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Sequestrati a Palermo 17 kg di droga nascosta in frigo, due arresti

Sequestrati a Palermo 17 kg di droga nascosta in frigo, due arresti

PALERMO (ITALPRESS) – Un imponente carico di sostanze stupefacenti, pronto verosimilmente per essere immesso nelle piazze di spaccio della città, è stato intercettato dai Carabinieri della Stazione San Filippo Neri nel quartiere Zen 2.
L’operazione ha permesso di smascherare un’attività di detenzione all’interno di un’abitazione privata. Nel mirino dei militari è finita una coppia di palermitani un 53enne e la moglie 40enne.
I Carabinieri, insospettiti da i movimenti anomali nei pressi dell’abitazione, sono riusciti ad accedere all’interno dell’immobile situato in via Rocky Marciano per procedere a una perquisizione domiciliare d’iniziativa. Il fiuto investigativo e la minuziosa perlustrazione degli ambienti hanno dato subito i frutti sperati; ben occultato all’interno della casa è stato rinvenuto un vero e proprio deposito della droga.
I militari hanno sequestrato 16 involucri termosaldati contenenti cocaina, ricavati da un’unica grossa “pietra” e un panetto della medesima sostanza, per un peso complessivo di oltre 2 chilogrammi che, erano stati nascosti all’interno di una coperta e 155 panetti di hashish, per un peso complessivo che supera i 15 chilogrammi rinvenuti in una busta all’interno di un frigorifero.
L’ingente quantitativo di stupefacente è stato sottoposto a sequestro penale e trasmesso al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, dove i tecnici procederanno alle analisi qualitative e quantitative per stabilire il principio attivo.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha convalidato gli arresti nei confronti di entrambi i coniugi, disponendo solo per il marito la misura cautelare degli arresti domiciliari.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

Marzabotto, Mattarella “La memoria resta monito e richiama alla responsabilità”

Marzabotto, Mattarella “La memoria resta monito e richiama alla responsabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Marzabotto e le terre attorno a Monte Sole furono inghiottiti dal più profondo abisso di disumanità.
Ottantadue anni sono trascorsi dallo sterminio che le SS naziste, spalleggiate dai fascisti, compirono ai danni della popolazione inerme, senza pietà neppure per i bambini, le donne, gli anziani, i sacerdoti. La forza dei sopravvissuti e lo scorrere delle generazioni sono stati capaci di riaprire i sentieri della vita, ma la memoria di quella spaventosa voragine resta un monito e continua a richiamare alla responsabilità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nell’anniversario della strage di Marzabotto. “Le dinamiche della guerra da sole non bastano a definirne l’orrore. E’ necessario scavare alle radici della volontà di dominio, dei miti razzisti, della strategia di annientamento di intere popolazioni. Fu questo impasto a scatenare la ferocia bestiale quando le sorti del conflitto cominciarono a volgere al peggio per gli occupanti e i loro complici”, ricorda. “L’Italia repubblicana e democratica, l’Europa che ha saputo porre fine alle guerre fratricide, gli ordinamenti di libertà e il nostro modello sociale hanno le loro fondamenta sul sacrificio di chi si trovò a pagare il prezzo più alto e ingiusto”, continua il presidente. “Non dimenticheremo mai e non perdere la memoria è dovere più che mai imprescindibile ora che la guerra è ricomparsa anche nel nostro continente e nuove volontà di potenza alimentano mire neoimperiali. Ciò che è accaduto può ripetersi. Le guerre stanno nuovamente travolgendo regole e argini posti a contrastarle, facendo regredire intelligenze e ogni senso di umanità. La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà, la giustizia”, prosegue. “Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza”, conclude il presidente.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

Carburanti, Q8 Italia fissa un tetto massimo ai prezzi per un mese da ottobre

Carburanti, Q8 Italia fissa un tetto massimo ai prezzi per un mese da ottobre

ROMA (ITALPRESS) – Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”. E’ quanto si legge in una nota. “Il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda”. Q8 Italia “supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”, si legge ancora. “Una decisione coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’Azienda anche negli ultimi mesi, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività. In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”. La premier Giorgia Meloni ha ringraziato “il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

