TORINO (ITALPRESS) – “L’intelligenza artificiale non è più qualcosa che si può usare o no nelle aziende, se non si usa le aziende non sono competitive, perché nel mondo ormai tutto ciò che è informatizzazione si chiama intelligenza artificiale. Noi come Confindustria vogliamo fare in maniera che le piccole e medie aziende capiscano quanto è importante e vedano degli esempi, in cui i loro colleghi di aziende della stessa dimensione l’hanno usata. In questa maniera diventeranno anche loro degli utilizzatori delle moderne tecnologie e quindi saranno competitivi, perché il nostro sistema industriale è sempre stato iper competitivo perché fatto di bravi imprenditori”. Così Alberto Tripi, Special Advisor sull’AI di Confindustria, durante la prima tappa del roadshow nazionale di Confindustria sull’intelligenza artificiale, organizzata oggi nel capoluogo piemontese.
Vincenzo Ursini, ha attesto più di tre anni prima di dare alle stampe la sua opera prima di narrativa, “La Ritornanza”. «Ma questa attesa non è stata vana – dice lo scrittore di Petrizzi – perché il romanzo, a poco più di un mese dalla pubblicazione, è già in ristampa ed è acquistabile in edizione cartacea, sia attraverso le librerie online che su Amazon / amazon.it/dp/B0GT9KGMJ4». Già noto negli ambienti letterari italiani per aver pubblicato diversi volumi di liriche, con alcuni dei quali ha vinto, nel corso degli anni, decine di prestigiosi concorsi letterari, Ursini ha affidato questo suo romanzo alla “Nuova Accademia dei Bronzi”, «rifiutando – sottolinea – due importanti proposte editoriali ricevute da note case editrici». Tanti e tutti positivi i commenti espressi da critici e lettori. «La Ritornanza – scrive Francesca Misasi, poetessa e critica letteraria – è un romanzo in cui la potenza della parola, saggia e scartavetrata da qualsivoglia orpello, diventa carne e sangue laddove attraversa temi e riflessioni a valenza universale creando un profondo intreccio tra psicologia, spiritualità e filosofia di vita oltre a scandagliare, con lucidità, la complessità delle esperienze e delle interazioni umane. L’interessante storia del protagonista, che cammina tra le stanze della memoria abitandole con garbo, si configura, in senso metaforico, come un’introspezione, un viaggio dentro se stesso, in cui confrontarsi con le proprie emozioni, il proprio passato, l’inquietudine che ha attraversato la sua esistenza, dopo essersi allontanato dal suo paese natale per realizzarsi. Ma, attraverso le sue stesse parole: “Io a Milano lavoro, non vivo” emerge il vero motivo della sua fuga dal Nord con la consapevolezza che, nella vita di ogni persona, esistono momenti che segnano il percorso dell’identità, frammenti di un passato che s’intrecciano col presente e costruiscono il senso di sé, il senso di appartenenza e la connessione con il proprio passato, la terra, la famiglia e con l’anima stessa». Ed è in questa Ritornanza che il protagonista (professore universitario) s’interroga per riscoprire la memoria, quella dei luoghi non solo fisici ma affettivi e spirituali che lo hanno generato. Trattenere i luoghi, le persone che hanno popolato la sua infanzia, significa, per lui, ricercare il senso ontologico dell’esserci. Solo la propria terra è la custode d’amore mentre ogni altro luogo, diventa il fulcro del disconoscimento delle proprie radici. «Ed è proprio in questa consapevolezza, in questo peregrinare tra i meandri della memoria, – prosegue Francesca Misasi – che i ricordi ricostruiscono quel mosaico di emozioni, di legami affettivi, di odori e sapori che hanno segnato l’esistenza del protagonista e definito la sua identità. Lo stesso valore dei ricordi, la stessa emotività di chi si confronta col proprio passato e il richiamo ancestrale della propria terra nativa, si ritrovano, per certi aspetti, anche nel romanzo “La Luna e i falò” di Cesare Pavese. Ma quando il “bastardo” Anguilla torna nel suo paese natale, scopre che nulla è cambiato e nonostante ripercorra il passato attraverso i luoghi e le persone della sua infanzia, non riesce