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Squillace Lido, sicurezza e prevenzione: completata la pulizia di fossi e canaloni per prevenire gli allagamenti

Il Comune di Squillace sta profondendo il massimo impegno per la messa in sicurezza del territorio in vista dell’inizio della stagione delle piogge. È stata completata un’importante operazione di pulizia e bonifica straordinaria di tutti i canaloni e fossi della zona marina, con l’obiettivo di garantire il corretto deflusso delle acque meteoriche e ridurre al minimo i rischi di dissesto e allagamento. Secondo quanto reso noto dal sindaco Enzo Zofrea, gli interventi si sono concentrati sulla rimozione di vegetazione incolta, sterpaglie, terra e detriti accumulati nel tempo, eliminando le criticità presenti lungo i canali di scolo situati a ridosso delle strade più esposte. Il quartiere marino di Squillace ha vissuto spesso situazioni di forte disagio legate a temporali e precipitazioni abbondanti. Negli anni scorsi, le piogge intense hanno evidenziato una grave difficoltà nel deflusso delle acque superficiali, causando l’allagamento delle arterie stradali, disagi alla popolazione e interruzioni ai servizi di pubblica utilità. Il tema della sicurezza idraulica è da tempo al centro dell’attenzione della comunità locale, poiché due anni fa proprio i residenti di Squillace Lido avevano promosso un comitato e una raccolta firme per richiedere interventi urgenti. Tra le principali preoccupazioni spiccava la necessità di completare il grande canale di scolo che attraversa il centro abitato, snodandosi tra condomini, un asilo, un parco pubblico, un villaggio turistico, la Strada Statale 106 e la linea ferroviaria. L’amministrazione comunale prosegue così nell’azione programmatica di prevenzione e salvaguardia del territorio. «Il maltempo non possiamo evitarlo – afferma il sindaco Enzo Zofrea – ma possiamo farci trovare pronti e ridurre i rischi. Un lavoro concreto, fatto sul territorio e per il territorio, perché prevenire oggi significa proteggere domani». Il primo cittadino ha sottolineato come la manutenzione preventiva rappresenti un tassello fondamentale per la tutela dei cittadini e della viabilità locale, garantendo una maggiore tranquillità all’intera comunità di Squillace di fronte alle incognite del meteo autunnale.
Carmela Commodaro

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Ghribi “L’Africa è un continente di opportunità, l’Europa deve fare di più”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’Italia è la prima porta europea per l’Africa” e “il presidente del Consiglio è stato un genio a creare il piano Mattei, un progetto da portare avanti insieme alle aziende italiane, ma anche europee, per creare un partenariato con l’Africa”, che è “un continente di opportunità. Se lo lasciamo ai cinesi, ai russi, ai turchi, noi non abbiamo più spazio. Ecco perché l’Europa deve fare di più, l’Italia si è stata si è svegliata prima e ha fatto sì che l’Europa la seguisse”. Così Kamel Ghribi, fondatore e presidente ECAM Council, presidente di GKSD Investment Holding e vicepresidente del Gruppo San Donato, a margine dell’ECAM Council a New York. “Dobbiamo svegliarci, dobbiamo far sì che l’Europa corra”, conclude.

xo9/col4/gsl (Riprese video e intervista a cura di Stefano Vaccara)

Milano, Capitanio “L’area MIND un ecosistema dell’innovazione”

MILANO (ITALPRESS) – Da area espositiva a distretto dell’innovazione. È il bilancio a 11 anni dall’Expo 2015 tracciato da Mauro Capitanio, amministratore delegato di Principia, la società a maggioranza pubblica (soci principali MEF, Regione Lombardia e Comune di Milano) che dà le linee guida per lo sviluppo di Mind, il Milano Innovation District. Capitanio ne parla in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“I soci pubblici sono stati lungimiranti – spiega Capitanio – e hanno deciso di trasformare l’area che ospitò l’Expo, un milione di metri quadri tra Milano e Rho, in una vera città, un ecosistema dell’innovazione”.

sat/gsl

Ue, Mattarella “L’ordine multilaterale è argine al predominio della forza”

Ue, Mattarella “L’ordine multilaterale è argine al predominio della forza”

