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Albanese “Il nuovo regolamento europeo tutela le produzioni artigianali”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il nuovo regolamento europeo per le imprese mette in evidenza il legame tra produttività e territori, dettato da un nuovo rapporto dell’economia”. Così Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna, presso la quale si è svolta una tappa del roadshow “L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione”, iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al ruolo delle “Indicazioni Geografiche” per i prodotti artigianali e industriali. “Le imprese – aggiunge – devono avere anche uno sviluppo etico e di legame per un patto sociale. Il regolamento tutela questo e le produzioni artigianali, sulla falsa riga di ciò che si è fatto per la produzione agroalimentare, dando la possibilità di ricreare una nuova fase di sviluppo, legato ai nostri territori e a un nuovo modo di concepire l’impresa”. xi6/vbo/mca2

Tamajo “La Regione Siciliana sostiene l’innovazione delle imprese”

PALERMO (ITALPRESS) – “La Regione vuole continuare a sostenere le imprese mettendo a loro disposizione misure per innovazione e digitalizzazione, il tutto per mettere a terra bandi che hanno avuto una grande risonanza sul territorio”. Così Edy Tamajo, assessore delle Attività produttive della Regione Siciliana, nella sede della Camera di Commercio Palermo Enna, nel capoluogo siciliano, a margine della tappa del roadshow “L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione”, iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al ruolo delle “Indicazioni Geografiche” per i prodotti artigianali e industriali. “Il mondo degli artigiani riesce attraverso le tradizioni a far rievocare anche la cultura siciliana – sottolinea l’assessore Tamajo -. Noi lo accompagniamo nel percorso di innovazione che rafforza la competitività delle imprese, facendole camminare allo stesso passo di tutte le aziende nazionali e internazionali. Stiamo lavorando in tal senso con grandi risultati, la Sicilia cresce nonostante qualcuno dica altro”. xi6/vbo/mca2

Balcani, Tajani “In Ue on ci sono candidati di serie A e B”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è fortemente impegnata per sostenere il percorso verso l’Unione Europea di questi Paesi, alcuni sono pronti ad entrare come il Montenegro e l’Albania. Con il documento che abbiamo approvato riteniamo dover inviare anche un messaggio chiaro a Bruxelles, che non ci sono candidati di serie A e candidati di serie B: noi siamo a favore dell’ingresso dell’Ucraina e della Moldavia nell’Unione Europea, ma prima ci sono i Balcani”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della riunione “Amici dei Balcani”. “Non possiamo far perdere fiducia nei nostri confronti da parte di questi Paesi che non devono essere dimenticati, per noi sono una priorità e non possiamo certamente permettere che poi siano altri a guardare con attenzione ai Balcani”.

xb1/col4/azn

Lagalla “Il Comune di Palermo è vicino alle imprese”

PALERMO (ITALPRESS) – “Credo che l’amministrazione abbia dimostrato in maniera crescente di stare vicina alle imprese, anche grazie a una disponibilità di bilancio migliorata in questi anni. L’estensione della possibilità di denominazione dei prodotti provenienti da artigianato e impresa arricchisce le opportunità di tutela e valorizzazione del prodotto locale, imponendo ai vari enti di accogliere nei centri storici e nelle aree artigianali e produttive iniziative che, essendo tutelate da un marchio di fabbrica hanno il pregio e il valore dell’originalità e dell’affermazione della creatività territoriale”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della tappa del roadshow “L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione”, nella sede della Camera di Commercio Palermo Enna, nel capoluogo siciliano. L’iniziativa, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è dedicata al ruolo delle “Indicazioni Geografiche” per i prodotti artigianali e industriali. xi6/vbo/mca2

Malan “Pnrr usato in modo efficace, il Sud cresce più della media nazionale”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Pnrr è stato usato in modo molto efficace. Grazie all’azione del governo nazionale e dei nostri parlamentari europei, i fondi sono stati riallocati in modo da essere utilizzabili nel modo più utile in questa fase”. Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, a margine del seminario di ECR-FDI a Roma “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, rivendicando l’operato del governo Meloni sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Per la prima volta nella storia d’Italia il Sud cresce più della media nazionale – ha aggiunto – e il buon utilizzo del Pnrr, insieme ad altre politiche dell’esecutivo, ha consentito di trasformare una criticità in un’opportunità”.

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Ue, Fidanza “La priorità di FdI è difendere un bilancio solido per coesione”

ROMA (ITALPRESS) – “La priorità assoluta per Fratelli d’Italia è difendere un bilancio solido per la politica di coesione e anche il bilancio dell’agricoltura, che sappiamo essere un po’ sotto attacco da parte dei cosiddetti Paesi frugali”. Lo ha dichiarato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, a margine a margine del seminario di ECR-FDI a Roma “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, intervenendo sul negoziato per il prossimo bilancio dell’Unione europea. “Vogliamo difendere un bilancio solido per la coesione delle regioni del Mezzogiorno, ma di tutte le regioni italiane, comprese quelle più sviluppate che sono importanti per la competitività della nostra nazione”.

