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Tratto di strada nell’Agrigentino trasformato in discarica abusiva, 23 denunce

AGRIGENTO (ITALPRESS) – I carabinieri di Campobello di Licata hanno denunciato alla Procura di Agrigento 23 persone, residenti nelle province di Agrigento, Caltanissetta e Catania, ritenute responsabili, a vario titolo, di abbandono illecito di rifiuti. Gli accertamenti, svolti tra i mesi di febbraio e marzo scorsi in contrada Fondachello, lungo un tratto di strada parallelo alla SS 123, hanno consentito ai militari, anche mediante sistemi di videosorveglianza, di documentare 27 distinti episodi di sversamento abusivo di rifiuti. Le immagini acquisite hanno permesso agli investigatori di individuare i soggetti mentre, utilizzando i propri veicoli, riversavano sul ciglio della strada diverse tipologie di materiale, tra cui rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali, sia non pericolosi sia pericolosi, determinando la formazione di una discarica abusiva su area pubblica. Conclusi gli accertamenti, i 23 soggetti identificati sono stati denunciati. Contestualmente, i Carabinieri hanno interessato il Comune di Campobello di Licata per gli adempimenti di competenza finalizzati al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica dell’area. vbo/mca1
(Fonte video: Carabinieri Agrigento)

CASTELMONARDO PARLA ALL’EUROPA: DA FILADELFIA UN LABORATORIO MEDIEVALE AL CENTRO DEL DIBATTITO ARCHEOLOGICO

Il sito originario della città vibonese protagonista a Barcellona: nuove letture sulla ceramica dipinta aprono scenari su produzione, identità e reti culturali nel Mezzogiorno medievale

FILADELFIA (VV) – 23 APRILE 2026 – Il sito archeologico di Castelmonardo, il primo e originario nucleo abitativo di Filadelfia, nel Vibonese, si conferma un caso di studio di crescente rilevanza nel panorama della ricerca archeologica internazionale grazie alla sua presenza al 4th MERC Postgraduate and Early Career Conference in Archaeology, svoltasi a Barcellona dal 13 al 16 aprile 2026.
L’iniziativa, che riunisce studiosi provenienti da università e centri di ricerca europei e internazionali, rappresenta un’importante occasione di confronto metodologico e teorico sui temi dell’archeologia medievale e post-medievale. Nel corso della giornata del 13 aprile la Dott.ssa Assunta Campi ha presentato il contributo dal titolo “Beyond Typology: Band-Painted Pottery from the Fortified Site of Castelmonardo (Calabria, Italy).
L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio dibattito internazionale volto a superare approcci puramente classificatori nello studio della cultura materiale, proponendo nuove chiavi interpretative fondate sull’integrazione di dati tipologici, tecnologici e contestuali. La ricerca ha preso in esame la ceramica dipinta a bande rinvenuta nel sito di Castelmonardo, affrontandone lo studio attraverso un approccio multidisciplinare che combina analisi tipologica, osservazioni tecnologiche e riflessioni di carattere antropologico.
Il corpus analizzato, composto prevalentemente da forme chiuse decorate con dipinture in rosso-bruno a motivi geometrici, si distingue per una marcata omogeneità tecnologica, elemento che suggerisce una produzione riconducibile a officine locali e a tradizioni artigianali consolidate e trasmesse nel tempo. Particolare rilievo assume l’interpretazione proposta per l’apparato decorativo, che viene analizzato non solo come espressione estetica, ma come dispositivo funzionale e simbolico, capace di riflettere pratiche d’uso, modalità di consumo e processi di costruzione dell’identità materiale all’interno della comunità insediata. In questa prospettiva, la ceramica dipinta a bande si configura come un indicatore privilegiato per indagare le dinamiche socio-economiche e culturali di un contesto fortificato medievale, contribuendo ad ampliare il quadro interpretativo delle produzioni ceramiche dell’Italia meridionale.
L’interesse del contributo risiede inoltre nella sua capacità di inserirsi in un dibattito scientifico di respiro internazionale, offrendo dati e interpretazioni utili al confronto con altri contesti europei caratterizzati da produzioni ceramiche analoghe. In tal senso, Castelmonardo emerge come un laboratorio privilegiato per lo studio delle interazioni tra produzione artigianale, pratiche sociali e identità culturale nel Medioevo, confermando la centralità del sito nel quadro delle ricerche sull’archeologia dei contesti fortificati.
Lo studio, attualmente in fase preliminare, è destinato a svilupparsi ulteriormente grazie alla prossima campagna di scavo promossa dall’Università di Siena in collaborazione con il Comune di Filadelfia, l’ Istituzione Comunale Castelmonardo e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, che consentirà di ampliare il corpus dei materiali, affinare il quadro cronologico e approfondire gli aspetti tecnologici e decorativi della produzione.
L’integrazione futura dei dati stratigrafici, archeometrici e contestuali permetterà di consolidare le ipotesi avanzate e di definire con maggiore precisione il ruolo di Castelmonardo all’interno delle reti produttive e dei circuiti di consumo dell’Italia medievale. La direzione scientifica della ricerca è del Prof. Carlo Citter e la Dott.ssa Assunta Campi, Dottore di Ricerca in Archeologia ed Antropologa Forense, responsabile di scavo guiderà il team di ricerca e la comunicazione col pubblico. La presentazione in un contesto scientifico internazionale di alto livello rappresenta un significativo riconoscimento per la qualità della ricerca in corso e contribuisce a rafforzare la visibilità di Castelmonardo nel panorama degli studi archeologici europei, confermandone il valore come caso studio di riferimento per l’analisi della cultura materiale e delle dinamiche insediative medievali.
La sindaca di Filadelfia Anna Bartucca e il presidente dell’Istituzione Castelmonrado Pino Serrain hanno espresso grande soddisfazione per il riconoscimento internazionale attribuito al sito di Castelmonardo, antico centro distrutto dal terremoto, oggi oggetto di rinnovato interesse scientifico.
«Questo importante traguardo – hanno dichiarato – segna un punto di svolta per Castelmonardo. La collaborazione con il mondo accademico, con la soprintendenza ai beni cultura e con le università coinvolte ci consente di guardare al futuro con fiducia, nella convinzione che il sito potrà finalmente ottenere la visibilità e l’attenzione che merita, sia sotto il profilo della ricerca storica sia sotto quello della valorizzazione archeologica. Nel corso del convegno è emersa con forza la rilevanza storica e archeologica dell’area, che rappresenta una testimonianza preziosa della memoria e dell’identità del territorio».
L’Amministrazione comunale ha inoltre ribadito l’impegno a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela e alla promozione del sito, affinché esso diventi un punto di riferimento per studiosi, visitatori e per l’intera comunità.

