Squillace, la voce di “Ananke”: quando la filosofia diventa casa

Nell’atmosfera sospesa del Castello normanno di Squillace, dove le pietre custodiscono memorie antiche e il mare sembra dialogare con il tempo, la settima edizione della rassegna “Alla Corte dei Borgia” ha accolto la presentazione di Ananke, il libro della docente e filosofa Barbara Pasqua. Un appuntamento promosso dall’Associazione Culturale Castellense, con il patrocinio del Comune di Squillace, che ha trasformato una semplice presentazione in un attraversamento umano, profondo, necessario. Barbara Pasqua insegna filosofia e storia, ma accanto alla scuola ha sempre coltivato una passione fedele: la parola scritta. Ananke è la sua raccolta di poesie filosofiche, un viaggio nel concetto di necessità e destino, nella tensione che accompagna ogni vita tra ciò che ci accade e ciò che scegliamo di diventare. La sua filosofia è racchiusa nel verso di Saffo che ha scelto come guida: «Possa io andare oltre». Un equilibrio sottile: la necessità che ci plasma e la spinta ostinata a superare noi stessi. «Faccio quello che so fare meglio – ha detto – cioè seguire la voce di Sophia», la sapienza che non insegna dall’alto, ma accompagna. Ananke non è un manuale, non è un trattato, non è un esercizio accademico. È un libro che vuole abitare, che chiede di essere vissuto più che interpretato. Una poesia, una riflessione, un’altra poesia: una struttura che respira. La filosofia dà l’ossatura. La poesia dà il respiro. Il risultato è un testo che si muove, che accompagna, che apre spazi. Brani del libro sono stati letti dalla giovane Carola Gagliardi. A dialogare con l’autrice è stata la giornalista Carmela Commodaro, che ha guidato un confronto lieve e profondo, senza retorica, senza sovrastrutture. Si è parlato di Ananke, la Necessità. Di Verità. Della densità del silenzio, che non è vuoto ma pieno di ciò che non osiamo dire. E poi della Mente innamorata, quel pensiero felice che nasce quando smettiamo di lottare contro la realtà e iniziamo ad amarla. Una formula perfetta: riflessione filosofica, subito dopo una poesia. Un ritmo che non spiega, ma accompagna. Leggere di Necessità e Tempo dentro un castello normanno, con il mare di Squillace sotto, significa comprendere che certe parole sono antiche quanto le pietre che ci circondano. La presentazione non è stata “intellettuale”, ma umana. Tra quelle mura abbiamo sentito il peso e la leggerezza delle parole. Il tempo che scorre. La necessità che ci attraversa. La voce della poesia che consola. «Nell’amore troveremo una connessione migliore», una sintesi perfetta del libro e della serata: l’amore come possibilità di comprensione, come ponte, come spazio condiviso. Ananke è un libro da tenere vicino nei giorni in cui si ha bisogno di una mente innamorata che faccia compagnia. Perché la filosofia, quando è ben raccontata, non è materia per pochi: è bisogno di tutti. Barbara Pasqua ha trasformato il dialogo con la giornalista in un attraversamento umano, vero, essenziale. E il castello di Squillace, ancora una volta, ha fatto il resto: ha custodito le parole, le ha amplificate, le ha rese antiche e nuove allo stesso tempo.
Carmela Commodaro
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