In occasione della 18esima Giornata nazionale del fitness in Cina, scoprite come il “circuito del fitness in 15 minuti” stia avvicinando gli impianti sportivi alle comunità di tutto il Paese.
(XINHUA/ITALPRESS)
mec/mrc (Fonte video: Xinhua)
Per l’evento La Notte Azzurra nelle giornate di lunedì 17, martedì 18 e mercoledì 19 agosto 2026, nella Piazza San Francesco di Paola di Montepaone, il palco ospiterà musica dal vivo tra cantanti e tribute band. La Notte Azzurra svela finalmente il suo cast artistico musicale. Il litorale ionico ospiterà non solo le eccellenze del pescato dello Ionio, ma anche spettacoli a cielo aperto. Il programma musicale è stato scelto per intrattenere il pubblico di tutte le età, creando una colonna sonora ideale per accompagnare le degustazioni dei numerosi stand gastronomici. Di seguito il programma ufficiale delle tre serate: Ad aprire la manifestazione, nella serata del 17 agosto ci saranno i Faberi, tribute band del cantautore ligure Fabrizio De André, che porterà in scena lo spettacolo musicale “Questa di Fabrizio è una storia vera”, con l’intento di portare il pubblico in un viaggio tra musica e memoria. Successivamente, durante la notte del 18 agosto si esibirà la tribute band di Mango nel progetto musicale “Raccontando Mango”, guidato dalla voce di Filippo Nicolino, che farà rivivere la poesia e i grandi successi del cantautore lucano. Nella serata conclusiva del 19 agosto sarà la volta di Corinne Barone, frontwoman del gruppo Corinne & The band, che intratterrà il pubblico con musica dal vivo e un vasto repertorio delle hit italiane e internazionali più amate. Tre appuntamenti con l’intrattenimento musicale dal vivo e di qualità. Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito. Gli aggiornamenti in tempo reale e ulteriori dettagli verranno rilasciati nei prossimi giorni sul sito ufficiale dell’evento notteazzurra.it e sulle pagine social ufficiali.
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I cieli azzurri di Pechino sono diventati un segno visibile dei progressi compiuti dalla città nella lotta all’inquinamento atmosferico e, alla base di questi risultati, le tecnologie digitali svolgono un ruolo sempre più importante. Nel 2025 Pechino ha registrato 311 giorni con una buona qualità dell’aria e un solo giorno di grave inquinamento, rispetto ai 58 giorni del 2013, quando la città ha iniziato ufficialmente a pubblicare i dati sul monitoraggio del PM2,5. La concentrazione media annua di PM2,5, un indicatore fondamentale della qualità dell’aria, è scesa dagli 89,5 microgrammi per metro cubo del 2013 ai 27 microgrammi per metro cubo del 2025, con un calo di quasi il 70%. I progressi hanno attirato l’attenzione internazionale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha indicato l’esperienza di Pechino nel miglioramento della qualità dell’aria come un modello per altre città. Secondo gli esperti del Centro municipale di monitoraggio ecologico e ambientale di Pechino, l’aria più pulita è il risultato di un sistema completo che integra monitoraggio ambientale, analisi scientifica, elaborazione delle politiche, cooperazione regionale e applicazione delle norme, con le tecnologie digitali ormai presenti in ogni anello della catena. Una governance efficace parte da un monitoraggio accurato. Pechino ha istituito una rete multilivello per il controllo della qualità dell’aria. I dati mostrano che 35 stazioni di monitoraggio standard distribuite in tutta la città misurano continuamente sei principali sostanze inquinanti, mentre oltre 1.000 sensori compatti installati nelle comunità e nei centri urbani forniscono informazioni più dettagliate sulle variazioni locali della qualità dell’aria. Il sistema di monitoraggio è stato realizzato gradualmente dal Centro municipale di monitoraggio ecologico e ambientale di Pechino, una delle prime istituzioni cinesi per il monitoraggio ecologico e ambientale, responsabile del controllo dell’aria, dell’acqua, del rumore, del suolo e degli ecosistemi della capitale. Il centro ha sviluppato un sistema analitico in grado di identificare circa 125 componenti del PM2,5, coprendone la maggior parte della composizione e aiutando i ricercatori a risalire alle fonti dell’inquinamento. “L’analisi delle fonti ci aiuta a individuare i principali responsabili dell’inquinamento nelle diverse fasi, fornendo ai decisori una base scientifica per intervenire sulle principali fonti di