ROMA (ITALPRESS) – Il direttore editoriale dell’agenzia Italpress, Italo Cucci, commenta l’ultimo turno di campionato soffermandosi sulla debacle bianconera allo Stadium contro la squadra biancoceleste e non esclude una clamorosa rivoluzione in panchina.
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Si svolgerà i prossimi 18 e 19 novembre la 9^ edizione del Business Care International Award presso il consolato generale d’Italia e a Piazza Italia a Times Square. La selezione dei premiati è affidata a una giuria presieduta da Fabrizio Ferragni (già direttore di Rai Italia) e composta da Paolo Liguori (già direttore Mediaset), Alessandro Masi (segretario generale della Società Dante Alighieri) e Silvana Mangione (vice segretario generale del Cgie).
I premiati di questa 9^ edizione sono: Massimo Allegri, general manager Americas, Ita Airways; Federico Ferrante, presidente Azimut Benetti America; Simona Franci, co-founder Fortebis; Nicola Ianeselli, senior director of Technologies Chenmoore; Annalisa Liuzzo, principal Liuzzo & Associates; Rosario Mariani, Chairman, Cisalpina Tours International; Fabrizio Zichichi, ceo Phibro; Mario Platero, giornalista ed editorialista; Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York; Antonino Di Franco, cardiologo e professore associato clinico di Medicina e professore assistente di Epidemiologia Clinica, Weill Cornell University di New York; Federico Rampini, giornalista e scrittore.
Il 18 novembre presso il consolato generale d’Italia, ospitata dal console generale Giuseppe Pastorelli, saranno al centro i premi, le presentazioni istituzionali e il progetto “Italian Icons – Lighting Up the World”.
Il 19 novembre, invece, a Piazza Italia Times Square, Alberto Milani darà il benvenuto ai premiati di quest’anno nella casa che ha costruito per il business italiano a New York. Un momento di dialogo, nuovi progetti, accordi culturali e di business, e networking tra eccellenze italiane e americane. Qui si terrà anche la prima riunione ufficiale del nuovo International Board. Ospite d’onore in entrambe le giornate sarà Steven Machat, leggenda vivente del mondo della musica internazionale. Con lui Debbie Machat e la Buena Vista Orchestra.
Fra gli ospiti e qualche ulteriore sorpresa, il musicista, pluricandidato ai Grammy Award, Marco Nodari, insieme a Sabrina Zappia, responsabile dell’International Patrons of the Arts in the Vatican Museums e Jacopo Rampini, attore, giornalista e scrittore.
“Questo award è nato a New York nel 2019 e continua a crescere perché mette al centro un’idea semplice e potente: il business, quando è guidato da etica, cultura e responsabilità, diventa uno dei ponti più efficaci tra i popoli“, ha sottolineato Massimo Veccia, fondatore e presidente del Business Care International Award.
“Il Business Care International Award è infatti uno dei pochissimi premi internazionali che si tengono due volte l’anno – a Roma e a New York – proprio perché crediamo che l’eccellenza italiana debba essere raccontata e riconosciuta nei luoghi dove si plasma il futuro economico e culturale. Non premiamo semplicemente il successo. Premiamo chi genera valore condiviso, chi restituisce alla società e alle generazioni future, chi illumina il mondo con autenticità. La 9^ edizione a New York – ha aggiunto – è il momento in cui questa visione diventa ancora più concreta e internazionale. È insieme un orgoglio e una responsabilità che continuiamo a portare avanti con passione, grazie al lavoro della nostra giuria e del nostro board, ma anche grazie a Barbara Wagner Communications per il supporto e la collaborazione che il suo Team ha fornito al nostro lavoro a New York e negli Stati Uniti”, ha concluso Veccia.
-Foto: ufficio stampa Business Care International Award-
(ITALPRESS).
