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Albanese “Palermo prima città siciliana che celebra Made in Italy”

PALERMO (ITALPRESS) – “Anche a Palermo si celebra la giornata del Made in Italy, è la prima città siciliana che lo celebra e lo decliniamo con le nuove generazioni. Con loro, infatti, si è intrapreso un percorso di crescita e valorizzazione per quello che è un mercato da 170 miliardi di euro e che ha una capacità almeno di 30 miliardi di euro per il prossimo anno. I giovani non solo rappresentano il futuro ma una spinta propulsiva su settori come il digitale e le nuove tecnologie”. Così Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo Enna, a margine del convegno “Giovani competenze per il Made In Italy: le nuove generazioni siciliane protagoniste del Futuro ”, che si è svolto alla Camera di Commercio Palermo Enna. xd6/vbo/gtr

A Maiori una due giorni dedicata alla Telemedicina. Ricordo del prof. Rosario Mattace

Si terrà il 16 e 17 aprile 2026, presso Palazzo Mezzacapo a Maiori (SA), il convegno “Telemedicina: dalle onde radio al WI-FI – Connessi per curare”, un appuntamento di rilievo dedicato all’innovazione in ambito sanitario e alle prospettive offerte dalle tecnologie digitali applicate alla medicina.

L’evento, organizzato dal dott. Raffaele Vitagliano, medico di assistenza primaria DS 63 ASL Salerno, riunirà esperti, medici, giuristi e professionisti del settore per approfondire il ruolo sempre più centrale della telemedicina nella pratica clinica quotidiana.

In apertura dei lavori, inoltre, sarà dedicato un momento in memoria del prof. Rosario Mattace, nel 25° anniversario della sua prematura scomparsa, figura di riferimento nel panorama medico-scientifico internazionale e pioniere della telemedicina e dell’assistenza domiciliare.  La figura del prof. Mattace sarà ricordata dal dott. Maurizio Berardelli, geriatra dell’ASL di Cosenza e dell’Università della Calabria, già past president della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), sezione Calabria. “Il mio maestro e’ stato un antesignano della telemedicina – ha dichiarato il dott. Berardelli – e già 40 anni fa, anticipando i tempi, immaginava i passi che la medicina avrebbe fatto in direzione della telemedicina, oltre a essere stato un fautore d’eccellenza dell’assistenza domiciliare geriatrica”.

Due giornate intense di lavori, tra relazioni, tavole rotonde e momenti di confronto, offriranno una panoramica completa sulle opportunità e le sfide della sanità connessa. Il programma prenderà il via giovedì 16 aprile con sessioni dedicate alla spirometria e alle applicazioni della telediagnosi, alla telemedicina nell’assistenza primaria e nelle realtà territoriali della ASL Salerno e della Costa d’Amalfi. Ampio spazio sarà inoltre riservato all’intelligenza artificiale in chirurgia robotica, alla teleassistenza nel turismo e all’utilizzo della telemedicina nello sport, con simulazioni pratiche dal campo.

La giornata di venerdì 17 aprile affronterà temi cruciali come l’implementazione della telemedicina nelle aziende ospedaliere, il diritto e la tutela della privacy nell’era digitale, fino agli sviluppi in ostetricia e ginecologia e ai percorsi formativi dedicati ai professionisti sanitari.

Tra i relatori figurano autorevoli esponenti del mondo accademico e sanitario, tra cui il prof. Francesco Amenta, il dott. Antonio Coppola, la dott.ssa Concetta De Rosa e il prof. Mario Polichet­ti, insieme a numerosi altri specialisti.

Il convegno, organizzato dall’Associazione Lux in Midia – Maiori, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e networking, in un contesto di grande valore paesaggistico e culturale come la Costiera Amalfitana. La partecipazione è gratuita, con possibilità di accreditamento fino a esaurimento posti e accesso anche da remoto tramite videocollegamento. Per informazioni: tel./whatsapp: 338.8843427; email: convegnotelemedicina2026@gmail.com.

