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Turismo, Jelinic “Il 2026 iniziato bene, il settore sa reagire alle crisi”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 2024 è stato definito da molti un anno record”, per il turismo, “in realtà nel 2025 siamo riusciti a fare meglio. È stato un anno a dir poco straordinario per quanto riguarda i numeri di arrivi e presenze, abbiamo addirittura superato i competitor europei, questo ci ha riempito di orgoglio. Anche il 2026 è partito in maniera straordinaria, in questi giorni stiamo vedendo un piccolo rallentamento per via anche della situazione internazionale e c’è un minimo di raffreddamento nel mercato turistico, però siamo fiduciosi”. Lo afferma Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit, in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.

sat/mrv

Iran, Conte “L’Italia non partecipi alla missione nello stretto di Hormuz”

MILANO (ITALPRESS) – “Siamo arrivati al livello che le informazioni noi le abbiamo da Washington o in questo caso da Londra. Da Londra ci vien detto che l’Italia parteciperebbe a questa missione. Diciamo assolutamente no. Trump ha creato questa instabilità, ha fatto questi attacchi illegali. Trump risolva il problema e non chieda a noi di mandare i nostri uomini, le nostre navi, i nostri mezzi”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte a margine di un incontro organizzato dalla lista studentesca “UniSi” all’Università degli Studi di Milano sulle ragioni del No al referendum sulla giustizia commentando la notizia che l’Italia assieme ad altri paesi parteciperebbe ad una missione per garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz.

xh7/tvi/mca2

La Bce mantiene ancora invariati i tassi d’interesse

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. Nel dettaglio i tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,4%. Il Consiglio Direttivo “è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sul nostro obiettivo del 2% a medio termine. La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Secondo la Bce il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra, ma anche dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia. Il Consiglio direttivo si dice comunque fiducioso sul prossimo futuro. L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia dell’eurozona ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri.
sat/azn

Carburanti, il governo taglia le accise

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto carburanti. Il provvedimento prevede un taglio delle accise temporaneo, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto della crisi energetica e dei rincari per il prezzo del petrolio sugli utenti, come spiegato dalla premier Giorgia Meloni in un video diffuso sui social.
sat/azn

Indagine sul lavoro domestico, tanto amato ma poco tutelato

ROMA (ITALPRESS) – Il lavoro domestico è considerato essenziale per famiglie e società, ma continua a essere percepito come poco riconosciuto e poco tutelato. È il quadro che emerge da un’indagine Censis realizzata per Assindatcolf. Per oltre sette italiani su dieci, chi svolge questo lavoro è poco o per niente stimato socialmente, e più della metà non vorrebbe che un figlio o una figlia intraprendesse questa strada. Eppure, il giudizio sulla sua utilità è nettissimo: l’80% lo definisce un lavoro importante e quasi il 90% ritiene che contribuisca in modo significativo al benessere collettivo. A pesare sulla reputazione del settore è anche l’idea che si tratti spesso di una scelta obbligata: oltre la metà degli intervistati pensa che chi fa lavoro domestico lo faccia perché non ha alternative, mentre una minoranza lo considera una scelta professionale pienamente libera. Sullo sfondo c’è il nodo delle tutele: per la maggioranza degli italiani questa attività lavorativa non è adeguatamente protetta dallo Stato o lo è solo in parte. Altro fattore decisivo è l’irregolarità: quasi otto italiani su dieci ritengono che il lavoro nero incida molto o abbastanza. Le responsabilità, secondo gli intervistati, sono soprattutto delle famiglie o comunque condivise tra famiglie e lavoratori. Per gli italiani servono prima di tutto incentivi alla regolarizzazione contrattuale e un aumento delle retribuzioni. Perché, conclude l’indagine, il paradosso è tutto qui: un lavoro percepito come indispensabile, ma ancora poco valorizzato sul piano sociale ed economico.
sat/azn

Tg Economia – 19/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Carburanti, il governo taglia le accise
– La Bce mantiene ancora invariati i tassi d’interesse
– Indagine sul lavoro domestico, tanto amato ma poco tutelato
– Rinnovi contrattuali, novità sulla tassazione
sat/abr/azn

Tg News – 19/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Londra annuncia piano a 6 per riapertura stretto Hormuz
– Mattarella dalla Spagna “Ue sappia dire no ai conflitti”
– Giorgetti “La guerra è uno stress test impegnativo per i conti pubblici”
– Codacons, alla pompa prezzi non risentono ancora dei tagli
– La Bce mantiene invariati i tassi d’interesse
– Escort Firenze, parla la guardia giurata omicida
– Congedo, un padre su tre ancora non lo sa
– Polizia e Fastweb+Vodafone, un podcast contro la violenza di genere online
– Previsioni 3B Meteo 20 Marzo
mrv