ROMA (ITALPRESS) – “Santità, desidero ringraziarLa sentitamente per il messaggio che ha voluto inviarmi alla partenza della missione apostolica in Francia e all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). La nazione che si appresta a visitare, nella sua storia millenaria, ha apportato all’Europa e al mondo un contributo essenziale per l’affermazione dei diritti e delle libertà individuali, insieme a quegli ideali universali che sono a fondamento delle nostre democrazie”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione del suo viaggio in Francia. “Il motto stesso del Suo viaggio, ‘Affinchè il mondo abbia la vità, incoraggia all’unità e alla coesione, suscita un impegno positivo indirizzato alla ricerca del bene comune e al servizio della persona umana. Ne è un esempio fulgido, ispirato ai valori cristiani, Robert Schuman, che la Santità Vostra ricorderà a Metz. La sua generazione, fu in grado di superare le tragedie della guerra e gli interessi di parte, dando avvio al grande progetto di un’Europa unita, riconciliata e giusta”. “Ancora oggi, il processo d’integrazione alimenta e sostiene l’ordine multilaterale basato sulle regole, argine irrinunciabile al predominio indiscriminato della forza, mentre si fa ogni giorno più pressante l’esigenza di un’equa condivisione delle risorse sul pianeta, di un loro impiego etico, salvaguardando l’equilibrio tra le genti e le generazioni”, prosegue Mattarella. “Certo che il Suo messaggio in favore della dignità di ogni essere umano e della collaborazione tra i popoli sarà accolto come segno di speranza in un futuro di maggiore concordia, Le rinnovo, Santità, le espressioni della mia profonda considerazione”, conclude il presidente.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

Sgominate due bande dedite allo spaccio a Nuoro, 7 arresti

Sgominate due bande dedite allo spaccio a Nuoro, 7 arresti

NUORO (ITALPRESS) – Operazione della Polizia di Stato nei territori di Gavoi, Ollolai e Lula in provincia di Nuoro. Gli agenti hanno dato esecuzione a 7 misure cautelari restrittive tra carcere e domiciliari e 2 obblighi di dimora con prescrizioni emesse dal Gip del Tribunale di Nuoro. I provvedimenti fanno seguito all’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Nuoro e dal Commissariato di Gavoi, coordinata dalla Procura di Nuoro, che ha permesso di individuare due gruppi malavitosi, cooperanti tra loro, di cui uno dedito alla coltivazione e alla cessione di importanti quantitativi di marijuana, attivo principalmente a Gavoi e Ollolai. L’altro, invece, con epicentro a Lula, era specializzato nel traffico di cocaina e nello spaccio al dettaglio nella provincia di Nuoro. L’indagine, durata circa 8 mesi, è stata accompagnata da una dettagliata documentazione di immagini aeree riguardanti la piantagione, ma anche sulla cessione di singole partite di stupefacente di cui si è avuto traccia anche attraverso le immagini estrapolate dai cellulari sequestrati ai singoli indagati. La cooperazione tra i due gruppi, ha permesso di identificare gli altri appartenenti dediti invece al traffico di cocaina, ceduta quotidianamente non solo nei comuni di origine degli stessi ma, soprattutto, nei comuni costieri della baronia, dove è stata accertata anche la cessione di droghe sintetiche. Sulla base di tutti i riscontri acquisiti, il Gip di Nuoro, ha emesso le misure cautelari nei confronti di 9 persone, 7 arrestate e due obblighi di dimora. Sequestrati oltre 1 kg di cocaina, più di 3 kg di marijuana e minori quantità di hashish e droghe sintetiche del tipo Mdma e ecstasy, oltre alla somma di 5000 euro in contanti e munizionamento illegalmente detenuto. A uno dei destinatari della misura cautelare in carcere sono stati contestati anche il reato di detenzione illegale di arma da fuoco e la grave crudeltà nell’uccisione di animali: l’uomo ha infatti ucciso un cane dimorante nel suo ovile, che aveva appena partorito una cucciolata. Le fasi dell’uccisione sono state immortalate dall’esecutore in un video conservato nel suo cellulare.

