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Lutto nella musica, morta a 80 anni la cantante country Dolly Parton

Lutto nella musica, morta a 80 anni la cantante country Dolly Parton

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lutto nel mondo della musica. E’ scomparsa a 80 anni Dolly Parton, cantautrice e icona americana della musica country. Ad annunciarlo in video il nipote Brian Seaver. “Avevo immaginato la pesantezza di questo momento, ma non l’avevo percepita davvero fino ad ora – ha detto -. E’ un onore, un onore che si accompagna a un orgoglio assoluto e a una profonda tristezza”. Con 11 Grammy vinti, tra cui un premio alla carriera, e oltre 100 milioni di dischi venduti, Parton è celebre per brani come “Jolene” e “I Will Always Love You”.
Parton ha affiancato alla carriera musicale anche quella di attrice, ricevendo due candidature ai Golden Globe; filantropa, attraverso il suo programma di promozione della lettura “Imagination Library”, ha donato oltre 150 milioni di libri ai bambini. Inoltre, nel 2020, donò un milione di dollari per la ricerca sui vaccini per il Covid-19.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Giochi Mediterraneo, Camozzi argento nei 200 farfalla “Abbiamo dato il massimo”

TARANTO (ITALPRESS) – “È stata una gara molto difficile, ma è una medaglia importante. Non ero al top della forma, perché il massimo lo abbiamo raggiunto nel corso degli Europei, ma davanti a questo pubblico, in casa e per la bandiera, dovevamo dare il massimo e spingere oltre le nostre energie. E lo abbiamo fatto”. Così Andrea Camozzi commenta la medaglia d’argento conquistata nei 200 farfalla ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “Gareggiare con un campione come Alberto Razzetti è davvero
stimolante e quindi sono contento di questa medaglia”, aggiunge l’azzurro, protagonista di una finale che ha visto il doppio podio
italiano.

xt8/gm/azn

Giochi Mediterraneo, Guatti oro nei 50 sl “Vincere in casa vale doppio”

TARANTO (ITALPRESS) – “È stata una gara ostica, non era assolutamente scontato vincere questa medaglia. Ci siamo riusciti
e sono davvero molto contento, davanti a un pubblico speciale”. Così Giovanni Guatti commenta la medaglia d’oro conquistata nei 50 stile libero ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “Ritengo che una vittoria in casa valga doppio. Posso dire che in effetti è stata una gara ostica: oggi non mi sentivo benissimo, ero un po’ titubante, però alla fine siamo riusciti a portare a casa questo importantissimo traguardo”, aggiunge il nuotatore azzurro. “Questa medaglia è importantissima per la mia carriera da un punto di vista internazionale. Ho iniziato da poco e questo certamente è un punto di partenza importante”, conclude Guatti.

xt8/gm/azn

Giochi Mediterraneo, Razzetti oro nei 200 farfalla “Vincere gioia immensa”

TARANTO (ITALPRESS) – “È una medaglia importantissima per me, come anche le altre vinte in questa manifestazione. È stata una grande emozione davanti a questo pubblico, che mi ha sempre sostenuto e incitato”. Così Alberto Razzetti commenta la medaglia d’oro conquistata nei 200 farfalla ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “È stata una gara difficile, anche perché il mio avversario agli Europei mi era arrivato davanti. Vincere oggi per me, quindi, posso dire che mi dà una gioia immensa”, aggiunge il nuotatore azzurro. Razzetti ha infine sottolineato la qualità dell’impianto che ha ospitato le gare: “Una struttura straordinaria, bellissima”.

xt8/gm/azn

Giochi Mediterraneo, Borelli oro nei 200 farfalla “Può darmi slancio”

TARANTO (ITALPRESS) – “Per me questa è una manifestazione straordinaria. Dopo aver vinto il bronzo, l’oro mi dà una sensazione incredibile e il pubblico mi ha sempre supportato, mi ha dato delle emozioni fantastiche”. Così Paola Borrelli commenta la medaglia d’oro conquistata nei 200 farfalla ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “Questa medaglia, essendo i Giochi del Mediterraneo, rappresenta qualcosa di davvero fondamentale per la mia carriera e può darmi lo slancio”, aggiunge la nuotatrice azzurra. “È stata comunque una gara ostica e difficile, anche visto il momento della stagione, però ce l’ho fatta”, conclude Borrelli, protagonista di una prestazione che le ha regalato il gradino più alto del podio davanti al pubblico tarantino.

