Gagliato, dove la scienza si studia già a sei anni
Il Capitano Gianluca Girardo e la squadra della “scientifica” hanno raccontato ai bambini di NanoPiccola come si cerca la verità in una scena del crimine. Stasera la serata in piazza al festival delle nanoscienze

Un cartellino tra le mani, la testa piegata di lato, gli occhi che cercano una somiglianza tra due disegni di linee curve. È così che decine di bambini in maglietta arancione hanno passato la mattinata a Gagliato, nel piccolo borgo delle Preserre catanzaresi: imparando che ogni polpastrello del mondo è diverso da tutti gli altri e che quella differenza, a volte, dà un nome a un colpevole.
L’appuntamento fa parte di NanoPiccola, la sezione dedicata ai più piccoli di NanoGagliato, il festival internazionale che da vent’anni trasforma un paese di poche centinaia di anime nel punto d’incontro tra nanoscienze, medicina e divulgazione. A guidare l’incontro il Capitano Gianluca Girardo, comandante della Compagnia Carabinieri di Soverato, affiancato da una squadra di esperti che ha spiegato come lavora la polizia scientifica: cosa si cerca su una scena, come si repertano le tracce, perché un dettaglio invisibile a occhio nudo può reggere un’intera ricostruzione.
Il filo che tiene insieme le due cose — la scientifica e le nanoscienze — è più solido di quanto sembri. In entrambi i casi si tratta di leggere ciò che è troppo piccolo per essere visto, di fidarsi di un metodo prima che di un’intuizione. È esattamente la lezione che il festival prova a consegnare ai suoi partecipanti più giovani da quando esiste: la scienza non è una materia scolastica, è un modo di fare domande.
Non è un dettaglio secondario che a spiegarlo, qui, sia stata un’istituzione in uniforme. Per molti di quei bambini è stata la prima occasione di vedere un carabiniere non come una figura d’autorità astratta, ma come qualcuno che fa un lavoro tecnico, paziente, verificabile. Un investimento educativo che vale ben oltre la mattinata.
Il programma del festival prosegue stasera con la grande serata in piazza, cuore pubblico di NanoGagliato: sul palco ospiti e ricercatori provenienti da tutto il mondo, in quella formula ormai riconoscibile che mette scienziati di rilievo internazionale a parlare davanti a un pubblico di paese, seduto sulle sedie di plastica sotto le luci. Questo il tratto più singolare dell’iniziativa: aver dimostrato che l’alta divulgazione non ha bisogno di grandi città per funzionare, ma di qualcuno disposto a organizzarla.
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