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Musica, il concerto nel ghiacciaio che si scioglie

ROMA (ITALPRESS) – Un concerto all’interno di una grotta scavata in un ghiacciaio alpino. È l’iniziativa della cantautrice svizzera To Athena all’interno del ghiacciaio del Morteratsch, nelle Alpi svizzere. L’esibizione, organizzata con Greenpeace Svizzera, vuole richiamare l’attenzione sulla bellezza e vulnerabilità del paesaggio alpino.
Il ghiacciaio arretra di circa 50 metri l’anno a causa dell’aumento delle temperature. Queste grotte esistono perché il ghiacciaio si sta ritirando. L’acqua di disgelo sta scavando il ghiaccio. Ciò che appare magico è, in realtà, un segno visibile dell’accelerazione dei cambiamenti climatici.
“La natura è fragile e noi ne facciamo parte. Quando superiamo i limiti del nostro pianeta, sconvolgiamo l’equilibrio che sostiene tutta la vita. Come esprimono i testi di To Athena, stiamo andando troppo oltre e ci stiamo avvicinando al punto di rottura”, afferma Greenpeace Svizzera.
“Noi umani trattiamo il mondo altrettanto distruttivo. Attraversiamo i confini dei pianeti. Stiamo mettendo in difficoltà i nostri mezzi di sussistenza. Fino al crollo. Perché? Siamo tutti creature di questa terra. Il nostro benessere è indissolubilmente legato allo stato della terra. Dobbiamo proteggere il nostro mondo”, dice l’artista To Athena.
mgg/gtr/col