Un Politeama gremito, applausi ed emozioni a scena aperta. Ieri sera Massimo Ranieri ha conquistato Catanzaro e inaugurato al Teatro Politeama “Mario Foglietti” la XXIII edizione del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce, con Tutti i sogni ancora in volo (e continuano a volare).Uno straordinario successo di uno spettacolo che ha saputo alternare momenti di leggerezza e passaggi di intensa emozione.
L’attesa finita
Il sipario ancora chiuso alimenta l’attesa. Dopo un brano strumentale della band, l’ingresso di Ranieri è stato accolto da un applauso caloroso, destinato a ripetersi al termine di ogni canzone. Consensi che, da quel momento, si sono susseguiti trasformandosi in vere e proprie ovazioni. Ma a raccontare il clima del Politeama è stato soprattutto il canto: gli spettatori sono stati coinvolti per tutto il concerto e, quando lui lasciava spazio alle loro voci, hanno raccolto l’invito senza esitazioni. Con Lasciami stare dove ti pare è cominciato un viaggio nel quale Giovanni Calone e Massimo Ranieri si sono “alternati” sul palco, tra l’uomo e il personaggio, la confidenza e la teatralità. Canto, recitazione e danza hanno scandito lo spettacolo, mostrando un interprete che, anche dopo una lunga carriera, conserva il piacere di raccontarsi e la capacità di instaurare un rapporto diretto con chi gli sta di fronte.
Le canzoni, tra memoria e nuove strade
Dalle melodie che hanno accompagnato intere generazioni ai brani più recenti, Ranieri ha eseguito il suo repertorio dando a ogni interpretazione una nuova sfumatura. Accanto ai successi più amati, hanno trovato spazio È davvero così strano, Casa di mille piani, Mi troverai e Ho bisogno di te, a conferma della voglia di continuare a esplorare nuove strade musicali. Sul palco, il cantante napoletano mette in mostra una forza scenica che lo contraddistingue: ogni movenza e ogni espressione lo rende unico. In L’istrione questa capacità trova una delle sue espressioni più efficaci, in un’interpretazione in cui canto e recitazione si fondono, sostenuti da una voce di straordinaria intensità. La cura interpretativa, affinata anche attraverso la lezione di grandi maestri del teatro come Giorgio Strehler, si ritrova anche in Erba di casa mia e Se bruciasse la città, accolte con entusiasmo dalla platea.
Dieci musicisti per dare voce a ogni canzone
Sono dieci i musicisti che accompagnano Ranieri sul palco, una formazione che lo supporta in modo determinante alla riuscita dello spettacolo, curato nell’organizzazione generale da Marco De Antoniis. Ognuno concorre a costruire un suono capace di valorizzare il carattere di ogni esecuzione. Danilo Riccardi al pianoforte, Giovanna Perna alle tastiere e alla voce, Francesco Puglisi al basso, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca alle percussioni, Andrea Pistilli e Tony Puja alle chitarre, Valentina Pinto al violino e alla voce, Cristiana Polegri al sax e alla voce e Max Filosi al sax e al basso non sono semplici accompagnatori, ma parte integrante di un’esibizione in cui ogni strumento trova il proprio spazio, dando piena espressione alle tracce in scaletta. Non solo la sua voce. Ad attirare l’attenzione anche l’immagine di Ranieri contribuisce a renderlo immediatamente riconoscibile: le bretelle, il cappello e i vestiti fanno parte di uno stile che accompagna la sua personalità esuberante e, al tempo stesso, ironica.
