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Internazionali d’Italia, Sinner premiato da Mattarella “Grande emozione”

ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner batte 6-4 6-4 in un’ora e 45 minuti Casper Ruud e 50 anni dopo Adriano Panatta – presente per assistere alla finale e alla premiazione – riporta in Italia il titolo del singolare maschile. A premiare il numero 1 del mondo c’è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “È un grande onore essere sul palco con il presidente Mattarella e sono sempre molto emozionato quando c’è lui al mio fianco”, le parole dell’altoatesino.

sat/red
(fonte video: Quirinale)

Mattarella alla finale degli Internazionali, standing ovation al Centrale

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha assistito alla finale del singolare maschile degli Internazionali d’Italia di tennis che si è tenuta al Foro Italico di Roma, e che è stata vinta da Jannik Sinner contro Casper Ruud. Nel video l’arrivo del capo dello Stato, l’ovazione che gli ha tributato il pubblico del Campo Centrale, e l’inno nazionale eseguito prima dell’inizio della finale.

sat/red
(fonte video: Quirinale)

Meloni a von der Leyen “Estendere all’energia la deroga al Patto di Stabilità”

Meloni a von der Leyen “Estendere all’energia la deroga al Patto di Stabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Cara Ursula, l’Italia continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea. E’ una responsabilità che sentiamo profondamente, soprattutto nel contesto internazionale che stiamo vivendo. Continueremo a sostenere la necessità che l’Unione Europea investa di più nella propria sicurezza strategica e nella propria capacità di difesa.
Ma oggi, agli occhi dei cittadini europei, esiste un’altra emergenza altrettanto concreta e immediata: quella energetica”. Questo, a quanto si apprende, il testo della lettera inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
“La crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz, che si aggiungono agli effetti dell’aggressione russa dell’Ucraina, stanno già producendo effetti pesantissimi e spesso asimmetrici sui prezzi dell’energia, sui costi per famiglie e imprese, sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul potere d’acquisto dei cittadini – prosegue Meloni -. In Italia e in molte nazioni europee cresce la preoccupazione di dover affrontare un nuovo shock economico e sociale dopo gli enormi sacrifici sostenuti negli ultimi anni. Per questo ritengo che l’Europa debba dare un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini”.
“Se consideriamo giustamente la difesa una priorità strategica tale da giustificare l’attivazione della National Escape Clause, allora dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea – sottolinea il premier -. E, in particolare, che lo straordinario incremento dei costi energetici che stiamo subendo rappresenta una circostanza eccezionale al di fuori del controllo degli Stati membri con pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche. Non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente l’economia reale. La sicurezza dell’Europa non si misura soltanto nella capacità militare. Si misura anche nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale”.
“Non sfugge ad alcuno che una adeguata capacità produttiva in ambito di difesa si poggia necessariamente su una economia solida e in salute. Sostenere le imprese e le famiglie ad affrontare il caro energia renderebbe le nostre economie più forti e quindi anche maggiormente in grado di rafforzare la propria capacità difensiva – scrive ancora Meloni nella lettera a Von der Leyen -. Per questa ragione, l’Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della National Escape Clause già prevista per le spese di difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica in corso, senza modificarne i limiti massimi di scostamento già previsti”.
“In assenza di questa necessaria coerenza politica, sarebbe molto difficile per il Governo italiano spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma SAFE alle condizioni attualmente previste – conclude Meloni -. Sono certa che la Commissione saprà comprendere la portata e l’urgenza di questa richiesta, che nasce dalla necessità di rispondere concretamente alle priorità reali dei cittadini italiani ed europei in un momento così delicato”.