Fumarola “Serve un patto per il Paese, recuperare spirito della concertazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo preoccupati per le ricadute negative che possono derivare e che si sono già manifestate rispetto ai conflitti in atto. Ci deve essere una responsabilità condivisa, abbiamo bisogno di avere una attenzione particolare per le questioni che riguardano gli aspetti internazionali: multilateralismo, diritto internazionale esigibile, una comunità internazionale coesa, un’Europa protagonista, ma allo stesso tempo nel nostro Paese abbiamo bisogno di affrontare non solo le ricadute che nell’immediato si stanno manifestando ma anche le prospettive. A giugno il Pnrr completerà i suoi effetti, dobbiamo avere una visione che possa tenere insieme le esigenze di tutti e mettere intorno ad un tavolo i soggetti responsabili e riformisti per individuare quale strategia”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela, Fumarola, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Questo è il nostro ‘patto’, la necessità di incontrarsi e focalizzare l’attenzione su alcune priorità: lavoro, salari, produttività, innovazione, salute e sicurezza, ma non solo, è necessario mettere insieme una serie di elementi che consentano al Paese di guardare oltre. Meloni si è mostrata disponibile già al nostro congresso. Aspettiamo di aprire questo cantiere della responsabilità recuperando anche” lo spirito della concertazione, “la capacità di mettersi insieme e individuare delle risposte”.

sat/azn

Scherma, a Riccione il sogno azzurro dei giovanissimi campioni d’Italia

RICCIONE (ITALPRESS) – Quattro giovanissimi campioni d’Italia Under 14 sono scesi in pedana a Riccione insieme alla Nazionale azzurra campione del mondo. È la magia di “Un Giorno da Campione”, il progetto di FederScherma e Kinder Joy of Moving che permette ai vincitori del Gran Premio Giovanissimi di vivere un’esperienza unica accanto agli atleti degli Assoluti. La terza tappa dell’edizione 2026, dedicata alla sciabola maschile, si è svolta al Play Hall, storica sede del Trofeo “Renzo Nostini”, trasformata per l’occasione in un punto d’incontro tra presente e futuro della scherma italiana. Protagonisti Stefano Esibini, Mattia Giannicola, Valerio Imbastari e Federico Sciullo, i quattro campioni italiani Under 14, accolti dai campioni del mondo di Tbilisi 2025. In pedana e fuori, il confronto con gli azzurri Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e Matteo Neri, insieme a Cosimo Bertini, Dario Cavaliere, Leonardo Dreossi e Mattia Rea, ha rappresentato un momento di crescita tecnica e umana. Una giornata speciale, tra allenamenti, consigli e sorrisi, che ha permesso ai più giovani di vivere da vicino il sogno azzurro, immaginando il loro futuro nella scherma di alto livello.

gm/gtr
(Fonte video: Federscherma)

Acquacoltura e pesca, più trasparenza e informazione per valorizzare Made in Italy

Acquacoltura e pesca, più trasparenza e informazione per valorizzare Made in Italy