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Naturium celebra l’Earth Day con degustazioni gratuite di prodotti biologici

Il 22 aprile, nelle sedi di Montepaone e Rende, il progetto culturale fondato da Giovanni Sgrò porta in piazza un messaggio che anticipa i tempi: la filiera corta non è nostalgia, è risposta strategica alla crisi energetica globale

Mentre il mondo discute di petrolio, Stretto di Hormuz e dipendenze geopolitiche, in Calabria c’è chi da oltre un decennio ha già indicato una strada. Il 22 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il progetto culturale Naturium apre le porte delle sue sedi di Montepaone e Rende per un’intera giornata di degustazioni gratuite di prodotti biologici, con un focus dichiarato su territorio e filiera corta.

Cos’è la Giornata della Terra e perché il 2026 è diverso

La Giornata Mondiale della Terra — celebrata ogni anno il 22 aprile in oltre 190 Paesi — è diventata nel tempo il principale appuntamento globale per la sensibilizzazione ambientale. Il tema scelto per il 2026 è “Our Power, Our Planet”: un invito a riscoprire il potere collettivo dei cittadini come leva primaria di cambiamento. Un tema che, quest’anno più che mai, risuona in modo particolare alla luce delle tensioni internazionali che stringono in una morsa i mercati energetici e, di riflesso, l’intero sistema alimentare mondiale.

Naturium in campo: degustazioni aperte a tutti

Per l’intera giornata del 22 aprile, Naturium accoglierà il pubblico nelle due sedi calabresi di Montepaone e Rende con degustazioni gratuite di prodotti biologici selezionati nel segno della stagionalità e della provenienza locale. Un’occasione per assaggiare — letteralmente — cosa significa filiera corta: prodotti che non hanno attraversato oceani né percorso migliaia di chilometri in celle frigorifere, ma che portano con sé il sapore e la storia di un territorio.

L’iniziativa non è un evento isolato, ma l’espressione più immediata di un percorso culturale che Naturium porta avanti da oltre un decennio sotto la guida del suo fondatore, Giovanni Sgrò.

Sgrò: “Non nostalgia, architettura del futuro”

“La filiera corta non è il ritorno romantico a un passato pre-industriale”, afferma Sgrò con chiarezza. “È un’architettura produttiva e distributiva ad alta resilienza, progettata per minimizzare le dipendenze energetiche esterne. Ogni chilometro percorso in meno da un prodotto alimentare è un grammo di CO₂ risparmiato, un litro di carburante non consumato, un nodo della catena globale in meno su cui la crisi può far leva”.

Parole che acquistano un peso specifico inedito nel contesto attuale. Il sistema alimentare globale è responsabile di oltre il 30% delle emissioni mondiali di gas serra, e la logistica del trasporto ne rappresenta una quota tutt’altro che trascurabile. “Ridurre la distanza tra produzione e consumo non è un gesto simbolico”, sottolinea Sgrò. “È un atto di sovranità energetica”.

Hormuz, petrolio e grano: quando la geopolitica entra in cucina

Il fondatore di Naturium individua tre dinamiche convergenti che rendono la filiera corta non più una scelta virtuosa ma una necessità strategica. La prima è economica: l’aumento dei costi energetici ha progressivamente eroso la competitività dei grandi modelli distributivi basati su trasporti a lunga percorrenza. Il prodotto locale, a lungo percepito come “più caro”, si sta riposizionando su una parità di costo reale rispetto all’equivalente industriale importato.

La seconda è geopolitica, e tocca nervi scoperti. La dipendenza occidentale da grano ucraino, olio di palma indonesiano e soia brasiliana ha mostrato tutta la sua fragilità strutturale. Ma è lo Stretto di Hormuz a rappresentare oggi la variabile più critica: quel corridoio marino largo appena 33 chilometri attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota rilevante del gas naturale liquefatto globale. Le tensioni crescenti tra Iran e Occidente — con il rischio concreto di un blocco a tempo indeterminato — hanno riportato all’attenzione dei governi una verità che non si può più ignorare: un singolo punto critico delle rotte energetiche è sufficiente a paralizzare fertilizzanti, carburanti agricoli, trasporti refrigerati. L’intera catena del cibo globale. “Un sistema alimentare costruito sulla prossimità e sulla stagionalità – osserva Sgrò, – non è esposto a questo rischio nella stessa misura. E questa non è filosofia: è strategia”.