– Foto IPA Agency –

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Il Bologna vince a Bergamo ma non basta, Atalanta in Conference

Il Bologna vince a Bergamo ma non basta, Atalanta in Conference

BERGAMO (ITALPRESS) – Il Bologna vince 1-0 contro l’Atalanta grazie alla rete di Riccardo Orsolini, ma ciò non basta ai rossoblù per superare i nerazzurri negli scontri diretti (0-2 all’andata). Gli orobici blindano dunque il settimo posto e si qualificano ai preliminari della prossima Conference League. Nulla da fare per gli emiliani che avrebbero dovuto vincere con tre gol di scarto (visto anche il divario nella differenza reti generale) e sperare in una sconfitta della squadra di Palladino contro la Fiorentina nell’ultima giornata di campionato. Il team di Italiano chiude all’ottavo posto, nel prossimo turno ci sarà la sfida contro l’Inter, con entrambe le squadre che non avranno più niente da dire al campionato.
Palladino è riuscito a recuperare sia Scalvini che Djimsiti, in attacco spazio a Krstovic, con De Ketelaere e Raspadori alle spalle del montenegrino. Italiano ha schierato una sorta di 4-3-3, con Castro unico riferimento offensivo e Bernardeschi sulla corsia destra. La gara è scivolata via su ritmi bassi, con pochissime emozioni e nessuna opportunità fino al 24′, quando De Ketelaere ha cercato un cross sul secondo palo: Djimsiti si è staccato dalla marcatura, ma non è riuscito a colpire di testa.
Alla mezz’ora Bernardeschi ha tentato l’azione solitaria, la conclusione dal limite è terminata sul fondo. Qualche minuto più tardi ci ha provato Zalewski dall’angolo opposto, ma l’esito non è cambiato, con il tiro a giro alto sopra la traversa. Al 40′ è arrivata la migliore occasione per i felsinei, il diagonale di Rowe è stato deviato in angolo dall’intervento di Carnesecchi. Gli ospiti ci hanno provato nel recupero, ancora una volta il portiere nerazzurro è riuscito a neutralizzare il tentativo di Castro.
Nella ripresa il copione non è cambiato, l’Atalanta ha cercato di sfruttare al meglio le verticalizzazioni, ma i nerazzurri non sono riusciti a trovare spazi in fase offensiva. Al 18′ De Ketelaere si è accentrato, ma la conclusione del belga è terminata ampiamente sul fondo. Nemmeno il triplo cambio di Palladino ha dato una scossa al match, il Bologna ha invece faticato a costruire gioco: l’1-0 è infatti arrivato sugli sviluppi di un calcio piazzato, Rowe ha pescato Orsolini che solo sul secondo palo ha portato in vantaggio gli ospiti. In pieno recupero Krstovic si è divorato il gol del pareggio, decisiva la parata di Skorupski.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Sinner trionfa a Roma e centra il Career Golden Masters

Sinner trionfa a Roma e centra il Career Golden Masters

ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner Re di Roma. Il numero uno del mondo – sotto gli occhi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – batte in finale agli Internazionali d’Italia 2026, sul rosso del Foro Italico, Casper Ruud e completa il Career Golden Masters a soli 24 anni e 9 mesi. 6-4 6-4, in un’ora e 45 minuti di gioco, il punteggio in favore dell’altoatesino, che solleva il 29esimo titolo della carriera e il decimo Masters 1000.
A 50 anni dall’ultima volta – Adriano Panatta (presente in tribuna) nel 1976 – un italiano torna a vincere agli Internazionali d’Italia. Dalla prima edizione del torneo nel 1930, Sinner è il sesto azzurro a vincere in singolare maschile dopo Sertorio (1933), Palmieri (1934), Gardini (1955), Pietrangeli (1957 e 1961) e il già citato Panatta. L’azzurro è il più giovane di sempre a vincere tutti e 9 i 1000: l’altro a riuscirci è stato Novak Djokovic a 31 anni. Sinner vince il sesto Masters 1000 di fila, il decimo totale, a poco meno di 25 anni. Prima di spegnere le 25 candeline solamente Nadal (19) e Djokovic (11) ne hanno vinti di più. L’italiano prolunga a 34 la sua striscia positiva nei tornei di questa categoria, consolidando il primato all time su Djokovic (fermo a 31).
Vittoria consecutiva numero 29 in stagione per il tennista di San Candido: è la quinta striscia più lunga di sempre. Con il titolo al Foro Italico, Sinner raggiunge quota 14.700 punti in classifica Atp. L’azzurro allunga a +2740 su Carlos Alcaraz, che non potrà difendere – causa infortunio – il titolo al Roland Garros. Ora il numero uno del mondo avrà qualche giorno di pausa, prima di volare a Parigi per cercare di chiudere anche il cerchio degli Slam.
– foto Ipa Agency –
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Incidenti e paura: Di Giannantonio vince in Catalogna dopo due bandiere rosse

