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Diga Trinità, Schifani “Grazie a lavori Regione via libera a innalzamento quota”

PALERMO (ITALPRESS) – “C’è chi parla, critica, si lamenta. E poi c’è chi lavora. Io sto da questa parte. Dopo anni di immobilismo, oggi diamo una risposta concreta agli agricoltori del Trapanese. La diga Trinità torna a crescere: il Ministero ha autorizzato l’innalzamento della quota da 62 a 64 metri. Non parole, fatti”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in un messaggio video su YouTube, commentando il via libera dal ministero delle Infrastrutture all’innalzamento della quota della diga Trinità. “Un risultato – aggiunge Schifani – reso possibile grazie ai lavori realizzati dalla Regione, con il commissariamento gestito direttamente dalla Presidenza, che hanno migliorato le condizioni di sicurezza. E i numeri parlano chiaro: +2,6 milioni di metri cubi d’acqua recuperati. Abbiamo affrontato e risolto una criticità che si trascinava da anni. Oggi quell’acqua in più significa futuro, significa sostegno reale a un territorio che non può più aspettare. A chi continua a lamentarsi rispondo così: noi andiamo avanti. Con determinazione, concretezza e risultati”.

tvi/mca1

(Fonte video: Regione Siciliana)

Diplomacy Magazine – Puntata del 26 marzo 2026

ROMA (ITALPRESS) – Nella ventottesima puntata di “Diplomacy Magazine – Il racconto della geopolitica”, il format tv dell’Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Daniele Ruvinetti, Senior Advisor della Fondazione Med-Or. L’ambasciatore Giampiero Massolo nella rubrica “Realpolitik” fa il punto sugli obiettivi degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, mentre Ettore Sequi in studio parla della difficile trattativa tra Washington e Teheran per la fine del conflitto in Medio Oriente e delle preoccupazioni dell’opinione pubblica italiana per le conseguenze delle guerre in corso anche in altre aree.

sat/azn

Lombardia, Picchi “Bando impianti sportivi da record e con i giovani a San Siro

MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è un’eccellenza dal punto di vista dell’impiantistica sportiva, con più di 13.000 impianti (il 20% del totale nazionale), più di 41.000 aree per spazi di sportivi (il 30% del totale nazionale), ma caratterizzata anche da una certa vetustà degli impianti, con un’età media di 42 anni. Situazione che ha spinto la Regione, anche sull’onda delle Olimpiadi, a realizzare un bando impianti sportivi da 100 milioni di euro. “E’ stato il bando per l’impiantistica sportiva più grande mai fatto da Regione Lombardia ed ha avuto dei risultati straordinari perché ha creato un valore aggiunto importante perché da ogni euro messo a disposizione da Regione, generiamo un moltiplicatore di 3 euro di valore impianti”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, intervistata dall’Agenzia di Stampa Italpress, annunciando anche un grande evento a San Siro per il prossimo 13 maggio.
trl/gsl

