PONTEDERA (PISA) (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato, alla vigilia della Festa del Lavoro, allo stabilimento Piaggio di Pontedera (Pisa), “uno dei simboli della creatività e dell’operosità italiana”, come sottolinea il Quirinale. La scelta di celebrare il 1° maggio nei luoghi rappresentativi del lavoro in Italia, rinnovata anche quest’anno, si inserisce in una consuetudine ormai consolidata, avviata dallo stesso Presidente a Reggio Emilia nel 2023 e proseguita a Cosenza nel 2024 e a Latina nel 2025.
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – “Il 2025 è stato l’anno migliore degli ultimi cinque anni per i prodotti italiani autentici importati in Canada, per un valore di circa 9 miliardi di euro, +40% negli ultimi 4 anni. L’Ontario è primo con circa il 50% di questo valore, il Quebec il secondo con il 40%, il resto tra Alberta e British Columbia. Tutti i i settori crescono e l’agroalimentare concorre a questi risultati con circa 3 miliardi di euro di valore”. Lo ha detto Carlo Angelo Bocchi, direttore uffici ICE in Canada, a margine del taglio del nastro della partecipazione italiana al Sial Canada 2026.
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ROMA (ITALPRESS) – Il decreto Primo Maggio rappresenta, per CIFA Italia, un passaggio significativo nella costruzione di un sistema del lavoro più equo, trasparente e competitivo. La scelta del Governo e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, di affrontare il tema salariale attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva viene accolta con favore dal Presidente di CIFA Italia, Andrea Cafà, che la definisce “una risposta equilibrata, moderna e coerente con la tradizione italiana delle relazioni industriali”. “Con questo provvedimento – afferma Cafà – si mette finalmente un punto fermo su un tema centrale per il Paese. Il dibattito sul salario minimo viene ricondotto dentro una prospettiva più ampia e più aderente alla realtà produttiva italiana: quella del salario giusto. Non una soglia astratta e uguale per tutti, ma un trattamento economico complessivo capace di tenere insieme dignità del lavoro, qualità della contrattazione, specificità dei settori produttivi e sostenibilità delle imprese”. Secondo CIFA Italia, il valore del decreto sta proprio nella scelta di non indebolire la contrattazione collettiva, ma di rafforzarla. Il salario giusto, infatti, viene costruito a partire dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, valorizzando il ruolo delle parti sociali nella definizione di trattamenti economici adeguati alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. “Il Ministro Calderone – prosegue Cafà – ha scelto una strada che riconosce centralità alla contrattazione collettiva di qualità. E’ una scelta che produce benefici sia per i lavoratori sia per le imprese, perchè consente di promuovere organizzazioni aziendali più virtuose, più responsabili e più orientate alla crescita. Un buon contratto collettivo non è soltanto uno strumento retributivo: è anche un modello di welfare, bilateralità, formazione, sicurezza, produttività e partecipazione”. Il decreto, nella lettura di CIFA Italia, offre anche una risposta concreta al fenomeno del dumping salariale e contrattuale. Collegare incentivi, benefici e verifiche al rispetto di trattamenti economici complessivi adeguati significa premiare le imprese corrette e valorizzare chi opera nel mercato nel rispetto delle regole. “Il provvedimento – sottolinea Cafà – consente di distinguere con maggiore chiarezza la contrattazione seria da quella utilizzata in modo improprio per comprimere il costo del lavoro e alterare la concorrenza. In questo senso, rappresenta un passo importante per tutelare i lavoratori e, allo stesso tempo, per proteggere le imprese sane dalla concorrenza sleale”. Particolarmente rilevante, per CIFA Italia, è anche il riconoscimento del pluralismo contrattuale. Il decreto assegna ai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente e comparativamente rappresentative il ruolo di parametro di riferimento, ma non chiude lo spazio ai contratti meno applicati che siano in grado di garantire trattamenti economici complessivi equivalenti. “Questo è un punto di grande equilibrio istituzionale – evidenzia Cafà – perchè riconosce il valore dei CCNL leader, ma allo stesso tempo conferma che anche contratti meno diffusi possono avere piena dignità quando assicurano livelli di tutela equivalenti. E’ una scelta che valorizza il pluralismo, riconosce il ruolo delle minoranze contrattuali qualificate e consente al sistema delle relazioni