Satriano, bellissima esibizione quella presentata dai pazienti delle Case Famiglia “Peniel” e “Mefiboset”

Bellissima esibizione quella presentata dai pazienti delle Case Famiglia “Peniel” e “Mefiboset”, che hanno portato in scena “Spettacolo in Norvegia”. Una performance emozionante e coinvolgente accolta presso il Centro Polifunzionale nel centro storico satrianese, dove in tanti sono arrivati per applaudire gli ospiti delle due strutture, i loro canti, balli e recitazioni che hanno entusiasmato tutti i presenti. Sono stati intensi momenti, di varie performance, ricchi di emozioni e di calore, a cui il pubblico ha risposto con lunghi e calorosi applausi. Un momento particolare, l’entrata in scena del paziente satrianese Massimo Marotti, che ha simpaticamente presentato alcune famosi canzoni, come “Perdere l’Amore” di Massimo Ranieri,“Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni, e sketch recitati, molto apprezzati dai presenti che hanno risposto con affettuosi e lunghi applausi. Dopo la sua esibizione, tanti i saluti e gli abbracci con i suoi concittadini che lui, visibilmente felice e gioioso, ha ringraziato con affetto. Lo spettacolo è continuato con tutti i protagonisti sul palcoscenico, che hanno recitato e cantato, in un clima di allegria e divertimento, concludendo con con il brano “Generale” di Francesco De Gregori,come un inno alla pace, a dimostrazione che anche le persone fragili possono esternare la propria attenzione e sensibilità al particolare momento critico che si sta vivendo. Sul palcoscenico, dunque, i pazienti con disabilità di due realtà socio-assistenziali in cui il teatro assume una valenza particolare. “Peniel” a San Vito per disabilità gravi e “Mefiboset” a Chiaravalle per disabilità mentale. Il teatro, per loro, rappresenta una importante occasione di incontro e di condivisione, un lavorare in modo programmatico ma lasciando spazio a spontaneità e improvvisazione. Un luogo in cui, durante le prove con volontari e familiari, si crea un legame profondo, di rispetto e di amicizia che, automaticamente, porta ad un rapporto normale con gli altri. L’energia, la creatività e le emozioni che si liberano con il teatro, la possibilità di mettersi in gioco e in relazione con le persone, concorrono a coadiuvare il lavoro riabilitativo della comunità stessa.
Rosanna Paravati
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