Incidenti e paura: Di Giannantonio vince in Catalogna dopo due bandiere rosse

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Oggi sarei stato contento anche da ultimo”. Le parole di Fabio Di Giannantonio nel retropodio, dove i primi tre di ogni gara di MotoGp si ritrovano prima di essere premiati, riassumono il turbolento pomeriggio al Gran Premio di Catalogna. Il pilota romano, invece è il vincitore di una gara spezzata in due, o forse in tre, visto che sono due le bandiere rosse esposte in rapida sequenza sul tracciato di Montmelò. Il primo spavento arriva quando Alex Marquez, trovatosi davanti un Acosta con problemi alla moto, tocca il connazionale, finisce fuori pista prima di ribaltarsi assieme alla sua moto, che esce distrutta dall’impatto. Ma c’è di più, perchè i pezzi della Ducati di Marquez colpiscono quella di Di Giannantonio, che finisce a terra. Il classe ’98, però, decide di rientrare. “Mi sentivo bene o male ok, quindi ho detto proviamoci – ha spiegato a Sky Sport -. Ho visto che il primo giro ok e quindi ho continuato”. Tempo di rientrare in pista, però, che arriva la seconda caduta. Alla prima curva dopo la ripartrenza, finiscono a terra Bagnaia, Marini e Zarco, che riporta conseguenze alla gamba sinistra ma necessita dei soccorsi in pista.
Si attende ancora per conoscere le condizioni fisiche del francese, mentre Alex Marquez, come annunciato dal team Gresini, sarà già oggi sotto i ferri per una frattura alla clavicola destra. Nuovo stop e nuova ripartenza, ma gli incidenti non sono finiti, perchè Raul Fernandez tocca l’altra Aprilia di Jorge Martin mandandola nella ghiaia. Rabbia e frustrazione per il campione del mondo 2024, che rientra furioso ai box spingendo i membri del suo team, salvo scusarsi poco dopo. L’ultimo a finire giù è Pedro Acosta, buttato fuori da Ai Ogura (penalizzato di tre secondi e retrocesso in ottava posizione) dopo essere partito dalla pole e aver passato gran parte della gara al comando. L’ultimo scossone sull’ordine di arrivo lo dà il giro di penalità per la bassa pressione delle gomme, causata dalla rapida procedura di ripartenza. Vengono comminati 16 secondi a Mir (secondo al traguardo), Rins, Razgatlioglu, Fernandez e Miller.
Alla fine, sul podio assieme a Di Giannantonio salgono Fermin Aldeguer, terzo al traguardo, e Pecco Bagnaia, che dal quinto posto si ritrova terzo. In testa al campionato rimane Marco Bezzecchi, che come il connazionale beneficia delle due penalità e chiude al quarto posto, portandosi a +15 su Martin. La MotoGp torna in pista tra due settimane: al Mugello, dal 29 al 31 maggio, si corre il Gran Premio d’Italia.