industriali di continuare a evolvere nel rispetto della libertà negoziale”. In questa prospettiva, il ruolo del CNEL viene considerato da CIFA Italia particolarmente importante. L’archivio nazionale dei contratti, il monitoraggio dei trattamenti economici e la raccolta ordinata delle informazioni contrattuali possono diventare strumenti decisivi per rafforzare la trasparenza del sistema. “Il CNEL – afferma Cafà – può offrire un contributo istituzionale essenziale. Attraverso il proprio archivio e le attività di monitoraggio, potrà mettere a disposizione di imprese, consulenti, stazioni appaltanti, pubbliche amministrazioni e organi di controllo un quadro chiaro, ordinato e accessibile della contrattazione collettiva. E’ un lavoro prezioso, perchè la trasparenza dei riferimenti contrattuali aiuta le imprese ad applicare correttamente le regole, sostiene le stazioni appaltanti nelle valutazioni e contribuisce a prevenire incertezze interpretative”. Per CIFA Italia, dunque, il decreto Primo Maggio apre una fase nuova: una fase nella quale il contrasto al dumping può procedere insieme alla valorizzazione della buona contrattazione, della libertà sindacale e della responsabilità delle parti sociali. “Il salario giusto – conclude Cafà – non è una misura contro le imprese, ma una scelta a favore delle imprese di qualità. E’ una garanzia per i lavoratori, ma anche uno strumento di competitività per il sistema produttivo. Quando la contrattazione collettiva è seria, equilibrata e innovativa, il lavoro diventa più tutelato e l’impresa diventa più forte. E’ questa la direzione giusta per costruire relazioni industriali moderne, inclusive e responsabili”. “Nel giorno del Primo Maggio – aggiunge il Presidente di CIFA Italia – rivolgiamo un augurio sincero ai lavoratori, agli imprenditori, alle parti sociali, alle istituzioni e a tutte le comunità produttive del Paese. Il lavoro e l’impresa crescono insieme quando sono fondati su qualità, dignità, responsabilità e partecipazione. Buon Primo Maggio a tutti”. -foto ufficio stampa CIFA- (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea di Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane), riunita oggi sotto la presidenza di Oscar Cicchetti, ha approvato il Bilancio d’esercizio 2025 che evidenzia un utile netto di esercizio pari a 362,6 milioni di euro e ha preso atto del Bilancio Consolidato di Gruppo 2025 che si è chiuso con un risultato netto consolidato di 360,8 milioni di euro. L’Assemblea ha altresì deliberato la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2025, al lordo delle ritenute di legge applicabili, di euro 0,5543 – in crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente – per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco cedola, con esclusione delle azioni proprie in portafoglio. Il dividendo verrà posto in pagamento dal 20 maggio prossimo, con stacco cedola il 18 maggio (in conformità al calendario di Borsa Italiana) e record date (ossia la data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso) il 19 maggio. L’Assemblea di Inwit, inoltre, ha approvato il Piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2030 e ha nominato il consigliere di amministrazione Paolo Favaro (già nominato per cooptazione nella riunione del Consiglio di Amministrazione del 22 settembre 2025) sino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027 “attribuendo allo stesso il medesimo compenso di ciascun consigliere non esecutivo nel rispetto dell’ammontare complessivo determinato dall’Assemblea dei soci del 15 aprile 2025”. L’Assemblea di Inwit, in sede straordinaria, ha quindi approvato l’annullamento di 27.895.167 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e la conseguente modifica dell’art. 5 dello statuto sociale. Le deliberazioni avranno efficacia dalla data di iscrizione presso il Registro delle Imprese. “I risultati economici ed operativi confermano le capacità industriale di Inwit, anche nell’attuale contesto di mercato altamente sfidante e contrassegnato da elevata conflittualità e turbolenza – afferma Diego Galli, Direttore Generale di Inwit -. Il modello di business, fondato sulla condivisione delle infrastrutture, si conferma un motore capace di creare valore a beneficio di tutta la filiera e dell’ecosistema delle infrastrutture digitali. La rete infrastrutturale di Inwit è il risultato di 40 anni di investimenti e lavoro di ottimizzazione da parte di Telecom, Vodafone e Inwit; rete strategica, capillare, connessa, sicura e disponibile a condizioni di accesso competitive. Riusciamo a garantire la massima efficienza ai nostri