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Export, Tajani “L’obiettivo è raggiungere i 700 miliardi entro il 2027”

BARI (ITALPRESS) – “Nonostante le tensioni internazionali, il nostro export va a gonfie vele in tutto il mondo. Nel primo quadrimestre di quest’anno l’export è aumentato del 3,2%. Già lo scorso anno avevamo raggiunto la cifra record di 643 miliardi. Ho fissato un obiettivo ambizioso: raggiungere i 700 miliardi di export entro la fine del 2027”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, nell’intervento con il quale ha aperto questa mattina nel centro congressi della Fiera del Levante di Bari l’evento “Obiettivo Export: Imprese e Territori del Sud Italia – Verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026.

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Endas, Opes e Acsi lanciano Carta Verde per sport più sostenibile

ROMA (ITALPRESS) – Un documento programmatico capace di guidare organismi sportivi, associazioni e società sportive dilettantistiche ed Enti del Terzo settore nell’organizzazione, realizzazione e gestione di manifestazioni green e attente al loro impatto ambientale e sociale. È la Carta Verde per gli Eventi Sportivi Dilettantistici, presentata al Salone d’Onore del Coni da Endas, Opes e Acsi e scaricabile gratuitamente sul sito www.sportsostenibile.it.
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Eni e Hera, a Ravenna nasce il Comparto Ambientale sull’area di Cà Ponticelle