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Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news

Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news

NAPOLI (ITALPRESS) – Gli italiani ritengono che sia ancora importante essere informati e il tempo dedicato alla lettura di notizie e all’aggiornamento sugli avvenimenti nazionali e globali non è in calo, ma in molti considerano difficile poter accedere oggi ad un’informazione di qualità, mentre la diffusione della disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa. E per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, nonostante una certa consapevolezza dei benefici di questa nuova tecnologia, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo.

Questi, in estrema sintesi, sono gli spunti principali della ricerca Ipsos DoxaLe Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunità nel Panorama Informativo Italiano” che viene presentata oggi, a Lacco Ameno al Premio Ischia di giornalismo internazionale giunto alla sua 47esima edizione.

La ricerca Ipsos Doxa, condotta nel giugno 2026 su un campione di 1.500 italiani tra i 16 e i 65 anni, analizza come il pubblico italiano si stia adattando a un ecosistema mediatico in profonda trasformazione. Ecco una sintesi del rapporto.

1)L’informazione giornalistica, pur restando centrale, viene oggi distribuita in modo sempre meno diretto: a mediarla intervengono piattaforme e “gatekeeper” diversificati – testate tradizionali, istituzioni, influencer, opinionisti e utenti comuni – ciascuno dei quali contribuisce a plasmare il modo in cui le notizie vengono esperite dal pubblico.

2)Nonostante i cambiamenti nelle modalità di fruizione e la progressiva perdita di contatto tra i media legacy (TV, stampa, radio) e il pubblico – soprattutto gli under 35 – il bisogno di informarsi resta avvertito da tutti e considerato rilevante nella società odierna. Il 49% della popolazione ritiene “molto importante” informarsi (percentuale che sale al 93% includendo chi lo considera “abbastanza importante”. Tra gli under 35 la quota di chi lo giudica “molto importante”; scende al 39%, ma rimane comunque elevata (91% sommando entrambe le risposte). L’autopercezione prevalente è che il tempo dedicato all’informazione non sia in calo, nè tra la popolazione generale nè tra i più giovani: la maggioranza ritiene infatti di dedicarvi il giusto tempo (75% della popolazione, 69% degli under 35).

3)Tuttavia, una persona su due (51%) considera difficile accedere oggi a un’informazione di qualità in Italia. Le piattaforme che stanno sostituendo i media legacy non godono della stessa fiducia, mentre al contempo anche la professione giornalistica presenta un’immagine sociale appannata. La disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa: il 48% della popolazione dichiara di essere caduto vittima di fake news almeno qualche volta. Tra i giovani emerge intanto la pratica di utilizzare l’AI generativa come strumento di verifica.

4)Nonostante una certa consapevolezza dei benefici dell’intelligenza artificiale, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo: un terzo della popolazione teme soprattutto che l’AI possa essere usata per creare notizie false o manipolate, senza che il lettore se ne accorga.

5)Guardando al futuro, la spinta propulsiva sembra provenire, oltre che dai pubblici ancora legati ai media legacy, dal segmento di popolazione più aperto all’uso di strumenti di AI generativa per informarsi. Telegiornali (36%) e siti/app di news (33%) restano i mezzi considerati più importanti per i prossimi 4-5 anni, ma i chatbot AI (23%) emergono come terza opzione, con percentuali più alte tra gli under 35 (29%).

6)Infine, la ricerca evidenzia come la riconfigurazione della dieta multimediale lasci scoperti alcuni bisogni informativi importanti. Emergono infatti significativi squilibri tra l’interesse del pubblico e la quantità di informazione disponibile su temi specifici: ambiente, sostenibilità e cambiamento climatico; innovazione, tecnologia e AI; lifestyle, salute e salute mentale.

– Foto ufficio stampa Premio Ischia –
(ITALPRESS).

