ROMA (ITALPRESS) – A Torino un professore di lettere fa lezione con bombetta e baffi a manubrio, in stile Belle Epoque. Gli speaker di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti, ne parlano in questo nuovo servizio.
fsc/gtr
Con la Deliberazione n. 4 del 20 marzo 2026, il Consiglio comunale di Stalettì ha approvato il nuovo regolamento che introduce la definizione agevolata delle entrate comunali, una misura pensata per offrire a cittadini e imprese l’opportunità di regolarizzare la propria posizione debitoria in modo più semplice e conveniente. Cosa prevede la misura? La definizione agevolata consente di estinguere i debiti verso il Comune pagando esclusivamente il capitale dovuto, senza l’applicazione di sanzioni e interessi. Un intervento che mira a favorire il rientro delle somme non ancora riscosse, alleggerendo al tempo stesso il peso economico per contribuenti e attività produttive. Rientrano nella misura i debiti derivanti da ingiunzioni fiscali e accertamenti esecutivi, purché emessi fino al 31 dicembre 2023. Si tratta, quindi, di un perimetro ampio, che permette a molti contribuenti di beneficiare delle condizioni agevolate. Le richieste di adesione alla definizione agevolata dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2026. Il Comune ha annunciato che seguiranno ulteriori comunicazioni operative, con le istruzioni dettagliate per accedere alla procedura e presentare la relativa domanda. La definizione agevolata rappresenta una concreta occasione per mettersi in regola con il Comune, riducendo sensibilmente il carico economico e favorendo un rapporto più collaborativo tra amministrazione e contribuenti. Carmela Commodaro
Convegno dal titolo “Geodinamica e Giacimentologia: la Shear Zone di Amaroni dal Fosso di San Luca alla Miniera di Piano di Pirara”. Si terrà ad Amaroni sabato 18 aprile, alle ore 18, nella sala consiliare del Municipio. Un appuntamento di grande rilievo dedicato allo studio geologico del territorio e alle sue peculiarità. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub d’Italia Aps, sede di Amaroni, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, e con il contributo di studiosi ed esperti del settore. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Amaroni Gino Ruggiero; del parroco della comunità don Roberto Corapi; del prof. Richard Spiess, dell’Università di Padova; del prof. Vincenzo Festa, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; e del dott. Lorenzo Satanassi, presidente Archeoclub Amaroni. Il convegno sarà introdotto e moderato da Fabio Scicchitano, socio dell’Archeoclub. La serata prevede contributi di alto profilo accademico e tecnico. Satanassi presenterà l’evoluzione della Miniera di Piano di Pirara dal 1953 ad oggi, ricostruendo le tappe principali della sua attività e del suo valore storico-scientifico; mentre il prof. Spiess approfondirà il basamento cristallino nel Fosso San Luca, illustrando le più moderne tecniche analitiche utilizzate per lo studio delle deformazioni della crosta terrestre. Durante il convegno saranno proiettate slide e mostrati materiali geologici relativi alle ricerche condotte sul territorio di Amaroni, offrendo al pubblico un quadro aggiornato delle indagini in corso. Momento particolarmente significativo sarà la presentazione della costituzione del fondo bibliotecario storico intitolato al geometra Domenico Naso, figura centrale per gli studi geologici locali. Il fondo raccoglierà documenti e materiali relativi alla Miniera di Piano di Pirara e sarà affiancato da un fondo scientifico contenente cinque tesi di laurea dell’Università di Padova dedicate allo studio geologico dell’area amaronese. Ospiti d’onore della serata saranno i familiari del geom. Naso, ufficiale IGM dell’Esercito, autore nel 1968 di una dettagliata relazione sulla miniera di Piano di Pirara, considerata ancora oggi un riferimento fondamentale per la conoscenza del patrimonio geologico locale. Il convegno rappresenta un’importante occasione di approfondimento scientifico, ma anche un momento di valorizzazione del territorio e di rafforzamento del legame tra la comunità amaronese e il mondo della ricerca universitaria. Un appuntamento che conferma il ruolo di Amaroni come luogo attento alla tutela e alla conoscenza del proprio patrimonio naturale e storico. Carmela Commodaro
ROMA (ITALPRESS) – Piccolo segnale di ripresa per la produzione industriale italiana. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a febbraio l’indice destagionalizzato segna un aumento dello 0,1% rispetto a gennaio. Un incremento che non riesce tuttavia a invertire il trend negativo del trimestre: nella media dicembre-febbraio, la produzione cede lo 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel dettaglio, crescono i beni strumentali e quelli intermedi. Segno meno invece per i beni di consumo, e soprattutto per l’energia, che cede il 4,8%. Su base annua il quadro è più incoraggiante: al netto degli effetti di calendario, l’indice generale torna a crescere dopo la flessione di gennaio, segnando un +0,5%. A trainare la ripresa sono i beni strumentali, in rialzo del 4,4%. Guardando ai singoli settori, spiccano la fabbricazione di mezzi di trasporto, che guadagna dieci punti percentuali su base annua, seguita da computer ed elettronica e dai macchinari. In controtendenza, la chimica e la lavorazione di coke e prodotti petroliferi raffinati.