Le emozioni che non conoscono il tempo
La canzone napoletana trova spazio con Pigliate ‘na pastiglia, che porta sul palco leggerezza e divertimento, prima di lasciare emergere tutta la passionalità di Anema e Core. È un Ranieri capace di emozionare profondamente, come dimostra in La mia mano a farfalla. Prima di eseguirla, l’artista ricorda Bruno Lauzi e il coraggio con cui affrontò la malattia, affidando alla canzone un significato ancora più profondo. Dopo il ricordo del cantautore genovese, Di me di te e Lettera di là dal mare accompagnano il pubblico in un percorso ancor più raccolto. Il legame con i grandi classici che hanno accompagnato la sua carriera torna ad essere più evidente in Rose Rosse, Vent’anni e Perdere l’amore, opere che appartengono alla memoria di più generazioni. Il pubblico le canta insieme all’artista e, al termine di ogni interpretazione, lo travolge con affetto e lunghi battimani. Tra una canzone e l’altra, Ranieri trova anche il tempo di scherzare sul passare degli anni e sulle fragilità della vita, in un clima di ironia e riflessione. Non semplici parole, ma un invito a continuare a desiderare, indipendentemente dal tempo che passa. Dopo il bis di Tu vuò fa’ l’americano, la voglia di non fermarsi al passato trova conferma con la presentazione dal vivo di Il giorno prima, il nuovo singolo pubblicato soltanto pochi giorni fa. Una scelta che affida proprio al pubblico di Catanzaro il battesimo sul palcoscenico del brano. La canzone si affianca a quelle entrate nella memoria collettiva, mostrando un artista ancora desideroso di esplorare nuove strade senza rinnegare la propria storia. Resta, alla fine, il senso di una serata che ha saputo unire generazioni nelle emozioni e nei ricordi, mantenendo viva voglia di guardare avanti e di continuare a credere nei nostri sogni «perché non costano nulla. Sono gratis e ci fanno vivere meglio».
I prossimi appuntamenti
Il Festival d’Autunno proseguirà la prossima settimana a Catanzaro con altri due appuntamenti in esclusiva per la Calabria. Venerdì 23 ottobre, alle ore 18:30, il Museo MARCA ospiterà Smile, spettacolo di danza contemporanea firmato da Marco Laudani e Claudio Scalia, prodotto da CZD2_CompagniaZappalàDanza2. Attraverso il gesto e il dialogo tra i corpi, la performance esplora il sorriso come forma di incontro e condivisione, capace di creare legami oltre le parole. Sabato 24 ottobre, alle ore 21, il Teatro Politeama accoglierà invece Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla con E morte non avrà dominio, una «ballad opera» ispirata all’opera del poeta gallese Dylan Thomas e alla vita di Renato Striglia. Tra musica, teatro e suggestioni radiofoniche, quindici brani inediti danno voce a un universo di personaggi e memorie, in un’opera poetica che celebra la vita e si oppone alla cultura della morte.
I biglietti del Festival
I biglietti per assistere agli spettacoli sono disponibili nella segreteria del Festival a Catanzaro (di fronte al Teatro Politeama), su www.festivaldautunno.com e presso tutte le rivendite autorizzate del circuito TicketOne. Per eventuali informazioni contattare il numero 351/7976071
CATANZARO – «Oggi Catanzaro ritrova un simbolo importante e rinnova il ricordo di chi è caduto nell’adempimento del proprio servizio e di quanti hanno dato la vita per la Patria». Lo afferma Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto questa mattina sul lungomare Stefano Pugliese alla cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato agli Invalidi per Servizio e ai Caduti nell’adempimento del proprio dovere. L’opera, distrutta dal ciclone Harry, è stata recuperata e restituita alla comunità grazie all’iniziativa della sezione provinciale di Catanzaro dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente nazionale Antonino Mondello, il presidente regionale Antonio Sabatino, il sindaco Nicola Fiorita e rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose. «È stato un momento toccante – prosegue Bruno –. Il ciclone aveva distrutto un simbolo dell’impegno dei dipendenti pubblici, dei militari e di chi ha servito il Paese. Oggi, insieme al sindaco e alle istituzioni, abbiamo voluto rendere omaggio all’U.N.M.S., nelle sue rappresentanze regionale e provinciale. Siamo qui per testimoniare che le istituzioni ci sono». La restituzione del monumento offre alla città un luogo nel quale custodire le storie di chi ha perso la vita e di chi porta le conseguenze permanenti del servizio, mantenendo viva la riconoscenza verso le loro famiglie. Una memoria da condividere anche con le nuove generazioni, perché possano conoscere il significato di quella dedica e le esperienze umane che racchiude. «A nome del Consiglio regionale della Calabria e del presidente Cirillo – conclude Bruno – porto un segno di attenzione e di affetto verso chi ha servito la collettività e verso la città di Catanzaro».