– foto Ipa Agency –
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Altro acuto di Vingegaard al Giro, Eulalio rimane in rosa

Altro acuto di Vingegaard al Giro, Eulalio rimane in rosa

ROMA (ITALPRESS) – Jonas Vingegaard vince in solitaria la nona tappa del Giro d’Italia 2026, la Cervia-Corno alle Scale, di 184 km. Decisiva l’azione del danese nel finale. Secondo Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), arrivato con 12″ di ritardo; terzo Davide Piganzoli, compagno di squadra dello stesso Vingegaard.
La corsa è stata animata dalla fuga di otto corridori: Jonas Geens (Alpecin – Premier Tech),Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Lorenzo Milesi (Movistar Team), Einer Rubio (Movistar Team), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Sakarias Koller Loland (Uno-X Mobility) e Davide Ballerini (XDS Astana Team) hanno guadagnato circa 2 minuti sul gruppo maglia rosa, che ha lasciato spazio all’attacco. A 73 chilometri dal traguardo è stato Giulio Ciccone (Lidl – Trek) a rompere gli schemi, lo scatto del corridore azzurro ha mosso dal gruppo Toon Aerts (Lotto Intermarchè) e Diego Ulissi (XDS Astana Team).
A 11 chilometri dal traguardo Ciccone ha provato il tutto per tutto, soltanto Rubio è riuscito a rispondere: i due hanno guadagnato circa 23″ sui compagni di fuga, poi a 7.5 dal traguardo lo stesso Ciccone è partito in solitaria lasciando indietro il colombiano. La Visma ha forzato il ritmo negli ultimi chilometri, in difficoltà anche Giulio Pellizzari, a 2.2 km dal traguardo Gall e Vingegaard hanno lasciato tutti indietro andando a recuperare tutto il vantaggio accumulato da Ciccone. I due si sono giocati la vittoria nel finale, a 700 metri dall’arrivo il capitano della Visma ha fatto il vuoto andando a vincere la sua seconda tappa di questa Corsa Rosa, dopo il successo di venerdì.
Il portoghese Afonso Eulalio rimane in testa alla classifica generale, perdendo circa 40″: adesso Vingegaard è a 2’24”, mentre Gall è a 2’59”. Pellizzari è arrivato invece al traguardo con un ritardo di 1’28”.
Domani ci sarà il giorno di riposo; poi martedì la cronometro, ovvero la Viareggio-Massa, di 42 km.
– foto Ipa Agency –
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L’Inter festeggia il double, a San Siro 1-1 col Verona

L’Inter festeggia il double, a San Siro 1-1 col Verona

MILANO (ITALPRESS) – In un San Siro vestito a festa, l’Inter pareggia per 1-1 contro il già retrocesso Verona. Minimo sforzo per i ragazzi di Chivu che si divertono davanti al proprio pubblico. Partita inevitabilmente dai pochi contenuti tecnico-tattici: all’autorete di Edmundsson in apertura di secondo tempo, ha risposto Bowie nel recupero. Ora può scattare la festa Scudetto dei neocampioni d’Italia che, una volta alzato il trofeo, sfileranno in pullman per le vie di Milano fino a tarda serata. Ritmo basso e primo tempo a reti bianche a San Siro, anche perchè il gioco dell’Inter manca di qualche automatismo, a causa dei tanti cambi di formazione. Al 24′ i nerazzurri hanno la prima grande chance del match, quando il tiro dalla distanza di Mkhitaryan si spegne di poco a lato. L’armeno è ancora pericoloso al 42′, stavolta in area di rigore: Montipò para la conclusione avversaria e poi Lautaro spreca, calciando fuori da buona posizione. Qualche guizzo offensivo anche del Verona che, al 22′, sfiora il vantaggio col colpo di testa di Lovric, parato in controtempo da Sommer.
Nella ripresa l’Inter rientra in campo con maggiore cattiveria e, non a caso, trova immediatamente l’1-0. Al 47′, da corner, la spizzata in area di Bonny manda in crisi Edmundsson, autore di un impacciato autogol. I padroni di casa sfiorano a più riprese il 2-0, ma Lautaro è poco freddo sottoporta. Al 51′ il capitano nerazzurro calcia ad incrociare verso la porta, trovando la pronta risposta col piede di Montipò; al 57′, invece, l’argentino si mangia il gol a due passi dalla porta, calciando a botta sicura sul portiere avversario. Nel finale c’è spazio per l’esordio del canterano Mosconi, vicino al gol al 83′ con un mancino che termina a fil di palo. In pieno recupero, il Verona trova la rete del pari, grazie a Bowie, una delle poche note liete della stagione del Verona: l’attaccante scaligero punisce la lettura difensiva erronea di una distratta difesa nerazzurra. L’Inter chiude così la propria stagione casalinga con un pari e salendo a quota 86 punti in classifica. Che la festa ora abbia inizio.

