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Pecoraro Scanio “Rito del caffè espresso italiano merita riconoscimento Unesco”

ROMA (ITALPRESS) – “Il rito del caffè espresso italiano merita il riconoscimento dell’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. È una tradizione che rappresenta l’identità, la socialità e la cultura del nostro Paese e che ha contribuito a rendere la parola “espresso” uno dei termini italiani più conosciuti e utilizzati nel mondo». Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde e sostenitore della candidatura del rito del caffè espresso italiano all’UNESCO, in occasione della Giornata Internazionale del Caffè che ha rilanciato l’impegno per il riconoscimento a patrimonio mondiale immateriale anche con Maddalena Fossati Dondero direttrice di La Cucina Italiana e i rappresentanti dello storico caffè Gambrinus di Napoli.
mgg/gsd

Meloni inaugura la 66^ edizione del Salone nautico di Genova

GENOVA (ITALPRESS) – Con il taglio del nastro da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stata ufficialmente aperta la 66ma edizione del Salone nautico internazionale di Genova. Sul palco sul palco insieme alla premier il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ed il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, che hanno dato il via ufficiale alla manifestazione.
xa8/ads/azn

La Notte Bianca di Soverato del 3 Ottobre è Sospesa per Motivazioni di Ordine Pubblico

Si informa la cittadinanza che la Notte Bianca prevista per sabato 3 ottobre è stata sospesa per esigenze di ordine pubblico connesse alle recenti proteste riguardanti il caro vita e il caro carburante.

Questa decisione è stata presa in segno di vicinanza e solidarietà ai manifestanti che stanno esprimendo le proprie preoccupazioni per le difficoltà economiche che stanno affrontando. Riteniamo fondamentale ascoltare e supportare le istanze della comunità in un momento così delicato.

Ci scusiamo per eventuali disagi e ringraziamo tutti per la comprensione.

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Fonda “I cittadini europei favorevoli ad aumentare le tasse sulle Big Tech”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Gli europei vogliono che le grandi aziende tecnologiche paghino più tasse. Lo rivela un’indagine di SWG e Polling Europe illustrata da Rado Fonda, Head of Research dei due istituti di ricerca, in un’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
“La stragrande maggioranza dell’opinione pubblica europea è d’accordo sul fatto che bisogna applicare delle tasse maggiori sulle grandi aziende tecnologiche”, spiega Fonda. Le opinioni si dividono però su chi debba applicarle: il 39% ritiene che la tassa vada introdotta a livello europeo, con i proventi destinati al bilancio dell’Unione, mentre il 29% preferirebbe un prelievo nazionale. Solo l’11% è del tutto contrario. “C’è forte supporto a questo tipo di misura per le big tech”, sottolinea il ricercatore.
L’Italia è il Paese dove l’opzione europea trova più consensi: il 46% degli italiani la sceglie, contro il 39% della media Ue.

sat/azn

Sanità, Aurigemma “Garantire uniformità delle cure e della prevenzione”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Garantire “un’omogeneità delle cure su tutto il territorio nazionale”, senza “dividere l’Italia in due”. È la priorità indicata da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, intervistato a Bruxelles da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Il tema è stato al centro dell’ultimo incontro della Conferenza, svoltosi a Matera. Un confronto, ha spiegato Aurigemma, che riguarda Regioni “differenti non solo per la loro posizione geografica, ma anche per le loro situazioni territoriali”, dalle aree interne a quelle più popolose. Il punto, ha sottolineato, è che innovazione e ricerca stanno facendo passi avanti importanti e l’Italia, “secondo paese più longevo al mondo dopo il Giappone”, deve assicurare a tutti l’accesso alle cure migliori. Su questi temi, ha aggiunto, i presidenti possono convergere “a prescindere dal colore politico”, nell’interesse comune dei cittadini.
Aurigemma è anche membro del Comitato europeo delle Regioni, per cui è stato relatore, a nome di tutti i territori dell’Unione, del parere sulla proposta della Commissione Ue in materia di emergenze sanitarie, nata dalle criticità emerse con la pandemia. Tra i nodi esaminati, l’approvvigionamento dei farmaci e dei principi attivi, la cui produzione viene spesso delocalizzata dalle multinazionali nei paesi dell’Est asiatico per ridurre il costo del lavoro.

sat/azn

Ue, Aurigemma “Ridurre la distanza tra istituzioni e territori”

