Amaroni, Via Crucis vivente: un’intera comunità unita tra fede, emozione e partecipazione

La tradizione si è rinnovata ad Amaroni con una partecipazione straordinaria e un’intensa carica emotiva per la Via Crucis vivente, organizzata dalla Pro Loco, dall’associazione E.R.A. e dal Comitato Festa Santa Barbara. Le vie del paese si sono trasformate in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove la Passione di Cristo è stata raccontata attraverso scene curate, coinvolgenti e profondamente sentite. Le strade del centro abitato hanno accolto le diverse stazioni della Via Crucis, animate da figuranti che hanno interpretato con grande impegno i personaggi della Passione. Il ruolo di Gesù è stato affidato al giovane Maurizio De Filippo, mentre la Madonna è stata impersonata da Laura Conte, presidente della Pro Loco. Attorno a loro, un gruppo numeroso di volontari ha dato vita ai soldati, ai discepoli, alle pie donne e a tutte le figure simboliche del racconto evangelico. A guidare spiritualmente il cammino è stato don Roberto Corapi, che ha commentato ogni stazione collegando gli episodi della Passione alle sfide del presente. Le sue parole hanno offerto ai partecipanti spunti di riflessione concreti e attuali, capaci di rendere la rappresentazione non solo un momento di memoria religiosa, ma anche un invito a vivere con maggiore consapevolezza il proprio quotidiano. Don Corapi ha richiamato l’attenzione sulle “mamme addolorate” del nostro tempo, sulle cadute provocate dalle guerre e dalle ingiustizie, e sul valore irrinunciabile della pace come dono e responsabilità comune. Il suo appello finale, «Siate cristiani di speranza», ha risuonato come un incoraggiamento a mantenere viva la fede e la solidarietà. Tra le scene più toccanti, la crocifissione rappresentata davanti alla chiesa parrocchiale ha suscitato profonda commozione. L’intensità dell’interpretazione, unita al silenzio rispettoso dei presenti, ha trasformato quel momento in un’esperienza collettiva di grande impatto emotivo. La Via Crucis vivente conferma ancora una volta la capacità di Amaroni di unire tradizione, spiritualità e partecipazione popolare. L’impegno delle associazioni, dei volontari e dei tanti cittadini coinvolti testimonia un forte senso di comunità e un desiderio condiviso di mantenere vive le radici culturali e religiose del territorio. L’evento si è rivelato non solo un appuntamento di fede, ma anche un momento di identità collettiva, capace di coinvolgere generazioni diverse e di rafforzare il legame tra passato e presente.
Carmela Commodaro
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