emissione”, ha dichiarato Li Yunting, direttore tecnico del centro. Sotto il coordinamento dell’Ufficio municipale per l’ecologia e l’ambiente di Pechino, il centro ha condotto insieme ad altre istituzioni quattro cicli di studi sulle fonti del PM2,5, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2025. L’analisi più recente ha mostrato che il trasporto regionale ha contribuito per il 57% all’inquinamento da PM2,5 di Pechino. Tra le fonti locali, responsabili del restante 43%, le emissioni dei veicoli e quelle residenziali rappresentavano le quote maggiori, una caratteristica peculiare di una grande metropoli internazionale. I risultati del monitoraggio hanno fornito un sostegno scientifico a una serie di misure di controllo dell’inquinamento. Pechino, ad esempio, ha promosso i veicoli a nuova energia per ridurre le emissioni dei trasporti e ha adottato tecniche avanzate, tra cui strutture a membrana sostenute dall’aria, per contenere le emissioni di polveri. Nel frattempo, l’inquinamento prodotto dalla combustione del carbone, un tempo tra i principali fattori, è stato quasi eliminato e non figura più tra le fonti principali. Ciò riflette gli sforzi più ampi compiuti a livello nazionale per ridurre il consumo di carbone, promuovere l’energia pulita e ammodernare le industrie altamente inquinanti. Ora che le concentrazioni di PM2,5 si attestano su livelli relativamente bassi, ulteriori miglioramenti della qualità dell’aria dipenderanno da approcci più mirati e basati sulla scienza. Oltre al monitoraggio dell’inquinamento, Pechino ha costruito un sistema di governance ambientale basato sui dati, che collega monitoraggio, regolamentazione e applicazione delle norme in un circuito chiuso, dal rilevamento all’intervento fino alla successiva valutazione. Sviluppato dal centro e noto come innovativo modello di collegamento tra regolamentazione, monitoraggio e ispezione, il sistema integra intelligenza artificiale, Internet delle cose, telerilevamento satellitare e tecnologie di monitoraggio a bordo dei veicoli, riunendo su un’unica piattaforma dati ambientali provenienti da più fonti. “Il sistema riunisce su un’unica piattaforma informazioni che in precedenza erano distribuite tra diversi dipartimenti”, ha dichiarato Zhang Likun, direttore della divisione per i sistemi intelligenti del centro. Secondo Zhang, ciò consente di effettuare controlli a distanza e azioni congiunte tra diversi settori, tra cui edilizia abitativa, risorse idriche e trasporti, migliorando sensibilmente l’efficienza e la precisione della gestione ambientale. Utilizzando più di 30 algoritmi intelligenti, la piattaforma analizza automaticamente i dati e individua potenziali rischi di inquinamento. Su questa base, il personale addetto al monitoraggio identifica i problemi più urgenti e li trasmette ai dipartimenti responsabili dell’applicazione delle norme. L’approccio ha già attirato l’attenzione internazionale. Clean Air Asia, un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nel miglioramento della qualità dell’aria in Asia, ha presentato il sistema come caso di studio rappresentativo nel rapporto “China Air 2025”. Il modello è stato inoltre illustrato alla Better Air Quality Conference 2026 e ha ricevuto il Certificate for Clean Air Best Practice Sharing. La Cina ha integrato la tutela ecologica nel proprio percorso di modernizzazione. Mentre il Paese accelera gli sforzi nell’ambito dell’iniziativa Beautiful China, l’esperienza di Pechino dimostra come la tecnologia possa sostenere una governance ambientale più precisa, coordinata e sostenibile.
PERTH (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – All’Optus Stadium di Perth è l’Inter a prendersi il primo derby d’Italia della stagione. Nell’amichevole australiana contro la Juventus finisce 2-1 per i nerazzurri. ,
La squadra di Chivu ha indirizzato la partita già nel primo tempo, trovando il vantaggio al 18′. Bonny riceve sulla sinistra e mette al centro un pallone invitante per Dimarco, che si inserisce e incrocia verso l’angolino lontano. La conclusione non è perfettamente pulita, ma è sufficiente per battere Di Gregorio e portare avanti l’Inter. Al 31′ ci prova Calhanoglu direttamente su punizione da circa 40 metri: il pallone è potente e insidioso, ma Di Gregorio è attento. La Juventus cresce con il passare dei minuti. Al 37′ è Yildiz a sfiorare il pareggio con un potente rasoterra dalla distanza che termina di poco a lato.