clienti, anche grazie alla condivisione delle infrastrutture, all’ottimizzazione del costo del capitale e all’elevata specializzazione industriale, salvaguardando l’ambiente”. Secondo Oscar Cicchetti, Presidente di Inwit “l’industria delle telecomunicazioni europea resta in una situazione di crisi strutturale le cui motivazioni sono evidenti: drenaggio di valore da parte delle Big Tech, mercato iper-frammentato ed altamente competitivo, prezzi bassi, insufficienti investimenti in reti di nuova generazione. Tutto ciò si traduce in un evidente ritardo nello sviluppo di infrastrutture, reti e servizi e nella conseguente perdita di competitività rispetto a Paesi che invece cavalcano l’innovazione digitale. L’Italia è uno dei Paesi Europei in cui tali criticità sono più marcate: prezzi dei servizi tra i più bassi d’Europa, limitata generazione di cassa e basso livello di investimenti dei principali operatori. Allo scenario complessivo che, per quanto già detto, è sicuramente problematico si sono aggiunte alcune difficoltà nella relazione con i nostri clienti principali. Abbiamo però contezza di alcuni elementi chiave che ci rendono fiduciosi sulle prospettive future”. “Il primo – spiega – è sicuramente la qualità dei nostri asset e la capacità di generare valore per l’intera filiera massimizzando la condivisione delle infrastrutture e l’efficienza gestionale. Un ulteriore elemento di ottimismo è dato dalla capacità dell’Azienda di esportare il modello di neutral host su altre infrastrutture digitali, come dimostrato nella crescita sulle coperture indoor”. In conclusione, “è lecito prevedere un nuovo ciclo di investimenti nel potenziamento e nella modernizzazione delle reti mobili in cui sarà necessario ottimizzare capex ed opex, ridurre i consumi di energia e consumare meno territorio”.
ROMA (ITALPRESS) – “Il dialogo sociale non deve mai interrompersi. Le fabbriche, con la loro inventiva, con l’orgoglio operaio di prodotti eseguiti alla perfezione, hanno offerto, in questi ottant’anni della vita della Repubblica, una lezione. Oggi sono – siamo – a confronto con la sfida dell’Intelligenza Artificiale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante le celebrazioni per la Festa del Lavoro a Pontedera, dove ha visitato la Piaggio. “Ebbene proprio a un territorio e a realtà come queste credo si possa applicare una riflessione di Carlo Cattaneo che, nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo “Industria e morale” affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell’officina, elevandole ad alta dignità – ha proseguito il capo dello Stato -. E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita “civiltà delle macchine”, con la persona al centro di questi processi. E’ oggi una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità. Alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil che domani celebrano insieme il Primo maggio con il motto “Lavoro dignitoso” rivolgo l’augurio più intenso”. “L’organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare momenti ampi e importanti di unità, è parte insostituibile della vita democratica. Rivolgo un saluto a tutti i sindacati che rappresentano i lavoratori e i loro interessi. Un saluto speciale ai giovani che si ritroveranno a Roma – come ormai è consuetudine – nel concertone di piazza San Giovanni – ha detto ancora Mattarella -. Buona festa del lavoro, ancora una volta, anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”. “Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi – ha sottolineato il presidente -. Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno. Le cronache ci restituiscono, pressochè quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno”. “Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile – ha proseguito Mattarella -. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune. Le imprese italiane che fanno dell’innovazione e della qualità il cuore del loro impegno sono tante. E costituiscono un traino. A rafforzare il modello contribuisce la cura degli ambienti e delle relazioni umane, la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, la sintonia con le comunità e i territori che fa crescere efficienza e competitività delle aziende”. “Le fabbriche, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, sono state in primo piano nella costruzione – dopo la guerra – della nuova Italia, nello sviluppo dei diritti, nel welfare, nella civiltà. Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale. La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla stessa convivenza”, ha sottolineato il capo dello Stato.