TORINO (ITALPRESS) – La Lazio torna a vincere a Torino contro la Juventus dopo quasi 10 anni. A oltre nove anni dal 2-1 del 14 ottobre 2017, i biancocelesti sbancano l’Allianz Stadium al termine di una partita decisa sulle poche occasioni create da entrambe le squadre, ma meritatamente vinta dagli ospiti. Finisce 3-0 per la squadra di Gattuso, trascinata dal duo danese Provstgaard-Isaksen. Nel primo tempo (37′) il centrale inzucca su cross di Zaccagni, mentre l’esterno mette il sigillo sul match al 66′ con un bel mancino a giro su invito di Nuno Tavares. Il 3-0 porta la firma di Dele-Bashiru, che punisce i bianconeri in contropiede al 90′. Una vittoria che permette ai biancocelesti di mantenere la vetta della classifica in compagnia dell’Inter e che mette nei guai la Signora di Spalletti, sonoramente fischiata dal proprio pubblico. La squadra bianconera resta ferma a 11 punti e occupa l’ottava posizione, a -4 dal quarto posto del Milan. Avvio di partita di personalità della Lazio, che prova a imporre il proprio gioco e mette in apprensione la fascia sinistra della Juventus, con Alajbegovic e Celik non perfettamente coordinati. Tanto palleggio, ma nessuno spunto degli ospiti, mentre la squadra di Spalletti inizia a uscire dal guscio e a prendere in mano il gioco a centro frazione. Molto attivo Kolo Muani, a cui viene annullato un gol per fuorigioco, che non riesce però a essere incisivo in fase di rifinitura, con qualche sbavatura di troppo a livello tecnico. Il match si sblocca su palla da fermo: corner corto della Lazio, Zaccagni raccoglie al limite dell’area e scodella in mezzo per Provstgaard, che salta tra Bremer e Lucumì battendo Vicario per l’1-0 al 37′. La Juventus non riesce a reagire e si va all’intervallo con i biancocelesti avanti di un gol. Nel secondo tempo subito dentro Woltemade per un insufficiente Alajbegovic e la Lazio va in difficoltà nel contenere Kolo Muani sull’esterno. Al 55′ il francese scappa via a Floriani, mette in mezzo per Woltemade, che di piatto destro non centra la porta dal limite dell’area di rigore. Nel momento migliore della Juventus arriva il raddoppio della Lazio. Lancio a tutto campo di Tavares per Isaksen, il danese punta Celik, si accentra firma il 2-0 al 66′ con un sinistro a giro imprendibile per Vicario. La Juventus si mette in assetto ultra offensivo, ma non riesce a scalfire una Lazio concreta e ben messa in campo. Tanto possesso nella metà campo avversaria per i bianconeri, ma poca decisione e precisione nell’ultimo passaggio e al momento della conclusione a rete. Nel finale l’11 di Gattuso gestisce e si riprende con merito il primato in classifica, completando l’opera con il 3-0 in contropiede di Dele-Bashiru. – Foto Image – (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Alfa Romeo Cuorerosso, svelata a Parigi la concept del futuro
– Auto elettriche, l’Europa esporta più di quanto importa
– Via libera dal Governo al nuovo Codice della Strada
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MILANO (ITALPRESS) – Scappa, si addormenta, subisce la reazione degli ospiti e rischia di farsi riacciuffare. Alla fine, però, vince 3-2 il Milan di Ruben Amorim, che batte l’Atalanta e scavalca il Como al quarto posto della classifica. Decisive le reti di Gonçalo Ramos – che sbaglia anche un rigore -, Rabiot e Gila per il 3-0 rossonero, tardive e dunque quelle nerazzurre di Gaetano e Krstovic. Il primo spunto della gara ce l’ha il Milan al 13′, con il cross dalla destra di Chukwueze e la deviazione vincente di Pulisic, con il gol poi annullato per fuorigioco dello stesso americano. Risponde poco più tardi l’Atalanta, con il