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Padova, distrutte 7 tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate

PADOVA (ITALPRESS) – Oltre sette tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate a Padova sono state distrutte dalla Guardia di finanza al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica. I tabacchi illegali, riportanti i marchi contraffatti “Marlboro” e “LeM”, erano stati intercettati lo scorso gennaio dai finanzieri del Gruppo Padova durante un controllo nei pressi della tangenziale nord della città. Il carico, nascosto dietro macchine usate per il caffè espresso all’interno di un autoarticolato frigorifero, comprendeva 35.082 stecche di sigarette prive dei contrassegni dei Monopoli di Stato. Le analisi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e le perizie effettuate da personale della Philip Morris hanno confermato non solo la contraffazione dei prodotti, ma anche la loro pericolosità, evidenziando livelli di monossido di carbonio superiori ai limiti consentiti e caratteristiche di combustione non conformi alle normative europee e nazionali. La distruzione è avvenuta con la collaborazione gratuita dell’inceneritore di Padova, mentre le macchine usate come copertura sono state smaltite tramite il Centro di Coordinamento RAEE. Secondo gli investigatori, il carico avrebbe generato un’evasione fiscale di circa 1,4 milioni di euro tra accise e Iva. Il conducente del mezzo, cittadino moldavo, arrestato per contrabbando aggravato e contraffazione, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione, oltre alla confisca del profitto del reato e alla distruzione dell’intero carico sequestrato.

tvi/mca3 (fonte video: Guardia di Finanza)

Fontana “Gestire ospedali lombardi da Roma? Ipotesi preoccupante”

MILANO (ITALPRESS) – L’ipotesi che la gestione di alcuni ospedali lombardi sia centralizzata “mi preoccupa molto e sarei assolutamente contrario ad un’ipotesi di questo genere”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a margine di un evento di Fondazione AIRC. “Questa ipotesi nasce da una legge delega, approvata dal governo e adesso davanti al Parlamento in attesa di essere realizzata, dove si ipotizza che all’interno di ogni regione che alcuni ospedali vengano dichiarati di interesse nazionale e quindi vengano direttamente gestiti dal centro – ha spiegato – Una cosa di questo genere, oltre a essere in controtendenza con la cosiddetta autonomia, sarebbe qualcosa di non accettabile per una questione di omogeneità e funzionamento e per una serie di ragioni che sono sotto gli occhi di tutti”. Alla domanda se ne stia discutendo con il ministro della sanità Orazio Schillaci, il governatore ha risposto che “stiamo parlando d’altro. Essendo una legge delega, è ancora in divenire”.

xh7/tvi/mca3

Maxi blitz contro pirateria tv, 100 perquisizioni e mille utenti sanzionati

RAVENNA (ITALPRESS) – Maxi operazione della Guardia di finanza contro la pirateria audiovisiva online. I finanzieri del Comando provinciale di Ravenna, con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi e di numerosi reparti del Corpo, hanno eseguito oltre 100 perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Bologna. Nel mirino un sofisticato sistema illegale di distribuzione di abbonamenti “pirata” che consentiva l’accesso ai contenuti a pagamento delle principali piattaforme streaming, tra cui Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify. L’inchiesta, avviata attraverso il monitoraggio dei social network, ha portato alla scoperta di una tecnologia innovativa mai rilevata prima in Italia. Il sistema si basava su un’applicazione denominata “Cinemagoal”, installata direttamente sui dispositivi degli utenti e collegata a server esteri in grado di decodificare i contenuti audiovisivi protetti. Sul territorio nazionale erano inoltre operative macchine virtuali attive 24 ore su 24 che, ogni tre minuti, captavano e ritrasmettevano i codici originali di abbonamenti leciti intestati però a identità fittizie, consentendo così agli utenti finali di ricevere il segnale “in chiaro”. econdo gli investigatori, il sistema era progettato per aggirare i controlli delle piattaforme e rendere più difficile l’identificazione degli utenti, poiché l’applicazione non utilizzava connessioni direttamente associabili a specifici indirizzi IP. Oltre 70 rivenditori avrebbero distribuito il servizio sul territorio nazionale, proponendo pacchetti annuali dal costo compreso tra 40 e 130 euro, con pagamenti effettuati prevalentemente in criptovalute o tramite conti esteri e fittizi. Nel corso dell’operazione, condotta anche con il coordinamento internazionale di Eurojust per le attività in Francia e Germania, sono stati sequestrati server, supporti informatici e il codice sorgente del programma utilizzato per la decodifica dei segnali. Contestualmente è stato accertato anche l’utilizzo del più tradizionale sistema IPTV, noto come “pezzotto”. Gli investigatori stimano un danno economico di circa 300 milioni di euro per le società titolari dei diritti audiovisivi. Intanto sono già stati individuati i primi mille utenti finali, ai quali saranno contestate sanzioni amministrative comprese tra 154 e 5mila euro.