“The Stories We Wear”, il cortometraggio sul costo umano del fast fashion

ROMA (ITALPRESS) – Quando si parla di fast fashion si pensa spesso a fabbriche lontane nel sud-est asiatico. Ma lo sfruttamento è anche nei laboratori clandestini delle città britanniche. A raccontarlo è un cortometraggio di animazione, “The Stories We Wear”, commissionato dalla Glasgow Caledonian University e realizzato da media co-op.
La protagonista è Haina, una migrante appena arrivata nel distretto tessile di Leicester. La giovane, in cerca di lavoro, viene risucchiata dall’industria della moda a basso costo. Non si tratta di una storia inventata, ma è il risultato di una serie di interviste condotte dalla ricercatrice Erica Charles della Glasgow Caledonian University
Il cortometraggio, premiato al Cannes Short Film Festival, racconta il costo umano della produzione di abbigliamento per i marchi di fast fashion, ed è stato pensato per essere usato nelle scuole e nelle università. La storia di ragazze come Haina non sempre si risolve bene e, nonostante, il tema dell’animazione, il cortometraggio non finge che sia diversamente da così.
Una voce fuori campo, che utilizza estratti di interviste a lavoratori di fabbriche tessili di Leicester, spiega come alcuni operai venissero pagati al di sotto del salario minimo e di come altri fossero costretti a lavorare 12 ore al giorno, sei giorni alla settimana.
“Il cortometraggio dimostra la forza interiore di queste sopravvissute, che spesso si trovano in situazioni disperate. È fondamentale affrontare il ruolo che noi, come consumatori, svolgiamo in questo processo. – afferma la ricercatrice Erica Charles – Avendo lavorato nel settore della moda per quasi 30 anni, è chiaro che è necessaria una maggiore responsabilità per lo sfruttamento che avviene nelle filiere di approvvigionamento della moda. Spero che il film incoraggi i consumatori a mettere in discussione i propri comportamenti d’acquisto e a promuovere un cambiamento positivo“.
Il team di media co-op ha scelto una palette quasi monocromatica, proprio per rappresentare visivamente il grigiore degli ambienti, come le abitazioni sovraffollate e lo squallore delle fabbriche. In questo contesto, però, colpisce un elemento: l’hijab giallo brillante di Haina.

mgg/gtr/col

Sicurezza energetica europea, c’è sempre più attenzione alla raffinazione

ROMA (ITALPRESS) – “In Europa, negli anni, quello che è successo è che c’è stata una riduzione di raffinerie. E quindi di fatto si è andati a ridurre proprio la produzione europea in particolare di quelli che noi chiamiamo i “distillati medi”, ovvero jet, cherosene e gasolio.” A dirlo il presidente di UNEM, Gianni Murano, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.

sat/gsl

Conai, italiani interessati ai temi ambientali ma si fidano poco dei social

ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani si informano “spesso” o sempre” sui temi ambientali, ma le fonti più frequentate, come i social media, non coincidono con quelle ritenute più affidabili, mentre i contenuti più credibili faticano a raggiungere il grande pubblico. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Scelta-Sviluppare la Circular Economy facendo leva sulle tendenze d’Acquisto- promosso da Conai in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. La ricerca è stata presentata a Milano in occasione della prima conferenza nazionale “Sostenibilità e giornalismo responsabile”.
L’Italia rappresenta uno dei sistemi più avanzati in Europa nel riciclo degli imballaggi, con tassi stabilmente superiori al 75% e tutte le principali filiere già oltre gli obiettivi europei fissati per il 2025.
f12/fsc/gtr

Migranti, Meloni “Corte Ue conferma che la strada del Governo italiano è valida”

Migranti, Meloni “Corte Ue conferma che la strada del Governo italiano è valida”

ROMA (ITALPRESS) – “Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perchè sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni, commentando il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue sul protocollo sui migranti Italia-Albania.

– Foto IPA Agency –

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Venezia, Maggie Gyllenhaal presidente di giuria Mostra Cinema

Venezia, Maggie Gyllenhaal presidente di giuria Mostra Cinema

VENEZIA (ITALPRESS) – Sarà la regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026), che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico del Settore cinema Alberto Barbera.

Maggie Gyllenhaal, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono entusiasta di accettare l’invito a presiedere la Giuria della Mostra di Venezia di quest’anno. Venezia ha sempre sostenuto voci autentiche e singolari e sono onorata di contribuire a portare avanti questa tradizione coraggiosa e necessaria. Non sarò lì per giudicare, ma per lasciarmi guidare dalla curiosità, dall’ammirazione e dalla passione”.