– Foto: Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

Trovato con 20 kg di cocaina e 100 mila euro, arrestato nell’hinterland romano

Trovato con 20 kg di cocaina e 100 mila euro, arrestato nell’hinterland romano

ROMA (ITALPRESS) – Un uomo è stato arrestato in flagranza dai
Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno sequestrato
circa 20 chilogrammi di cocaina e 100.290 euro in contanti.
L’operazione è scattata a Tivoli, dove una pattuglia delle Fiamme
Gialle ha controllato un’autovettura con a bordo un cittadino
italiano. Il particolare nervosismo dell’uomo e gli esiti delle
prime verifiche hanno indotto i militari ad approfondire il
controllo, fino a scoprire nel cruscotto dell’auto un doppiofondo, accessibile attraverso un sistema magnetico, con 6 panetti di cocaina. La successiva perquisizione in un appartamento nella disponibilità dell’uomo ha permesso di trovare, in un locale sottotetto, altri 13 panetti di cocaina, 18 grammi di hashish, un bilancino di precisione e due buste con numerose mazzette di banconote da 50 e 20 euro, per oltre 100 mila euro complessivi. Su disposizione della Procura di Tivoli, l’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Regina Coeli. Secondo gli investigatori, la droga sequestrata avrebbe potuto fruttare oltre 4,5 milioni di euro nelle piazze di spaccio della Città metropolitana di Roma.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

Trovato con 20 chili di cocaina e 100mila euro, arrestato nell’hinterland romano

ROMA (ITALPRESS) – Un uomo è stato arrestato in flagranza dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno sequestrato circa 20 chilogrammi di cocaina e 100.290 euro in contanti. L’operazione è scattata a Tivoli, dove una pattuglia delle Fiamme Gialle ha controllato un’autovettura con a bordo un cittadino italiano. Il particolare nervosismo dell’uomo e gli esiti delle prime verifiche hanno indotto i militari ad approfondire il controllo, fino a scoprire nel cruscotto dell’auto un doppiofondo, accessibile attraverso un sistema magnetico, con 6 panetti di cocaina. La successiva perquisizione in un appartamento nella disponibilità dell’uomo ha permesso di trovare, in un locale sottotetto, altri 13 panetti di cocaina, 18 grammi di hashish, un bilancino di precisione e due buste con numerose mazzette di banconote da 50 e 20 euro, per oltre 100 mila euro complessivi. Su disposizione della Procura di Tivoli, l’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Regina Coeli. Secondo gli investigatori, la droga sequestrata avrebbe potuto fruttare oltre 4,5 milioni di euro nelle piazze di spaccio della Città metropolitana di Roma.

pc/mca3 (fonte video: Guardia di Finanza)

Squillace, un riconoscimento che va oltre la professione: l’omaggio del Prefetto De Rosa al valore umano e civico di Nino Caccia

Il 31 maggio 2026 ha segnato una tappa fondamentale nella carriera e nella vita del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, giunto al traguardo della pensione. Prima di congedarsi dal suo incarico istituzionale e iniziare un nuovo capitolo, il Prefetto ha voluto compiere un gesto di profonda sensibilità etica e sociale, quello di rivolgere un personale ringraziamento ad alcuni cittadini e lavoratori che si sono particolarmente distinti nell’esercizio delle proprie mansioni. Tra le storie che emergono con maggiore forza spicca quella di un cittadino squillacese, Giovanni Gaetano Caccia, da tutti conosciuto come Nino. Nato nel 1956, Caccia ha prestato servizio con dedizione impeccabile presso l’Inps fino al 2017. La sua vita e il suo percorso professionale hanno subito una svolta complessa nel 2002, quando gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Nonostante l’avanzare di una grave patologia invalidante, Nino Caccia non si è tirato indietro, continuando a svolgere i suoi compiti con una determinazione incrollabile. A coronamento di questo straordinario percorso, la pergamena consegnatagli dal Prefetto De Rosa, datata 28 maggio 2026, riporta parole di altissima stima e gratitudine: «Carissimo Signor Giovanni, desidero esprimerLe a nome della Prefettura di Catanzaro e mio personale, un sincero e sentito plauso per l’esempio di straordinaria dedizione al servizio, senso del dovere e profonda responsabilità civile che ha testimoniato nel corso della Sua attività lavorativa presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. La Sua vicenda professionale rappresenta una concreta espressione dei più alti valori del pubblico impiego. Nonostante le gravi difficoltà derivanti dalla malattia che l’ha colpita e il progressivo aggravarsi delle Sue condizioni fisiche, ha continuato a svolgere il proprio lavoro con encomiabile determinazione, affrontando sacrifici personali significativi pur di garantire il Suo contributo all’Amministrazione e alla collettività. La forza d’animo, la resilienza e il profondo attaccamento alle istituzioni dimostrati nel perseverare quotidianamente nell’adempimento dei Suoi compiti costituiscono un fulgido esempio di elevato valore umano, etico e professionale. Il Suo comportamento ha dato concreta testimonianza di come il lavoro possa essere vissuto non soltanto come dovere, ma come autentica missione al servizio del bene comune. Per tali motivi, desidero rivolgerLe il più vivo apprezzamento per la dignità, il coraggio e l’alto senso civico che hanno contraddistinto il Suo percorso professionale, rendendolo meritevole della stima e della riconoscenza delle istituzioni e della comunità». Il gesto del Prefetto De Rosa assume un significato che supera di gran lunga la semplice formalità burocratica. Ricevere un encomio da parte della massima autorità di governo sul territorio rappresenta per il lavoratore e per la sua famiglia un momento di altissimo valore risarcitorio dal punto di vista morale e umano. In una società spesso incline a valutare le persone esclusivamente in base al rendimento o alla produttività economica, il riconoscimento ufficiale dell’istituzione accende i riflettori su aspetti ben più profondi, cioè la dignità del lavoro, la resilienza di fronte alla sofferenza e il rispetto per la persona. Per un lavoratore colpito da una grave patologia, il quotidiano recarsi al posto di lavoro cessa di essere una routine e diventa un vero e proprio atto di coraggio e di resistenza contro la malattia. Che uno Stato, attraverso il suo Prefetto, sappia fermarsi a dire “grazie” a un cittadino per i sacrifici compiuti al servizio della collettività restituisce al pubblico impiego la sua anima più nobile. Questo encomio dimostra come il lavoro, vissuto come missione e con profondo senso civico, sia in grado di abbattere le barriere della disabilità, trasformando una sofferenza personale in un patrimonio di valore etico a beneficio dell’intera comunità. La storia di Nino Caccia rimane così un modello di dignità e coraggio, consegnato alla memoria collettiva con la stima e la riconoscenza che solo un grande esempio umano merita.
Carmela Commodaro