lancio di Rowe per lo scatto di Krstovic che, saltato Maignan, non riesce a inquadrare la porta da posizione defilata. Si resta sullo 0-0, con Sarri costretto al primo cambio al 20′ per l’infortunio di Kolasinac, rilevato da Obric. Arriva da qui la svolta della partita, quando lo stesso sloveno devia di mano un tiro di Musah e causa il rigore che Ramos trasforma al 24′. Milan che copre le iniziative dell’Atalanta e nel finale di tempo trova il 2-0, con il suggerimento interno di Moreira per Rabiot che calcia con il destro mandando fuori tempo Carnesecchi. Rossoneri che chiudono con il doppio vantaggio la prima frazione e nella ripresa tornano in avanti, avendo dopo neanche dieci minuti la possibilità di andare sul 3-0: tocco di mano in area di Kristensen e altro rigore concesso al Milan che però Ramos fallisce per la parata di Carnesecchi. Triplo vantaggio mancato solo per un attimo, perchè sul corner successivo è Gila a deviare di testa in rete dopo la spizzata di Rabiot. Prova a reagire la Dea, con Krstovic che dalla destra si libera per calciare e colpisce il palo. Atalanta vicina al gol, che arriverà però al 66′, con i due neo entrati Zalewski e Gaetano che confezionano la rete con l’assist del polacco e l’inserimento vincente dell’ex Cagliari. Si riapre la partita, con l’Atalanta che cresce e accorcia ancora le distanze, sulla fuga di Bellanova e l’assist decisivo per la girata di Krstovic. Finale d’assalto per l’Atalanta e di ripartenza per il Milan, con la gara che giunge al termine in seguito ai cinque minuti di recupero concessi da Chiffi. – Foto Image – (ITALPRESS).
Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che si ascoltano con il cuore, perché parlano di noi, delle nostre famiglie, dei gesti tramandati nel tempo e di quella memoria collettiva che rischia di affievolirsi se nessuno si prende cura di custodirla. È ciò che è accaduto nella Sala Consiliare “Bruno Manti” di Soverato, dove Barbara Froio ha presentato il suo nuovo volume Il Pane, pubblicato da Città del Sole Edizioni, accompagnando il pubblico in un viaggio fatto di ricordi, tradizioni, profumi, racconti e frammenti di vita che appartengono alla Calabria più autentica. Dopo Maramenti, Gulie di Calabria e Il Maiale, l’autrice prosegue il suo prezioso percorso di ricerca e recupero della memoria popolare, scegliendo questa volta il pane come simbolo e filo conduttore di un racconto che va ben oltre l’aspetto gastronomico. Tra le pagine del libro prendono vita storie, leggende, proverbi, rituali femminili, antiche usanze e saperi tramandati di generazione in generazione, restituendo al lettore uno spaccato di quella cultura quotidiana che ha contribuito a costruire l’identità della nostra terra. Ad accogliere l’autrice sono stati il sindaco Daniele Vacca, il vicesindaco Emanuele Amoruso e il presidente della Pro Loco di Soverato, Domenico Micò. Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il significato più profondo del pane, simbolo non soltanto di nutrimento ma soprattutto di comunità e condivisione. Un gesto semplice che un tempo apparteneva naturalmente alla vita delle famiglie e dei vicinati, quando condividere ciò che si aveva rappresentava una ricchezza e una consuetudine. Il vicesindaco Amoruso si è invece soffermato sulla capacità del libro di far riaffiorare ricordi spesso sopiti ma mai scomparsi: immagini e ricordi dell’infanzia e dei nonni, profumi provenienti dalle cucine di una volta e quei piccoli gesti che continuano a vivere nella memoria di ciascuno. Particolarmente significativo è stato anche l’intervento del presidente della Pro Loco, Domenico Micò, che ha voluto lanciare