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Marina di Pietrasanta, inaugurato il Tala Beach. Più di mille gli ospiti

Marina di Pietrasanta, inaugurato il Tala Beach. Più di mille gli ospiti

PIETRASANTA (LUCCA) (ITALPRESS) – Marina di Pietrasanta ha accolto ieri sera l’inaugurazione di Tala Beach, il nuovo progetto balneare e di ospitalità ideato da Dimitri Kunz D’Asburgo Lorena e Daniela Santanchè.
Oltre mille persone hanno partecipato all’evento inaugurale che ha trasformato il nuovo stabilimento in uno degli appuntamenti più esclusivi e partecipati dell’inizio della stagione estiva. Tra gli ospiti presenti numerosi amici della coppia e personalità del mondo delle istituzioni, dell’imprenditoria e dello spettacolo, tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Tala Beach nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il turismo di alta gamma della costa toscana, coniugando – si legge in una nota – eleganza, qualità dei servizi, ristorazione d’eccellenza e attenzione ai dettagli. Un progetto pensato per rafforzare ulteriormente il posizionamento della Versilia tra le destinazioni più attrattive del Mediterraneo.
Nel corso della serata Daniela Santanchè ha spiegato la filosofia che ha ispirato l’iniziativa: «Non abbiamo segreti. Questa è un’impresa libera. E’ una bella festa, ma non è la mia festa: è l’avvio di una nuova avventura imprenditoriale che darà lavoro e porterà valore aggiunto al territorio».
L’ex ministra ha inoltre definito Tala Beach uno stabilimento capace di offrire alla Versilia «un respiro internazionale», richiamando località simbolo del turismo esclusivo come Saint-Tropez e Portofino. Con la consueta ironia ha poi aggiunto: «Io sono come la Coca-Cola, alla fine piaccio a tutti».
Pensato per offrire un’esperienza esclusiva e internazionale, Tala Beach dispone di oltre 200 coperti e ha già generato importanti ricadute occupazionali con l’assunzione di 55 collaboratori, confermando – si legge nella nota – la volontà degli ideatori di investire concretamente sul territorio.
L’inaugurazione ha rappresentato il debutto ufficiale di una struttura destinata a diventare una delle nuove eccellenze dell’ospitalità italiana, contribuendo alla crescita economica, turistica e occupazionale della Versilia.
Le attività di comunicazione e relazioni con i media sono state curate da Philia Associates, che ha coordinato l’intera macchina organizzativa.
– News in collaborazione con Philia Associates
– foto ufficio stampa Philia Associates
(ITALPRESS).

Smantellata a Palermo una banda specializzata in furti d’auto, 9 arresti

PALERMO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato hanno smantellato un’associazione specializzata nei furti d’auto, nel riciclaggio dei pezzi di ricambio e nelle estorsioni attraverso il cosiddetto “cavallo di ritorno”. I poliziotti del Commissariato Porta Nuova di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura. Indagate altre 30 persone. vbo/mca1
(Fonte video: Polizia di Stato)

Bezzecchi vince il Gran Premio d’Italia davanti a Martin e Bagnaia

Bezzecchi vince il Gran Premio d’Italia davanti a Martin e Bagnaia

SCARPERIA (ITALPRESS) – Marco Bezzecchi trionfa nel Gran Premio d’Italia, settimo appuntamento stagionale della MotoGp. Il pilota riminese dell’Aprilia, al comando per tutta la seconda metà di gara, vince davanti al compagno di squadra Jorge Martin e alla Ducati di Pecco Bagnaia, confermando la leadership della classifica (+17 su Martin). Quarta posizione per l’Aprilia Trackhouse di Ai Ogura, che precede la Ducati VR46 di Fabio Di Giannantonio, vincitore dell’ultima gara a Barcellona. Segue la Ktm di Pedro Acosta, appena davanti alla Ducati di Marc Marquez, al ritorno in pista dopo la doppia operazione al piede e alla spalla. Chiudono la top ten Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse), Fermin Aldeguer (Ducati Gresini) e Diogo Moreira (Honda Lcr).

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Tg Ambiente – 31/5/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero del Tg Ambiente, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Clima, fino al 16% delle piante rischia l’estinzione
– A Roma il disagio climatico dura più di 100 giorni l’anno
– Arte e sostenibilità, proclamati i vincitori del Premio ACEA Contemporanea
– Anter Green Awards, i vincitori del contest dedicato alle scuole
fsc/gtr/col