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Dall’università alle strade del paese, don Roberto Corapi: “Educhiamo alla vita, non alla dipendenza dallo schermo”

SPEGNI IL TELEFONO, ACCENDI LA VITA”

L’appello di don Roberto Corapi a famiglie e giovani: “Torniamo a guardarci negli occhi”
Non è una battaglia contro la tecnologia, ma una chiamata alla libertà, alle relazioni vere e alla responsabilità educativa.

“Spegni il telefono, accendi la vita”. È questo il messaggio che don Roberto Corapi affida a giovani, famiglie, genitori ed educatori, partendo da una realtà che incontra ogni giorno non soltanto in parrocchia, ma soprattutto fuori dalle mura della chiesa: nelle università, per le strade del paese, nei luoghi di aggregazione e negli incontri quotidiani con le nuove generazioni.
Un sacerdote che sceglie di stare in mezzo alla gente e che, proprio ascoltando i giovani, avverte una domanda sempre più urgente: quanto spazio stiamo lasciando alla vita reale in un’esistenza sempre più occupata dagli schermi?
Il telefonino è ormai una presenza costante. È uno strumento utile per comunicare, studiare, lavorare e informarsi. Ma quando arriva troppo presto nelle mani di un bambino e viene utilizzato senza limiti e senza accompagnamento educativo, può diventare qualcosa di più di un semplice strumento.
“Non voglio demonizzare la tecnologia – sottolinea don Roberto Corapi –. Il problema non è il telefonino in sé. Il problema nasce quando perdiamo la capacità di usarlo con libertà e quando lo schermo comincia a rubare tempo, attenzione e relazioni.”
La preoccupazione riguarda soprattutto i più piccoli. Bambini che imparano presto a scorrere uno schermo, ma che hanno bisogno soprattutto di imparare a parlare, giocare, ascoltare, confrontarsi e stare insieme.
E riguarda anche gli adolescenti e gli universitari, che don Roberto incontra quotidianamente nel suo impegno pastorale.
“All’università incontro giovani pieni di sogni, intelligenza e desiderio di futuro. Ma vedo anche quanto sia difficile, a volte, stare senza una connessione, senza una notifica, senza uno schermo. E allora dobbiamo tornare a educare alla presenza.”
Una parola che diventa centrale: presenza.
Essere presenti a tavola.
Essere presenti davanti a un figlio.
Essere presenti davanti a un amico.
Essere presenti davanti a chi soffre.
Essere presenti davanti a Dio.
Perché, ricorda il sacerdote, “nessuna notifica può sostituire un abbraccio e nessun social può sostituire una relazione vera”.

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