un appello alla collaborazione rivolto a tutte le associazioni della città, nessuna esclusa. Un invito a fare rete, a mettere insieme energie, idee e competenze per il bene di Soverato, nella convinzione che soltanto lavorando insieme sia possibile realizzare progetti importanti e contribuire concretamente alla crescita della comunità. Un messaggio che si è rivelato perfettamente in sintonia con il significato stesso del libro, fondato sui valori della condivisione e del sentirsi parte di una stessa storia collettiva. Nel corso della conversazione, Barbara Froio ha offerto numerosi spunti di riflessione sul valore della comunità, una parola che, come ha ricordato, oggi sembra spesso dimenticata. “Comunità è una parola che ormai in tanti disconoscono ma che sarebbe opportuno riportare in vita per non morire di solitudine”. Una frase semplice e potente che racchiude il senso profondo del suo lavoro di ricerca. I nostri antenati, infatti, vivevano realmente la dimensione comunitaria, condividendo quel poco che possedevano: consigli, esperienza, prodotti della terra, tempo e solidarietà. Un patrimonio umano che meriterebbe di essere ricordato più spesso. Ad arricchire l’incontro è stata anche l’esposizione di alcuni antichi oggetti legati all’arte della panificazione domestica. Il pubblico ha potuto osservare da vicino un contenitore in ceramica utilizzato per preparare e conservare “il lavatino”, elemento essenziale nella lavorazione tradizionale del lievito e una piccola madia in legno, testimonianza di uno spazio che nelle case contadine rappresentava il cuore della preparazione del pane. Oggetti apparentemente semplici ma capaci di raccontare, da soli, un mondo fatto di pazienza, lavoro e conoscenze tramandate nel tempo. Uno dei passaggi più suggestivi del volume è sicuramente il capitolo conclusivo dedicato ai Piatti di recupero. Pagine che raccontano una lezione di straordinaria modernità, nonostante affondi le proprie radici nel passato. Nelle nostre case, un tempo, si insegnava che buttare il pane fosse peccato. Non soltanto per il valore simbolico e sacrale attribuito a questo alimento, ma anche per rispetto verso il lavoro e i sacrifici necessari per portarlo in tavola. Nemmeno una mollica andava sprecata. Il pane raffermo diventava ingrediente per nuove ricette, trovando una seconda vita nei piatti della tradizione e rappresentando al tempo stesso un aiuto concreto per l’economia familiare. Una cultura del recupero che oggi viene presentata come innovativa, ma che in realtà apparteneva già alla saggezza delle generazioni che ci hanno preceduto. Ad aggiungere un’ulteriore nota di emozione alla serata sono state le note e la voce del cantautore e architetto soveratano Giacomo Viscomi, che con la sua musica ha saputo accompagnare il pubblico lungo lo stesso percorso tracciato dalle parole di Barbara Froio. Le sue canzoni non hanno fatto da semplice sottofondo all’incontro, ma sono diventate parte integrante del racconto, intrecciandosi ai ricordi, alle tradizioni e alle immagini custodite nelle pagine del libro. Al termine dell’incontro è rimasta la sensazione di aver partecipato a qualcosa che andava oltre la semplice presentazione di una pubblicazione. Il Pane non racconta soltanto un alimento, ma una civiltà, un modo di vivere, una rete di relazioni umane costruite sul rispetto, sulla condivisione e sulla memoria. Un’opera che restituisce voce a tradizioni che rischiano di essere dimenticate e che ricorda quanto sia importante custodire le proprie radici. Perché il futuro, proprio come il pane, acquista valore quando nasce da ciò che siamo stati e da ciò che scegliamo di tramandare. Maria Luisa Iezzi