ROMA (ITALPRESS) – Più trasparenza e informazione per valorizzare il prodotto ittico italiano: è la richiesta unanime emersa al vertice organizzato dall’API (Associazione Piscicoltori Italiani) nella sede di Confagricoltura a Roma con i principali rappresentanti dei comparti acquacoltura e pesca e delle istituzioni.
Oltre al presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, il presidente dell’API Matteo Leonardi, il presidente dell’OP del Pesce Claudio Pedroni, i produttori Alessandro Puglisi Cosentino (Acqua Azzurra – avannotteria), Giancarlo Ravagnan (Agroittica Lombarda – storionicoltura), il direttore di Federpesca Francesca Biondo e il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha evidenziato come il ruolo del ministero si sia evoluto da “controllore” ad alleato nel percorso di crescita del settore. Opinione condivisa da tutti gli stakeholder.
L’Italia vanta il primato per qualità e sicurezza anche nel comparto ittico, un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale, ma che non basta a far crescere il settore: nonostante l’Italia abbia un consumo di pesce più elevato rispetto ad altri Stati europei – circa 31 Kg pro capite all’anno – soltanto il 14% arriva dalla produzione nazionale. Il resto è importato. Pesano, per spigole e orate, l’esiguo numero di concessioni demaniali marittime: solo 19 su oltre 8.000 km di costa. Solo la Turchia, uno dei nostri principali competitor, ne ha 540. Siamo primi produttori di caviale da storione in Europa, con 67 tonnellate, e secondi al mondo dopo la Cina, che ha avuto una crescita molto veloce in breve tempo, fino ad occupare il 54% del mercato mondiale. Il comparto dell’avannotteria di spigole e orate è cresciuto molto, ma l’Italia assorbe solo il 10% della produzione (pari a 200 milioni di avannotti/anno). Se ci fossero più allevamenti, potremmo avere maggiore presenza di pesce italiano sulle tavole. Sul fronte pesca, invece, si è registrata una diminuzione della produzione, sia per la contrazione della flotta italiana, sia per difficoltà strutturali e aumento di costi che incidono fortemente sul comparto. Per invertire la tendenza, è necessario intervenire su più fronti: le proposte condivise dai rappresentanti di pesca e acquacoltura sono di garantire maggiori informazioni al consumatore con la trasparenza dell’origine del prodotto nel canale Ho.Re.Ca, dove viene consumato circa il 60% del pesce. Parallelamente, a fronte di una richiesta che si è rivelata crescente, occorre aumentare il numero di concessioni a mare per l’allevamento di pesce in Italia. La spietata concorrenza dall’estero rischia altrimenti di soffocare tutti gli investimenti realizzati finora in un settore che è emblema della cucina italiana nel mondo.
“Il settore dell’acquacoltura in Italia ha un fatturato che supera o sfiora, dipende dall’anno, circa 400 milioni di euro e si occupa di varie produzioni, quindi d’acqua dolce, acqua salata, con varie caratteristiche e tante peculiarità. Un prodotto poco conosciuto dal grande pubblico è il caviale: siamo leader in Europa e secondi al mondo nella produzione. Siamo leader in Europa per la produzione di trota di acqua dolce, che è forse la forma più tradizionale di acquacoltura, e abbiamo delle eccellenze nella produzione anche a mare con branzini, orate e alcune nuove specie che si stanno presentando per avere una maggiore differenziazione e adattamento ai cambiamenti climatici, che ci chiedono di essere un pò più resilienti e poter allevare le specie che più si adattano a questi cambiamenti”, spiega Matteo Leonardi, presidente di API, l’associazione dei piscicoltori italiani che riunisce più del 90% delle aziende che producono pesce in Italia.
“Siamo un settore giovane e abbiamo tante potenzialità, ma anche tante anche difficoltà su vari aspetti – prosegue -, perchè il clima ci sta mettendo seriamente alla prova: lo misuriamo anno dopo anno in maniera sempre più violenta e con declinazioni diverse. Abbiamo alcune problematiche legate a difficoltà di attuazione, magari per avere nuove licenze e poter espandere la produzione, soprattutto a mare”, sottolinea Leonardi, che evidenzia anche “difficoltà nel riconoscimento del prodotto: il consumatore ancora vede il pesce allevato come di seconda scelta, quando invece abbiamo dei controlli che sono molto superiori al pescato”. Per il presidente di API serve anche “maggiore trasparenza. Stiamo cercando di portare avanti con forza la tracciabilità, non solo sui banchi del pesce, ma anche per la ristorazione: più del 50% del prodotto del pesce in Italia viene consumato fuori casa e quando si va in un ristorante non si sa che pesce si sta mangiando. Speriamo di riuscire ad avere presto una legge che ci permetta di avere quest’ultimo miglio anche per la tracciabilità”.
La pesca e l’acquacoltura sono “una delle eccellenze poco conosciute del sistema produttivo del Paese” e “un settore importante che, insieme ad API, vogliamo rappresentare e far crescere”, sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, per il quale “il rinnovo delle concessioni che sta aspettando da troppo tempo”. E’ necessario “un piano di interventi per un settore che dà grandi soddisfazioni: dobbiamo far sì che i nostri imprenditori possano continuare a crescere”.
“Da una parte serve un importante piano di comunicazione, dall’altra un piano di intervento per rafforzare il sistema della produzione del sistema ittico – prosegue Giansanti -. Da tempo in Confagricoltura stiamo aprendo una fase di studio e di attenzione al settore acqua, non solamente intesa come acqua di irrigazione, ma anche di produzione di sale fino ad arrivare agli allevamenti. Credo che oggi più che mai ci sia la necessità di affrontare in maniera ampia gli aspetti legati al cambiamento delle abitudini alimentari (e l’aumento del consumo di prodotti pescati ovviamente va in quella direzione)” con l’obiettivo di “far crescere il sistema produttivo”.
“Abbiamo sviluppato in questi anni di governo un’azione sinergica per mettere in sicurezza la filiera” dell’acquacoltura “che è molto importante dal punto di vista economico, ma soprattutto per la tutela della salute degli italiani”, sottolinea il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Si tratta di una filiera molto proattiva che collabora con il Ministero, che finalmente non viene più visto come “censore” nei confronti degli imprenditori – prosegue -, ma come amico che vuole mettere in sicurezza la filiera stessa e soprattutto vuole tutelare la salute degli italiani”.
“Lo stiamo facendo puntualmente. Un dato su tutti: l’abbattimento del consumo degli antibiotici del 50%, così come voluto dalla strategia Farm to Fork dell’Unione Europea. Siamo primi in Europa, abbiamo già raggiunto il 46% di abbattimento e questo lo si deve a questa sinergia assolutamente positiva, che ci porta a prendere decisioni insieme, nell’interesse comune”. Per il futuro, “i passi da affrontare sono tantissimi. In un contesto geopolitico difficile come quello nel quale ci troviamo, il dialogo fra il mondo dell’acquacoltura e il Ministero della Salute che presidia il controllo alimentare è fondamentale”, sottolinea. “La tracciabilità sicuramente è uno dei temi centrali: immaginare che possano essere consumati pesci rispetto ai quali non c’è certezza di tracciamento è un tema da affrontare immediatamente. Il Ministero e le sue diramazioni – come i carabinieri del NAS – saranno proattivi nell’andare a colpire senza alcuna remora chi oggi mette in tavola prodotti non tracciati e di dubbia provenienza extra europea”, conclude Gemmato.

– Foto ufficio stampa Confagricoltura –

(ITALPRESS).