La terza dinamica è culturale: le crisi accelerano la consapevolezza. Sempre più consumatori associano il cibo locale non solo alla qualità organolettica, ma a un atto di resistenza civile nei confronti dei meccanismi di dipendenza energetica globale.

Un impegno che precede le emergenze

Ciò che distingue Naturium nel panorama della comunicazione sulla sostenibilità è precisamente questo: mentre molti “scoprono” la filiera corta sull’onda dell’emergenza, Naturium ha costruito nel corso di un decennio un pensiero organico e coerente attorno ai temi dell’alimentazione naturale, della stagionalità, del rispetto ambientale e del legame con il territorio.

Il progetto fondato da Giovanni Sgrò ha attraversato anni in cui parlare di cibo stagionale e filiera corta era ancora considerato un discorso di nicchia. Oggi quella nicchia è diventata il centro del dibattito geopolitico, economico e ambientale.

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Union Volley Soverato, ritorno da protagonista: conquistata la Serie C

Soverato torna a respirare grande pallavolo femminile. L’Union Volley Soverato centra la promozione in Serie C al termine di una stagione straordinaria, riportando entusiasmo e orgoglio in una piazza storicamente legata a questo sport. Un risultato che assume un significato ancora più profondo se si considera il recente passato. Dopo la scomparsa della realtà che fino a pochi anni fa militava stabilmente in Serie A2, la nuova società guidata dal presidente Luigi Del Negro dai dirigenti e da un ottimo staff tecnico era ripartita con obiettivi chiari ma prudenti: valorizzare le giovani, costruire un gruppo solido e rispettare una tradizione importante. Quella che doveva essere una stagione di crescita in Serie D si è invece trasformata in un percorso vincente, culminato con la promozione. Un traguardo costruito passo dopo passo, grazie al lavoro del tecnico Antonio Scarfone, capace di dare identità e continuità alla squadra fin dal primo giorno. La società si affaccia ora alla nuova categoria con fiducia, consapevole di aver posto basi solide per il futuro. Intanto, lo sguardo è già rivolto ai prossimi impegni: la Coppa Calabria, che si disputerà il 18 e 19 a Soverato, rappresenterà un’ulteriore occasione per confermare quanto di buono fatto finora. Grande soddisfazione anche nelle parole della dirigente Serena Del Negro: «È stata una stagione ricca di emozioni, vissuta in continua crescita. Questo gruppo ha dimostrato compattezza e qualità, regalando grandi soddisfazioni». Un ringraziamento speciale va a tutte le atlete che hanno contribuito a questo successo: dal capitano Malena, protagonista in attacco, a Sposato, passando per Liotta al centro, Murru decisiva nell’ultima vittoria contro Pianopoli, fino ai liberi Macrina e Lioi, all’opposto Vella e a tutte le altre, comprese le palleggiatrici Sara e Viola. Un gruppo unito, che rappresenta al meglio lo spirito della società. Fondamentale anche il supporto del territorio, che ha accompagnato la squadra in questo percorso, confermando ancora una volta quanto la pallavolo sia parte integrante dell’identità sportiva di Soverato.

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Cina, corsie spartitraffico robotizzate per ridurre il traffico

Per far defluire il traffico più agevolmente, soprattutto nelle ore di punta e nelle aree vicino alle scuole, nella città cinese di Hangzhou sono state introdotte corsie spartitraffico robotizzate. Un sistema intelligente per gestire la congestione della circolazione, capace di riconfigurare le corsie – quando necessario – in soli a 40 secondi. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)