Eni e Hera, a Ravenna nasce il Comparto Ambientale sull’area di Cà Ponticelle

RAVENNA (ITALPRESS) – Il Comparto Ambientale Ravenna, polo dedicato all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti industriali, è realtà. Il progetto di Eni e Hera, e in particolare delle società controllate Eni Rewind e Herambiente, rappresenta un modello improntato alla rigenerazione industriale e alla transizione ecologica: grazie agli interventi di risanamento ambientale realizzati da Eni Rewind, proprietaria dell’area, e a un investimento complessivo di 100 milioni di euro, un’area dismessa di 26 ettari situata all’interno del distretto ravennate è stata recuperata e riutilizzata per una nuova progettualità di sviluppo produttivo.
Gli impianti del Comparto Ambientale Ravenna contribuiranno a ridurre la strutturale carenza di impianti per la gestione dei rifiuti speciali in Italia e a massimizzare il recupero di materia, riducendo il ricorso alle discariche. In particolare, la piattaforma di HEA – società paritetica tra HASI (Herambiente Servizi Industriali) ed Eni Rewind – rappresenta uno dei progetti più rilevanti a livello nazionale nella gestione integrata dei rifiuti industriali: un impianto polifunzionale dedicato al pretrattamento di rifiuti speciali, solidi e liquidi, provenienti da attività produttive e di bonifica. Sostituirà la storica piattaforma di stoccaggio HASI di Ravenna, introducendo tecnologie più evolute, maggiore capacità e maggiore flessibilità operativa per gestire sia i fabbisogni delle attività del gruppo Eni, sia quelli del mercato industriale.
Con una capacità di trattamento fino a 60.000 tonnellate annue e una dotazione impiantistica articolata in più linee, questa piattaforma consente lo svolgimento di molteplici operazioni – dallo stoccaggio e riconfezionamento alla triturazione e alla miscelazione – con l’obiettivo prioritario di massimizzare il recupero di materia e ridurre il ricorso allo smaltimento, con conseguenti efficienze operative ed economia di scala. Per il territorio di Ravenna, uno dei principali distretti industriali del Paese e tra i maggiori produttori di rifiuti speciali, la piattaforma rappresenta un’infrastruttura strategica: rafforza la capacità impiantistica locale, riduce i flussi verso impianti extra-regionali o esteri e mette a disposizione delle imprese servizi di prossimità più efficienti, contribuendo alla competitività, alla continuità operativa e allo sviluppo di nuove filiere circolari.
Sempre all’interno del comparto, l’impianto di biorecupero di Eni Rewind ha una capacità annua di 80.000 tonnellate per trattare i terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività di risanamento. Attraverso un processo biologico di biodegradazione aerobica, l’impianto tratterà i terreni che potranno essere riutilizzati come reinterro nei siti in bonifica per minimizzare l’utilizzo di materiale vergine. Il monitoraggio e la conformità dei processi saranno garantiti da un laboratorio chimico dedicato, gestito Labanalysis Environmental Services, leader nazionale nel settore, partecipata da Eni Rewind.
La riqualificazione dell’ex area industriale di Cà Ponticelle comprende anche un importante impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, realizzato da Plenitude, società controllata da Eni. Entrato in funzione nel 2024, l’impianto fotovoltaico ha una potenza di 6 MWp e si estende su 11 ettari, con oltre 10.000 pannelli installati. I moduli, in grado di captare la luce su entrambi i lati, sono montati su strutture mobili che seguono il percorso del sole durante la giornata, ottimizzando così la produzione di energia. Le strutture poggiano su appositi supporti collocati direttamente sulla copertura impermeabile realizzata nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza permanente dell’area.
Nello stesso sito, nell’aprile 2026, è stato inoltre completato un impianto sperimentale di accumulo energetico basato su una nuova generazione di batterie a flusso di vanadio, collegato all’impianto fotovoltaico già esistente.
Il percorso di riqualificazione complessiva dell’area di Cà Ponticelle è stato avviato nel 2019 con gli interventi di bonifica eseguiti da Eni Rewind, mentre nel 2021 sono state realizzate le opere per la messa in sicurezza permanente dell’area, che un tempo era a servizio del petrolchimico. Nel 2023, a valle dell’adeguamento del Piano Urbanistico del Comune di Ravenna, sono stati avviati i cantieri per la realizzazione delle nuove infrastrutture ambientali che saranno in marcia dal prossimo mese di luglio.
“Il Comparto Ambientale Ravenna nasce dove sono le radici della storia di Eni. Qui abbiamo trasformato l’area dismessa di Cà Ponticelle in una piattaforma ambientale, capace di coniugare insieme risanamento, riqualificazione produttiva e competitività industriale. In una posizione logistica ottimale per soddisfare i fabbisogni di mercato, integriamo i primi due impianti di Eni Rewind nel trattamento dei rifiuti che si affiancano agli oltre 40 impianti che gestiamo in Italia per la depurazione delle acque – ha dichiarato Paolo Grossi, Amministratore Delegato di Eni Rewind -. La nostra offerta di servizi ambientali si arricchisce con gli impianti di bioremediation per il recupero dei terreni e con la piattaforma di pretrattamento di rifiuti industriali realizzata in partnership con Herambiente. Il Comparto Ambientale Ravenna è un esempio concreto di sviluppo sostenibile, e auspichiamo possa essere un modello replicabile in altre regioni per ridurre il deficit impiantistico e l’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti”.
“Con la nuova piattaforma polifunzionale HEA inserita nel Comparto Ambientale di Cà Ponticelle, il Gruppo Herambiente compie un ulteriore passo nel rafforzamento del proprio posizionamento nella gestione dei rifiuti industriali, nell’ambito di un percorso di sviluppo di un sistema impiantistico unico in Italia, che contribuisce a colmare il divario infrastrutturale del Paese e a ridurre i flussi di rifiuti esportati all’estero – ha dichiarato Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente -. Frutto della joint venture con Eni Rewind, l’impianto HEA è dotato delle migliori tecnologie disponibili ed è progettato per massimizzare il recupero di materia ed energia, gestendo in modo efficiente sia i flussi legati alle attività del Gruppo Eni sia quelli del mercato, con benefici concreti per la competitività e la continuità operativa del sistema produttivo locale. Il progetto consolida inoltre il ruolo strategico di Ravenna, da cui Herambiente ha avviato le proprie attività, e che oggi si rafforza come hub di riferimento per la circolarità al servizio del sistema industriale del Centro Nord”.
“Il Comparto Ambientale Ravenna è il risultato di una visione che affonda le proprie radici nel percorso avviato nel 2019, quando insieme a Eni, Hera e a tutti i soggetti coinvolti abbiamo iniziato a lavorare alla riqualificazione di un’area strategica come quella di Cà Ponticelle. Oggi vediamo concretizzarsi un progetto che dimostra come la rigenerazione ambientale possa diventare motore di sviluppo industriale, innovazione e occupazione qualificata. Ravenna conferma così la propria vocazione di grande polo energetico e industriale nazionale, ma con uno sguardo sempre più orientato all’economia circolare e alla sostenibilità – ha spiegato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale -. La capacità di recuperare aree dismesse, sviluppare impianti tecnologicamente avanzati e creare nuove filiere legate al recupero di materia rappresenta una leva fondamentale per la competitività futura del territorio. Questo investimento rafforza il ruolo di Ravenna come uno dei principali laboratori italiani della transizione ecologica e industriale e offre nuove opportunità di crescita economica e lavorativa per la città, per il sistema produttivo regionale e per le nuove generazioni”.
“Oggi da Ravenna si lancia un messaggio forte al Paese con un progetto che tiene insieme riconversione industriale e tutela ambientale e che rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per la nostra città, ma anche per l’Italia. Questo è il modello che vorremmo segnasse la strada per il futuro: meno discariche, più recupero, più lavoro qualificato, investimenti sul fotovoltaico, nell’ottica di implementazione dell’economia circolare – ha affermato il Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni -. Grazie ad un investimento di 100 milioni di euro un’area dismessa di 26 ettari accoglierà una nuova progettualità a supporto della rigenerazione industriale e transizione ecologica, nel segno di una competitività che tiene insieme produttività e rispetto dell’ambiente”.