xt8/gm/azn

Cina, lanciati sette satelliti con un razzo Long March-6C

Cina, lanciati sette satelliti con un razzo Long March-6C

TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-6C, con a bordo sette satelliti, è decollato oggi dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi, nel nord della Cina. Il razzo è decollato alle 11:21 (ora di Pechino) e ha collocato con successo i satelliti nell’orbita prestabilita. Secondo il centro di lancio, si è trattato della 665esima missione di volo della serie di razzi vettori Long March.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Al Meeting di Rimini dibattito sul futuro del welfare a vent’anni dal 5×1000

Al Meeting di Rimini dibattito sul futuro del welfare a vent’anni dal 5×1000

RIMINI (ITALPRESS) – Il 5×1000 non è solo uno strumento fiscale, ma un patto di fiducia che riconosce ai cittadini la possibilità di concorrere direttamente alla destinazione di risorse pubbliche, sostenendo le realtà impegnate sul territorio nel bene comune. Sono intervenuti Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo e ACRI; i deputati Alessandro Cattaneo, Alessandro Colucci, Maria Chiara Gadda, Lorenzo Malagola ed Ettore Rosato; Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato; la senatrice Simona Malpezzi. Ha introdotto Giovanni Mulazzani, professore di Diritto amministrativo e pubblico all’Università di Bologna; ha moderato Emilia Patta, giornalista del Sole 24 Ore. Mulazzani ha ricordato che l’istituto nacque con la legge finanziaria 2006 come misura sperimentale e divenne stabile con la riforma del terzo settore. Dietro la firma del contribuente, ha osservato, c’è la scelta dello Stato di riconoscere il protagonismo della società e di valorizzare associazioni, corpi intermedi e comunità organizzate. Ma la fiducia non può essere disgiunta dalla responsabilità, per cui chi riceve risorse deve mostrare con trasparenza il loro utilizzo. La sussidiarietà, ha concluso, non è una bandiera di parte, ma un criterio concreto con cui istituzioni e società concorrono alla costruzione dell’interesse generale.
Azzone ha delineato tre condizioni per rafforzare il contributo del terzo settore e del volontariato. Una: le risorse. Accanto al 5×1000, le fondazioni di origine bancaria hanno erogato nell’ultimo anno un miliardo e 400 milioni di euro, di cui circa un miliardo destinato agli enti del terzo settore. Due: lo sviluppo delle competenze. Infatti, demografia e digitalizzazione investono anche il volontariato, che registra invecchiamento delle persone impegnate e carenza di professionalità utili a cogliere le opportunità dell’intelligenza artificiale. Servono quindi interventi di formazione ed accompagnamento. Tre: capacità relazionale, in quanto problemi sempre più complessi non sono affrontabili da un singolo soggetto. Per esempio, i NEET richiedono identificazione tramite la scuola, coinvolgimento con prossimità del terzo settore, formazione con la pubblica amministrazione ed accompagnamento al lavoro con le imprese.
‘Non esiste un singolo soggetto in grado di affrontare il tema dei NEET, nessun ente del terzo settore può farlo da solò, ha affermato.
Inoltre, Azzone ha chiesto che le norme esistenti siano applicate coerentemente. Nel merito ha ricordato il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate sui benefici IRES per la beneficenza indiretta, sostenendo che organizzazioni competenti, anche se non erogano direttamente il servizio, non dovrebbero avere uno svantaggio fiscale. Pertanto, il futuro del welfare dipende dall’aumento dei fondi, ma soprattutto dalla loro capacità di generare competenze, collaborazione ed effetti duraturi.
Cattaneo ha definito il 5×1000 una storia di successo fondata sulla libertà di scelta e sul patto tra Stato, cittadino ed ente al quale viene riconosciuto un ruolo sociale. L’Intergruppo ha contribuito ad aumentare di 80 milioni di euro il plafond, ma la sfida è ora estendere il metodo della sussidiarietà. Tra le proposte avanzate è utilizzare le compensazioni connesse alle opere pubbliche anche per servizi di welfare e riqualificazione sociale. Cattaneo ha ricordato che la spesa di mezzo miliardo del 5×1000, a fronte della voce welfare dell’INPS di 143 miliardi, mostra che ‘non spendiamo troppo poco, ma possiamo spendere megliò, evitando misure che cronicizzino il bisogno e stratifichino l’assistenzialismo. Occorre accompagnare gli enti più piccoli, evitare polverizzazione e concentrazione delle risorse ed accrescere la capacità progettuale. Per Colucci occorre una regia nazionale che mantenga un welfare universalistico, superi frammentazioni territoriali e riduca le disuguaglianze. Il 5×1000 è un pilastro da rendere strutturale, coinvolgendo in modo più ampio imprese, fondi pensione, casse professionali e fondazioni. L’obiettivo comune è ricomporre sviluppo economico e coesione sociale: la sussidiarietà non sostituisce la responsabilità pubblica, ma consente di mobilitare energie diffuse, misurare i risultati ed orientare risorse verso interventi in grado di emancipare le persone.
Per Gadda la politica deve valutare l’impatto delle norme dopo vent’anni di applicazione. Il 5×1000 ha funzionato: negli ultimi dieci anni, i contribuenti che lo destinano sono aumentati di circa 500 mila persone l’anno. Rimane tuttavia un 40% che non esprime alcuna scelta. Per questo servono campagne educative ed informative, soprattutto a sostegno degli enti più piccoli, privi delle competenze necessarie per raccontare il proprio lavoro. La deputata ha sostenuto la riforma dello strumento e il tetto mobile, affinchè le somme effettivamente destinate dai contribuenti non siano limitate da un plafond rigido. ‘L’assenza di scopo di lucro non deve significare assenza di organizzazionè, ha ricordato.