FIRENZE (ITALPRESS) – Il Como rilancia le proprie quotazioni di alta classifica espugnando per il secondo anno consecutivo il Franchi di Firenze: 3-1 il finale. I lariani, pur privi di Kean e Diao, trovano una delle giornate migliori del proprio talento, Nico Paz, che fa gol e assist e spalanca le porte al successo della squadra di Fabregas. Di contro la Fiorentina cade nuovamente fra le mura amiche, dove non vince da oltre sei mesi. I gigliati si devono mangiare le mani per i tanti gol sbagliati, ma soprattutto continuano a palesare errori difensivi e limiti enormi. La classifica fa sempre più paura e all’orizzonte ci sono i campioni d’Italia dell’Inter. Sono proprio i padroni di casa, schierati a sorpresa con Pedro Goncalves dal 1′, a fare la partita, ma gli ospiti non rinunciano a rispondere colpo su colpo. Il difetto dei viola è che pur collezionando in mezz’ora almeno tre palle gol nitide, di cui una clamorosa con Fagioli, non segnano. La chance del centrocampista gigliato ha veramente tutte le caratteristiche del gol sbagliato visto che solo davanti a Buthez, con porta sguarnita, si fa deviare in angolo la conclusione da un tocco fortuito della difesa del Como. E’ azzeccata la scelta di Vanoli di puntare sull’ex Sporting Lisbona che manda in porta oltre a Fagioli, anche Njie, ma pure lo svedese Under 21 fallisce malamente. Prima del vantaggio lariano Pellegrino si unisce al festival delle reti sbagliate non sfruttando un assist di Jimenez. E’ Liberali ad aprire la partita con un sinistro chirurgico a giro al 32′. Il Como aveva fatto le prove generali dello 0-1 con Da Cunha e Douvikas, su cui De Gea si era prodotto in due ottimi interventi. Nulla può il portiere gigliato però sulla conclusione del numero 30 ospite, così come, quattro minuti più tardi, sul colpo di testa di Nico Paz su cross da sinistra di Valle. Male in entrambe le circostanze gli esterni difensivi viola. Pongracic riapre la partita al 41′ su azione susseguente a calcio d’angolo dopo un rinvio sbagliato di Ramon. Poco dopo un tiro cross di Mastantuono non viene chiuso in porta da Goncalves. Prima dell’intervallo il possibile 2-2 di Pongracic viene annullato per fuorigioco. Il Como torna davanti di due reti prima dell’ora di gioco con Nico Paz che in verticale, dopo 30 metri palla al piede, serve al bacio Douvikas che fa 3-1 per i suoi. La Fiorentina accusa il colpo e Kaiki Bruno cicca clamorosamente il quarto gol per i suoi a metà ripresa. Le speranze di rimonta per i viola si spengono al 75′ quando Njie centra un palo a porta spalancata davanti a sè. Nel quarto d’ora finale il Como controlla e alla fine festeggia, per i gigliati un solo punto nelle ultime 3 partite, la svolta con Vanoli in panchina ancora non c’è. – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
Una serata all’insegna dello sport, della musica e della condivisione ha segnato l’avvio della nuova stagione dell’Asd Skylletion. Sabato 17 ottobre lo stadio Palmisani di Squillace è tornato a vivere una delle sue pagine più significative, ospitando l’evento “Sport e Gioia”, un appuntamento che ha richiamato famiglie, giovani e appassionati, trasformando l’impianto sportivo in un grande luogo di incontro e partecipazione. L’iniziativa, voluta dalla società presieduta da Gregorio Lioi, non è stata soltanto una presentazione ufficiale delle attività sportive, ma un momento pensato per rafforzare il legame con la comunità e per riaffermare il valore dello sport come strumento di crescita, inclusione e aggregazione sociale. Lo Skylletion, nato il 24 settembre 2020 con l’obiettivo di valorizzare i