– Foto ufficio stampa Eni –

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Assarmatori, Messina “No a ipotesi di pedaggio a Hormuz”

Assarmatori, Messina “No a ipotesi di pedaggio a Hormuz”

ROMA (ITALPRESS) – Un deciso attacco alle politiche marittime europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, nel contempo, l’indicazione di una via chiara e davvero percorribile per azzerare davvero le emissioni: il ricorso alla propulsione nucleare. Sono i due temi portanti evidenziati dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, questa mattina nel corso della sua relazione all’Annual Meeting dell’associazione armatoriale, andata in scena a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi. Una relazione che ha toccato anche l’attualità geopolitica, a valle dell’annunciato accordo fra Stati Uniti e Iran: “Una notizia chiaramente positiva – ha detto Messina davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione -. Tuttavia in questi mesi gli annunci di un’interruzione del conflitto o comunque di una tregua sono stati diversi e purtroppo non sono mai seguiti i fatti. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione”.
Poi l’affondo: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anzichè affossarle – ha proseguito Messina -. Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anzichè essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale”.
Non solo critiche dal palco dell’Assarmatori Annual Meeting, ma anche proposte concrete e attuali, proprio in una fase storica in cui è in discussione in Parlamento la Legge Delega al Governo sul nucleare: “Non dobbiamo farci condizionare da fattori esterni – ha aggiunto Messina – e guardare i fatti. Numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors dimostrano la fattibilità tecnica e i benefici in termini di decarbonizzazione. L’impiego di reattori nucleari a bordo delle navi presenta indubbi vantaggi anche dal punto di vista logistico, poichè elimina la necessità di disporre di supply chain dedicate alle diverse tipologie di combustibili alternativi, che dovrebbero essere capillarmente distribuite nei vari Paesi per garantire la disponibilità del carburante nelle aree operative delle navi”.
Al centro dell’assemblea annuale dell’associazione armatoriale anche il tema del lavoro, con una rivendicazione specifica che riguarda l’occupazione italiana: “E’ un dato di fatto che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese – ha concluso il Presidente di Assarmatori – Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l’unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese”.
Il dibattito è stato animato inoltre dagli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dei videomessaggi di Raffaele Fitto, Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. C’è stato spazio anche per una tavola rotonda che ha visto protagonisti gli armatori Matteo Catani, CEO di GNV, Achille Onorato, CEO di Moby, Vincenzo Romeo, CEO di Nova Marine Carriers e per un’intervista con il Presidente di Assoporti Roberto Petri.