Il fisco può diventare una leva di cambiamento, riconoscendo il valore del sostegno privato ai bisogni sociali. Garavaglia ha proposto cofinanziamento, verifica dei risultati e collaborazione tra soggetti per fare massa critica. Un monitoraggio costante impedirebbe che finanziatori diversi sostengano sempre le medesime organizzazioni, lasciandone altre senza risorse. ‘Avere dati certi è indispensabile per compiere scelte efficacì, ha affermato, proponendo di estendere la mappatura anche al welfare ed ai fondi previdenziali integrativi. Organizzare meglio l’erogazione, senza comprimere la libertà dei cittadini, permetterebbe di finanziare un numero maggiore di progetti e di migliorarne la qualità.
Malagola ha definito il 5×1000 una norma epocale, una delle poche leggi capaci di entrare nella storia della Repubblica e nel cuore degli italiani. Dal 2006 nessun governo l’ha cancellata o ridotta; gli esecutivi hanno invece cercato di ampliarla e rifinanziarla. Oggi un contribuente su due destina la quota a una delle circa 96 mila associazioni del terzo settore ed in vent’anni, sono stati distribuiti sei miliardi di euro. ‘E’ un atto di libertà’, ha affermato, in quanto attraverso una scelta diretta, i cittadini partecipano alla costruzione del bene comune e rafforzano quel tessuto sociale senza il quale il Paese non reggerebbe. Il terzo settore costituisce un pilastro del welfare ed il 5×1000 ne riconosce la funzione pubblica, ridisegnando il rapporto tra Stato e cittadino. Questa intuizione resta valida a fronte del ruolo di uno Stato forte davanti alle sfide di sicurezza, energia e tecnologia. Il piccolo comma inizialmente passato inosservato ha prodotto un risultato duraturo perchè ha scelto di fidarsi degli italiani. Per Malagola, la responsabilità futura è allargare gli spazi di libertà e sostenere il terzo settore contro la solitudine, il vero male del tempo presente. Rendere il welfare migliore ed efficace significa non arretrare rispetto a quel principio, ma rafforzare la capacità delle comunità di riconoscere i bisogni, creare legami e assumersi responsabilità.
Malpezzi ha sottolineato che, quando il cittadino viene posto nella condizione di scegliere, risponde quasi sempre a favore della propria comunità. ‘Il 5 per mille fa rima con comunità, non solo con sussidiarietà’, ha dichiarato, legando lo strumento al senso di appartenenza ed alla volontà di partecipare. Per renderlo più efficiente non bastano risorse finanziarie. Il terzo settore deve lavorare insieme, perchè possiede la capacità di intercettare un bisogno prima che diventi una statistica. Gli oratori, per esempio, avevano incontrato ragazzi isolati prima che il fenomeno dei NEET venisse pienamente riconosciuto. La senatrice ha indicato due esperienze promosse dall’Intergruppo. La sperimentazione sulle competenze non cognitive, prevista da una legge approvata nel 2025 ed al via da settembre in mille scuole. Infatti, valorizzare abilità diverse dall’apprendimento nozionistico può prevenire abbandono e disagio, ma occorrono reti di scuole e partnership territoriali. Poi i patti educativi territoriali, che mettono in relazione enti locali, istituti scolastici, associazioni sportive, bande musicali ed oratori. Malpezzi ha chiesto di renderli strutturali, perchè la fine dei finanziamenti interrompe spesso progetti che offrono opportunità ai ragazzi. La rete, ha spiegato, tiene insieme le diverse realtà ed impedisce a chi cade di precipitare nel vuoto.
Il 5×1000 rappresenta anche la possibilità di dare continuità a queste esperienze, adattandole alle esigenze di ogni territorio e trasformando il welfare in una responsabilità condivisa dalla comunità educativa.
Rosato ha descritto il 5×1000 come un metodo politico che ha prodotto altre norme rilevanti, come il riconoscimento degli oratori, la legge contro lo spreco alimentare, le competenze non cognitive. Ha sostenuto la proposta di utilizzare gli oneri connessi agli interventi urbanistici anche per investire sulle persone e sui servizi sociali, non soltanto sul cemento. Secondo valore dello strumento è la trasparenza. La destinazione non sia discrezionale, ma scelta di chi vive il territorio e giudica l’operato di grandi organizzazioni nazionali o piccole associazioni locali. Questa logica, a suo parere, va potenziata. Altro impegno sono i nodi strutturali del welfare. Una seria politica di prevenzione sanitaria può ridurre sofferenze e costi pubblici, ma riceve meno stanziamenti di ospedali e farmaci. Anche il peso della spesa previdenziale va affrontato per non penalizzare le generazioni più giovani. ‘Dobbiamo tornare a occuparci della radice dei problemì, ha affermato Rosato, chiedendo riforme coraggiose e trasversali.
Patta ha concluso richiamando le principali prospettive emerse: allargamento degli interventi finanziabili, monitoraggio, formazione e coordinamento dei diversi strumenti territoriali, così da preservare il welfare universalistico in un contesto di risorse pubbliche limitate. A vent’anni dall’istituzione, il 5×1000 indica una direzione più ampia: istituzioni che si fidano della scelta dei cittadini, enti responsabili e trasparenti, alleanze capaci di trasformare risorse limitate in risposte condivise.