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Ambiente, il riscaldamento globale riduce l’ossigeno nei fiumi di tutto il mondo

Ambiente, il riscaldamento globale riduce l’ossigeno nei fiumi di tutto il mondo

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un nuovo studio ha rilevato che il riscaldamento globale sta provocando una perdita diffusa e persistente di ossigeno nei fiumi di tutto il mondo, mettendo a rischio gli ecosistemi d’acqua dolce.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, è stato condotto da un gruppo di ricerca guidato da ricercatori dell’Istituto di geografia e limnologia di Nanchino, sotto l’Accademia cinese delle scienze (NIGLAS).

I ricercatori hanno analizzato quasi 40 anni di dati provenienti da oltre 21.000 tratti fluviali in tutto il mondo. Hanno utilizzato sistemi avanzati di machine learning per monitorare i cambiamenti nei livelli di ossigeno tra il 1985 e il 2023.

I risultati sono preoccupanti. In media, i fiumi stanno perdendo ossigeno a un ritmo di 0,045 milligrammi per litro per decennio. Quasi l’80% dei fiumi studiati ha mostrato segni di deossigenazione.

I fiumi tropicali, cioè quelli situati tra 20 gradi sud e 20 gradi nord, inclusi molti in India, sono quelli che soffrono di più. Questo contraddice le precedenti aspettative secondo cui i fiumi ad alte latitudini sarebbero stati i più colpiti a causa dell’amplificazione del riscaldamento globale in queste regioni. Lo studio ha rilevato che i fiumi tropicali hanno già in partenza bassi livelli di ossigeno e stanno perdendo ossigeno più rapidamente. Questo li rende altamente vulnerabili a eventi estremi con bassi livelli di ossigeno, che possono uccidere pesci e altre forme di vita acquatica.

I ricercatori hanno rilevato che il calo della solubilità dell’ossigeno causato dal riscaldamento globale è la causa principale, responsabile di quasi il 63% della perdita di ossigeno. L’acqua più calda semplicemente non può trattenere tanto ossigeno quanto l’acqua più fredda. I cambiamenti nel metabolismo dell’ecosistema, che si riflettono nella temperatura, nella luce e nel flusso dell’acqua, hanno contribuito per un ulteriore 12% al calo.

Anche le ondate di calore svolgono un ruolo significativo. Lo studio ha rilevato che gli eventi di caldo estremo sono responsabili di quasi il 23% della deossigenazione globale dei fiumi, accelerando il tasso di perdita di ossigeno di 0,01 milligrammi per litro per decennio rispetto alle condizioni normali.

Lo studio ha inoltre rilevato che sia i flussi d’acqua molto bassi sia quelli molto elevati possono rallentare in parte la deossigenazione. Le condizioni di basso flusso hanno ridotto il tasso di deossigenazione di circa il 19% rispetto alle condizioni normali, mentre quelle di alto flusso lo hanno ridotto del 7%.

I ricercatori hanno avvertito che il calo dei livelli di ossigeno minaccia la biodiversità fluviale, mentre pesci e altri organismi faticano a sopravvivere in acque povere di ossigeno. Hanno esortato i responsabili politici ad agire, soprattutto nelle regioni tropicali, che hanno maggiore bisogno di strategie efficaci per contrastare le crisi di deossigenazione.

“Questo studio fornisce una base di riferimento indispensabile per comprendere e mitigare la perdita di ossigeno nei fiumi di tutto il mondo. Con il progredire del riscaldamento globale, proteggere il respiro dei nostri fiumi potrebbe diventare una delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo”, ha dichiarato Shi Kun, ricercatore del NIGLAS.

– Foto Xinhua –

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