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Squillace, incontro sulla “Cultura della Sicurezza” con i Maestri del Lavoro

Promuovere tra i più giovani la consapevolezza dei rischi e il valore della prevenzione come responsabilità collettiva. Con questo obiettivo si è svolto martedì 14 aprile, nei locali del plesso della scuola primaria di Squillace centro, un incontro formativo dedicato alla “Cultura della Sicurezza”. All’iniziativa hanno preso parte gli alunni delle classi quarta e quinta, accompagnati dai rispettivi insegnanti, alla presenza del dirigente scolastico Alessandro Carè. L’attività rientra nel percorso di Educazione Civica curato dalla docente referente Maria Grazia Marra, che promuove momenti di sensibilizzazione finalizzati a far crescere negli studenti un atteggiamento consapevole e responsabile verso sé stessi e verso la comunità. L’incontro, infatti, ha mirato a fornire ai bambini strumenti concreti per riconoscere situazioni di pericolo, adottare comportamenti corretti e comprendere che la sicurezza non è solo una norma, ma un valore sociale condiviso. A guidare la giornata sono stati gli esperti del Consolato Provinciale di Catanzaro della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro, rappresentati dal Console provinciale Giusto Laugelli e dall’Istruttore Vincenzo Niglio, intervenuti come relatori. Attraverso esempi pratici, racconti ed esercitazioni, hanno coinvolto gli alunni in un dialogo attivo, stimolando curiosità e partecipazione. La presenza dei Maestri del Lavoro non è casuale. Infatti, l’associazione, composta da lavoratori insigniti della prestigiosa “Stella al Merito del Lavoro”, svolge da anni un’intensa attività sociale e formativa nelle scuole. Il loro impegno si concentra soprattutto su temi come sicurezza, legalità, cittadinanza attiva, orientamento professionale e valorizzazione della cultura del lavoro. Nelle scuole della provincia di Catanzaro, il Consolato promuove regolarmente incontri, laboratori e progetti che mettono in dialogo l’esperienza dei Maestri con le nuove generazioni. L’obiettivo è trasmettere valori quali responsabilità, rispetto delle regole, cura degli ambienti di vita e di lavoro, oltre a favorire una maggiore consapevolezza dei rischi quotidiani. L’intervento a Squillace si inserisce proprio in questa missione, cioè quella di avvicinare i bambini ai concetti fondamentali della sicurezza, educandoli fin da piccoli a comportamenti prudenti e rispettosi, capaci di prevenire incidenti e tutelare sé stessi e gli altri. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dagli alunni, che hanno partecipato attivamente ponendo domande e condividendo esperienze personali. La scuola ha sottolineato come momenti formativi di questo tipo rappresentino un investimento prezioso per la crescita di cittadini consapevoli, attenti e responsabili. Il dirigente Carè ha espresso apprezzamento per la collaborazione con i Maestri del Lavoro, evidenziando l’importanza di aprire la scuola al territorio e di creare sinergie capaci di arricchire l’offerta educativa. E soddisfazione per l’ottima riuscita dell’intervento formativo è stata espressa dal Console Laugelli. L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso di proseguire su questa strada, rafforzando la cultura della sicurezza come valore fondamentale per la vita quotidiana e per il benessere della comunità.
Carmela Commodaro

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Tamajo “Made in Italy importante, Sicilia punta su imprenditoria giovanile”

PALERMO (ITALPRESS) – “Abbiamo stimolato molto l’imprenditoria giovanile, lavorato per sostenere le startup, stimolare incubatori d’imprese, messo a terra bandi e misure proprio per evitare che i giovani vadano fuori e che invece costruiscono qui, in Sicilia, imprese. Per fare in modo che le idee diventano progetti e poi i progetti in imprese. Il Made in Italy è molto importante, noi attraverso questo rivendichiamo la nostra cultura e formazione e il ruolo dei giovani in questo è molto importante”. Così Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività produttive, a margine del convegno “Giovani competenze per il Made In Italy: le nuove generazioni siciliane protagoniste del Futuro”, che si è svolto alla Camera di Commercio Palermo Enna, nel capoluogo siciliano. xd6/vbo/gtr

Albanese “Palermo prima città siciliana che celebra Made in Italy”

