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Immigrazione, Moratti “Sbarchi più che dimezzati nel 2026, basta propaganda”

ROMA (ITALPRESS) – “Sull’immigrazione servono serietà, fermezza e numeri verificabili, non propaganda. E i dati ufficiali del
Ministero dell’Interno dicono una cosa molto chiara: gli sbarchi sulle coste italiane stanno diminuendo in maniera significativa”.
Così Letizia Moratti, europarlamentare del PPE e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, commentando gli ultimi dati
del Viminale. “Nel 2023 gli sbarchi furono 157.651. Nel 2024 sono scesi a 66.617 e nel 2025 a 66.316: una riduzione di circa il 58% rispetto al picco del 2023. Ma il dato più significativo è quello di quest’anno: al 17 agosto 2026 sono sbarcate in Italia 17.800
persone, contro 39.116 nello stesso periodo del 2025 e 38.133 nel 2024. Significa oltre il 54% in meno in un solo anno”.
(ITALPRESS)

col4/azn
(Fonte video: ufficio stampa Letizia Moratti)

Scholz “La visita del Papa segnerà la storia del Meeting, è stata una festa”

RIMINI (ITALPRESS) – “È un’edizione che ci ha sorpassati da tutte le parti. La visita del Santo Padre è stata una grandissima festa,
tutti entusiasti, lui stesso molto, molto cordiale. Da una parte possiamo dire che abbiamo accolto lui, certamente abbiamo fatto
del nostro meglio, ma sicuramente lui ha accolto anche noi. Questo ci ha riempito il cuore”. Così all’Italpress Bernhard Scholz,
presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, al termine della 47esima edizione del Meeting di Rimini. “La sua
visita è storica certamente per la sua eccezionalità, ma anche perché segnerà la storia del Meeting”, ha sottolineato.
(ITALPRESS)

xi5/col4/azn

Simonelli “Ritiro supporto a Infantino da Figc? Avrei preso più tempo”

MILANO (ITALPRESS) – “La decisione della Figc di togliere il supporto a Infantino? Malagò ieri sera mi aveva anticipato questa sua volontà, personalmente avrei preso un po’ più di tempo per questa decisione”. Lo ha dichiarato il presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli a margine della presentazione del Gran Galà del Calcio Aic, riferendosi alla scelta della Federazione di non confermare la propria fiducia a Gianni Infantino per le prossime elezioni. “Malagò mi ha comunicato ieri sera questa sua decisione e ne prendo atto, mi limito a dire questo. Se mi aspettavo un passaggio collegiale? Sì, come dicevo non è una decisione della Figc, è una decisione del presidente della Figc. Io sono stato informato, ma non so se le altre componenti erano state informate”.

pia/gm/azn

Olio tunisino, export in crescita. Più controlli in Italia

ROMA (ITALPRESS) – L’olio d’oliva tunisino conquista sempre più spazio sui mercati internazionali. Nei primi nove mesi della campagna 2025-2026, le esportazioni hanno raggiunto 368 mila tonnellate, il 55,3% in più rispetto allo stesso periodo della stagione precedente.
In crescita anche il valore delle vendite, arrivato a circa 1,4 miliardi di euro, con un aumento del 44,4%. Una crescita legata soprattutto alla maggiore disponibilità di prodotto, mentre i prezzi internazionali sono scesi rispetto ai picchi degli anni passati.
L’83,6% dell’olio esportato è extravergine e l’Unione europea resta il principale mercato, assorbendo oltre il 57% dei volumi. In testa la Spagna, con il 32,1%, seguita dall’Italia, che rappresenta il 20%.
Oltre l’80% dei ricavi arriva dall’olio venduto sfuso, mentre solo il 18,6% riguarda il prodotto confezionato.
Intanto, in Italia aumentano i controlli. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari – Icqrf ha effettuato nel 2025 oltre 7.200 ispezioni sull’olio di oliva, il 21,1% in più rispetto al 2023. Crescono anche gli operatori controllati, +26,6%, e le quantità di prodotto sottoposte a verifica, +34,3%.
Tra le nuove misure previste, più controlli nei punti di ingresso e nella grande distribuzione, un maggior numero di campioni analizzati e un’azione più incisiva contro le frodi.

gsl

Cina, nuova linea ferroviaria ad alta velocità si collega all’hub di Chongqing

La costruzione della ferrovia ad alta velocità Chongqing-Wanzhou ha raggiunto un importante traguardo. Lunedì, i suoi binari sono stati collegati con successo alla stazione ferroviaria di Chongqing Est, il più grande hub ferroviario ad alta velocità della Cina occidentale. Ormai prossima al completamento, la linea, progettata per una velocità di 350 km/h, promette di potenziare i collegamenti e i legami economici nell’area del bacino delle Tre Gole. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr (Fonte video: Xinhua)