– Foto ufficio stampa Assarmatori –

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Sport e sostenibilità: Endas, Opes e Acsi presentano la Carta Verde

Sport e sostenibilità: Endas, Opes e Acsi presentano la Carta Verde

ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport di base, sociale e per tutti conferma il suo impegno per un tema sempre più importante come quello della sostenibilità. Nel corso di un evento al Salone d’Onore del Coni, Endas, Opes e Acsi hanno illustrato i risultati del progetto Lime (Laboratori Inclusivi per il Movimento e l’Ecologia) e presentato il principale output dell’iniziativa: la Carta Verde per gli Eventi Sportivi Dilettantistici, un documento programmatico capace di guidare organismi sportivi, associazioni e società sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore attivi in ambito sportivo e culturale nella organizzazione, realizzazione e gestione di manifestazioni green e attente al loro impatto ambientale, sociale ed economico. Nato come attuazione del “Protocollo di Parigi 2024” siglato dai tre enti di promozione sportiva con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Coni, LIME non ha solo elaborato strumenti specifici, come la Carta Verde che individua principi, comportamenti e buone pratiche per la gestione sostenibile degli Eps promotori del progetto), ma ha realizzato attività formative, con l’intento di diffondere in maniera capillare su tutto il territorio nazionale gli output del progetto, attività di comunicazione e sensibilizzazione, oltre a 3 eventi sportivi sostenibili. Endas, Opes e Acsi hanno applicato rispettivamente le indicazioni contenute nella Carta Verde a manifestazioni di danza (finalissima nazionale Endas), arti marziali (Oktagon-Opes) e corsa su strada (Penta Run-Memorial Silvio Di Francia-Acsi). “Con Endas e Acsi, Opes ci ha creduto fino in fondo e ha voluto giocare questa partita da protagonista – le parole del presidente nazionale Opes, Juri Morico -. Il percorso di accreditamento al Mase, ma anche il percorso di certificazione Iso 2021, sia del nostro modello organizzativo gestionale che per l’organizzazione degli eventi sportivi, ci hanno portato a conseguire una maturità che deve essere un valore di tutta la comunità, e va quindi messa a disposizione”. “La Carta Verde presentata dai tre enti di promozione sportiva è un ulteriore passo avanti rispetto al protocollo che era stato fatto nel 2024 con il Coni e con il sottosegretario Claudio Barbaro – ha detto il presidente del Comitato olimpico nazionale, Luciano Buonfiglio -. E’ un altro passo avanti di cui siamo orgogliosi, oltre che un’ulteriore testimonianza di quanto dobbiamo essere attenti all’ambiente e a tutte le sue componenti”. “Lo sport è generatore di tantissimi valori dal punto di vista dell’inclusione, del benessere e della salute – il commento di Antonino Viti, numero uno Acsi – Con questa Carta crediamo di poter presentare ai fruitori dello sport e a coloro che organizzano gli eventi un progetto che possa essere utile per fare un percorso all’interno del mondo dello sport e che possa riportare lo sport a essere promotore di sostenibilità a tutti i campi”. “Lo strumento della Carta Verde verrà utilizzato come sistema per facilitare l’approccio delle società affiliate nel gestire gli eventi sostenibili nel miglior modo – ha detto Paolo Serapiglia, presidente di Endas – La Carta è candidata a diventare uno strumento culturale patrimonio di tutto il movimento sportivo nazionale, perchè ha l’ardire di essere uno strumento di tutti”. “La conclusione di questo progetto è molto importante per quanto riguarda la sostenibilità ambientale – le parole di Mauro Rotelli, presidente dell’8^ Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera -. Il progetto ci è piaciuto fin da subito, e abbiamo voluto supportarlo e sostenerlo”. “Dove si parla di ambiente e sport, la Regione Lazio c’è – le parole di Luciano Crea, presidente della commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio -. Tutte le misure amministrative e decisioni politiche vanno in questa direzione. Sono temi che avranno centralità per le nostre future generazioni”. “La pubblicazione della Carta Verde rappresenta il traguardo di un percorso fatto di condivisione, voglia di mettersi in gioco e consapevolezza di poter costruire qualcosa di importante a beneficio del sistema sportivo – specifica Matteo Esposito, partner di PTS Sport e Project Manager di LIME – La sfida è quella di provare ad applicare il documento all’interno del proprio contesto, cercando di porre l’attenzione su ogni aspetto con responsabilità e spirito di miglioramento continuo”. La Carta Verde è disponibile gratuitamente sul sito www.sportsostenibile.it.
– foto Mec/Italpress –
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Enpaia investe nell’agroalimentare italiano, 500 mln per le filiere di qualità