tvi/mca3 (fonte video: Guardia di Finanza)

Mattarella “Abbiamo il dovere di non trasferire ai giovani un mondo compromesso”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo il dovere di non trasferire ai giovani un mondo compromesso, un pianeta compromesso. La guerra sta devastando territori e distruggendo ambiente in tante parti del mondo. Per questo quello che sembra inerme di fronte a questa violenza va rafforzato, perché in realtà è molto più forte l’appello al nostro pianeta che è quello in cui dobbiamo vivere e che dobbiamo trasferire ai nostri giovani”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Castelporziano in occasione del 40mo anniversario di costituzione di Mare Vivo.
ads/mca3 (fonte video: Quirinale)

Maxi blitz contro la pirateria tv, 100 perquisizioni e mille utenti sanzionati

Maxi blitz contro la pirateria tv, 100 perquisizioni e mille utenti sanzionati

RAVENNA (ITALPRESS) – Maxi operazione della Guardia di finanza contro la pirateria audiovisiva online. I finanzieri del Comando provinciale di Ravenna, con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi e di numerosi reparti del Corpo, hanno eseguito oltre 100 perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Bologna. Nel mirino un sofisticato sistema illegale di distribuzione di abbonamenti “pirata” che consentiva l’accesso ai contenuti a pagamento delle principali piattaforme streaming, tra cui Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify. L’inchiesta, avviata attraverso il monitoraggio dei social network, ha portato alla scoperta di una tecnologia innovativa mai rilevata prima in Italia. Il sistema si basava su un’applicazione denominata “Cinemagoal”, installata direttamente sui dispositivi degli utenti e collegata a server esteri in grado di decodificare i contenuti audiovisivi protetti. Sul territorio nazionale erano inoltre operative macchine virtuali attive 24 ore su 24 che, ogni tre minuti, captavano e ritrasmettevano i codici originali di abbonamenti leciti intestati però a identità fittizie, consentendo così agli utenti finali di ricevere il segnale “in chiaro”.

Secondo gli investigatori, il sistema era progettato per aggirare i controlli delle piattaforme e rendere più difficile l’identificazione degli utenti, poichè l’applicazione non utilizzava connessioni direttamente associabili a specifici indirizzi IP. Oltre 70 rivenditori avrebbero distribuito il servizio sul territorio nazionale, proponendo pacchetti annuali dal costo compreso tra 40 e 130 euro, con pagamenti effettuati prevalentemente in criptovalute o tramite conti esteri e fittizi.

Nel corso dell’operazione, condotta anche con il coordinamento internazionale di Eurojust per le attività in Francia e Germania, sono stati sequestrati server, supporti informatici e il codice sorgente del programma utilizzato per la decodifica dei segnali. Contestualmente è stato accertato anche l’utilizzo del più tradizionale sistema IPTV, noto come “pezzotto”. Gli investigatori stimano un danno economico di circa 300 milioni di euro per le società titolari dei diritti audiovisivi. Intanto sono già stati individuati i primi mille utenti finali, ai quali saranno contestate sanzioni amministrative comprese tra 154 e 5mila euro.