Pomodoro, il clima mette alla prova la raccolta

ROMA (ITALPRESS) – Caldo, siccità e maltempo mettono alla prova il pomodoro italiano. La campagna 2026 si presenta complessa, con condizioni molto diverse tra Nord e Sud.
L’Italia resta un gigante del settore: nel 2025 sono stati coltivati quasi 79 mila ettari, con una produzione superiore a 5,8 milioni di tonnellate, che ha riportato il nostro Paese al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti.
Nel bacino del Centro-Sud, la scarsità d’acqua e le alte temperature hanno accelerato la maturazione dei frutti, rendendo più difficile gestire raccolta e irrigazione. Al Nord, invece, sono stati nubifragi e grandinate a colpire alcune coltivazioni.
Una situazione che non sembra però aver compromesso la qualità del prodotto, che mantiene buoni livelli di zuccheri e lascia ben sperare per la trasformazione.
Resta il nodo dei costi. Nel Nord Italia il prezzo concordato per il pomodoro tondo è di circa 135 euro a tonnellata, ma per gli agricoltori si tratta di una cifra che rischia di non compensare l’aumento delle spese per carburanti, irrigazione e altri input produttivi.
E il clima, insieme ai costi della filiera, potrebbe avere conseguenze anche sulla spesa. Per l’autunno si prevedono prezzi della passata sostanzialmente stabili, ma con possibili aumenti fino al 5% per i prodotti premium e italiani.

gsl

Barca distrutta da un incendio al largo di Marsala, un uomo tratto in salvo

TRAPANI (ITALPRESS) – I militari del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza ha soccorso e tratto in salvo un uomo di circa 40 anni alla deriva nel Canale di Sicilia, dopo che la sua imbarcazione era stata distrutta da un incendio. L’equipaggio di un elicottero delle Fiamme Gialle, in servizio di pattugliamento aeronavale, la notte scorsa, ha individuato un’imbarcazione in fiamme a oltre 25 miglia nautiche da Marsala ed ha assistito a una potente deflagrazione che in pochi minuti ha ridotto il natante a un relitto fumante. Nel buio totale, tra le onde, è stato individuato un naufrago solo, privo di qualsiasi mezzo di galleggiamento e in evidente difficoltà. L’elicottero ha lanciato la comunicazione di emergenza e grazie al coordinamento dell’Autorità marittima di Palermo sullo specchio d’acqua è stato fatto convergere un Motor Yacht in navigazione nelle vicinanze. L’aeromobile della Guardia di Finanza ha agevolato le operazioni di primo recupero, illuminando la zona con i propri proiettori e mantenendo il contatto visivo con il naufrago. Poco dopo è arrivato anche il Guardacoste 119 “Vitali”, unità d’altura della Guardia di Finanza, che ha preso a bordo l’uomo, ustionato e in stato di shock. Ha fatto rotta su Trapani, dove il naufrago è stato affidato al personale sanitario presente in banchina per le cure del caso. vbo/mca1
(Fonte video: Guardia di Finanza)

Agrifood Magazine – 26/8/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Continua a crescere la produzione di gelato nell’Ue, +1,9% nel 2025
– Pomodoro, il clima mette alla prova la raccolta
– Meloni, angurie e insalate protagonisti dei consumi estivi 2026
– Olio tunisino, export in crescita. Più controlli in Italia

mgg/gsl

Torre di Ruggiero, la “Via della Grazia” prende forma: dieci tappe d’arte per raccontare la Civitas Mariae

Ultime settimane di lavoro per Franco Pagliarulo, impegnato a completare nove sgraffiti e un affresco lungo l’itinerario che dal centro storico conduce al Santuario. Con lui l’assistente canadese Sabrina Abballe. Un racconto per immagini delle radici della devozione mariana che ha fatto di Torre la “piccola Lourdes della Calabria”

Dieci tappe per attraversare un paese e, nello stesso tempo, entrare nella sua memoria. Nove “sgraffiti” e un affresco per raccontare attraverso l’arte la storia di una devozione che, da secoli, rappresenta uno degli elementi più profondi dell’identità di Torre di Ruggiero. Si avvicina alla conclusione il grande progetto della “Via della Grazia – Percorso spirituale storico-artistico”, l’itinerario che dal cuore del centro storico conduce idealmente e fisicamente verso il Santuario della Madonna delle Grazie.

Un cammino urbano che restituisce per immagini il significato di Torre di Ruggiero come Civitas Mariae, mettendo in relazione luoghi, storia, fede e arte. La mappa del percorso disegna dieci stazioni disseminate lungo il paese e accompagna il visitatore fino al Santuario, punto di arrivo di una narrazione che affonda le proprie radici nella devozione mariana della comunità.

Sono le ultime, intense settimane di lavoro per Franco Pagliarulo, l’artista chiamato a trasformare i muri di Torre nelle pagine di un racconto diffuso. Già alla fine di giugno il progetto era entrato nella sua fase realizzativa, con le prime opere che cominciavano a emergere dalle superfici degli edifici e con un’idea precisa: non una semplice decorazione urbana, ma un patrimonio artistico capace di raccontare pubblicamente la memoria religiosa e culturale del borgo.