sat/azn
Sarà la basilica cattedrale di Squillace ad ospitare l’inizio solenne di un cammino spirituale che coinvolgerà l’intero territorio diocesano. Il prossimo 26 aprile, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago darà ufficialmente il via alla sua visita pastorale, un evento di profonda comunione che toccherà progressivamente ogni singola parrocchia e realtà ecclesiale della zona. Come sottolineato in una nota ufficiale dell’arcidiocesi, la celebrazione non è un semplice atto formale, ma rappresenta «un’occasione importante di incontro tra il pastore e il popolo affidato alle sue cure». Al centro di questo percorso non ci sono solo le strutture, ma la vita vibrante delle comunità locali, le loro speranze e le loro sfide quotidiane. Uno dei momenti più carichi di significato durante la cerimonia inaugurale sarà la consegna di una lampada a ciascuna parrocchia. Questo lume resterà acceso per tutta la durata della visita pastorale nell’arcidiocesi, fungendo da segno visibile di fede, in quanto richiamo alla luce del Vangelo che guida il cammino dei credenti. Il lume è anche un simbolo che unisce idealmente tutte le tappe dell’itinerario pastorale e la conferma che la comunità ecclesiale è viva e presente nel tessuto sociale locale. Per sottolineare l’eccezionalità dell’evento e favorire una partecipazione corale, l’arcidiocesi ha disposto la sospensione di tutte le celebrazioni eucaristiche serali nelle singole parrocchie per la giornata del 26 aprile. L’invito rivolto a tutti i fedeli è quello di convergere verso la cattedrale di Squillace, per vivere un momento di autentica unità attorno al proprio vescovo. La visita pastorale si configura come un tempo di ascolto, di verifica e di rilancio dell’azione pastorale. Non si tratta solo di una celebrazione liturgica, ma di un vero e proprio programma operativo e spirituale. Durante le diverse tappe, mons. Maniago incontrerà le varie realtà ecclesiali per ascoltare le istanze del territorio, verificare il cammino svolto finora, condividere difficoltà e prospettive future e rafforzare il legame profondo tra la guida della diocesi e la sua comunità. Con questo gesto, la Chiesa di Catanzaro-Squillace si mette in cammino, confermando la volontà di essere una realtà aperta, dinamica e vicina alle persone. Carmela Commodaro
Convegno dal titolo “Geodinamica e Giacimentologia: la Shear Zone di Amaroni dal Fosso di San Luca alla Miniera di Piano di Pirara”. Si terrà ad Amaroni sabato 18 aprile, alle ore 18, nella sala consiliare del Municipio. Un appuntamento di grande rilievo dedicato allo studio geologico del territorio e alle sue peculiarità. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub d’Italia Aps, sede di Amaroni, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, e con il contributo di studiosi ed esperti del settore. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Amaroni Gino Ruggiero; del parroco della comunità don Roberto Corapi; del prof. Richard Spiess, dell’Università di Padova; del prof. Vincenzo Festa, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; e del dott. Lorenzo Satanassi, presidente Archeoclub Amaroni. Il convegno sarà introdotto e moderato da Fabio Scicchitano, socio dell’Archeoclub. La serata prevede contributi di alto profilo accademico e tecnico. Satanassi presenterà l’evoluzione della Miniera di Piano di Pirara dal 1953 ad oggi, ricostruendo le tappe principali della sua attività e del suo valore storico-scientifico; mentre il prof. Spiess approfondirà il basamento cristallino nel Fosso San Luca, illustrando le più moderne tecniche analitiche utilizzate per lo studio delle deformazioni della crosta terrestre. Durante il convegno saranno proiettate slide e mostrati materiali geologici relativi alle ricerche condotte sul territorio di Amaroni, offrendo al pubblico un quadro aggiornato delle indagini in corso. Momento particolarmente significativo sarà la presentazione della costituzione del fondo bibliotecario storico intitolato al geometra Domenico Naso, figura centrale per gli studi geologici locali. Il fondo raccoglierà documenti e materiali relativi alla Miniera di Piano di Pirara e sarà affiancato da un fondo scientifico contenente cinque tesi di laurea dell’Università di Padova dedicate allo studio geologico dell’area amaronese. Ospiti d’onore della serata saranno i familiari del geom. Naso, ufficiale IGM dell’Esercito, autore nel 1968 di una dettagliata relazione sulla miniera di Piano di Pirara, considerata ancora oggi un riferimento fondamentale per la conoscenza del patrimonio geologico locale. Il convegno rappresenta un’importante occasione di approfondimento scientifico, ma anche un momento di valorizzazione del territorio e di rafforzamento del legame tra la comunità amaronese e il mondo della ricerca universitaria. Un appuntamento che conferma il ruolo di Amaroni come luogo attento alla tutela e alla conoscenza del proprio patrimonio naturale e storico. Carmela Commodaro
