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Elvira Notari torna a New York, il cinema ritrova la sua pioniera

NEW YORK (ITALPRESS) – Sala pienissima, pubblico attento e partecipe, e la sensazione di assistere non solo alla proiezione di un film, ma alla restituzione di una memoria cancellata. Al Film Forum di Manhattan, uno dei templi del cinema indipendente newyorkese, lunedì la premiere americana del documentario Elvira Notari: Beyond Silence ha registrato il tutto esaurito per una figura rimasta troppo a lungo ai margini della storia del cinema.
Il film, diretto da Valerio Ciriaci e prodotto da Antonella Di Nocera, riporta al centro della scena Elvira Notari, pioniera del cinema italiano, prima regista donna nel nostro Paese, autrice di oltre 60 film tra gli anni Dieci e Venti del Novecento. Una produzione vastissima, di cui oggi sopravvivono solo frammenti, tre lungometraggi e pochi documentari, ma sufficienti a restituire un linguaggio visivo sorprendentemente moderno, capace di anticipare il neorealismo di decenni.
È proprio questa tensione tra assenza e riscoperta il cuore del documentario: non una semplice biografia, ma un lavoro che interroga il modo in cui la storia seleziona, dimentica e, talvolta, restituisce. Elvira Coda, nata a Salerno nel 1875, si trasferì a Napoli, dove assunse il cognome Notari dopo il matrimonio con Nicola Notari nel 1902. Fu progressivamente cancellata prima dalla censura fascista, che mal sopportava il realismo crudo delle sue opere, e poi da una storiografia ufficiale che ne ha ignorato a lungo il contributo.
Dopo la proiezione, la sala gremita è rimasta per un lungo Q&A, segno di un coinvolgimento andato ben oltre la curiosità cinematografica. A dialogare con il pubblico, moderati dallo storico direttore artistico Bruce Goldstein, sono stati il regista Ciriaci, la produttrice Di Nocera e la studiosa Giuliana Bruno, docente ad Harvard e autrice del volume fondamentale Streetwalking on a Ruined Map: Cultural Theory and the City Films of Elvira Notari, da cui prende avvio il percorso di riscoperta che ha ispirato anche il documentario.
Bruno, insieme ad altri storici del cinema, ha riportato alla luce, a partire dagli anni Settanta, una filmografia che rischiava di scomparire definitivamente.
La serata al Film Forum ha così assunto il valore di un evento simbolico: riportare Elvira Notari a New York, una città che lei non visitò mai ma che già negli anni Venti accoglieva i suoi film nelle Little Italies, davanti a comunità di immigrati che riconoscevano in quelle immagini la propria vita, le proprie contraddizioni e la propria nostalgia. Il successo della Dora Film, la casa di produzione della famiglia Notari, fu tale da portare all’apertura di una sede a New York, sulla Seventh Avenue, dove venivano prodotti film destinati specificamente al pubblico degli emigrati italiani, documentari capaci di evocare feste e riti dei paesi lasciati alle spalle.
In questo senso, la premiere americana non è stata soltanto una tappa distributiva, ma un ritorno, quasi un cerchio che si chiude tra passato e presente, tra Napoli e New York, tra memoria e oblio.
Ai margini della proiezione, Italpress ha raccolto le testimonianze del regista Valerio Ciriaci, della produttrice Antonella Di Nocera e della storica del cinema Giuliana Bruno, che, insieme a clip del film, permettono di entrare nel cuore di un progetto che è insieme cinema, ricerca e atto politico: restituire visibilità a chi è stato escluso dal racconto ufficiale.
Dopo l’anteprima newyorkese, il documentario proseguirà il suo tour negli Stati Uniti con proiezioni in università, istituzioni culturali e festival, da Cleveland e Rochester fino a Pittsburgh, Los Angeles e San Diego. Il viaggio toccherà anche città come Indianapolis, St. Louis e Detroit, portando la storia di Elvira Notari da una costa all’altra del Paese.
x09/mgg/gtr (video e interviste di Stefano Vaccara)

Meloni “Mio impegno contro le mafie cristallino, coerente, duraturo”

Meloni “Mio impegno contro le mafie cristallino, coerente, duraturo”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi.
Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze. Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica.
Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni sul suo profilo X.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Science Calling dedica la nuova puntata del podcast all’oncologia