– foto ufficio stampa Meeting di Rimini –
(ITALPRESS).

La Cina studia “100 standard” da applicare alla produzione di robot umanoidi

La Cina studia “100 standard” da applicare alla produzione di robot umanoidi

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha proposto di formulare almeno 100 standard chiave per l’industria dei robot umanoidi entro il 2028, secondo una bozza di linee guida del ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT).

La bozza di linee guida per lo sviluppo di un sistema nazionale di standard per l’industria dei robot umanoidi sarà aperta alla consultazione pubblica dal 25 agosto al 23 settembre.

Gli standard proposti riguarderebbero ambiti tra cui i metodi di collaudo e valutazione delle capacità, le tecnologie chiave, le piattaforme e i sistemi, gli scenari applicativi e la governance della sicurezza. Entro il 2028, la bozza punta inoltre a istituire un sistema di standard sistematico, scientificamente fondato e coordinato, con oltre 200 imprese impegnate nella promozione e nell’attuazione di tali standard.

Nella bozza, i robot umanoidi sono definiti come una nuova generazione di terminali intelligenti basati sull’intelligenza artificiale (IA), dotati di forme e capacità simili a quelle umane e in grado di svolgere autonomamente compiti complessi.

Secondo la bozza, il rapido sviluppo del settore ha creato l’urgente necessità di standard comuni riguardanti terminologia, interfacce, verifiche e valutazioni, allo scopo di guidare l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dei prodotti e l’applicazione su larga scala. In Cina e all’estero sono già in fase di elaborazione o di studio preliminare oltre 100 standard relativi ai robot umanoidi.

La bozza chiede di standardizzare le metodologie per la classificazione delle capacità dei robot umanoidi. Propone inoltre di uniformare la definizione degli identificatori univoci, le regole di codifica e i meccanismi di identificazione per i robot umanoidi.

Per le applicazioni industriali, la bozza propone requisiti relativi alle capacità operative e all’adattabilità ambientale dei robot umanoidi impiegati in ambienti industriali strutturati e semi-strutturati.

La spinta verso la definizione di standard arriva in un momento in cui la Cina sta intensificando gli sforzi per impiegare i robot umanoidi in contesti reali. A giugno, il MIIT e l’autorità cinese per la regolamentazione degli asset statali hanno avviato un’iniziativa di formazione finalizzata alla convalida delle applicazioni e all’attuazione regolare in scenari rappresentativi entro la fine del 2026, nonchè alla capacità di impiego nell’ordine delle 10.000 unità.