Ue, Aurigemma “Ridurre la distanza tra istituzioni e territori”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Garantire “un’omogeneità delle cure su tutto il territorio nazionale”, senza “dividere l’Italia in due”. E’ la priorità indicata da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, intervistato a Bruxelles da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Il tema è stato al centro dell’ultimo incontro della Conferenza, svoltosi a Matera. Un confronto, ha spiegato Aurigemma, che riguarda Regioni “differenti non solo per la loro posizione geografica, ma anche per le loro situazioni territoriali”, dalle aree interne a quelle più popolose. Il punto, ha sottolineato, è che innovazione e ricerca stanno facendo passi avanti importanti e l’Italia, “secondo paese più longevo al mondo dopo il Giappone”, deve assicurare a tutti l’accesso alle cure migliori. Su questi temi, ha aggiunto, i presidenti possono convergere “a prescindere dal colore politico”, nell’interesse comune dei cittadini.
Aurigemma è anche membro del Comitato europeo delle Regioni, per cui è stato relatore, a nome di tutti i territori dell’Unione, del parere sulla proposta della Commissione Ue in materia di emergenze sanitarie, nata dalle criticità emerse con la pandemia. Tra i nodi esaminati, l’approvvigionamento dei farmaci e dei principi attivi, la cui produzione viene spesso delocalizzata dalle multinazionali nei paesi dell’Est asiatico per ridurre il costo del lavoro.
“Nel momento della pandemia – ha ricordato – abbiamo vissuto in prima persona la difficoltà di avere scorte farmaceutiche” da distribuire sul territorio. Il testo è stato approvato all’unanimità dalla Plenaria del Comitato e sarà discusso nei prossimi mesi dal Parlamento Europeo.
Nella Settimana europea dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, Aurigemma ha ricordato l’iniziativa “Un Consiglio per la Salute”, il protocollo gratuito attivo da due anni al Consiglio regionale del Lazio. In occasione della Giornata mondiale del cuore, ai collaboratori dell’assemblea è stata offerta la possibilità di effettuare screening cardiologici. “Il tema di fondo – ha osservato – è arrivare a una nuova cultura della prevenzione e degli screening”. Le percentuali di adesione sono ancora molto basse, “non solo in Italia, ma anche in Europa”.
Un aiuto, ha spiegato, arriva dal decreto ministeriale 77 del 2022, che consente di passare da una sanità ospedalocentrica a una sanità del territorio, e dall’apertura delle case della comunità. Prevenzione e screening permettono di intervenire “in tempo utile” con cure meno invasive e con maggiori possibilità di essere curati a casa.
In vista della Settimana europea delle regioni e delle città – co-organizzata da Comitato europeo delle Regioni e Commissione europea, che si svolgerà a Bruxelles dal 12 al 14 ottobre coinvolgendo migliaia di leader locali e regionali, esperti e giornalisti – Aurigemma ha insistito sulla necessità di ridurre “la distanza, che non è solo chilometrica” tra istituzioni europee e territori. Il Comitato delle Regioni, nato con il Trattato di Maastricht, esprime pareri non vincolanti sulle proposte legislative dell’UE, e “le osservazioni che facciamo vengono quasi sempre recepite” dal Parlamento Europeo. Un metodo, ha detto, che dà voce anche ai territori più piccoli. Il Lazio ne è un esempio: 378 comuni, dalla Capitale, con oltre 3 milioni di abitanti, a Marcetelli, nel Reatino, con 59 residenti. “Realtà con problematiche ed esigenze diverse – ha rimarcato – ma proprio per questo è fondamentale che l’Europa se ne faccia carico”.
Tra le iniziative del Consiglio regionale del Lazio, Aurigemma ha citato lo Sportello Europa, pensato per i Comuni laziali: non solo informazione su bandi e scadenze, ma anche formazione in europrogettazione, perchè i dipendenti comunali acquisiscano il know-how necessario per accedere ai fondi europei. Previsti inoltre incontri per rimodulare i fondi di coesione, con l’obiettivo di ridurre il divario tra aree interne e aree più popolose, e momenti di confronto che hanno portato giovani amministratori anche nelle Commissioni del Parlamento Europeo.

 

