“Fatta la città, facciamo i cittadini”: il messaggio del sindaco Zofrea e il valore di una comunità che costruisce Squillace

“Fatta la città, facciamo i cittadini”. Con queste parole, il sindaco Enzo Zofrea ha scelto di rivolgersi alla comunità di Squillace, condividendo una riflessione che va oltre l’attualità amministrativa e tocca il senso profondo dell’essere parte di una città. Un messaggio che diventa occasione per ribadire un principio: Squillace l’hanno fatta, prima di tutto, i suoi cittadini. Il sindaco richiama con forza il ruolo decisivo di chi, negli anni, ha contribuito a costruire Squillace: chi ha lavorato e sacrificato tempo e energie; chi ha avuto il coraggio di restare quando era più facile partire; chi è partito senza mai dimenticare le proprie radici; chi ha scelto di tornare per investire qui il proprio futuro. Una comunità che non si è limitata ad abitare un territorio, ma lo ha plasmato, custodito, difeso. E per questo, sottolinea Zofrea, gli amministratori hanno un dovere preciso: servire la città, non dividerla. Il sindaco affronta poi un tema delicato, quello del confine tra critica costruttiva e denigrazione. La critica, afferma, è legittima, persino necessaria, perché aiuta una comunità a crescere. Ma esiste una differenza sostanziale tra chi critica per migliorare e chi scredita per convenienza. Zofrea denuncia l’atteggiamento di chi racconta solo ciò che non va, trasforma ogni iniziativa in un fallimento, ridicolizza ogni progetto, semina sfiducia. Secondo il sindaco, questo non significa fare opposizione: significa fare un danno alla città. Ogni parola pesa, e descrivere Squillace come una città senza prospettive ferisce chi ogni giorno investe, lavora, crea, partecipa: commercianti, giovani, associazioni, volontari, imprenditori, famiglie. Zofrea rivendica il valore del lavoro amministrativo, ricordando che governare non significa scrivere un post o un commento sui social. Amministrare significa assumersi responsabilità, firmare atti, reperire risorse, rispettare le regole, risolvere problemi spesso radicati da decenni. Dietro una tastiera, osserva, è facile sentirsi esperti di tutto, di urbanistica, bilanci, turismo, cultura. Molto più difficile è portare il peso delle decisioni, ogni giorno, senza scorciatoie e senza promettere miracoli. Il sindaco non nasconde le criticità ancora presenti. Squillace, dice, ha problemi da risolvere, e l’amministrazione non li ha mai celati. Ma esiste anche un patrimonio umano, culturale e storico straordinario, che merita di essere valorizzato, non mortificato. Per questo Zofrea ribadisce la volontà di ascoltare tutti, anche chi non condivide le scelte dell’amministrazione. Ma aggiunge che non resterà in silenzio quando, per colpire un sindaco o una giunta, si tenta di colpire l’immagine dell’intera comunità. Il messaggio si chiude con una visione chiara, e cioè che le amministrazioni cambiano, le maggioranze cambiano, le opposizioni cambiano. Squillace resta. Ed è a lei, e solo a lei, che chi governa deve rendere conto. Per questo, conclude Zofrea, il lavoro continuerà con serietà, determinazione e passione. Perché chi ama davvero una città non vive di polemiche, ma la costruisce.
Carmela Commodaro

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