Transizione ecologica, nasce la piattaforma SHIFT per fare sistema

Transizione ecologica, nasce la piattaforma SHIFT per fare sistema

ROMA (ITALPRESS) – Mettere in rete competenze industriali, ricerca e governance territoriale per affrontare in modo sistemico le sfide della transizione ecologica: con questo obiettivo nasce SHIFT, la piattaforma promossa da Gruppo CAP che riunisce operatori industriali, tecnologici, centri di ricerca e soggetti della pianificazione territoriale, con l’ambizione di creare un luogo stabile di confronto e di lavoro comune, capace di elaborare analisi, visioni e proposte utili ad accompagnare l’evoluzione normativa e industriale in corso, sia a livello nazionale che europeo.
Il progetto è stato presentato a Roma, presso la sede dell’Istituto Luigi Sturzo, nel corso di un evento nazionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo scientifico.
‘SHIFT – afferma Yuri Santagostino, Presidente Esecutivo di Gruppo CAP – ha un metodo peculiare: far dialogare allo stesso tavolo attori diversi, con interessi differenti. Le sfide del nostro tempo, però, richiedono la massima condivisione. Oggi i servizi pubblici rappresentano un’architrave sociale fondamentale, anche per garantire i diritti delle comunità. Mettiamo insieme imprese, gestori dei servizi pubblici, soggetti privati che supportano le aziende, consulenti, mondo della ricerca e dell’università e società civile: un elemento essenziale per essere il più possibile efficaci e per portare le nostre proposte a livello nazionale ed europeo. Dal punto di vista geopolitico, la situazione cambia purtroppo ogni giorno: si torna a parlare di energia e sicurezza energetica. Sul piano climatico, inoltre, stiamo vivendo una fase di crisi che richiede risposte nuove e innovativè.
La nascita di SHIFT risponde a un’esigenza sempre più evidente nel dibattito europeo e nazionale: affrontare le sfide climatiche, energetiche e industriali non più attraverso interventi settoriali e isolati, ma costruendo sinergie tra filiere diverse e competenze complementari. In questo scenario, le infrastrutture ambientali – acqua, energia, rifiuti e recupero delle risorse – diventano un asset strategico per la competitività e la resilienza dei territori.
‘Per i temi legati all’ambiente e alla sicurezza energetica – afferma Fabrizio Penna, Capo dipartimento Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – è fondamentale creare tavoli di confronto tra istituzioni, imprese, cittadini, stakeholder e liberi professionisti. Le questioni da affrontare sono rilevanti, spesso delicate e talvolta controverse. Abbiamo obiettivi comuni da raggiungere: dalla decarbonizzazione alla gestione di una fase geopolitica complessa, che incide direttamente sui costi per cittadini e imprese. Dobbiamo affrontare il tema del prezzo dell’energia, della sicurezza energetica e dell’indipendenza.
Tavoli di confronto come quello avviato oggi con SHIFT vedono il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pienamente coinvolto. Siamo interessati a portare il nostro contributo, ma soprattutto ad ascoltare, per costruire insieme strategie efficaci a livello europeo e globalè.
L’acqua, così come l’energia, non è solo un tema ambientale, ma un fattore chiave per il sistema economico e produttivo del Paese: fino al 20% del PIL nazionale è infatti riconducibile alla disponibilità della risorsa idrica. La filiera estesa dell’acqua genera inoltre un valore economico significativo lungo tutta la catena, con un moltiplicatore pari a 2,8, a dimostrazione dell’effetto leva sugli altri settori produttivi.
SHIFT nasce con una missione chiara: favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, promuovere l’innovazione tecnologica e costruire nuovi modelli di integrazione tra servizi ambientali, contribuendo allo sviluppo di soluzioni scalabili per la transizione ecologica.
L’attività della piattaforma si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. Il primo riguarda la transizione climatica, con particolare attenzione alle Nature-Based Solutions, allo sviluppo delle tecnologie Aquatech e ai percorsi di neutralità energetica delle infrastrutture ambientali.
Il secondo è dedicato alla bioeconomia, con iniziative orientate al riuso e alla qualità delle acque reflue e alla valorizzazione delle matrici organiche, in una prospettiva di gestione circolare delle risorse.
Il terzo ambito riguarda la sinergia tra acqua e rifiuti, con l’obiettivo di sviluppare modelli di integrazione tra Servizio Idrico Integrato, sistemi energetici, reti di teleriscaldamento e filiere della gestione dei rifiuti, favorendo una gestione più efficiente e sostenibile delle infrastrutture ambientali.
Attraverso questi ambiti, SHIFT punta a diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione, capace di mettere a sistema esperienze industriali, innovazione tecnologica e visione strategica dei territori.
Con la nascita di SHIFT, Gruppo CAP conferma il proprio impegno nel promuovere alleanze tra industria, ricerca e istituzioni, con l’obiettivo di trasformare le infrastrutture ambientali in motori di innovazione, sostenibilità e sviluppo per il Paese.
Per Carmelina Cicchiello, responsabile del Dipartimento Patrimonio, Politiche Abitative, Ciclo Integrato dei Rifiuti, Infrastrutture, Strade, Porti e Aereoporti, Demanio dell’Anci
‘la partnership pubblico-privato è indispensabile per affrontare queste sfide e trasformare le criticità, come la gestione dei rifiuti, in opportunità per il territorio, migliorando al contempo la gestione ambientale e la consapevolezza nell’uso delle risorse. Le risorse naturali, infatti, non sono illimitate e devono essere gestite in modo responsabile, soprattutto in un Paese come il nostro, povero di materie primè.
Il debutto operativo della piattaforma coincide con la presentazione del primo Policy Brief, focalizzato sulle opportunità di integrazione tra infrastrutture idriche e sistemi energetici urbani. Il documento analizza il potenziale di recupero dell’energia termica presente nelle acque reflue, mostrando come i depuratori possano diventare vere e proprie “miniere energetiche”.
Le reti del ciclo idrico mantengono infatti una temperatura stabile tra 10 e 20°C durante tutto l’anno: una risorsa ancora poco valorizzata che, attraverso pompe di calore industriali, può alimentare le reti di teleriscaldamento urbano. L’integrazione tra Servizio Idrico Integrato e teleriscaldamento rappresenta un esempio concreto di come le infrastrutture ambientali possano evolvere da sistemi settoriali a piattaforme energetiche urbane.
Per rendere scalabili questi modelli, SHIFT sottolinea la necessità di aggiornare il quadro normativo nazionale, superando le attuali barriere economiche. Il Policy Brief propone l’equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali UE al 2045, oltre alla defiscalizzazione dell’energia elettrica utilizzata per il recupero termico.
Parallelamente, viene richiesto il riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture, insieme a una semplificazione degli iter autorizzativi: passaggi indispensabili per ammortizzare gli elevati costi di posa delle reti e garantire la realizzazione degli interventi entro le scadenze del PNRR.
La solidità di SHIFT risiede nella sua natura multi-stakeholder e nella capacità di mettere in relazione competenze diverse lungo l’intera filiera della transizione ecologica. Il progetto coinvolge realtà come Utilitalia, Fondazione Utilitatis e Aqua Pubblica Europea, insieme a partner tecnologici e di pianificazione quali A2A Calore e Servizi, ALA, Gruppo Allevi, Aquanexa, Bioforcetech, Isle Utilities, Tecno Habitat, LAND, Ordine degli Ingegneri di Milano, Politecnico di Milano, Rice House, ARS Ambiente e Ascolto Attivo.
Questa pluralità di attori consente a SHIFT di proporsi come abilitatore di sistema, offrendo al decisore pubblico analisi tecniche e proposte operative per una transizione ecologica basata su una visione integrata dello sviluppo delle infrastrutture ambientali e urbane.
-foto xi2/Italpress-
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Banca del Fucino al fianco degli atleti paralimpici del Circolo Aniene per il 2026

Banca del Fucino al fianco degli atleti paralimpici del Circolo Aniene per il 2026

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino conferma il proprio impegno al fianco dello storico Circolo Canottieri Aniene di Roma, sostenendo gli atleti del settore paralimpico per l’intera stagione agonistica 2026. “Il legame tra la Banca e il Circolo – spiega una nota – si fonda su una collaborazione consolidata nel tempo: da diversi anni Banca del Fucino supporta la sezione paralimpica nelle principali competizioni internazionali e, per il 2026, la partnership si estende a tutte le gare in calendario”.
La squadra paralimpica del Circolo Aniene, attiva nelle discipline canoa, canottaggio, nuoto, padel, ciclismo, atletica leggera e sci nordico, è composta da 22 atleti. Tra questi, spiccano protagonisti che hanno rappresentato l’Italia ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, come Luca Mazzone (ciclismo), tra i portabandiera alla cerimonia di apertura.
“L’iniziativa – continua la nota – conferma l’attenzione della Banca del Fucino verso lo sport, inteso come espressione di valori quali inclusione, determinazione e resilienza, attraverso un sostegno concreto alla partecipazione degli atleti alle competizioni”.
“Continuiamo a scendere in campo con ancora maggiore determinazione, rafforzando il nostro impegno per sostenere, lungo tutto il 2026, alcuni dei migliori atleti paralimpici italiani – ha detto Francesco Maiolini, Amministratore Delegato di Banca del Fucino -. E’ un progetto che ci sta particolarmente a cuore perchè ci permette di affiancare atleti straordinari e di riconoscere nei loro percorsi i valori che guidano il nostro lavoro quotidiano: impegno, dedizione, costanza e determinazione. I loro risultati e la loro capacità di superare ogni sfida rappresentano un esempio e un’ispirazione per tutti”.
Il Circolo Canottieri Aniene è una delle realtà sportive più prestigiose della Capitale, riconosciuta per i successi conseguiti e per l’impegno nella promozione dello sport olimpico e paralimpico. Nel corso degli anni, ha visto la partecipazione di 135 atleti alle diverse edizioni dei Giochi Olimpici.

– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

In Cina nuove scoperte di terre rare, fluorite e barite

In Cina nuove scoperte di terre rare, fluorite e barite

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha compiuto progressi significativi nell’esplorazione di tre risorse minerarie chiave – terre rare, fluorite e barite – nella provincia sud-occidentale del Sichuan, secondo quanto riferito dal ministero delle Risorse Naturali.

Nell’area mineraria di Maoniuping, nella contea di Mianning, una filiale del China Rare Earth Group Co., Ltd. ha confermato di aver identificato una nuova risorsa di ossidi di terre rare pari a 9,666 milioni di tonnellate.

Secondo gli esperti, la scoperta rappresenta un importante rafforzamento delle riserve strategiche di terre rare del Paese e un modello innovativo per l’esplorazione mineraria in profondità e nelle aree periferiche in terreni geologicamente complessi.

Oltre ai giacimenti di terre rare, la stessa area mineraria contiene anche 27,135 milioni di tonnellate di fluorite e 37,228 milioni di tonnellate di barite, entrambe classificate come riserve di dimensioni “super grandi”.

Wang Denghong, direttore dell’Istituto delle risorse minerarie dell’Accademia cinese delle scienze geologiche, ha sottolineato l’importanza delle scoperte di questi due minerali.

“Se le terre rare sono le ‘vitamine dell’industrià, allora fluorite e barite sono le basi essenziali e i pilastri dell’industria, insostituibili e costantemente richiesti”, ha dichiarato Wang.

La fluorite è una materia prima cruciale nell’industria moderna, con applicazioni diffuse in settori che spaziano dall’aerospazio alla farmaceutica, dall’elettronica alla meccanica, fino all’energia nucleare.

La barite, invece, trova il suo principale impiego nell’industria della perforazione petrolifera e del gas e svolge anche un ruolo importante nei prodotti chimici, nei materiali di riempimento e nell’imaging medico.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Venti nazioni al Trofeo Lido Filippi di beach sprint, prima tappa a Mondello

Venti nazioni al Trofeo Lido Filippi di beach sprint, prima tappa a Mondello

ROMA (ITALPRESS) – Ritorna, anche nel 2026, l’appuntamento con il Trofeo Lido Filippi, il circuito nazionale e internazionale di Beach Sprint promosso dalla Federazione Italiana Canottaggio con il contributo del cantiere Filippi Boats. Prima tappa da domani a domenica a Mondello, seguita da Fano (17-19 aprile), Bacoli (8-10 maggio) e Marina di Castagneto (5-7 giugno). L’evento, a partire dal 2025, assume una rilevanza crescente in ragione dell’inserimento del beach sprint nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles. La stima nelle quattro tappe prevede la presenza complessiva di 1500 atleti in arrivo da una ventina di nazioni. I club italiani si sfideranno per conquistare il prestigioso “Filippi Trophy”, assegnato al club che totalizzerà il maggior punteggio dopo tutte e quattro le tappe. E’ caccia aperta al Rowing Club Peloro, vincitore nel 2025. Nella tappa finale di Marina di Castagneto, gli atleti meglio classificati si divideranno il montepremi totale di ventimila euro. “Il Beach Sprint è in fase di crescita in Italia e l’impegno della nostra Federazione sarà sempre più forte sia in fase agonistica che promozionale – afferma Rossano Galtarossa, presidente della Federazione Italiana Canottaggio – Ringraziamo tutti i COL per l’impegno e soprattutto il nostro partner Filippi Boats per la vicinanza quotidiana nelle attività federali e, in particolare, per lo straordinario sostegno fornito nell’organizzazione di questo circuito nazionale e internazionale”. “Desidero in primo luogo evidenziare lo sforzo prodotto dai Comitati Organizzatori Locali, sotto l’egida della FIC, per rendere l’edizione 2026 del Trofeo Filippi, in memoria di mio padre Lido, ancora più avvincente e competitiva – sono parole di David Filippi, responsabile del cantiere Filippi Boats – La prima tappa di Mondello già testimonia un trend di crescita, con una partecipazione destinata ad aumentare nelle tappe successive grazie alla presenza di altre nazioni europee come la Germania, l’Olanda, il Portogallo, la Romania a cui si aggiungeranno Cina, Australia e Stati Uniti. La volontà condivisa con la FIC di passare da un evento nazionale a internazionale è premiata dai fatti”. Singolo maschile, singolo femminile, doppio maschile, doppio femminile, quattro di coppia con timoniere misto. Queste le specialità di un programma aperto ad atleti di ogni età e abilità: Under 19, Under 23, Universitari, Senior e Master. Tra gli iscritti alla prima prova di Mondello, si evidenziano i nomi di punta del Beach Sprint azzurro. Da notare le presenze in singolo e nel doppio misto di Federico Ceccarino (Fiamme Gialle-CC Napoli) e Federica Cesarini (Fiamme Oro-Gavirate), ovvero il doppio Mix titolare alle ultime World Rowing Beach Sprint Finals in Turchia, così come di Ilaria Bavazzano (CS Urania) e Maria Elena Zerboni (CC Saturnia), entrambe azzurre lo scorso anno ad Antalya nel quattro di coppia mix con timoniere. Presenti, sempre dalla spedizione azzurra ai Mondiali 2025, anche Lucio Fugazzotto (Fiamme Gialle-Peloro Rowing) e Andrea Sciavicco Fasano (Peloro Rowing), entrambi bronzo lo scorso anno – il primo in singolo, il secondo nel doppio maschile – con Fugazzotto che debutta tra i Senior. Da non sottovalutare poi anche le presenze di altri atleti e atlete in luce negli anni scorsi con la divisa della Nazionale, come Silvia Tripi (CC Napoli, medagliata alle World Rowing Beach Sprint Finals di Genova nel 2024 nel doppio Mix con Ceccarino), Alice Ramella (SC Santo Stefano), Silvia Messina (Peloro Rowing), Michelangelo Quaranta (CC Barion), Lucio Cozzolino (CC Irno), Gabriele Loconsole (CUS Bari) e Federico Garibaldi (SC Santo Stefano), così come la partecipazione di atleti che hanno scritto pagine importanti di storia remiera azzurra nel flat rowing come Stefano Oppo (Carabinieri, bronzo a Tokyo 2020 e argento a Parigi 2024 nel doppio Pesi Leggeri), Pietro Willy Ruta (Fiamme Oro, bronzo olimpico 2020 proprio con Oppo) e Martino Goretti (due partecipazioni olimpiche sulle spalle, in gara con i colori degli svizzeri del RC Erlenbach, da lui allenati). Dall’estero, piombano su Mondello e sul Trofeo Filippi i grandi specialisti del beach sprint in medaglia nel 2025 ai Mondiali della specialità sulle barche che saranno protagoniste all’Olimpiade americana del 2028, ovvero i singoli maschile e femminile e il doppio misto. Dal francese Mathis Nottelet allo spagnolo Ander Martin, rispettivamente medaglia d’oro e di bronzo alle World Rowing Beach Sprint Finals 2025 nel singolo maschile, passando per l’austriaca Magdalena Lobnig, bronzo nel singolo femminile ad Antalya ma anche ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, sempre nel singolo femminile. Presenti anche entrambi i campioni mondiali del doppio misto della Lituania, Dominykas Jancionis e Martyna Kazlauskaite. Venendo invece al podio iridato 2025 del quattro di coppia con timoniere misto – specialità non olimpica – presenti tre quinti dell’armo spagnolo vicecampione mondiale, ovvero Maria Angeles Macian Martinez, Maialen Mielgo Rodero e Miguel Salas Cordoba. Sempre dalla Spagna, Adrian Miramon Quiroga, plurimedagliato iridato sia nel beach sprint che nel coastal rowing. Dopo la tappa di Mondello, organizzata dalla Canottieri Mondello in collaborazione con il Club Roggero di Lauria e il Comitato Regionale Sicilia, il Trofeo Filippi vedrà protagoniste Fano (organizzazione Club Nautico Fanese “Geremia Viviani”), Bacoli (organizzazione SC Nesis in collaborazione con il Comitato Regionale Campania) e Marina Castagneto Carducci (organizzazione Circolo Nautico Donoratico e Filippi Boats). I campionati italiani di beach sprint saranno ospitati da Barletta (organizzazione LNI Barletta) nel week end dal 17 al 19 luglio.
– Foto Pagliaricci/Canottaggio.org –
(ITALPRESS).

Anvur, nel 2024/25 sistema universitario al suo massimo storico con 2 mln iscritti

Anvur, nel 2024/25 sistema universitario al suo massimo storico con 2 mln iscritti

ROMA (ITALPRESS) – Il sistema universitario italiano raggiunge nel 2024/25 i 2.050.112 iscritti, il massimo storico assoluto, con 100 atenei, 413.943 laureati, 65.617 docenti e proventi complessivi per 19,5 miliardi di euro. La crescita complessiva rispetto al 2018/19 è di 296.000 iscritti (+16,9%), ma il dato che più caratterizza questo periodo è la sua composizione: il 63,7% di tale incremento ha riguardato le università telematiche, che in sei anni sono passate dal 6,8% al 15% della popolazione studentesca totale. E’ quanto emerge dal Rapporto 2026 sul sistema della formazione superiore e della ricerca pubblicato questa mattina da Anvur. Giunto alla sua 5^ edizione, il Rapporto offre una rappresentazione aggiornata e dettagliata delle università, delle istituzioni AFAM e degli enti pubblici di ricerca, delineando il quadro nazionale, il posizionamento internazionale e l’evoluzione del sistema dal periodo pre-pandemico a oggi.
L’aumento degli iscritti si distribuisce in modo disomogeneo sul territorio nazionale. Nel Nord l’80% degli atenei registra un incremento delle iscrizioni, al Centro 2 atenei su 3, mentre nel Mezzogiorno quasi 1 ateneo su 2 (48%) evidenzia una contrazione, con una forte riduzione nell’area economico-giuridica. In questo quadro, la crescita delle telematiche (+158,6% in sei anni) si caratterizza con la presenza di quasi 4 studenti telematici su 5 che avrebbero un’alternativa in presenza entro 60 minuti, segno che la scelta del canale telematico risponde più a esigenze personali di costo, lavoro e accessibilità che a una reale carenza di offerta sul territorio.
Sul piano geografico, inoltre, i dati sulla permanenza nell’area di residenza sono rivelatori: nel Mezzogiorno quasi 1 studente magistrale su 2 studia lontano da casa, contro tassi di permanenza superiori al 70% nel Centro-Nord. Il sistema si configura pertanto come un rilevante fattore di mobilità territoriale, con flussi in uscita più intensi dalle regioni meridionali.
Le università in Italia sono presenti in ben 274 comuni nel 50% dei quali (127 sedi) con un numero di iscritti inferiore a 500 studenti. Molte delle sedi di piccole dimensioni ospitano corsi delle professioni sanitarie ma va evidenziato che nel 50% delle sedi universitari si concentrano solo l’1% degli studenti (circa 17.000).
Il Rapporto evidenzia un incremento significativo della presenza di studenti con diploma estero, raddoppiati in sei anni da 52.493 a 111.566 e pari al 5,4% degli iscritti complessivi. L’incidenza risulta più elevata nelle università non statali (8,5%) rispetto a quelle statali (6,0%), mentre nelle telematiche è marginale (1,1%). I principali Paesi di provenienza sono Iran (12,7%), Turchia (7,7%) e Cina (6,4%), seguiti da India, Tunisia e Pakistan.
Permangono tuttavia marcate differenze nella distribuzione territoriale: nel Nord-Ovest si concentra il 36,3% degli studenti con diploma estero, nel Centro il 28,3% , nel Nord-Est il 22,5%, mentre il Mezzogiorno – considerando Sud e Isole – solo il 9,9%.
I tassi di abbandono e la progressione di carriera nelle università. Il sistema cresce, ma trattiene meno di quanto sembri. Nella coorte 2018/19, a sei anni dall’iscrizione, il 62,7% degli iscritti ai corsi di laurea triennale ha conseguito il titolo, mentre il 26,4% ha interrotto gli studi. Una dispersione che i numeri aggregati sugli iscritti tendono a non evidenziare.
I trend per tipo di ateneo vanno in direzioni opposte. Nelle università statali il tasso di abbandono tra primo e secondo anno alle lauree triennali si attesta al 13,3%, mentre nelle non statali scende al 6,4%. Nelle telematiche, al contrario, sale al 18,8% (era il 13,7% nel 2018/19) – il valore più alto del sistema, in crescita costante – indicando come una quota rilevante di chi si iscrive non passi al secondo anno. La perdita di studenti si concentra infatti nelle fasi iniziali del percorso, suggerendo l’esigenza di rafforzare le attività di orientamento e la capacità di intercettare precocemente le fragilità in ingresso.
Il Rapporto approfondisce il tema del rapporto tra laureati e docenti: nelle telematiche nelle quali si registrano 69,2 laureati per docente, a fronte di 5,1 nelle statali. Le telematiche al loro interno sono comunque molto diverse (il dato oscilla tra un minimo di 10,2 e un massimo di 121,8). Sul versante dei requisiti di docenza, il rapporto segnala che 6 università telematiche su 11 non soddisfano i requisiti minimi a fronte del 100% di conformità delle università statali. Una differenza strutturale che rimanda al ‘tema della scalabilità’: lo stesso titolo di studio viene conseguito in condizioni molto diverse.
Il personale docente universitario è cresciuto del +20,9% tra il 2018 e il 2025, passando da 54.261 a 65.617 unità e con una ricomposizione strutturale che vede il peso relativo dei professori ordinari e associati crescere di 9,1 punti. Nonostante questo incremento, il sistema accademico italiano si conferma il più anziano d’Europa: il 55,4% dei docenti ha almeno 50 anni, mentre solo l’1% ha meno di 30 anni, a fronte del 22,6% registrato in Germania. L’età media di ingresso nella qualifica di professore ordinario nel 2025 si attesta a 51,7 anni.
Sul fronte del genere emergono dinamiche contrastanti. Le donne rappresentano la maggioranza tra immatricolate (55,7%), iscritte (56,8%) e laureate (57,7%), ma risultano ancora sottorappresentate nelle posizioni apicali, con il 29% dei professori ordinari e il 24,5% dei rettori. Il divario tende ad ampliarsi lungo le progressioni di carriera, sebbene rispetto al 2018 si osservino promettenti segnali di avanzamento nei livelli più elevati.
Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ha superato strutturalmente la soglia dei 9 miliardi di euro, raggiungendo nel 2025 i 9,368 miliardi (+27,6% dal 2018), Tuttavia, l’erosione inflazionistica registrata negli ultimi 7 anni riduce la crescita in termini reali al +7,3%.
La distribuzione geografica del FFO mostra un effetto divergente: il costo standard e la quota premiale risultano più favorevoli agli atenei del Nord (+33,4% Nord-Ovest, +32,2% Nord-Est), mentre le Isole registrano un incremento più contenuto (+15,9%). Sul versante del diritto allo studio, la copertura degli idonei alle borse ha raggiunto il 97,7%, grazie anche alle risorse PNRR che hanno portato il fondo a quasi 882 milioni nel 2024.
L’AFAM: 94.000 iscritti e i primi dottorati. Le istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica contano nel 2024/25 93.539 iscritti (+17,5% in 4 anni). La componente internazionale risulta significativa, con quasi uno studente su sei di cittadinanza straniera, di cui il 50% proveniente dalla Cina. Il primo ciclo di dottorati AFAM ha preso avvio con 476 iscritti e 62 corsi, ma il settore attende ancora un riordino normativo compiuto, a cominciare dall’abilitazione artistica nazionale.
I 14 enti pubblici di ricerca (EPR) contano circa 10.500 ricercatori, fortemente concentrati nel CNR (62,6%). Tra il 2023 e il 2024 il personale a tempo determinato raddoppia, indicando una pressione sul sistema post-PNRR che potrà essere alleggerita con i percorsi di stabilizzazione.
Il 57,5% dei ricercatori di ruolo ha almeno 50 anni e solo l’8,4% meno di 40, evidenziando la necessità di rafforzare il ricambio generazionale attraverso un ingresso di giovani ricercatori. In crescita anche i finanziamenti statali, con il FOE che raggiunge 1,486 miliardi di euro nel 2025 e segna un +17,6% rispetto al 2018.
Nel confronto internazionale, l’Italia registra la seconda crescita in Europa per numero di iscritti alla formazione terziaria tra il 2019 e il 2023 (+14,4%), ma la quota di laureati tra i 25 e i 34 anni si attesta al 31,6%, ancora significativamente inferiore alla media OCSE (48,4%). La distribuzione dei laureati per livello del titolo conseguito fa emergere che il divario si concentra soprattutto nei percorsi triennali (13,5% contro il 26,1% OCSE), mentre nelle lauree magistrali (17,4%) l’Italia supera il livello OCSE (16,1%).
Sul fronte dei NEET (18-24 anni), si osserva una riduzione di 9,6 punti percentuali tra il 2021 e il 2024, il miglior risultato in Europa. Positivo anche il dato relativo alle laureate STEM, pari al 40,3%, superiore di circa 5 punti alla media UE. Nella ricerca, l’Italia migliora la propria quota di finanziamenti in Horizon Europe (dal 9,2% al 9,4%), ma a un ritmo inferiore rispetto a Germania e Francia, che crescono con maggiore intensità, rispettivamente dal 16,4% al 17,3% e dall’11,9% al 12,4%. Il sistema italiano, quindi, partecipa di più, ma rischia di perdere terreno nella competizione internazionale per le risorse destinate alla ricerca d’eccellenza.
‘Il rapporto che abbiamo presentato oggi è ricco di spunti di riflessione, ma è anche l’occasione per proporre una rappresentazione compiuta del sistema universitario e della ricerca – ha commentato Antonio Felice Uricchio, presidente Anvur -. I dati sono confortanti: crescono i numeri di iscritti, laureati e docenti, resta il rammarico di denotare diseguaglianze territoriali che si amplificano con l’esigenza di trovare strumenti di sostegno per le aree più debolì.
‘E’ un’edizione molto ricca quella di quest’anno con focus tematici interessanti: ci troviamo di fronte a una stagione di rilancio del sistema universitario, soprattutto in termini di iscritti, con una geografia del sistema modificata – le parole di Daniele Livon, direttore generale Anvur -. La sfida per il futuro sarà capire quale modello di università adottare, tenendo conto che restiamo indietro rispetto ad altri Paesi europei per numero di laureati nella fascia giovanile. Toccheremo anche il sistema Afam, che ha visto grandi novità negli ultimi anni come il nuovo dottorato di ricerca, lanciato dal Pnrr. Il sistema di enti di ricerca è cresciuto in termini di numeri e di risultati, ma è un sistema alle prese con un periodo di stabilizzazione con 4 su 14 che raccolgono il 90% di ricercatorì.

– foto ufficio stampa Anvur –
(ITALPRESS).

Schifani “Abbiamo riportato a casa 30 palazzi della Regione”

PALERMO (ITALPRESS) – “A chi si lamenta sempre, voglio dire una cosa semplice: io guardo i fatti. Dopo 19 anni, abbiamo riportato a casa 30 palazzi della Regione. Immobili che in passato erano stati venduti e poi riaffittati, con un costo di circa 17 milioni di euro all’anno. Soldi dei cittadini. In totale, questa operazione, rivelatasi poco felice, è costata centinaia di milioni”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana intervenendo con un video su YouTube per commentare il riacquisto, da parte della Regione, degli immobili che ospitano uffici dell’amministrazione. “Noi – aggiunge Schifani – abbiamo deciso di cambiare strada. Grazie alla solidità dei conti, abbiamo investito 68 milioni per riacquistare questi immobili e tornare finalmente proprietari. Questo significa meno sprechi, più controllo pubblico e un risparmio concreto già nei prossimi anni. Mentre qualcuno continua a criticare, noi lavoriamo per sistemare quello che non funzionava. Meno parole, più risultati”. vbo/mca3
(fonte video: Regione Siciliana)

Palermo, Lagalla “Sei aule per la scuola dell’infanzia all’Istituto Cruillas”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vengono restituite sei classi che erano state inibite per lungo tempo e che nell’arco di 4-5 mesi sono state ripristinate e restituite ad uso della scuola materna. Mi sembra un segnale importante nell’ambito dei tanti interventi che si stanno facendo per recuperare spazi scolastici in città ed è un segnale importante oltre che per la città, specificamente per questo quartiere e per questa zona della città”. Così Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, all’Istituto comprensivo Cruillas di via Salerno per l’inaugurazione della nuova ala del plesso. “Anticipare l’età di scolarizzazione dei bambini è fondamentale, perché fidelizzandoli alla scuola sin da piccoli si riduce prospetticamente il rischio dell’abbandono e il rischio del rifiuto scolastico. E quindi credo che sia una giornata importante non tanto e non solo per l’amministrazione, quanto per i bambini e le loro famiglie”, aggiunge. vbo/mca3
(Fonte video: Comune di Palermo)