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

Ufficiale, Guardiola lascia la panchina del Manchester City

Ufficiale, Guardiola lascia la panchina del Manchester City

MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Adesso non ci sono più dubbi: Pep Guardiola lascia il Manchester City. Quella di domenica contro l’Aston Villa sarà l’ultima gara in panchina del tecnico catalano, che chiuderà così il suo ciclo all’Etihad dopo dieci anni. “Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado – le parole di Guardiola – Non c’è un motivo preciso, ma dentro di me so che è il momento. Niente è eterno: se lo fosse, sarei ancora qui. Eterno sarà però il sentimento, le persone, i ricordi, l’amore che provo per il mio Manchester City”.
Guardiola, che aveva ancora un anno di contratto, era arrivato al City nel luglio 2016 e ha condotto il club alla conquista di 20 trofei. Il suo legame con il City Football Group non si esaurirà visto che assumerà il ruolo di global ambassador. In questa nuova veste fornirà consulenza tecnica ai club del gruppo, lavorerà su progetti specifici e collaborazioni. “Abbiamo lavorato, abbiamo sofferto, abbiamo lottato. E abbiamo fatto le cose a modo nostro. Il nostro modo – il commiato di Guardiola – Grazie per aver creduto in me. Grazie per avermi spinto. Grazie per avermi amato”. Il tecnico ricorda che al suo arrivo era stato intervistato da Noel Gallagher. “Noel, avevo ragione: è stato dannatamente divertente. Vi amo tutti”. E a proposito dei fratelli Gallagher, Guardiola chiosa con una battuta: “Mentre il mio tempo qui finisce, siate felici. Gli Oasis sono tornati”.
“Negli ultimi dieci anni onestà e fiducia sono state la base su cui abbiamo affrontato ogni situazione con Pep – sono invece le parole di Khaldoon Al Mubarak, presidente del club – Oggi la decisione giusta per Pep è di concludere il suo percorso come allenatore del Manchester City. Ci sono stati momenti in cui avrebbe potuto fermarsi, ma ha sempre trovato nuove energie e nuovi modi per continuare a vincere”. “Abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui per 10 anni – lo omaggia l’ad Ferran Sorian – Il suo lascito è straordinario e continuerà a influenzare il club per generazioni. Inoltre siamo felici che resterà nel gruppo e potremo usare la sua esperienza in altri club”. Guardiola ha vinto 6 Premier League, una Champions, 3 FA Cup, 5 Coppe di Lega, un Mondiale per Club, una Supercoppa Europea e 3 Community Shield. Fra i record, invece, la Premier vinta nel 2018 con 100 punti e 106 gol fatti.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Riciclo plastica, Regis “Servono riforme per dare slancio al settore”

Riciclo plastica, Regis “Servono riforme per dare slancio al settore”

