Amaroni riscopre la sua identità industriale: l’Archeoclub svela la miniera “a cucchiaio” e propone di intitolare spazi pubblici al geometra Domenico Naso

Un recupero storico senza precedenti sta riportando alla luce un capitolo dimenticato dell’identità industriale di Amaroni. A guidarlo è il Lorenzo Satanassi, presidente della sede di Amaroni dell’Archeoclub d’Italia, che con una ricerca tenace e meticolosa ha scardinato il silenzio degli archivi nazionali, restituendo al territorio un patrimonio documentale di straordinario valore. La parte rilevante dell’operazione è l’individuazione, nei database del Distretto Minerario di Napoli, del fascicolo “Naso con Toro” del 1968, custodito nella storica “Pandetta Rossa”, il registro dei privilegi minerari d’epoca. Un documento imponente (Volume 1814, Partita 552) che certifica l’esistenza di una miniera “a cielo aperto a forma di cucchiaio”, originariamente destinata all’estrazione di brecciame. Fu il geometra Domenico Naso, figura chiave della storia tecnica locale, a trasformare quel sito in un polo d’eccellenza per la produzione di feldspati, materiali strategici per l’industria ceramica. Il presidente Satanassi ha precisato che l’esatta ubicazione della miniera non verrà resa pubblica fino al completamento del sopralluogo da parte del geologo incaricato. Una scelta dettata da ragioni di sicurezza e tutela del patrimonio. Insieme alla ricerca archivistica l’Archeoclub ha avanzato al Comune una proposta ufficiale per onorare la figura del geometra Naso attraverso tre iniziative, l’intitolazione della sala consiliare, l’intitolazione del sentiero della miniera e la collocazione di una targa commemorativa in piazza Nenni, accanto alla tabella del Cammino Basiliano. L’associazione ha già predisposto il progetto della targa, realizzata in materiale inalterabile e arricchita dall’effigie storica dello studioso. L’operazione ha ottenuto un sostegno accademico di rilievo, come l’Università di Padova (supporto scientifico ufficiale), l’Università di Torino e l’Università di Bari (collaborazioni attive). È stato, inoltre, attivato l’Istituto Geografico Militare di Firenze per la produzione delle cartografie storiche, mentre sono stati già rintracciati decreti minerari di grande interesse. Tutto questo lavoro confluirà nel convegno “Shear Zone di Amaroni”, in programma sabato 18 aprile, che vedrà la partecipazione della famiglia Naso e di studiosi provenienti da diversi atenei italiani. Nel frattempo, Satanassi annuncia un imminente appuntamento decisivo. «Venerdì 20 febbraio – afferma – avrò un incontro con l’Ateneo di Padova. Lottiamo perché questo patrimonio torni ai cittadini. L’Archeoclub non si ferma».
Carmela Commodaro
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