Adesso il traguardo è vicino. Restano gli ultimi lavori, i dettagli e alcune delle opere più impegnative da completare prima dell’inaugurazione dell’intero percorso. Pagliarulo sta lavorando in questi giorni a uno degli ultimi sgraffiti, dedicato proprio all’immagine del Santuario della Madonna delle Grazie, mentre il programma complessivo prevede la conclusione dei nove sgraffiti e la realizzazione dell’ultimo affresco.

È un lavoro lento, fisico, legato a una tecnica che appartiene a un’altra epoca e che oggi è diventata sempre più rara. Lo sgraffito, infatti, non ha nulla a che vedere con il graffitismo urbano contemporaneo: deriva dalla tradizione decorativa medievale e rinascimentale e nasce dalla sovrapposizione di diversi strati di intonaco, successivamente incisi per fare emergere linee, figure e contrasti cromatici. Una tecnica nella quale l’immagine non viene semplicemente dipinta sulla parete, ma viene letteralmente ricavata dalla materia.

Ed è proprio questa caratteristica a dare al progetto di Torre un valore particolare. La memoria, quasi simbolicamente, viene scavata e riportata alla luce. Le pareti diventano così parte del racconto del paese e accompagnano il visitatore verso il luogo che più di ogni altro ne sintetizza l’identità spirituale.

L’opera alla quale Pagliarulo sta lavorando in questa fase guarda direttamente al Santuario e alla definizione, ormai entrata nell’immaginario collettivo, di Torre di Ruggiero come “piccola Lourdes della Calabria”. Al centro, ancora una volta, c’è la Madonna delle Grazie.

«È il Santuario di oggi, quello che racconta e identifica la piccola Lourdes – spiega Pagliarulo –. La Madonna delle Grazie, con il suo manto, accoglie e protegge tutti: i pellegrini, gli abitanti del paese, i visitatori». Un’immagine che sintetizza lo spirito dell’intero itinerario: non una successione di opere isolate, ma un unico racconto che conduce verso il cuore mariano della comunità.

A rendere più impegnativo il lavoro di queste settimane è stato anche il grande caldo. «Non lo avevo previsto – racconta l’artista –. Mi avevano detto che dopo Ferragosto le temperature si sarebbero abbassate, ma soprattutto al mattino fa ancora troppo caldo. Per questo comincio più tardi, preparo l’intonaco intorno a mezzogiorno e poi lavoro per tutto il pomeriggio». Tempi e condizioni che fanno comprendere quanto la realizzazione di uno sgraffito sia lontana dalla rapidità delle moderne tecniche decorative: ogni superficie richiede preparazione, precisione e una lavorazione che deve rispettare anche i tempi della materia.

Accanto a Pagliarulo continua a lavorare Sabrina Abballe, la giovane assistente canadese che lo ha accompagnato durante questa esperienza calabrese e che proprio a Torre ha potuto approfondire una tecnica artistica oggi conosciuta e praticata da pochissimi.

«Ho imparato tantissimo da Franco – racconta – soprattutto una tecnica che è poco conosciuta. Ma qui ho imparato anche un po’ a essere calabrese». Poi sorride pensando alla conclusione di questa esperienza: «Porterò sicuramente Torre di Ruggiero con me in Canada. Porto con me le amicizie che ho fatto e quello che ho vissuto qui: resterà sempre nel mio cuore».

Parole che raccontano anche l’altra dimensione del progetto: quella umana. Pagliarulo e Abballe, durante la loro permanenza, sono stati accolti dalla comunità e seguiti quotidianamente nelle diverse esigenze dal sindaco Vito Roti, che ha accompagnato da vicino l’evoluzione dei lavori e la costruzione dell’intero itinerario.

Lo stesso Pagliarulo parla con soddisfazione dell’esperienza vissuta: «È andato tutto molto bene. Il ricordo è ottimo soprattutto dal punto di vista dell’accoglienza». E nel racconto dell’artista entrano anche i suoni e l’atmosfera di queste settimane: i giovani presenti per momenti di spiritualità, i canti ascoltati mentre lavorava, la curiosità e l’attenzione degli abitanti davanti alle opere che prendevano lentamente forma.

Quando gli ultimi ponteggi saranno rimossi, Torre di Ruggiero avrà dunque qualcosa in più di un nuovo percorso artistico. Avrà una narrazione permanente della propria identità, costruita lungo le strade del paese e leggibile camminando.

Dal centro storico al Santuario, le dieci tappe della Via della Grazia uniranno così arte, devozione e paesaggio urbano. La tecnica guarda al passato, ma il progetto parla anche al futuro: perché trasforma una memoria immateriale, tramandata attraverso generazioni di fedeli e pellegrini, in un patrimonio visibile e accessibile.

È questa, probabilmente, la cifra più forte dell’intervento. Torre di Ruggiero non prova a inventarsi una nuova identità per diventare attrattiva. Fa l’operazione opposta: porta sulle proprie pareti ciò che è sempre stata.

Una Civitas Mariae. Un paese che dalla sua storia conduce al Santuario. E che adesso quella strada ha deciso di raccontarla, tappa dopo tappa, attraverso l’arte.

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