Maxi sequestro allo Zen 2 di Palermo, arrestati marito e moglie

PALERMO (ITALPRESS) – PALERMO (ITALPRESS) – Un imponente carico di sostanze stupefacenti, pronto verosimilmente per essere immesso nelle piazze di spaccio della città, è stato intercettato dai Carabinieri della Stazione San Filippo Neri nel quartiere Zen 2.
L’operazione ha permesso di smascherare un’attività di detenzione all’interno di un’abitazione privata. Nel mirino dei militari è finita una coppia di palermitani un 53enne e la moglie 40enne. I militari hanno sequestrato 16 involucri termosaldati contenenti cocaina, ricavati da un’unica grossa “pietra” e un panetto della medesima sostanza, per un peso complessivo di oltre 2 chilogrammi che, erano stati nascosti all’interno di una coperta e 155 panetti di hashish, per un peso complessivo che supera i 15 chilogrammi rinvenuti in una busta all’interno di un frigorifero.

pc/gtr

Vallefiorita celebra il suo “oro verde”: appuntamento il 4 ottobre con la Festa dell’Olio nella Villa Comunale

Il Comune di Vallefiorita, da tempo integrato nella prestigiosa Associazione Nazionale delle Città dell’Olio, si appresta a celebrare uno dei prodotti più rappresentativi del proprio patrimonio. Questo importante sodalizio raccoglie i territori che vantano una comprovata tradizione olivicola legata a profondi valori ambientali, storici e culturali, oltre al riconoscimento di una Denominazione di Origine. L’associazione si dedica con passione alla divulgazione della cultura dell’olivo e dell’olio di alta qualità, prodigandosi nella tutela e promozione del paesaggio e della storia dell’olivicoltura. Garantisce anche la massima tutela per il consumatore valorizzando le denominazioni e realizzando eventi e strategie di comunicazione e marketing volti a far conoscere il ricchissimo patrimonio olivicolo italiano. È proprio in questo spirito di valorizzazione e convivialità che il Comune di Vallefiorita, con la preziosa collaborazione della Pro Loco locale, invita tutti i cittadini e gli appassionati alla Festa dell’Olio, in programma domenica 4 ottobre alle ore 18.30 nella Villa Comunale. La serata si prefigge come un intenso viaggio tra i sapori, le tradizioni e le eccellenze del territorio, offrendo un’opportunità irripetibile per scoprire e degustare l’olio extravergine d’oliva locale. A guidare i presenti lungo questo percorso sensoriale sarà l’agronomo Thomas Vatrano, che illustrerà le caratteristiche organolettiche, i profumi e i piccoli segreti che rendono unico questo prezioso “oro verde”. L’esperienza del gusto continuerà ad arricchirsi grazie alle deliziose preparazioni gastronomiche curate dallo chef “T’Appatumi”, che saprà coniugare sapientemente tradizione e maestria culinaria. Infine, per completare il clima di festa e condivisione, la serata si accenderà con le travolgenti sonorità della “Taranta Sound”, pronta a far ballare e divertire tutti i partecipanti con la travolgente energia della musica popolare. Sarà un’occasione speciale all’insegna del buon cibo, della musica e del piacere di stare insieme celebrando la cultura e la storia della propria terra.
Carmela Commodaro

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Corruzione e caporalato nei cantieri AV Napoli-Bari, 20 misure cautelari

Corruzione e caporalato nei cantieri AV Napoli-Bari, 20 misure cautelari

NAPOLI (ITALPRESS) – Una vasta operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 20 persone gravemente indiziate di corruzione, sfruttamento del lavoro, emissione di fatture false e favoreggiamento. L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, ha riguardato le opere infrastrutturali per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, nello specifico le tratte in fase di realizzazione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. All’esito degli interrogatori preventivi, il GIP ha disposto 10 custodie cautelari agli arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 2 obblighi di dimora con obbligo di presentazione e sospensione totale da un pubblico servizio per un anno, e 3 sospensioni interdittive da un pubblico servizio per un anno. I reati contestati a vario titolo comprendono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento. Le investigazioni hanno svelato un sistema corruttivo tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio impegnati nella gestione delle commesse, dall’assegnazione dei lavori alla contabilizzazione, dai controlli ai pagamenti, fino alla gestione dei materiali di scavo, dei rifiuti e della fornitura di calcestruzzo. In cambio dei favori nell’ottenimento degli appalti, sarebbero state versate mazzette in contanti – anche nascoste all’interno di confezioni e box natalizi -, affiancate da orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze. Per creare la disponibilità di denaro contante destinata alle tangenti sarebbe stato utilizzato un meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un ulteriore filone investigativo riguarda il grave sfruttamento di lavoratori extracomunitari di origine egiziana impiegati nei cantieri. Dalle indagini sono emerse condizioni di lavoro degradanti con turni protratti fino a 20 ore, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali, mancato rispetto dei riposi, alloggi precari e violazioni delle norme sulla sicurezza e sui permessi di soggiorno. Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione. (ITALPRESS).