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

In tanti alla corsa 5K@EASD a Milano, Novo sensibilizza su diabete e obesità

In tanti alla corsa 5K@EASD a Milano, Novo sensibilizza su diabete e obesità

MILANO (ITALPRESS) – Ritrovo all’alba l’1 ottobre per i milanesi: in tanti hanno partecipato infatti alla corsa 5K@EASD che Novo, gruppo farmaceutico internazionale, organizza in contemporanea al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete. Proprio in questi giorni infatti la comunità scientifica è riunita al MiCo, Milan Convention Centre, per analizzare alcune delle più importanti trasformazioni della diabetologia contemporanea. La 5K@EASD è un appuntamento fisso dal 2010, 5 Km oppure 2 Km e mezzo di corsa o di camminata per accendere un faro sull’importanza della prevenzione non solo per quanto riguarda il diabete ma anche rispetto ad altre problematiche come quelle di metabolismo o come l’obesità. “L’obiettivo della corsa – ha detto Mark Hicken, Senior Vice Presidente EUCAN Region di Novo – è riunire le persone. Una parte davvero importante del prendersi cura della propria vita è il movimento, aiuta a prevenire le malattie e aiuta a mantenersi in salute. Questa corsa consiste nel riunire le persone e farle muovere. E siamo particolarmente orgogliosi del fatto che quest’anno abbiamo aperto questa corsa per includere il grande pubblico”.
Per la prima volta infatti la cittadinanza è stata invitata alla 5K@EASD, durante le scorse edizioni solo medici, ricercatori e professionisti che partecipavano al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete potevano prenderne parte. Fra i pacer che hanno tenuto il ritmo durante la corsa c’era anche Phil Southerland, CEO e co-fondatore del Team Novo Nordisk, il primo team al mondo composto da ciclisti professionisti con diabete di tipo 1: “Io ho un motto – ha detto Southerland, cui è stato diagnosticato il diabete quando aveva solo 7 mesi di vita – essere costanti, fare qualcosa ogni giorno. Alcuni giorni ho tempo per fare un allenamento lungo, a volte ho tempo solo per un allenamento breve, ma cerco di fare qualcosa ogni giorno. E penso che anche quel poco ogni giorno nell’arco di un anno ripaghi davvero”.
E l’organizzazione della corsa è un altro tassello nell’impegno di Novo per essere vicino a chi soffre di diabete, in particolare a chi ha meno possibilità di cura. Da poco più di un anno infatti la casa farmaceutica, assieme a Fondazione Banco Farmaceutico, ha messo in piedi un progetto dal titolo ‘Vulnerabilì. L’obiettivo è garantire ad ogni persona con diabete l’accesso alle terapie e supportare gli operatori sanitari: “Stiamo fornendo insulina a titolo gratuito alle persone più vulnerabili della società che in qualche modo sfuggono alle maglie dei farmaci rimborsabili. C’è una grande squadra in tutte le Regioni che individua le persone e che aiuta a distribuire i farmaci”, ha detto Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Italia, entusiasta di aver partecipato in prima persona alla corsa: “E’ stata la maggiore affluenza alla corsa di tutti gli EASD che si siano mai tenuti. Si sono svegliati prestissimo per essere al City Life di Milano alle 7.00. Vedere tutti questi partecipanti mi ha reso veramente felice”, ha concluso Olesen.

– Foto fo3/Italpress –
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Gli europei favorevoli a più tasse sulle Big Tech

Gli europei favorevoli a più tasse sulle Big Tech

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Gli europei vogliono che le grandi aziende tecnologiche paghino più tasse. Lo rivela un’indagine di SWG e Polling Europe illustrata da Rado Fonda, Head of Research dei due istituti di ricerca, in un’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
“La stragrande maggioranza dell’opinione pubblica europea è d’accordo sul fatto che bisogna applicare delle tasse maggiori sulle grandi aziende tecnologiche”, spiega Fonda. Le opinioni si dividono però su chi debba applicarle: il 39% ritiene che la tassa vada introdotta a livello europeo, con i proventi destinati al bilancio dell’Unione, mentre il 29% preferirebbe un prelievo nazionale. Solo l’11% è del tutto contrario. “C’è forte supporto a questo tipo di misura per le big tech”, sottolinea il ricercatore.
L’Italia è il Paese dove l’opzione europea trova più consensi: il 46% degli italiani la sceglie, contro il 39% della media Ue.
Ampio gradimento anche per il cosiddetto “EU Incorporated”, la nuova forma societaria ribattezzata “28° regime”.
“E’ la possibilità di aprire aziende in modo molto agevole, semplicemente online, che poi sono riconosciute in tutti i 27 Paesi Ue”, chiarisce Fonda, parlando di “un modo nuovo di costituire delle imprese”. Il 69% dei cittadini europei giudica la misura importante, sia perchè favorisce l’integrazione economica sia per la consapevolezza della necessità di snellire la burocrazia. “In questo caso l’Europa, in un certo senso, va contro la sua immagine negativa di Europa burocratica e cerca di snellire le procedure”, osserva l’esperto, “e per questo è una misura molto apprezzata”.
Più divisa l’opinione pubblica sulla terza questione. Alla domanda se si sarebbe disposti a pagare prezzi leggermente più alti per alcuni prodotti, qualora ciò contribuisse a riportare in Europa la produzione industriale strategica, il 48% si dice favorevole, mentre il 40% è contrario. Il quesito, spiega Fonda, serve a capire “quanto gli europei pensano sia importante tutelare l’industria europea strategica”.
Sul tema emerge anche una frattura politica. Analizzando i dati in base all’area di appartenenza dei rispondenti, l’indagine mostra che gli elettori vicini ai gruppi di maggioranza del Parlamento europeo manifestano una disponibilità “sensibilmente maggiore” rispetto agli elettori dei partiti di estrema destra. “Questo mostra anche un diverso atteggiamento nei confronti dell’Europa”, conclude Fonda.