giovani attraverso la pratica sportiva, continua infatti a portare avanti un progetto che guarda al futuro e alle nuove generazioni. La prima parte della serata è stata animata dall’entusiasmo dei ragazzi di Next Gen Squillace, la neonata associazione giovanile presieduta da Luca Sinopoli che ha scelto proprio questo evento per presentarsi ufficialmente alla cittadinanza. Attraverso giochi da tavolo, momenti di socializzazione e un coinvolgente dj set, i giovani volontari hanno creato un clima di festa che ha accompagnato il pubblico verso il momento centrale dell’evento. Grande attenzione è stata dedicata alla presentazione della Scuola calcio, considerata il cuore del progetto sportivo della società. Sul campo sono sfilati i giovani atleti della categoria Esordienti, simbolo di un percorso educativo che punta non solo alla formazione calcistica, ma anche alla crescita umana dei ragazzi. A seguire è stata presentata la prima squadra che si appresta ad affrontare il nuovo campionato di Terza categoria. Fanno parte della rosa Mattia Aceto, Giuseppe Agosto, Matteo Agosto, Nicolò Alcaro, Salvatore Bruno, Cristian Buttiglieri, Giulio Citraro, Antonio Conforti, Salvatore Destito, Mohit Jagdish, Mattia Lagrotteria, Samuele Lombardo, Alessandro Marinaro, Alessandro Merenda, Marco Muzzì, Lorenzo Riey, Francesco Riso, Giuseppe Scicchitano, Giuseppe Sestito, Fabio Stranieri, Salvatore Torchia e Agazio Vetrò. Sul palco è salita anche la squadra femminile di pallavolo, impegnata per il secondo anno consecutivo in attività agonistica, a testimonianza della volontà dell’associazione di promuovere discipline sportive diverse e di ampliare costantemente la propria proposta educativa. Durante la manifestazione sono intervenuti dirigenti e tecnici della società, il presidente Gregorio Lioi, il vice Rino Megna, i dirigenti Pino Destito e Vito Aceto, i mister Egidio Lioi, Cristian Gallo e Saverio Settembrino, il responsabile del settore giovanile Gianluca Gallo con il tecnico Giuseppe Mellace. Presente anche l’assessore comunale allo Sport Gerardo Bertolotti, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Particolarmente significativo il ritorno del calcio al Palmisani. Dopo tre anni di attesa, infatti, l’impianto ha riacceso le luci e tornerà ad ospitare le gare casalinghe dello Skylletion, chiudendo un periodo che aveva costretto la squadra a disputare altrove i propri incontri ufficiali. Un ritorno atteso dai tifosi e da tutta la comunità sportiva locale, che ha salutato con entusiasmo questa nuova fase. Accanto allo sport non sono mancati musica e divertimento grazie alla festa della birra che ha animato l’intera serata. Per la prima volta lo stadio Palmisani ha inoltre ospitato un concerto musicale, confermandosi uno spazio capace di andare oltre la dimensione sportiva per diventare luogo di aggregazione culturale e sociale. A chiudere l’evento, infatti, è stato il concerto dei Pink Noise, tribute band dei Pink Floyd nata nell’estate del 2005 con l’obiettivo di riproporre fedelmente sonorità e atmosfere della celebre formazione britannica. Un finale coinvolgente che ha suggellato una serata ricca di emozioni, durante la quale non sono mancati i ringraziamenti alla Regione Calabria, al Comune di Squillace e agli sponsor che sostengono il progetto. Per lo Skylletion, che nel novembre 2021 riportò il calcio squillacese nei campionati federali dopo quattordici anni di assenza, “Sport e Gioia” ha rappresentato molto più di una semplice festa. È stata la conferma di una realtà che continua a crescere, mantenendo al centro i giovani, il territorio e la passione per lo sport. Carmela Commodaro