Naturium, “Tesori da scoprire”: la Calabria gastronomica raccontata da Gigliotti e Ianni

Nella sede di Montepaone, per il Mese della Calabria, tra libri, cultura e testimonianze

La sede Naturium di Montepaone si è riempita di pubblico per una presentazione culturale che ha finito per somigliare a una conversazione lunga tra persone che si riconoscono. Al centro, il libro Tesori da scoprire. La cultura gastronomica tra luoghi storici e paesaggi calabresi (Calabria Letteraria Editrice), scritto da Marisa Raffaela Gigliotti e Sandra Ianni, con la prefazione di Barbara Nappini. L’appuntamento, organizzato in occasione del Mese della Calabria, è nato dalla collaborazione tra Naturium Cibo & Natura e la Condotta Slow Food Soverato — Versante Jonico.

Ai saluti e alla moderazione Roberta Ussia, responsabile della sede Naturium di Montepaone Lido. Con lei il sindaco di Montepaone, Mario Migliarese, e Pasquale Perronace, presidente della Condotta Slow Food Soverato — Versante Jonico. Il primo cittadino, va detto, non si è limitato al passaggio istituzionale: è rimasto per tutta la serata, seguendo gli interventi e poi fermandosi a parlare con il pubblico. Tra i presenti anche Vittoria Lazzaro, presidente della Fidapa.

Le testimonianze: agricoltura, ferrovie, bandi vinti

Un cambio di programma rispetto alla locandina è arrivato dall’associazione “Jungi Mundu”: Rosario Zurzolo, il presidente, era impegnato in una manifestazione a Camini e ha delegato Pierfrancesco Multari, consulente e suo collaboratore da anni. Multari ha raccontato il progetto e un risultato non banale: l’associazione è rientrata in una graduatoria che ha selezionato quattro realtà in tutto il Mezzogiorno, aggiudicandosi il relativo bando. Da lì il discorso si è spostato sui prossimi interventi previsti nell’area di Camini.

L’altra testimonianza, quella di Roberto Galati dell’azienda “I Casali di Postaglianadi”, ha colpito i presenti. Galati ha parlato della sua attività agricola ma anche del suo lavoro nel mondo dei trasporti ferroviari, e il pubblico si è mostrato sorpreso dalla quantità di energia e di competenze che un singolo imprenditore riesce a tenere insieme, tutte orientate a un’idea di turismo sostenibile che non resta uno slogan.

Il libro: cucina medievale e nessun nome da promuovere

Sandra Ianni ha aperto il suo intervento da una posizione insolita: non è calabrese. Ha raccontato il legame costruito con questa regione, l’innamoramento progressivo, e le persone incontrate insieme a Marisa Gigliotti durante la ricerca — figure interessanti che, come capita spesso, gli stessi calabresi non conoscono. La parte più densa del suo intervento ha riguardato la cucina storica e medievale, alla quale il volume dedica ampio spazio: una ricostruzione documentata della storia gastronomica del territorio, illustrata con una dovizia di particolari che ha tenuto la sala attenta fino in fondo.

Marisa Raffaela Gigliotti ha portato la sua consueta energia e ha messo in evidenza una scelta editoriale che merita di essere sottolineata: nel libro non è citato un ristorante, non è citata un’azienda agricola, non c’è una sola inserzione promozionale. Nessun hotel, nessuna cantina, nessun marchio. Una decisione presa per lasciare lo spazio aperto e concentrare tutto sulla qualità del racconto, senza trasformare il volume nel catalogo di qualcuno. In un settore dove la narrazione gastronomica finisce spesso per essere marketing travestito, è una presa di posizione. A seguire, il firmacopie con le due autrici.

Le degustazioni, e quello che è venuto dopo

La serata si è chiusa con le degustazioni e le anteprime gratuite. Ma il dato più significativo è quello che il programma non prevedeva: finiti gli interventi, il pubblico non si è disperso. Le persone sono rimaste a chiacchierare a lungo, tranquillamente, ben oltre il momento del palco. Non è un dettaglio da poco per chi organizza eventi culturali d’estate, quando la concorrenza è il mare e il lungomare. Il pubblico di Naturium è un pubblico che sceglie: interessato, affezionato al progetto, disposto a restare in piedi a discutere di cucina medievale e Calabria alle undici e mezza di sera. L’apprezzamento, unanime, è arrivato da lì più che dagli applausi.

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