Enpaia investe nell’agroalimentare italiano, 500 mln per le filiere di qualità

ROMA (ITALPRESS) – Conti in ordine, investimenti nelle aziende dell’agroalimentare, valorizzazione dei prodotti del made in Italy a tutela dei consumatori italiani. Sono questi gli asset strategici su cui si è mossa Enpaia nel 2025. I prodotti agroalimentari italiani restano al centro degli interessi dei produttori, dei consumatori e degli investitori istituzionali come la cassa di previdenza del settore agricolo. Ed Enpaia si è mossa coerentemente su queste direttrici.
E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Fondazione Enpaia presentata questa mattina al Senato. Dalla Relazione, spiega infatti il Presidente di Enpaia, Giorgio Piazza, saltano agli occhi soprattutto tre elementi: “il valore dei prodotti nostrani per i consumatori italiani, la centralità dei produttori nel futuro di Enpaia e la valorizzazione della filiera agroalimentare come volano per l’economia nazionale. Da qui la nostra scelta d’investire 500 milioni nell’economia reale e nell’agroalimentare di qualità”.
“Una scelta – sottolinea il Direttore Generale della Fondazione, Roberto Diacetti – che si è resa possibile grazie ad un bilancio solido che nel 2025 ha fatto registrare un avanzo di oltre 27 milioni di euro ed un patrimonio in crescita che consentirà di replicare, anche nel corso di quest’anno, investimenti mirati a sostegno soprattutto delle aziende italiane del settore primario. Non a caso – spiega Diacetti – dopo l’ingresso nel capitale di Masi Agricola (produttore del famoso Amarone della Valpolicella), di BF (la più grande azienda agricola italiana), di Granarolo (l’unico grande player del settore lattiero-caseario italiano) e di Granterre (tra le primarie aziende produttrici di salami e formaggi) puntiamo ad entrare nel capitale di altre aziende agroalimentari italiane.
L’obiettivo della Fondazione, oltre a quello di garantire la solidità delle aziende italiane del settore (e di conseguenza quella della propria base contributiva) è anche quello di sostenere l’intera filiera del settore (come nel caso Granarolo). Ed è qui che si lega la strategia degli investimenti della Fondazione con la domanda di prodotti alimentari di alta qualità da parte degli italiani, certificata dai dati della ricerca Enpaia-Censis sui “Consumi alimentari degli italiani”. Dalla ricerca emerge che il 93% degli italiani considera il mangiare sano un investimento sulla salute ed oltre il 90% lo ritiene un’esigenza irrinunciabile. Chiediamo di mangiare sano, siamo disponibili a spendere anche di più (in prodotti soprattutto italiani) ma ci sono molte famiglie, con redditi bassi, che devono rinunciare al made in Italy a causa dell’aumento dei prezzi.
Tra il 2021 e il 2025, secondo la ricerca, l’indice generale dei prezzi è salito del 17,1%, mentre quello dei prodotti alimentari di ben il 26,6%. Una accelerazione che produce effetti negativi sui consumi. Con i salari al palo da anni, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto, anche per la spesa alimentare. E nonostante l’88% degli italiani individui nelle abitudini alimentari nazionali il modello più affidabile per nutrirsi correttamente, la rincorsa dei prezzi rischia di vanificare questo obiettivo. Per 9 italiani su 10 la filiera agroalimentare italiana viene percepita come la principale garanzia di qualità. La dieta mediterranea resta un modello condiviso ma la rincorsa dei prezzi rischia di trasformarla in un privilegio più che in una abitudine diffusa. Una frattura sociale che passa per famiglie, territori e stili di vita e che rischia di ampliarsi a causa delle guerre in Ucraina e nel Medio Oriente.
Enpaia conta 42.000 iscritti, 9.200 aziende associate e un patrimonio di 2,2 mld.
Tra gli obiettivi principali della Fondazione, oltre agli investimenti nell’economia reale e nell’innovazione agricola, anche la valorizzazione del patrimonio immobiliare ma soprattutto la riduzione del livello di tassazione delle Casse di previdenza allineandolo a quello dei Fondi Pensione.
-foto ufficio stampa Enpaia –
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Yamaha torna a Varano, il 20 giugno la nuova edizione di “Spirit of Challenge”

