Rendiconto 2025, il Consiglio comunale approva tra contestazioni e letture politiche: maggioranza compatta, opposizioni divise sul “caso Episcopio”

Con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dei quattro consiglieri dei due gruppi di opposizione, il Consiglio comunale di Squillace, presieduto da Claudio Panaia, ha approvato stamattina (sabato 4 luglio) il rendiconto 2025. La relazione è stata illustrata dal consigliere delegato alle finanze Mimmo Facciolo, che ha definito il documento «una fotografia complessa, ma chiara». Facciolo ha sottolineato che il Comune non è in dissesto, non presenta condizioni di deficit strutturale e che l’organo di revisione non ha rilevato irregolarità. Il risultato di amministrazione ammonta a circa 9,65 milioni di euro, con una parte disponibile di circa 550 mila euro. Elemento centrale del dibattito è stato il finanziamento regionale di 753 mila euro per i lavori dell’Episcopio, revocato dalla Regione Calabria nel 2019. Facciolo ha spiegato che la vicenda è stata inserita negli accantonamenti, scelta motivata dalla volontà di «rappresentare il problema nel documento contabile» e garantire un rendiconto più trasparente. Il sindaco Enzo Zofrea ha ricordato che la sua amministrazione ha ereditato la questione, mai evidenziata nei bilanci della precedente consiliatura, e che si sta lavorando per una soluzione definitiva. Il consigliere di CivitaSquillace Pasquale Muccari, già sindaco, ha chiesto chiarimenti sulla revoca del finanziamento, rimasto “dormiente” per sette anni, rivendicando la buona gestione dei conti durante il suo mandato. Ha poi accusato l’attuale amministrazione di limitarsi all’ordinario, sostenendo che gli interventi in corso siano possibili solo grazie all’avanzo libero ereditato, ai mutui precedenti e ai fondi Pnrr. Il collega Stefano Carabetta ha affermato che «ora il Comune deve restituire 750 mila euro per la disinvoltura con cui è stato gestito il bilancio negli anni passati», proponendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e interrompere i termini di prescrizione. I consiglieri di Progessto Squillace Anna Maria Mungo e Luca Occhionorelli hanno motivato il voto contrario sollevando dubbi sulla conformità del rendiconto ai principi contabili. Le criticità erano già state espresse in una istanza di annullamento della delibera di Giunta n. 79/2026 e in una nota del 26 giugno indirizzata al responsabile finanziario e al sindaco. Secondo i due consiglieri, il debito verso la Regione per l’Episcopio è un’obbligazione certa, liquida ed esigibile, e non può essere trattato come rischio. Contestano, inoltre, l’accantonamento a fondi rischi per una passività già definita; l’utilizzo di 800 mila euro con vincolo di destinazione per coprire la passività, in contrasto con l’art. 187 del Tuel; e l’effetto contabile che avrebbe generato un incremento fittizio della parte disponibile, mentre una corretta imputazione avrebbe probabilmente evidenziato un disavanzo. Da qui il monito ai consiglieri sulle possibili conseguenze dell’approvazione del documento «a fronte delle anomalie evidenziate».
Carmela Commodaro

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