Come da tradizione primaverile, anche quest’anno l’associazione La Rete di Squillace rinnova il suo impegno per l’ambiente organizzando il “Clean Beach Day”, la giornata ecologica dedicata alla pulizia della spiaggia dai rifiuti accumulati durante l’inverno. L’appuntamento è fissato per domenica 26 aprile, in un’edizione che si preannuncia particolarmente importante. Le recenti mareggiate, aggravate dal passaggio del ciclone Harry, infatti, hanno riversato sulla costa una quantità eccezionale di plastica, alluminio e materiali ingombranti. Onde altissime e due ulteriori mareggiate successive hanno lasciato sulla battigia un vero e proprio tappeto di rifiuti che, se non rimossi in tempo, rischiano di tornare in mare con la prossima perturbazione. Un pericolo concreto per l’ecosistema marino: tartarughe, delfini, pesci e cetacei possono scambiare frammenti di plastica per cibo, ingerendoli con conseguenze spesso letali. È proprio per prevenire questo rischio che La Rete lancia un appello alla partecipazione collettiva, convinta che la tutela dell’ambiente sia una responsabilità condivisa. Fin dalla sua fondazione, l’associazione La Rete ha posto al centro della propria attività la difesa del territorio e la sensibilizzazione ambientale, organizzando iniziative di pulizia, incontri formativi e momenti di cittadinanza attiva. Anche per il 2026 l’obiettivo è di intervenire tempestivamente per liberare la spiaggia dai rifiuti prima che il mare li trascini nuovamente al largo. La giornata ecologica non sarà solo un’azione di pulizia, ma anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra comunità e ambiente, e su quanto sia urgente adottare comportamenti più responsabili per contrastare l’inquinamento da plastica, una delle emergenze globali più gravi. Il programma della giornata prevede alle ore 9,30 il raduno dei partecipanti sul lungomare Odisseo, nei pressi del Lido Ulisse; distribuzione dei sacchi per la raccolta differenziata di plastica, vetro e alluminio; attività di pulizia lungo il tratto di spiaggia interessato; entro le ore 12 rientro, raccolta dei sacchi e conclusione della manifestazione. Durante la mattinata è prevista anche la piantumazione di fiori negli spazi verdi del lungomare, un gesto simbolico che unisce cura del territorio e bellezza condivisa. La Rete ha esteso l’invito a tutte le associazioni del territorio, con l’auspicio di trasformare il Clean Beach Day in un grande momento di partecipazione collettiva. Ogni volontario, ogni famiglia, ogni giovane che decide di dedicare qualche ora alla spiaggia contribuisce a un gesto concreto di tutela ambientale. In un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi come le mareggiate di quest’anno, iniziative come questa assumono un valore ancora più significativo. Prendersi cura della costa significa proteggere il mare, la fauna e il futuro stesso della comunità. Carmela Commodaro
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– In lieve rialzo la produzione industriale a febbraio
– Cdp, nel 2025 utile netto record a 3,4 miliardi
– Mercato immobiliare dinamico ma sul futuro pesano le incognite sui tassi
sat/azn
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Atp Montecarlo, Sinner vola in semifinale
– Il Bologna crea e l’Aston Villa segna al Dallara, vincono gli inglesi 3-1
– La Fiorentina crolla a Londra, il Crystal Palace vince 3-0
– Mondiali 2026, ecco i 52 arbitri: c’è Mariani
– Inter, missione Como: Barella e Bastoni guidano il rilancio
– Milan, Allegri predica calma verso l’Udinese
– Olimpia Milano cade in casa contro il Bayern
– Miami perde ancora senza Fontecchio
– Spalletti rinnova con la Juve fino al 2028
azn
ROMA (ITALPRESS) – Capi di abbigliamento fast fashion destinati ai bambini contengono livelli di piombo superiori ai limiti di sicurezza, con potenziali rischi per la salute. È questo quanto emerge da uno studio americano della Marian University. Sono state analizzato 11 magliette di diversi colori – tra cui rosso, giallo, rosa e blu – provenienti da quattro rivenditori, inclusi marchi di fast fashion e discount. I tessuti dai colori più vivaci, come rosso e giallo, sono risultati quelli con quantità maggiori di piombo rispetto a quelli con tonalità più neutre. “Tutti i capi testati superano il limite federale statunitense di 100 parti per milione (ppm)”, affermano gli autori dello studio. Anche una breve esposizione orale ai tessuti potrebbe portare a un’assunzione pericolosa di piombo. Il piombo è una sostanza tossica che può causare danni al sistema nervoso, problemi comportamentali e altre conseguenze gravi per la salute, soprattutto nei bambini sotto i sei anni, considerati particolarmente vulnerabili. Ma non solo, i bambini sono anche quelli più propensi a mettere i vestiti in bocca. Ma perché il piombo nei tessuti? Secondo i ricercatori, il piombo potrebbe essere utilizzato sotto forma di acetato di piombo come fissativo economico per rendere i colori più brillanti e duraturi. Quindi, si abbassano i costi di produzione, ma a un prezzo altissimo per chi indossa quei capi. Inoltre lo studio evidenzia inoltre la necessità di migliorare i controlli e l’applicazione delle normative, spesso difficili da far rispettare a causa dell’elevato volume di prodotti importati.
mgg/gtr/col