Yamaha torna a Varano, il 20 giugno la nuova edizione di “Spirit of Challenge”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il successo della scorsa edizione, Yamaha Motor torna al Circuito di Varano dè Melegari (Parma) per una nuova giornata dedicata alla guida e alla condivisione: sabato 20 giugno 2026 va in scena la seconda edizione di “Spirit of Challenge”, l’evento pensato per far vivere da vicino l’universo Yamaha. “Spirit of Challenge è la nostra giornata per vivere Yamaha nel modo più autentico: in sella, a contatto con le persone e insieme alla Community, con la possibilità di scegliere l’esperienza più adatta a ciascuno: strada, pista o off-road”, afferma Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V., Filiale Italia. “Il grande successo dello scorso anno ci ha spinti a ripetere questo grande evento con l’obiettivo di vivere insieme una giornata di puro Kando”. Nel 2025, “Spirit of Challenge” ha registrato oltre 5.000 persone, più di 1.000 test ride e oltre 500 moto in parata, e l’edizione 2026 si prepara a offrire un’esperienza ancora più ricca con attività pensate per appassionati di ogni età. “Spirit of Challenge” è una giornata aperta ad appassionati di due ruote e non solo, con un mix di attività ed esperienze pensate per far vivere da vicino Yamaha e offrire intrattenimento per tutta la Community: dall’esposizione delle gamme moto e scooter alle attività di guida, con test ride su strada, in pista e in off-road, ATV inclusi, fino ad ospiti speciali come la leggenda del motociclismo Giacomo Agostini e il vincitore dell’Africa Eco Race 2026 Kevin Gallas.
Tra le guest star presenti ci saranno anche gli Ambassador viaggiatori BUZ e Francesca D’Alonzo, che racconteranno le loro esperienze di viaggio a bordo delle loro moto Yamaha.
Non mancheranno inoltre le iniziative per il divertimento e l’esperienza dei più piccoli, con la prova dei PW50.
Le esperienze principali della giornata “Spirit of Challenge” unisce guida e intrattenimento in un format che ognuno può personalizzare in base alla propria passione: scoperta della gamma ed esperienze da condividere. Il paddock diventa il punto di incontro dell’evento, dove immergersi in show, attività, incontri con Club Ufficiali, Ambassador e Content Creator per vivere in prima persona l’universo Yamaha.
Il programma di questa giornata di intrattenimento, tra spettacolo, gare, stunt show, parata in pista e gadget esclusivi, prevede: Test Ride su tutta la gamma, spazi su misura per esperti, neofiti e giovani appassionati, in sicurezza e libertà; Inside the Race, un’esperienza immersiva nel racing, per visitare il Box WSBK e l’Hospitality Truck MXGP, incontrare i piloti e scoprire il dietro le quinte delle competizioni; Girl Full Power, corsi per neofite per muovere i primi passi sulle due ruote, migliorare la confidenza e vivere l’esperienza Yamaha al massimo; Concorso “Icon Bike Award”, che celebra la creatività e la personalizzazione delle moto da parte dei clienti, premiando le migliori interpretazioni dello stile e dell’innovazione Yamaha. Proprio a Varano verranno selezionate ed elette le tre ‘reginè da una giuria d’eccezione capitanata da Giacomo Agostini; Gen Z & WR125R: un hub dedicato alla Gen Z tra custom, esposizione e test ride della WR125R, con live customization by Mamo_mad56 e asta benefica; Playland, lo spazio dedicato ai più piccoli, per scoprire le due ruote in modo semplice, sicuro e divertente
Sarà possibile inoltre assistere a due esibizioni in pista: La “Spirit of Challenge Race”, un endurance a coppie dove piloti e giornalisti si sfideranno in pista in sella alla Yamaha MT09 Y-AMT; La Top Speed Race – Spirit of Challenge 2026, una gara di accelerazione i cui protagonisti sono i membri del VMAX club. La gara includerà anche una pilota “fuori gara” a bordo di un NIKEN.
Tra i piloti ospiti, oltre al campione Kevin Gallas, anche il pilota WSBK Andrea Locatelli, il campione 2025 del SSP Stefano Manzi e i piloti dei campionati italiani CIV SBK, SSP e MX2.
Allo “Spirit of Challenge” presenti anche i partner ufficiali di Yamaha Motor Airoh, partner ufficiale di Yamaha e presente all’evento, commenta: “Ogni curva racconta una storia di passione e performance. Siamo orgogliosi di partecipare all’evento Yamaha di Varano portando tutta l’esperienza e l’innovazione firmata Airoh”. Anche Dunlop sarà presente al Circuito di Varano dè Melegari, aggiungendo: “Lo Spirit of Challenge è l’essenza di ciò che unisce Yamaha e Dunlop: la voglia di mettersi in gioco, divertirsi e condividere la passione per la moto. Essere presenti il 20 giugno significa dare ai rider la possibilità di sentire davvero cosa può fare un pneumatico pensato per trasmettere sicurezza e piacere di guida. Dopo il grande lavoro fatto insieme nel Supersport Pro Tour con il nostro GP Racer D212, siamo felici di ritrovare la community anche qui. Ringraziamo Yamaha per l’invito e per la fiducia: è questo lo spirito che vogliamo portare agli appassionati, fatto di performance, energia e tanta voglia di stare insieme su due ruote”. Presenti inoltre Yamalube e Santander, quest’ultimo sponsor dell’area dedicata alla prova dello scooter NEO’s. Prevista anche la parata in pista: come l’anno scorso, i possessori di due ruote Yamaha potranno accedere al tracciato e sfilare tutti insieme, per un’esperienza di grande emozione e suggestione. Chi parteciperà all’evento potrà registrarsi al concorso “Spirit of Challenge” per provare a vincere 2 biglietti per il Gran Premio MotoGP di Misano del 13 settembre 2026, e molto altro. Tutti i test ride possono essere prenotati anche in loco, dove lo staff sarà a disposizione per supportare i partecipanti e indirizzarli verso le prove più in linea con i loro desideri.