Aerospazio, salute e investimenti, Piemonte e Canada rafforzano la partnership

Aerospazio, salute e investimenti, Piemonte e Canada rafforzano la partnership

MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Attrarre nuovi investimenti in Piemonte, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale e consolidare le relazioni con uno dei mercati più avanzati e strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute: questi gli obiettivi alla base della missione in Canada, a cui partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Ceipiemonte, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione, tra cui Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, il Bioindustry Park Silvano Fumero e il Distretto Aerospaziale Piemonte, in collaborazione con il governo del Quebèc e con il sistema Italia. La prima tappa si è svolta a Montreal, poi seguirà Toronto. Il Canada rappresenta oggi un interlocutore strategico per il Piemonte. Al centro della scena, una visione condivisa: costruire un ponte stabile tra due ecosistemi altamente compatibili. Da una parte il Piemonte, con la sua tradizione manifatturiera e la crescente capacità di innovazione. Dall’altra il Quèbec e l’Ontario, territori avanzati dove università, industria e ricerca lavorano in stretta sinergia.
La missione è guidata dall’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e da quello alla Sanità Federico Riboldi e vede la partecipazione di una delegazione istituzionale composta dai principali attori del sistema regionale tra cui la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, il presidente di Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino, e il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone.
“Io credo che il Piemonte sappia e debba mettere a disposizione le proprie competenze per l’Italia, perchè oggettivamente il nostro mix produttivo è molto forte e conseguentemente internazionalizzare significa anche supportare e il nostro Paese – ha detto Tronzano -. Noi siamo partiti dal differenziare sostanzialmente il nostro sistema produttivo passando dalla esclusiva automotive al settore aerospaziale, ai semiconduttori, al settore della manifattura avanzata con l’innovazione, con la tecnologia, perchè dove c’è tecnologia c’è sviluppo. Il fatto che in Piemonte si sia insediata come microelettronica Silicon Box è significativo e questo realmente può dare un boost enorme all’Italia in Europa e nel mondo”. “La nostra è una regione esportatrice per eccellenza. Le nostre imprese sono vocate ad andare all’estero, abbiamo capacità non comuni e conseguentemente il fatto di venire in Canada è un percorso strategico – ha aggiunto -. Siamo capitati in Canada nel momento giusto, perchè chiaramente sono alla ricerca di nuovi mercati: la chiusura degli Stati Uniti nei loro confronti li mette in difficoltà e l’Europa potrebbe essere veramente uno sbocco interessante”. L’assessore Riboldi ha voluto ricordare le comuni radici culturali tra Quebec e Piemonte. “Quando il reggimento Carignano venne qui in Quebec, alleato dei francesi, per combattere gli irochesi, alleati degli inglesi, 500 soldati, finita la guerra indiana decisero di fermarsi proprio qui. Al tempo – ha sottolineato – la popolazione era solo di 3000 abitanti e quindi 500 cognomi piemontesi, che poi vennero francesizzati nel corso degli anni, ma che rimangono un pilastro importante nella storia, nella memoria di questo luogo. Oggi riuniamo questa storia comune, riuniamo queste origini lontane che risalgono al Seicento con le scienze della vita, con l’economia, con due regioni, una provincia federale canadese e una regione federale italiana che hanno un comune sistema sanitario, pubblico, e che quindi possono mettere in campo scambi importanti”.
L’aerospazio è uno dei pilastri di questo dialogo. Montrèal è uno dei tre grandi poli mondiali del settore, e proprio qui il Piemonte si presenta come un partner naturale, forte di una filiera completa che integra grandi aziende, PMI e centri di ricerca. Accanto all’aerospazio, le scienze della vita e la sanità rappresentano un altro asse strategico. La missione punta a sviluppare collaborazioni con ospedali, centri di ricerca e istituzioni accademiche canadesi, con l’obiettivo di condividere competenze, avviare sperimentazioni cliniche e costruire progetti comuni. Il confronto con modelli avanzati di ricerca e innovazione, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina, è uno degli elementi più rilevanti emersi durante questa prima tappa.
Un ruolo centrale è giocato anche dalle università. Il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, insieme all’Università del Piemonte Orientale, sono protagonisti di un processo di internazionalizzazione che punta a creare reti stabili con i principali centri di eccellenza nordamericani. L’obiettivo è attrarre talenti, sviluppare ricerca e favorire il trasferimento tecnologico verso le imprese.
“Per l’ecosistema industriale piemontese il Quebec presenta delle particolari similitudini – ha detto Cipolletta -. Prima su tutto la vocazione per l’aerospazio. Il Piemonte e Torino sono leader nazionali in Italia delle piccole medie imprese oltre che delle grandi imprese nell’aerospazio. Ci sono 450 imprese, 35.000 addetti, c’è un export di oltre 1 miliardo e mezzo di euro e le capacità delle tecnologie delle imprese piemontesi sono simili e sono assolutamente integrabili con quelle del Quebec. Quindi non c’è competizione tra la nostra capacità industriale, ma c’è grande capacità di cooperare e creare insieme valore aggiunto comune”.
E’ emerso il valore di un approccio integrato. Non si tratta solo di singole istituzioni o aziende, ma di un sistema che si muove in modo coordinato: Regione, Comune di Torino, Camere di commercio, centri di innovazione e cluster industriali. Un modello che punta a presentarsi all’estero con una voce unica, capace di essere più forte e più competitiva.
“Stiamo scoprendo tanti elementi comuni” con Montreal “a partire dai cluster industriali, l’Aerospace e il Biotech – ha detto la vicesindaca di Torino Favaro -. Abbiamo anche molte attività culturali in comune: abbiamo incontrato la vicesindaca di Montreal e abbiamo proprio discusso su possibili collaborazioni anche sul piano culturale. Sia Torino che Montreal hanno un grande filone che è quello dell’arte contemporanea, un elemento che unisce le città e crea dei ponti. Sicuramente collaboreremo per progetti in comune”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Una ricerca, satellite tra le modalità più green per distribuire i contenuti Tv

