Med-Or Day, Cavo Dragone “Nato si rafforza, Mediterraneo crocevia strategico”
ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della NATO, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa e il ruolo del Mediterraneo sono stati al centro del Med-Or Day 2026, che si è svolto a Roma. L’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche nel Mediterraneo allargato. “La Nato continua a produrre risultati: gli investimenti crescono e le capacità militari si potenziano. La partecipazione dei partner del Golfo rappresenta un segnale molto forte. Quello che noi vogliamo è che l’Ucraina abbia una struttura tale che non venga invasa dalla Russia. Hanno resistito in maniera straordinaria all’aggressione russa, innovandosi rapidamente e trasformando l’esperienza operativa in nuove capacità, rafforzando la coesione dell’alleanza”, l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Nella sua veste di più alto rappresentante militare dell’Alleanza, ha offerto una lettura delle trasformazioni in corso e delle priorità strategiche per i Paesi alleati.
“Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la NATO?” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026. Il confronto ha riguardato la sicurezza del Fianco Sud dell’Alleanza, le crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il coordinamento tra la difesa europea e il legame transatlantico. “Il Rapporto Transatlantico si sta evolvendo e la capacità delle democrazie di rafforzarsi dopo le crisi è la lezione più importante che abbiamo imparato in 80 anni di Nato. Il Mediterraneo è un crocevia strategico che collega Europa e Asia e in questo spazio convergono le principali sfide alla sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, terrorismo e immigrazione incontrollata”, ha aggiunto Cavo Dragone, che si è soffermato sull’importanza degli investimenti: “Ogni euro destinato alla difesa è investito in un futuro di pace e sicurezza per i nostri figli e nipoti. Nel mondo la spesa media per sicurezza e difesa è intorno al 5%, non stiamo esagerando ma stiamo recuperando il passo con il mondo in cui viviamo”. La presenza dell’ammiraglio ha confermato il legame tra il Med-Or Day e i temi della sicurezza internazionale. Cavo Dragone aveva già partecipato alla prima edizione dell’evento nel 2021, quando ricopriva l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
“Trascorriamo una vita a proteggere ciò che abbiamo più caro, investendo tempo ed energie, ma dimentichiamo troppo spesso una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere separata da quella degli altri. Questa è la più importante lezione strategica che la Nato ha insegnato alle nostre democrazie”, la chiosa di Cavo Dragone sulla sicurezza internazionale.
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CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il personale sanitario regionale è fondamentale. La delibera che abbiamo discusso oggi in Giunta è una delibera inequivocabile rispetto alla volontà di questa maggioranza di rafforzare la sanità pubblica. Stiamo parlando di un concorso per 1.500 figure, 500 medici specializzati e 1.000 infernieri”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. “È importante perché andremo a ricoprire quelle specializzazioni di cui la nostra sanità è carente”.
ROMA (ITALPRESS) – “In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Chiediamo la grazia per lui! Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo ingiusta questa condanna”. Lo dice, in un video su Instagram, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in merito alla vicenda del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori che avevano assalito il suo negozio nel 2021.
ROMA (ITALPRESS) – Comprare insalata già lavata, macedonia pronta o minestrone confezionato non è necessariamente più costoso. Anzi, considerando tutte le spese legate all’acquisto e alla preparazione, può arrivare a far risparmiare fino al 55%. È quanto emerge da un’analisi di AstraRicerche presentata da Unione Italiana Food, che ha confrontato il costo reale dei prodotti di IV e V gamma con quello di frutta e verdura acquistate fresche e preparate in casa. Lo studio non si è fermato al prezzo indicato sullo scaffale, ma ha considerato anche il tempo necessario per fare la spesa, la preparazione degli alimenti, la resa effettiva delle materie prime e i consumi energetici. Un approccio che modifica il confronto: in molti casi, infatti, i prodotti già pronti risultano economicamente più convenienti. Tra gli esempi più significativi, la zuppa pronta consente un risparmio del 55%, la rucola del 51% e il minestrone del 42%. Più contenuto, ma comunque presente, il vantaggio per macedonia e insalata confezionata, mentre per l’ananas il costo è sostanzialmente equivalente, con il beneficio aggiuntivo della praticità e della riduzione degli sprechi alimentari. Secondo i promotori della ricerca, il prezzo d’acquisto rappresenta solo una parte del valore complessivo di questi prodotti. La scelta tra fresco e confezionato deve tenere conto di tempo, costi, sprechi e anche delle conseguenze ambientali legate ai diversi modelli di consumo. Va infatti considerato l’impatto ambientale. I prodotti pronti all’uso, infatti, richiedono spesso imballaggi monouso che possono tradursi in una maggiore produzione di rifiuti, soprattutto plastica. Il vantaggio economico e la comodità devono quindi essere valutati insieme alla sostenibilità del consumo, privilegiando – quando possibile – confezioni riciclabili, materiali a minor impatto e una corretta gestione degli imballaggi.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Oggi è successo qualcosa di clamoroso. La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro tutti e 27 gli Stati membri per la direttiva sulle case green che impone ai proprietari di casa lavori di ristrutturazione edilizi e un efficientamento energetico fino a 35.000 euro per abitazione e richiede investimenti per 150 miliardi di euro all’anno senza che Bruxelles abbia mai spiegato dove trovare queste risorse. Questo non è un fallimento degli Stati, è il fallimento di una direttiva ideologica e irrealistica”. Lo dice l’europarlamentare del Ppe Letizia Moratti.
ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente: