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Grassi (SWG) “Crolla la fiducia degli europei negli Stati Uniti”

Grassi (SWG) “Crolla la fiducia degli europei negli Stati Uniti”

MILANO (ITALPRESS) – La storica alleanza tra le due sponde dell’Atlantico scricchiola, e i numeri lo certificano senza margini di ambiguità. Riccardo Grassi, Head of Research di Swg, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress, presenta i risultati di un’indagine condotta da Polling Europe, joint venture tra la stessa Swg e OpinionWay, che fotografa un cambio di percezione profondo e rapido tra i cittadini europei nei confronti degli Stati Uniti.
Il dato più eclatante riguarda il crollo della fiducia: se a marzo 2024 il 61% degli europei considerava gli Stati Uniti un Paese amico – secondi soltanto alla Gran Bretagna al 64% – oggi quella percentuale è precipitata al 25%. Un tracollo in meno di un anno che, sottolinea Grassi, porta gli Usa addirittura al di sotto della Cina in termini di percezione di amicizia.
Per circa un quarto degli europei interpellati, la rottura è strutturale: l’alleanza atlantica, così come si è consolidata nel dopoguerra, non esiste più. Un’altra metà del campione ritiene invece che la crisi sia congiunturale e legata alla figura di Donald Trump, con la prospettiva che, superata l’attuale amministrazione, il rapporto possa essere ricucito.
Ciò che colpisce, però, è la trasversalità del fenomeno. “Non siamo solo di fronte a una situazione di ambiguità nella narrazione da parte dei media locali o di utilizzo politico delle affermazioni di Trump”, precisa Grassi, “ma proprio di fatica della popolazione a capire che cosa stanno facendo gli Stati Uniti e a che gioco stanno giocando”.
La riduzione della percezione di amicizia verso Washington riguarda, infatti, sia gli elettori di centrosinistra sia quelli di centrodestra e di estrema destra, schieramenti storicamente più vicini all’alleato americano.
Il rimescolamento della galassia dei paesi percepiti come amici dall’opinione pubblica europea è significativo. Sul podio oggi figurano Regno Unito, Giappone e Brasile. Gli Stati Uniti sono scomparsi dai primi posti, mentre la Cina – considerata sul piano economico un grande avversario dell’Europa – è passata dal 18% al 27% in termini di percezione positiva. Crescono anche India e Brasile.
Il giudizio sul presidente americano è netto. Su una scala da 1 a 10, Donald Trump ottiene in media 3,1. Il 64% degli europei gli assegna un voto inferiore a 5. Tra gli elettori di sinistra la media scende fino a 2,4-2,5. Ma il dato più rilevante per Grassi riguarda i partiti di destra e centrodestra, dove la valutazione si attesta attorno al 5, con una perdita di quasi un punto rispetto all’ottobre 2024. “In un anno e mezzo, quello che dovrebbe essere il suo elettorato di riferimento ha ridotto di un punto la valutazione sul presidente americano”, osserva.

– Foto Italpress –

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Ue, Bianchi “Comuni e Regioni restino protagonisti nella gestione dei fondi”

Ue, Bianchi “Comuni e Regioni restino protagonisti nella gestione dei fondi”

MILANO (ITALPRESS) – “L’unica fonte di sostentamento extra che avranno a disposizione Regioni e Comuni, guardando al prossimo futuro, dopo il Pnrr, sono i fondi europei”. Lo afferma Matteo Bianchi, consigliere comunale di Varese e vicepresidente del Comitato Europeo delle Regioni (CdR), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress.
Bianchi inquadra il ruolo del CdR nel solco del principio di sussidiarietà sancito dal Trattato di Lisbona: “Chi meglio di sindaci e presidenti di regioni può interpretare le esigenze delle loro comunità? Questo consesso raggruppa amministratori locali e regionali che rivendicano istanze e sensibilità nella filiera normativa e legislativa dell’Unione”. Essere presenti a Bruxelles al livello locale e regionale, sottolinea il vicepresidente, significa anche “intercettare di più e meglio i fondi europei, sia quelli diretti che di coesione. In Italia ne abbiamo assolutamente bisogno, soprattutto in una fase successiva al PNRR”.
Sul versante dei rapporti bilaterali tra Unione Europea e Svizzera, Bianchi richiama l’attenzione sulle ricadute concrete per i territori di frontiera: “Questi accordi vengono presi tra Berna e Bruxelles, o tra Roma e Berna, ma non ci si chiede mai quali siano le conseguenze sui territori di confine”.
Il riferimento è alla provincia di Varese, “che ha un confine permeabile con 80.000 lavoratori frontalieri tra Varese e Como che ogni giorno varcano il confine”. Attraverso un apposito parere presentato al CdR, il vicepresidente ha chiesto di includere al tavolo negoziale anche le Regioni e i Cantoni di confine: “Si è aperto un confronto con realtà come la Lombardia, il Canton Ticino e il Baden-Wurttemberg. Mettere al tavolo questi livelli istituzionali aiuta chi decide a livello centrale ad applicare percorsi adeguati alle esigenze dei territori”.
Al centro del dibattito europeo c’è anche il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. “Il negoziato si è aperto a luglio dell’anno scorso e l’obiettivo è chiudere entro l’inizio del 2027”, spiega Bianchi. Il nodo critico riguarda le risorse: la Commissione europea intende unificare in un unico fondo la politica di coesione e la politica agricola comune (PAC), adottando un modello di interlocuzione diretta con i 27 Stati membri anzichè con le Regioni. “Questo non rispetta il principio di sussidiarietà e dà troppo potere agli Stati nazionali”, sottolinea Bianchi. Un cambio di rotta che preoccupa in particolare la Lombardia: “Nel settennato precedente, 3 miliardi e mezzo di Fondi di Coesione finivano quasi totalmente nel sostegno all’innovazione delle imprese e alla ricerca. Se questi fondi venissero gestiti diversamente, si rischierebbe di chiudere interi pilastri di competenza regionale”.
Bianchi affronta anche il tema delle ripercussioni territoriali delle crisi geopolitiche, dal conflitto in Medio Oriente alle tensioni sui mercati energetici: “Ogni frizione e crisi geopolitica ha delle ricadute territoriali di natura economica, come il tema del costo dell’energia, che ha ripercussioni sociali, ma anche conseguenze in termini di sicurezza e integrazione con la crisi migratoria sulle frontiere esterne”. Il CdR, sottolinea, rivendica con forza le istanze dei sindaci e dei presidenti di Regione: “Da Bruxelles si tende spesso a scaricare sui territori le conseguenze di alcune azioni politiche. Noi dobbiamo rammentare l’esigenza dei territori governati dai sindaci e dai presidenti di Regione”.

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Ue, Fidanza “ETS una follia per il settore marittimo, il meccanismo va sospeso”

Ue, Fidanza “ETS una follia per il settore marittimo, il meccanismo va sospeso”

MILANO (ITALPRESS) – Dal sistema ETS al dossier immigrazione, dal Piano Mattei a possibili nuove maggioranze di centrodestra in Europa. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, traccia un quadro articolato delle partite aperte a Bruxelles in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Al centro del confronto c’è innanzitutto il sistema europeo di scambio delle quote di emissioni di carbonio, l’Emission Trading System. Un meccanismo, spiega Fidanza, che “di fatto è una tassa con cui le nostre imprese comprano delle quote di emissione per poter utilizzare l’energia”, e che nel corso degli anni si è scaricato in modo diseguale tra i Paesi europei in funzione dei diversi mix energetici. La critica più netta Fidanza la riserva all’applicazione dell’ETS al settore marittimo nel bacino del Mediterraneo. “Il paradosso incredibile è che è stata aggiunta questa tassazione nell’ambito del Mar Mediterraneo che è lo stesso mare sia che uno vada a fare delle operazioni di trasbordo in un porto dell’Europa del Sud sia che lo faccia a Tangeri in Marocco o ad Alessandria d’Egitto, ma a pagarla è solo chi opera nei porti europei”. Una “follia assoluta”, secondo Fidanza, che ha già prodotto effetti concreti: una deviazione delle rotte commerciali a danno dei porti italiani. Da qui la richiesta formale di sospensione dell’ETS per il settore marittimo.
Sul fronte della crisi mediorientale e dei suoi riflessi economici sull’Europa, Fidanza richiama il precedente della pandemia come modello di risposta straordinaria. “Bisogna ricorrere a tutti gli strumenti che l’Unione Europea ha consentito durante il Covid”, dice Fidanza, ricordando la sospensione temporanea del patto di stabilità e la successiva emissione di debito comune che ha generato il PNRR.
Sul tema migratorio, Fidanza sottolinea i risultati conseguiti dall’Italia anche sul piano europeo. “In questo caso è l’Europa che guarda l’Italia”, afferma. Tra i traguardi citati: il riconoscimento a livello europeo di una lista di Paesi sicuri, tra cui Egitto e Bangladesh, che inverte l’onere della prova a carico del richiedente asilo, e il voto nell’ultima sessione plenaria del Parlamento europeo sul nuovo regolamento per i rimpatri. “Quando viene emesso un ordine di espulsione, questo vale in tutti i 27 Paesi europei”, spiega Fidanza, aggiungendo che il testo prevede anche la possibilità di istituire centri per i rimpatri fuori dai confini dell’Unione, “esattamente sul modello che l’Italia ha realizzato in Albania”.
L’Italia si propone come modello anche sul fronte della politica di cooperazione con l’Africa. Fidanza illustra la proposta di trasformare il Piano Mattei nel motore del Global Gateway, l’iniziativa europea pensata per competere con la Nuova Via della Seta cinese, fin qui rimasta ancorata, a suo avviso, a una logica puramente assistenziale attraverso reti di ONG. “Il Piano Mattei italiano può diventare il vettore del Global Gateway europeo perchè è molto più concreto: vuol dire realizzare politiche effettive, non soltanto con la logica assistenziale”.
In chiusura, Fidanza traccia il quadro politico del nuovo Parlamento europeo. Quella che i giornalisti hanno ribattezzato “Maggioranza Giorgia” – Popolari di Forza Italia, Conservatori di Fratelli d’Italia e Patrioti della Lega – rispecchia, secondo l’eurodeputato, “le famiglie politiche del centrodestra italiano anche in Europa”. Un cambiamento rispetto alla legislatura precedente, quando i popolari governavano con socialisti e liberali. “Grazie allo spostamento verso destra sancito dal voto del 2024, riusciamo sempre più spesso a creare queste maggioranze di centrodestra”, afferma Fidanza. I dossier su cui questa coalizione alternativa si forma con maggiore frequenza sono l’immigrazione e la revisione del Green Deal: “Stiamo costruendo maggioranze alternative sempre più spesso, per essere più pragmatici e concreti”.

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Nardella “Trump ha voluto la guerra in Iran ma il prezzo lo paga l’Europa”

Nardella “Trump ha voluto la guerra in Iran ma il prezzo lo paga l’Europa”

MILANO (ITALPRESS) – “L’Europa sta pagando il prezzo economico di un conflitto sul quale non è stata nè informata nè coinvolta”. Lo afferma Dario Nardella, eurodeputato del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress.
“Ci troviamo davanti a una guerra che non ha sbocco. Il paradosso è che ora l’obiettivo principale del conflitto israelo-americano contro l’Iran è aprire lo stretto di Hormuz, che era già aperto prima dell’inizio delle ostilità”, spiega Nardella, che sulle ricadute economiche sull’Italia afferma: “Il governo è dovuto correre ai ripari prolungando la riduzione dei prezzi di diesel e benzina. Ma c’è anche l’esplosione dei prezzi degli alimentari: il gasolio agricolo è aumentato del 30%, e il 25% dei fertilizzanti proviene dall’area interessata dal conflitto”.
L’impatto sulla sola filiera agroalimentare, stima Nardella, ammonta a 20 miliardi di euro in un mese di guerra.
La risposta europea, a suo giudizio, è insufficiente: “Serve un fondo europeo di emergenza come quello adottato per il Covid. E l’offensiva diplomatica dell’Ue non è abbastanza rilevante”.
Nardella chiede alla Commissione Europea di esercitare pressione politica su Trump: “Il presidente americano continua a seguire i diktat di Netanyahu, e l’Occidente ne paga le conseguenze. La principale responsabilità è sua”.
Sul fronte agricolo, l’europarlamentare segnala due criticità nella nuova PAC in discussione per il 2028: “Von der Leyen ha previsto un taglio del 20% alle risorse per l’agricoltura, assolutamente da recuperare. Inoltre si vuole creare un fondo unico che smantella la strategia europea e lascia tutto al negoziato bilaterale tra Commissione e singolo Stato: il rischio è avere 27 diverse politiche agricole invece di una”. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, assicura Nardella, è impegnato su entrambi i fronti.
Sulla questione abitativa, l’eurodeputato saluta come “un passaggio storico” l’approvazione del Piano europeo del Social Housing a Strasburgo: “Per la prima volta il Parlamento europeo e la Commissione predispongono un piano casa che dà più poteri ai sindaci, prevede defiscalizzazioni per gli affitti a medio-lungo termine e un fondo specifico nel bilancio europeo. L’emergenza casa è diventata un problema sociale rilevantissimo”.
Sulla cornice economica europea, Nardella sostiene i piani Letta e Draghi, ma mette in guardia: “Gli eurobond non sono un’opzione, sono una condizione. Draghi ha indicato 800 miliardi di euro all’anno per dieci anni: senza quel debito comune europeo non avremo mai le risorse per competere con Cina e Stati Uniti. La resistenza dei Paesi frugali del Nord Europa va superata, e su questo il governo italiano deve fare pressione”.

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“PASSIONE VIVENTE”, EMOZIONE COLLETTIVA: IN DUE MESI L’INTERA COMUNITÀ DI FILADELFIA COSTRUISCE UN EVENTO STRAORDINARIO

Circa 100 i figuranti e gli organizzatori coinvolti, protagonisti di una rappresentazione che ha saputo emozionare grazie alla forza della semplicità e dell’autenticità. Non attori, ma cittadini che hanno scelto di mettersi in gioco, offrendo tempo ed energie per un progetto condiviso