Una ricerca, satellite tra le modalità più green per distribuire i contenuti Tv

ROMA (ITALPRESS) – In un momento storico in cui ogni settore è chiamato a interrogarsi sul proprio impatto ambientale, anche il mondo dei media e dell’intrattenimento si trova di fronte a una sfida cruciale: come rendere la fruizione dei contenuti più sostenibile. E’ in questo contesto che si inserisce la ricerca LoCaT-Sat, presentata a Parigi, che offre uno sguardo nuovo su uno degli strumenti più diffusi: la televisione via satellite.
Il dato che emerge è chiaro: il satellite (Tivusat in Italia) rappresenta una delle modalità più “green” per la distribuzione dei contenuti televisivi. In Europa produce circa 4,7 grammi di CO2 equivalente per ogni ora di visione. Un valore che si colloca molto vicino a quello della televisione digitale terrestre, ma nettamente inferiore rispetto alle soluzioni basate su internet, come lo streaming e l’IPTV.
A fare la differenza, spiega una nota, è soprattutto il modello di distribuzione. Il satellite, per sua natura, trasmette lo stesso segnale contemporaneamente a milioni di utenti, senza bisogno di replicare il flusso per ogni singolo spettatore. Questo significa che il consumo energetico dell’infrastruttura viene “spalmato” su una platea vastissima, rendendo il sistema estremamente efficiente. Al contrario, le piattaforme online devono gestire richieste individuali e simultanee, con un conseguente aumento del traffico dati, dei server coinvolti e, quindi, dell’energia necessaria.
Un altro aspetto evidenziato dallo studio riguarda la reale origine dell’impatto ambientale. Non è tanto il satellite in orbita a incidere in modo significativo, quanto piuttosto i dispositivi presenti nelle abitazioni: decoder, televisori e sistemi di ricezione. E’ lì che si concentra la parte più rilevante dei consumi, un elemento che apre a nuove possibilità di miglioramento attraverso l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica degli apparecchi domestici.
“In un panorama mediatico sempre più frammentato, in cui convivono televisione tradizionale, piattaforme streaming e servizi on demand, il satellite si conferma una tecnologia non solo affidabile e capillare, ma anche sorprendentemente sostenibile – conclude la nota -. Una soluzione che, oltre a garantire qualità e copertura, contribuisce concretamente alla riduzione dell’impatto ambientale, dimostrando che innovazione e sostenibilità possono viaggiare nella stessa direzione”.

– foto ufficio stampa Tivusat –
(ITALPRESS).