ROMA (ITALPRESS) – Il settore del riciclo della plastica attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente. A lanciare l’allarme è Walter Regis, presidente di Assorimap, Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di Materie Plastiche, aderente a Confimi Industria, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Un quadro complesso, quello tratteggiato da Regis, che chiama in causa tra l’altro la concorrenza sleale asiatica e la mancanza di riconoscimento economico del valore ambientale del materiale riciclato. “Il prodotto low cost asiatico riesce ad arrivare sul mercato con prezzi addirittura del 50% inferiori ai nostri”, spiega Regis. Un vantaggio competitivo che deriva in larga misura dai costi energetici enormemente più bassi rispetto all’Europa, oltre che da standard normativi e ambientali meno stringenti. Il risultato è che negli ultimi due-tre anni la situazione è progressivamente peggiorata: le imprese italiane del riciclo hanno prima perso margini, poi fatturato, e oggi si ritrovano con utili ai minimi storici.
“L’industria del riciclo è in grande crisi”, dice senza giri di parole il presidente di Assorimap.
Al centro del problema vi è una contraddizione strutturale: “La plastica riciclata ha un valore ambientale certificato e riconosciuto – importanti enti di ricerca hanno documentato i risparmi energetici e la riduzione delle emissioni di CO2 rispetto alla produzione di polimeri vergini – ma questo valore non si traduce in alcun riconoscimento economico per chi produce il riciclato”, sottolinea Regis. La strada indicata da Assorimap è quella dei certificati bianchi o dei crediti di carbonio: strumenti che consentirebbero di monetizzare il risparmio energetico e la minore emissione di CO2 generati dal processo di riciclo. Il meccanismo sarebbe virtuoso anche sul piano della redistribuzione dei costi: a pagare sarebbero le imprese più inquinanti, quelle che eccedono i limiti di emissione contingentati, mentre i riciclatori – in quanto produttori virtuosi – guadagnerebbero i certificati. “Non ci sono costi per l’erario”, sottolinea Regis. “E’ una proposta che il settore porta avanti da almeno due anni, ma che ancora non vede la luce”, aggiunge.
Uno dei motivi è anche legato ai vincoli in materia di aiuti di Stato, che rendono ancora più complesso il quadro regolatorio. Per Regis su questo fronte “la classe politica nel suo complesso deve essere disposta a fare scelte chiare e a superare le difficoltà”.
Sul fronte della concorrenza sleale, Assorimap spinge anche per l’introduzione di misure antidumping e dazi che proteggano il mercato europeo dai prodotti asiatici sottoprezzo. Una linea condivisa da molti settori industriali del continente, che chiedono all’Unione Europea di difendere le proprie scelte in favore della sostenibilità ambientale con strumenti concreti. “L’UE ha fatto scelte che propongono il valore ambientale delle produzioni: queste scelte non devono essere abbandonate, devono essere perseguite”, afferma Regis. “Il discorso dazi ci piace solo in parte, perchè noi siamo per la libera concorrenza”, precisa. Ed è qui che entra in gioco un’altra proposta innovativa dell’associazione: il “passaporto digitale” dei materiali riciclati. Uno strumento di trasparenza e tracciabilità che potrebbe diventare un fattore di differenziazione competitiva per il made in Italy del riciclo.
Sullo sfondo di queste battaglie specifiche si staglia un problema più generale. L’Italia è virtuosa su diversi fronti dell’economia circolare – carta, vetro, alluminio mostrano buone performance di riciclo – ma sulla plastica il lavoro da fare è ancora molto. E l’Europa intera condivide questo ritardo.
“Abbiamo approfondito, fatto strategie importanti su cosa significa la circolarità rispetto alla produzione lineare”, osserva Regis, “ma non abbiamo fatto bene i conti con la parola economia quando la si accosta al discorso della circolarità”.
La soluzione, secondo Regis, richiede coesione all’interno della stessa filiera della plastica e un dialogo strutturato con il Ministero dell’Ambiente, che dovrebbe assumere un ruolo di regia nella definizione di proposte normative condivise. “Se la filiera è unita riusciamo a trovare delle soluzioni”, conclude il presidente di Assorimap.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Fradi (CTICI) “Partenariato italo-tunisino forte e in crescita”

TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – “Il partenariato italiano-tunisino è forte e sta crescendo in questi ultimi anni. Sono tantissimi i nuovi, importanti investimenti. Il legame fra italiani e tunisini facilita tantissimo l’entrata nel mercato africano. In questo contesto il ruolo della Camera di commercio italo-tunisina svolge un ruolo importante di ponte fra i due paesi”. Lo ha detto in una intervista all’Italpress Mourad Fradi, presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria.
mrv/abr/gtr