FILADELFIA (VV) – 3 APRILE 2026 – Una comunità intera che si mette in gioco, si unisce e dà vita a uno degli eventi più intensi e partecipati dell’anno. La Passione Vivente si è trasformata in un autentico momento di fede, tradizione e identità collettiva, capace di coinvolgere centinaia di persone e richiamare un pubblico numerosissimo e partecipe.
Circa 100 i figuranti e gli organizzatori coinvolti, protagonisti di una rappresentazione che ha saputo emozionare grazie alla forza della semplicità e dell’autenticità. Non attori, ma cittadini che hanno scelto di mettersi in gioco, offrendo tempo ed energie per un progetto condiviso.
L’idea nasce dal sacerdote don Rocco Suppa e prende forma già a fine gennaio, durante un primo incontro con l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Masino Diaco, e con il presidente della Pro Loco di Filadelfia, Gabriele Runca. Da quel momento prende il via una vera e propria corsa contro il tempo.
In appena due mesi, grazie a un impegno imponente e continuo, si è riusciti a costruire una manifestazione curata nei dettagli, capace di restituire al pubblico tutta l’intensità della rappresentazione della Passione.
«Desidero esprimere, a nome dell’intera Amministrazione comunale, un ringraziamento sentito al Parroco, alla Pro Loco e a tutti i figuranti – ha dichiarato il sindaco di Filadelfia Anna Bartucca – per aver donato alla nostra comunità un momento di così alto valore spirituale e culturale. La straordinaria partecipazione dei cittadini testimonia quanto queste iniziative siano profondamente sentite e rappresentino un patrimonio importante per il nostro territorio. Trattandosi della prima edizione, l’auspicio condiviso è che questa significativa esperienza possa essere riproposta anche negli anni a venire, crescendo ulteriormente in qualità e partecipazione, e continuando a rafforzare lo spirito religioso e il senso di comunità».
«La Comunità Pastorale si è cimentata in questa Sacra Rappresentazione sotto la guida del parroco don Rocco Antonio Suppa, don Gregorio e don Francois. «Oggi più che un tempo – ha reso noto don Rocco – queste iniziative aiutano a fare comunione e a far nascere relazioni sane: in una società in cui impera l’individualismo, il soggettivismo, la dipendenza dai social con il loro isolamento, tali momenti di fede, cultura e tradizione fungono da medicina».
Dal canto suo, il presidente della Pro Loco di Filadelfia Gabriele Runca ha inteso sottolineare che «il sodalizio turistico ha inoltre rilanciato questa importante tradizione dopo diversi anni, riportandola al centro della vita comunitaria: quella appena svolta rappresenta infatti la sesta edizione. Un percorso di crescita che ha visto negli anni un arricchimento della messa in scena, con l’introduzione di dialoghi strutturati, scene curate e musiche coinvolgenti, elementi che hanno contribuito a rendere la rappresentazione ancora più intensa e suggestiva».
Particolarmente apprezzata la successione delle scene chiave, che hanno guidato il pubblico in un percorso emotivo e spirituale: dall’intensità dell’Ultima Cena, al raccoglimento dell’agonia nel getsemani, fino alla tensione del processo. Momenti forti e coinvolgenti si sono vissuti anche durante la Via Crucis, culminando nella toccante rappresentazione della Crocifissione.
Significativa anche la scelta delle quattro chiese del paese come luoghi in cui ambientare le diverse scene: una decisione che ha permesso di valorizzare il patrimonio religioso locale e di creare un percorso itinerante capace di coinvolgere ancora di più il pubblico, rendendolo parte integrante della rappresentazione.
Accompagnato dalle voci narranti, il numerosissimo pubblico ha seguito con partecipazione e in un silenzio attento e riflessivo i dialoghi e le recitazioni, lasciandosi coinvolgere pienamente dall’intensità delle scene. È stato anche un modo per riscoprire il vero significato della Pasqua, in concomitanza con l’inizio della Settimana Santa, offrendo alla comunità un momento di riflessione profonda e condivisa.
Ciò che ha reso davvero speciale questa edizione è stato il forte senso di unità vissuto durante tutta la manifestazione: figuranti, organizzatori e pubblico si sono ritrovati parte di un’unica grande comunità, condividendo emozioni, valori e tradizioni. Un legame autentico che si è percepito in ogni momento della rappresentazione.
Un contributo fondamentale è arrivato anche dalla cura dei costumi: la maggior parte degli abiti è stata realizzata con grande maestria dalla stilista Annalisa Caruso, il cui lavoro ha arricchito ulteriormente la qualità e l’impatto visivo dell’intera rappresentazione.
Un ringraziamento speciale va inoltre a tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte, spesso lontano dai riflettori ma essenziali per la riuscita dell’evento: gli addetti al copione, i narratori, gli addetti alle scene e al trucco, che con passione e professionalità hanno contribuito a rendere ogni momento credibile e coinvolgente.
«Questa esperienza dimostra che quando istituzioni, associazioni e comunità religiosa lavorano insieme si possono raggiungere risultati straordinari. In appena due mesi siamo riusciti a costruire qualcosa di grande, ma soprattutto abbiamo rafforzato il senso di appartenenza della nostra comunità. La Passione Vivente non è solo un atto di fede, ma anche una forma concreta di valorizzazione del territorio e della nostra tradizione locale. È questa la strada da seguire per il futuro: fare rete, collaborare e investire nella nostra identità», ha sottolineato, infine, il presidente della Pro Loco di Filadelfia, Gabriele Runca che ha coordinato la realizzazione trasformando insieme agli altri organizzatori un’idea in un evento concreto, partecipato e fortemente identitario.
La Passione Vivente si conferma così non solo come rappresentazione religiosa, ma come il simbolo più autentico di una comunità che, quando si unisce, è capace di costruire bellezza, emozione e memoria condivisa.

L’articolo “PASSIONE VIVENTE”, EMOZIONE COLLETTIVA: IN DUE MESI L’INTERA COMUNITÀ DI FILADELFIA COSTRUISCE UN EVENTO STRAORDINARIO proviene da S1 TV.