PALERMO (ITALPRESS) – “Anche a Palermo si celebra la giornata del Made in Italy, è la prima città siciliana che lo celebra e lo decliniamo con le nuove generazioni. Con loro, infatti, si è intrapreso un percorso di crescita e valorizzazione per quello che è un mercato da 170 miliardi di euro e che ha una capacità almeno di 30 miliardi di euro per il prossimo anno. I giovani non solo rappresentano il futuro ma una spinta propulsiva su settori come il digitale e le nuove tecnologie”. Così Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo Enna, a margine del convegno “Giovani competenze per il Made In Italy: le nuove generazioni siciliane protagoniste del Futuro ”, che si è svolto alla Camera di Commercio Palermo Enna. xd6/vbo/gtr

A Maiori una due giorni dedicata alla Telemedicina. Ricordo del prof. Rosario Mattace

Si terrà il 16 e 17 aprile 2026, presso Palazzo Mezzacapo a Maiori (SA), il convegno “Telemedicina: dalle onde radio al WI-FI – Connessi per curare”, un appuntamento di rilievo dedicato all’innovazione in ambito sanitario e alle prospettive offerte dalle tecnologie digitali applicate alla medicina.

L’evento, organizzato dal dott. Raffaele Vitagliano, medico di assistenza primaria DS 63 ASL Salerno, riunirà esperti, medici, giuristi e professionisti del settore per approfondire il ruolo sempre più centrale della telemedicina nella pratica clinica quotidiana.

In apertura dei lavori, inoltre, sarà dedicato un momento in memoria del prof. Rosario Mattace, nel 25° anniversario della sua prematura scomparsa, figura di riferimento nel panorama medico-scientifico internazionale e pioniere della telemedicina e dell’assistenza domiciliare.  La figura del prof. Mattace sarà ricordata dal dott. Maurizio Berardelli, geriatra dell’ASL di Cosenza e dell’Università della Calabria, già past president della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), sezione Calabria. “Il mio maestro e’ stato un antesignano della telemedicina – ha dichiarato il dott. Berardelli – e già 40 anni fa, anticipando i tempi, immaginava i passi che la medicina avrebbe fatto in direzione della telemedicina, oltre a essere stato un fautore d’eccellenza dell’assistenza domiciliare geriatrica”.

Due giornate intense di lavori, tra relazioni, tavole rotonde e momenti di confronto, offriranno una panoramica completa sulle opportunità e le sfide della sanità connessa. Il programma prenderà il via giovedì 16 aprile con sessioni dedicate alla spirometria e alle applicazioni della telediagnosi, alla telemedicina nell’assistenza primaria e nelle realtà territoriali della ASL Salerno e della Costa d’Amalfi. Ampio spazio sarà inoltre riservato all’intelligenza artificiale in chirurgia robotica, alla teleassistenza nel turismo e all’utilizzo della telemedicina nello sport, con simulazioni pratiche dal campo.

La giornata di venerdì 17 aprile affronterà temi cruciali come l’implementazione della telemedicina nelle aziende ospedaliere, il diritto e la tutela della privacy nell’era digitale, fino agli sviluppi in ostetricia e ginecologia e ai percorsi formativi dedicati ai professionisti sanitari.

Tra i relatori figurano autorevoli esponenti del mondo accademico e sanitario, tra cui il prof. Francesco Amenta, il dott. Antonio Coppola, la dott.ssa Concetta De Rosa e il prof. Mario Polichet­ti, insieme a numerosi altri specialisti.

Il convegno, organizzato dall’Associazione Lux in Midia – Maiori, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e networking, in un contesto di grande valore paesaggistico e culturale come la Costiera Amalfitana. La partecipazione è gratuita, con possibilità di accreditamento fino a esaurimento posti e accesso anche da remoto tramite videocollegamento. Per informazioni: tel./whatsapp: 338.8843427; email: convegnotelemedicina2026@gmail.com.

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Naturium celebra l’Earth Day con degustazioni gratuite di prodotti biologici

Il 22 aprile, nelle sedi di Montepaone e Rende, il progetto culturale fondato da Giovanni Sgrò porta in piazza un messaggio che anticipa i tempi: la filiera corta non è nostalgia, è risposta strategica alla crisi energetica globale

Mentre il mondo discute di petrolio, Stretto di Hormuz e dipendenze geopolitiche, in Calabria c’è chi da oltre un decennio ha già indicato una strada. Il 22 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il progetto culturale Naturium apre le porte delle sue sedi di Montepaone e Rende per un’intera giornata di degustazioni gratuite di prodotti biologici, con un focus dichiarato su territorio e filiera corta.