Foto: Guardia di Finanza

Smantellata a Roma rete di spaccio verso quartieri Salario e Parioli, un arresto

ROMA (ITALPRESS) – Una vera e propria rete di spaccio organizzata è stata ricostruita dai Falchi della Polizia di Stato di Roma, che hanno arrestato un 39enne romano, gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’indagine ha portato al sequestro di oltre mezzo chilo tra cocaina e hashish e di circa 2.000 euro in contanti. Gli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile hanno fermato l’uomo nel quadrante Salario-Parioli mentre era a bordo di uno scooter. Con sé aveva tre dosi di cocaina, due pezzi di hashish e oltre 400 euro. Il ritrovamento di un mazzo di chiavi e alcune dichiarazioni ritenute poco credibili hanno indirizzato le verifiche verso due appartamenti. In un’abitazione ai Monti Tiburtini sono stati trovati circa 1.400 euro e un foglio con annotazioni numeriche. Nel quartiere Nuovo Salario, invece, in un appartamento intestato a un familiare, sono stati sequestrati otto panetti di hashish, circa 250 grammi di cocaina, altre dosi pronte per la vendita e materiale per taglio, pesatura e confezionamento. Secondo gli investigatori, il sistema prevedeva lo stoccaggio della droga al Nuovo Salario, la custodia del denaro ai Monti Tiburtini e le consegne tra Salario e Parioli. L’uomo è stato portato a Regina Coeli. L’arresto è stato convalidato e disposta la custodia cautelare in carcere.

col4/mca1

(Fonte video: Polizia di Stato)

Badolato, quarant’anni di solitudine e desertificazione: il grido inascoltato del borgo

Il prossimo 7 ottobre ricorre un anniversario dal valore fortemente simbolico. Sono trascorsi esattamente quarant’anni dal primissimo allarme lanciato al mondo da Badolato, in Calabria. Un grido di dolore rivolto all’Italia e all’Europa sul gravissimo fenomeno dello spopolamento dei borghi, delle zone rurali e di quelle periferiche, sacrificati sull’altare di un concentramento umano ed economico in poche zone metropolitane ed industriali, dove l’invivibilità ha finito per generare problemi persino più gravi ed opposti. Correva l’anno 1986 quando il giornalista Domenico Lanciano lanciò la celebre provocazione sulle colonne del quotidiano nazionale “Il Tempo”, suscitando un clamore senza precedenti con lo slogan “Badolato, paese in vendita”. Quella ribellione, quasi istituzionale perché avallata dall’allora amministrazione comunale, portò il piccolo centro calabrese sulle cronache internazionali. A distanza di quattro decenni, tuttavia, ci si trova a fare i conti con quarant’anni di palliativi statali ed europei che non hanno minimamente fermato l’emorragia sociale. Centinaia di migliaia di giovani, in larga parte laureati, continuano a scappare all’estero per poter sopravvivere o affermarsi, riproponendo quell’emigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta che si riteneva ormai superata. Oggi questo fenomeno impoverisce non solo i borghi e le periferie italiane ed estere, ma persino le grandi città, dove l’alto costo della vita permette la sopravvivenza solo a chi è già ricco. Per la prima volta nella storia dell’umanità assistiamo a un cambio profondo nel concetto stesso di città, rimasto pressoché immutato per millenni. La desertificazione territoriale, dunque, è un cane che si morde la coda e stravolge l’intera umanità; le metropoli scoppiano e i paesi muoiono, rendendo improcrastinabile un reale riequilibrio territoriale. Questa dinamica si intreccia con l’immane fenomeno dell’immigrazione di massa dai Paesi poveri o travagliati da perenni conflitti, determinata dalla costante predazione delle risorse da parte delle nazioni più ricche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non soltanto forti squilibri socio-economici ed inquietudini globali, ma anche nuove egemonie politiche che riportano diversi Paesi a tragiche e nefaste dittature. Lo spopolamento agisce come un’immensa osteoporosi che indebolisce l’ossatura dell’Italia insulare, appenninica e prealpina, così come di molte altre Nazioni. Tale vuoto genera fenomeni migratori di masse disperate, talvolta teleguidate per attacchi ibridi nell’ambito di uno scontro tra nuovi blocchi di Stati. Per ricordare i quarant’anni da quel 1986, alcune associazioni locali stanno organizzando a Badolato timide manifestazioni simboliche. “Timide” anche perché manca ormai la forza di protestare contro un andazzo ormai imposto e istituzionalizzato, a fronte di presunti risultati sventolati ma inesistenti. Un solo dato fotografa la dimensione della tragedia. Se nell’ottobre 1986 gli abitanti del borgo di Badolato erano circa 800 (già ridotti dai quasi cinquemila del 1951), oggi nel 2026 vi dormono appena 149 persone, compresi i rifugiati e chi ha acquistato casa in seguito alle vicende del “paese in vendita” e del “paese d’accoglienza ai profughi curdi” del 1997-2002. Non si tratta più di un dramma, ma di una vera e propria tragedia storica.
Carmela Commodaro