Durante una conferenza stampa tenuta il 20 luglio, il MIIT ha dichiarato che la Cina aveva sviluppato oltre 400 modelli di robot umanoidi, più della metà del totale mondiale.
Anche le interfacce comuni e gli standard di sicurezza stanno emergendo come questioni pratiche nell’impiego industriale. La produzione industriale lascia poco margine di errore. I riflessi e la polvere possono compromettere la percezione, mentre il funzionamento continuo impone requisiti elevati in termini di resistenza, gestione del calore e durata dei componenti.

Oltre alle specifiche tecniche e industriali, la bozza richiede l’adozione di standard che disciplinino i requisiti etici e le valutazioni dell’impatto sociale nello sviluppo e nell’applicazione delle tecnologie dei robot umanoidi, ponendo sicurezza ed etica al pari delle prestazioni e della commercializzazione nel sistema di standard proposto.
Secondo la bozza, il quadro di riferimento sarà sviluppato seguendo i principi della sistematicità e della completezza, dando priorità alle esigenze urgenti e consentendo aggiornamenti dinamici.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

La Festa di San Rocco all’estero, a Flums la comunità dei Vallefioritesi rinnova tradizione e amicizia

L’Associazione San Rocco dei Vallefioritesi all’estero si prepara a vivere un nuovo capitolo della sua storia comunitaria con la sesta edizione della “Festa di San Rocco all’estero”, un appuntamento che negli anni è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per gli emigrati calabresi e non solo. Anche quest’anno la celebrazione si terrà a Flums, nel cantone San Gallo, in Svizzera, luogo scelto dal presidente Antonio De Filippo come cornice ideale per ospitare un evento che unisce fede, identità e integrazione. La festa nacque nel 2021 nel cantone Zugo, con una partecipazione di circa cinquanta persone. Da allora il numero dei presenti è aumentato costantemente, coinvolgendo non solo i Vallefioritesi, ma anche emigrati provenienti da altre regioni italiane e da diversi Paesi europei. Le tre edizioni svolte a Zurigo hanno registrato oltre quattrocento partecipanti, mentre lo scorso anno, proprio a Flums, la festa ha raggiunto quota settecento presenze. In quell’occasione fu ricreata una piazza dal sapore tutto italiano, con mercatini, bar e spazi di socialità che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più familiare. L’edizione 2026 si terrà il 12 settembre e si aprirà alle ore 17 con la santa messa bilingue, in italiano e tedesco, accompagnata dai canti del coro “Tanto pe’ cantà”. Durante la celebrazione verrà inaugurata la nuova statua di San Rocco, segno di devozione e continuità, e si svolgerà un offertorio interamente calabrese, arricchito da prodotti tipici e dalla presenza simbolica di un uomo con una valigia di cartone, immagine evocativa dell’emigrante di un tempo e delle sue speranze. A seguire, la processione attraverserà gli spazi della festa e si concluderà con il momento dell’accoglienza degli emigranti, accompagnata dalla bandiera, gesto che richiama il legame profondo con le proprie radici. La serata proseguirà nell’apposita sala con una cena calabrese, l’esibizione del gruppo musicale “Ballamu ‘nzema” e lo spettacolo di Dario Aloe insieme alla sua ballerina. Saranno presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale di Vallefiorita, il parroco don Salvatore Gallelli e numerosi cittadini del luogo, a testimonianza di un evento che non coinvolge solo gli emigrati ma anche la comunità ospitante. Il presidente Antonio De Filippo ha espresso gratitudine verso le circa cinquanta persone che collaborano all’organizzazione, sottolineando come la festa cresca di anno in anno grazie alla partecipazione di emigrati provenienti da tutta Italia e da altre nazioni. «La nostra è una festa di integrazione e di amicizia», afferma De Filippo, evidenziando il valore di un appuntamento che non si limita a celebrare la tradizione religiosa, ma diventa occasione di incontro, condivisione e costruzione di legami tra culture diverse.
Carmela Commodaro

L’articolo La Festa di San Rocco all’estero, a Flums la comunità dei Vallefioritesi rinnova tradizione e amicizia proviene da S1 TV.

Acri, Azzone “5 per mille iniziativa di grande successo, oggi vale 600 milioni”

RIMINI (ITALPRESS) – “Il 5 per mille è stata un’iniziativa di grandissimo successo. Gli ultimi dati parlano di 600 milioni di euro, che sono una base fondamentale per mantenere in vita il Terzo settore e il volontariato”. Lo ha detto Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, intervistato da ITALPRESS a margine del Meeting di Rimini, dove è intervenuto al convegno “Il futuro del welfare a vent’anni dal 5X1000”.(ITALPRESS)

trl/xi5/azn/