Cos’è la Giornata della Terra e perché il 2026 è diverso

La Giornata Mondiale della Terra — celebrata ogni anno il 22 aprile in oltre 190 Paesi — è diventata nel tempo il principale appuntamento globale per la sensibilizzazione ambientale. Il tema scelto per il 2026 è “Our Power, Our Planet”: un invito a riscoprire il potere collettivo dei cittadini come leva primaria di cambiamento. Un tema che, quest’anno più che mai, risuona in modo particolare alla luce delle tensioni internazionali che stringono in una morsa i mercati energetici e, di riflesso, l’intero sistema alimentare mondiale.

Naturium in campo: degustazioni aperte a tutti

Per l’intera giornata del 22 aprile, Naturium accoglierà il pubblico nelle due sedi calabresi di Montepaone e Rende con degustazioni gratuite di prodotti biologici selezionati nel segno della stagionalità e della provenienza locale. Un’occasione per assaggiare — letteralmente — cosa significa filiera corta: prodotti che non hanno attraversato oceani né percorso migliaia di chilometri in celle frigorifere, ma che portano con sé il sapore e la storia di un territorio.

L’iniziativa non è un evento isolato, ma l’espressione più immediata di un percorso culturale che Naturium porta avanti da oltre un decennio sotto la guida del suo fondatore, Giovanni Sgrò.

Sgrò: “Non nostalgia, architettura del futuro”

“La filiera corta non è il ritorno romantico a un passato pre-industriale”, afferma Sgrò con chiarezza. “È un’architettura produttiva e distributiva ad alta resilienza, progettata per minimizzare le dipendenze energetiche esterne. Ogni chilometro percorso in meno da un prodotto alimentare è un grammo di CO₂ risparmiato, un litro di carburante non consumato, un nodo della catena globale in meno su cui la crisi può far leva”.

Parole che acquistano un peso specifico inedito nel contesto attuale. Il sistema alimentare globale è responsabile di oltre il 30% delle emissioni mondiali di gas serra, e la logistica del trasporto ne rappresenta una quota tutt’altro che trascurabile. “Ridurre la distanza tra produzione e consumo non è un gesto simbolico”, sottolinea Sgrò. “È un atto di sovranità energetica”.

Hormuz, petrolio e grano: quando la geopolitica entra in cucina

Il fondatore di Naturium individua tre dinamiche convergenti che rendono la filiera corta non più una scelta virtuosa ma una necessità strategica. La prima è economica: l’aumento dei costi energetici ha progressivamente eroso la competitività dei grandi modelli distributivi basati su trasporti a lunga percorrenza. Il prodotto locale, a lungo percepito come “più caro”, si sta riposizionando su una parità di costo reale rispetto all’equivalente industriale importato.

La seconda è geopolitica, e tocca nervi scoperti. La dipendenza occidentale da grano ucraino, olio di palma indonesiano e soia brasiliana ha mostrato tutta la sua fragilità strutturale. Ma è lo Stretto di Hormuz a rappresentare oggi la variabile più critica: quel corridoio marino largo appena 33 chilometri attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota rilevante del gas naturale liquefatto globale. Le tensioni crescenti tra Iran e Occidente — con il rischio concreto di un blocco a tempo indeterminato — hanno riportato all’attenzione dei governi una verità che non si può più ignorare: un singolo punto critico delle rotte energetiche è sufficiente a paralizzare fertilizzanti, carburanti agricoli, trasporti refrigerati. L’intera catena del cibo globale. “Un sistema alimentare costruito sulla prossimità e sulla stagionalità – osserva Sgrò, – non è esposto a questo rischio nella stessa misura. E questa non è filosofia: è strategia”.

La terza dinamica è culturale: le crisi accelerano la consapevolezza. Sempre più consumatori associano il cibo locale non solo alla qualità organolettica, ma a un atto di resistenza civile nei confronti dei meccanismi di dipendenza energetica globale.

Un impegno che precede le emergenze

Ciò che distingue Naturium nel panorama della comunicazione sulla sostenibilità è precisamente questo: mentre molti “scoprono” la filiera corta sull’onda dell’emergenza, Naturium ha costruito nel corso di un decennio un pensiero organico e coerente attorno ai temi dell’alimentazione naturale, della stagionalità, del rispetto ambientale e del legame con il territorio.