All’intervallo Chivu e Spalletti cambiano profondamente le rispettive squadre. L’Inter inserisce Carlos Augusto e Zielinski, mentre la Juventus effettua più sostituzioni, mandando in campo tra gli altri i nuovi acquisti Kolo Muani e Alajbegovic. Ma al 62′ arriva il raddoppio dell’Inter. I nerazzurri costruiscono una bella azione sulla destra coinvolgendo Diouf, Esposito e Pavard. La combinazione porta Diouf in area, da posizione defilata: il centrocampista calcia di destro verso la porta e sorprende Di Gregorio, non impeccabile nell’occasione. La conclusione non appare irresistibile, ma termina comunque in rete per il 2-0.
Al 70′ i nerazzurri hanno l’occasione per calare il tris. Stankovic orchestra un contropiede e con un passaggio preciso manda Iddrissou sul fondo. L’attaccante mette il pallone sul primo palo, dove Lavelli, a un metro dalla porta, non riesce però a trovare l’impatto giusto e manda alto. Nel finale accorciano i bianconeri con Conceicao: Miretti trova in profondità il portoghese che controlla e batte Martinez. Ma non basta: vince l’Inter, Juventus ko 2-1.
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Elisa Cosetti (Triestina Nuoto) è medaglia d’argento nei tuffi dalle grandi altezze femminili agli Europei di Parigi. Dalla piattaforma dai 20 metri, piazzata lungo la Senna, con la Torre Eiffel sulle spalle, la 24enne azzurra totalizza 297.20 punti e si arrende solamente all’ucraina Nelli Chukanivska, oro con 324.70 punti al termine dei quattro round disputati tra ieri e oggi. Completa il podio la tedesca Maike Elena Halbisch, bronzo con 292.15 punti. Per l’Italia è la ventiduesima medaglia nella rassegna continentale di Parigi. Cosetti era già salita sul podio agli europei di Roma 2022, ottenendo il bronzo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Non voglio sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda. Voglio invece ricordare il valore di questa cerimonia, che onora tutti i caduti sul lavoro, italiani e stranieri, coloro che nell’immediato dopoguerra, non era mai successo prima, vennero mandati in cambio di carbone, a lavorare in condizioni di cui oggi ci si vergognerebbe sicuramente, e che persero la vita lasciando mogli, figli, genitori lontani dalla loro terra”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della cerimonia di commemorazione della tragedia di Marcinelle. “La storia di Marcinelle a differenza di tanti italiani che l’hanno conosciuta solo e parzialmente nel 2001 grazie a Mirko Tremaglia ministro degli Italiani nel mondo – ha proseguito -, e allora io ero capogruppo alla Camera e ci incitò a riconoscere la data dell’8 di agosto come data che ricorda tutte le vittime del lavoro italiane nel mondo, io la conoscevo anche prima, perché la mia comunità l’ha sempre celebrata, anche prima che venisse istituita quella cerimonia. C’è chi, a quella cerimonia, per troppi anni aveva voltato le spalle, e qualcuno che lo continua ancora a fare”, ha aggiunto.
mrc/mca3 (fonte video: ufficio stampa Senato)
SILVERSTONE (GRAN BRETAGNA) (ITALPRESS) – Jorge Martin (Aprilia) in pole position nel Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Il leader della classifica piloti taglia il traguardo in 1’56″160 e precede di 0″021 Raul Fernandez (Aprilia). Completa la prima fila l’altra Aprilia Trackhouse di Ai Ogura, terzo a 0″189. Apre la seconda fila Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46) davanti a Marco Bezzecchi (Aprilia), quinto a 0″296, e Marc Marquez (Ducati), sesto a 0″367. Terza fila con Alex Marquez (Ducati Gresini) davanti a Franco Morbidelli (Ducati VR46) e Pedro Acosta (Ktm). Decimo Iker Lecuona (Ducati Gresini) su Jack Miller (Yamaha Pramac) e Joan Mir (Honda). – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
Un tragico incidente avvenuto lungo la Strada Statale 106 ha spezzato la vita di Francesco Garito, conosciuto e apprezzato da tutti con lo pseudonimo artistico di “Ciccio Kimico”. La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando nello sconforto e nel dolore amici, conoscenti e quanti ne apprezzavano le qualità umane e artistiche. La SS106 si conferma ancora una volta teatro di una drammatica perdita che lascia un vuoto incolmabile nella comunità. I soci,i collaboratori, e tutta la redazione di Soverato uno tv Si stringono con rispetto e profondo dolore intorno alla famiglia di Francesco Garito in questo momento di immenso sofferenza, esprimendo le più sentite e sincere condoglianze.