Piantagione di marijuana in un bunker segreto nel Foggiano, 5 arresti

CERIGNOLA (FOGGIA) (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha proceduto a Cerignola, nel Foggiano, all’arresto in flagranza di 5 persone per il reato di produzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti, nel corso di controlli nelle campagne di Cerignola, hanno individuato un “bunker” segreto destinato alla coltivazione “indoor” di marijuana. Il forte odore presente nella zona ha consentito di individuare l’accesso al locale, attraverso un sofisticato sistema elettronico celato all’interno di un pollaio. Dopo diverse ore di ricerca, con l’ausilio di personale dei Vigili del fuoco, i poliziotti sono riusciti ad individuare il vano segreto, il cui accesso avveniva attraverso un masso in cemento a misura d’uomo che, come un ascensore, azionato con telecomando, conduceva al locale realizzato a una profondità di circa 4 metri sotto il suolo. L’accesso, una volta giunti nel “bunker”, poteva essere richiuso dall’interno grazie all’utilizzo del telecomando, e veniva opportunamente celato in superficie con una gabbia destinata ad accogliere avicoli. All’interno del bunker erano presenti, oltre a un sistema di videosorveglianza esterna, sofisticati impianti di illuminazione, irrigazione, essicamento, e circa 65 chili di marijuana, tra infiorescenze già in lavorazione e arbusti da lavorare. La sostanza stupefacente, il bunker e tutto il materiale necessario alla produzione illecita sono stati sottoposti a sequestro. Arrestate 5 persone: quattro uomini e una donna, che i poliziotti hanno sorpreso all’interno del locale. Dovranno rispondere di produzione di sostanza stupefacente, con l’aggravante dell’ingente quantità. Il gip, dopo la convalida gli arresti, ha emesso la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di tre indagati e dei domiciliari nei confronti degli altri due. vbo/mca1
(Fonte video: Polizia di Stato)

Spurs alle Nba Finals dopo 12 anni, Okc eliminata in gara-7

Spurs alle Nba Finals dopo 12 anni, Okc eliminata in gara-7

ROMA (ITALPRESS) – I San Antonio Spurs tornano alle Nba Finals dopo 12 anni. Impresa dei texani, che battono 111-103 Oklahoma in gara-7 nelle finali di Western Conference. Dopo aver vinto nettamente gara-6 in casa, gli Spurs comandano anche nella prima parte di gara-7 a Oklahoma City, andando avanti di 14 nel primo tempo e ritrovandosi a +11 ancora nel 3° quarto. I Thunder provano la rimonta nel finale, ma San Antonio manda sette giocatori in doppia cifra e fa fuori i campioni in carica. Mvp delle finali Victor Wembanyama, che chiude gara-7 con 22 punti e 7 rimbalzi. Lo seguono a ruota Julian Champagnie, 20 punti, Stephon Castle, 16 punti, e DèAaron Fox, 15 punti. Shai Gilgeous-Alexander ultimo a mollare con 35 punti, 4 rimbalzi e 9 assist, ma i Thunder devono arrendersi nonostante il fattore campo favorevole. Torna alle Finals San Antonio, che si giocherà l’anello con i New York Knicks.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Iran, New York Times “Trump invia nuova proposta inasprita alla Guida Suprema”

Iran, New York Times “Trump invia nuova proposta inasprita alla Guida Suprema”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran ed ha rinviato le modifiche a Teheran per una valutazione. Lo rende noto il New York Times.
Il presidente Usa, secondo il quotidiano, sarebbe frustrato dalla lentezza con cui l’Iran ha risposto alle proposte degli Stati Uniti. Un funzionario avrebbe affermato che le modifiche apportate da Trump, una nuova proposta più rigida, sarebbero finalizzate ad accelerare il processo, esercitando pressione sull’Iran affinchè accettasse il quadro di accordo già inviato alla Guida Suprema iraniana.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Crosetto “Per l’Ucraina è difficile entrare in Europa. La pace va difesa”

Crosetto “Per l’Ucraina è difficile entrare in Europa. La pace va difesa”