Science Calling dedica la nuova puntata del podcast all’oncologia

ROMA (ITALPRESS) – Nel nuovo episodio del podcast Science Calling il punto di partenza è un gesto di lettura: tornare su un’opera antica e riconoscere, nel corpo rappresentato, un segno che oggi sappiamo interpretare. Da quell’immagine, la puntata si sposta sul terreno in cui l’oncologia opera ogni giorno, tra biologia cellulare, diagnosi e scelte terapeutiche costruite su evidenze. Disponibile su Spotify, Apple Podcast e Amazon Music, Science Calling è il podcast condotto da Myrta Merlino e prodotto e post- prodotto da Edulia, dal Sapere Treccani. Ospite della conversazione è Domenica Lorusso, Responsabile della Ginecologia Oncologica presso Humanitas San Pio X e Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso Humanitas University. Il confronto, realizzato con il contributo non condizionante di AbbVie, entra nel merito dell’oncologia contemporanea, che oggi distingue i tumori in base a caratteristiche biologiche e cliniche specifiche: il tipo istologico, le alterazioni genetiche, i recettori presenti sulle cellule tumorali e le condizioni generali della paziente. Da queste informazioni dipende la scelta delle strategie terapeutiche. La personalizzazione delle cure viene quindi presentata come un processo che integra dati molecolari e valutazione clinica, con effetti diretti sull’organizzazione del percorso di trattamento.
Il punto focale della puntata è dedicata al tumore ovarico, neoplasia caratterizzata da diagnosi frequentemente tardiva, sintomi poco specifici e assenza di un programma di screening validato per la popolazione generale. Viene ricostruito il trattamento standard nelle fasi avanzate e il tema della recidiva, fino al passaggio che più condiziona le scelte successive: la platino-resistenza, associata a una riduzione delle opzioni disponibili e a una maggiore complessità gestionale. In questa fase la ricerca clinica entra in modo diretto nel percorso della paziente, sia attraverso l’arruolamento in studi sia attraverso l’integrazione di valutazioni biomolecolari utili a orientare strategie mirate.
All’interno di questo scenario, emerge il ruolo dei biomarcatori come strumenti di stratificazione e selezione, distinguendo tra indicatori prognostici e predittivi. Viene inoltre approfondito il funzionamento degli anticorpi farmaco-coniugati, una tecnologia che unisce un anticorpo capace di riconoscere le cellule tumorali a una molecola chemioterapica. In questo modo il trattamento viene trasportato direttamente verso la cellula bersaglio e rilasciato al suo interno, con l’obiettivo di rendere l’azione terapeutica più mirata e ridurre l’esposizione delle cellule sane. La puntata richiama, pertanto, l’importanza di integrare tempestivamente i test necessari all’identificazione dei bersagli molecolari e di garantire un accesso appropriato alle opzioni terapeutiche disponibili, in una fase in cui l’efficacia si misura anche sul tempo della decisione clinica.
Il dialogo si estende poi agli strumenti di intelligenza artificiale applicati all’interpretazione di dati clinici e biologici, fino alla digital pathology, indicata come supporto nella lettura quantitativa della positività ai biomarcatori e nella costruzione di modelli predittivi. Sullo sfondo resta un obiettivo di ricerca che, per il tumore ovarico, mantiene una priorità evidente: anticipare la diagnosi, anche attraverso approcci come biopsia liquida e DNA tumorale circolante. In chiusura viene richiamato un principio che attraversa l’intero percorso di cura: la qualità di vita come componente essenziale della strategia terapeutica e la necessità di percorsi capaci di integrare competenze specialistiche, ricerca clinica e continuità assistenziale.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Power Talks: il potere della comunicazione – Puntata del 7/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – Nella nuova puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, nuovo format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Paolo Liguori intervista l’architetto e imprenditore, Raimondo Grassi, attivo nei settori energia, infrastrutture e aerospace. Grassi è anche coinvolto nella commissione parlamentare per AI, empowerment e mercati emergenti, dove presiede il gruppo di lavoro su intelligenza artificiale, energie rinnovabili e aerospace. Un confronto su uno dei temi più decisivi di oggi: la transizione energetica che non è solo una questione di auto elettriche. È una riconversione industriale profonda. Significa ripensare produzione, approvvigionamenti e indipendenza energetica. Significa ridurre la dipendenza da fonti che oggi influenzano prezzi, mercati e stabilità. Dalle rinnovabili all’aerospace, fino all’intelligenza artificiale, la direzione è chiara:
produrre, gestire e immagazzinare energia sarà la vera sfida dei prossimi anni. E chi saprà farlo meglio, avrà un vantaggio competitivo enorme.
abr/mrv