ROMA (ITALPRESS) – Un relitto di epoca romana, presumibilmente databile tra il II e il I secolo a.C., è stato individuato a circa tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo, a una profondità di 46 metri. Sul fondale sono presenti centinaia di anfore, prevalentemente del tipo Dressel 1A, due ceppi d’ancora in piombo e un’altra struttura dello stesso materiale. La scoperta è avvenuta nel corso di un sopralluogo congiunto condotto dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, con il supporto della Motovedetta dei Carabinieri di Trapani, a seguito della segnalazione di privati cittadini. Il sito sarà ora oggetto di ulteriori attività di documentazione e approfondimento da parte della Soprintendenza del Mare, dirette a ricostruire il contesto archeologico e ad adottare le necessarie misure di Tutela.
mrc/mca3 (fonte video: Comando Carabinieri per la Tutela Culturale)
A Palazzo Mazza un talk denso di prospettive, moderato da Andrea Perrotta. Dal valore delle competenze umane alla necessità di una “via europea” all’IA: al centro del dibattito l’idea della tecnologia come strumento potente, ma da governare con cultura, intenzionalità e consapevolezza
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento straordinariamente utile, capace di accelerare processi, ampliare possibilità creative e modificare profondamente il rapporto tra persone, professioni e tecnologia. Ma resta uno strumento della tecnica: non un sostituto dell’esperienza umana, delle competenze, dell’intenzione e della responsabilità di chi la utilizza. È stata questa, nelle sue diverse declinazioni, una delle idee più nette emerse dal talk “Arte contemporanea, mestieri e intelligenza artificiale”, ospitato nella suggestiva cornice di Palazzo Mazza, a Borgia, e moderato da Andrea Perrotta, esperto di Cultura e Innovazione. Un confronto tutt’altro che celebrativo nei confronti dell’IA e, allo stesso tempo, distante dalle letture apocalittiche che spesso accompagnano il dibattito pubblico. A dialogare sono stati Massimo Sirelli, artista, Francesco Pungitore, giornalista ed esperto di intelligenza artificiale, Gilda Rita Lifrieri, presidente Aidia Catanzaro e ingegnere civile e ambientale, e Salvatore Venuto, attore, direttore artistico e regista di Graecalis. Prospettive differenti, dunque, ma accomunate da un punto essenziale: prima di stabilire cosa la macchina possa fare “al posto” dell’uomo, occorre capire come l’uomo sceglie di utilizzarla.
Lifrieri: «Giudicare l’IA a partire dall’esperienza concreta»
Gilda Rita Lifrieri ha portato nel confronto il punto di vista di chi incontra l’intelligenza artificiale anche all’interno dei processi professionali. Il suo intervento ha evidenziato soprattutto la capacità di questi strumenti di velocizzare attività, supportare il lavoro e alleggerire alcuni passaggi operativi, restituendo tempo a funzioni a maggiore valore aggiunto.
Da qui anche l’invito a evitare una rappresentazione dell’IA costruita esclusivamente attraverso racconti, timori o entusiasmi provenienti dall’esterno. La comprensione più utile, secondo Lifrieri, nasce dall’utilizzo concreto, dalla sperimentazione e dalla capacità di misurare sul campo opportunità e limiti della tecnologia.
Un approccio pragmatico che riporta il dibattito dal terreno delle suggestioni a quello delle pratiche reali.
Venuto: la differenza continueranno a farla le competenze umane
Sul valore irriducibile delle capacità personali si è concentrato invece Salvatore Venuto. L’IA può entrare nei processi creativi, organizzativi e produttivi, ma non elimina ciò che distingue una competenza maturata nel tempo: esperienza, sensibilità, capacità interpretativa, conoscenza del contesto.
È proprio questo patrimonio umano, secondo Venuto, a continuare a fare la differenza anche in un ambiente tecnologicamente avanzato.