Salute Magazine – 3/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Una nuova frontiera nella cura dell’emofilia A e B
– “Aria di vita”, una campagna per i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare
– Il podcast Science Calling tra scienza e divulgazione al Senato
– Regeneron consolida la presenza in Italia e apre nuovi uffici a Milano
sat/gtr

Guerra in Iran, Nardella “Serve un fondo europeo d’emergenza”

MILANO (ITALPRESS) – “L’Europa sta pagando il prezzo economico di un conflitto sul quale non è stata né informata né coinvolta”. Lo afferma Dario Nardella, eurodeputato del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress.
“Ci troviamo davanti a una guerra che non ha sbocco. Il paradosso è che ora l’obiettivo principale del conflitto israelo-americano contro l’Iran è aprire lo stretto di Hormuz, che era già aperto prima dell’inizio delle ostilità”, spiega Nardella, che sulle ricadute economiche sull’Italia afferma: “Il governo è dovuto correre ai ripari prolungando la riduzione dei prezzi di diesel e benzina. Ma c’è anche l’esplosione dei prezzi degli alimentari: il gasolio agricolo è aumentato del 30%, e il 25% dei fertilizzanti proviene dall’area interessata dal conflitto”. La risposta europea, a suo giudizio, è insufficiente: “Serve un fondo europeo di emergenza come quello adottato per il Covid. E l’offensiva diplomatica dell’Ue non è abbastanza rilevante”.

sat/azn

Primo Piano Europa – Puntata del 3 aprile 2026

MILANO (ITALPRESS) – Nella terza puntata di Primo Piano Europa Claudio Brachino intervista l’eurodeputato del Partito Democratico Dario Nardella e il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza. Nel corso della puntata, anche un’intervista a Matteo Bianchi, vicepresidente del Comitato Europeo delle Regioni. Riccardo Grassi, Head of Research di SWG, presenta i dati di un sondaggio sulla percezione che gli europei hanno degli Stati Uniti.

sat/azn

Crosetto “La pace non è mai scontata, va costruita e difesa ogni giorno”

ROMA (ITALPRESS) – “In occasione della Santa Pasqua rivolgo un pensiero sincero a tutte le donne e gli uomini della Difesa, militari e civili, impegnati ogni giorno in Italia e all’estero a tutela della pace, che non è mai scontata, ma va costruita e difesa ogni giorno con responsabilità, equilibrio, umanità e determinazione”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un videomessaggio alle forze armate pubblicato sui social.
“La mia attenzione è rivolta ogni minuto, ogni secondo, a chi di voi è ancora impegnato nel mondo: le Forze Armate garantiscono la sicurezza del Paese, il Ministro ha il dovere di garantire la sicurezza di ogni donna e uomo della Difesa. Il mio più sincero augurio di una Buona Pasqua a voi e ai vostri cari, che condividono sacrifici e responsabilità”, prosegue Crosetto.

sat/azn
(Fonte video: Ministero Difesa)

Crosetto “L’instabilità si allarga, l’Italia cerca di portare buon senso”

ROMA (ITALPRESS) – “Viviamo un tempo segnato da instabilità e cambiamenti profondi. La guerra in Ucraina e la crisi in Medio Oriente continuano a incidere sugli equilibri globali, riportando alla luce conflitti che sembravano sopiti, come nel sud del Libano, e facendo riemergere minacce già conosciute, come quelle del Mar Rosso”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un videomessaggio alle forze armate pubblicato sui social.
“A questo si aggiungono le conseguenze più ampie di questa crisi. La chiusura dello stretto di Hormuz, snodo fondamentale per l’energia, e il coinvolgimento dei Paesi che non avevano mai partecipato direttamente al conflitto producono degli effetti – sottolinea Crosetto -. Sono dinamiche complesse che incidono sulla sicurezza internazionale, ma soprattutto incidono sulla nostra vita quotidiana, sulla possibilità di avere una vita normale, di pagare la benzina a un prezzo normale, di non avere crisi economiche. Eppure questa instabilità si allargherà, lo sta già facendo, è entrata in ognuna delle nostre case”.

sat/azn
(Fonte video: Ministero Difesa)