Soverato si stringe nel ricordo: la Teca della Quarto Savona 15 parla ai giovani della città

SOVERATO – Una giornata di profonda commozione, memoria attiva e impegno civile. Soverato ha accolto la teca contenente i resti della Quarto Savona 15, l’auto di scorta su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, tragicamente distrutti nella strage di Capaci del 23 maggio 1992.

L’evento ha visto la partecipazione straordinaria di tutte le scuole della città, con centinaia di studenti che hanno circondato il monumento alla memoria con rispetto e silenzioso calore. A presidiare il momento solenne, oltre alle massime autorità cittadine, erano presenti gli Artificieri della Questura di Catanzaro e i Carabinieri della Compagnia di Soverato, a testimonianza del legame indissolubile tra lo Stato, le forze dell’ordine e le nuove generazioni.

La forza del ricordo: i commenti delle istituzioni

La presenza della teca a Soverato non è stata solo una celebrazione del passato, ma un forte monito per il futuro, come sottolineato dai vertici dell’amministrazione comunale.

Il commento del Sindaco, Daniele Vacca:

“Vedere piazza e strade riempite dai nostri ragazzi, davanti a un simbolo così doloroso e potente, è l’immagine più bella di una Soverato che sceglie fermamente la strada della legalità. La teca della Quarto Savona 15 non rappresenta solo una tragedia, ma il sacrificio supremo di chi ha creduto nelle istituzioni fino all’ultimo istante. Ringrazio di cuore le forze dell’ordine – la Questura di Catanzaro, gli artificieri e l’Arma dei Carabinieri – e il mondo della scuola per aver reso possibile questo momento. Ai nostri giovani dico: guardate quei resti non con rassegnazione, ma con la consapevolezza che la lotta alla mafia cammina oggi sulle vostre gambe.”

Il commento del Presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Riccio:

“La memoria non è un esercizio di stile, ma un dovere quotidiano. La massiccia partecipazione di tutte le scuole della città dimostra che la cultura della legalità è radicata nel nostro tessuto sociale. Questa teca ci ricorda il prezzo altissimo pagato per la nostra libertà e la nostra democrazia. Come istituzioni, abbiamo il compito di guidare i più giovani, ma oggi sono stati loro, con il loro rispetto e la loro attenzione, a dare a noi una grande lezione di civismo. Soverato risponde ‘presente’ alla chiamata del giudice Falcone: il loro passaggio non è stato invano.”

Un’aula a cielo aperto per la legalità

Particolarmente toccante è stato il momento di confronto tra gli studenti e il personale delle forze dell’ordine. Gli artificieri della Questura e i Carabinieri hanno dialogato con i ragazzi, spiegando il valore quotidiano della divisa e della difesa delle regole democratiche.

Quei resti di metallo contorto, custoditi sotto il vetro, hanno trasformato la giornata in una gigantesca aula a cielo aperto. Un monito visivo devastante ma necessario, capace di toccare le corde emotive dei ragazzi più di mille parole, rinnovando la promessa che la Calabria e l’Italia non dimenticano i propri eroi.

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