a trovare un senso stabile nelle sue radici imbattendosi nella difficoltà di sentirsi davvero appartenente ad un luogo. La memoria felice per Anguilla viene superata dagli orrori e dai tradimenti che trasfigurano sia il passato che il presente e il ritorno, per lui, non diventa altro che una nuova partenza». Per il Professore, invece, il ritorno, alimentato dalla memoria e dal ripercorrere visivamente ed emozionalmente il suo passato attraverso i ricordi, è motivo di rinascita, di catarsi, è l’aver trovato, finalmente, la quadratura del cerchio. Un romanzo profondo, toccante, dove tutto ha un senso logico e in cui ogni tassello della memoria si ricompone, offrendo un affascinante quadro d’insieme dove la memoria e l’identità s’intrecciano con la forza simbolica della propria terra. Pagine straordinarie abitate con il cuore, le parole e i gesti quotidiani di una gente umile, che sfrangia saggezza e povertà ma che riempie gli occhi e il cuore d’icastica purezza. Un libro di riconosciuta importanza letteraria dove la semplicità e la caratura di una solida cifra stilistica amplificano l’eco emozionale dove abita il tempo della memoria. I ricordi, ben strutturati e raccolti in episodi, poggiano su un fraseggio vibrante, lirico che freme tra i souvenir, come un vecchio carillon che non ci si stanca mai di ascoltare. «L’autore sfiora, nella narrazione, con la colta competenza che lo distingue, – conclude Misasi – le atmosfere del Verga laddove, anche lo scrittore siciliano, attraverso le scene di vita quotidiana e l’uso di espressioni dialettali e popolari, esplora e riflette la realtà sociale del tempo. E, scavando nel profondo, si ritrovano ancora, nella Ritornanza, alcuni temi cari al Pasolini, come il rapporto del protagonista con la madre, il voler cogliere, con attenzione filologica, il senso concreto, le persone e le voci della vita collettiva di un borgo per appropriarsi del loro valore ed entrare e partecipare con piacere in quel mondo che ama. Altro punto d’incontro, l’uso del dialetto che, per entrambi gli autori, riesce ad assorbire la realtà che lo circonda restituendone l’anima. E se Corrado Alvaro in “Gente in Aspromonte” descrive la vita dei pastori mettendo in luce le ingiustizie sociali, Vincenzo Ursini, con la stessa grazia compositiva e attraverso la memoria del protagonista, coglie e mette in luce i sentimenti, la laboriosità e, soprattutto la grande dignità dei calabresi. Su tutto il romanzo, inoltre, aleggia il cuore e la voce dell’autore, sempre presenti in ogni pagina ma mai ingombranti, mai pesanti; un autore, Ursini, che ha saputo dosare, con magistrale e superbo equilibrio, il ritmo di ogni narrazione al fine di trasportare il lettore in quell’atmosfera rarefatta ma calda del passato, dove poter cogliere non solo l’intensità emotiva dei personaggi e delle loro azioni ma anche e soprattutto il loro rapporto con la Fede e la spiritualità». Un romanzo ineguagliabile, che diventa non solo patrimonio culturale da preservare ma anche strumento imprescindibile per comprendere, attraverso il passato, le anguste geometrie del mondo contemporaneo.
TORINO (ITALPRESS) – “Sempre più imprese stanno investendo sull’intelligenza artificiale, qui a Torino è la prima tappa del roadshow nazionale di Confindustria sull’AI ed è un’opportunità, perché in Piemonte nel 2024 si è investito il 10% degli investimenti nazionali, più di 100 milioni, ed ha una rilevanza straordinaria per il settore della mobilità. Per quanto riguarda il traffico e la movimentazione delle merci si possono avere risparmi fino al 25% sulle percorrenze, oltre il 17% nei livelli organizzativi ed è strategico in questo momento parlare di intelligenza artificiale, territorio e mobilità perchè qui, soprattutto con l’intelligenza artificiale agentica, si può prendere la nostra tradizione e portarla nel futuro”. Così il presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, durante la prima tappa del roadshow nazionale di Confindustria sull’intelligenza artificiale, organizzata oggi nel capoluogo piemontese.