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Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio

Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio

BURSA (TURCHIA)(ITALPRESS) – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4-1 nella seconda giornata di Uefa Nations League, in gol Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito: la squadra di Mancini sale a quota 3 punti, venerdì la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, penultimo impegno in programma nella prima sosta stagionale. Dieci uomini lasciati a Coverciano e una formazione totalmente stravolta rispetto all’esordio col Belgio: Mancini ha confermato il 4-3-3 con Kayode e Ruggeri sulle corsie esterne e la coppia Scalvini-Bastoni davanti a Donnarumma. Tonali è stato schierato come vertice basso supportato da Fagioli e Frattesi, in attacco Raspadori e Sebastiano Esposito si sono piazzati ai lati di Pio Esposito. Montella ha mandato in campo il 3-4-2-1 con Guler e Uzun alle spalle di Yilmaz. Un approccio aggressivo e propositivo: l’Italia è scesa in campo con maggior convinzione rispetto al ko di venerdì scorso, gli azzurri hanno alzato il proprio baricentro sin dai primi minuti di gioco. Alla prima vera azione è arrivato il primo gol della seconda era Mancini: al 9′, sull’asse Frattesi-Pio Esposito, la conclusione del centravanti dell’Inter deviata in corner, sugli sviluppi del calcio d’angolo Bastoni ha sfruttato l’errore di Celik deviando il pallone in rete. Il dominio azzurro si è concretizzato al 22′, sul tiro di Kayode respinto da Bayindir è arrivato prima di tutti Frattesi per il 2-0. Cinque minuti più tardi lo stesso Kayode ha trovato la rete del 3-0 dopo un ottimo inserimento in area di rigore.
La Turchia ha tentato di cambiare marcia nella ripresa, i tre cambi effettuati da Montella hanno inciso dopo appena 1’20”: Aydin ha sfruttato una lettura errata da parte della retroguardia italiana servendo Yilmaz che, praticamente a porta vuota, ha segnato il gol dell’1-3. Immediata la reazione, al 5′ Tonali ha tentato la conclusione dal limite trovando il palo, sulla ribattuta è stato Pio Esposito – in tuffo di testa – a segnare il suo sesto gol in undici presenze. Nel quarto d’ora finale i padroni di casa hanno cercato di rendere meno pesante il passivo, ma l’Italia è riuscita ad evitare a più riprese la rete del 2-4. Qualche sorriso in più per gli azzurri dopo le polemiche per la sconfitta col Belgio, venerdì 2 ottobre ci sarà la sfida in casa della Francia, la più delicata del gruppo 1 della Lega A. La Turchia, contestata e fischiata dal pubblico di Bursa, affronterà la nazionale guidata da Mark van Bommel.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda

Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda

NANCHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Piccole opere d’arte da indossare sulla punta delle dita viaggiano dalla Cina orientale fino a Milano, una delle capitali mondiali della moda.
Per la designer italiana Chiara Silvestri, tutto è cominciato con un pacco arrivato dalla contea di Donghai, nella provincia orientale cinese dello Jiangsu. Appassionata di unghie finte adesive, Silvestri ne aveva ordinato online un set. I disegni elaborati e l’estetica marcatamente orientale hanno subito attirato la sua attenzione.
“Sono come abiti per la punta delle mie dita. Posso abbinarle ogni giorno al mio umore e al mio stile”, ha detto Silvestri.
Da quell’esperienza è nata un’idea: combinare le tendenze della moda contemporanea con elementi delle culture orientale e occidentale, unendo la fluidità dell’arte tradizionale cinese alle linee essenziali della geometria occidentale per creare un modello originale.
Silvestri ha inviato il progetto a Lu Jing, modellista di unghie finte a Donghai, a oltre 8.000 chilometri di distanza. Le due hanno presto iniziato a collaborare.
“Lavoro in questo settore da cinque anni e ogni giorno mi occupo di più di una dozzina di set di unghie finte”, ha raccontato Lu. “Ma che una ragazza di Milano mi contattasse per propormi di creare insieme un modello era una novità assoluta”.
Lu ha impiegato diversi giorni per trasformare gli schizzi di Silvestri in un set completo. Donghai, nota come la “capitale mondiale del cristallo”, ha sviluppato intorno a questa pietra un’importante attività produttiva. Secondo Lu, il tocco finale delle unghie finte è spesso l’applicazione di cristalli naturali provenienti proprio da Donghai.
Quando ha ricevuto il set personalizzato, Silvestri ne è rimasta entusiasta. “Erano ancora più belle di quanto immaginassi”, ha detto. “Ho intenzione di ordinarne altre da regalare ad amici e familiari”.
La collaborazione riflette la rapida crescita del settore delle unghie finte a Donghai, sviluppatosi insieme alla filiera locale del cristallo.
Tra gennaio e agosto di quest’anno, le transazioni relative ai cristalli a Donghai hanno raggiunto i 48,3 miliardi di yuan, circa 7,2 miliardi di dollari, in aumento del 23,85% su base annua. Le transazioni del commercio elettronico sono ammontate a 32,2 miliardi di yuan, con una crescita del 12,98%, mentre quelle delle unghie finte sono salite del 37,1%, a 13,3 miliardi di yuan. Il commercio elettronico transfrontaliero ha rappresentato circa il 40% di quest’ultimo valore.
Donghai ha ora una capacità produttiva annua di circa 300 milioni di set di unghie finte. Il settore dà lavoro a oltre 50.000 persone e la sua rete commerciale raggiunge più di 30 Paesi e regioni.
Dietro questi prodotti c’è una rete logistica sempre più sviluppata, pensata per far arrivare le produzioni locali ai consumatori esteri in modo rapido e affidabile.
Donghai ha realizzato un parco logistico per il commercio elettronico in grado di gestire oltre tre milioni di pacchi al giorno. Ha inoltre costruito 44.000 metri quadrati di magazzini doganali e logistici per il commercio elettronico transfrontaliero e ha aperto un collegamento per il trasferimento doganale delle merci esportate per via aerea. I prodotti possono raggiungere i consumatori esteri in appena sette-nove giorni.
In occasione della Milano Fashion Week, il 23 e 24 settembre Donghai ha presentato in Italia le proprie attività nei settori del cristallo e delle unghie finte durante un evento dedicato alla cooperazione internazionale.
All’evento, organizzato a Milano, sono stati esposti diversi modelli di unghie finte nati dalla collaborazione tra produttori cinesi e designer italiani: un esempio di come artigianato, moda e influenze culturali dei due Paesi possano incontrarsi su una superficie molto piccola.
“Lo scambio culturale non è mai a senso unico. E’ sempre un percorso a due vie”, ha dichiarato Ivan Cardillo, presidente dell’Associazione per lo sviluppo economico e imprenditoriale Italia-Cina.
“Le unghie finte realizzate a mano sono piccole, ma racchiudono un enorme valore culturale”, ha aggiunto Cardillo. “Credo che abbiano tutte le potenzialità per raccontare una nuova storia tra Cina ed Europa a Milano, capitale della moda”.
-foto Xinhua-
(ITALPRESS)