Il progetto fondato da Giovanni Sgrò ha attraversato anni in cui parlare di cibo stagionale e filiera corta era ancora considerato un discorso di nicchia. Oggi quella nicchia è diventata il centro del dibattito geopolitico, economico e ambientale.

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Union Volley Soverato, ritorno da protagonista: conquistata la Serie C

Soverato torna a respirare grande pallavolo femminile. L’Union Volley Soverato centra la promozione in Serie C al termine di una stagione straordinaria, riportando entusiasmo e orgoglio in una piazza storicamente legata a questo sport. Un risultato che assume un significato ancora più profondo se si considera il recente passato. Dopo la scomparsa della realtà che fino a pochi anni fa militava stabilmente in Serie A2, la nuova società guidata dal presidente Luigi Del Negro dai dirigenti e da un ottimo staff tecnico era ripartita con obiettivi chiari ma prudenti: valorizzare le giovani, costruire un gruppo solido e rispettare una tradizione importante. Quella che doveva essere una stagione di crescita in Serie D si è invece trasformata in un percorso vincente, culminato con la promozione. Un traguardo costruito passo dopo passo, grazie al lavoro del tecnico Antonio Scarfone, capace di dare identità e continuità alla squadra fin dal primo giorno. La società si affaccia ora alla nuova categoria con fiducia, consapevole di aver posto basi solide per il futuro. Intanto, lo sguardo è già rivolto ai prossimi impegni: la Coppa Calabria, che si disputerà il 18 e 19 a Soverato, rappresenterà un’ulteriore occasione per confermare quanto di buono fatto finora. Grande soddisfazione anche nelle parole della dirigente Serena Del Negro: «È stata una stagione ricca di emozioni, vissuta in continua crescita. Questo gruppo ha dimostrato compattezza e qualità, regalando grandi soddisfazioni». Un ringraziamento speciale va a tutte le atlete che hanno contribuito a questo successo: dal capitano Malena, protagonista in attacco, a Sposato, passando per Liotta al centro, Murru decisiva nell’ultima vittoria contro Pianopoli, fino ai liberi Macrina e Lioi, all’opposto Vella e a tutte le altre, comprese le palleggiatrici Sara e Viola. Un gruppo unito, che rappresenta al meglio lo spirito della società. Fondamentale anche il supporto del territorio, che ha accompagnato la squadra in questo percorso, confermando ancora una volta quanto la pallavolo sia parte integrante dell’identità sportiva di Soverato.

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Cina, corsie spartitraffico robotizzate per ridurre il traffico

Per far defluire il traffico più agevolmente, soprattutto nelle ore di punta e nelle aree vicino alle scuole, nella città cinese di Hangzhou sono state introdotte corsie spartitraffico robotizzate. Un sistema intelligente per gestire la congestione della circolazione, capace di riconfigurare le corsie – quando necessario – in soli a 40 secondi. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)

