata e ormai difficilmente reversibile”. È quella che emerge dalla nota diffusa da Radici e Ali, movimento civico e culturale di Chiaravalle Centrale che ha come riferimento politico il consigliere comunale Claudio Foti, che mette in fila numeri ufficiali e proiezioni a medio-lungo termine per descrivere un paese in progressivo svuotamento.
“Tra il 2016 e il 2024 – analizzano – Chiaravalle ha perso 578 residenti, passando da 5.660 a 5.082 abitanti, pari a un calo del −10,2% in otto anni, con una media di circa 72 persone in meno ogni anno. Il dato strutturale che più pesa è il saldo naturale costantemente negativo: a fronte di circa 33 nascite annue, si registrano 66 decessi, un rapporto di due a uno che erode la base demografica. Il saldo migratorio, pur mostrando negli ultimi anni lievi segnali di recupero, non è sufficiente a invertire la tendenza, ma solo a rallentarne marginalmente la discesa”.
Le proiezioni a dieci anni, elaborate su tre scenari (ottimistico −0,8% annuo, moderato −1,1%, pessimistico −1,5%), convergono su un punto: “La soglia dei 5.000 abitanti sarà superata al ribasso entro il 2026-2027”. Nel 2027, anno delle prossime elezioni comunali, la popolazione stimata oscilla tra 4.857 e 4.961 residenti; nel 2036 si scenderebbe tra 4.236 e 4.615. Dati che trovano riscontro nelle rilevazioni e nei bilanci demografici pubblicati da Tuttitalia.it e UrbiStat (fonti ISTAT).
Un passaggio che non è solo simbolico. Scendere sotto i 5.000 abitanti comporta “conseguenze amministrative rilevanti: riduzione dei trasferimenti statali, pressioni verso fusioni o unioni di comuni, e la perdita di fondi peraltro già azzerati per il 2025”. Dal 2027, dunque, Chiaravalle entrerà formalmente nella categoria dei “piccoli comuni”, con margini finanziari e di programmazione ulteriormente compressi.
Sul piano politico-istituzionale, la nota di Radici e Ali è netta: “Le prossime elezioni comunali si terranno nella primavera 2027 (finestra 15 aprile – 15 giugno), a seguito del riallineamento dei comuni che votarono nell’autunno 2021 durante l’emergenza Covid. In quella finestra scadrà il mandato dell’attuale sindaco, Domenico Donato”. Ed è qui che il movimento affonda il colpo: secondo Radici e Ali, “l’amministrazione non ha mai posto il tema demografico come priorità, si sarebbe chiusa al confronto, avrebbe eliminato spazi di partecipazione e mancato di impostare una progettualità strutturale capace di affrontare spopolamento, attrattività, servizi e lavoro”.
“I numeri — sottolinea la nota — non sono un’opinione né una fatalità: sono l’effetto di scelte mancate”. Per il movimento civico, il rischio non è solo la perdita di abitanti, ma “la progressiva marginalizzazione istituzionale del paese, che senza una strategia condivisa rischia di arrivare all’appuntamento del 2027 già declassato, più fragile e con meno strumenti per reagire”.
“Il conto alla rovescia – avvertono – è già iniziato. E ignorarlo, oggi, significa consegnare Chiaravalle a un futuro scritto altrove. Donato passerà alla storia come il sindaco sotto il cui mandato Chiaravalle ha perso il proprio ruolo storico di cittadina centrale nelle Preserre, scivolando sotto i 5.000 abitanti senza una visione, senza un progetto e senza aver mai aperto un vero confronto sul futuro del paese”.

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PONTE DI LONGOBUCCO: LA CORTE DEI CONTI CITA A GIUDIZIOQUATTRO SOGGETTI PER UN DANNO ERARIALE DI OLTRE 4 MILIONI EMEZZO DI EURO

La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha contestato a quattro soggetti un
presunto danno erariale derivante dal crollo del viadotto “ORTIANO II” sito nel comune di
Longobucco (CS), infrastruttura che avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema
progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento
tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese.
Le indagini, effettuate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza
di Catanzaro, hanno permesso di definire puntualmente le diverse fasi che hanno portato
alla costruzione del viadotto – facente parte del “IV lotto della Strada Statale MirtoLongobucco-Sila” costituito da sei viadotti complessivi – a partire dalla procedura di appalto
integrato espletata nel 2005 da parte dell’ente attuatore Comunità Montana “Sila
Greca/Destra Crati” sino al suo crollo, causato da un difetto di progettazione e realizzazione.
In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la
costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità,
nelle successive fasi di progettazione e realizzazione sono state costruite delle fondazioni
“dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume che attraversa il
viadotto. Tale difetto progettuale e realizzativo delle fondazioni ha provocato il crollo di una
delle campate il 3 maggio 2023, avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di
una delle pile in alveo, anche a causa del torrente in piena per le abbondanti precipitazioni.
Sulla base degli elementi sopra evidenziati, la Corte dei Conti – Procura Regionale presso
la Sezione giurisdizionale per la Calabria – ha emesso un atto di citazione per un danno
erariale di 4.789.765,79 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia, nei
confronti del Responsabile Unico della Procedura, del Direttore dei Lavori e di due
componenti della Commissione di collaudo dell’opera.
È questa la contestazione effettuata dalla Procura della Corte dei conti nella persona del
Procuratore Regionale facente funzioni Dott. Giovanni Di Pietro, avvalendosi del contributo
investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro

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Amaroni, Barbara Olivadoti nuova giudice regionale per “Il Giornale del Parrucchiere

Un nuovo prestigioso traguardo arricchisce la carriera di Barbara Olivadoti, nota hairstylist di Amaroni. Il Giornale del Parrucchiere ha ufficialmente comunicato il conferimento dell’attestato che la riconosce come giudice regionale per la Calabria. Barbara Olivadoti, titolare del rinomato salone BSide ad Amaroni, entrerà a far parte della commissione tecnica incaricata di selezionare i talenti emergenti e i professionisti più affermati del territorio. Insieme al resto della giuria e sotto la guida del presidente Gioele De Liso, l’hairstylist calabrese avrà l’importante compito di valutare e premiare i migliori parrucchieri della regione Calabria nei prossimi 10 mesi; delineare e orientare le nuove tendenze dell’hair styling a livello regionale; e rappresentare l’eccellenza tecnica e creativa che contraddistingue il settore della bellezza nel Sud Italia. Il riconoscimento premia anni di dedizione e competenza, confermando la Olivadoti come un punto di riferimento non solo per la sua comunità ad Amaroni, ma per l’intera rete professionale che fa capo a Il Giornale del Parrucchiere. La redazione e lo staff tecnico si uniscono nell’augurare a Barbara un futuro ricco di successi, certi che il suo contributo saprà elevare ulteriormente gli standard qualitativi della giuria calabrese.
Carmela Commodaro

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