Oltre 5 chili di cocaina in auto, due arresti nel Catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato due pusher di 41 e 45 anni, entrambi dell’hinterland etneo, sorpresi con un carico di droga nascosto in auto. I due sono stati intercettati dai poliziotti nei pressi dell’uscita del casello autostradale di Fiumefreddo. Per fugare ogni dubbio, gli agenti della Squadra Mobile li hanno monitorati a distanza e poi li hanno bloccati per effettuare tutti i controlli del caso. Dopo averli identificati e perquisiti, i poliziotti hanno esteso le verifiche all’abitacolo, scovando un vano nascosto ricavato nel cruscotto del lato passeggero dove, generalmente, viene installato l’airbag. In questo caso, però, anziché il dispositivo di protezione, i poliziotti hanno trovato 5 panetti di cocaina per un peso complessivo di 5,3 chili. All’interno del veicolo sono stati trovati anche un telecomando per l’apertura di un cancello automatico ed una chiave a doppia mappa, riconducibili ad un immobile, sito a Piedimonte Etneo, nella disponibilità dei due. Ritenendo che potessero avere nascosto nell’edificio ulteriore droga, i poliziotti della Squadra Mobile hanno perquisito lo stabile, rinvenendo al suo interno una busta in plastica trasparente con 1 chilo di marijuana e un involucro in pellicola con 100 grammi di cocaina. Oltre all’importante quantitativo di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati materiale per il confezionamento e la pesatura della droga, nonché contanti per un valore complessivo di 27.330 euro. I due sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti e accompagnati in carcere. vbo/mca1
(Fonte video: Polizia di Stato)

Mattarella ricorda Giovanni Amendola “Espressione dell’antifascismo liberale”

Mattarella ricorda Giovanni Amendola “Espressione dell’antifascismo liberale”

ROMA (ITALPRESS) – “Giovanni Amendola moriva cento anni or sono in Francia per le conseguenze di un agguato di sicari fascisti.
La Repubblica lo ricorda come uno dei più prestigiosi esponenti che seppe opporsi – pagando di persona – all’involuzione autoritaria delle istituzioni, con la sua idea esigente di liberalismo fondata sulla difesa del Parlamento e sulla divisione dei poteri, avversando ogni forma di violenza politica, nemica del libero esprimersi della volontà e della sovranità popolare”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella ricorrenza del centenario della morte di Giovanni Amendola.
“Intellettuale fine e appassionato, giornalista prestigioso, deputato e ministro autorevole, Amendola fu espressione, tra le più alte, di quell’antifascismo liberale che tentò, senza successo, di risparmiare al Paese la torsione del totalitarismo – aggiunge il Capo dello Stato -. Amendola fu promotore dell’Aventino: dopo il delitto Matteotti si battè con tutte le proprie energie per sollevare l’opinione pubblica contro il governo Mussolini, responsabile dell’omicidio, ma le aggressioni delle ‘squadracce nerè riservarono a lui la medesima sorte di Matteotti. Con i suoi scritti contribuì al rinnovamento della cultura italiana nei primi del Novecento. Meridionalista colto e al tempo stesso concreto, avvertì con anticipo la crisi dello Stato liberale e cercò di rafforzare i caratteri democratici del sistema politico, facendo appello per un verso a un’etica pubblica delle responsabilità, per altro verso a un consolidamento delle istituzioni rappresentative. Gli appartenne una visione europea, sia pure agli albori di ciò che più compiutamente maturò nel secondo dopoguerra. La ricorrenza del centenario, oggi, consente di cogliere radici ideali e fili di continuità tra la battaglia per la libertà e la democrazia dei primi anni Venti del Novecento e lo Stato di diritto, il pluralismo delle istituzioni e della società che ha preso forma con la Repubblica”, conclude Sergio Mattarella.
– foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).