ROMA (ITALPRESS) – Se potesse cambiare una definizione sarebbe quella con cui spesso si parla di lui, il «ministro della Guerra». Perchè, Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, il suo dicastero lo chiamerebbe «il ministero della difesa della Pace: pensare alla propria sicurezza, a come potersi difendere, a come costruire una deterrenza, è l’unico modo per far vivere noi e i nostri figli in pace. Peccato che alcuni, per interessi politici e immediati o per semplice demagogia, non lo riconoscano». E’ quanto spiega in una intervista al Corriere della Sera.
«Ci sono pezzi di opposizione ragionevoli e seri, ma in entrambi gli schieramenti c’è chi non capisce o non vuole capire – dichiara Crosetto -. Ma io vado avanti e faccio il mio mestiere, che è quello di ministro della Difesa. Capisco che ci sia chi ha obiezioni e sia chi deve gestire un’opinione pubblica cui è quasi impossibile spiegare quanto sia importante e doveroso avere capacità di difesa autonome. Ma se tutti i paesi del mondo le stanno rafforzando è possibile che siano tutti pazzi? Io sono il ministro della Difesa e dico quello che sarebbe giusto fare per costruire una Difesa seria, come lo fa – che so – quello della Sanità o della Scuola o di qualunque altro comparto su ciò che lo riguarda».
Con Giorgia Meloni, aggiunge, «non c’è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l’Italia, mai. Abbiamo parlato, normalmente e liberamente, come sempre facciamo con tutti gli alleati, e abbiamo definito una posizione. Che io rispetto e comprendo. Poi a me tocca continuare a dire ciò che serve per garantire la sicurezza degli italiani in un quadro completamente diverso da quello che c’era un tempo. Tutti sono consapevoli che abbiamo preso degli impegni pluriennali e può essere che ci siano tappe diversificate, ma quello che dovremo fare lo faremo». Per Crosetto, alla luce della grave situazione internazionale, bisogna procedere «insistendo sulla necessità di trovare, testardamente, spazi di diplomazia, dialogo, pace. Su Usa e Iran sembra si sia vicini ad una riapertura di Hormuz dopo un accordo a cui manca solo la firma di Trump. E noi italiani siamo pronti subito dopo i passaggi parlamentari: le navi sono già nel Golfo per un’opera di sminamento che sarà utile nell’immediato a liberare un tratto di mare vitale per i commerci e i traffici internazionali. Ma lo sarà anche perchè chi va direttamente a svolgere certe operazioni poi gode del ritorno di gratitudine di chi riceve aiuto». Per quanto riguarda il caso Romania «non è la prima volta che i droni russi sconfinano. E’ il nervosismo di Putin per quello che sta accadendo sul fronte ucraino: anzichè trovarsi in una situazione di vantaggio, ora è in difficoltà per gli attacchi alla propria produzione di petrolio e gas, colpiti dagli attacchi ucraini. Si è parlato, per anni, di quanto avrebbe resistito l’Ucraina alla Russia, ora invece sembra che sia la Russia ad essere in difficoltà di fronte alla crescita delle capacità dell’Ucraina». «Trump – spiega – ha preso atto che la Russia non voleva la pace. La trattativa è difficile perchè la Russia ha cambiato la propria Costituzione inglobando le 4 regioni ucraine contese e ha difficoltà sia a conquistarle che a fare marcia indietro. L’Ucraina, giustamente, non è disponibile a concedere i propri territori dopo anni di resistenza da soli, con migliaia e migliaia di morti. Perchè è vero che noi li abbiamo aiutati, ma a morire ci vanno loro».
«Ovviamente – aggiunge, bisogna arrivare ad una tregua. Poi, bisogna prepararsi a blindare la pace. La Russia potrebbe anche fermarsi per un pò, ma se non vede che dall’altra parte si è preparati, potrebbe tornare ad attaccare. Tanto più che gli Usa hanno detto che non potranno più farsi carico della sicurezza dell’Europa da soli. E infatti i paesi Nato si sono impegnati ad alzare, nel breve, fino al 3,5% del Pil le risorse per la difesa. Impegno che, al di là delle congiunture economiche del momento, secondo me sarebbe giusto e prudente rispettare. Per noi, non per loro». E alla domanda sull’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Ue, risponde:
«Tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile. Non solo politicamente, ma perchè se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti paesi Ue che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi».
«Io ne ho parlato ai miei colleghi anche a Singapore ed avevo inviato a tutti una riflessione un mese fa: è sempre più urgente organizzare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini Ue a 27, che comprenda Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e anche Ucraina – aggiunge -. D’altra parte, oggi loro hanno nettamente l’esercito più importante e forte. Non credo che a un sistema così qualcuno si potrebbe opporre perchè garantirebbe tutti. Ovviamente, a tregua e pace raggiunta. Questo sì che sarebbe davvero un sistema di deterrenza efficace».
Ed all’osservazione che la battaglia di Meloni però oggi in Europa non sembra essere quella sulla sicurezza, ma è quella per ottenere la flessibilità non solo sulle spese di Difesa ma anche sull’energia. I paesi frugali però si oppongono, commenta: «Meloni ha assolutamente ragione e penso che i cosiddetti “frugali” parlano dall’alto delle loro riserve di energia, di petrolio, di enormi fondi sovrani o di un approccio ideologico al bilancio. Io credo che all’Europa si debba chiedere ancora di più delle risorse: bisogna togliere regole, lacci, che ci rendono lenti, inefficienti, elefantiaci. C’è troppa burocrazia e troppo poco pragmatismo. In America, per non dire a Singapore, dalla decisione alla realizzazione dei progetti passano 6 mesi, in Europa non ti bastano neppure per capire con quale funzionario devi parlare… Questo uccide l’Europa come entità politica perchè chi lavora nel mondo la confronta e la sente lontana, sorda, lenta e nemica». La battaglia che si dovrebbe fare in questo ultimo anno di legislatura, «non è la difesa. L’emergenza prima è l’accelerazione della capacità produttiva del Paese e lo si fa rendendo più forte la parte produttiva nazionale ma anche attivando energie ed investimenti dall’estero. Bisogna fare ponti d’oro a chi vuole investire qui, a chi si trasferisce in Italia. E bisogna far ritornare i nostri cervelli. Nei paesi che funzionano meglio i migliori ricercatori in circolazione vengono pagati – a Singapore tutta la burocrazia statale e persino i ministri – quanto i migliori della finanza. Non può essere che i giovani, che guidano l’innovazione e le nuove tecnologie, espatrino perchè qui non ci sono le stesse opportunità di crescita e di guadagno. L’Italia avrebbe un’enorme capacità attrattiva, come luogo dove vivere bene. Dobbiamo assolutamente sfruttarla. E non parlo per la mia parte, lo dico per il Paese e per chiunque ci sarà dopo».
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).