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Dolcenera torna con il singolo My Love, riflessione sulle contraddizioni umane
– “Michael”, il biopic di Antoine Fuqua sul re del pop
– “Un cane a processo”, commedia di Laetitia Dosch
– “La più piccola”, dramma di Hafsia Herzi
mgg/gtr
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Stati Uniti, a marzo in ripresa il commercio ferroviario
– Trenitalia, 77 nuovi treni regionali entro maggio
– Torna a crescere il mercato dei veicoli commerciali leggeri
sat/azn
NAPOLI (ITALPRESS) – Bando Isi Inail, le imprese possono ora accedere alla sezione “Accedi ai servizi online” del portale e compilare la domanda attraverso un percorso guidato. Ne parla l’economista Gianni Lepre.
azn/fsc/gtr
MILANO (ITALPRESS) – McDonald’s celebra 40 anni in Italia con “POOL. Ti sblocco un ricordo”, una esposizione a cura di Nicolas Ballario, che unisce design, arte e tecnologia in un ambiente suggestivo, ripercorrendo la storia del brand tra immaginario collettivo e cultura visiva contemporanea. Sono trascorsi, infatti, 40 anni dall’apertura del primo ristorante in Piazza di Spagna a Roma il 20 marzo 1986 e, da allora, McDonald’s non ha mai smesso di crescere accompagnando intere generazioni attraverso trasformazioni culturali, nuovi stili di vita e abitudini di consumo. Il progetto “POOL. Ti sblocco un ricordo” prende vita in Via Tortona 58, nel circuito espositivo di Tortona Rocks fino al 26 aprile: un percorso articolato in tre ambienti differenti che esplorano il rapporto tra infanzia, immaginario visivo e costruzione della memoria contemporanea. Un viaggio coinvolgente che invita il pubblico a rileggere l’evoluzione culturale del brand e il suo rapporto con la società italiana negli ultimi 40 anni. Fulcro dell’allestimento è una grande piscina di palline colorate, elemento iconico dell’infanzia che qui si trasforma in un dispositivo espositivo capace di intrecciare gioco, memoria e riflessione critica. All’interno di questo paesaggio ludico dialogano due opere che riflettono sul rapporto tra origine e metodo nella creazione artistica: uno Spot Painting di Damien Hirst, uno degli artisti che ha più segnato la scena internazionale degli ultimi anni, emblema di una pratica fondata sulla serialità e sulla ripetizione, e un lavoro della serie Early Works dei Vedovamazzei, la coppia di enfant terrible dell’arte italiana, che immagina i grandi artisti nel momento dei loro primi gesti creativi. Il percorso prosegue così in un secondo spazio innovativo e unico nel suo genere, concepito come una vera e propria macchina del tempo dotata di un sistema di intelligenza artificiale: il visitatore è coinvolto nella costruzione di un’esperienza dove tecnologia e memoria si intrecciano contribuendo alla generazione in tempo reale di un immaginario visivo personalizzato, un ricordo felice che sarà riproposto nella forma di un video. Il viaggio si conclude con uno spazio dedicato alla storia di McDonald’s in Italia, raccontata attraverso oggetti iconici, materiali d’archivio, design e memorabilia che hanno accompagnato diverse generazioni. Il titolo “POOL. Ti sblocco un ricordo” vuole essere un richiamo alla piscina di palline, ma anche al concetto di squadra, alle persone che lavorano in McDonald’s e a quelle che ogni giorno frequentano gli oltre 800 ristoranti aperti in questi primi 40 anni in Italia. Letto al contrario, POOL diventa LOOP, una parola che richiama la ciclicità del tempo perchè i ricordi possono tornare ed essere rivissuti. “Ci sono luoghi che cambiano nel tempo senza perdere la propria identità, perchè nascono dalle persone che li vivono ogni giorno e dai territori di cui fanno parte – commenta l’Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia Giorgia Favaro -. McDonald’s è uno di questi: uno spazio dove ogni giorno si incrociano storie, si condividono momenti e prendono forma nuove idee. Abbiamo aperto il nostro primo ristorante in Italia 40 anni fa, in Piazza di Spagna a Roma. Oggi siamo presenti con oltre 800 locali in tutto il Paese, animati da 40mila persone e frequentati ogni giorno da 1,3 milioni di clienti. Quello che ci ha sempre contraddistinti è la capacità di essere parte della vita quotidiana delle persone: crescere insieme a intere generazioni e diventare, in modo naturale, parte della cultura collettiva. Chi verrà a trovarci alla Milano Design Week, nella nostra mostra POOL, potrà fare esperienza di questa storia: attraversarla, riconoscerla, ritrovarsi in alcuni ricordi e crearne di nuovi”. L’esposizione è pensata per un pubblico trasversale – dalle famiglie agli appassionati di arte e design – e invita a un’esperienza di immedesimazione e partecipazione emotiva, per riflettere sul ruolo della memoria come dispositivo culturale e condiviso anche grazie ad un ricco palinsesto di appuntamenti, tra cui la presentazione del libro “Generazioni McDonald’s”, edito da Rizzoli, che racconta 40 anni di storie sotto gli archi dorati, attraverso voci e immagini dei protagonisti.