Aerospazio, salute e investimenti, Piemonte e Canada rafforzano la partnership

Aerospazio, salute e investimenti, Piemonte e Canada rafforzano la partnership

MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Attrarre nuovi investimenti in Piemonte, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale e consolidare le relazioni con uno dei mercati più avanzati e strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute: questi gli obiettivi alla base della missione in Canada, a cui partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Ceipiemonte, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione, tra cui Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, il Bioindustry Park Silvano Fumero e il Distretto Aerospaziale Piemonte, in collaborazione con il governo del Quebèc e con il sistema Italia. La prima tappa si è svolta a Montreal, poi seguirà Toronto. Il Canada rappresenta oggi un interlocutore strategico per il Piemonte. Al centro della scena, una visione condivisa: costruire un ponte stabile tra due ecosistemi altamente compatibili. Da una parte il Piemonte, con la sua tradizione manifatturiera e la crescente capacità di innovazione. Dall’altra il Quèbec e l’Ontario, territori avanzati dove università, industria e ricerca lavorano in stretta sinergia.
La missione è guidata dall’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e da quello alla Sanità Federico Riboldi e vede la partecipazione di una delegazione istituzionale composta dai principali attori del sistema regionale tra cui la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, il presidente di Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino, e il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone.
“Io credo che il Piemonte sappia e debba mettere a disposizione le proprie competenze per l’Italia, perchè oggettivamente il nostro mix produttivo è molto forte e conseguentemente internazionalizzare significa anche supportare e il nostro Paese – ha detto Tronzano -. Noi siamo partiti dal differenziare sostanzialmente il nostro sistema produttivo passando dalla esclusiva automotive al settore aerospaziale, ai semiconduttori, al settore della manifattura avanzata con l’innovazione, con la tecnologia, perchè dove c’è tecnologia c’è sviluppo. Il fatto che in Piemonte si sia insediata come microelettronica Silicon Box è significativo e questo realmente può dare un boost enorme all’Italia in Europa e nel mondo”. “La nostra è una regione esportatrice per eccellenza. Le nostre imprese sono vocate ad andare all’estero, abbiamo capacità non comuni e conseguentemente il fatto di venire in Canada è un percorso strategico – ha aggiunto -. Siamo capitati in Canada nel momento giusto, perchè chiaramente sono alla ricerca di nuovi mercati: la chiusura degli Stati Uniti nei loro confronti li mette in difficoltà e l’Europa potrebbe essere veramente uno sbocco interessante”. L’assessore Riboldi ha voluto ricordare le comuni radici culturali tra Quebec e Piemonte. “Quando il reggimento Carignano venne qui in Quebec, alleato dei francesi, per combattere gli irochesi, alleati degli inglesi, 500 soldati, finita la guerra indiana decisero di fermarsi proprio qui. Al tempo – ha sottolineato – la popolazione era solo di 3000 abitanti e quindi 500 cognomi piemontesi, che poi vennero francesizzati nel corso degli anni, ma che rimangono un pilastro importante nella storia, nella memoria di questo luogo. Oggi riuniamo questa storia comune, riuniamo queste origini lontane che risalgono al Seicento con le scienze della vita, con l’economia, con due regioni, una provincia federale canadese e una regione federale italiana che hanno un comune sistema sanitario, pubblico, e che quindi possono mettere in campo scambi importanti”.
L’aerospazio è uno dei pilastri di questo dialogo. Montrèal è uno dei tre grandi poli mondiali del settore, e proprio qui il Piemonte si presenta come un partner naturale, forte di una filiera completa che integra grandi aziende, PMI e centri di ricerca. Accanto all’aerospazio, le scienze della vita e la sanità rappresentano un altro asse strategico. La missione punta a sviluppare collaborazioni con ospedali, centri di ricerca e istituzioni accademiche canadesi, con l’obiettivo di condividere competenze, avviare sperimentazioni cliniche e costruire progetti comuni. Il confronto con modelli avanzati di ricerca e innovazione, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina, è uno degli elementi più rilevanti emersi durante questa prima tappa.
Un ruolo centrale è giocato anche dalle università. Il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, insieme all’Università del Piemonte Orientale, sono protagonisti di un processo di internazionalizzazione che punta a creare reti stabili con i principali centri di eccellenza nordamericani. L’obiettivo è attrarre talenti, sviluppare ricerca e favorire il trasferimento tecnologico verso le imprese.
“Per l’ecosistema industriale piemontese il Quebec presenta delle particolari similitudini – ha detto Cipolletta -. Prima su tutto la vocazione per l’aerospazio. Il Piemonte e Torino sono leader nazionali in Italia delle piccole medie imprese oltre che delle grandi imprese nell’aerospazio. Ci sono 450 imprese, 35.000 addetti, c’è un export di oltre 1 miliardo e mezzo di euro e le capacità delle tecnologie delle imprese piemontesi sono simili e sono assolutamente integrabili con quelle del Quebec. Quindi non c’è competizione tra la nostra capacità industriale, ma c’è grande capacità di cooperare e creare insieme valore aggiunto comune”.
E’ emerso il valore di un approccio integrato. Non si tratta solo di singole istituzioni o aziende, ma di un sistema che si muove in modo coordinato: Regione, Comune di Torino, Camere di commercio, centri di innovazione e cluster industriali. Un modello che punta a presentarsi all’estero con una voce unica, capace di essere più forte e più competitiva.
“Stiamo scoprendo tanti elementi comuni” con Montreal “a partire dai cluster industriali, l’Aerospace e il Biotech – ha detto la vicesindaca di Torino Favaro -. Abbiamo anche molte attività culturali in comune: abbiamo incontrato la vicesindaca di Montreal e abbiamo proprio discusso su possibili collaborazioni anche sul piano culturale. Sia Torino che Montreal hanno un grande filone che è quello dell’arte contemporanea, un elemento che unisce le città e crea dei ponti. Sicuramente collaboreremo per progetti in comune”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).