Alberto Barbera ha dichiarato: “Maggie Gyllenhaal incarna un percorso artistico di rara coerenza, costruito nel tempo con intelligenza e coraggio. Attrice capace di dare voce a personaggi scomodi e sfaccettati, ha saputo reinventarsi come autrice con The Lost Daughter (La figlia oscura), premiato proprio a Venezia nel 2021 per la migliore sceneggiatura. Il suo sguardo sul cinema – insieme intellettuale e viscerale – trova ulteriore conferma nel recente The Bride! (La sposa!, 2026), che ne consolida la statura di filmmaker originale. Averla alla guida della nostra giuria significa poter contare su una voce autorevole e indipendente, animata da quella passione autentica per il cinema d’autore che è da sempre il cuore della Mostra”.

-foto Ipa Agency-

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Sanità e IA, a Genova il dialogo europeo su ricerca e implementazione

Sanità e IA, a Genova il dialogo europeo su ricerca e implementazione

GENOVA (ITALPRESS) – Si svolge oggi a Genova ‘AI for Healthcare – Longevity & Wellness’, la conferenza internazionale organizzata da Fusion AI Labs, polo d’eccellenza che promuove la ricerca applicata e la sperimentazione industriale sull’intelligenza artificiale.
L’evento si inserisce nel quadro delle strategie europee ‘Apply AI’ e ‘AI in Sciencè, promosse dalla Commissione Europea per accelerare il passaggio dalla ricerca all’implementazione concreta: la prima focalizzata sull’adozione nei sistemi sanitari, la seconda sul rafforzamento delle infrastrutture scientifiche.
L’Europa si trova di fronte a una sfida sanitaria senza precedenti. Una popolazione sempre più anziana sta esercitando una pressione significativa sui sistemi sanitari pubblici, aumentando i costi e richiedendo soluzioni innovative. Sebbene l’intelligenza artificiale abbia dimostrato un potenziale straordinario in ambiti quali la diagnostica, il supporto alle decisioni cliniche, la scoperta di nuovi farmaci e la medicina preventiva, fino all’80% dei progetti di AI in sanità non riesce ad andare oltre la fase pilota. Non si tratta di un fallimento della tecnologia, ma della sua adozione: questo divario è il tema centrale dell’evento.
La conferenza nasce da un percorso scientifico specifico a cui hanno partecipato i fondatori di Fusion AI Labs: il progetto AIDA, un’iniziativa europea di ricerca finanziata dal programma Horizon, che esplora l’uso dell’intelligenza artificiale per la prevenzione del tumore allo stomaco. I risultati ottenuti finora sono incoraggianti e indicano prospettive sempre più efficaci di prevenzione precoce. “Piuttosto che costruire una conferenza scientifica ristretta attorno a un singolo progetto, abbiamo fatto una scelta più ampia: utilizzare AIDA come lente di osservazione, ossia una dimostrazione concreta e fondata di ciò che un’IA applicata in modo responsabile può realizzare, e aprire il dibattito al più ampio panorama di ciò che l’intelligenza artificiale sta già facendo e potrebbe fare in sanità e nella longevità” – afferma Stefano Sedola, responsabile ricerca e programmi formativi di Fusion AI Labs.
L’evento riunisce un ampio ecosistema di attori pubblici e privati: istituzioni europee e nazionali, organizzazioni internazionali, centri di ricerca, università, aziende tecnologiche, realtà del settore sanitario e farmaceutico. Tra i partecipanti figurano rappresentanti del Parlamento Europeo, di organizzazioni come UNESCO e World Bank, oltre a grandi aziende globali e centri di eccellenza come Imperial College, Karolinska e Charitè.
La conferenza è strutturata in un percorso che accompagna i partecipanti dalla riflessione alle applicazioni pratiche. La sessione plenaria del mattino è dedicata al contesto generale e alle prospettive dell’AI nella sanità, con interventi di alto profilo internazionale; la sessione del pomeriggio prevede due panel verticali, rispettivamente L’intelligenza artificiale per la longevità e il benessere e L’intelligenza artificiale nel settore sanitario – Dalla ricerca alla pratica clinica.
Ad aprire i lavori Renato Botti, Direttore Generale dell’Istituto Giannina Gaslini, cui segue l’introduzione di Andrea Pescino – CEO di Fusion AI Labs, che delinea il passaggio cruciale dall’innovazione all’impatto concreto: “L’Europa ha un’occasione straordinaria e anche una responsabilità. Il settore sanitario è sotto pressione strutturale: in Italia abbiamo 64 infermieri ogni 10.000 abitanti, contro una media europea di 80, e appena 1,5 infermieri per medico rispetto ai 2,2 del resto d’Europa. Il 30% dei medici europei ha più di 55 anni.
