Santa Caterina dello Ionio, la cultura si fa futuro con l’Istituto Aghia Soros e la Biblioteca “Caterina d’Alessandria”

Presentato il nuovo presidio culturale ospitato nell’ex scuola media di via Perdicari: oltre 24mila volumi, corsi di alta formazione e una rete accademica per contrastare lo spopolamento attraverso la conoscenza

In un tempo in cui molti piccoli centri fanno i conti con marginalità, isolamento e spopolamento, Santa Caterina dello Ionio sceglie di rispondere investendo sulla cultura. Presso l’ex scuola media di via Perdicari è stato ufficialmente presentato il nuovo polo culturale composto dall’Istituto Aghia Soros e dalla Biblioteca pubblica “Caterina d’Alessandria”. Non si tratta soltanto dell’apertura di un nuovo spazio dedicato allo studio, ma della nascita di un vero presidio culturale e civile. La biblioteca, già accreditata al Sistema Bibliotecario Nazionale, custodisce un patrimonio di oltre 24mila volumi, ponendosi come punto di riferimento non solo per la comunità locale, ma per l’intero territorio calabrese. L’incontro, dal titolo significativo “La cultura è vera e libera”, è stato aperto dal professor Angelo Comito, presidente dell’associazione Civitas Humana ODV, che ha sottolineato la natura popolare e comunitaria dell’iniziativa. Un progetto nato dal basso, dall’impegno civile di chi considera la conoscenza uno strumento concreto di emancipazione, crescita collettiva e partecipazione democratica. A moderare i lavori è stata la professoressa Aurora Vesto, dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, che ha guidato un confronto incentrato sulla solidità scientifica e formativa del nuovo istituto. Al centro della presentazione, anche le partnership accademiche che daranno sostanza all’offerta didattica. Grazie alla convenzione con il Conservatorio “Saverio Arlia” di Nocera Terinese, l’Istituto Aghia Soros attiverà un corso di perfezionamento dedicato alla valorizzazione dei beni musicali. Un percorso che intreccia formazione, identità territoriale e tutela del patrimonio culturale. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del patrimonio immateriale. In collaborazione con l’Università per Stranieri di Reggio Calabria e con l’Università UNIDA, è stata annunciata l’attivazione di un corso da 60 CFU dedicato alla gestione e alla narrazione del patrimonio culturale, presentato dalla professoressa Simona Totaforti. Il valore identitario dell’operazione è stato evidenziato dalla professoressa Maria Teresa Iannelli, che ha definito le biblioteche luoghi vivi di costruzione del pensiero critico, particolarmente importanti nei piccoli borghi, dove la cultura può diventare spazio di relazione, memoria e futuro. Una visione integrata è stata richiamata anche dal professor Daniele Vadalà, che ha posto l’accento sul legame tra tutela del paesaggio e cultura, mentre la professoressa Katia Reda ha illustrato l’approccio interdisciplinare dell’offerta formativa. All’iniziativa hanno preso parte anche le istituzioni del territorio, rappresentate dal luogotenente e comandante della Stazione dei Carabinieri di Santa Caterina dello Ionio, dottor Minasi. A suggellare il significato dell’evento è stato l’intervento dell’editore e professore Florindo Rubbettino, che ha richiamato il valore del coraggio culturale dei promotori: investire sulla qualità, sui libri, sulla formazione e sulla conoscenza in una fase storica in cui la cultura rischia spesso di essere considerata marginale. La serata, arricchita dalle esecuzioni del Quartetto di fiati del Conservatorio “Arlia”, si è conclusa in un clima di partecipazione e festa comunitaria. La nascita dell’Istituto Aghia Soros e della Biblioteca “Caterina d’Alessandria” non rappresenta soltanto l’apertura di un edificio. È un segnale politico, culturale e sociale: la dimostrazione che anche nei piccoli centri è possibile generare futuro, costruire reti, attrarre formazione e contrastare lo spopolamento. A Santa Caterina dello Ionio la cultura diventa così una scelta di resistenza, ma anche una concreta promessa di rinascita.

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