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – “Le aziende italiane del food che espongono qui hanno la capacità di attrarre buyer di qualità. Parliamo probabilmente della seconda maggiore presenza qui dopo il Canada. Sono molto felice di quello che ho visto e penso che ci sia una crescita e un miglioramento della presenza italiana in Canada”. Lo ha detto Rodolphe Lameyse, CEO Food & Beverage Division Comexposium, a margine del taglio del nastro della partecipazione dell’Italia al SIAL Canada 2026, uno degli appuntamenti più rilevanti dell’anno per il comparto agroalimentare a livello internazionale. abr/gsl/
ROMA (ITALPRESS) – Un grande messaggio di pace accoglierà da oggi i passeggeri in partenza dall’Aeroporto di Roma Fiumicino. Su una vetrata di oltre 100 metri quadri all’ingresso del terminal 1, è stata inaugurata l’opera collettiva “Daring peace together, for a future without hate”, un’iniziativa di Unhate Foundation, realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton, insieme ad Aeroporti di Roma, Comunità di Sant’Egidio e a Studio Kene. Gli scatti sono stati realizzati dai giovani di Studio Kene – il laboratorio permanente di fotografia per ragazzi creato da Mohamed Keita – in occasione dell’Incontro Internazionale per la Pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio lo scorso ottobre a Roma. Le immagini, potenti e dirette, ritraggono 108 persone che hanno deciso di “metterci la faccia” per “Osare la Pace, Insieme”.
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MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – “Siamo particolarmente contenti che le aziende italiane siano tornate numerose al Sial, il 50% di più della scorsa edizione. La fiera stessa è cresciuta molto per la partecipazione nazionale e internazionale”. Lo ha detto Donato Cinelli, Presidente di Universal Marketing, agente unico per l’Italia di SIAL Group, a margine.
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ROMA (ITALPRESS) – “Il sistema Italia in Canada è impegnato a rafforzare in modo stabile la presenza sul mercato agroalimentare. I dati estremamente positivi degli ultimi anni confermano la forza delle eccellenze italiane in un contesto caratterizzato da una crescente propensione dei consumatori canadesi verso qualità, stile e modelli di consumo europei. Gli importanti investimenti diretti realizzati negli ultimi anni da aziende italiane, con l’apertura di nuovi stabilimenti produttivi in Canada, delineano prospettive di ulteriore crescita. Siamo in una fase storica molto importante, abbiamo opportunità grandi da cogliere”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Canada Alessandro Cattaneo, a margine del taglio del nastro della partecipazione italiana a SIAL Canada 2026, uno degli appuntamenti più rilevanti dell’anno per il comparto agroalimentare a livello internazionale.
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Prosegue il progetto Opera a Sud/antropologia dei suoni a Mesoraca nell’ambito del programma “Cinema Immagini per la scuola”, promosso dal Mic e dal Mim del Liceo Raffaele Lombardi Satriani di Mesoraca, (diretto dalla prof. Antonella Perri), insieme alla Cineteca della Calabria, con la mostra Testimoni del Sud e la presentazione del volume Vittorio De Seta / Lettere dal sud, nell’ambito del Mesoraca in Festival. Il lavoro dei grandi del cinema e dell’antropologia italiana che hanno riscritto il modo di guardare alla società meridionale, come Ernesto de Martino, Luigi di Gianni, Alan Lomax e Diego Carpitella, in una mostra e nella presentazione del volume dedicato al grande maestro del cinema e del documentario , curato da Eugenio Attanasio che viene presentato il 30 Aprile nella Sala Consiliare del Comune di Mesoraca. Lettere dal Sud/ Vittorio de Seta raccoglie lettere inedite, diari, articoli, conversazioni e testimonianze ripercorrendo alcuni momenti piu’significativi, del regista e dell’uomo, valendosi di contributi autentici e qualificati di intellettuali, giornalisti e persone che lo hanno conosciuto realmente, come Domenico Levato, Luigi Stanizzi, Davide Cosco e altri. Un prodotto editoriale importante che giunge al termine di un lungo lavoro effettuato dalla Cineteca della Calabria sul regista, del quale la Cineteca custodisce l’opera omnia, ed iniziato vent’anni fa con la prima ristampa dei documentari 54’59, proseguito nelle scuole con i progetti di alfabetizzazione e di