Non è una crisi che si risolve solo assumendo più personale, ma una crisi che richiede un cambio di paradigma nel modo in cui organizziamo, supportiamo e potenziamo l’intero sistema.
La ricerca applicata sull’intelligenza artificiale in ambito sanitario non può limitarsi alle applicazioni cliniche, per quanto straordinarie. Pensiamo a quanto vale accelerare i processi operativi, ottimizzare la gestione dei reparti, migliorare la qualità dell’interazione tra strutture e pazienti. Ogni ora risparmiata in un processo amministrativo è un’ora restituita alla cura. Ogni sistema che supporta meglio un infermiere o un medico nella gestione del carico quotidiano riduce il burnout e aumenta la qualità dell’assistenza. E’ qui che Fusion AI Labs vuole contribuire: trasformare la ricerca in impatto reale, costruire ponti tra eccellenza scientifica, industria e sistemi sanitari, e dimostrare che fare ricerca applicata responsabile in questo settore non è solo possibile, è urgente. Per l’Italia. Per l’Europa”.
Antonio Gatti – Global Lead Pharma Life Sciences Microsoft, affronta il tema Medical Superintelligence: “Parlare di medical superintelligence come semplice miglioramento diagnostico sottovaluta ciò che sta accadendo. I modelli di frontiera reggono ragionamento longitudinale, integrano dati multimodali – omici, imaging, cartelle cliniche, real-world evidence – orchestrano strumenti, mantengono memoria. Per la prima volta è possibile pensare l’AI come infrastruttura della pipeline sanitaria e farmaceutica, non come singola applicazione. Eppure fino all’80% dei progetti di AI in sanità non supera la fase pilota: non per limiti della tecnologia, ma per come incontra il sistema – dati, flussi, regolamentazione, fiducia. Il salto di qualità non è sul modello, è sul contesto. Dalla scoperta di nuovi target terapeutici al disegno dei trial clinici, dalla stratificazione del paziente alla medicina di precisione: in un’Europa con meno medici, meno infermieri e più anziani di un decennio fa, la superintelligenza medica non è un’opzione tecnologica ma una leva di sostenibilità per l’intera filiera life sciences. La domanda non è se adottarla, ma come: responsabilmente, su scala, orientata all’impatto reale”.
Kiril Veselkov, professore associato in Medicina computazionale e Informatica oncologica – Imperial College e Antonello Scalmato, CTO di Fusion AI Labs, presentano le applicazioni avanzate dell’AI generativa nella diagnosi precoce del tumore gastrico condotte con il progetto di ricerca europeo AIDA: “Con AIDA vogliamo cambiare il paradigma del tumore gastrico: non intervenire tardi, ma identificare i pazienti a rischio quando la malattia è ancora in fase pre-sintomatica. L’intelligenza artificiale ci permette di integrare e analizzare grandi quantità di dati per supportare diagnosi più precoci, strategie terapeutiche personalizzate e una prevenzione più efficace”.
Fulvio Mastrogiovanni, professore associato presso l’Università di Genova, prosegue con un approfondimento sull’integrazione tra AI e robotica in ambito sanitario. L’intervento esplora la transizione in corso da un’intelligenza artificiale puramente digitale a sistemi capaci di interagire fisicamente con il mondo reale: l’Embodied AI. “La prima parte chiarisce cosa significhi davvero “incarnazione” – spiega Mastrogiovanni – Non semplicemente modelli che elaborano dati, ma agenti che percepiscono, agiscono e apprendono attraverso un corpo. Richiamando ricerche recenti pubblicate su Science sul ruolo del tatto e dei sistemi di sensing avanzati, l’intervento mette in evidenza come le capacità dell’IA debbano essere ripensate quando si passa da ambienti digitali al mondo fisico, dove incertezza, sicurezza e interazione umana diventano centrali”.
La seconda parte dell’intervento presenta invece una panoramica strutturata delle applicazioni nel mondo reale lungo uno spettro evolutivo: dai sistemi di pick-and-place e dalla manipolazione robotica alla robotica assistiva, fino ad arrivare ad ambiti avanzati come la chirurgia robotica, le protesi intelligenti e i sistemi di compagnia.