Frode fiscale internazionale, sequestro di 11 milioni di euro nella Bat

Frode fiscale internazionale, sequestro di 11 milioni di euro nella Bat

BARLETTA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani hanno eseguito un sequestro preventivo per oltre 11 milioni di euro nei confronti di due amministratori e un socio, accusati di una complessa frode fiscale internazionale. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura.

Al centro dell’indagine due società “esterovestite”: formalmente residenti in Francia, erano in realtà gestite interamente a Barletta. Grazie a questo sistema, sono stati sottratti al fisco italiano oltre 8 milioni di euro di tasse, calcolate su ricavi mai dichiarati per circa 30 milioni di euro.

Le indagini, nate dalla collaborazione con le autorità spagnole, hanno svelato un reticolo di società “cartiere” utilizzate per trasferire fondi e ordini commerciali. E’ emersa inoltre una sistematica sottrazione al pagamento di debiti fiscali per altri 3 milioni di euro, attuata tramite la cessione di quote a una società inglese e l’acquisto di una villa di lusso a Trani, del valore di 550 mila euro, schermato da una società fiduciaria.

Gli indagati sono stati denunciati per evasione fiscale e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Guasto all’acquedotto Ancinale Basso: riduzione della fornitura idrica in diversi comuni del Soveratese

La Sorical ha comunicato un decremento della fornitura idrica lungo la rete dell’acquedotto Ancinale Basso, con ripercussioni nei comuni di Soverato, Montepaone, Montauro, Gasperina e Stalettì. Il disservizio è dovuto a un improvviso guasto verificatosi nel campo pozzi Ancinale Basso, in particolare all’elettropompa del pozzo n.1, che alimenta i serbatoi di accumulo. A seguito del guasto, la portata d’acqua immessa nella linea adduttrice ha subito un calo significativo. Per contenere le criticità, Sorical ha attivato il pozzo di riserva ed effettuato una serie di manovre idrauliche per stabilizzare il sistema. Nonostante ciò, le difficoltà risultano più evidenti nella zona di Soverato Superiore, dove si registrano cali di pressione e possibili disservizi nella distribuzione. In collaborazione con il Comune di Soverato, sono state eseguite ulteriori manovre sulla rete comunale per mitigare gli effetti del guasto e garantire, per quanto possibile, la continuità del servizio. Sorical ha programmato stamattina i lavori di sostituzione dell’elettropompa danneggiata. L’obiettivo è quello di ripristinare le normali portate entro le ore 13, riportando la situazione alla piena regolarità.
Carmela Commodaro

L’articolo Guasto all’acquedotto Ancinale Basso: riduzione della fornitura idrica in diversi comuni del Soveratese proviene da S1 TV.

Crosetto “E’ la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla”

Crosetto “E’ la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla”

ROMA (ITALPRESS) – “Spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. E’ una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora».
E’ questo il pensiero del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una intervista al Corriere della Sera.
«Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perchè so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla. Minaccia nucleare reale? Non voglio nemmeno pronunciare la parola. Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore».
L’Iran ha finora respinto tutte le proposte degli Stati Uniti.
«Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo”. “Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione – continua Crosetto – L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni».
“L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso».
Sulle parole di Trump in merito all’uscita dalla Nato: «Non credo e non può farlo. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli».
Sul sopetto di avere concesso l’uso in alcune occasioni della bae di Sigonella: Lo negherò in Parlamento? Lo negherò certamente perchè è falso ma non credo esista sospetto perchè non è un tema gestito dalla politica ma militare. Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perchè questo prevedono i trattati e perchè tutti i governi si sono comportati allo stesso modo, ma abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli o quantomeno metterli in discussione. Non mi risulta che ciò sia avvenuto».
Infine sul tema politico di rimpasto o elezioni anticipate CRosetto risponde: “Tenuta. Noi siamo obbligati a reggere perchè tutto possiamo permetterci in questo momento, tranne una crisi. Lo direi chiunque ci fosse al governo. Per noi sarebbe più facile e certamente molto più comodo andare alle elezioni anticipate. Invece abbiamo il dovere di gestire la crisi derivata dal conflitto e quindi di rimanere».

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).