– Foto ufficio stampa Yamaha –

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Suardo “Sfide economia per Piemonte sono innovazione e partecipazione al lavoro”

TORINO (ITALPRESS) – “Le sfide dell’economia regionale del Piemonte sono quelle del nostro Paese e dell’economia mondiale. L’economia piemontese è molto aperta con un ruolo significativo delle esportazioni e i grandi trend internazionali sono innanzitutto quello dell’innovazione, dove la fa da padrone il ruolo dell’intelligenza artificiale. Abbiamo fatto un’analisi di ciò che sta accadendo in Piemonte dal punto di vista della capacità di creare innovazione innanzitutto attraverso i brevetti, fatti dalle imprese e dai ricercatori. E poi ci sono gli investimenti delle imprese: l’anno scorso, in un contesto di modesta crescita dell’economia, ci sono stati comunque investimenti abbastanza significativi in tecnologia, oltre a investimenti anche nell’intelligenza artificiale. Quindi il primo tema è partecipazione all’innovazione e investimenti in innovazione”. Così il direttore regionale della Banca d’Italia, Lanfranco Suardo, alla presentazione del Rapporto annuale “L’economia del Piemonte” che si è svolta oggi a Torino.
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Sabato il Pride a Palermo, Pace “Momento storico opprimente “

PALERMO (ITALPRESS) – “Sentiamo la necessità di lavorare sui nostri bisogni e desideri: stiamo vivendo un momento storico e politico opprimente per la comunità Lgbtqia+, abbiamo tante richieste ma sappiamo che l’attuale governo e il parlamento non possono soddisfarle”. Lo ha detto Mirko Pace, presidente del coordinamento Palermo Pride, a margine della conferenza stampa di presentazione del Pride che si terrà nel capoluogo siciliano sabato 20 giugno.

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Sabato il Palermo Pride, Ferrandelli “Il Comune sarà presente”

PALERMO (ITALPRESS) – “Come ogni anno il Comune di Palermo sarà presente, come ogni anno non solo riconfermiamo la volontà di esserci ma rivendichiamo Palermo come città dei diritti: questa diventa un’occasione per confermare che l’amministrazione comunale sarà sempre in piazza al fianco di chi reclama più diritti e più libertà. Il Pride è proprio la festa della libertà e delle diversità: guai a pensare che all’interno di una simile iniziativa si possa mettere un cappello politico o il bavaglio rispetto a un pensiero”. Lo ha detto Fabrizio Ferrandelli, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Palermo, a margine della conferenza stampa di presentazione del Pride che si terrà nel capoluogo siciliano sabato 20 giugno.

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