Ricard Martinez Direttore della cattedra di Privacy e trasformazione digitale dell’Università di Valencia, nel suo intervento dedicato al tema della fiducia e dell’uso responsabile dell’intelligenza artificiale afferma: “Lo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS) si basa su due pilastri: il GDPR come riferimento giuridico e l’uso di dati anonimizzati in ambienti sicuri. Tuttavia, entrambi presentano criticità: l’anonimizzazione è sempre più difficile da garantire secondo le autorità privacy, mentre la standardizzazione della sicurezza è demandata a processi complessi a livello europeo. Inoltre, alcune scelte chiave sono lasciate ai singoli Stati membri, con il rischio di creare normative frammentate che potrebbero compromettere l’interoperabilità e l’efficacia del sistema a livello europeo”.
La sessione mattutina si conclude con uno spazio sulle competenze del futuro: “Oggi la collaborazione tra imprese e istituzioni è decisiva. Se da un lato le aziende portano casi d’uso concreti, bisogni reali e velocità di esecuzione, dall’altro le istituzioni portano metodo, ricerca, formazione e creazione di talenti – spiega Riccardo Ocleppo, founder e direttore di OPIT, Open Institute of Technology – E’ qui che ho pensato che dovesse collocarsi OPIT: lo dimostrano i progetti sviluppati dai nostri studenti, come l’hackathon, che ha portato alla creazione di un assistente AI per supportare i caregiver di persone con Alzheimer per offrire risposte affidabili, empatiche e concretamente utilizzabili nella vita quotidiana. E’ un esempio chiaro di ciò che serve oggi: non tecnologia fine a sè stessa, ma competenze capaci di unire ricerca, impatto sociale e reali bisogni delle persone”.
La presenza dell’onorevole Brando Benifei (correlatore sulla legge dell’UE sull’intelligenza artificiale), nell’ambito dei panel del pomeriggio, fornisce ai presenti una testimonianza diretta sull’applicazione dell’IA nella scienza e sull’importanza dell’adozione dell’IA in Europa: “Oggi la vera sfida dell’intelligenza artificiale in sanità è tradurre il suo potenziale, ma tradurlo in applicazioni concrete e diffuse: ancora troppi progetti restano bloccati alla fase pilota. E’ qui che il modello europeo fa la differenza. Con l’AI Act e lo European Health Data Space, l’Unione Europea ha scelto un approccio basato sulla fiducia: regole chiare e proporzionate che rendono l’innovazione sicura, affidabile e centrata sulla persona. In un contesto globale segnato da spinte deregolatorie, dobbiamo ribadire che non esiste vera innovazione senza fiducia. La sfida che abbiamo davanti è duplice: da un lato, accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari, colmando il divario tra laboratorio e pratica clinica; dall’altro, preservare e rafforzare un modello europeo che garantisca equità, trasparenza e accesso per tutti. E’ così che l’Europa può guidare la trasformazione digitale della sanità”.
Due panel tematici approfondiscono le principali aree di sviluppo: il primo dedicato all’AI per la longevità e il benessere, con un focus su medicina preventiva e invecchiamento sano; il secondo analizza il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica attraverso esperienze concrete, casi di successo e modelli di implementazione sostenibile.
Paula Petrone, responsabile dell’Unità di Sanità Digitale presso il Barcelona Supercomputing Center (BSC), guida lo sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per la diagnosi precoce delle malattie, la valutazione del rischio e i trattamenti personalizzati, utilizzando dati sanitari multimodali, tra cui immagini mediche, dispositivi indossabili e cartelle cliniche elettroniche. Ecco un passaggio del suo intervento: “Un nuovo studio evidenzia un paradosso della salute in Europa: si vive più a lungo, ma non necessariamente meglio. Negli ultimi vent’anni l’aspettativa di vita è aumentata significativamente, mentre gli anni vissuti in buona salute sono rimasti stabili, ampliando il divario tra longevità e benesserè.
Stefano Sedola, responsabile ricerca e programmi formativi di Fusion AI Labs conclude: “I panel sono progettati per esplorare l’intelligenza artificiale come una reale opportunità. I contributi più importanti sono quelli che mostrano ciò che già funziona, ciò che sta diventando possibile e come potrebbe apparire un futuro modellato da un’IA responsabile in ambito sanitario. Questo non significa evitare la complessità o fingere che le barriere non esistano, piuttosto partire dalle opportunità e considerare gli ostacoli come problemi risolvibili. Il pubblico di oggi, composto da figure altamente coinvolte, è qui per essere ispirato e informato, non per ricevere avvertimenti”.
-foto ufficio stampa Fusion AI Labs-
(ITALPRESS).