– Foto Italpress –

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Ue, Antoci “Il Governo italiano si adegui in fretta alla direttiva anticorruzione”

Ue, Antoci “Il Governo italiano si adegui in fretta alla direttiva anticorruzione”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Io sono qui in missione. Tento di dare senso alle commemorazioni, cioè portare a casa dei risultati per commemorare davvero le persone che hanno perso la vita nella battaglia contro le mafie”. Così Giuseppe Antoci, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, intervistato a Bruxelles da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress, sintetizza il suo lavoro nelle sedi parlamentari comunitarie, dove è spesso relatore di dossier sulla lotta alla corruzione e al crimine organizzato transnazionale.
Al centro dell’intervista la direttiva anticorruzione, recentemente approvata, che ha “un risvolto fortissimo in Italia”, perchè prevede il reato di esercizio illecito di funzione pubblica, “che da noi era stato abrogato” con la cancellazione dell’abuso d’ufficio. Gli Stati membri hanno 24 mesi per recepirla, ma, spiega Antoci, “possono farlo anche prima”. La prossima settimana la plenaria voterà un nuovo testo con cui si inviteranno i Governi “a fare presto”. “Il tema non è l’obbligo, il tema è cosa si vuole fare negli Stati per tenere fuori dalla porta la criminalità organizzata e la corruzione”.
L’eurodeputato rivolge un appello diretto al ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Nella vita si può sbagliare. E’ stato un errore togliere l’abuso d’ufficio. Noi l’abbiamo rimesso”.
Antoci replica alla dichiarazione del Guardasigilli secondo cui l’Italia non sarebbe obbligata al recepimento, definendola “improvvida”: “Avevo già nel cassetto un parere dell’ufficio legislativo del Parlamento Ue, dove si diceva precisamente che l’Italia è obbligata a rimettere l’esercizio illecito di funzione pubblica, che è la stessa cosa dell’articolo abrogato”.
Per Antoci reintrodurre l’abuso d’ufficio è anche un tema di tutela dei cittadini: “Io non sono nè giustizialista nè manettaro. Io sono per l’antimafia del giorno prima. Ci vuole una tutela della dignità dei cittadini quando subiscono lo strapotere di chi abusa del suo ufficio per fare un favore a Tizio e a Caio. Mi sembra il minimo sindacale”.
Ricorda inoltre il ruolo dei cosiddetti reati spia, che dalle procure ordinarie spesso approdano alle distrettuali antimafia.
“Se Nordio non volesse farlo reintrodurre l’abuso d’ufficio, non si preoccupi. Quando noi torneremo al governo, fra qualche mese, sarà il primo atto che il nostro Governo farà”, afferma Antoci, citando il presidente del M5S Giuseppe Conte, che “l’ha detto anche pubblicamente, a Nova, a Milano”. Tra i primi atti del prossimo esecutivo, assicura, “ci sarà la reintroduzione dell’abuso d’ufficio e il recepimento della direttiva europea”.
Antoci insiste sul clima bipartisan che, a suo dire, deve caratterizzare il contrasto alle mafie. Porta come esempio il suo emendamento sulla certificazione antimafia per i fondi europei: “In plenaria, su 605 eurodeputati presenti, l’hanno votato in 603. Questo è il clima che deve esserci”.
Quanto ai fondi Ue, aggiunge, “è inconcepibile che non si comprenda che devono essere difesi” e che devono andare “a chi veramente ne ha bisogno”.
Il richiamo alla trasparenza vale anche per le istituzioni europee, segnate in passato da scandali come il Qatargate: “Se non facciamo arrivare ai cittadini il concetto che qui siamo i primi a lottare contro la corruzione, restano smarriti”.
Sul fronte della lotta al crimine organizzato, infine, l’obiettivo è la norma sulle organizzazioni transnazionali, su cui lavora “al commissario Brunner”. Antoci punta a “un risultato storico”: l’inserimento anche a livello europeo del 416 bis, l’associazione di stampo mafioso. “Falcone si commemora così. Lui aveva nel suo cuore questa vicenda, e per 20 anni non ci è riuscito. Io spero di commemorarlo così”, conclude Antoci.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).