divulgazione del cinema antropologico, e che oggi storicizza l’impegno della Cineteca nel tenere viva la memoria e indirizzare nuovi cammini di studio e ricerca. Formidabile la promozione delle innumerevoli attività meritorie della Cineteca della Calabria, presieduta dal regista Eugenio Attanasio, portata avanti in Italia e all’estero dal giornalista e mediatore interculturale Francesco Stanizzi. L’allestimento di Testimoni del Sud fa seguito alle proiezioni dedicate ai temi dell’antropologia culturale, e racconta le la storia di questo gruppo di intellettuali, che , intorno alla metà degli anni ’50 si muove verso l’Italia Meridionale per raccogliere e raccontare la cultura e la società del luogo che di lì a pochi anni sarebbe scomparsa. Sono etnomusicologi come Alan Lomax e Diego Carpitella, registi come Vittorio de Seta e Luigi di Gianni, ispirati dalle teorie di Ernesto de Martino, che hanno lasciato un patrimonio sonoro e visivo di grande interesse per decodificare la complessa società meridionale. Grazie a loro si modifica l’atteggiamento di rifiuto della cultura contadina, perché considerata sinonimo di arretratezza e povertà, e si capisce finalmente l’importanza di tutelarne la memoria e la conservazione. natura. Si parte dal 1954. Sono date importanti perché in Italia è in atto il processo di industrializzazione, che porta migliaia di lavoratori meridionali nelle fabbriche del Nord Italia, spopolando le campagne e popolando le grandi periferie urbane. Una mutazione antropologica senza precedenti che liquida tutto ciò che è passato come antiquato, che seppellisce la cultura contadina dietro il ricordo spiacevole della povertà. Il modello della nuova società non può che essere consumistico, legato al benessere materiale, all’illusione che lo stare meglio sia legato agli elettrodomestici. Prima che si compia del tutto questo genocidio culturale, un gruppo di intellettuali capisce che questo patrimonio di cultura immateriale sta per essere buttato nella spazzatura e pertanto deve essere salvato, cristallizzato e raccontato nel cinema e nella musica. C’era stata la Lezione di Ernesto de Martino che aveva dato nuovo valore al Meridione, allo studio delle pratiche magiche viste non piu’ come espressione di una cultura arretrata e irrazionale, ma come uno scrigno di valori da intepretare. Nell’estate del ‘54 tra Messina e Bagnara si incontrano un giovane cineasta e due ricercatori, di cui uno è americano. Sono scesi al Sud per raccogliere materiali audiovisivi, registrazioni audio musicali, di una tradizione contadina che di lì a poco sarebbe scomparsa. Sono Vittorio de Seta, Alan Lomax e Diego Carpitella che conducono quest’indagine in parallelo, tra cinema e musica, che segna una tappa fondamentale per l’etnoantropologia italiana. Vittorio De Seta inizia la sua carriera che lo porterà a diventare uno dei padri del documentarismo e del nuovo meridionalismo contemporaneo. Tra Calabria Sicilia e Sardegna gira tra il 54’ e il 59’ dieci corti documentari fortemente innovativi nello stile e nei contenuti, nei quali racconta la vita e la fatica di contadini, pescatori, zolfatari, pastori, immortalando quelle forme di cultura arcaica, che in quel periodo stavano per essere cancellate dallo sviluppo della industrializzazione selvaggia. È il primo regista italiano ad avere usato il colore ed il formato Cinemascope nel documentario, ad avere eliminato l’uso della voce fuori campo per dare spazio ad un commento sonoro che registrava in loco, con voci, suoni e musiche autentiche, legate alle azioni dei protagonisti. Su di essi dirà Martin Scorsese: Erano i figli di Sisifo, che aveva imprigionato Thanatos per evitare il decesso dei mortali, i figli di Prometeo, che aveva rubato il fuoco agli dei per donarlo ai mortali, e per questo erano stati puniti per l’eternità. Gente che cercava la redenzione attraverso il lavoro manuale: nelle viscere della terra (Surfarara), in mare aperto (Contadini del mare), sulle colline (Parabola d’oro) – tirando le reti, tagliando il grano, estraendo lo zolfo. Gente che sembrava pregare attraverso la fatica delle mani. Di cosa era composta questa alchimia? Era il cinema nella sua essenza, in cui il regista non registra la realtà, ma la vive in prima persona. Non era solo il mondo dei miei antenati che mi era apparso davanti agli occhi, ma anche un cinema che non esisteva più. Un cinema che aveva il potere dell’evocazione religiosa.