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con Rumen Radev, a seguito della sua affermazione nelle recenti elezioni legislative in Bulgaria. Il Presidente Meloni ha espresso le proprie congratulazioni per il successo elettorale, formulando i migliori auguri di buon lavoro. E’ stata quindi confermata la comune volontà di imprimere ulteriore impulso al partenariato bilaterale. A tal fine, i due Leader hanno concordato di lavorare all’adozione di un Piano d’Azione quinquennale, volto a definire priorità e strumenti di cooperazione tra Roma e Sofia, con un’attenzione specifica ai settori degli scambi commerciali, degli investimenti e dell’industria della difesa. Il confronto ha inoltre permesso un approfondito scambio di vedute sui principali temi dell’agenda europea. E’ stata condivisa la necessità di rafforzare la competitività dell’Unione Europea, promuovendo il principio della neutralità tecnologica, e di assicurare una gestione efficace del fenomeno migratorio, ricorrendo anche a soluzioni innovative. I due Leader hanno infine discusso delle prospettive legate al negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Lo rende noto l’ufficio stampa di Palazzo Chigi.
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, riunitosi oggi ha Palazzo Chigi, ha nominato cinque nuovi sottosegretari. Si tratta di Alberto Balboni (FdI) al ministero della Giustizia, di Giampiero Cannella (FdI) alla Cultura, Paolo Barelli (Forza Italia) ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell’Utri (Noi Moderati) al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e Mara Bizzotto (Lega) alle Imprese e al Made in Italy.
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo approvato il documento di finanza pubblica, si tratta di una fotografia dell’andamento di finanza pubblica collegata ovviamente all’andamento dell’economia e la naturale premessa è che non viviamo circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni che sono contenute del Documento, che sono state validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio – come da procedura – l’8 aprile 2026, inevitabilmente sono già oggi sono discutibili ma, nelle prossime settimane, meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il DFP 2026. “Abbiamo adeguato il PIL per il 2026-2027 che scende nel 2026 da 0,7% allo 0,6%, nel 2027 da 0,8% a 0,6% e nel 28 da 0,9% a 0,8% ha aggiunto “Per quanto riguarda l’indebitamento netto della pubblica amministrazione il 2026 sale da 2,8% a 2,9%, nel 2027 da 2,6 a 2,8% e nel 2028 da 2,3 a 2,5%”. Quindi sul deficit al 3,1%, Giorgetti con una battuta risponde: “come diceva Boskov, ‘rigore è quando l’arbitro fischià quindi l’arbitro ha deciso per il rigore, si può essere d’accordo o no ma queste sono le regole del gioco. Tutto questo dibattito rispetto all’uscita della procedura di deficit eccessivo a me interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026. Dopo il 28 febbraio 2026 mi interessa relativamente meno”. Quindi conclude “Capisco che in questo Paese ci sono anche dei dirigenti che esultano per l’eliminazione dei dirigenti sportivi e per l’eliminazione dei mondiali di calcio, quindi è anche evidente che ci siano tanti che esultino per una decisione di questo tipo dell’arbitro che va contro gli interessi nazionali, altrove normalmente non avviene”.