Una considerazione particolarmente significativa nel campo artistico, dove l’esecuzione di un compito non coincide necessariamente con la costruzione di senso. Una macchina può contribuire alla produzione di un contenuto; altra cosa è l’esperienza culturale e personale dalla quale quel contenuto prende forma.
Sirelli: senza una guida umana il rischio è l’appiattimento
Un passaggio centrale del confronto è arrivato da Massimo Sirelli, che ha affrontato la questione dal punto di vista della produzione artistica e dei linguaggi contemporanei.
Il rischio individuato dall’artista è quello di un progressivo appiattimento dei contenuti generati artificialmente quando l’interazione con la macchina viene ridotta a una richiesta generica, priva di ricerca, contaminazione e intenzionalità.
Anche nell’uso dell’IA generativa, dunque, il risultato dipende dalla qualità della guida umana. Il prompt non è semplicemente un comando tecnico: può diventare il luogo nel quale entrano conoscenza, riferimenti culturali, immaginazione e capacità di costruire relazioni tra elementi apparentemente distanti.
Quando questa mediazione manca, la potenza generativa rischia di produrre quantità senza vera differenza, variazioni formalmente efficaci ma culturalmente omogenee.
Pungitore: dalla téchne alla necessità di una via europea all’IA
Francesco Pungitore ha allargato la riflessione riportandola innanzitutto a una parola antica: téchne.
Nel mondo greco arte, mestiere, capacità produttiva e sapere tecnico non erano ancora dimensioni separate secondo le categorie moderne. Tornare a quella radice consente oggi di guardare all’intelligenza artificiale evitando una contrapposizione troppo semplice tra uomo e macchina.
Il problema, in questa prospettiva, non è stabilire se la tecnica debba entrare nella produzione culturale e creativa: la storia dell’uomo è già una storia di tecniche. La questione decisiva riguarda piuttosto il modo in cui esse vengono comprese, governate e inserite nell’esperienza umana.
Pungitore ha quindi spostato il confronto sul terreno delle visioni del futuro, sottolineando la necessità di costruire una vera via europea ai modelli di intelligenza artificiale. Una prospettiva nella quale l’Europa non si limiti a regolamentare tecnologie sviluppate altrove, ma sappia investire in ricerca, infrastrutture, modelli, competenze e capacità industriale, portando nello sviluppo tecnologico anche la propria tradizione culturale e giuridica.
Infine, il rapporto tra IA e creatività: l’intelligenza artificiale può essere contemporaneamente strumento e nuovo spazio creativo, un ambiente nel quale sperimentare linguaggi e ampliare possibilità espressive. Ma la sua presenza non rende superfluo l’essere umano. Al contrario, rende ancora più importante la qualità della sua intenzione.
L’IA non possiede infatti, nello stesso senso dell’uomo, un’esperienza fisica e biografica del mondo: può elaborare rappresentazioni, correlazioni e forme, mentre significato, responsabilità e progetto continuano a dipendere dal soggetto che la utilizza.
Palazzo Mazza, quando anche il luogo diventa parte del discorso
A rendere particolarmente riuscita la serata è stata anche la cornice di Palazzo Mazza, spazio nel quale arte contemporanea, storia e progettazione culturale riescono a convivere senza trasformarsi in semplice scenografia.
La qualità dell’organizzazione e della moderazione di Andrea Perrotta ha dato al confronto ritmo e profondità, consentendo alle diverse competenze presenti di dialogare realmente, senza trasformare il talk in una sequenza di interventi separati.
A fare da ulteriore elemento di connessione con il tema è stata la mostra di Massimo Sirelli, capace di mettere in relazione materia, memoria, oggetti, trasformazione e linguaggi contemporanei.
Un risultato reso possibile anche dalla visione dell’Amministrazione comunale di Borgia, che con la valorizzazione di Palazzo Mazza mostra come un luogo culturale possa essere qualcosa di più di un contenitore per eventi: può diventare una piattaforma permanente di confronto tra discipline, generazioni e idee.
È forse proprio questo il messaggio più interessante lasciato dalla serata: di fronte all’intelligenza artificiale non serve scegliere tra entusiasmo e paura. Serve cultura della tecnica. Perché la domanda decisiva non è più se utilizzeremo l’IA. La stiamo già utilizzando. La domanda è quale umanità sapremo portare dentro il suo utilizzo.