Meloni “Nei momenti difficili l’Italia dà il meglio di sè”

Meloni “Nei momenti difficili l’Italia dà il meglio di sè”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi celebriamo quello che sappiamo fare meglio, quello che ci rende amati e apprezzati nel mondo, quello che rende l’Italia la nazione dell’ingegno, della creatività, della bellezza, e lo facciamo tagliando un traguardo che ci rende orgogliosi: i 1000 marchi storici di interesse nazionale iscritti nel registro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio per la Giornata del Made in Italy.
“E’ un traguardo che racconta tanti aspetti della nostra identità e di quello che ci caratterizza come italiani. Ci parla del talento dei nostri imprenditori, della vitalità delle nostre imprese, dell’eccellenza industriale dei nostri produttori, di un tessuto dinamico e solito come quello dei marchi storici che genera quasi 100 miliardi di fatturato e dà lavoro a oltre 350.000 persone – prosegue -. Ci racconta in altre parole un’Italia che non si è mai accontentata e che ha sempre sognato in grande, che non si è arresa alla mediocrità, che non si è fermata alla prima difficoltà, ma che ha sempre osato e ha avuto il coraggio di fissare obiettivi sempre più ambiziosi”.
“Oggi celebriamo i marchi storici, un pezzo fondamentale di quell’identità che ci viene riconosciuta nel mondo: la patria del bello, del buono e del ben fatto. Questo è quello che siamo e che dobbiamo essere in grado di valorizzare, promuovere e sostenere sempre di più. E’ l’obiettivo che questo governo si è posto fin dal suo insediamento, portando avanti una strategia chiara capace di valorizzare i nostri punti di forza. Penso alla legge sul Made in Italy, al provvedimento annuale sulle piccole e medie imprese, agli investimenti sulla formazione e sulla trasmissione delle competenze, ai tanti e diversificati interventi per aiutare le nostre imprese a consolidare la propria posizione e a raggiungere nuovi mercati – sottolinea Meloni -. Un impegno che ha contribuito a far crescere l’export tricolore, permettendo all’Italia di piazzarsi al quinto posto al mondo tra le nazioni esportatrici, superando la Corea del Sud e insidiando il quarto posto del Giappone. Oggi celebriamo la forza, il protagonismo, la diversificazione produttiva delle nostre imprese. Lo facciamo in una fase complessa, probabilmente la più difficile congiuntura degli ultimi decenni, ma con la consapevolezza che l’Italia può dimostrare ancora una volta di che pasta è fatta. E’ la nostra storia che parla per noi”.
“Nei momenti più difficili abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi, lo abbiamo fatto e possiamo rifarlo. Ecco perchè voglio ripetere ai nostri imprenditori ai nostri lavoratori un messaggio tanto semplice quanto potente: credete nell’Italia, credete in ciò che siamo, credete nelle nostre e nelle vostre potenzialità – conclude il premier -. Cogliete ogni occasione e trasformatela in opportunità come nessun altro sa fare. Noi ci siamo e saremo sempre al vostro fianco, non ci stancheremo di fare la nostra parte per costruire un’Italia più forte, più solida e più prospera, ma soprattutto più fiera e orgogliosa di se stessa”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

DUE PERSONE DENUNCIATE PER TENTATO FURTO DI CAVI ELETTRICI SULLA SPIAGGIA DI ROCCELLETTA DI BORGIA

In data 11 aprile 2026, la Squadra Motociclisti della Sezione Radiomobile di Catanzaro, su segnalazione della Centrale Operativa dei Carabinieri, è intervenuta, sorprendendo due uomini intenti a tagliare cavi elettrici sulla spiaggia di Roccelletta di Borgia, utilizzando una tronchese e un seghetto.
Le verifiche sul posto hanno permesso di accertare che i cavi asportati erano alloggiati all’interno di tubazioni interrate collegate a cassette elettriche posizionate sulla spiaggia e destinate all’alimentazione dei lidi balneari in fase di ripristino per la stagione estiva. I due uomini, dopo aver tagliato i cavi, li avevano sezionati in piccoli pezzi accumulandoli nella vicina pineta, con l’intenzione evidente di caricarli successivamente sull’autovettura
Per questo motivo, i due sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentato furto aggravato. Gli attrezzi utilizzati per il taglio sono stati invece sottoposti a sequestro penale. Il materiale asportato immesso nel mercato poteva fruttare diverse centinaia di euro.
Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.

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