Sanità integrativa, nasce la Community Welfare Nest Plus

Sanità integrativa, nasce la Community Welfare Nest Plus

ROMA (ITALPRESS) – Abbandonare le narrazioni parziali per passare concretamente all’azione. E’ questo il messaggio lanciato a Roma durante l’evento “Out of the box”, promosso dalla neonata community Welfare Nest Plus.
«Come sta la sanità integrativa?» è la domanda da cui ha preso le mosse l’intervento di Damiana Mastantuono, CEO di Welfare Nest, società benefit italiana specializzata in consulenza strategica e advisory per il welfare e la sanità integrativa. La realtà aziendale, che accompagna quotidianamente fondi sanitari, mutue, società di mutuo soccorso, imprese ed enti verso un’evoluzione comune, sostenibile e innovativa, ha analizzato lo “stato di salute” del settore. Secondo la manager, infatti, «La sanità integrativa vive oggi una contraddizione tra attesa e innovazione, dentro una narrazione parziale e incompleta, costruita per stratificazioni successive più che per disegno condiviso».
Dietro questa frammentazione si nasconde in realtà una storia ricca, fatta di mondi diversi – bilateralità, mutualità, assicurazioni e provider sanitari – che cooperano da tempo in sostegno del Servizio Sanitario Nazionale. Realtà che possiedono specificità interne che oggi più che mai è importante preservare e non appiattire.
L’intervento di apertura di Mastantuono ha anche disegnato la cornice dei tre panel che si sono succeduti nel corso della giornata: le grandi sfide del settore e le proposte per il futuro; la tutela dei non lavoratori; le trasformazioni del mercato assicurativo, mutualistico e dei fondi sanitari.
Tracciando la rotta sulle grandi sfide future, la CEO ha chiarito che il settore non rifiuta una regolamentazione, ma ne contesta le modalità di attuazione calate dall’alto: «La sanità integrativa non rifiuta le regole: le auspica, perchè possono garantire uno sviluppo più chiaro del settore. Quello che temiamo è il metodo dell’imposizione dall’alto. Per questo la partecipazione non è un dettaglio, ma il cuore del nostro metodo».
Per Mastantuono è giunto il momento di trasformare la denuncia in intervento, riconoscendo alla sanità integrativa una natura multidimensionale. Il rischio da evitare è quello di una riforma che, in nome di una semplificazione solo apparente, cancelli le esperienze oggi più mature e significative. Un esempio concreto di questo cortocircuito normativo è stato individuato nell’articolo 29 del decreto-legge 19/2026: nel meritevole tentativo di promuovere la trasparenza, la norma ha finito per generare complessità e incertezze applicative che si sarebbero potute evitare.
Il dibattito si è poi allargato alla tutela dei cosiddetti “grandi esclusi”, ovvero i non lavoratori, oggi ai margini di un sistema basato principalmente sulla bilateralità aziendale. Sul tema, Mastantuono ha invocato un cambio di passo netto: «Il tema dei non lavoratori richiede sicuramente incentivi e aperture da parte della sanità bilaterale. Ma la soluzione non può essere scaricata solo sulla bilateralità: occorre ripensare il modello e le potenzialità dei fondi aperti, della mutualità e dei fondi doc». Da qui la proposta di valutare iniziative territoriali e regionali, fino a modelli obbligatori per la non autosufficienza (LTC).
L’analisi ha inoltre intercettato le profonde trasformazioni del mercato, dove assicurazioni, mutue e fondi sanitari stanno diventando veri e propri erogatori diretti della cura e non più semplici intermediari; un fenomeno ecosistemico che non va demonizzato, ma monitorato per scongiurare rischi di concentrazione.
Proprio per rispondere a queste dinamiche e offrire un reale spazio di confronto tra operatori, istituzioni e filiere, Welfare Nest ha promosso nell’alveo delle sue attività la nascita della Community di Welfare Nest Plus. Questo progetto dalla spiccata vocazione ecosistemica, a sei mesi dal suo debutto, unisce già circa 40 membri tra operatori di mercato, erogatori, fondi sanitari, casse di assistenza e società di mutuo soccorso.
«La nostra proposta vuole aggiungersi a quelle già esistenti, non per sostituirle ma per integrarle portando sul tavolo un tono di voce diverso e un nuovo metodo. Il nostro obiettivo è quello di arricchire le realtà già attive nel settore e alla base di ciò vi è l’idea di una comunità di pratica dedicata al settore della sanità integrativa, che possa unire fondi e mercato per costruire una narrazione comune.» – Damiana Mastantuono, CEO Welfare Nest
Nel corso della serata è stato presentato il nuovo “Magazine di Sanità Integrativa”, una rivista semestrale pensata per raccontare le eccellenze del settore attraverso un linguaggio visivo fresco e testimonianze dirette. Lo strumento, rivolto anche a un pubblico esterno al settore, nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro tra tutti i soggetti in campo per crescere insieme.
Mastantuono ha chiuso il suo intervento invitando a un cambio di passo nella narrazione della Sanità integrativa, per il quale è essenziale che stampa e settore collaborino trovando un linguaggio comune orientato al cittadino. L’ambizione è quella di uscire dalla narrazione sensazionalistica che ha caratterizzato gli ultimi anni per valorizzare la crescita di un settore che da ora in avanti intende evolvere, proprio come dice il motto dell’evento stesso, “out of the box”.
-foto ufficio stampa Welfare Nest –
(ITALPRESS).